I veicoli a motore nel codice della strada nelle norme comunitarie e internazionali

a cura di Francesco Infantino

(Quaderno n. 26 della Rivista Giuridica della Circolazione e dei Trasporti, ACI Roma)

Necessità economico industriale di una normativa sulle caratteristiche tecniche dei veicoli a motore e dei rimorchi.
Progressiva internazionalizzazione delle norme. Disciplina attuale.
Procedimento dell’omologazione.
Omologazione del tipo.
Tipi di omologazione
Dichiarazione di conformità.
Le norme ISO 9002.  All. X decreto ministeriale 8 maggio 1995.
Le caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli a motore e dei rimorchi.
Dispositivi di equipaggiamento.
Modifiche delle caratteristiche costruttive e funzionali.
Efficienza dei veicoli a motore e loro rimorchi in circolazione.
Prescrizioni omologative presso i paesi extraeuropei.
I veicoli a motore nella convenzione sulla circolazione stradale.
Comunicazione interpretativa della commissione concernente le procedure di omologazione e di immatricolazione di veicoli già immatricolati in un altro stato membro.
 
Legislazione connessa
  Omologazione nazionale
Decreto 2 maggio 2001, n. 277 - Disposizioni concernenti le procedure di omologazione dei veicoli a motore, dei loro rimorchi, delle macchine agricole, delle macchine operatrici e dei loro sistemi, componenti ed entità tecniche
Circolare  ministeriale 20 giugno 1996 n. 95/96 - Procedure di omologazione dei veicoli stradali. circolare applicativa: I) del regolamento recante norme sulle procedure amministrative di omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi; II) delle prescrizioni tecniche nazionali in vigore per l’omologazione dei veicoli di categorie diverse dalla M.
Ministero dei trasporti e della navigazione - Circolare ministeriale 30 luglio 1996 n. 110. D.M. 16 gennaio 1995, n. 94. “regolamento recante norme sulle procedure amministrative di omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi”: Quesiti interpretativi.
D.M. 2 luglio 2002 - Semplificazione delle procedure amministrative di trasposizione delle omologazioni comunitarie dei veicoli ai fini del rilascio delle carte di circolazione degli stessi
  Omologazione Cee
D.M. 28 aprile 2007 - Recepimento della direttiva 2007/46/CE del consiglio che sostituisce la direttiva 70/156/Cee concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri relative alla omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi.
D.M. 5 aprile 1994 - Recepimento della direttiva del consiglio n. 92/61 del 30 giugno 1992 relativa all’omologazione dei veicoli a motore a due o a tre ruote
Circolare ministeriale 2 agosto 1994 n. 110 - D.M. 5 aprile 1994. Recepimento della direttiva del consiglio delle comunità europee n. 92/61 del 30 giugno 1992 relativa alla omologazione dei veicoli a motore a due o a tre ruote.
Circolare ministeriale 13 ottobre 1994, n. 142 - Circolare DG n. 110 del 1994. Omologazione dei veicoli a motore a due o a tre ruote
Circolare ministeriale 19 luglio 1995, n. 136 - Veicoli a trazione elettrica con funzionamento autonomo e ibrido. Nuove disposizioni

Necessità economico industriale di una normativa sulle caratteristiche tecniche dei veicoli a motore e dei rimorchi

Con l’enorme sviluppo della motorizzazione in europa, intorno agli anni cinquanta, quando l’autoveicolo cominciava ad acquistare notevole importanza negli scambi commerciali internazionali, ci si rese conto che per favorire tali scambi, era necessario avviare un processo per uniformare le disposizioni relative alla omologazione dei veicoli a motore e dei singoli dispositivi.
In tale modo si evitava ai costruttori di dovere progettare e allestire i veicoli in maniera diversa a seconda dei paesi cui erano destinati e si agevolava lo spostamento ad altro paese di veicoli inizialmente destinati al mercato interno di un determinato paese. Questo permetteva anche la realizzazione della uniformità degli equipaggiamenti dei veicoli anche a livello internazionale ai fini della sicurezza della circolazione stradale.
In mancanza di norme internazionali era necessario ricorrere alla diversificazione della produzione con conseguenti incrementi dei costi generali di produzione, perché non era possibile l’applicazione degli stessi criteri e, una volta realizzati i prototipi, era necessario provvedere alla loro omologazione sottoponendoli alle autorità dei paesi ai quali i veicoli o i dispositivi erano destinati; ciò rappresentava un notevole dispendio di tempo e di denaro con il rischio di non ottenere la omologazione in tempo utile per la commercializzazione dei veicoli.
Non indifferente era anche l’aspetto legato all’evoluzione normativa, dovuto in parte all’evoluzione tecnica e per altre ragioni anche ai forti interessi protezionistici, che rendevano molto instabile il quadro di riferimento eliminando o riducendo enormemente dalla competizione commerciale prodotti di importazione, con le conseguenze economiche che si possono facilmente immaginare.
Per superare tale stato di cose, sotto l’egida della commissione economica per l’europa (ECE) creata nel 1947 dal consiglio economico e sociale della organizzazione delle nazioni unite (ONU), il 20 marzo 1958 a Ginevra fu stipulato un accordo concernente l’emanazione di “prescrizioni uniformi di omologazione dei dispositivi di equipaggiamento e dei componenti dei veicoli a motore e del riconoscimento reciproco delle omologazioni accordate”.
In base a tale accordo, tuttora vigente, ciascun costruttore, ottenuta la omologazione di un dispositivo o componente in base ad un regolamento ECE/ONU emanato nell’ambito dell’accordo, è autorizzato ad apporre sul prodotto un marchio internazionale di conformità recante la sigla “E”, garantito dal paese che ha provveduto all’omologazione ed a commercializzarlo senza ulteriori controlli tecnici in tutti i paesi che hanno dato la loro adesione alle norme contenute in quel regolamento ECE/ONU.
Attualmente i regolamenti ECE/ONU sono un centinaio, ne sono allo studio altri, che vengono costantemente emendati per essere adeguati al progresso tecnico ed ai quali hanno aderito oltre venti stati europei. Pur se non è prevista l’omologazione globale del veicolo, l’accordo ha enormemente agevolato ed uniformato la omologazione dei veicoli e dei dispositivi da parte degli stati aderenti.
Da parte dell’Italia l’accordo è stato sottoscritto e ratificato ed è stato reso esecutivo con il d.p.r. 24 dicembre 1961 n. 1841.
L’accordo prevede che quando uno dei paesi aderenti si trova in presenza di un problema attinente la sicurezza dei veicoli, lo presenta al gruppo WP29 che, se giudica il problema rilevante agli effetti internazionali, lo assegna per lo studio al gruppo di relatori competenti.
Approvato il regolamento ECE/ONU, per essere giuridicamente operante, occorre che due dei paesi aderenti notifichino al segretario generale delle nazioni unite a New York, depositario dell’accordo, la volontà di servirsi del regolamento ECE/ONU nell’ambito delle loro relazioni commerciali. Il paese comunica anche la data dell’entrata in vigore della norma, che deve comunque essere posteriore di almeno cinque mesi rispetto a quella della notifica.
Il segretario generale comunicherà a tutti i paesi aderenti all’accordo il testo del regolamento e la data dell’entrata in vigore. A quella data il regolamento acquisterà tutta la pienezza giuridica divenendo uno degli allegati tecnici dell’accordo, diventando così operativo sia nei riguardi dei due paesi che lo hanno sponsorizzato, sia nei riguardi di quelli che entro tre mesi dalla data della comunicazione del segretario gli avranno fatto pervenire la loro adesione.
Gli altri paesi aderenti all’accordo hanno la facoltà di aderire in ogni momento
al regolamento, è sufficiente una notifica al segretario generale, in tal caso il regolamento entra in vigore anche nei riguardi di quel paese sessanta giorni dopo la notifica.
Naturalmente i regolamenti vengono emendati per essere sempre aderenti alla realtà nella quale operano. Quando un emendamento introduce innovazioni sostanziali nelle prescrizioni tecniche o nelle procedure di verifica, esso implica una modificazione del marchio di omologazione “E”, che viene aggiornato nella parte che identifica la serie di emendamenti.
La cessazione di validità di un regolamento ECE/ONU avviene con la notifica da parte del paese che non intende più adottarlo. Il ritiro formale decorre un anno dopo la notifica.
L’adozione dei regolamenti ECE/ONU che si riferiscono ad omologazioni non previste dalla legislazione, consente di valutare in termini concreti l’opportunità di introdurre una norma nell’ambito nazionale e presenta il notevole vantaggio di poter ottenere in Italia le omologazioni necessarie per poter commercializzare i prodotti verso gli altri paesi aderenti al regolamento ECE/ONU applicato.
In Italia i regolamenti ECE/ONU sono gestiti dalla direzione generale della motorizzazione civile, del ministero dei trasporti e della navigazione, nella duplice veste di autorità amministrativa che rilascia le omologazioni e di servizio tecnico che procede alla effettuazione delle prove di omologazione.
Il Consiglio della Comunità €pea, con Decisione 97/836/CE del 27 novembre 1997 (G.U.C.E. 17 dic. 1997, n. 346), ha deciso l’adesione all’accordo della Commissione economica per l’€pa delle Nazione Unite (Accordo del 1958 riveduto), relativo all’adozione di prescrizioni uniformi applicabili ai veicoli a motore, agli accessori e alle parti che possono essere installati e/o utilizzati sui veicoli a motore ed alle condizioni di riconoscimento reciproco delle omologazioni rilasciate sulla base di tali prescrizioni.
In base a tal,e Accordo la Comunità €pea e gli Stati membri partecipano come parti contraenti all'accordo riveduto.

Progressiva internazionalizzazione delle norme. Disciplina attuale. 

A seguito dell’istituzione della comunità economica €pea la commissione Cee, preso atto degli effetti dell’accordo ECE/ONU di Ginevra, nell’ambito della direzione generale del mercato interno e degli affari industriali, si diede inizio ad un programma mirato all’obbiettivo dell’omologazione €pea dei veicoli a motore e dei rimorchi.
Tutte le normative predisposte dai singoli stati membri vennero analizzate e compendiate in una direttiva quadro nella quale sono elencati tutti i requisiti dei veicoli che, ai fini dell’omologazione, vanno sottoposti ad accertamento tecnico, con l’intento di regolamentare ciascuno di essi con una direttiva particolare, e nella intesa di definire in via prioritaria quelle direttive che hanno maggiore rilevanza ai fini degli investimenti industriali.
In attesa dell’emanazione di tutte le direttive particolari elencate dalla direttiva quadro, si stabilì il principio che gli stati membri avrebbero continuato ad operare applicando la normativa nazionale di omologazione con i seguenti vincoli: a) su richiesta del costruttore, applicare in alternativa alle equipollenti prescrizioni nazionali, le prescrizioni tecniche armonizzate contenute nelle direttive particolari Cee;
b) omettere l’esecuzione di verifiche effettuate e certificate, come stabilito dalle
disposizioni transitorie, dall’autorità competente di un altro stato membro in
conformità alle prescrizioni di una direttiva particolare relative all’omologazione parziale Cee;
c) comunicare le variazioni al proprio quadro normativo interno, astenendosi dal variarlo in mancanza dell’apposita autorizzazione della commissione Cee.
La direttiva n. 70/156/CE è stata recepita in Italia con d.m. 29 marzo 1974 ed è stata successivamente modificata ed integrata, dalla direttiva n. 92/53/CE, recepita con d.m. 8 maggio 1995, dalla direttiva n. 98/14/CE recepita con D.M. 4 agosto 1998 e, per ultimo, dalla direttiva 2011/116/CE recepita con decreto 20 giugno 2002.
Le ultime modifiche prevedono la sostituzione progressiva dei sistemi nazionali di omologazione dei veicoli degli stati membri con una procedura di omologazione comunitaria.
L’omologazione “Cee” una volta ottenuta in uno stato membro, consente la immatricolazione e la vendita, come veicolo nuovo, in qualsiasi stato membro, su presentazione di un certificato di conformità.
Dall’1 gennaio 1993 il sistema di omologazione “Cee” è operativo a titolo facoltativo e dall’1 gennaio 1996 è divenuto obbligatorio per i nuovi tipi di veicoli della categoria internazionale M1 (Autovetture).
Per le altre categorie di veicoli (autocarri, autobus, ecc.), l’omologazione nazionale per tipo, continuerà a sussistere fino all’adozione delle ultime direttive specifiche e all’applicazione obbligatoria dell’omologazione “Cee”.
Per i veicoli a motore a due o tre ruote (ciclomotori, motocicli, tricicli) e per i quadricicli contemplati dalla direttiva n. 92/61/Cee del 30 giugno 1992, recepita con d.m. 5 aprile 1994, restano valide le omologazioni nazionali che sono però limitate ai sistemi e ai componenti che non sono stati oggetto di armonizzazione tramite direttive specifiche. In questo settore, infatti, le direttive specifiche adottate sono già di applicazione obbligatoria in tutti gli stati membri.
Come già detto il punto di riferimento dell’armonizzazione nel settore è costituito dalla direttiva n. 70/156/Cee come modificata da ultimo, dalle direttive n. 92/53/CE,  98/14/CE e 2001/116 che prevedono una procedura di omologazione comunitaria per tipo di veicolo (omologazione Cee) su richiesta del costruttore.
L’omologazione Cee è il risultato della procedura con la quale uno stato membro constata che un tipo di veicolo è conforme alle prescrizioni tecniche delle direttive comunitarie specifiche che fanno parte integrante di detta procedura.
In questo modo, i veicoli che rispettano le prescrizioni tecniche armonizzate possono essere messi liberamente in circolazione in tutta la comunità con il certificato di conformità rilasciato dal costruttore che ha ottenuto l’omologazione “Cee”.
Sulla base del sistema stabilito da detta direttiva, uno stato membro non può, per motivi attinenti alla costruzione, o al funzionamento del veicolo, rifiutare la immatricolazione o vietare la vendita e l’immissione in servizio di un veicolo nuovo corrispondente ad un tipo che ha ottenuto l’omologazione “Cee” e che sia corredato di un certificato di conformità in corso di validità.
La suddetta direttiva inoltre, all’articolo 8, contiene alcune deroghe alla procedura di omologazione comunitaria per tipo, soprattutto per i veicoli prodotti in piccole serie e per i veicoli di fine serie.
In conformità all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 70/156/Cee ciascuno stato membro, può esentare, su richiesta del costruttore, dall’applicazione di uno o più disposizioni di una o più direttive:
a
) per i veicoli prodotti in piccole serie gli stati membri hanno la facoltà, dopo essere stati informati dallo stato membro che ha rilasciato l’omologazione nazionale in deroga, di accettare o rifiutare l’omologazione di tale categoria di veicoli. In caso di accettazione, si potranno imporre condizioni particolari quanto alla modifica di alcune disposizioni. Tuttavia, le modifiche richieste dallo stato membro di destinazione dovranno essere necessariamente connesse con esigenze relative alla sicurezza stradale. Queste modifiche dovranno inoltre essere proporzionate all’obbiettivo invocato e spetterà allo stato interessato dimostrare che sono pertinenti;
b
) ai veicoli di fine serie si applica una procedura identica: gli stati membri di destinazione, su richiesta del costruttore e previa informazione da parte dello stato che ha concesso la deroga, hanno la possibilità di concedere o di rifiutare di immatricolare e di mettere in servizio tali veicoli. In questo caso, l’accettazione non può essere subordinata a condizioni particolari.
In applicazione della sentenza n. 170 del 1984 della corte costituzionale (1), il recepimento della direttiva 92/61/Cee produce l’effetto della disapplicazione delle norme di diritto interno con essa in contrasto.
Di conseguenza sul piano giuridico si hanno i seguenti effetti: a) i veicoli elettrici ed i veicoli bimodali definiti dalla direttiva 92/61/Cee non saranno più disciplinati dall’articolo 59 del codice della strada; b) i ciclomotori costituiti da un normale velocipede e da un motore ausiliario, definiti al primo comma dell’articolo 75 del codice della strada, a norma della direttiva 92/61/Cee, sono considerati ciclomotori a tutti gli effetti e, in quanto tali, soggetti a tutti gli accertamenti previsti dalla stessa direttiva 92/61/Cee; c) le disposizioni transitorie previste dalla direttiva 92/61/Cee stabiliscono il periodo di validità delle omologazioni accordate ai veicoli e ai loro componenti prima della data di entrata in vigore del decreto 5 aprile 1994 e dalla data di entrata in vigore dei decreti di recepimento delle direttive particolari (DP) dell’allegato I allo stesso decreto, pertanto per i veicoli a due o tre ruote, nonché per i veicoli loro assimilati, le prescrizioni contenute nel secondo e terzo periodo del comma terzo dell’articolo 235 del codice della strada vanno disapplicate; d) poiché l’allegato I alla direttiva 92/61/Cee non prevede particolari prescrizioni per le caratteristiche delle selle e sedili per i ciclomotori a due o tre ruote, la prescrizione contenuta nell’articolo 198, appendice I, lettera i) del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada va disapplicata; e) poiché l’allegato I della direttiva 92/61/Cee non prevede prescrizioni particolari circa la presenza di porta-casco per motoveicoli, la prescrizione di cui all’articolo 227, appendice V, lettera H), h), del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada va disapplicata.
I quadricicli leggeri di cui alla lettera a), a seguito dell’entrata in vigore della direttiva 92/61/Cee, sono considerati ciclomotori ai sensi dell’articolo 52 del codice della strada, mentre i quadricicli di cui alla lettera b) sono considerati motoveicoli ai sensi dell’articolo 53 del codice della strada.
In sede di rilascio dell’omologazione nazionale prevista in via transitoria, le norme regolamentari applicabili a ciascuna categoria di veicoli (così come definita al comma primo, articolo 2 del decreto 5 aprile 1994), per la verifica delle caratteristiche tecniche elencate nell’allegato I della direttiva 92/61/Cee con la menzione DP (direttive particolari), sono quelle indicate nelle tavole allegate al suddetto decreto. Continuano altresì ad essere applicabili le norme CUNA esistenti per ciascuno degli argomenti, riportate nelle suddette tavole allegate al d.m. 5 aprile 1994.
Sulla base del comma quarto dell’articolo 71 e del comma decimo dell’articolo 72 del nuovo codice della strada, è ammessa inoltre, in alternativa a quanto prescritto dalla normativa nazionale, l’omologazione rilasciata a veicoli e/o dispositivi in applicazione delle prescrizioni contenute nei regolamenti ECE/ONU riconosciuti dalla direzione generale m.c.t.c.
L’omologazione globale Cee per i veicoli della categoria M1 allestiti con motore a combustione interna, verrà concessa sulla base delle prescrizioni tecniche desumibili dall’elenco esaustivo figurante nell’allegato alle note del d.m. 8 maggio 1995 (riportato nella seconda parte del volume).
Ai fini dell’omologazione globale Cee, le caratteristiche costruttive e funzionali figuranti nell’appendice V dell’articolo 227 del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada, non comprese nella suddetta tabella, non verranno prese in considerazione.
Oltre ai regolamenti ECE/ONU elencati nella parte II dell’allegato IV, al d.m. 8 maggio 1995, ne esistono altri accettati dall’Italia nell’ambito dell’accordo di Ginevra del 23 marzo 1958 relativo all’adozione di condizioni uniformi di omologazione ed al riconoscimento reciproco dell’omologazione di accessori e parti di veicoli a motore reso esecutivo in Italia con d.p.r. n. 1841 del 1961 (2), che si riferiscono a norme che, nell’ambito dell’omologazione Cee non sono obbligatorie.
L’omologazione parziale Cee per tali regolamenti viene accordata solamente a domanda del costruttore.
Per i veicoli diversi dai veicoli della categoria M1 allestiti con motore a combustione interna, nelle more dell’estensione del campo di applicazione della direttiva 92/53/Cee, in applicazione dell’articolo 15 della stessa direttiva e dell’articolo 10 della direttiva 70/156/Cee, a norma dell’articolo 235, comma primo, del codice della strada si seguiterà a rilasciare l’omologazione nazionale attualmente in vigore applicando tutte le direttive particolari (applicabili) con le modalità stabilite nei provvedimenti di recepimento indicati nella suddetta tabella allegata al d.m. 8 maggio 1995 e rispettando le norme tecniche nazionali attualmente applicate per le quali non è stata ancora emanata una corrispondente direttiva e cioè:
a) controllo della conformità dell’esemplare presentato alle caratteristiche risultanti dalla documentazione. La prescrizione è prevista e certificata nell’ambito delle singole direttive particolari;
b) verifica della corrispondenza a quanto disposto per ciascuna categoria di veicoli;
c) verifica delle parti a sbalzo:

Dir. 97/27/CE:
7.6.2. Requisiti supplementari per i veicoli delle categorie M2 o M3 e N
A veicolo fermo e con le ruote sterzanti in posizione tale che muovendo il veicolo il punto anteriore più esterno descriva una  circonferenza di 12,50 m di raggio, è tracciato con una linea sul terreno un piano verticale tangente al lato del veicolo  orientato verso l'esterno della circonferenza. Per gli autosnodati delle categorie M2 e M3 le due unità rigide devono essere  allineate al piano.
Quando il veicolo avanza, in entrambi i sensi, lungo una circonferenza di 12,50 m di raggio, nessuna sua parte deve discostarsi dal piano verticale di più di 0,80 m (vedi figura B) in caso di veicolo rigido o di più di 1,20 m (vedi figura C) in caso di autosnodato della categoria M2 e M3.
Per i veicoli muniti di dispositivi di sollevamento dell'asse, il presente requisito si applica anche con l'asse/gli assi in posizione sollevata (a norma del punto 2.14).
Per i veicoli della categoria N con assi sollevabili in posizione sollevata o scaricabili in posizione di scarico il valore 0,80 m è sostituito da 1,00 m.
7.6.3. Le prescrizioni di cui ai punti 7.6.1 e 7.6.2 possono anche essere verificate, a richiesta del costruttore, con un metodo di calcolo equivalente o una dimostrazione geometrica.
7.6.4. Nel caso di veicoli incompleti, il costruttore dichiara le dimensioni massime ammissibili del veicolo che devono essere  verificate rispetto ai requisiti dei paragrafi 7.6.1 e 7.6.2.
Per passo di un veicolo a due assi si intende la distanza tra i centri degli assi, con veicolo a pieno carico. Nei veicoli a tre o più assi per passo si intende la distanza tra l’asse o la mezzeria degli assi anteriori e l’asse o la mezzeria degli assi posteriori, con veicolo a pieno carico.
d) 7.6. Manovrabilità
7.6.1. Il veicolo a motore ed il semirimorchio devono poter essere manovrati, in entrambi i sensi, per una traiettoria completa di 360° entro una corona circolare dal raggio esterno di 12,50 m e dal raggio interno di 5,30 m senza che nessuno dei punti più esterni del veicolo (ad eccezione degli elementi sporgenti prescritti per la larghezza del veicolo al punto 2.4.2) sporga dalla corona.
7.6.1.1. Per i veicoli e i semirimorchi muniti di dispositivo di sollevamento dell'asse (cfr. punto 2.14), questo requisito si applica altresì con l'asse/gli assi in posizione sollevata (a norma del punto 2.14).
Detti requisiti sono verificati come segue:
7.6.1.1. Veicoli a motore
Il veicolo deve essere manovrato in modo che il suo punto anteriore più esterno rasenti la circonferenza esterna della corona (vedi figura A).
7.6.1.2. Semirimorchi
Si considera che un semirimorchio sia conforme ai requisiti del punto 7.6.1 se il suo interasse non è superiore a
  V (12,50 – 2,04)2 – (5,30+L/2)2
dove L è la larghezza del semirimorchio e l'interasse misurato ai fini del presente punto è la distanza tra l'asse del perno di ralla del semirimorchio e la linea mediana degli assi non sterzanti del carrello. Se uno o più assi non sterzanti del carrello sono dotati di un dispositivo di sollevamento dell'asse (cfr. punto 2.14), per l'interasse si prende in considerazione la lunghezza maggiore tra assi abbassati o sollevati. In caso di dubbio, l'autorità che rilascia l'omologazione può richiedere che venga effettuata una prova in base al punto 7.6.1.
7.6.2. Requisiti supplementari per i veicoli delle categorie M2 o M3 e N
A veicolo fermo e con le ruote sterzanti in posizione tale che muovendo il veicolo il punto anteriore più esterno descriva una  circonferenza di 12,50 m di raggio, è tracciato con una linea sul terreno un piano verticale tangente al lato del veicolo  orientato verso l'esterno della circonferenza. Per gli autosnodati delle categorie M2 e M3 le due unità rigide devono essere  allineate al piano.
Quando il veicolo avanza, in entrambi i sensi, lungo una circonferenza di 12,50 m di raggio, nessuna sua parte deve discostarsi dal piano verticale di più di 0,80 m (vedi figura B) in caso di veicolo rigido o di più di 1,20 m (vedi figura C) in caso di autosnodato della categoria M2 e M3.
Per i veicoli muniti di dispositivi di sollevamento dell'asse, il presente requisito si applica anche con l'asse/gli assi in posizione sollevata (a norma del punto 2.14).
Per i veicoli della categoria N con assi sollevabili in posizione sollevata o scaricabili in posizione di scarico il valore 0,80 m è sostituito da 1,00 m.
7.6.3. Le prescrizioni di cui ai punti 7.6.1 e 7.6.2 possono anche essere verificate, a richiesta del costruttore, con un metodo di calcolo equivalente o una dimostrazione geometrica.
7.6.4. Nel caso di veicoli incompleti, il costruttore dichiara le dimensioni massime ammissibili del veicolo che devono essere  verificate rispetto ai requisiti dei paragrafi 7.6.1 e 7.6.2.


e) verifica delle carrozzerie dei veicoli adibiti ad uso pubblico per trasporto di persone per la conformità alle prescrizioni del ministero dei trasporti e della navigazione;
f) accertamento del numero dei posti verificando che siano disponibili; per il conducente almeno 60 cm, con centro in corrispondenza del piantone di sterzo o dell’asse del manubrio, per ogni altra persona 40 cm; e sui veicoli adibiti ad uso pubblico per trasporto di persone, per ogni persona 45 cm;
g) verifica in piano dei pesi, a vuoto e a pieno carico, e della relativa ripartizione sugli assi o gruppi di assi:

Dir. 97/27/CE:
2.5. per "massa del veicolo in ordine di marcia" si intende la massa del veicolo scarico carrozzato e, in caso di veicolo trattore, munito di un dispositivo di attacco, in ordine di marcia o la massa del telaio cabinato qualora il costruttore non fornisca la carrozzeria e/o il dispositivo di attacco (compresi liquido refrigerante, lubrificante, 90% del carburante, 100% degli altri liquidi ad eccezione delle acque di scarico, attrezzi, ruota di scorta e conducente (75 kg) e, per gli autobus di linea e granturismo, la massa dell'accompagnatore (75 kg) se nel veicolo è previsto un sedile per quest'ultimo);
2.6. per "massa massima a carico tecnicamente ammissibile" (M) si intende la massa massima del veicolo, per costruzione e prestazioni, dichiarata dal costruttore.
La massa massima a carico tecnicamente ammissibile è utilizzata per stabilire la categoria del veicolo in conformità dell'allegato II della direttiva 70/156/CEE del Consiglio, ad eccezione dei rimorchi ad asse centrale e dei semirimorchi, ove la massa da utilizzare sia quella corrispondente al carico che grava sugli assi quando il veicolo è caricato fino alla massa massima a carico tecnicamente ammissibile.
Per definizione solo una massa massima a carico tecnicamente ammissibile può essere attribuita a una data configurazione tecnica del tipo di veicolo quale definita da una serie di possibili valori dei punti indicati nella scheda informativa dell'allegato II della presente direttiva. La presente definizione vale, mutatis mutandis, per i requisiti tecnici dei punti 2.7, 2.8, 2.10, 2.11 e 2.12;
2.7. per "massa tecnicamente ammissibile dell'asse (m)" si intende la massa corrispondente al massimo carico statico verticale che l'asse può trasmettere al suolo in base alle caratteristiche costruttive del veicolo e dell'assale dichiarate dal costruttore;
2.8. per "massa massima tecnicamente ammissibile del gruppo di assi (m)" si intende la massa massima corrispondente al massimo carico statico verticale che il gruppo di assi può trasmettere al suolo in base alle caratteristiche costruttive del veicolo e dell'assale dichiarate dal costruttore;
2.9. per "massa rimorchiabile" si intende la massa di un rimorchio a timone o di un semirimorchio con "dolly" agganciati al veicolo a motore oppure la massa corrispondente al carico che grava sugli assi di un rimorchio ad asse centrale o di un semirimorchio agganciati al veicolo a motore;
2.10. per "massa massima rimorchiabile tecnicamente ammissibile (TM)" si intende la massa massima rimorchiabile dichiarata dal costruttore;
2.11. per "massa massima tecnicamente ammissibile sul punto di aggancio di un veicolo a motore" si intende la massa corrispondente al massimo carico statico verticale ammissibile sul punto di aggancio per costruzione del veicolo a motore e/o del dispositivo di attacco, dichiarata dal costruttore. Per definizione, tale massa non comprende la massa del dispositivo di attacco in caso di veicoli trattori in ordine di marcia, ma la comprende nel caso degli altri veicoli;
2.12. per "massa massima tecnicamente ammissibile sul punto di aggancio di un semirimorchio o di un rimorchio ad asse centrale" si intende la massa corrispondente al massimo carico statico verticale ammissibile trasferito dal rimorchio sul veicolo trattore nel punto di aggancio, dichiarata dal costruttore del rimorchio;
2.13. per "massa massima a carico tecnicamente ammissibile della combinazione di veicoli (MC)" si intende il valore massimo della somma delle masse del veicolo a motore a carico e del rimorchio trainato a carico, per costruzione del veicolo a motore, dichiarata dal costruttore;
2.14. per "dispositivo di sollevamento dell'asse" si intende un dispositivo montato in permanenza sul veicolo al fine di ridurre o aumentare il carico sull'asse o sugli assi, secondo le condizioni di carico del veicolo:
- sollevando le ruote fino a staccarle dal suolo o abbassandole al livello del suolo oppure
- senza sollevare le ruote dal suolo (ad esempio nel caso di sistemi di sospensione pneumatica o altri sistemi), per ridurre  l'usura dei pneumatici quando il veicolo non è a pieno carico e/o per facilitare l'avviamento su superficie sdrucciolevole di  veicoli a motore o combinazioni di veicoli, aumentando il carico sull'asse motore;
2.15. per "asse sollevabile" si intende un asse che può essere sollevato/abbassato dal relativo dispositivo di sollevamento, in base al punto 2.14, primo trattino;
2.16. per "asse scaricabile" si intende un asse il cui carico può essere variato, senza sollevare l'asse, con il relativo dispositivo di sollevamento in base al punto 2.14, secondo trattino;
2.17. per "sospensione pneumatica" si intende un sistema di sospensione in cui almeno il 75% dell'effetto elastico è determinato da una molla pneumatica;
2.18. per "sospensione riconosciuta equivalente a una sospensione pneumatica" si intende un sistema di sospensione dell'asse o del gruppo di assi del veicolo che soddisfa le prescrizioni del punto 7.11;
2.19. per "tipo di veicolo" si intendono i veicoli che non differiscono in aspetti fondamentali quali:
- il costruttore;
- la categoria del veicolo quale definita all'allegato II della direttiva 70/156/CEE;
- gli aspetti fondamentali per costruzione e progettazione quali:
- per i veicoli delle categorie M2 e M3:
- telaio/carrozzeria autoportante, piano unico/due piani, rigido/snodato (differenze ovvie e fondamentali),
- sospensione sull'asse motore: pneumatica o equivalente/non pneumatica e non equivalente,
- numero di assi;
- per i veicoli della categoria N:
- telaio/parte inferiore della carrozzeria (differenze ovvie e fondamentali),
- sospensione sull'asse motore: pneumatica o equivalente/non pneumatica e non equivalente,
- numero di assi;
- per i veicoli della categoria O:
- telaio/carrozzeria autoportante (differenze ovvie e fondamentali), rimorchio a timone/semirimorchio/rimorchio ad asse centrale,
- sistema di frenatura: rimorchio non frenato/con freni ad inerzia/con freno di tipo continuo,
- numero di assi.
Ai fini del presente punto non sono considerati essenziali gli aspetti per costruzione e progettazione quali, in particolare, l'interasse, il tipo di asse, le sospensioni, lo sterzo, i pneumatici e le relative modifiche del dispositivo correttore di frenata degli assi, oppure l'aggiunta o la soppressione di valvole di riduzione in relazione alle configurazioni dei trattori per semirimorchi e degli autocarri, né gli elementi connessi al telaio (per esempio motore, serbatoi, trasmissione ecc.).
7.1. Misurazione della massa del veicolo in ordine di marcia e della sua distribuzione sugli assi
La massa del veicolo in ordine di marcia e la sua distribuzione sugli assi sono misurate sui veicoli presentati  conformemente al punto 3.3, a veicolo fermo, con le ruote nella direzione dell'asse longitudinale del veicolo.
Se le masse misurate differiscono di non più del 3% rispetto alle masse indicate dal costruttore per le relative configurazioni tecniche del tipo di veicolo, o di non più del 5% nel caso di un veicolo delle categorie N1, O1, O2 o M2 non superiore a 3,5 t, le masse in ordine di marcia e la loro distribuzione sugli assi dichiarate dal costruttore sono utilizzate ai fini dei seguenti requisiti.
In caso contrario sono le masse misurate ad essere utilizzate ed il servizio tecnico può dunque, se necessario, procedere ad ulteriori misurazioni su veicoli diversi da quelli presentati in base al punto 3.3.
7.2. Misurazione delle dimensioni
La lunghezza, larghezza e altezza fuoritutto sono misurate sul veicolo/sui veicoli in ordine di marcia presentati in base al  punto 3.3 secondo le disposizioni del punto 2.4.
Se le dimensioni misurate differiscono da quelle dichiarate dal costruttore per le relative configurazioni tecniche del tipo di veicolo, le dimensioni misurate sono utilizzate ai fini delle seguenti prescrizioni ed il servizio tecnico può dunque, se  necessario, procedere ad ulteriori misurazioni su veicoli diversi da quelli presentati in base al punto 3.3.
7.3. Dimensioni massime autorizzate per i veicoli
7.3.1. Lunghezza massima
7.3.1.1. Veicolo a motore: come previsto al punto 1.1 dell'allegato I della direttiva 96/53/CE,
7.3.1.2. rimorchio (esclusi i semirimorchi): come previsto al punto 1.1 dell'allegato I della direttiva 96/53/CE,
7.3.1.3. autosnodato: come previsto al punto 1.1 dell'allegato I della direttiva 96/53/CE,
7.3.1.4. semirimorchio: la distanza di cui al punto 7.3.1.4.1 deve essere misurata senza tener conto dei dispositivi di cui al punto 2.4.1 e la distanza di cui al punto 7.3.1.4.2 deve essere misurata senza esclusione alcuna.
7.3.1.4.1. La distanza tra l'asse del perno di ralla e l'estremità posteriore di un semirimorchio non deve superare il limite indicato al punto 1.6 dell'allegato I della direttiva 96/53/CE, misurata orizzontalmente sul piano longitudinale del veicolo.
7.3.1.4.2. La distanza tra l'asse del perno di ralla e qualsiasi estremità sulla parte anteriore del semirimorchio non deve superare 2,04 m, come previsto al punto 4.4 dell'allegato I della direttiva 96/53/CE, misurata orizzontalmente.
7.3.2. Larghezza massima
7.3.2.1. Qualsiasi veicolo: come previsto al punto 1.2 dell'allegato I della direttiva 96/53/CE.
7.3.2.2. Sovrastrutture fisse o mobili dei veicoli delle categorie N e O progettate appositamente per il trasporto a temperatura controllata di merci, con pareti laterali di larghezza, compreso l'isolamento, superiore a 45 mm:
come previsto al punto 1.2 dell'allegato I della direttiva 96/53/CE.
7.3.3. Altezza massima
7.3.3.1. Qualsiasi veicolo: come previsto al punto 1.3 dell'allegato I della direttiva 96/53/CE.
7.4. Calcolo della distribuzione della massa
7.4.1. Metodo di calcolo
7.4.1.1. Ai fini del calcolo della distribuzione della massa di seguito indicato, il costruttore deve fornire al servizio tecnico incaricato delle prove, in forma di tabella o altra forma appropriata, le informazioni necessarie per conoscere, per ogni  configurazione tecnica del tipo di veicolo quale definita da una serie di possibili valori di tutti i punti dell'allegato II della  presente direttiva: la massa massima a carico tecnicamente ammissibile del veicolo, le masse massime tecnicamente  ammissibili sugli assi e sui gruppi di assi, la massa massima rimorchiabile tecnicamente ammissibile, e la massa massima  a carico tecnicamente ammissibile della combinazione di veicoli.
7.4.1.2. Devono essere effettuati i calcoli appropriati per accertarsi che i seguenti requisiti siano soddisfatti per ciascuna configurazione tecnica del tipo.
A tal fine i calcoli devono limitarsi ai casi più sfavorevoli.
7.4.1.3. Nei seguenti requisiti, i simboli M, mi, mj, TM e MC designano rispettivamente i seguenti parametri per i quali devono essere soddisfatti i requisiti di cui al punto 7.4:
M = la massa massima a carico tecnicamente ammissibile del veicolo;
mi = la massa massima tecnicamente ammissibile sull'asse designato "i", ove "i" varia da 1 al numero totale degli assi del veicolo;
mj, = la massa massima tecnicamente ammissibile sull'asse unico o sul gruppo di assi designato "j", ove "j" varia da 1 al numero totale sugli assi unici e sui gruppi di assi;
TM = la massa massima rimorchiabile tecnicamente ammissibile e MC = la massa massima a carico tecnicamente ammissibile della combinazione di veicoli.
7.4.1.4. Nel caso di un asse unico, designato "i" in quanto asse e "j" in quanto gruppo di assi mi = mj per definizione.
7.4.1.5. Nel caso di veicoli muniti di assi scaricabili, devono essere effettuati i seguenti calcoli con la sospensione degli assi caricata alla posizione normale di funzionamento. Nel caso di veicoli muniti di assi sollevabili, devono essere effettuati i seguenti calcoli con gli assi abbassati.
7.4.1.6. Per i gruppi di assi, il costruttore deve fornire le leggi di distribuzione tra gli assi della massa totale che grava sul gruppo (ad esempio indicando le formule di distribuzione o presentando grafici di distribuzione).
7.4.1.7. Nel caso di semirimorchi e di rimorchi ad asse centrale ed ai fini dei seguenti calcoli, il punto di aggancio è considerato come un asse designato "o" e le masse corrispondenti mo e mo sono definite, per convenzione, come la massa massima tecnicamente ammissibile sul punto di aggancio del rimorchio.
7.4.2. Requisiti per i veicoli delle categorie N e O, ad eccezione dei caravan
7.4.2.1. La somma delle masse m non deve essere inferiore alla massa M.
7.4.2.2. Per ciascun gruppo di assi designato "j", la somma delle masse m sui suoi assi non deve essere inferiore alla massa mj. Inoltre ciascuna delle masse m non deve essere inferiore alla parte di mj applicata sull'asse "i" quale determinata dalle leggi di distribuzione della massa di tale gruppo di assi.
7.4.2.3. La somma delle masse mj non deve essere inferiore alla massa M.
7.4.2.4. La massa in ordine di marcia, sommata alla massa corrispondente a 75 kg moltiplicata per il numero dei passeggeri e alla massa massima tecnicamente ammissibile sul punto di aggancio, non deve essere superiore alla massa M.
7.4.2.5. Quando il veicolo è carico fino alla sua massa M secondo ciascuna delle relative situazioni descritte di seguito ai punti da 7.4.2.5.1 a 7.4.2.5.3, la massa corrispondente al carico applicato sull'asse "i" non deve essere superiore alla massa mi, di tale asse, e la massa corrispondente al carico che grava sull'asse unico o gruppo di assi "j" non deve essere superiore alla massa mj. Inoltre, la massa corrispondente al carico sull'asse motore o la somma delle masse corrispondenti ai carichi sugli assi motori deve essere almeno pari al 25% della massa M.
7.4.2.5.1. Veicoli trainati o veicoli a motore diversi dai veicoli trattori:
7.4.2.5.1.1. Distribuzione uniforme della massa nel caso di veicoli completi o completati ad eccezione di quelli menzionati al punto 7.4.2.5.1.2: il veicolo in ordine di marcia, con una massa di 75 kg posizionata su ciascun sedile passeggeri e con il carico utile distribuito in modo uniforme nella parte destinata al trasporto di merci, è carico fino alla sua massa M.
7.4.2.5.1.2. Distribuzione estrema della massa (carico non uniforme) nel caso dei veicoli incompleti o destinati a usi speciali comportanti il trasporto soltanto di carichi distribuiti in modo non uniforme: il costruttore deve dichiarare le posizioni estreme ammissibili possibili del baricentro del carico utile e/o struttura e/o attrezzatura o finiture interne (ad esempio da 0,50 a 1,30 m davanti al primo asse posteriore). La verifica deve essere effettuata in modo da coprire tutte le possibili posizioni di tale baricentro con il veicolo in ordine di marcia - con una massa di 75 kg collocata su ciascun sedile passeggeri - carico fino alla sua massa M.
7.4.2.5.2. Veicoli trattori per rimorchi (trattori stradali) ed autocarri progettati per trainare rimorchi ad asse centrale:
7.4.2.5.2.1. Devono essere effettuati, in tutti i casi appropriati tra quelli possibili di seguito indicati, gli stessi calcoli previsti al punto 7.4.2.5.1.1 nel caso di veicoli completi o completati diversi da quelli per usi speciali, o al punto 7.4.2.5.1.2 nel caso di veicoli incompleti o per usi speciali:
a) senza alcun carico sul punto di aggancio (ad eccezione, per i trattori stradali, di quello corrispondente alla massa del dispositivo di attacco ove installato dal costruttore, compreso nella massa in ordine di marcia in base al punto 2.5);
b) un carico corrispondente alla massa massima del dispositivo di attacco dichiarata dal costruttore, qualora questi non installi il dispositivo di attacco, che grava sul punto di aggancio (e detratta dal carico utile);
c) un carico corrispondente alla massa massima tecnicamente ammissibile sul punto di aggancio che grava sul medesimo (e detratta dal carico utile).
7.4.2.5.3. Veicoli trattori per semirimorchi (trattori per semirimorchi).
7.4.2.5.3.1. Nel caso di un veicolo completo o completato: il costruttore deve dichiarare le posizioni estreme dell'asse della ralla. La verifica deve essere svolta in modo tale da coprire tutte le possibili posizioni dell'asse della ralla, con il veicolo in ordine di marcia - con una massa di 75 kg collocata su ciascun sedile passeggeri - carico fino alla sua massa M (con il carico utile che grava sull'asse della ralla).
7.4.2.5.3.2. Nel caso di un veicolo incompleto: devono essere effettuate le stesse verifiche previste al punto 7.4.2.5.3.1 in base alle posizioni estreme ammissibili dell'asse della ralla dichiarate dal costruttore.
7.4.2.6. Quando un veicolo della categoria N è carico fino alla sua massa M e l'asse posteriore (designato "n" in quanto asse) o il gruppo di assi posteriori (designati "q" in quanto gruppo di assi) sono carichi fino alle loro masse mn o mq, la massa applicata sull'asse sterzante o sugli assi sterzanti non deve essere inferiore al 20% della massa M.
7.4.2.7. MC non può essere superiore a M + TM.
7.4.3. Requisiti per autobus di linea o granturismo
7.4.3.1. Si applicano i requisiti dei punti da 7.4.2.1 a 7.4.2.3 e del punto 7.4.2.7.
7.4.3.2. La massa del veicolo in ordine di marcia sommata alla massa Q definita di seguito nella tabella del punto 7.4.3.3.1, moltiplicata per il numero totale dei passeggeri, nonché alla massa massima tecnicamente ammissibile sul punto di aggancio, alle masse B e BX definite di seguito al punto 7.4.3.3.1 non deve essere superiore alla massa M.
7.4.3.3. Quando il veicolo incompleto è carico fino alla sua massa M secondo la situazione descritta al precedente punto 7.4.2.5.1.2, o quando il veicolo completo o completato in ordine di marcia è carico come descritto di seguito al punto 7.4.3.3.1, la massa corrispondente al carico su ciascun asse non deve essere superiore alla massa mi di tale asse e la massa corrispondente al carico su ciascun asse unico o gruppo di assi non deve essere superiore alla massa mj di tale gruppo di assi. Inoltre, la massa corrispondente al carico sull'asse motore o la somma delle masse corrispondenti al carico sugli assi motori deve essere almeno pari al 25% della massa M.
7.4.3.3.1. Il veicolo in ordine di marcia è caricato con una massa Q per ciascun sedile passeggeri, un numero SP, corrispondente al numero di posti in piedi, di masse Q distribuite in modo uniforme sulla superficie disponibile per i posti in piedi S1, una massa uguale a B (kg) distribuita in modo uniforme nei vani bagagli e, se del caso, una massa uguale a BX (kg) distribuita in modo uniforme sulla superficie del tetto adibita al trasporto bagagli, dove:
S1 è la superficie per posti in piedi, quale definita nella direttiva, di imminente adozione, del Parlamento €peo e del Consiglio concernente disposizioni speciali per i veicoli delle categorie M2 e M3. In attesa dell'adozione di tale direttiva, S1 è determinata come definito nei regolamenti ECE/ONU n. 36 (doc. E/ECE/TRANS/505/Rev1, Add 35) e n. 52 (doc. E/ECE/TRANS/505/Rev1, Add 51);
il numero SP, dichiarato dal costruttore, non deve essere superiore al valore S1/Ssp, dove Ssp è la superficie convenzionale prevista per un posto in piedi specificata di seguito nella tabella;
B (kg), dichiarata dal costruttore, corrisponde ad un valore numerico non inferiore a 100 ´ V (dove V = volume totale dei vani bagagli in m3);
BX, dichiarata dal costruttore, esercita un peso specifico non inferiore a 75 kg/m2 su tutta la superficie del tetto adibita al trasporto bagagli;
Q e Ssp corrispondono ai valori riportati nella tabella seguente:
Classe di veicolo Massa Q (kg) per passeggeroSsp (m2/passeggero) superficie convenzionale per un posto in piedi
Classe I & A[**] 680,125Classe II71 [*]0,15Classe III & B 71 [*]
Nessun posto in piedi[*] Compresi 3 kg di bagaglio a mano.[**] Per i veicoli della classe II o classe III o classe B che devono essere omologati anche come veicoli della classe I o classe A, la massa del bagaglio trasportato nei vani bagagli accessibili soltanto dall'esterno del veicolo non deve essere presa in considerazione ai fini dell'omologazione per queste ultime classi.
7.4.3.4. Quando il veicolo è in ordine di marcia o carico come precisato al punto 7.4.3.3.1, la massa corrispondente al carico sull'asse o gruppo di assi anteriori non deve essere inferiore alla percentuale della massa M prevista nella seguente tabella:
Condizioni di carico
Classe I & A
Classe IIClasse III & BRigidoSnodato Rigido Snodato
RigidoSnodatoA vuoto 20202025 20 2520Carico2520 25 20 2520
7.4.4. Requisiti per i veicoli delle categorie M2 o M3 diversi dagli autobus di linea o granturismo e per i caravan
Si applicano i requisiti dei punti da 7.4.2.1 a 7.4.2.4 e del punto 7.4.2.7. Inoltre, quando un veicolo incompleto è carico fino alla sua massa M secondo la situazione descritta al punto 7.4.2.5.1.2, o quando il veicolo completo o completato in ordine di marcia è carico fino alla sua nassa M, come descritto all'appendice dell'allegato II della direttiva 92/21/CEE del Consiglio, la massa corrispondente al carico su ciascun asse non deve essere superiore alla massa m di tale asse e la massa corrispondente al carico su ciascun asse unico o gruppo di assi non deve essere superiore alla massa su tale gruppo di assi. Inoltre, la massa corrispondente al carico sull'asse motore o la somma delle masse corrispondenti ai carichi sugli assi motori deve essere almeno pari al 25% della massa M.
7.5. Condizioni da verificare per la classificazione di un veicolo quale veicolo fuoristrada (allegato II, punto 4 della direttiva 70/156/CEE)
7.5.1. Il servizio tecnico verifica se il veicolo completo o completato, o il veicolo trattore per semirimorchi (trattore per semirimorchi) senza ralla debba essere considerato come un veicolo fuoristrada in base ai requisiti dell'allegato II della direttiva 70/156/CEE.
7.5.2. Per altri veicoli incompleti, tale verifica è effettuata solo su richiesta del costruttore;


h) verifica della velocità massima;
i) determinazione del consumo di combustibile in base alle norme Cee, se applicabili, ovvero in base a tabelle di unificazione a carattere definitivo;
l) prova di accelerazione in piano con partenza da fermo sul percorso di 1 km;

m) accertamento dello spunto in salita:

Dir. 97/27/CE:
7.9. Capacità di spunto in salita
I veicoli a motore che trainano un rimorchio e sono carichi fino alla loro massa massima a carico tecnicamente ammissibile per la combinazione di veicoli devono poter essere avviati per cinque volte su una pendenza di almeno il 12% nell'arco di cinque minuti.


n) rapporto potenza motore/massa massima:

Dir. 97/27/CE:
7.10. Rapporto potenza motore/massa massima
I veicoli a motore devono poter generare una potenza motore pari ad almeno 5 kW/t della massa massima a carico tecnicamente ammissibile della combinazione di veicoli. La potenza motore è misurata in base alle disposizioni della direttiva 80/1269/CEE.


In applicazione della sentenza della corte costituzionale n. 170 del 1984, a seguito del recepimento della direttiva 92/53/Cee le caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, oggetto di accertamento tecnico sono quelle fissate dall’unione €pea nell’elenco esaustivo contenuto nella parte I dell’allegato IV al decreto 8 maggio 1995 e per quelle materie la competenza esclusiva alla emanazione di norme tecniche è attribuita all’unione €pea.
Le conseguenze sul piano giuridico interno sono le seguenti: a) per i veicoli della categoria M1 allestiti con motore a combustione interna non sarà possibile stabilire a livello nazionale nuove norme e quindi per quanto attiene alle voci dell’appendice V dell’articolo 227 del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada non possono essere emanati decreti. Unica eventuale eccezione quella dei veicoli blindati per i quali non esistono né a livello nazionale né a livello Cee prescrizioni ad hoc; b) per tutte le altre categorie di veicoli, di massima viene osservato lo stesso principio, con l’eccezione dei veicoli blindati per i motivi sopra esposti e quella delle norme che riguardano la protezione degli occupanti dei veicoli nel caso di spostamento del carico in quanto nel tempo si è resa necessaria l’emanazione di un decreto che sintetizza le norme finora emanate.

Procedimento dell’omologazione

L’articolo 2 della direttiva 92/53/Cee definisce “costruttore” la persona o l’ente responsabile, verso l’autorità che rilascia l’omologazione di tutti gli aspetti del procedimento di omologazione e della conformità della produzione; non è indispensabile che detta persona o ente partecipino direttamente a tutte le fasi di costruzione del veicolo, del sistema, del componente o dell’entità tecnica soggette all’omologazione.
Lo stesso articolo contiene la definizione della “autorità che rilascia la omologazione”. Le autorità di uno stato membro responsabili di tutti gli aspetti della omologazione di un tipo di veicolo, sistema, componente o entità tecnica; esse rilasciano e, se necessario, ritirano le schede di omologazione, assicurano il collegamento con i propri omologhi degli stati membri e verificano le disposizioni prese dai costruttori per assicurare la conformità della produzione.
Il “servizio tecnico” è l’organismo o l’ente designato come laboratorio di prova per l’esecuzione di prove e ispezioni a nome dell’autorità che rilascia la omologazione di uno stato membro. Questa funzione può essere svolta anche dalla stessa autorità che rilascia l’omologazione. L’autorità che rilascia l’omologazione” e il “servizio tecnico” per quanto riguarda l’Italia sono la direzione generale della motorizzazione civile del ministero dei trasporti e della navigazione.
Il procedimento di omologazione ha inizio con la presentazione della domanda da parte del “costruttore”.
Seguono le prove e i controlli e a seguito dell’esito favorevole delle stesse, ciascuno stato membro può concedere: a) l’omologazione del veicolo; b) l’omologazione in più fasi ai tipi di veicoli base, incompleti (autotelai) o completi (carrozzati); c) l’omologazione del sistema (freni, impianto di controllo delle emissioni, ecc.) soggetto alle prescrizioni di una direttiva particolare; d) l’omologazione del componente (dispositivo) soggetto alle prescrizioni di una direttiva particolare e destinato a far parte di un veicolo, il quale può essere omologato indipendentemente dal veicolo se la direttiva particolare lo prevede espressamente.
Lo stato membro rilascia al costruttore una scheda di omologazione e ne trasmette copia agli altri stati membri. La stessa procedura è prevista in caso di modifiche delle omologazioni già concesse.

Omologazione del tipo

L’articolo 2 del d.m. 2 maggio 2001, n. 277, definisce “omologazione” l’atto in base al quale un tipo di veicolo, sistema, componente o entità tecnica, prodotto in serie, a seguito di accertamenti tecnici effettuati su prototipi, è riconosciuto conforme ad una o più prescrizioni tecniche previste dalla legge; se rilasciato in base a prescrizioni tecniche nazionali esso è denominato “omologazione nazionale”; se rilasciato in base a prescrizioni tecniche stabilite dalla comunità economica €pea, o da regolamenti della commissione economica per l’€pa dell’organizzazione delle nazioni unite, esso è denominato rispettivamente “omologazione Cee” o “omologazione ECE/ONU”.
I veicoli a motore e i rimorchi possono quindi essere sottoposti ad omologazione del tipo solo se prodotti in serie. È definita tale la lavorazione organizzata in modo che tutti i prodotti, a lavorazione ultimata, abbiano le medesime caratteristiche strutturali.
L’articolo 7 dello stesso decreto prevede che ogni modifica introdotta dal costruttore su un veicolo omologato debba essere oggetto di visita e prova da parte del Centro Prove Autoveicoli, che dopo aver valutato l’entità della stessa rispetto al prototipo già omologato, può decidere se concedere un aggiornamento della serie, se la modifica non riguarda caratteristiche essenziali del veicolo, o l’estensione dell’omologazione, se la modifica riguarda caratteristiche costruttive essenziali ma tali da non determinare un mutamento sostanziale del veicolo nel suo complesso. Nel caso che le modifiche interessino più caratteristiche costruttive essenziali tali da mutare radicalmente l’aspetto del veicolo nel suo insieme, viene concessa una nuova omologazione.

Tipi di omologazione

Attualmente possono essere rilasciati tre diversi tipi di omologazione: la “omologazione nazionale” (art. 75 cod. strad.); la “omologazione limitata” (piccola serie o temporanea, art. 2 d.m. 2 maggio 2001, n. 277); la “omologazione Cee” (d.m. 8 maggio 1994: autoveicoli e rimorchi; d.m. 8 aprile 1994: veicoli a due o tre ruote).
– La “omologazione nazionale” è concessa sulla base delle norme nazionali vigenti al momento della richiesta ed ha validità solo nel territorio nazionale.
– La “omologazione limitata” viene rilasciata solo per veicoli realizzati in piccole serie, qualunque sia la loro categoria (M, N, O, L), con attrezzature e/o programmi limitati, che non giustificano l’omologazione nazionale: comporta un procedimento più rapido. Differisce dall’omologazione nazionale per quanto precisato nell’articolo 8, punti a), b), c) e d), del d.m. 16 gennaio 1995 n. 94. Può essere rilasciata anche per veicoli prodotti in piccola serie, nelle more del completamento della procedura di omologazione nazionale.
La stessa è sottoposta a vincoli produttivi e viene effettuato un controllo periodico biennale e nel caso si verifichi un aumento della produzione viene trasformata in “omologazione nazionale”.
Una forma particolare di omologazione è quella “temporanea”, prevista dal d.m. 16 gennaio 1995 n. 94 e dall’articolo 227 del regolamento di esecuzione del codice della strada. Viene concessa a veicoli in corso di sperimentazione che presentino soluzioni innovative e caratteristiche tecniche incompatibili con le norme regolamentari in vigore. Normalmente è soggetta a limitazioni di durata e validità e può essere vincolata quantitativamente nella produzione. Finito il periodo di sperimentazione, sulla base dei risultati ottenuti, l’omologazione temporanea può essere trasformata in definitiva “nazionale” o revocata e in tal caso i veicoli in circolazione devono essere adeguati alle norme in vigore.
– La “omologazione Cee” è l’omologazione (globale, parziale o di singoli componenti) che ciascuno stato membro può rilasciare a domanda del costruttore e a seguito dell’esito positivo dei prescritti controlli degli enti a ciò preposti, inviandone copia a tutti gli stati membri della Cee.
La omologazione Cee consente ai veicoli o ai singoli dispositivi di essere riconosciuti nei paesi Cee senza necessità di ulteriori verifiche e prove.
La omologazione Cee, per quanto riguarda gli autoveicoli della categoria internazionale M1 (autovetture ed altri autoveicoli destinati al trasporto di persone aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente), è entrata in vigore il 1 gennaio 1993 (facoltativa); dall’1 gennaio 1996 è divenuta obbligatoria per tutte le nuove omologazioni.
Con l’entrata in vigore definitiva della suddetta omologazione, dall’1 gennaio 1998 decadono le vecchie omologazioni non comunitarie e quindi i veicoli non potranno più essere prodotti sulla base dell’omologazione decaduta.
La omologazione Cee per i veicoli a motore a due o tre ruote è entrata in vigore il 1 gennaio 1994.
Se di un medesimo veicolo vengono prodotte più versioni, per diversa dotazione di accessori o con diversa motorizzazione o altre, il costruttore deve munirsi di più omologazioni nel caso che le varie versioni differiscono tra loro per le caratteristiche essenziali (art. 227 regolamento codice della strada e appendice V) come ad esempio: motore, velocità massima, masse, dispositivi di frenatura, ecc.
Nel caso che le versioni differiscono tra loro solo per gli allestimenti interni o per le dotazioni di accessori, l’omologazione può essere una sola.

Dichiarazione di conformità

Per ciascun veicolo conforme al tipo omologato la casa costruttrice rilascia una dichiarazione di conformità, nella quale sono riportate gli estremi della omologazione e l’attestazione sotto la propria responsabilità civile e penale, che il veicolo o il motore o parte di esso, è identico al modello omologato oppure che ne differisce per caratteristiche non essenziali rispetto a quelle indicate dall’articolo 227 del regolamento al codice della strada.
Se la dichiarazione di conformità contiene notizie non rispondenti al vero, sono previste sanzioni amministrative (art. 76 cod. strad.), e possono ricorrere eventuali conseguenze penali (art. 515 cod. pen. per frode nell’esercizio del commercio) e civili (artt. 1522 e 1495 cod. civ.) per i responsabili della casa costruttrice.

Le norme ISO 9002.  All. X decreto ministeriale 8 maggio 1995

Col diffondersi a livello internazionale dei concetti e delle modalità di verifica dei sistemi organizzativi e di qualità, che consentono l’ottenimento da parte delle aziende della certificazione ISO 9002, gli organi omologanti possono subordinare il rilascio dell’omologazione alla verifica dei sistemi di qualità aziendali. In questo modo assume sempre più rilevanza l’esistenza all’interno delle aziende di procedure e metodologie che garantiscano nelle produzioni aderenza alle specifiche e quindi conformità al tipo omologato.
In passato la conformità della produzione al prototipo omologato era garantita dal costruttore, mentre l’autorità competente all’omologazione si limitava a verificare a campione, che i prodotti fossero effettivamente conformi al tipo omologato.
Con l’entrata in vigore delle norme sull’omologazione Cee l’autorità competente deve subordinare il rilascio dell’omologazione alla verifica preventiva, eventualmente in collaborazione con le autorità competenti degli altri stati membri, della esistenza, nel sistema produttivo interno del costruttore, di disposizioni e procedure in grado di assicurare che i veicoli, componenti, sistemi ed entità tecniche in produzione siano conformi al tipo omologato.
Da parte dell’autorità competente vengono accettate le certificazioni effettuate dal costruttore in base alla norma armonizzata EN 29002 (in riferimento al o ai prodotti da omologare) oppure a una norma equivalente quali le norme CUNA NC 090-15 e NC 090-16, approvate dal ministero dei trasporti e della navigazione e riconosciute compatibili dalla direzione generale della m.c.t.c. (circ. n. 2/93 del 9 gennaio 1993). Con la comunicazione il costruttore deve fornire gli estremi della certificazione e deve impegnarsi a comunicare all’autorità competente ogni modifica concernente la validità o il campo di applicazione.
Qualora dai controlli che il ministero dei trasporti effettua attraverso le sue strutture centrali e periferiche, sottoponendo in qualsiasi momento il tipo di veicolo omologato o il suo telaio, a visita e prova ai sensi dell’articolo 77 del codice della strada, dovessero emergere modifiche a parti sostanziali che non siano state autorizzate, viene sospesa l’efficacia dell’omologazione o revocata provvedendo anche, se del caso, ad inviare all’autorità giudiziaria competente denuncia per il reato previsto dall’articolo 519 cod. pen. per frode in commercio, per aver venduto un prodotto con caratteristiche non conformi alla omologazione.

Le caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli a motore e dei rimorchi.

La disciplina delle caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli a motore e dei rimorchi è contenuta nell’articolo 71 del codice della strada, nell’articolo 227 del regolamento di esecuzione e nell’appendice V allo stesso articolo.
Come si è detto in precedenza i veicoli a motore e i loro rimorchi, per essere ammessi alla circolazione sono assoggettati ad omologazione del tipo, per verificare la loro corrispondenza alle norme vigenti.
L’appendice V dell’articolo 227 del regolamento di esecuzione contiene la elencazione completa di tali caratteristiche che interessano sia i vari aspetti della sicurezza della circolazione sia la protezione dell’ambiente da ogni tipo di inquinamento, compresi i sistemi di frenatura.
Periodicamente vengono stabilite dal ministro dei trasporti e della navigazione, con propri decreti, di concerto con il ministro dell’ambiente per gli aspetti di sua competenza e con altri ministri quando interessati, le particolari caratteristiche costruttive e funzionali cui devono corrispondere i veicoli a motore e i rimorchi per trasporti specifici o per uso speciale, nonché i veicoli blindati. Allo stesso modo vengono stabilite periodicamente le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche e le modalità per il loro accertamento.
Se i decreti si riferiscono a disposizioni oggetto di direttive comunitarie le prescrizioni tecniche devono essere quelle contenute nelle predette direttive; in alternativa, se a ciò non osta il diritto comunitario, l’omologazione è effettuata applicando le corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei regolamenti o nelle raccomandazioni emanati dall’ufficio €peo per le nazioni unite (commissione economica per l’€pa), recepiti dal ministero dei trasporti e della navigazione.
È prevista l’approvazione di tabelle e norme di unificazione riguardanti le materie di propria competenza della direzione generale della m.c.t.c.
I provvedimenti emanati dal ministero dei trasporti e della navigazione e della navigazione (direzione generale della m.c.t.c.) riguardanti le prescrizioni tecniche, comprese quelle eventualmente dettate in via sperimentale relative alle caratteristiche di cui alla suddetta appendice individuano anche le modalità per la richiesta e l’esecuzione dei relativi accertamenti. I medesimi provvedimenti stabiliscono, altresì, le eventuali prescrizioni tecniche e le caratteristiche escluse dall’accertamento nel caso in cui, in luogo dell’omologazione del tipo, venga richiesta l’approvazione in unico esemplare.
Le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche costruttive e funzionali attinenti alla protezione ambientale di cui al punto E della citata appendice sono stabilite sulla base dei limiti massimi d’accettabilità delle emissioni inquinanti nell’atmosfera e delle emissioni sonore da fonti veicolari, limiti fissati ai sensi dell’articolo 10 della legge 3 marzo 1987 n. 59 con decreto del ministro dell’ambien-te di concerto con i ministri dei trasporti e della navigazione ed il ministro della sanità.
Il ministro dei trasporti e della navigazione (direzione generale della m.c.t.c.), di concerto con gli altri ministeri, quando interessati, può, in relazione ad esigenze di sicurezza della circolazione o di protezione dell’ambiente, stabilire ulteriori caratteristiche costruttive e funzionali.

Caratteristiche costruttive e funzionali

Appendice V.  Articolo 227 regolamento di esecuzione del codice della strada.

A - Masse, dimensioni ed allestimenti:
a) massa in ordine di marcia (tara);
b) massa massima tecnicamente ammissibile;
c) masse massime sugli assi;
d) dimensioni massime di ingombro;
e) numero assi ed interassi;
f)   carreggiate;
g) sbalzi massimi;
h) fascia di ingombro;
i) dimensioni interne abitacolo e determinazione del numero di posti;
l) tipo della struttura portante;
m
) carrozzeria;
n
) attrezzature particolari.

B - Prestazioni:
a) determinazione velocità calcolata;
b) verifica della velocità massima;
c) per il motore: numero cilindri, cilindrata, ciclo di funzionamento, potenza e coppia massima e relativi numero di giri, alimentazione, combustibile;
d) determinazione consumo combustibile;
e) prova di accelerazione in piano;
f) spunto in salita;
g) rapporto potenza/massa;
h) massa rimorchiabile;
i) tipo della trasmissione e rapporti.

C - Sicurezza attiva:
a) installazione dei dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione;
b) impianto elettrico;
c) avvisatori acustici;
d) tergiproiettori;
e) frenatura, sistema frenante ed elementi costitutivi;
f)   specchi retrovisori;
g) sbrinamento e disappannamento del parabrezza;
h) riscaldamento abitacolo;
i) serbatoi carburante e prevenzione incendi;
l) porte (serrature e cerniere - pedane);
m)   campo di visibilità del conducente;
n) tergilavacristallo parabrezza;
o) cerchi e ruote;
p) pneumatici e sospensioni;
q) sistemazione dei pedali di comando.

D - Sicurezza passiva:
a) urti e ribaltamento;
b) antifurto;
c) vetri di sicurezza;
d) ancoraggi delle cinture di sicurezza;
e) paraurti per autovetture;
f)  protezione posteriore anti incuneamento;
g) protezione contro lo spostamento del carico;
h) protezione laterale;
i) parafanghi;
l) calzatoie;
m) sterzo;
n) sistemazione interna e rumorosità, resistenza dei sedili e loro ancoraggi;
o) cinture di sicurezza;
p) sistemi di ritenuta bambini;
q) appoggiatesta;
r)  sporgenze esterne;
s) limitazione all’impiego di determinati materiali;
t)  resistenza cabine;
u) identificazione veicoli lunghi e/o pesanti;
v) paraspruzzi;
z) recipienti semplici a pressione.

E - Protezione ambientale:
a) antidisturbi radio;
b) rumorosità esterna veicoli a motore;
c) emissioni inquinanti dei veicoli con motore ad accensione spontanea o ad accensione comandata;
d) posizione tubo di scarico;
e) durata dei dispositivi antinquinamento allo scarico.

F - Norme per particolari categorie di veicoli:
a) caratteristiche delle autoambulanze;
b) caratteristiche dei veicoli di interesse storico o collezionistico;
c) caratteristiche degli autobus;
d) caratteristiche dei veicoli adibiti al trasporto merci;
e) caratteristiche delle autocaravan;
f)  caratteristiche dei veicoli per trasporto di persone in servizio di noleggio con conducente o in servizio di piazza;
g) caratteristiche dei veicoli blindati e/o adibiti a servizi di polizia;
h) caratteristiche dei ciclomotori;
i) caratteristiche dei quadricicli a motore;
l) equipaggiamenti speciali dei veicoli alimentati con combustibili in pressione o gassosi;
m) caratteristiche dei filoveicoli.

G - Disposizioni fiscali:
a) alloggiamento targa;
b) potenza fiscale;
c) potenza fiscale dei motori elettrici;
d) targhette e iscrizioni;
e
) marcatura di identificazione del motore.

H - Varie:
a) tachimetro;
b) cronotachigrafo;
c) retromarcia;
d) organi di aggancio e di traino degli autotreni, degli autoarticolati e degli autosnodati;
e) abbinamento per tipi o classi delle motrici con rimorchi/semirimorchi;
f)  dispositivo di rimorchio dei veicoli in avaria od in rimozione;
g) identificazione comandi, spie, indicatori;
h) portabagagli;
i) portasci;
l) antenne radio o radiotelefonica.

Dispositivi di equipaggiamento.

 Il codice della strada all’articolo 72 contiene la disciplina dei dispositivi di equipaggiamento dei veicoli a motore e loro rimorchi.
Tali dispositivi vengono indicati per i ciclomotori, i motoveicoli e gli autoveicoli che devono essere equipaggiati con:
a) dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione;
b) dispositivi silenziatori e di scarico se hanno il motore termico;
c) dispositivi di segnalazione acustica;
d) dispositivi retrovisori;
e) pneumatici o sistemi equivalenti.
Gli autoveicoli e i motoveicoli di massa a vuoto superiore a 0,35 t devono essere muniti del dispositivo per la retromarcia.
Gli autoveicoli devono altresì essere equipaggiati con:
a) dispositivi di ritenuta e dispositivi di protezione, se trattasi di veicoli predisposti fin dall’origine con gli specifici punti di attacco, aventi le caratteristiche indicate, per ciascuna categoria di veicoli, con decreto del ministro dei trasporti e della navigazione;
b) segnale mobile di pericolo di cui all’articolo 162;
c) contachilometri avente le caratteristiche stabilite nel regolamento.
Viene prevista per gli autoveicoli la possibilità di essere equipaggiati con apparecchiature per il pagamento automatico di pedaggi anche urbani, oppure per la ricezione di segnali ed informazioni sulle condizioni di viabilità.
Inoltre possono essere equipaggiati con il segnale mobile plurifunzionale di soccorso, le cui caratteristiche e disciplina d’uso sono stabilite nel regolamento.
Tutti i dispositivi sono soggetti ad omologazione da parte del ministero dei trasporti e della navigazione (direzione generale della m.c.t.c.), secondo modalità stabilite con decreti del ministro dei trasporti e della navigazione.
Per tali dispositivi sono altresì stabilite le prescrizioni tecniche relative al numero, alle caratteristiche costruttive e funzionali e di montaggio, le caratteristiche del contrassegno che indica la conformità dei dispositivi alle norme del presente articolo ed a quelle attuative e le modalità dell’apposizione.
Anche in questo caso se i decreti da emanare si riferiscono a dispositivi oggetto di direttive comunitarie, le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle predette direttive; in alternativa l’omologazione è effettuata applicando le corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei regolamenti o nelle raccomandazioni emanati dall’ufficio €peo per le nazioni unite - commissione economica per l’€pa - , recepiti dal ministro dei trasporti e della navigazione.
A condizione di reciprocità, l’omologazione rilasciata da uno stato estero per uno dei dispositivi di cui sopra può essere riconosciuta valida in Italia, fatti salvi gli accordi internazionali.

Modifiche delle caratteristiche costruttive e funzionali.

 I veicoli a motore ed i loro rimorchi devono essere sottoposti a visita e prova presso i competenti uffici della direzione generale della m.c.t.c. quando siano apportate una o più modifiche alle caratteristiche costruttive o funzionali, ovvero ai dispositivi d’equipaggiamento indicati negli articoli 71 e 72 del codice della strada, oppure sia stato sostituito o modificato il telaio.
Ogni modifica alle caratteristiche costruttive o funzionali, tra quelle indicate nell’appendice V all’articolo 227 del regolamento ed individuate con decreto del ministro dei trasporti e della navigazione e della navigazione (direzione generale della m.c.t.c.), o che determini la trasformazione o la sostituzione del telaio, comporta la visita e prova del veicolo interessato, presso l’ufficio della direzione generale della m.c.t.c. competente in relazione alla sede della ditta che ha proceduto alla modifica.
Quando quest’ultima è effettuata da più ditte, senza che per ogni stadio dei lavori eseguiti venga richiesto il rilascio di un certificato di approvazione, l’ufficio della direzione generale della m.c.t.c. competente per la visita e prova è quello nel cui territorio di competenza ha sede la ditta che ha operato l’ultimo intervento in materia. In tale caso la certificazione dei lavori deve essere costituita dal complesso di tutte le certificazioni, ciascuna redatta dalla ditta di volta in volta interessata dai diversi stadi, con firma del legale rappresentante autenticata nei modi di legge.
Ogni modifica riguardante uno dei seguenti elementi:
a) la massa complessiva massima;
b) la massa massima rimorchiabile;
c) le masse massime sugli assi;
d) il numero di assi;
e) gli interassi;
f) le carreggiate;
g) gli sbalzi;
h) il telaio anche se realizzato con una struttura portante o equivalente;
i) l’impianto frenante o i suoi elementi costitutivi;
l) la potenza massima del motore;
m) il collegamento del motore alla struttura del veicolo; è subordinata al rilascio, da parte della casa costruttrice del veicolo, di apposito nulla osta, salvo diverse e ulteriori prescrizioni della casa stessa.
Qualora tale rilascio non avvenga per motivi diversi da quelli di ordine tecnico concernenti la possibilità di esecuzione della modifica, il nulla-osta può essere sostituito da una relazione tecnica, firmata da persona a ciò abilitata, che attesti la possibilità d’esecuzione della modifica in questione.
In tale caso deve essere eseguita una visita e prova presso l’ufficio della direzione generale della m.c.t.c. competente in base alla sede della ditta esecutrice dei lavori, al fine di accertare quanto attestato dalla relazione predetta, prima che venga eseguita la modifica richiesta.
L’aggiornamento dei dati interessati dalla modifica viene eseguito dall’ufficio provinciale della direzione generale della m.c.t.c. cui sia esibito il certificato d’approvazione definitivo della modifica eseguita, oppure dall’ufficio provinciale della direzione generale della m.c.t.c. che ha proceduto all’ultima visita e prova con esito favorevole.
Tale aggiornamento ha luogo mediante l’emissione di un duplicato della carta di circolazione, i cui dati vanno variati o integrati conseguentemente alla modifica approvata.

Efficienza dei veicoli a motore e loro rimorchi in circolazione.

 Le norme relative all’efficienza dei veicoli a motore e dei loro rimorchi durante la circolazione sono contenute nell’articolo 79 del codice della strada, il quale prevede che gli stessi devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l’inquinamento entro i limiti stabiliti. Le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche funzionali e ai dispositivi di equipaggiamento sono sostituite dalle corrispondenti indicate nelle norme di recepimento delle direttive comunitarie. In assenza delle direttive comunitarie o in assenza dei regolamenti e delle raccomandazioni internazionali, il ministro dei trasporti e della navigazione può stabilire prescrizioni tecniche in aggiunta o modificative di quelle di cui all’appendice VIII dell’articolo 237 del regolamento, avuto riguardo alle esigenze della sicurezza, della rumorosità e delle emissioni inquinanti prospettate in ambito comunitario o internazionale. Le prescrizioni tecniche relative alla rumorosità ed alle emissioni inquinanti sono stabilite sulla base dei valori limite fissati, ai sensi della legge 3 marzo 1987 n. 59 con decreto del ministro dell’ambiente di concerto con i ministri dei trasporti e della sanità.
Le prescrizioni tecniche sono le seguenti:
– “Ruote, pneumatici e sistemi equivalenti”. Sia le ruote che i pneumatici, o sistemi equivalenti, montati sugli autoveicoli, motoveicoli, ciclomotori, rimorchi e filoveicoli devono essere in perfetta efficienza, privi di lesioni che possano compromettere la sicurezza. Il battistrada, ove previsto, dovrà avere il disegno a rilievo ben visibile su tutta la sua larghezza e su tutta la sua circonferenza; la profondità degli intagli principali del battistrada dovrà essere di almeno 1,60 mm per gli autoveicoli, i filoveicoli e rimorchi, di almeno 1,00 mm per i motoveicoli e di almeno 0,50 mm per i ciclomotori. Per intagli principali si intendono gli intagli larghi situati nella zona centrale del battistrada che copre all’incirca i tre quarti della superficie dello stesso.
– “Sistemi di frenatura”. Devono rispondere a quanto prescritto dalla direttiva 92/54/Cee. L’efficienza del sistema di frenatura in relazione alle diverse categorie di veicoli, in assenza di prescrizioni comunitarie in proposito viene stabilita dal ministero dei trasporti e della navigazione - direzione generale della m.c.t.c.
– “Dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, impianto elettrico”. I dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione devono essere di tipo approvato per la categoria cui appartiene il veicolo e recare, ben visibili, gli estremi di approvazione. Tali dispositivi devono essere in condizioni di totale efficienza: in particolare, di notte e con atmosfera limpida, le luci di posizione anteriori e posteriori debbono essere visibili ad una distanza non inferiore a centocinquanta metri e la targa posteriore deve essere leggibile ad almeno venti metri. L’altezza da terra e le altre quote di installazione dei dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione devono essere comprese entro i limiti prescritti; avanti ai dispositivi non devono esservi vetri o schermi non facenti parte dei dispositivi stessi; ove vi siano due apparecchi disposti simmetricamente, essi devono essere dello stesso tipo e dello stesso colore; l’orientamento deve essere corretto e, per i proiettori, deve esistere la possibilità di regolazione in orizzontale ed in verticale; ove siano installati dispositivi il cui impiego sia consentito in via facoltativa, essi devono essere di tipo approvato e rispondere a quanto stabilito dal presente regolamento. L’impianto elettrico e le tensioni di alimentazione ai morsetti dei dispositivi utilizzatori devono rispondere alle prescrizioni stabilite con tabella d’unificazione a carattere definitivo.
– “Dispositivi di segnalazione acustica”. Devono recare in modo visibile gli estremi di approvazione. Nelle condizioni normali di montaggio, alimentati dalla batteria carica, o nel caso di dispositivi alimentati da alternatore per una velocità di questo ultimo di 1800 giri/minuto, devono dare un livello sonoro soggettivo, misurato sull’asse del veicolo, a 30 m davanti ad esso, non inferiore ai valori seguenti: 80 decibel (dB) per i dispositivi di segnalazione acustica di autoveicoli, filoveicoli e motoveicoli; 75 dB per i dispositivi di segnalazione acustica dei motocicli aventi cilindrata non superiore a 125 cm3; 70 dB per i dispositivi di segnalazione acustica dei ciclomotori; 80 dB per i dispositivi di segnalazione acustica speciale per autobus; 90 dB per i dispositivi supplementari di allarme.
– “Livello sonoro del dispositivo di scarico”. Il livello sonoro deve essere misurato a veicolo immobile e non deve superare il valore di controllo stabilito in sede di approvazione o di omologazione.
– “Emissioni inquinanti”. Devono essere rispettati i valori limite stabiliti dalla direttiva 92/55/Cee.
– “Visibilità”. Tutti i vetri interessanti la visibilità del conducente non devono presentare rotture, anche se localizzate.
– “Carrozzeria e telaio”. La carrozzeria ed il telaio devono essere in buono stato d’uso e manutenzione. In particolare il telaio non deve presentare rotture, anche se localizzate.
– “Dispositivi in generale ed approvazione degli stessi”. Tutti i dispositivi devono essere in perfetta efficienza. Qualora soggetti ad approvazione devono recare, nei modi prescritti, gli estremi della stessa.

Prescrizioni omologative presso i paesi extra€pei.

Vengono prese in esame le procedure omologative relative agli Stati Uniti d’America e all’Australia.
Per quanto concerne gli Stati Uniti, vige l’autocertificazione del costruttore. L’unica prescrizione che riguarda l’omologazione dei veicoli è relativa alla misura delle emissioni gassose con un metodo di misura transitorio (transient mode - regolamenti federali NHTSA).
Fondamentalmente, e soprattutto per la California, esistono dei controlli sia per i combustibili che per le emissioni provenienti dai motori a combustione interna.
L’omologazione dei parabrezza in vetro stratificato (DOT), in USA ha analoghi criteri di omologazione rispetto al regolamento R43 ECE/ONU, adottato anche dall’Italia.
Il ministero dei trasporti e della navigazione (direzione generale m.c.t.c.) ha ritenuto ammissibile, in sede di visita e prova in unico esemplare, l’immissione in circolazione di veicoli muniti di parabrezza rispondente alle norme USA e riconoscibili dal marchio DOT (Department of Transport) seguito da un numero identificativo del fabbricante e dalla dicitura LAMINATED SAFETY.
Per quanto concerne l’Australia, essa ha adottato dei regolamenti nazionali che si rifanno ai regolamenti ECE/ONU; vengono codificati ad esempio ADR 4/01.
Seguendo tali regolamenti richiedono la rispondenza ai principali requisiti validi anche in €pa per le direttive obbligatorie.

I veicoli a motore nella convenzione sulla circolazione stradale.


– “La legge di ratifica”. In Italia la ratifica e l’esecuzione della convenzione, con annessi, firmata a Vienna l’8 novembre 1968 sulla circolazione e sulla segnaletica stradale, e l’adesione agli accordi €pei con annessi, firmati a Ginevra il 1 maggio 1971, sulle stesse materie nonché al protocollo, con annessi, firmato a Ginevra il 1 marzo 1973, sui segnali stradali e stata disposta con legge 5 luglio 1995 n. 308.
– “Le definizioni”. Nel primo capitolo della convenzione sono contenute le definizioni di numerosi termini impiegati nella convenzione stessa.
Aderendo alla convenzione gli stati si obbligano a prendere le misure opportune affinché le norme interne relative alla circolazione siano conformi a quelle della convenzione, esclusi i casi di inapplicabilità.
Nella predisposizione delle norme nazionali è richiesta la conformità soltanto sostanziale delle norme nazionali a quelle intenzionali. Per gli stati che aderiscono alla convenzione viene sancito l’obbligo anche di conformare le norme tecniche sugli autoveicoli.
L’articolo 38 della convenzione, contiene le norme relative ai marchi di identificazione dei veicoli (costruttore, numero di telaio, numero del motore) e rinvia all’allegato 4.
Nel vigente codice della strada (articolo 74) e nel regolamento di esecuzione (articolo 235), non è contemplata l’apposizione del numero di fabbricazione del motore. La convenzione lo prevede solo nel caso in cui sia apposto dal costruttore. L’articolo 39 della convenzione prevede che i veicoli, indipendentemente dalla osservanza delle prescrizioni tecniche contenute nell’allegato 5, devono essere tenuti in buono stato di marcia.
Le norme relative alla circolazione dei veicoli appartenenti a cittadini italiani residenti all’estero o a stranieri, importati temporaneamente o nuovi di fabbrica acquistati per essere esportati, sono contenute nell’articolo 134 del codice della strada e nell’articolo 340 del relativo regolamento di esecuzione e di attuazione.
Per questi veicoli è previsto il rilascio di una carta di circolazione della durata di un anno, prorogabile, e una speciale targa di riconoscimento.
Per tale rilascio devono essere esibiti il certificato di conformità o il certificato di origine o la carta di circolazione originale, la dichiarazione consolare sulla residenza all’estero, la bolletta doganale di importazione temporanea o di esportazione.
– “Gli allegati alla convenzione”. Nell’allegato 1 alla convenzione sono indica le deroghe all’obbligo di ammettere in circolazione internazionale gli autoveicoli ed i rimorchi. Gli stati aderenti alla convenzione possono vietare la circolazione sul loro territorio degli autoveicoli, dei rimorchi e dei complessi di veicoli i cui pesi o dimensioni superino i limiti nazionali. Dai limiti sono esclusi gli pneumatici, i dispositivi antislittanti, gli specchi retrovisori, gli indicatori di direzione laterali e le luci di ingombro.
È prevista la possibilità di vietare l’ammissione anche dei complessi di veicoli costituiti da motocicli con rimorchio, da un autoveicolo con più rimorchi, da veicoli articolati per trasporto di persone.
È prevista inoltre la possibilità di non ammettere gli autoveicoli e i rimorchi con velocità inferiore a 25 km/ora, le vetture per invalidi, i veicoli sperimentali, i veicoli speciali, i ciclomotori ed i motocicli il cui conducente e, se richiesto, il passeggero non siano muniti di casco protettivo.
Gli stati possono subordinare l’ammissione alla circolazione al possesso del segnale triangolare di veicolo fermo. Possono anche subordinare al rispetto di speciali prescrizioni la circolazione degli autoveicoli di peso massimo autorizzato superiore a 3.500 kg su strade accidentate. Possono inoltre vietare la circolazione di veicoli con proiettori di incrocio a fascio asimmetrico e di veicoli non muniti del distintivo di nazionalità.
Il numero di immatricolazione degli autoveicoli e dei rimorchi in circolazione internazionale è definito dall’allegato 2 alla convenzione. Può essere composto di cifre (arabe) o di cifre e lettere (latine maiuscole). Deve essere leggibile con visibilità chiara alla distanza minima di quaranta metri. Se posto su di una targa, questa deve essere piatta e fissata in posizione verticale; se apposto o dipinto sul veicolo, la  superficie deve essere piana; verticale e perpendicolare al piano longitudinale mediano del veicolo. La targa o la superficie possono essere di materiale rifrangente.
L’allegato 3 alla convenzione prevede che il segno distintivo di nazionalità non può essere composto da più di tre lettere in caratteri latini maiuscoli, di colore nero su fondo bianco; deve essere distinto da quello di immatricolazione. L’allegato determina anche le dimensioni dei segni. L’allegato 5 alla convenzione detta prescrizioni tecniche sugli autoveicoli e sui rimorchi lasciando liberi gli stati di imporre disposizioni più rigorose.
Nel capitolo I dell’allegato sono contenute le prescrizioni relative ai freni. Vengono premesse le definizioni di ruote di un asse, freno di stazionamento e freno di soccorso, disciplina i freni degli autoveicoli, esclusi i motocicli.
È principio generale che i freni devono essere azionati agevolmente dal posto di guida.
I freni, a seconda delle funzioni, sono: di servizio, per il rallentamento e la fermata del veicolo anche in condizioni difficili; di stazionamento, per l’immobilizzazione del veicolo con dispositivi ad azione meccanica; di soccorso, per il rallentamento e l’arresto del veicolo, in qualsiasi condizione di carico e in uno spazio “ragionevole”, anche in caso di insufficienza del freno di servizio.
I dispositivi dei diversi freni possono avere parti comuni e i comandi possono essere combinati ma ne devono rimanere almeno due distinti. Mentre i freni di servizio devono agire su tutte le ruote (salvo i veicoli con più di due assi) i freni di soccorso e quelli di stazionamento devono agire almeno su una ruota di ciascun lato del veicolo. L’allegato contiene poi altre disposizioni di dettaglio.
Per i rimorchi non leggeri è imposto l’obbligo di un freno di servizio e di uno di stazionamento; le altre disposizioni di dettaglio sono simili a quelle dettate per gli autoveicoli, salvo talune particolarità.
I complessi di veicoli, oltre ad avere i freni propri degli autoveicoli e dei rimorchi, devono renderli compatibili. L’azione del freno di servizio deve essere ripartita e sincronizzata tra i veicoli componenti il complesso.
I motocicli devono avere due dispositivi di frenatura, di cui uno per la ruota anteriore, che consentano di ottenere il rallentamento e l’arresto con sicurezza, rapidità ed efficacia.
Il capitolo II dell’allegato 5, premette le definizioni di proiettore di profondità, proiettore di incrocio, luce di posizione anteriore, luce di  posizione posteriore, luce di arresto, proiettore fendinebbia, proiettore di retromarcia, indicatore di direzione, catadiottro, superficie luminosa.
Sono determinati i colori delle luci, il numero e la posizione dei proiettori di profondità e di quelli di incrocio, il colore e le caratteristiche delle luci di posizione anteriori e posteriori e di quelle di illuminazione della targa, le compatibilità tra le diverse luci, la forma e la posizione dei catadiottri dei veicoli e dei rimorchi, le luci di posizione dei rimorchi, le luci di arresto, le luci e i catadiottri dei motocicli non assimilati ai ciclomotori, le luci delle carrozzette collegata a motocicli, le luci per gli autoveicoli a tre ruote, gli indicatori di direzione, i fendinebbia, i proiettori di retromarcia, il divieto di lampeggiamento per tutte le luci eccettuati gli indicatori di direzione, l’uniformità delle luci che hanno la stessa funzione ed orientamento, il raggruppamento di luci diverse in uno stesso dispositivo.
Nel capitolo III dell’allegato 5 sono contenute prescrizioni diverse, relative ai dispositivi di direzione, allo specchio retrovisore, all’avvisatore acustico, al tergicristallo, al lavavetri, al parabrezza ed ai vetri, al dispositivo di retromarcia, al silenziatore, agli pneumatici, all’indicatore di velocità, al dispositivo di segnalazione degli autoveicoli, al dispositivo antifurto, al dispositivo di aggancio di rimorchi leggeri. Altre disposizioni generali sono dirette a reprimere i rischi di incendio, di esplosione, di inquinamento, anche radioelettrico, di incidenti.
Il capitolo IV dell’allegato 5 consente deroghe per i veicoli con velocità inferiore a 25 km/ora, le vetture degli invalidi, i veicoli sperimentali, i veicoli di speciale forma e tipo utilizzati per scopi particolari in speciali condizioni. Altre deroghe possono essere disposte dagli stati in ordine ai colori, alle posizioni ed al numero delle luci.
In appendice all’allegato sono definiti i filtri colorati per l’ottenimento  dei colori (coordinate tricromatriche).

Comunicazione interpretativa della commissione concernente le procedure di omologazione e di immatricolazione di veicoli già immatricolati in un altro stato membro.

Comunicazione n. 96/C 143/04 del 15 maggio 1996 (in G.U.C.E. n. C 143 del 15 maggio 1996).

I. Introduzione

La presente comunicazione interpretativa è intesa a precisare i principi di diritto comunitario che disciplinano i requisiti di omologazione e di immatricolazione negli stati membri di veicoli già immatricolati in altri stati membri e ad illustrare i diritti che derivano ai privati dall’applicabilità diretta del diritto comunitario e le garanzie procedurali che debbono attendersi in materia. La presente comunicazione aggiorna e sostituisce integralmente la comunicazione n. 88/C 281/08 della commissione.
La comunicazione n. 88/C 281/08 si è rivelata uno strumento molto persuasivo ed utile, che ha consentito di risolvere numerose pratiche. Adottando e pubblicando la sua interpretazione dei principi di diritto comunitario in questo settore, la commissione fornisce agli operatori economici, alle autorità degli stati membri e, in generale, ai cittadini comunitari, che in quanto consumatori sono i soggetti più interessati, un punto di riferimento chiaro sulla posizione che essa intenda affermare per difendere l’interesse comunitario conformemente ai doveri e alle competenze sanciti dall’articolo 155 del trattato.
Le procedure nazionali di omologazione e di immatricolazione dei veicoli sono state oggetto, nel corso degli ultimi anni, di numerose denunce alla commissione, concernenti la compatibilità di dette procedure con il diritto comunitario, in particolare con gli articoli 30 e 36 del trattato in materia di libera circolazione delle merci.
La commissione, intervenendo presso gli stati membri interessati per ottenere l’adeguamento di tali procedure, si è avvalsa della sua esperienza per enunciare alcuni principi generali di valutazione della compatibilità delle suddette procedure nazionali con gli articoli 30 e 36 del trattato.
La commissione si attiene alla giurisprudenza della corte di giustizia delle comunità €pee, cui spetta assicurare il rispetto del diritto nell’interpretazione e nell’applicazione del trattato Ce (articolo 164 del trattato), e ne controlla l’applicazione. La corte ha avuto occasione di pronunciarsi su vari aspetti di tali procedure in diverse sentenze, tra cui: la sentenza 12 giugno 1986, causa n. 50-85 Schloh/Auto contrôle technique; la sentenza 11 giugno 1987, causa 406-85 Gofette e Gilliard; la sentenza 17 giugno 1987, causa n. 154- 85 commissione/Italia. Dette sentenze hanno confermato in larga misura i principi che la commissione stessa aveva enucleato, apportando importanti precisazioni su taluni aspetti particolari del problema.
La commissione è quindi in grado di richiamare e sistematizzare i principi che presiedono all’applicazione degli articoli 30 e 36 del trattato e del diritto comunitario derivato alle procedure di omologazione e di immatricolazione dei veicoli provenienti da altri stati membri, messe in atto dagli stati membri stessi.
La presente comunicazione s’iscrive pertanto nell’obiettivo di trasparenza del diritto comunitario e verte, dato il suo oggetto, su un aspetto di importanza pratica per i cittadini dell’unione. Essa rispecchia l’attuale realtà del funzionamento del mercato interno comunitario nel nuovo contesto dell’unione €pea istituita dal trattato di Maastricht.
Dall’1 gennaio 1993, il mercato interno è uno spazio senza frontiere intime in cui viene garantita la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali. Da tale data, inoltre, gli stati membri applicano la direttiva n. 7011 SPICCE del consiglio, del 6 febbraio 1970 (2y, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri relative all’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, come modificata dalla direttiva n. 92/53/Cee). La direttiva n. 92/53/Cee (s) prevede la sostituzione progressiva dei sistemi nazionali di omologazione dei veicoli degli stati membri con una procedura di omologazione comunitaria.
Alle condizioni ed in base al calendario stabilito da detta direttiva, a prescindere da qualsiasi considerazione di ordine tributario, la omologazione Cee consente, una volta ottenuta in uno stato membro, l’immatricolazione, la vendita e l’utilizzazione del tipo di veicolo interessato, come veicolo nuovo, in qualsiasi altro stato membro, su presentazione di un certificato di conformità in corso di validità.

II. Considerazioni di carattere generale

1. Categorie di veicoli
Scopo della presente comunicazione è quello di agevolare i trasferimenti di veicoli privati e la loro immatricolazione da parte di cittadini dell’unione all’interno di questa. Di conseguenza, essa riguarda in primo luogo e prevalentemente i veicoli della categoria M1, denominati in appresso veicoli privati, cioè i veicoli a motore destinati al trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente.
In pratica, ogni anno migliaia di cittadini dell’unione chiedono l’immatricolazione nello stato membro in cui risiedono di un veicolo privato già immatricolato in un altro stato membro.
Può trattarsi, in particolare: del veicolo della persona che chiede l’immatricolazione, che è stato trasferito in occasione di un cambiamento di residenza del proprietario; di un veicolo di seconda mano, acquistato in un altro stato membro o da un rivenditore o dalla persona stessa che chiede l’immatricolazione; di un veicolo che proviene dal mercato dei veicoli nuovi di un altro stato membro, che la persona che chiede l’immatricolazione ha acquisito direttamente o tramite un intermediario, nella maggior parte dei casi per beneficiare del fatto che il prezzo d’acquisto al netto delle imposte è più basso in tale stato, e che vi è stato immatricolato temporaneamente per poter effettuare un trasferimento su strada.
Sebbene presentino notevoli differenze sotto vari aspetti, specie quello fiscale, le situazioni illustrate creano problemi analoghi relativamente alle condizioni di omologazione e di immatricolazione nello stato membro di destinazione.
Dall’1 gennaio 1993 il sistema di omologazione Cee è operativo a titolo facoltativo e dall’1 gennaio 1996 è divenuto obbligatorio per i nuovi tipi di veicoli privati.
I principi enunciati nella presente comunicazione si applicano anche agli automezzi pesanti (autocarri, autobus), ai veicoli di categorie diverse dalla categoria M1 e ai veicoli a motore a due o a tre ruote (ciclomotori, motocicli, tricicli) e a determinati quadricicli.
Questi casi riguardano tuttavia più raramente i cittadini dell’unione. Le caratteristiche e l’uso particolare di alcuni di questi veicoli dovranno essere presi in considerazione al momento di applicare i principi enunciati nella presente comunicazione, sulla base del criterio di proporzionalità.
Per i veicoli pesanti (autocarri, autobus) e per i veicoli di categorie diverse dalla categoria M1, l’omologazione nazionale per tipo continuerà a sussistere fino all’adozione delle ultime direttive specifiche e all’applicazione obbligatoria dell’omologazione Cee.
Per i veicoli a motore a due o tre ruote (ciclomotori, motocicli, tricicli) e per i quadricicli contemplati dalla direttiva n. 92/61/Cee del consiglio restano valide le omologazioni nazionali, che sono però limitate ai sistemi e ai componenti che non sono stati oggetto di un’armonizzazione tramite le direttive specifiche. In questo settore, infatti, le direttive specifiche adottate sono già d’applicazione obbligatoria in tutti gli stati membri.
Di conseguenza, quando sarà applicata l’omologazione Cee per i veicoli pesanti e per i veicoli a due o a tre ruote, saranno applicabili anche i principi giuridici enunciati in appresso e fondati sull’omologazione Cee già esistente nel settore dei veicoli privati. Fino ad allora gli orientamenti indicati nella presente comunicazione per i casi di omologazione nazionale saranno validi sia per i veicoli privati con omologazione nazionale, sia per i veicoli pesanti e per i veicoli a due o tre ruote.

2. Veicoli nuovi o usati.
La commissione constata che la differenza tra i veicoli già immatricolati in un altro stato membro e i veicoli che non lo sono non coincide necessariamente con la differenza tra veicoli usati e veicoli nuovi. La situazione cambia secondo il punto di vista da cui la si esamina, che può essere amministrativo, commerciale o fiscale. La presente comunicazione, in ogni caso, contempla i veicoli già immatricolati in un altro stato membro, indipendentemente dal fatto che siano nuovi o usati.
D’altro canto, la commissione sottolinea che non è logico riservare ad un veicolo nuovo, in occasione di determinati controlli necessari per motivi di sicurezza, un trattamento più rigoroso di quello riservato allo stesso modello di veicolo usato. Infatti, se il motivo che sta alla base di questo tipo di controllo è effettivamente la sicurezza stradale, un veicolo nuovo dovrebbe fornire, in linea di massima, maggiori garanzie di sicurezza.

3. Concetto di immatricolazione.
La commissione ritiene inoltre che, ai fini della presente comunicazione, i veicoli immatricolati siano i veicoli dotati di una targa di immatricolazione definitiva, rilasciata dalle autorità competenti di uno stato membro, come pure i veicoli dotati di targhe provvisorie (di “transito” o “doganali”) che, pur essendo proprie di situazioni specifiche, provano che sono rispettate le condizioni fiscali e le norme di sicurezza stabilite per la circolazione legale di un veicolo.
La commissione ritiene inoltre che la durata del periodo in cui il veicolo è rimasto immatricolato in uno stato membro prima del suo trasferimento in un altro stato membro non abbia peso giuridico ai fini della qualificazione di un veicolo come veicolo immatricolato e, quindi, ai fini dell’applicazione della presente comunicazione, eccetto per le questioni fiscali di cui al punto V.

4. lntermediari.
La presente comunicazione riguarda le misure statali interpretate in senso lato, che comprendono alcuni comportamenti dei costruttori o dei loro rappresentanti quando assumono per delega alcune funzioni di diritto pubblico. Le misure prettamente private adottate dagli operatori economici, invece, non sono contemplate e possono essere oggetto di un’analisi peculiare al diritto comunitario della concorrenza (articoli 85 e seguenti del trattato Ce e diritto derivato corrispondente).
È opportuno tuttavia precisare quali siano le possibilità offerte attualmente dal diritto comunitario al cittadino comunitario che intenda acquistare un veicolo nuovo in uno stato membro diverso da quello in cui risiede. I servizi della commissione vengono spesso consultati in proposito.
II cittadino comunitario ha tre possibilità: a) acquistare personalmente il veicolo presso un concessionario di un altro stato membro; b) acquistare il veicolo tramite un intermediario; la commissione rammenta a questo proposito che l’attività degli intermediari nel settore dell’automobile, muniti di previo mandato scritto dell’acquirente finale, è disciplinato dalla comunicazione n. 91/C 329l06; la presente comunicazione non pregiudica minimamente l’applicazione della comunicazione relativa a tali intermediari; c)acquistare il veicolo tramite i possibili negozi tra concessionari di diversi stati membri che appartengono alla stessa rete di distribuzione di una determinata marca (ad esempio tramite il concessionario dello stato membro di residenza dell’acquirente che ordina il veicolo ad un concessionario della stessa marca di un altro stato membro).
La commissione desidera infine precisare che dall’1 gennaio 1994, a motivo dell’entrata in vigore dell’accordo sullo spazio economico €peo, i principi enunciati nella presente comunicazione e derivanti dagli articoli 30 e 36 del trattato Ce devono essere applicati ai prodotti originari dei paesi membri e dei paesi dell’EFTA, parti contraenti dell’accordo.
Queste disposizioni del trattato sono riprese testualmente negli articoli 11 e 13 dell’accordo sullo spazio economico €peo, articoli che, salva la futura evoluzione della giurisprudenza, sono interpretati nella loro attuazione e applicazione conformemente alla giurisprudenza della corte di giustizia delle comunità €pee precedente alla firma dell’accordo.
È opportuno tuttavia sottolineare che se è vero che non è affatto pregiudicato il regime di immissione in libera pratica applicabile tra gli stati membri della comunità, è vero anche che l’accordo sullo spazio economico €peo limita l’applicazione dei suddetti principi ai prodotti originari delle parti contraenti. Di conseguenza, l’estensione del regime previsto per i prodotti provenienti dalla comunità deve essere limitata soltanto ai prodotti originari dei paesi dell’EFTA parti contraenti dell’accordo.
Per quanto riguarda l’applicazione del diritto derivato citato nella presente comunicazione ai paesi dell’EFTA che sono parti contraenti dell’accordo, si rinvia all’accordo sullo spazio economico €peo ed in particolare alle norme specifiche stabilite nell’allegato II dell’accordo stesso, che riguarda i veicoli a motore. È opportuno segnalare che le parti contraenti hanno preso atto esplicitamente della comunicazione n. 88/C 281/08 della commissione, che viene aggiornata dalla presente comunicazione.

III. Compatibilità con il diritto comunitario delle procedure di omologazione e di immatricolazione dei veicoli già immatricolati in altri stati membri

L’omologazione e l’immatricolazione in uno stato membro di un veicolo già immatricolato in un altro stato membro crea due distinti problemi:
- il primo riguarda il controllo delle caratteristiche tecniche del veicolo e della relativa documentazione (vedi infra, punto 1);
- il secondo riguarda il controllo dello stato fisico del veicolo (vedi infra, punto 2).
Devono essere inoltre riconosciute alcune garanzie di procedura al richiedente l’immatricolazione, nel caso in cui quest’ultima sia rifiutata (vedi infra, punto 3).

1. Controllo delle caratteristiche tecniche del veicolo e della relativa documentazione (omologazione).
In generale i veicoli devono possedere alcune caratteristiche tecniche stabilite da prescrizioni inderogabili. Come è già stato detto, queste prescrizioni sono armonizzate sul piano comunitario dall’1 gennaio 1993 per i veicoli privati. Per le altre categorie di veicoli, le prescrizioni tecniche sono ampiamente, anche se non completamente, armonizzate. Si possono dunque ipotizzare due diverse situazioni.

1.1. Omologazione nazionale. A partire dall’1 gennaio 1996 l’omologazione dei nuovi tipi di veicoli privati si fonda sull’omologazione Cee. Per le altre categorie di veicoli sussisterà ancora l’omologazione nazionale in assenza di un sistema compiuto di omologazione Cee. Questo tipo di omologazione comprende tuttavia alcuni elementi della “omologazione Cee” (omologazione Cee parziali), dei quali alcuni sono obbligatori ed altri facoltativi, scelti dal costruttore. Nel caso di modelli ai quali è stata riservata questa “omologazione di portata nazionale”, i privati incontrano spesso vari problemi.
Va osservato anzitutto che un veicolo che all’atto della domanda di immatricolazione in uno stato membro è già immatricolato in un altro stato membro è stato dunque sottoposto, in linea di massima, in quest’ultimo stato membro, ad un controllo delle sue caratteristiche tecniche. Questo controllo, quando è stato eseguito nel quadro di una “omologazione di portata nazionale”, è servito ad accertare l’osservanza delle prescrizioni tecniche pertinenti, armonizzate o nazionali secondo i casi. L’esito di tale controllo è attestato dal certificato di conformità al tipo corrispondente, rilasciato dal costruttore.
Tuttavia, come dichiarato dalla corte di giustizia nella sentenza Gofette e Gilliard, l’istituzione da parte di uno stato membro di un sistema di omologazione dei veicoli importati da un altro stato membro in cui essi sono già stati omologati non è di per sé incompatibile con gli articoli 30 e 36 del trattato, purché siano rispettate talune condizioni. Infatti, se è vero che gli stati membri hanno il diritto, nel caso in cui sia stata utilizzata l’omologazione  n  di invocare l’articolo 36 per adottare disposizione e prevedere controlli intesi a garantire la sicurezza stradale, è vero altresì che ciò deve avvenire comunque nel rispetto delle condizioni stabilite da questa norma, come interpretate dalla corte. Nella sentenza Gofette e Gilliard e in altre sentenze già citate, la corte ha avuto modo di pronunciarsi quanto all’aspetto specifico delle difficoltà imposte ai trasferimenti di veicoli tra stati membri, soltanto sui motivi indicati nell’articolo 36 del trattato, in particolare sulla tutela della salute e della vita delle persone, per giustificare eventualmente alcuni controlli delle prescrizioni tecniche o dello stato fisico eseguiti sui veicoli.
Tuttavia, la commissione ritiene, conformemente alla giurisprudenza della corte in altre materie, che la stessa analisi possa essere effettuata quando alla base di determinate misure adottate dagli stati membri vi siano altri obiettivi legittimi sotto il profilo del diritto comunitario. Questi motivi, non enunciati nell’articolo 36 del trattato sono stati sanciti dalla corte come esigenze imperative che possono giustificare alcune misure che in linea di principio ostacolano il commercio intra-comunitario. Dette misure devono essere proporzionate e non devono in alcun caso essere discriminatorie nei confronti dei veicoli provenienti da altri stati membri.
In ogni caso meritano particolare attenzione due aspetti del sistema di omologazione e di immatricolazione dei veicoli prevenienti da altri stati membri: uno è un problema sostanziale, in quanto si tratta di sapere quali prescrizioni tecniche il veicolo deve rispettare; l’altro è un problema probatorio, che riguarda le caratteristiche tecniche del veicolo.

1.1.1. Prescrizioni tecniche che il veicolo già immatricolato in un altro stato membro deve rispettare. Gli stati membri non possono subordinare l’immatricolazione di un veicolo precedentemente omologato ed immatricolato in un altro stato membro alla condizione che esso sia conforme ad un tipo omologato sul loro territorio o che rispetti rigorosamente le prescrizioni in vigore sul loro territorio. È opportuno ricordare in proposito che questo problema sorge soltanto nel caso di omologazione di portata nazionale per veicoli di un modello che ha ottenuto la “omologazione” Cee”, omologazione che è valida, per definizione, in tutti gli stati membri.
Come ha affermato la corte nella sentenza 28 gennaio 1986, causa n. 188-84, commissione/Francia, sarebbe in contrasto con il principio di proporzionalità la normativa di uno stato membro che esiga che i prodotti importati rispondano letteralmente ed esattamente alle stesse prescrizioni o caratteristiche tecniche vigenti per i prodotti fabbricati nel territorio nazionale, qualora tali prodotti garantiscano agli utenti lo stesso grado di tutela. Inoltre, secondo una giurisprudenza costante della corte, spetta alle autorità nazionali che invocano l’articolo 36 del trattato dimostrare in ogni fattispecie, che una misura che ostacola gli scambi intracomunitari è necessaria per proteggere effettivamente un interesse contemplato da tale norma ed in particolare che l’importazione del prodotto in causa presenterebbe un grave rischio per la salute e la vita delle persone.
Non si potrebbe quindi ragionevolmente sostenere che costituisca un grave rischio per la salute e la vita delle persone o per l’ambiente il solo fatto che un veicolo sia stato omologato conformemente alle regole di un altro stato membro e presenti eventualmente, ma non necessariamente, talune caratteristiche tecniche diverse da quelle prescritte dalla legislazione dello stato membro di destinazione o da quelle che presenta il tipo corrispondente omologato in detto stato. Ne consegue che gli stati membri non possono opporsi all’omologazione e all’immatricolazione di un veicolo precedentemente omologato e immatricolato in un altro stato membro per motivi attinenti alle caratteristiche tecniche del veicolo, se non per i motivi indicati all’articolo 36 o per esigenze imperative che spetta loro precisare e motivare. II fatto che un veicolo omologato ed immatricolato in un altro stato membro non corrisponda ad un tipo omologato nello stato membro di destinazione o presenti caratteristiche tecniche diverse da quelle prescritte dalla legislazione di detto stato non costituisce, di per sé, una giustificazione sufficiente per rifiutare di omologare e immatricolare il veicolo in questione.

1.1.2. Documenti relativi alle caratteristiche tecniche del veicolo. Nella citata sentenza Gofette e Gilliard, la corte di giustizia ha dichiarato che “gli articoli 30 e 36 del trattato Cee debbono essere interpretati nel senso che, nell’attuale fase di evoluzione del diritto comunitario, l’istituzione in uno stato membro di un sistema di omologazione per i veicoli importati da un altro stato membro nel quale siano già stati omologati è conforme al trattato soltanto qualora: il procedimento di controllo non comporti spese o tempi eccessivi e le autorità pubbliche garantiscano che queste condizioni siano pienamente rispettate quando il costruttore o i suoi rappresentanti siano incaricati di effettuare i controlli necessari; l’importatore abbia la facoltà di sostituire le operazioni di controllo con la produzione di documenti redatti nello stato membro esportatore, purché detti documenti contengano i dati necessari in base ai controlli già effettuati.”
– A “Alternativa”. Ne consegue che per la documentazione relativa alle caratteristiche tecniche del veicolo che il richiedente è tenuto a presentare a sostegno della sua domanda, gli stati membri debbono offrire l’alternativa tra: a) la presentazione di un documento rilasciato dal costruttore o dal suo rappresentante dello stato membro di destinazione, che definisca il veicolo rispetto al tipo identico o, in mancanza di questo, al tipo più simile omologato in detto stato; b) la presentazione di documenti (certificato di conformità) rilasciati nello stato membro di provenienza, qualora essi contengano le informazioni necessarie.
Inoltre, in entrambi i casi devono essere rispettate alcune condizioni precisate qui di seguito.
– B “Intervento del costruttore o del suo rappresentante”. Gli stati membri che deleghino ai costruttori o ai loro rappresentanti talune funzioni di diritto pubblico, quali il rilascio dei documenti necessari all’omologazione e all’immatricolazione di un veicolo proveniente da un altro stato membro, sono tenuti a garantire che dette persone esercitino tali funzioni in modo compatibile, con le esigenze della libera circolazione delle merci all’interno della comunità. In particolare i costruttori o i loro rappresentanti devono rilasciare i documenti loro richiesti: a) senza presentazione del veicolo, dato che il loro intervento riguarda le caratteristiche tecniche del veicolo all’atto della sua prima immissione in circolazione e non lo stato fisico del veicolo all’atto dell’importazione; b) senza esigere la presentazione dei documenti commerciali relativi al veicolo (fattura d’acquisto, versamento di determinate imposte, ecc.), salvo che queste siano assolutamente necessarie per accertare il tipo esatto di veicolo (quando ciò non risulti dai documenti rilasciati dallo stato di provenienza); c) con una spesa ed entro termini ragionevoli (a titolo indicativo si può considerare spesa ragionevole una spesa di circa 100 Ecu ed un termine ragionevole un termine non superiore a tre settimane).
Se i documenti rilasciati nello stato membro di provenienza del veicolo contengono le informazioni necessarie all’immatricolazione nello stato membro di destinazione, quest’ultimo è tenuto ad accettare detti documenti nella forma e secondo le modalità con cui questi documenti hanno corso legale nello stato membro in cui sono stati rilasciati. In particolare gli stati membri non possono subordinare il riconoscimento dei documenti rilasciati negli altri stati membri alla condizione che detti documenti siano legalizzati o autenticati, né alla condizione che rispettino un modello prestabilito dallo stato membro di destinazione (vedi la citata sentenza commissione/Italia). In caso di fondati sospetti di furto, uno stato membro può prendere le misure necessarie nel rispetto del trattato.

1.2. Omologazione Cee. La pietra angolare dell’armonizzazione nel settore è costituita dalla direttiva n. 70/156/Cee, come modificata dalla direttiva n. 92/53/Cee, che prevede una procedura di omologazione comunitaria per tipo di veicolo (omologazione Cee) su richiesta del costruttore. Come già detto, l’omologazione Cee è divenuta obbliga per i veicoli M1, a partire dall’1 gennaio 1996.
L’omologazione Cee stabilita dalla suddetta direttiva è il risultato della procedura con la quale uno stato membro constata che un tipo di veicolo è conforme alle prescrizioni tecniche delle direttive comunitarie specifiche che fanno parte integrante di detta procedura.
In questo modo, i veicoli che rispettano le prescrizioni tecniche armonizzate possono essere messi liberamente in circolazione in tutta la comunità con il certificato di conformità rilasciato dal costruttore che ha chiesto la omologazione Cee.
In base al sistema stabilito dalla detta direttiva, uno stato membro non può, per motivi attinenti alla costruzione, o al funzionamento del veicolo, rifiutare l’immatricolazione o vietare la vendita o l’immissione in servizio di un veicolo nuovo corrispondente ad un tipo che ha ottenuto la “omologazione” Cee” e che sia corredato di un certificato di conformità in corso di validità. La commissione sottolinea che tale rifiuto o divieto costituirebbe un’infrazione della detta direttiva.
Non sarebbe giustificato neppure un controllo delle autorità dello stato membro di destinazione sull’omologazione per i veicoli usati corredati di un certificato di conformità corrispondente ad un tipo che abbia ottenuto la “omologazione” Cee”; tali veicoli, infatti, sono immatricolati in base ad una “omologazione Cee” valida in tutti gli stati membri. Un controllo tecnico sullo stato fisico del veicolo può invece essere ammesso, purché venga effettuato in modo non discriminatorio, cioè alle stesse condizioni e secondo le stesse modalità applicate al controllo effettuato sui veicoli già immatricolati nello stato membro di destinazione (vedi infra, punto 2). La direttiva n. 70/156/Cee stabilisce inoltre, all’articolo 8, alcune deroghe alla procedura di omologazione comunitaria per tipo, soprattutto per i veicoli prodotti in piccole serie e per i veicoli di fine serie. In questi due casi è opportuno precisare le condizioni delle deroghe, per garantire un’applicazione corretta della detta direttiva.
In primo luogo, conformemente all’articolo 8, paragrafo 2 della direttiva n. 70/156/Cee, ciascuno stato membro può esentare, su richiesta del costruttore, dall’applicazione di uno o più disposizioni di una o più direttive: a) per i veicoli prodotti in piccole serie gli stati membri hanno la facoltà, dopo essere stati informati dallo stato membro che ha rilasciato l’omologazione nazionale in deroga, di accettare o di rifiutare l’omologazione di tale categoria di veicoli. In caso di accettazione, si potranno imporre condizioni particolari quanto alla modifica di alcune disposizioni. Tuttavia, le modifiche richieste dallo stato membro di destinazione dovranno essere necessariamente connesse con esigenze relative alla sicurezza stradale. Queste modifiche dovranno inoltre essere proporzionate all’obiettivo invocato e spetterà allo stato interessato dimostrare che sono pertinenti; b) ai veicoli di fine serie si applica una procedura identica. Gli stati membri di destinazione, su richiesta del costruttore e previa informazione da parte dello stato che ha concesso la deroga, hanno la possibilità di concedere o di rifiutare di immatricolare e di mettere in servizio tali veicoli.
In questo caso, l’accettazione non può essere subordinata a condizioni particolari.

2. Controllo dello stato fisico del veicolo (controllo tecnico).
La direttiva n. 77/143/Cee del consiglio, come modificata in particolare dalle direttive n. 88/449/Cee e n. 91/328/Cee, impone in tutti gli stati membri l’obbligo di effettuare un controllo tecnico periodico dei veicoli a motore, compresi i veicoli privati.
Quest’obbligo, tuttavia, si applica soltanto a decorrere dall’1 gennaio 1995 o, per alcune categorie di veicoli, dall’1 gennaio 1998 negli stati membri in cui non esisteva un sistema analogo di controllo tecnico periodico al momento dell’adozione delle direttive per la categoria di veicoli interessata. Di conseguenza, allo stato attuate del diritto comunitario, i controlli tecnici nazionali si esercitano o si eserciteranno su basi minime armonizzate (periodicità, elenco dei punti da controllare, ecc.). Anche se queste direttive non si applicano completamente ai casi considerati nella presente comunicazione, il loro contenuto potrebbe essere utilizzato come fonte d’interpretazione qualora sia necessario accertare la compatibilità di una misura con il diritto comunitario, in particolare per i punti che sono già oggetto di direttive specifiche (sistema di frenatura, emissioni ed efficacia dei freni).
Fino a quando il settore dei controlli tecnici sui veicoli non sarà stato interamente armonizzato a livello comunitario, per la compatibilità dei controlli tecnici con il diritto comunitario si possono prendere in considerazione le due ipotesi come illustrate in appresso.

2.1. Veicoli con “omologazione nazionale”. Come ha affermato la corte nella citata sentenza Schloh/Auto contrôle technique, i controlli tecnici sono formalità che rendono più difficile ed onerosa l’immatricolazione dei veicoli importati e assumono di conseguenza il carattere di misure di effetto equivalente ad una restrizione quantitativa ai sensi dell’articolo 30 del trattato. L’articolo 36 può tuttavia giustificare tali formalità per motivi di tutela della salute e della vita delle persone, qualora si sia stabilito che il controllo tecnico in questione è necessario per realizzare l’obbiettivo fissato e non costituisce una discriminazione arbitraria né una restrizione dissimulata nel commercio tra stati membri.
Quanto alla prima condizione, la corte ha indicato che un controllo tecnico può essere considerato necessario per la tutela della salute e della vita delle persone nel caso in cui il veicolo in questione sia stato messo in circolazione anteriormente (cioè se è stato immatricolato precedentemente nello stato membro di provenienza, anche solo a titolo provvisorio). II controllo tecnico, infatti, è utile in tal caso per verificare che il veicolo non abbia subito incidenti, non sia stato modificato e si trovi in buono stato di manutenzione.
Quanto alla seconda condizione, la corte ha sottolineato che il controllo tecnico dei veicoli importati non può essere giustificato in base all’articolo 36 del trattato se risulta che detto controllo non è imposto ai veicoli di origine nazionale presentati alle stesse condizioni all’immatricolazione. In questo caso, infatti, la misura controversa non sarebbe in realtà ispirata dalla preoccupazione di tutelare la salute e la vita delle persone, ma costituirebbe una discriminazione arbitraria nel commercio tra stati membri.
Ne consegue che, allo stato attuale del diritto comunitario, gli stati membri non possono far effettuare un controllo dello stato fisico di un veicolo immatricolato precedentemente in un altro stato membro, ai fini della sua immatricolazione, a meno che tale controllo non sia previsto, alle stesse condizioni, anche in caso di cambiamento d’immatricolazione di un veicolo immatricolato precedentemente nel loro territorio.
La commissione ritiene infine che sull’inidoneità alla circolazione accertata a seguito di un controllo tecnico eseguito in un altro stato membro o in un paese terzo, possa fondarsi una presunzione di inidoneità tecnica del veicolo a circolare, giustificando così l’obbligo di un controllo tecnico supplementare.

2.2. Veicoli con “omologazione Cee”.Esigere un controllo tecnico per i veicoli nuovi omologati Cee, e corredati di un certificato di conformità valido costituirebbe un’infrazione della direttiva che istituisce l’omologazione Cee.
D’altro canto, subordinare l’immatricolazione di un veicolo usato omologato Cee ed acquistato in un altro stato membro ad un controllo tecnico nello stato membro di destinazione non sarebbe compatibile con il diritto comunitario, a meno che tale controllo non sia effettuato alle stesse condizioni, anche in caso di cambiamento di immatricolazione di un veicolo precedentemente immatricolato nel territorio dello stato membro di destinazione. Sarebbe contrario, dunque, all’articolo 30 del trattato che lo stato membro di destinazione subordinasse l’immatricolazione dei veicoli usati già omologati Cee ed acquistati in un altro stato membro all’obbligo di un controllo tecnico, qualora i veicoli che soddisfano le stesse condizioni, ma acquistati ed immatricolati nello stato membro di destinazione fossero soggetti all’obbligo del controllo tecnico soltanto dopo un certo periodo di tempo. I principi enunciati dalla corte nella sua interpretazione degli articoli 30 e 36 del trattato e indicati sopra (punto 2.1) si applicano anche in questa ipotesi.

3. Garanzie di procedura per chi richiede l’immatricolazione.
La commissione ha constatato in casi molto numerosi che, qualsiasi sia il motivo alla base del rifiuto d’immatricolazione di un veicolo già immatricolato in un altro stato membro, il richiedente la immatricolazione non ne viene chiaramente informato. Per il richiedente il fatto di non conoscere quale sia il problema preciso relativo all’immatricolazione del proprio veicolo e la conseguente impossibilità di porvi rimedio, costituiscono una difficoltà importante almeno quanto la soluzione del problema medesimo.
A questo proposito la commissione fa riferimento all’articolo 12 della direttiva n. 70/156/Cee, come modificata dalla direttiva n. 92/53/Cee, che recita: “ogni decisione di rifiuto o di ritiro dell’omologazione, rifiuto di immatricolazione o divieto di vendita, presa in base alle disposizioni adottate in esecuzione della presente direttiva è debitamente motivata. Essa viene notificata all’interessato unitamente all’indicazione dei mezzi di ricorso previsti dalle legislazioni in vigore negli stati membri e dei relativi termini di esperibilità”.
La commissione ritiene quindi che garanzie procedurali previste da detto articolo debbano essere riconosciute a chiunque richieda l’immatricolazione, indipendentemente dal fondamento giuridico di quest’ultima.

IV. Esempi: per precisare come si debbano applicare in pratica i principi sopra enunciati, vengono forniti, a titolo indicativo, alcuni esempi.

1. Caso di acquisto di veicoli con omologazione Cee
1.1. II Signor Pérez, residente nello stato membro A, acquista un veicolo nuovo nello stato membro B. Dato che corrisponde ad un tipo che ha ottenuto un’omologazione Cee, il veicolo può essere immatricolato nello stato membro A senza che sia necessario espletare le formalità in materia di caratteristiche tecniche del veicolo. Se il veicolo non viene introdotto nello stato A su un altro mezzo di trasporto (treno, autocarro, ecc.), dovrà essere munito di una targa provvisoria (targa “transito”). I principi enunciati in questo esempio si applicano, mutatis mutandis, nel caso in cui il veicolo sia acquistato da un intermediario per conto del signor Pérez.
1.2. Se la signora Dupont, residente nello stato membro A, acquista nello stato membro B un veicolo usato munito di un certificato di conformità attestante che il veicolo corrisponde ad un tipo che ha ottenuto un’omologazione Cee, lo stato membro A non può esigere un controllo tecnico dello stato del veicolo, a meno che tale controllo non sia richiesto in circostanze analoghe (età del veicolo, nuova immatricolazione, ecc.) anche per i negozi che avvengono all’interno dello stato membro A.

2. Caso di acquisto di veicoli con omologazione nazionale
2.1. II Signor Smith, che risiede nello stato membro A, si reca nello stato membro B per acquistarvi un veicolo nuovo corrispondente ad un tipo che ha ottenuto un’omologazione nazionale nel suo paese di residenza o per ordinarlo presso un distributore stabilito nello stato B. II veicolo gli viene quindi consegnato con un certificato di conformità ad un tipo omologato nello stato membro A. In questo caso, le autorità dello stato membro B sono tenute a procedere all’immatricolazione alle stesse condizioni previste nel caso di un veicolo acquistato presso un distributore stabilito nello stato membro A.
2.2. II signor Maier, che risiede nello stato membro A, acquista nello stato membro B un veicolo nuovo destinato al mercato dello stato membro B e corrispondente ad un tipo che ha ottenuto un’omologazione nazionale nello stato B. II veicolo è immatricolato nello stato B in una serie provvisoria (targa “transito”) e trasferito nello stato A. II signor Maier prende contatto con il rappresentante ufficiale del costruttore del veicolo per lo stato membro A e gli chiede un certificato di conformità o un documento analogo. II rappresentante del costruttore constata che il veicolo è simile ad un tipo omologato nello stato A, salvo alcuni dettagli: il veicolo è a tre porte anziché a cinque. II rappresentante del costruttore rilascia quindi un documento attestante che il veicolo corrisponde al tipo omologato nello stato A, salvo per gli elementi che indica. II signor Maier presenta questo documento con la domanda di immatricolazione. Dato che gli elementi segnalati dal rappresentante del costruttore non creano alcun problema in materia di sicurezza, il veicolo deve essere immediatamente immatricolato.
2.3. Se nei due esempi precedenti il veicolo considerato non fosse nuovo, ma usato, lo stato membro A potrebbe esigere un controllo tecnico dello stato fisico del veicolo al momento dell’immatricolazione, a condizione che tale controllo sia effettuato senza discriminazioni rispetto ai veicoli che si trovano nella stessa situazione nello stato membro A.
V. Questioni connesse ai trasferimenti di veicoli tra gli stati membri: è opportuno completare questa comunicazione con alcune informazioni su questioni che, pur non essendo connesse da un punto di vista giuridico con l’oggetto della comunicazione stessa, devono inevitabilmente essere affrontate dal privato che acquisti un veicolo in un altro stato membro.

1. In quale stato membro deve essere immatricolato un veicolo?
I sistemi fiscali applicabili ai veicoli variano ancora notevolmente da uno stato membro all’altro.
Allo stato membro nel quale un privato fa immatricolare il suo veicolo non può dunque essere lasciata libera scelta, dato il rischio che tutti i veicoli vengano fatti immatricolare nello stato membro in cui il livello di imposizione è più basso.
In linea di massima, ciascuno deve immatricolare il suo veicolo nello stato membro in cui ha la sua normale residenza. Se il veicolo è stato acquistato alle condizioni generali d’imposizione del mercato di tale stato membro, potrà essere utilizzato temporaneamente negli altri stati membri, in franchigia dalle imposte applicate da tali stati, in conformità della direttiva n. 83/182/Cee del consiglio.
Tale direttiva definisce la “residenza nominale” come “il luogo in cui una persona dimora abitualmente, ossia durante almeno 185 giorni all’anno, a motivo di legami personali e professionali oppure, nel caso di una persona senza legami professionali, a motivo di legami personali che rivelano l’esistenza di una stretta correlazione tra la persona in questione e il luogo in cui abita”. Sono previste inoltre norme più precise nel caso di una persona i cui legami professionali siano situati in un luogo diverso da quello in cui sono situati i suoi legami personali.
Uno stato membro che concede una franchigia per l’uso temporaneo di un veicolo non può evidentemente esigere l’immatricolazione nel suo territorio.

2. Quali imposte sono dovute in caso di trasferimento permanente di un veicolo tra stati membri?
La risposta a questo interrogativo dipende dalle circostanze nelle quali è avvenuto il trasferimento del veicolo. È opportuno operare una distinzione tra l’iva e le altre imposte che possono essere richieste dalle autorità tributarie di uno stato membro in questo settore.
2.1. Iva. Dall’1 gennaio 1993, quando una persona trasferisce la sua normale residenza, lo stato membro di destinazione non può esigere l’iva sui beni personali che la persona porta con sé. Ciò si applica anche ai veicoli. In caso di acquisto in uno stato membro di un veicolo a motore destinato ad essere immatricolato e utilizzato in un altro stato membro, va rammentato quanto segue (vedi direttiva n. 91/680/Cee del consiglio).
I veicoli a motore nuovi sono soggetti all’iva nello stato membro di destinazione, cioè nello stato membro in cui il veicolo sarà utilizzato. Di conseguenza i veicoli nuovi acquistati in uno stato membro che non sia quello di destinazione potranno essere acquistati in esenzione dall’iva.
I veicoli a motore usati sono soggetti all’iva nello stato membro in cui ha luogo l’acquisto.
Ai fini dell’applicazione di questi principi tributari: sono considerati veicoli a motore i veicoli terrestri a motore di cilindrata superiore a 48 cm3 o di potenza superiore a 7,2 kilowatt, adibiti al trasporto di persone o di merci; sono considerati veicoli nuovi i veicoli la cui consegna è effettuata entro sei mesi dalla data della prima immissione in servizio o che hanno percorso meno di 6000 chilometri (vedi direttiva n. 94/5/Ce del consiglio).
2.2. Altre imposte. Oltre all’iva, gli stati membri possono applicare ai veicoli altre imposte, a condizione però che non implichino, negli scambi tra stati membri, formalità connesse con il passaggio di una frontiera (vedi articolo 3, paragrafo 3 della direttiva n. 92/12/Cee del consiglio).
Gli stati membri, quindi, applicano imposte specialmente al momento dell’immatricolazione dei veicoli.
A seconda delle caratteristiche di tali imposte, il diritto comunitario può concedere un’esenzione se il veicolo è trasferito da uno stato membro ad un altro a causa del trasferimento della residenza normale del proprietario. In questo caso il veicolo deve essere stato acquistato conformemente alle disposizioni generali di imposizione del mercato interno di un altro stato membro, ed essere realmente adibito all’uso dell’interessato in tale stato, da almeno sei mesi (vedi direttiva n. 83/183/Cee del consiglio).

3. Qual’è la durata di validità dell’immatricolazione provvisoria?
Spetta allo stato membro che rilascia un’immatricolazione a titolo provvisorio (targa “doganale”, “transito”, ecc.) fissarne la durata di validità, che varia quindi a seconda degli stati membri e della serie di immatricolazione di cui trattasi. La commissione ritiene peraltro che le autorità dello stato membro di destinazione del veicolo che autorizzano la circolazione di quest’ultimo con l’immatricolazione d’origine, per una durata determinata o con un’immatricolazione provvisoria rilasciata da loro stesse, non possano perseguire il proprietario del veicolo per scadenza della validità dell’autorizzazione o dell’immatricolazione, qualora il ritardo dell’immatricolazione definitiva del veicolo sia ad esse imputabile.

4. Un veicolo importato beneficia della garanzia del costruttore?
Le imprese della rete di distribuzione di ogni costruttore forniscono normalmente la garanzia, il servizio di assistenza gratuito, nonché il servizio in caso di ritiro di autoveicoli difettosi, nella misura minima prevista dal costruttore, indipendentemente dal luogo d’acquisto del veicolo nel mercato comune (vedi regolamento (Ce) n. 1475/95), su presentazione dei documenti relativi alla garanzia firmati da un membro della rete ufficiale di distribuzione.

5. Che fare in caso di difficoltà al momento del trasferimento o dell’immatricolazione?
Chiunque dovesse constatare che i principi enunciati nella presente comunicazione sono disattesi o chiunque incontrasse difficoltà al momento del trasferimento o dell’immatricolazione di un veicolo proveniente da un altro stato membro è invitato a mettersi in contatto con la commissione, rivolgendosi: a) sia direttamente al segretario generale, Rue de la LoilWerstraat 200, B-1049 Bruxelles; b) sia a uno degli uffici d’informazione della commissione il cui elenco è qui allegato.
I principi enunciati nella presente comunicazione possono inoltre essere invocati dinanzi a qualsiasi giudice nazionale investito di una controversia relativa all’omologazione o all’immatricolazione del veicolo trasferito. Gli articoli 30 e 36 del trattato hanno infatti efficacia diretta ed attribuiscono ai singoli, diritti che i giudici nazionali devono tutelare (sentenza Iannelli e Volpi del 22 marzo 1977, causa n. 74/76).

Uffici della commissione: (Omissis)

LEGISLAZIONE

Omologazione nazionale.

Decreto 2 maggio 2001, n. 277 Disposizioni concernenti le procedure di omologazione dei veicoli a motore, dei loro rimorchi, delle macchine agricole, delle macchine operatrici e dei loro sistemi, componenti ed entità tecniche
(G.U. 12 luglio 2001, n. 160).


Circolare  Direzione generale m.c.t.c. (prot. n. 55801 D.C. IV n. A061) ministeriale 20 giugno 1996 n. 95/96.
Procedure di omologazione dei veicoli stradali. circolare applicativa: I) del regolamento recante norme sulle procedure amministrative di omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi (ora, Decreto 2 maggio 2001, n. 277); II) delle prescrizioni tecniche nazionali in vigore per l’omologazione dei veicoli di categorie diverse dalla M1 (d.m. 8 maggio 1995).


Introduzione.

Il regolamento emanato con il d.m. 16 gennaio 1995, n. 94(ora, decreto Decreto 2 maggio 2001, n. 277) contiene l’insieme delle norme sulle procedure amministrative dirette alla omologazione dei veicoli di cui agli articoli 52, 53 54, 55, 56 e 59 del codice della strada, nonché dei sistemi, dei componenti e delle unità tecniche indipendenti destinate all’impiego dei suddetti veicoli.
Il d.m. 8 maggio 1995, relativo al recepimento della direttiva n. 92153/Cee (o sul ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri dell’unione €pea per l’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, contiene i criteri riassuntivi sulle procedure operative dirette all’omologazione dei veicoli stessi.
La presente circolare, che rappresenta il necessario compendio applicativo delle sopracitate norme, esamina e chiarisce alcuni aspetti particolari della procedure amministrativa ed operative previste per l’omologazione.

Procedure amministrative: tempi e fasi del processo omologativo

Le verifiche e prove sono effettuate in conformità a quanto disposto dalla norme tecniche, in base alle quali l’omologazione è richiesta. La data di accettazione della domanda di omologazione costituisce il riferimento ai fini dell’applicazione delle norme di prova, ciò fino a quando la unione €pea non avrà espresso avviso diverso sull’argomento per il quale è stata appositamente interessata. Nel caso di estensioni di omologazione, di nuove sede del tipo omologato, o di sede del tipo omologato non differenziate da quelle precedenti (articolo 6 del d.m. 16 gennaio 1995(ora, Decreto 2 maggio 2001, n. 277)), si applicano le norme tecniche in vigore all’atto della presentazione della domanda di omologazione limitatamente alle caratteristiche influenzate dall’insediamento delle nuove vadano e versioni nel tipo di veicolo omologato.
Per quanto riguarda i termini di durata dei processi omologato si fa riferimento ai d.m. 18 aprile 1994 n. 594 che nelle tabelle allegate elenca i procedimenti di competenza delle divisioni 41 e 42, con i rispettivi tempi previsti. Si tratta, come è ben noto, di procedure di omologazione o approvazione che iniziano con una fase essenzialmente operativa svolta presso i centri prova autoveicoli e si concludono con una fase amministrativa espletata presso una delle due divisioni di cui sopra.
Ciascun termine segnalato nelle tabelle sopracitate è relativo all’intero iter e, per poter essere praticamente applicabile, va scisso nelle sue due componenti:
a
) quella relativa alla parte operativa (demandata all’ufficio periferico): la durata della procedura è pari al tempo complessivo previsto, depurato dal periodo di tempo assegnato alla divisione interessata per l’espletamento dei propri compiti istituzionali;
b
) quella relativa alla parte amministrativa (demandata alla competente divisione): la durata della procedura è stabilita in 40 giorni lavorativi”. Le tabelle di cui sopra costituiscono l’allegato I alla presente circolare.
Con la domanda di omologazione (art. 4 del d.m. 16 gennaio 1995) deve essere consegnata la documentazione informativa di rito, con le deroghe espressamente previste dalla norma a riferimento. Il completamento di tale documentazione deve essere effettuato entro e non oltre un mese dalla data di accettazione della domanda. Nella domanda dovrà essere segnalata la data di disponibilità del prototipi da sottoporre a verifiche e prove; tale data deve essere non successiva ad un mese a decorrere dal termine di accettazione della domanda stessa. Trascorso un mese senza che la domanda sia stata completata, la sua validità decade a tutti gli effetti e la domanda è archiviata in via definitiva. Dopo la presentazione della documentazione, il centro prova autoveicoli competente fissa il luogo e la data di inizio delle prove in rapporto alle proprie esigenze.
Qualora il veicolo non sia presentato alla data fissata o in caso di esito sfavorevole di una o più prove il centro prova autoveicoli fissa una seconda data di inizio delle prove medesime. La mancata presentazione alle prove determina la Trasmissione agii atti della domanda. Nel caso in cui la domanda venga trasmessa agli atti, le operazioni di omologazione possono avere ulteriore corso a seguito di presentazione di una nuova domanda corredata da nuovi versamenti. Nell’istruttoria di quest’ultima domanda e, tenendo peraltro presenti le prescrizioni tecniche. Le singole specifiche prove debbono sempre formare oggetto di verbalizzazione da redigere contestualmente all’effettuazione delle prove stesse. La relazione riepilogativa deve essere completata, datata e sottoscritta entro e non oltre dieci giorni dalla data di ultimazione di tutte le verifiche e prove.
L’eventuale rilascio da parte del centro prova autoveicoli di certificati di approvazione a seguito di visita e prova per un limitatissimo numero di esemplari già prodotti durante l’espletamento delle operazioni di omologazione, è consentito solo dopo la firma della relazione riepilogativa. Le richieste di accertamento debbono essere vistate dal direttore dell’ufficio o da chi ne fa le veci e di esse dovrà essere fatta menzione nei registri dei verbali di omologazione. Il centro prova autoveicoli, entro due settimane dalla data di completamente e firma dei verbali di omologazione, trasmette alla competente divisione i documenti di rito (art. 5 del d.m. 16 gennaio 1995(ora, Decreto 2 maggio 2001, n. 277)).

Procedure operative: verifiche e prove previste per l’omologazione dei veicoli.
Il d.m. 8 maggio 1995, relativo ai recepimento della direttiva n. 92/53/Cee per l’omologazione dei veicoli a motore e dei foro rimorchi contiene quale parte integrante le “note” che forniscono chiarimento su alcune disposizioni contenute nello stesso decreto, quali la lista delle direttive particolari da applicare e le prescrizioni tecniche in vigore per l’omologazione dei veicoli di: categoria M, (omologazione comunitaria); altre categorie diverse dalla M, (omologazione nazionale).
Le “note” di cui sopra costituiscono l’allegato II alla presente circolare. Per quanto riguarda i veicoli della cat. M, l’omologazione (comunitaria) è concessa sulla base delle prescrizioni tecniche desumibili dall’elenco contenuto nella tabella riportata nel sopracitato allegato li. Per quanto riguarda i veicoli delle altre categorie si seguiterà a rilasciare l’omologazione (nazionale) del “tipo di veicolo” nel rispetto: di tutte le direttive particolari applicabili, con le modalità stabilite nei provvedimento di recepimento indicati nella tabella sopracitata; delle norme tecniche nazionali attualmente applicate per le quali non è stata ancora emanata una corrispondente direttiva e che sono contenute al punto B delle “note” riportate nell’allegato II.
Allo scopo, per quanto possibile, di armonizzare la procedura di omologazione dei veicoli di categoria M, (per i quali si applica obbligatoriamente l’omologazione comunitaria) con quella diretta ai veicoli delle altre categorie diverse dalla M, (per i quali si applica ancora l’omologazione nazionale) si fornisce con la presente circolare un’interpretazione di quanto riportato al sopracitato punto B.
Premesso che nell’ambito dell’omologazione nazionale si fa esplicito riferimento al “tipo di veicolo”, denominazione con la quale il regolamento in oggetto comprende tutti i veicoli di una specifica categoria, identici almeno per quanto riguarda la loro denominazione, nonché per talune caratteristiche costruttive e funzionati specificate nel regolamento del codice della strada;
Considerato inoltre che le caratteristiche che definiscono Il tipo di veicolo sono quelle riportate nell’allegato al regolamento in oggetto e che queste costituiscono l’allegato III alla presente circolare;
Visto l’articolo 6 del d.m. 16 gennaio 1995 che evidenza il rapporto biunivoco, peraltro ampiamente consolidato nell’usuale prassi omologativa, che lega: l’estensione di omologazione con la variazione di una o più caratteristiche costruttive essenziali, la nuova sede dei tipo omologato con la variazione di una o più caratteristiche costruttive non essenziali.
Si ricorda che: le caratteristiche costruttive non essenziali dei veicoli sono esclusivamente quelle indicate nell’allegato III alla presente circolare; le caratteristiche costruttive non essenziali sono rappresentate dall’insieme dei parametri figurano nell’attuale versione della carta di circolatone e che non sono annoverate tra le caratteristiche costruttive essenziali.
Si evidenzia inoltre che con “tipo di veicolo” si intende in realtà un insieme-inviluppo di veicoli che non differiscono tra loro per nessuna delle caratteristiche costruttive essenziali.
Sulla base di quanto sopra considerato, ai fini dello svolgimento del processo omologativo, le norme tecniche nazionali di cui al sopracitato punto B vengono reinterpretate così come sotto riportato.
Le verifiche e prove di cui ai punti:
1 ) controllo della conformità ... ;
2) verifica della corrispondenza ... ;
3) verifica che le parti a sbalzo ... ;
5) verifica delle carrozzerie dei veicoli adibiti ad uso pubblico ... (taxi, autobus);
6) accertamento del numero dei posti ... ;
7) verifica in piano dei pesi possono essere effettuate su un unico prototipo rappresentativo del “tipo di veicolo”, estendendone peraltro la validità a qualunque altro veicolo facente funzionalmente parte dell’insieme che si identifica con il “tipo di veicolo”. Per tutti gli altri veicoli compresi nell’insieme e non sottoposti a verifiche sperimentali, si darà luogo esclusivamente a controlli documentati sulla scorta delle informazioni fornite dalla casa costruttrice.
Le verifiche e prove di cui ai punti:
4) verifica in marcia dell’inscrivibilità;
8) verifica della velocità massima;
9) determinazione del consumo di combustibile ... ;
10) prova di accertamento in piano con partenza da fermo ... ;
11) accertamento dello spunto in salita ... possono essere effettuate su un unico prototipo purché sia ipotizzabile che questo, sulla base delle sue caratteristiche e della sua conformazione, sia teoricamente rappresentativo di quel “tipo di veicolo”, in relazione alle prestazioni limite prevedibili nell’ambito di ciascuna specifica verifica e prova.
Dato ad esempio un insieme di veicoli appartenenti allo stesso tipo di veicoli si potrà utilizzare per l’effettuazione delle prove di cui: al punto 4) Il veicolo che presenta l’interesse maggiore sulla scorta di opportune considerazioni geometriche connesse con l’entità degli sbalzi dei veicoli stessi; ai punti 8), 9) 10) il veicolo dotato di catena cinematica tale da garantire la maggiore velocità calcolata. Nell’ipotesi che i veicoli siano dotati di limitatore di velocità la prova di cui al punto 8) può essere omessa; al punto 11) il veicolo che teoricamente presenta le peggiori caratteristiche in termini di coppia, dia rapporto globale di trasmissione, di dimensioni dei pneumatici e di struttura del gruppo frizione.
Si potrà estendere poi la validità delle prove effettuate a qualunque altro veicolo facente funzionalmente parte dell’insieme.
 
Note finali

La presente circolare annulla e sostituisce le precedenti: n. 45 del 10 giugno 1977; n. 74 del 7 dicembre 1977; n. 24 del 2 aprile 1980; n. 63 del 9 giugno 1980; n. 129 del 27 settembre 1982; n. 9 del 24 gennaio 1987, nonché qualunque altra disposizione precedentemente emanata sull’argomento in contrasto con quanto attualmente disposto.

ALLEGATO I/a alla circolare n. 95/96 del 20 giugno 1996.
 
IV Direzione centrale divisione 41

N. ordine
Procedimenti
Fonti normative
Termine del procedimento
1
Omologazioni nazionali art. 75 d.l. 30 aprile 1992 n. 285
180
2
Omologazioni parziali Cee art. 75 d.l. 30 aprile 1992 n. 285
180
3
Approvazione di dispositivi art. 72 d.l. 30 aprile 1992 n. 285
150
4
Approvazione
di unità tecniche indipendenti
art. 72 d.l. 30 aprile 1992 n. 285
180
5
Volture di omologazione - art. 72 d.l. 30 aprile 1992 n. 285
- circolare ministero dei trasporti n. 20 del 28 marzo 1980 prot. 1658/CA 53/020
100
6
Variazione di ragione sociale di intestatari di omologazioni e di approvazioni - art. 72 d.l. 30 aprile 1992 n. 285
- circolare ministero dei trasporti n. 20 del 28 marzo 1980 prot. 1658/CA 53/020
100
7
Pareri di competenza - artt. dal 47 al 56; dal 62 all’82 d.l. 30 aprile 1992 n. 285
- circolari ministeriali
70

IV Direzione centrale divisione 42
1
Verifica documentazione attestante la personalità giuridica della fabbrica ed eventuali mandatari; verifica mandati, deleghe di firma ed atti di deposito - art. 75 d.l. 30 aprile 1992 n. 285
- d.m. 30 giugno 1988 n. 387
180
2
Omologazioni nazionali di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi di massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate - d.l. 30 aprile 1992 n. 285
- normativa emanata dall’amministrazione
180
3
Modifica caratteristiche di costruzione non essenziali art. 78 d.l. 30 aprile 1992 n. 285
180
4
Voltura omologazioni nazionali normativa emanata dall’amministrazione
180
5
Inserimento dati di omologazione e voltura nel sistema informativo ai fini del rilascio delle carte di circolazione art. 72 d.l. 30 aprile 1992 n. 285
60
6
Omologazioni parziali Cee normativa ministeriale. Direttive comunitarie
180
7
Riconoscimento stazioni di prova non dipendenti dalla amministrazione statale per i controlli descritti nell’allegato 1, appendice 2, dell’accordo A.T.P. - legge 2 marzo 1977 n. 264
- d.p.r. 29 maggio 1979 n. 404
- normativa emanata dall’amministrazione
240
8
Concorsi - Nomina in prova - Nomina esperti A.T.P. - legge 2 maggio 1977 n. 264
- d.m. 28 febbraio 1984 n. 1182
- d.m. 28 febbraio 1984 n. 1183
- normativa emanata dall’amministrazione
390
9
Trasferimento locali di prova o nuovi locali di prova esperti A.T.P. - legge 2 maggio 1977 n. 264
- d.m. 28 febbraio 1984 n. 1182
- d.m. 28 febbraio 1984 n. 1183
- normativa emanata dall’amministrazione
150
10
Sospensione attività - Revoca nomina esperti A.T.P. - legge 2 maggio 1977 n. 264
- d.m. 28 febbraio 1984 n. 1182
- d.m. 28 febbraio 1984 n. 1183
- normativa emanata dall’amministrazione
240
11
Autorizzazioni per effettuazione di verifiche e prove particolari - d.l. 30 aprile 1992 n. 285
- normativa emanata dall’amministrazione
240
12
Quesiti vari nell’ambito delle competenze della divisione d.l. 30 aprile 1992 n. 285, direttive Cee, regolamenti ECE-ONU, normativa emanata dall’amministrazione
150
13
Deroghe alla competenza territoriale dei C.P.A. normativa emanata dall’amministrazione
120


ALLEGATI (ora, Decreto 2 maggio 2001, n. 277)


Ministero dei trasporti e della navigazione - Circolare ministeriale Direzione generale m.c.t.c. 30 luglio 1996 n. 110.
Decreto ministeriale 16 gennaio 1995 n. 94. “regolamento recante norme sulle procedure amministrative di omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi”: Quesiti interpretativi.


In fase di prima attuazione del regolamento in oggetto, sono pervenuti a questa sede una serie di quesiti ai quali con la presente circolare si intende dare risposta, con riserva di formalizzarne i contenuti in concomitanza con il recepimento di un nuovo emendamento alla direttiva quadro n. 70/156/Cee “omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi”, la cui emanazione è imminente e che renderà necessaria una revisione del regolamento.
 
Omologazione limitata per piccole serie (O.L.).

Nel ribadire che la procedura di omologazione limitata per piccole serie si applica solamente nei caso di veicoli, qualunque sia la loro categoria (M, N, L, 0) prodotti in serie con attrezzature e/o programmi limitati e che essa differisce dalla omologazione nazionale per quanto precisato nei punti a), b), c) e d) del terzo comma dell’articolo 8 del regolamento di cui trattasi, si precisa che:
– I limiti delle produzioni annuali in piccole serie dei veicoli delle categorie M, N ed 0 sono quelli riportati nell’allegato X al regolamento.
– Nel regolamento, non si è invece riportato il limite della produzione annuale in piccole serie dei veicoli della categoria L in quanto già quantificato in 200 unità annuali all’articolo 15 comma quarto del decreto di recepimento della direttiva n. 92/61/Cee relativa all’omologazione dei veicoli a motore a due o a tre ruote che, come noto, è già in armonizzazione obbligatoria.
– Il certificato di omologazione è riprodotto in allegato alla presente circolare in un nuovo modello utilizzabile sia per l’omologazione nazionale che per quella limitata per piccole serie.
– In allegato alla presente circolare è riprodotto lo schema esemplificativo delle numerazioni da attribuire alle omologazioni limitate per piccole serie, nonché alle loro estensioni e versioni.
– La firma del costruttore, che potrà essere autenticata da un funzionario del centro prove competente all’uopo designato, sarà trasmessa dal centro prove alla .competente divisione del ministero secondo la prassi oggi in vigore per le omologazioni nazionali. La trasmissione, ai fini dello snellimento della procedura, potrà essere effettuata anche in fase istruttoria della pratica in modo che sia possibile assicurasse la riproduzione e la distribuzione ai vari uffici provinciali in tempo utile per l’eventuale suo raffronto con le firme apposte in calce ai primi certificati di conformità che, a omologazione accordata, saranno emessi dal costruttore. Sarà cura dello stesso centro prova autoveicoli far predisporre ed inviare alla competente divisione del ministero almeno 120 copie del documento contenente la firma autenticata del costruttore nonché del modello del certificato di conformità.
Per quanto attiene alla validità della omologazione limitata per piccole serie si precisa che laddove in sede del controllo di conformità previsto alla lettera e) del terzo comma dell’articolo 8, si accerti che pur perdurando i requisiti necessari per la omologazione limitata non ricorrano le condizioni per la sua trasformazione in omologazione nazionale, la omologazione limitata per piccole serie continuerà a sussistere in quanto tale.
Per quanto invece attiene al transitorio, le domande di omologazioni locali presentate in data antecedente all’1 ottobre 1995, potranno essere evase, a scelta del costruttore, sia con la nuova che con la vecchia procedura, nell’intesa che, nel secondo caso, in concomitanza con il primo controllo di conformità esse dovranno essere convertite in omologazioni limitate per piccole serie.
Le omologazioni locali accordate prima dell’l ottobre 1995 dovranno essere sottoposte a controllo di conformità entro l’1 ottobre 1997 ed in tale sede, laddove sussistano i requisiti potranno essere convertite in omologazioni limitate per piccole serie.

2. Caratteristiche costruttive essenziali.
2.1 Le caratteristiche costruttive essenziali riportate nell’allegato I al regolamento sono state riprese in maniera semplificata dall’allegato Il B della direttiva n. 92/53/Cee relativa alla omologazione Cee dei veicoli a motore e dei loro rimorchi” oggi applicata in armonizzazione obbligatoria ai veicoli della categoria Ml.
In tale circostanza era apparso ragionevole pensare che gli stessi concetti fossero applicatili sic et simpliciter anche ai veicoli delle categorie M2, M3, N ed 0. Peraltro la successiva evoluzione delle discussioni che hanno avuto luogo in sede Cee ha dimostrato che tale criterio non è percorribile e poiché d’altra parte a livello nazionale sono state definite nuove più idonee soluzioni, per la definizione delle caratteristiche essenziali dei veicoli diversi dagli Ml che sarà applicata nelle more di una definizione €pea ci si atterrà alle definizioni figuranti in allegato alla circolare n. 95/96 D.C. IV n. A061 del 20 giugno 1996.
Totalmente diverso è il caso dei veicoli della categoria L, per i quali si applicheranno le definizioni di cui ai commi primo, secondo e terzo dell’articolo 2 del d.m. 5 aprile 1994 di recepimento della direttiva n. 92/61 che come rammentato precedentemente è già in armonizzazione obbligatoria.

3. Scheda informativa.
Considerato che per l’omologazione dei veicoli delle categorie L ed Ml si è già in armonizzazione obbligatoria e che a breve l’armonizzazione obbligatoria verrà estesa a tutti i veicoli delle categorie M2, M3, N ed 0, in luogo degli allegati III/a e III/b al decreto ministeriale 15 gennaio 1995 n. 94 si utilizzeranno, a seconda del caso, le corrispondenti schede informative figuranti in allegato al decreto 5 aprile 1994 “Recepimento della direttiva del consiglio n. 92/61 del 30 giugno 1992 relativa all’omologazione dei veicoli a motore a due e a tre ruote” (pubblicato nel supplemento ordinario alla gazzetta ufficiale n. 99 del 30 aprile 1994) o al decreto 8 maggio 1995 “Recepimento della direttiva n. 92/53/Cee del consiglio del 18 giugno 1992 che modifica la direttiva n. 70/156/Cee concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri relative all’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi” (pubblicato nel supplemento ordinario alla gazzetta ufficiale n. 148 del 27 giugno 1995).

4. Rappresentante legale dei costruttori esteri.

Sulla scorta dei quesiti posti da taluni utenti, si ritiene opportuno chiarire al figura del legale rappresentante dei costruttori esteri ai fini della instaurazione di legittimi rapporti con gli uffici della direzione generale.
La rappresentanza, secondo la normativa generale dettata dal codice civile, è un istituto che opera una forma di cooperazione sostitutiva nella quale il rappresentante pone la propria attività ad esclusivo vantaggio di un altro, sostituendosi allo stesso per la cura dei suoi interessi nei confronti dei terzi.
Pertanto, il rappresentante deve agire: a) in nome del rappresentato; b) nell’interesse dello stesso; c) deve mantenersi nei limiti del potere conferitogli.
La sostituzione nell’attività giuridica è conseguenza, normalmente, di un negozio unilaterale tipico, essenzialmente revocatile, la procura, oppure di un particolare contratto che è il mandato con rappresentanza.
Quando la fonte della rappresentanza è un atto negoziale (procura in senso tecnico o contratto) è ovviamente necessario ricercare in questo modalità e limiti della legittimazione dei singoli designati.
È inutile aggiungere che un tale tipo di indagine non va fatto allorché coloro che intrattengono rapporti con gli uffici della direzione generale svolgono attività meramente esecutive, (domande, ritiro atti, ecc. ... ) e che non coinvolgono l’attività specifica tecnico costruttiva dell’impresa stessa.

ALLEGATI: (Omissis).

 

D.M. 2 luglio 2002
Semplificazione delle procedure amministrative di trasposizione delle omologazioni comunitarie dei veicoli ai fini del rilascio delle carte di circolazione degli stessi
(G.U. 30 luglio 2002, n. 177)

Art. 1 - Campo di applicazione
1. Le norme del presente decreto riguardano le procedure di trasposizione delle omologazioni comunitarie dei veicoli, rilasciate da uno degli Stati membri della Unione €pea e constano delle fasi procedurali di elaborazione e registrazione dei dati tecnici significativi delle suddette omologazioni, ai fini del rilascio della carta di circolazione dei veicoli stessi.

Art. 2 - Definizioni delle fasi procedurali
1. Ai fini del presente decreto e con riferimento alle fasi procedurali di cui all'art. 1 si definisce con: a) elaborazione: la fase nella quale, sulla base del contenuto del fascicolo di omologazione comunitaria di un tipo di veicolo: si individua la lista dei componenti la famiglia di veicoli correlata con il tipo di veicolo oggetto della omologazione, in relazione alla combinazione delle varianti e delle versioni del tipo previste dal costruttore e documentate nella stessa omologazione; si attribuisce ad ogni singolo componente un codice di immatricolazione che lo definisce univocamente; si redigono i relativi estratti dei dati tecnici; registrazione: la fase nella quale, sulla base degli estratti dei dati tecnici di cui al precedente punto, utilizzando procedure codificate, si inseriscono i dati significativi di ogni combinazione di variante-versione del veicolo nell'archivio del sistema informativo centrale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di seguito denominato CED.

Art. 3 - Competenze
1. Allo svolgimento delle fasi procedurali di cui all'art. 2 provvede il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti terrestri e per i sistemi informativi e statistici - Direzione generale della motorizzazione e della sicurezza del trasporto terrestre, di seguito denominato ufficio del Ministero, ovvero, a richiesta, il costruttore del veicolo o un suo rappresentante accreditato presso lo stesso Ministero.

Art. 4 - Domande e documentazione
1. Le richieste di trasposizione delle omologazioni comunitarie dei veicoli sono presentateall'ufficio del Ministero dal costruttore del veicolo o da un suo rappresentante accreditato presso lo stesso Ministero.
2. La domanda in bollo, redatta conformemente al modello riportato nell'allegato I, deve essere corredata dalla seguente documentazione:
a) scheda di omologazione comunitaria CE del tipo di veicolo;
b) 120 originali del certificato di conformità comunitario (C.O.C.) e, se ricorre, della dichiarazione per l'immatricolazione di cui all'allegato II, se non già depositati;
c) estratto dei dati tecnici di ogni singolo componente la famiglia di veicoli correlata con il tipo di veicolo oggetto della omologazione, redatto su modello riportato nell'allegato III, ovvero compilato con modalità diverse, ma preventivamente concordate, con l'ufficio del Ministero;
d) eventuale supporto informatico contenente gli stessi dati, riportati negli stratti dei dati tecnici di cui al precedente punto c), ordinati secondo una prefissata procedura informatica, fornita dall'ufficio del Ministero, se allo svolgimento delle operazioni di cui all'art. 2 provvede lo stesso ufficio.

Art. 5 - Codici di immatricolazione
1. I codici di immatricolazione per la decodifica del numero di omologazione comunitario, consistono in serie di caratteri alfanumerici da attribuire a ciascun componente la famigliadi veicoli e sono finalizzate alla identificazione univoca di ciascuno dei componenti per consentire l'inserimento dei relativi dati tecnici nell'archivio del CED.

2. I codici di immatricolazione:
a) sono assegnati dall'ufficio del Ministero se il costruttore dei veicoli non dispone del codice internazionale di identificazione, costituito da tre caratteri;
b)possono essere attribuiti anche dal costruttore dei veicoli, se questo dispone del codiceinternazionale di identificazione, in conformità con la procedura descritta nell'allegato IV.

Art. 6 - Inserimento dei dati tecnici nell'archivio del CED
1. Gli estratti dei dati tecnici dei componenti la famiglia di veicoli, completati con i codici di immatricolazione e la data, costituiscono la base per l'inserimento delle informazioni richieste nell'archivio del CED.
2. Per la registrazione dei dati debbono essere utilizzate specifiche procedure di inserimento. I costruttori che svolgono direttamente le operazioni di cui all'art. 2 debbono essere collegati funzionalmente con l'archivio del CED; le modalità per l'attivazione del collegamento informatico sono fornite dallo stesso CED.

Art. 7 - Immatricolazione dei veicoli
1. L'immatricolazione dei veicoli può essere effettuata secondo una delle due seguenti procedure:

a) presentazione presso l'ufficio provinciale del Dipartimento per i trasporti terrestri e per i sistemi informativi e statistici del certificato di conformità comunitario (C.O.C.), recante anche il codice di immatricolazione;
b) presentazione del certificato di conformità comunitario, corredato dalla dichiarazione per l'immatricolazione recante il codice di immatricolazione.
2. La dichiarazione per l'immatricolazione contiene il collegamento tra il numero di omologazione del veicolo ed il codice di immatricolazione dello stesso, nonchè il nome del costruttore, il tipo di veicolo, la variante, la versione ed il numero di telaio. Può contenere inoltre, così come il certificato di conformità comunitario, altre informazioni, quali il codice segreto per l'immatricolazione, il numero della bolla dell'operazione doganale ed altre eventuali informazioni.

Art. 8 - Attività di verifica e controllo da parte del Ministero
1. Il controllo di regolarità della procedura di trasposizione dell'omologazione comunitaria dei veicoli, successivo alle fasi di elaborazione e di registrazione dei dati tecnici svolte dal costruttore o da un suo accreditato rappresentante, è effettuato dall'ufficio del Ministero. Ogni onere derivante da eventuali errori che possono verificarsi in conseguenza della effettuazione delle fasi procedurali di cui all'art. 2, se effettuate dal costruttore o da un suo accreditato rappresentante, è a carico dello stesso costruttore.
2. Nel caso in cui, nel corso della fase di controllo di regolarità della procedura di trasposizione, di cui al comma precedente, si accerti che le operazioni sono state effettuate in difformità dalle prescrizioni vigenti o che non vengono rispettate, in tutto o in parte, le istruzioni diramate dalla Direzione generale della motorizzazione e della sicurezza del trasporto terrestre, il costruttore incorre nella sanzione della diffida per i casi di minore gravità, della sospensione da quindici giorni a sei mesi dei collegamenti telematicicon il CED per i casi di maggiore gravità o quando sia stata in precedenza inflitta la diffida, della revoca dei collegamenti telematici nei casi di reiterati gravi violazioni.
3. Gli allegati al presente decreto ne costituiscono parte integrante.

Allegati (omissis)


Omologazione Cee.

Autoveicoli e rimorchi

Decreto ministeriale 8 maggio 1995
Recepimento della direttiva 92/53/Cee del consiglio dei 18 giugno 1992 che modifica la direttiva 70/156/Cee concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri relative alla omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi.
(G.U. n. 148 del 27 giugno 1995).

Art. 1 Campo di applicazione

II presente decreto riguarda l’omologazione comunitaria dei veicoli a motore e dei loro rimorchi fabbricati in una o più fasi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati all’impiego nei suddetti veicoli e rimorchi.
Il presente decreto non riguarda:
- la visita e prova dei singoli veicoli, peraltro non esclude che in tale sede sia accettata qualsiasi omologazione valida di sistemi, componenti, entità tecniche o veicoli incompleti, accordata in virtù del presente decreto;
- i quadricicli ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 3 del decreto 5 aprile 1994 pubblicato nel supplemento ordinario alla gazzetta ufficiale n. 99 del 30 aprile 1994, di recepimento della direttiva 92/61 /Cee, relativa alla omologazione dei veicoli a motore a due o a tre ruote.

Art. 2 Definizioni

Ai fini del presente decreto, s’intende per:
– “ omologazione “, l’atto con cui uno stato membro della Unione €pea che di seguito verrà più semplicemente indicato come “stato Membro”, certifica che un tipo di veicolo, sistema, componente o entità tecnica è conforme alle prescrizioni tecniche del presente decreto di recepimento della direttiva 92/53/Cee che di seguito verrà più semplicemente indicato con le parole “presente decreto” o del decreto di recepimento di una direttiva particolare figurante nell’elenco completo degli allegati VI o XI;
– “omologazione in più fasi”, l’atto con cui uno o più stati membri certificano che, a seconda dello stato di completamento, un tipo di veicolo incompleto o completato è conforme alle prescrizioni tecniche del presente decreto;
– “veicolo”, ogni veicolo a motore destinato a circolare su strada, completo o incompleto, il quale abbia almeno quattro ruote ed una velocità massima di progetto superiore a 25 km/h, come pure i suoi rimorchi, ad eccezione dei veicoli che si spostano su rotaie, dei trattori agricoli e forestali e di tutte le macchine mobili;
– “veicolo base”, qualsiasi veicolo incompleto il cui numero di identificazione sia mantenuto nelle varie fasi del procedimento di omologazione in più fasi;
– “veicolo incompleto”, qualsiasi veicolo che, per poter essere conforme alle prescrizioni del presente decreto, deve ancora essere completato in almeno una fase successiva;
– veicolo completato”, il veicolo che risulta dal procedimento di omologazione in più fasi e che è conforme a tutte le prescrizioni corrispondenti del presente decreto;
– “ tipo “, i veicoli di una categoria specifica identici almeno per quanto riguarda gli aspetti essenziali specificati nell’allegato II punto B; un tipo di veicolo può comprendere diverse varianti e versioni (vedi allegato II punto B);
– “sistema”, qualsiasi installazione del veicolo, come i freni, l’impianto di controllo delle emissioni, la sistemazione interna, ecc., soggetta. Alle prescrizioni stabilite nel decreto di recepimento di una direttiva particolare;
– “componente “, un dispositivo, come una luce, soggetto alle prescrizioni stabilite nel decreto di recepimento di una direttiva particolare e destinato a far parte di un veicolo, il quale può essere omologato indipendentemente dal veicolo se il decreto di recepimento della direttiva particolare lo prevede espressamente;
– “entità tecnica”, un dispositivo, ad esempio un dispositivo di protezione posteriore, soggetto alte prescrizioni di un decreto di recepimento di una direttiva particolare e destinato a far parte di un veicolo, che può venire omologato separatamente, ma soltanto in relazione ad uno o più tipi determinati di veicoli, se il decreto di recepimento della direttiva particolare lo prevede espressamente;
– ”costruttore”, la persona o l’ente responsabile, verso l’autorità che rilascia l’omologazione di tutti gli aspetti del procedimento di omologazione e della conformità della produzione; non è indispensabile che detta persona o ente partecipino direttamente a tutte le fasi di costruzione del veicolo, del sistema, del componente o dell’entità tecnica soggette all’omologazione;
– “autorità” che rilascia l’omologazione, le autorità di uno stato membro responsabili di tutti gli aspetti dell’omologazione di un tipo di veicolo, sistema, componente o entità tecnica; esse rilasciano e, se necessario, ritirano le schede di omologazione, assicurano il collegamento con i propri omologhi degli altri stati membri e verificano le disposizioni prese dai costruttori per assicurare la conformità della produzione. Le autorità italiane competenti al rilascio dell’omologazione sono quelle elencate all’allegato XV;
– “servizio tecnico”, l’organismo o l’ente designato come laboratorio di prova per l’esecuzione di prove o ispezioni a nome dell’autorità che rilascia l’omologazione di uno stato membro. Questa funzione può essere svolta anche dalla stessa autorità che rilascia l’omologazione. I servizi tecnici italiani competenti alla esecuzione delle prove sono quelli indicati nell’allegato XVI;
– “scheda informativa”, le schede figuranti negli allegati I o III del presente decreto o il corrispondente allegato del decreto di recepimento di una direttiva particolare nel quale sono prescritte le informazioni che il richiedente è tenuto a fornire;
– “documentazione informativa”, la documentazione completa o la raccolta di dati, disegni, fotografie, ecc., forniti dal richiedente al servizio tecnico o all’autorità che rilascia l’omologazione conformemente alle indicazioni della scheda informativa;
– “fascicolo di omologazione”, la documentazione informativa più tutti i verbali di prova e gli altri documenti che il servizio tecnico o le autorità competenti in materia di omologazione hanno aggiunto alla documentazione informativa nello svolgimento delle proprie funzioni;
– “indice del fascicolo di omologazione”, il documento in cui è elencato il contenuto del fascicolo di omologazione, opportunamente numerato o altrimenti contrassegnato in modo che ogni pagina sia chiaramente identificabile.

Art. 3 Domanda di omologazione

1. La domanda di omologazione di un veicolo è presentata dal costruttore all’autorità che rilascia l’omologazione di uno stato membro. Essa è accompagnata dalla documentazione informativa contenente le informazioni specificate nell’allegato III e dalle schede di omologazione relative a ciascuna delle direttive particolari, conformemente agli allegati IV o XI. Fino alla data di rilascio o di rifiuto dell’omologazione, il fascicolo di omologazione relativo a ciascuna direttiva particolare è posto a disposizione dell’autorità che rilascia l’omologazione.
2. In deroga al paragrafo 1, se nessuna scheda di omologazione relativa ad una delle pertinenti direttive particolari è disponibile, i documenti che accompagnano la domanda comprendono una documentazione informativa contenente le informazioni richieste all’allegato I in relazione alle direttive particolari specificate negli allegati IV o XI e, se del caso, alla parte il dell’allegato III.
3. Nel caso di un’omologazione in più fasi, il richiedente deve fornire: “nella prima fase”: le parti della documentazione informativa e le schede di omologazione richieste per un veicolo completo, relative allo stato di costruzione del veicolo base; “nella seconda e nelle successive fasi”: le parti della documentazione informativa e le schede di omologazione relative alla fase attuale di costruzione, nonché una copia della scheda di omologazione del veicolo incompleto rilasciata nella fase di costruzione precedente. II costruttore deve inoltre fornire un elenco completo delle modifiche e delle aggiunte da lui apportate ai veicoli incompleti.
4. La domanda per l’omologazione di un tipo di sistemi, componenti o entità tecniche deve essere presentata dal costruttore all’autorità che rilascia l’omologazione di uno stato membro. Essa è accompagnata da una documentazione informativa il cui contenuto è specificato nella scheda informativa della rispettiva direttiva particolare .
5. Qualsiasi domanda relativa ad un tipo di veicolo, sistema, componente o entità tecnica può essere presentata unicamente presso un solo stato membro. Per ogni tipo da omologare deve essere presentata una domanda separata.

Art. 4 Procedimento di omologazione

1. Ciascuno stato membro concede:
a
) un’omologazione del veicolo: ai tipi di veicoli che sono conformi alle informazioni contenute nella documentazione informativa e che soddisfano le prescrizioni tecniche delle corrispondenti direttive particolari menzionate nell’allegato IV, ai tipi di veicoli speciali menzionati nell’allegato XI che sono conformi alle informazioni contenute nella documentazione informativa e che soddisfano le prescrizioni tecniche delle direttive particolari indicate nella relativa colonna dell’allegato XI questo procedimento si svolge secondo, le procedure previste nell’allegato V;
b
) un’omologazione in più fasi ai tipi di veicoli base, incompleti o completati che sono conformi alle informazioni contenute nella documentazione informativa e che soddisfano le prescrizioni delle pertinenti direttive particolari, indicate negli allegati IV o XI, in funzione dello stato di completamento del tipo di veicolo. Questo procedimento si svolge secondo le procedure previste all’allegato XIV;
c
) un’omologazione del sistema ai tipi di veicoli che sono conformi alle indicazioni contenute nella documentazione informativa e che soddisfano le prescrizioni tecniche della relativa direttiva particolare;
d
) un’omologazione del componente o dell’entità tecnica a tutti i tipi di componenti o entità tecniche che sono conformi alle informazioni contenute nella documentazione informativa e che soddisfano le prescrizioni tecniche della direttiva particolare che contiene disposizioni espresse a questo proposito.
2. Tuttavia, se uno stato membro ritiene che un veicolo, sistema, componete o entità tecnica, pur conforme alle prescrizioni di cui al paragrafo 1, rischia di compromettere gravemente la sicurezza stradale, può rifiutare di concedere l’omologazione. Esso ne informa immediatamente gli altri stati membri e la commissione, precisando i motivi della propria decisione.
3. Ogni stato membro completa tutte le parti corrispondenti di una scheda di omologazione (il cui modello è fornito nell’allegato VI del presente decreto e negli allegati delle direttive particolari) per ciascun tipo di veicolo, sistema, componente o entità tecnica da esso omologato. Ogni stato membro completa inoltre le parti corrispondenti della scheda dei risultati di prove allegata alla scheda di omologazione del veicolo (il cui modello è riportato nell’allegato VIII) ed appronta o verifica il contenuto dell’indice del fascicolo di omologazione. Le schede di omologazione sono numerate secondo il metodo descritto nell’allegato VII. La scheda compilata ed i relativi allegati sono trasmessi al richiedente.
4. Quando il componente o l’entità tecnica da omologare svolge la propria funzione o presenta una particolare caratteristica soltanto in connessione con altri elementi del veicolo, e per questa ragione la conformità a una o più prescrizioni può essere verificata soltanto quando il componente o l’entità tecnica da omologare funzionano in connessione con altri elementi del veicolo, simulati o reali, la portata dell’omologazione del componente o dell’entità tecnica deve essere limitata di conseguenza. La scheda di omologazione di un componente o di un’entità tecnica indica in tal caso le eventuali restrizioni di utilizzazione e le eventuali condizioni di montaggio. II rispetto delle suddette restrizioni e prescrizioni è verificato al momento della omologazione del veicolo.
5. Entro un termine di un mese. l’autorità che rilascia l’omologazione di ciascuno stato membro invia ai - propri omologhi degli altri stati membri copia della scheda di omologazione (con i relativi allegati) per ogni tipo di veicolo per cui l’omologazione sia stata rilasciata, rifiutata o ritirata.
6. L’autorità che rilascia l’omologazione di ciascuno stato membro invia ogni mese ai propri omologhi degli altri stati membri l’elenco (contenente le menzioni indicate nell’allegato XIII) delle omologazioni di sistemi componenti o entità tecniche rilasciate, rifiutate o ritirate nel corso dello stesso mese. Inoltre, su richiesta dell’autorità che rilascia l’omologazione di un altro stato membro, essa invia immediatamente copia delle schede di omologazione dei sistemi, componenti o entità tecniche e/o il fascicolo di omologazione relativo a ciascun sistema, componente o entità tecnica per i quali ha rilasciato, rifiutato o ritirato l’omologazione.

Art. 5 Modifiche delle omologazioni

l. Lo stato membro che ha rilasciato l’omologazione prende i provvedimenti necessari per essere informato di qualsiasi modifica delle informazioni figuranti nel fascicolo di omologazione.
2. La domanda di modifica o di estensione di un’omologazione è presentata esclusivamente allo stato membro che ha rilasciato l’omologazione originaria.
3. Per quanto riguarda l’omologazione di sistemi, componenti o entità tecniche, ove siano mutate le
indicazioni figuranti nel fascicolo di omologazione, l’autorità che rilascia l’omologazione del suddetto stato membro: rilascia se necessario le pagine modificate del fascicolo di omologazione, contrassegnando ciascuna pagina modificata in modo che risulti chiaramente la natura della modifica e la data della nuova pubblicazione; in occasione di ogni modifica; essa modifica anche l’indice del fascicolo di omologazione (allegato alla scheda di omologazione) in modo da indicare le date delle ultime pagine modificate; rilascia una scheda di omologazione modificata (contrassegnata da un numero di estensione) ove siano mutati alcuni dati in essa contenuti (esclusi gli allegati) oppure se, dopo la data indicata nell’omologazione, siano mutati i requisiti della direttiva. Sulla scheda aggiornata sono chiaramente indicati il motivo della modifica e la data della nuova pubblicazione.
Se l’autorità che rilascia l’omologazione del suddetto stato membro ritiene che una modifica apportata a un fascicolo informativo giustifichi nuove prove o nuove verifiche, essa ne informa il costruttore e rilascia i documenti sopraindicati solo previo esito positivo delle nuove prove o verifiche.
4. Per quanto riguarda l’omologazione dei veicoli, ove siano mutate le indicazioni figuranti nel fascicolo di omologazione, l’autorità che rilascia l’omologazione dello stato membro interessato: rilascia; se necessario, la pagina o le pagine modificate del fascicolo di omologazione, contrassegnando ciascuna pagina modificata affinché risulti chiaramente la natura della modifica e la data della nuova pubblicazione; in occasione di ogni modifica, modifica anche l’indice del fascicolo di omologazione (allegato alla scheda di omologazione) in modo da indicare le date delle ultime pagine modificate; rilascia una scheda di omologazione modificata (contrassegnata da un numero di estensione) se sono richieste ulteriori ispezioni oppure se sono cambiate alcune informazioni contenute nella scheda di omologazione (esclusi gli allegati), o ancora se, dalla data di originaria omologazione del veicolo, sono cambiati i requisiti di una direttiva particolare applicabile a decorrere dal giorno cui la prima messa in circolazione è vietata. La nuova scheda riporta chiaramente il motivo dell’estensione e 1a data della nuova pubblicazione.
Se l’autorità che rilascia l’omologazione dello stato membro in questione ritiene che una modifica di un fascicolo di omologazione giustifichi nuove ispezioni, essa ne informa il costruttore e rilascia i documenti sopraindicati solo previo esito positivo alle nuove ispezioni. I documenti aggiornati devono essere inviati a tutte le altre autorità competenti entro il termine di un mese.
5. Se l’omologazione di un tipo di veicolo cessa di essere valida perché una o più omologazioni rilasciate in base alle direttive particolari previste nel relativo fascicolo di omologazione ha perso validità, l’autorità che rilascia l’omologazione dello stato membro che ha rilasciato detta omologazione ne informa, precisando la data, le autorità omologanti degli altri stati membri o comunica loro il numero di identificazione dell’ultimo veicolo prodotto conformemente alla vecchia scheda di omologazione.

NOTA
La modalità di presentazione delle domande di omologazione e di gestione delle procedure interne di omologazione, valgono, in quanto applicabili e non in contrasto con le norme del presente decreto, le norme previste nel decreto ministeriale 16 gennaio 1995 n. 94, in G.U. n. 76 del 31 marzo 1995.


Art. 6 Certificato di conformità

1. Il costruttore detentore di una scheda di omologazione di un veicolo rilascia un certificato di conformità. Questo certificato i cui modelli sono riportati nell’allegato IX accompagna ciascun veicolo, completo o incompleto, fabbricato in conformità del tipo di veicolo omologato. Se si tratta di un tipo di veicolo incompleto o completato, il costruttore indica alla pagina 2 del certificato di conformità solo gli elementi aggiunti o modificati nella fase in corso dell’omologazione e, se necessario, allega a detto certificato tutti i certificati di conformità rilasciati nel corso delle fasi precedenti.
2. Tuttavia a fini di imposizione o di immatricolazione dei veicoli, gli stati membri possono chiedere, previa notifica, almeno tre mesi prima alla commissione ed agli altri stati membri; che siano aggiunti nel certificato elementi non previsti nell’allegato IX, purché detti elementi siano espressamente menzionati nel fascicolo di omologazione o possano essere desunti dallo stesso mediante calcoli semplici. Gli stati membri possono altresì chiedere che il certificato di conformità di cui all’allegato IX sia completato in modo da mettere in maggior risalto i dati necessari e sufficienti ai fini di imposizioni e d’immatricolazione da parte delle autorità nazionali competenti.
3. II costruttore detentore di uria scheda di omologazione di componente o entità tecnica appone, su ciascun componente o entità fabbricati in conformità al tipo omologato, il proprio marchio di fabbrica o commerciale, l’indicazione del tipo e/o se la direttiva particolare lo prevede, il numero o il marchio d’omologazione. In quest’ultimo caso tuttavia il costruttore può scegliere di non apporre il marchio di fabbrica o commerciale o l’indicazione del tipo.
4. II costruttore detentore di una scheda di omologazione che, ai sensi dell’articolo 4 paragrafo 4, contiene restrizioni circa l’utilizzazione del componente o dell’entità tecnica in questione, fornisce, per ciascun componente o entità tecnica prodotti, informazioni dettagliate su tali restrizioni ed indica le condizioni di montaggio.

Art. 7 Immatricolazione e messa in circolazione.

1. Ciascuno stato membro immatricola veicoli nuovi ovvero ne autorizza la vendita o la messa in circolazione fondandosi su motivi concernenti la costruzione o il funzionamento degli stessi, solo se detti veicoli sono accompagnati da un valido certificato di conformità.
Nel caso di veicoli incompleti, ciascuno stato membro ne autorizza la vendita, ma può rifiutare l’immatricolazione definitiva e la messa in circolazione fino a quando i veicoli non sono stati completati.
2. Ciascuno stato membro permette la vendita e la messa in circolazione di componenti o entità tecniche se, e solo se, dette componenti ed entità soddisfano i requisiti della direttiva particolare corrispondente ed i requisiti di cui all’articolo 6, paragrafo 3 purché ciò non si applichi ai componenti ed alle entità tecniche destinati a veicoli che non rientrano nel campo di applicazione del presente decreto o che ne sono totalmente o parzialmente esentati.
3. Se uno stato membro stabilisce che veicoli, componenti o entità tecniche di un particolare tipo, benché accompagnati da un certificato di conformità valido o regolarmente marcati, compromettono gravemente la sicurezza stradale, può, per un periodo massimo di sei mesi, rifiutare l’immatricolazione di detti veicoli o vietare la vendita o la messa in circolazione sul proprio territorio di detti veicoli, componenti o entità tecniche. Esso ne informa immediatamente gli altri stati membri e la commissione Ce precisando i motivi della propria decisione. Se lo stato membro che ha rilasciato l’omologazione contesta i rischi addotti per la sicurezza stradale ad esso notificati, gli stati membri interessati si occupano per risolvere la controversia. La commissione Ce è tenuta informata e procede, ove necessario, alle consultazioni necessarie per pervenire ad una soluzione.

Art. 8 Deroghe e procedure alternative

1. I requisiti dell’articolo 7, paragrafo 1 non sono applicabili: ai veicoli destinati alle forze armate, alla protezione civile, ai servizi antincendio e alle forze addette al mantenimento dell’ordine pubblico; ai veicoli omologati conformemente al paragrafo 2.
2. Ciascuno stato membro può su richiesta del costruttore, esentare dall’applicazione di una o più disposizioni di una o più direttive particolari i veicoli seguenti:
– “Veicoli prodotti in piccole serie” (1). Nel caso di tali veicoli, il numero dei veicoli di una certa famiglia di tipi immatricolati, venduti o messi in circolazione ogni anno in questo stato membro non può superare il numero di unità indicato nell’allegato XII. Ogni anno, gli stati membri inviano alla commissione l’elenco di tali omologazioni. Lo stato membro che rilascia tale tipo di omologazione invia copia della scheda di omologazione e dei relativi allegati all’autorità che rilascia l’omologazione degli altri stati membri designati dal costruttore, con l’indicazione della natura delle deroghe ammesse. Entro tre mesi, i suddetti stati membri decidono se, e per quale numero di unità, essi accettano l’omologazione dei veicoli da immatricolare nel proprio territorio. Ai fini delle omologazioni accordate conformemente alla presente lettera, i requisiti degli articoli 3, 4, 5, 6, 10 e 11 sono applicabili soltanto nella misura in cui l’autorità che rilascia l’omologazione li ritenga utili. Se una deroga è accordata conformemente alla presente lettera, lo stato membro può chiedere di adottare altre disposizioni appropriate.
– “Veicoli di fine serie” (2).
1) Gli stati membri possono, entro i limiti quantitativi contenuti nell’allegato XII, sezione B e per un periodo limitato, immatricolare e consentire la vendita o l’immissione in circolazione di veicoli nuovi conformi a un tipo di veicolo la cui omologazione non è più valida, conformemente all’articolo 5, paragrafo 5. La presente disposizione è applicabile soltanto ai veicoli che si trovavano nel territorio della comunità ed erano accompagnati da un certificato di conformità valido rilasciato al momento in cui l’omologazione del tipo di veicolo in questione era ancora valida, ma che non erano stati immatricolati o messi in circolazione prima della fine della validità di detta omologazione. Questa possibilità è limitata ad un periodo di dodici mesi per i veicoli completi e di diciotto mesi per i veicoli completati dopo la data in cui l’omologazione ha perso la sua validità;
2) Per l’applicazione del paragrafo 1 a uno o più tipi di veicoli di una categoria determinata, il costruttore deve farne richiesta all’autorità competente dello stato membro che ha omologato il tipo o i tipi di veicoli corrispondenti prima della entrata in vigore delle direttive particolari o delle loro modifiche. La domanda deve precisare i motivi tecnici e/o economici che la giustificano. Se la domanda è accettata dallo stato membro, quest’ultimo deve comunicare entro un mese alle autorità competenti degli altri stati membri il tenore e le ragioni delle deroghe accordate al costruttore, insieme alle informazioni previste all’articolo 5, paragrafo 5. Ciascuno stato membro interessato all’immissione in circolazione di questi tipi di veicoli è incaricato del rispetto da parte del costruttore delle disposizioni previste all’allegato XII, sezione B. Gli stati membri comunicano ogni anno alla commissione un elenco ed i motivi delle deroghe accordate.
–  “Veicoli, componenti o entità tecniche concepite secondo tecniche o principi incompatibili per loro natura, con uno o più requisiti di una o più direttive particolari”. Nel caso di tali veicoli, componenti o entità tecniche, lo stato membro che rilascia l’omologazione invia entro un mese una copia della scheda di omologazione con i relativi allegati alle autorità competenti in materia di omologazione degli altri stati membri ed invia immediatamente alla commissione una relazione contenente gli elementi seguenti: i motivi per cui le tecniche o i principi di cui trattasi rendono il veicolo, il componente o l’entità tecnica incompatibile con i requisiti di una o più direttive particolari; una descrizione dei problemi di sicurezza e di protezione ambientale esaminati ed i provvedimenti adottati; una descrizione delle prove, con i relativi risultati, le quali dimostrino che è garantito un livello di sicurezza e di protezione ambientale almeno equivalente a quello garantito da una o più direttive particolari in questione; proposte di modifica delle direttive particolari corrispondenti o, eventualmente, proposte di nuove direttive particolari.
Entro un termine di tre mesi, la commissione Ce decide se approvare o respingere la relazione, conformemente alla procedura prevista all’articolo 13. Se la commissione approva la relazione, lo stato membro interessato può rilasciare un’omologazione conforme alla direttiva recepita con il presente decreto. La commissione Ce prende allora i provvedimenti necessari per adeguare le direttive particolari oggetto della deroga. La validità di tale omologazione è limitata a 24 mesi, ma la commissione Ce può prorogarla su richiesta dello stato membro che l’ha rilasciata.
3. Le schede di omologazione che sono rilasciate conformemente al paragrafo 2 ed i cui modelli figurano nell’allegato VI, non devono avere l’intestazione “Scheda di omologazione Cee di un tipo di veicolo” tranne nel caso di cui al paragrafo 2, lettera c), se 1a commissione Ce ha approvato la relazione.
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(1) A norma dell’articolo 15, comma quarto, del presente decreto, nel caso di veicoli prodotti in piccole serie, non possono essere rilasciate omologazioni in deroga a disposizioni contenute in direttive particolari che stabiliscono requisiti basati su una armonizzazione totale. Il comma quarto del predetto articolo 15 stabilisce il principio della inderogabilità delle norme contenute in direttive particolari basate sulla armonizzazione totale. Le direttive di armonizzazione totale a tutt’oggi emanate sono quelle riguardanti l’impatto ambientale: livello sonoro, dir. 70/157/Cee; emissioni, dir. 70/220/Cee; emissioni dei motori diesel, dir. 72/245/Cee.
(2) I costruttori che intendono avvalersi della possibilità di immatricolare veicoli di fine serie devono presentare apposita domanda al Ministero dei trasporti e della navigazione - direzione generale m.c.t.c. - IV direzione centrale- Divisione 40.

Art. 9 Accettazione di omologazioni equivalenti

1. Su proposta della commissione Ce il consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può riconoscere l’equivalenza tra le condizioni o le disposizioni relative all’omologazione dei sistemi, componenti ed entità tecniche previste dalla presente decreto e le procedure stabilite da regolamentazioni internazionali o di paesi terzi, nell’ambito di accordi multilaterali o bilaterali tra la comunità e paesi terzi.
2. È riconosciuta l’equivalenza tra le regolamentazioni internazionali figuranti nell’allegato IV, parte II e le corrispondenti direttive particolari. Le autorità che rilasciano l’omologazione degli stati membri accettano le omologazioni rilasciate conformemente a queste regolamentazioni e, se del caso, i relativi contrassegni di omologazione, in sostituzione delle omologazioni e/o contrassegni corrispondenti alle direttive particolari equivalenti. Le regolamentazioni internazionali precitate sono pubblicate nella gazzetta ufficiale delle comunità €pee.

Art. 10 Provvedimenti relativi alla conformità della produzione.

1. Lo stato membro che ha rilasciato un’omologazione prende i provvedimenti previsti all’allegato X, in relazione a detta omologazione, per accertare, se necessario in collaborazione con 1e autorità competenti che rilasciano l’omologazione degli altri stati membri, se siano stati presi i provvedimenti necessari per garantire la conformità al tipo omologato dei veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche prodotti.
2. Lo stato membro che ha rilasciato un’omologazione prende i provvedimenti previsti all’allegato, X, in relazione a detta omologazione per accertare, se necessario in collaborazione con le autorità competenti che rilasciano. l’omologazione degli altri stati membri, se i provvedimenti di cui al paragrafo 1 continuino ad essere adeguati e se i veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche prodotti continuino ad essere conformi al tipo omologato. La verifica effettuata per assicurare la conformità al tipo omologato è limitata alle procedure di cui al punto 2 dell’allegato X ed alle direttive particolari contenenti requisiti specifici.

Art. 11 Non conformità al tipo omologato.

1. Si ha non conformità al tipo omologato quando si constatano rispetto alla scheda di omologazione e/o nel fascicolo di omologazione divergenze che 1o stato membro che ha rilasciato l’omologazione non ha autorizzato ai sensi dell’articolo 5, paragrafi 3 o 4. Non si può considerare che un veicolo non sia conforme al tipo omologato se sono rispettate le tolleranze previste da direttive particolari.
2. Se 1o stato membro che ha rilasciato l’omologazione constata che veicoli, componenti o entità tecniche accompagnati da un certificato di conformità o recanti un contrassegno di omologazione non sono conformi a1 tipo da esso omologato, esso prende i provvedimenti necessari affinché i veicoli, le componenti o le entità tecniche prodotti siano. di nuovo conformi al tipo omologato. Le autorità che rilasciano l’omologazione di detto stato membro notificano ai propri omologhi degli altri stati membri i provvedimenti presi, che possono giungere fino al ritiro dell’omologazione.
3. Se uno stato membro constata che veicoli, componenti o entità tecniche accompagnati da un certificato di conformità o recanti un contrassegno di omologazione non sono conformi al tipo omologato, può chiedere allo stato membro che ha proceduto all’omologazione di verificare se i veicoli, i componenti o le entità tecniche siano conformi al tipo omologato. Tale verifica deve essere effettuata al più presto possibile e in ogni caso entro sei mesi dalla data della richiesta.
4. Nell’ipotesi: “di omologazione per tipo di veicolo”, se la non conformità di un veicolo è dovuta esclusivamente alla non conformità di un sistema, componente o entità tecnica, oppure “di omologazione per tipo in più fasi”, se la non conformità di un veicolo completato è dovuta esclusivamente alla non conformità di un sistema, componente o entità tecnica facente parte integrante di un veicolo incompleto, o alla non conformità dello stesso veicolo, incompleto, le autorità competenti per l’omologazione del veicolo chiedono allo stato membro che ha rilasciato l’omologazione del sistema, componente o entità tecnica, oppure del veicolo incompleto, di prendere i provvedimenti necessari affinché sia ripristinata la conformità dei veicoli prodotti al tipo omologato. Tali provvedimenti devono essere presi il più presto possibile e in ogni caso entro sei mesi dalla data della richiesta, se necessario in cooperazione con lo stato membro richiedente. Qualora venga accertata una mancanza di conformità, le autorità che rilasciano l’omologazione dello stato membro che ha rilasciato l’omologazione del sistema, componente, entità tecnica o veicolo incompleto prendono i provvedimenti di cui al paragrafo 2.
5. Le autorità che rilasciano l’omologazione degli stati membri si informano reciprocamente, entro il termine di un mese, del ritiro di un’omologazione e dei motivi che lo giustificano.
6. Se lo stato membro che ha rilasciato l’omologazione contesta la non conformità di cui è stato informato, gli stati membri interessati s’impegnano a risolvere la controversia. La commissione Ce è tenuta informata e procede, ove necessario, alle opportune consultazioni al fine di pervenire ad una soluzione.

Art. 12 Notifica delle decisioni e dei ricorsi esperibili

1. Ogni decisione di rifiuto o di ritiro di omologazione, rifiuto di immatricolazione o divieto di vendita, presa in base alle disposizioni adottate in esecuzione del presente decreto, è debitamente motivata. Essa viene notificata all’interessato unitamente all’indicazione dei mezzi di ricorso previsti dalle legislazione in vigore negli stati membri e dei relativi termini di esperibilità.

Art. 13 Adeguamento degli allegati

1. E istituito un comitato per l’adeguamento al progresso tecnico, in appresso denominato “comitato”, composto dei rappresentanti degli stati membri e presieduto dal rappresentante della commissione Ce.
2. Le modifiche necessarie per adeguare al progresso tecnico: gli allegati della direttiva recepita con il presente decreto, o le disposizioni contenute nelle direttive particolari, salve disposizioni contrarie in essa previste, sono adottate conformemente alla procedura prevista al paragrafo 3. Questa procedura è applicabile altresì per l’inserimento nelle direttive particolari di disposizioni relative all’omologazione di entità tecniche.
3. Il rappresentante della commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. II comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell’urgenza della questione in esame. II parere è formulato alla maggioranza prevista all’articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l’adozione delle decisioni che il consiglio deve prendere su proposta della commissione Ce. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli stati membri è attribuita la ponderazione di cui all’articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La commissione Ce adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato. Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la commissione Ce sottopone senza indugio al consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il consiglio delibera a maggioranza qualificata. Se il consiglio non ha deliberato entro un termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la commissione Ce adotta le misure proposte.
4. II consiglio, se adotta su proposta della commissione una nuova direttiva particolare, adotta, in base alla stessa proposta, le opportune modifiche dei pertinenti allegati della direttiva recepita con il presente decreto.

Art. 14 Notifica delle autorità che rilasciano l’omologazione dei servizi tecnici.

1. All’allegato XV del presente decreto figurano le indicazioni, gli indirizzi e i settori di competenza delle autorità italiane competenti al rilascio dell’omologazione nell’ambito del presente decreto.
2. All’allegato XVI del presente decreto figurano le indicazioni, gli indirizzi e le discipline di competenza dei servizi tecnici competenti alla effettuazione delle prove di omologazione.
3. Ai fini del presente decreto, non è considerato eccezionale l’uso di attrezzature esterne da parte dei servizi tecnici con l’accordo dell’autorità che rilascia l’omologazione.

Art. 15 Disposizioni transitorie

1. Per quanto riguarda l’omologazione di veicoli, gli stati membri applicano 1e disposizioni della direttiva 92/53/Cee recepita con il presente decreto esclusivamente ai veicoli della categoria M1 muniti di motore a combustione interna in attesa che in sede Comunitaria sia adottata una nuova direttiva che estenda il campo di applicazione della direttiva 92/53/Cee ai veicoli della categoria M1 muniti di motori diversi da quelli a combustione interna e ad altre categorie di veicoli. Nel frattempo, per l’omologazione dei veicoli delle altre categorie sono applicabili le disposizioni dell’articolo 10 della direttiva 70/156/Cee, nella versione modificata dalla direttiva 87/403/Cee .
2. Fino al 31 dicembre 1995 per i veicoli completi e fino al 31 dicembre 1997 per i veicoli completati conformemente alla procedura di omologazione a più fasi, gli stati membri applicano le disposizioni dell’articolo 4, paragrafo I del presente decreto, solo a domanda del costruttore. Nel frattempo sono ammessi al rilascio della omologazione nazionale di veicoli, componenti ed entità tecniche e nonché l’immatricolazione, la vendita e la messa in circolazione conformemente all’articolo 10 della direttiva 70/156/Cee, nella versione modificata dalla direttiva 87/403/Cee .
3. Fino al 31 dicembre 1997 per i veicoli completi e fino al 31 dicembre 1999 per i veicoli completati conformemente alla procedura, non sono applicabili ai veicoli, componenti ed entità tecniche di un tipo per cui sia stata rilasciata un’omologazione nazionale anteriormente, rispettivamente, al 1o gennaio 1996 o all’1 gennaio 1998, oppure a un tipo che uno stato membro abbia immatricolato o di cui abbia autorizzato la vendita o la messa in circolazione anteriormente, rispettivamente, all’1 gennaio 1996 o al 1 gennaio 1998.
Le omologazioni che sono state rilasciate conformemente alle direttive particolari e che rientrano nella predetta omologazione nazionale resteranno in vigore dopo il 31 dicembre 1997 per i veicoli completi dopo il 31 dicembre 1999 per i veicoli completati, secondo la procedura di omologazione in più fasi, a meno che non sia applicabile una delle condizioni di cui all’articolo 5, paragrafo 3, secondo comma della direttiva 70/156/Cee nella versione modificata dalla direttiva recepita con i1 presente decreto.
4. Fatte salve le disposizioni previste all’articolo 8, paragrafo 2, lettere a) e b) i paragrafi 3 e 4 non autorizzano gli stati membri a concedere deroghe ad una disposizione di una direttiva particolare la quale stabilisce requisiti basati su un’armonizzazione totale per quanto riguarda l’omologazione e la prima messa in circolazione di un veicolo, componente o entità tecnica.

Art. 16 I documenti.

ALLEGATI:
I) Elenco completo delle informazioni da fornire per l’omologazione dei veicoli a motore;
II) Definizione delle categorie di veicoli e dei tipi di veicolo;
III) Scheda informativa per l’omologazione dei veicoli a motore;
IV) Elenco delle prescrizioni per l’omologazione dei veicoli a motore;
V) Procedure da seguire per l’omologazione dei veicoli;
VI) Scheda di omologazione Cee per veicoli completi/completati;
VII) Sistema di numerazione;
VIII) Risultati delle prove;
IX) Certificato di conformità Cee;
X) Conformità delle procedure di produzione;
XI) Natura e prescrizioni relative ai veicoli speciali;
XII) Limiti delle piccole serie e dei veicoli di fine serie;
XIII) Elenco delle omologazioni rilasciate in base alle direttive particolari;
XIV) Procedure da seguire per l’omologazione in più fasi;
XV) Autorità italiane competenti al rilascio delle omologazioni;
XVI) Servizi tecnici competenti alla effettuazione delle prove di omologazione e delle ispezioni, fanno a tutti gli effetti parte integrante del presente decreto.
(Omissis).
Gli allegati sono stati sostituiti da ultimo dal decreto 20 giugno 2002, con ilo quale è stato recepita la direttica 2001/116/CEE.  


Veicoli a motore a due o tre ruote

Decreto ministeriale 5 aprile 1994 - Recepimento della direttiva del consiglio n. 92/61 del 30 giugno 1992 relativa all’omologazione dei veicoli a motore a due o a tre ruote (G.U. 30 aprile 1994, n. 99 - S.O. n. 67).

NOTA
In base alla sentenza n. 170 del 1984 della corte costituzionale, il recepimento della direttiva 92/61/Cee nell’ordinamento nazionale produce l’effetto della disapplicazione delle norme di diritto interno con essa in contrasto, pertanto:
- i veicoli elettrici ed i veicoli bimodali definiti dalla direttiva 92/61/Cee non saranno più disciplinati dall’articolo 59 del nuovo codice della strada;
- i ciclomotori costituiti da un normale velocipede e da un motore ausiliario, definiti al primo comma dell’articolo 75 del nuovo codice della strada, a norma della direttiva 92/61/Cee, sono considerati ciclomotori a tutti gli effetti e, in quanto tali, soggetti a tutti gli accertamenti previsti dalla stessa direttiva 92/61/Cee;
- le disposizioni transitorie previste dalla direttiva 92/61/Cee stabiliscono il periodo di validità delle omologazioni accordate ai veicoli e ai loro componenti prima della data di entrata in vigore del presente decreto e dalla data di entrata in vigore dei decreti di recepimento delle DP in allegato I, pertanto per i veicoli a due o tre ruote, nonché per i veicoli a loro assimilati, le prescrizioni contenute nel secondo e terzo periodo del comma terzo dell’articolo 235 del nuovo codice della strada (cosi come modificato dall’articolo 128 del DL 10/09/93, no 360) vanno disapplicate;
- poiché l’allegato I della direttiva 92/61/Cee non prevede particolari prescrizioni per le caratteristiche delle selle e sedili per i ciclomotori a due o tre ruote, la prescrizione contenuta nell’articolo 198, appendice I, lettera i) del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada va disapplicata;
- poiché l’allegato I della direttiva 92/61/Cee non prevede prescrizioni particolari circa la presenza di porta-casco per motoveicoli, la prescrizione di cui all’articolo 227, appendice V, lettere H), h), del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada va disapplicata.



Art. 1 Campo di applicazione e categorie di veicoli a motore a due o tre ruote

1. Tutti i veicoli a motore a due o tre ruote, gemellate o meno e quelli ad essi assimilati, destinati a circolare su strada nonché i loro componenti e le loro entità tecniche indipendenti, sono sottoposti dal ministero dei trasporti e della navigazione alla omologazione (approvazione) Cee del tipo in conformità alle disposizioni del presente decreto e secondo le prescrizioni tecniche che saranno emanate dal ministro dei trasporti e della navigazione in attuazione delle direttive particolari (qui di seguito chiamate DP) all’uopo adottate dal consiglio e dalla commissione della unione €pea.
2. In deroga alle disposizioni del comma primo precedente, le norme del presente decreto non si applicano ai seguenti veicoli: a) veicoli con una velocità massima per costruzione non superiore a 6 km/h; b) veicoli destinati ad essere condotti da pedoni; c) veicoli destinati ad essere usati dai minorati fisici; d) veicoli da competizione, su strada o fuori strada; e) veicoli già in uso prima della messa in applicazione del presente decreto; f) trattori, macchine agricole o similari; g) veicoli concepiti essenzialmente per essere utilizzati fuori strada e per il tempo libero, con tre ruote simmetriche di cui una anteriore e le altre due posteriori; h) veicoli a quattro e più ruote, esclusi i quadricicli di cui all’articolo 1, comma quarto, del presente decreto, nonché ai loro componenti o entità tecniche, nella misura in cui non siano destinati a far parte di un veicolo a cui si applica il presente decreto.
3. I veicoli di cui al precedente comma primo sono classificati come segue: “ciclomotori”: veicoli a due o tre ruote muniti di un motore con cilindrata non superiore a 50 cm3 se a combustione interna e aventi una velocità massima per costruzione non superiore a 45 km/h; “motocicli”: veicoli a due ruote, con o senza carrozzino, muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cm3 se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h; “tricicli”: veicoli a tre ruote simmetriche muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cm3 se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h;
4. Le presenti norme si applicano anche ai veicoli a motore a quattro ruote, detti quadricicli, aventi le seguenti caratteristiche: a) i quadricicli leggeri, la cui massa a vuoto è inferiore a 350 kg, esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, la cui velocità massima per costruzione è inferiore o uguale a 45 km/h e la cui cilindrata del motore è inferiore o pari a 50 cm3 per i motori ad accensione comandata (o la cui potenza massima netta è inferiore o uguale a 4 kW per gli altri tipi di motore), considerati come ciclomotori; b) i quadricicli diversi da quelli di cui alla lettera a), la cui massa a vuoto è inferiore o pari a 400 kg (550 kg per i veicoli destinati al trasporto di merci), esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, la cui potenza massima netta del motore è inferiore o uguale a 15 kW, considerati come tricicli.
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A seguito dell’entrata in vigore della direttiva 92/61/Cee, i quadricicli leggeri di cui alla lettera a), sono considerati ciclomotori ai sensi dell’articolo 52 del nuovo codice della strada, mentre i quadricicli di cui alla lettera b) sono considerati motoveicoli ai sensi dell’articolo 53 del nuovo codice della strada.


Art. 2 Definizioni

Ai sensi del presente decreto, si intende per:
– “tipo di veicolo”: i veicoli appartenenti ad una stessa categoria (ciclomotore a due ruote, ciclomotore a tre ruote, motociclo, motocarrozzetta, triciclo e quadriciclo), e costruiti dallo stesso costruttore, aventi lo stesso telaio portante e la stessa designazione di tipo attribuita dal costruttore. Un tipo di veicolo può presentare varianti e versioni;
– “variante”: i veicoli dello stesso tipo che presentano differenze attinenti: alla forma della carrozzeria; alla massa in ordine di marcia ed alla massa massima tecnicamente ammessa (differenza superiore al 20%); al principio di funzionamento del motore (ad accensione comandata, ad accensione spontanea, elettrico, ibrido...); al ciclo (2 o 4 tempi); alla cilindrata (differenza superiore al 30%); al numero e alla disposizione dei cilindri; alla potenza (differenza superiore al 30%); al modo di funzionamento (se trattasi di motore elettrico); al numero ed alla capacità delle batterie di propulsione. Le varianti possono presentare diverse versioni;
– “versione”: i veicoli dello stesso tipo ed eventualmente della stessa variante che presentano differenze attinenti: alla trasmissione della potenza (cambio automatico o non automatico, rapporti di trasmissione, sistema di comando del cambio ... ); alla cilindrata (differenza inferiore o uguale al 30%); alla potenza (differenza inferiore o uguale al 30%); alla massa in ordine di marcia e alla massa massima tecnicamente ammessa (differenza inferiore o uguale al 20%); ad altre modifiche minori apportate dal costruttore e relative alle caratteristiche essenziali riportate nell’allegato II;
– “entità tecnica”: l’elemento o la caratteristica che devono soddisfare le prescrizioni di una DP e sono destinati a far parte di un veicolo. Essi possono essere omologati separatamente, ma soltanto in connessione con uno o più tipi di veicoli determinati.
– “componente”: l’elemento o la caratteristica che devono soddisfare le prescrizioni di una DP e sono destinati a far parte di un veicolo. Essi possono essere approvati indipendentemente da un veicolo. Un’entità tecnica o un componente possono essere originali (di primo montaggio o di sostituzione) se appartengono al tipo (ai tipi) montato(i) sul veicolo all’atto dell’omologazione, oppure non originali per la sola sostituzione;
– “omologazione”: l’atto mediante il quale l’autorità competente constata che un tipo di veicolo soddisfa tanto le prescrizioni tecniche delle DP quanto le verifiche dell’esattezza dei dati del costruttore, previste dall’elenco esaustivo che figura nell’allegato I;
– “approvazione”: l’atto mediante il quale l’autorità competente constata che una caratteristica o un’entità tecnica (approvazione di entità tecnica) o un componente (approvazione di componente) soddisfa le prescrizioni tecniche delle DP che la o lo concerne prevista nell’elenco esaustivo che figura nell’allegato I. Le omologazioni o le approvazioni possono comportare estensioni in caso di modifiche, varianti o versioni;
–  “ruote gemellate”: due ruote montate su uno stesso asse, in modo che la distanza tra i centri delle superfici di contratto di tali ruote con il suolo sia inferiore a 460 mm. Tali ruote gemellate sono considerate come ruota unica;
–  “veicoli a propulsione bimodale”: i veicoli dotati di due sistemi diversi di propulsione: ad esempio sistema di propulsione elettrico e sistema termico;
–  “costruttore”: la persona o l’ente responsabile verso l’autorità competente in materia di omologazione e di approvazione, di tutti gli aspetti del procedimento di omologazione e di approvazione e della conformità della produzione. Non è indispensabile che partecipi direttamente a tutte le fasi della costruzione del veicolo soggetto a omologazione o della fabbricazione del componente o dell’entità tecnica soggette al procedimento di approvazione;
–  “servizio tecnico”: l’organismo o l’ente designato come laboratorio di prova per l’esecuzione di prove o ispezioni per conto dell’autorità competente in materia di approvazione o omologazione.

Art. 3 Domanda di omologazione o di approvazione

Ogni domanda di omologazione o di approvazione è presentata dal costruttore all’autorità competente. Essa è accompagnata da una scheda informativa, conforme al modello contenuto nell’allegato II, se trattasi di omologazione o conforme al modello contenuto in un allegato o in un’appendice di una DP relativa all’entità tecnica o al componente in questione, se trattasi di approvazione, nonché dai documenti menzionati in detta scheda.
Per uno stesso tipo di veicolo, di entità tecnica o di componente, tale domanda può essere accettata solo se non presentata presso altri stati membri.

Art. 4 Omologazione, approvazione e conformità di produzione.

1. L’autorità competente omologa ogni tipo di veicolo, approva entità tecniche o componenti che soddisfino le seguenti condizioni: a) il tipo di veicolo soddisfa le prescrizioni tecniche delle DP e corrisponde ai dati forniti dal costruttore, quali definiti nell’elenco esaustivo contenuto nell’allegato I; b) l’entità tecnica o il componente soddisfa le prescrizioni tecniche della DP che lo concerne e corrisponde ai dati forniti dal costruttore, quali definiti nell’elenco esaustivo contenuto nell’allegato I.
2. Prima di procedere all’omologazione o approvazione, l’autorità competente che effettua queste operazioni prende le misure necessarie per accertarsi, all’occorrenza in collaborazione con le autorità competenti dello stato membro in cui il prodotto è realizzato o introdotto nella comunità, che siano rispettate le disposizioni dell’allegato VI affinché i veicoli prodotti, immessi sul mercato, messi in vendita o in circolazione nuovi siano conformi al tipo omologato e che le entità tecniche o i componenti prodotti, immessi sul mercato e venduti nuovi siano conformi al tipo approvato.
3. L’autorità competente di cui al comma secondo deve vigilare, all’occorrenza in collaborazione con le autorità competenti dello stato membro in cui il prodotto è realizzato o introdotto nella comunità, affinché le disposizioni dell’allegato VI continuino ad essere rispettate.
4. L’autorità che procede all’omologazione riconosce i certificati di approvazione rilasciati da uno o più stati membri, che corredano la domanda di omologazione, evitando così di procedere agli accertamenti di cui al comma primo, lettera b), per i componenti e/o le entità tecniche già approvati.
5. L’autorità competente è responsabile delle omologazioni e delle approvazioni che ha rilasciato. L’autorità competente che ha rilasciato l’omologazione di un tipo di veicolo esegue il controllo della conformità della produzione, all’occorrenza in collaborazione con le autorità competenti degli altri stati membri che hanno rilasciato le approvazioni di componenti o di entità tecniche destinate a quel tipo di veicolo.
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Per gli accertamenti previsti al comma secondo e per i controlli previsti al comma quinto, si applicano le disposizioni contenute nelle norme CUNA specifiche o, in alternativa, nelle norme EN 29001, o equivalenti.

Art. 5 Certificato di omologazione e certificato di approvazione

1. Per ogni tipo di veicolo da essa omologato, l’autorità competente compila tutte le rubriche del certificato di omologazione riportato nell’allegato III.
2. Per ogni tipo di entità tecnica o di componente da essa approvato, l’autorità competente compila le rubriche del certificato di approvazione riportato in un allegato o in un’appendice della DP relativa all’entità tecnica o al componente in questione.

Art. 6 Scambio di informazioni

1. Entro il termine di un mese, l’autorità competente invia a quelle degli altri stati membri copia del certificato di omologazione compilato per ogni tipo di veicolo che essa omologa o rifiuta di omologare.
2. L’autorità competente osserva le disposizioni di cui al comma primo nel caso dei certificati di approvazione compilati per ogni tipo di entità tecnica o di componente che essa approva o rifiuta di approvare.

Art. 7 Adempimenti a carico del costruttore

1. Per ciascun veicolo costruito conformemente al tipo omologato, il costruttore compila un certificato di conformità secondo il modello contenuto nell’allegato IV.A che, ai fini della prima immatricolazione in Italia, va completato con l’indicazione della potenza fiscale (rubrica 12 dell’allegato IV.A). Tale indicazione è omessa nei certificati di conformità dei ciclomotori.
2. Per ciascuna entità tecnica o componente non originale prodotto conformemente al tipo approvato, il costruttore compila un certificato di conformità secondo il modello contenuto nell’allegato IV.B. Detto certificato non è richiesto per le entità tecniche o i componenti originali.
3. Nel caso in cui l’entità tecnica o il componente da approvare non soddisfi la sua funzione oppure presenti una caratteristica particolare soltanto in connessione con altri elementi del veicolo, per cui il rispetto di uno o più prescrizioni può essere verificato soltanto quando l’entità tecnica o il componente da approvare funzionano in connessione con altri elementi del veicolo, simulati o reali, l’ambito dell’approvazione dell’entità tecnica o del componente deve essere conseguentemente limitato o in conformità. Il certificato di approvazione dell’entità tecnica o del componente indica in tal caso le eventuali restrizioni concernenti l’utilizzazione e le eventuali prescrizioni di montaggio. Il rispetto di queste restrizioni e prescrizioni è verificato all’atto dell’omologazione del veicolo.
4. Fatte salve le disposizioni del comma secondo, il titolare dell’approvazione di un’entità tecnica o di un componente rilasciata conformemente all’articolo 4 è tenuto ad apportare su ciascuna entità tecnica o su ciascun componente conforme al tipo approvato il suo marchio di fabbrica o commerciale, l’indicazione del tipo e, se la DP lo prevede, il marchio di approvazione di cui all’articolo 8. In quest’ultimo caso, non è tenuto a compilare il certificato previsto al comma secondo.
5. Il titolare del certificato di approvazione che, a norma del comma terzo, contiene restrizioni concernenti l’utilizzazione, deve fornire per ciascuna entità tecnica o per ciascun componente prodotto informazioni dettagliate concernenti tali restrizioni ed indicare le eventuali prescrizioni di montaggio.
6. Il titolare dell’approvazione di entità tecniche non originali, rilasciata in connessione con uno o più tipi di veicoli, deve fornire con ciascuna di queste entità tecniche informazioni dettagliate che permettano di determinare tali veicoli.

Art. 8 Marcatura

1. Ogni veicolo prodotto in conformità di tipo omologato deve recare una marcatura composta dei seguenti elementi: il numero di omologazione; la lettera minuscola “e” seguita dal numero o dalla sigla indicante lo stato membro che ha proceduto all’omologazione; l’identificazione del veicolo (lettere o cifre).
2. Ogni entità ed ogni componente prodotti in conformità del tipo approvato devono recare, se previsto dalla DP ad essi relativa, un marchio di approvazione conforme alle prescrizioni di cui all’allegato V. Tuttavia, le indicazioni contenute in detto marchio di approvazione possono essere completate con indicazioni aggiuntive che consentano l’identificazione di talune caratteristiche proprie dell’entità tecnica o del componente in questione, indicazioni aggiuntive che saranno, all’occorrenza, specificate nei decreti ministeriali di cui all’articolo 1, comma primo, in recepimento delle DP relative a dette entità tecniche o componenti.

Art. 9 Adempimenti a carico dell’autorità competente

1. Il costruttore è responsabile della costruzione di ciascun veicolo o di ciascuna entità tecnica o di ciascun componente in conformità al tipo omologato o approvato. L’arresto definitivo della produzione, nonché qualsiasi altro cambiamento dei dati contenuti nella scheda informativa, devono essere comunicati dal titolare dell’omologazione o dell’approvazione all’autorità competente che ha rilasciato l’omologazione o l’approvazione stessa.
2. Qualora ritenga che siffatto cambiamento non comporti la modifica dell’attuale certificato di omologazione o approvazione o la compilazione di un nuovo certificato di omologazione o approvazione, l’autorità competente di cui al comma primo ne informa il costruttore.
3. Qualora constati che un cambiamento dei dati contenuti nella scheda informativa giustifichi nuove verifiche o nuove prove, l’autorità competente di cui al comma primo ne informa il costruttore ed effettua le prove. Nel caso in cui queste verifiche o prove comportino una modifica del certificato di omologazione o approvazione già rilasciato o la compilazione di un nuovo certificato, l’autorità competente trasmette i documenti così aggiornati alle autorità competenti degli altri stati membri entro il termine di un mese a decorrere dalla data della loro emissione.
4. Nel caso in cui un certificato di omologazione o di approvazione cessi di avere validità a causa di un provvedimento di revoca o dell’arresto definitivo della produzione del tipo di veicolo omologato o dell’entità tecnica o del componente approvato, l’autorità competente che ha proceduto a questa omologazione o approvazione, lo comunica entro un mese alle autorità competenti degli altri stati membri.

Art. 10 Non conformità al tipo omologato o approvato

1. Se l’autorità competente che ha proceduto all’omologazione o all’approvazione constata che veicoli, entità tecniche o componenti non sono conformi al tipo da essa stessa omologato o approvato, essa prende le misure necessarie per assicurare nuovamente la conformità della produzione con il tipo omologato o approvato. L’autorità competente comunica a quelle degli altri stati membri le misure prese che possono giungere, se del caso, fino alla revoca dell’omologazione o approvazione.
2. Se l’autorità competente constata che veicoli, entità tecniche o componenti non sono conformi al tipo omologato o approvato, può chiedere alle autorità competenti dello stato membro che hanno proceduto all’omologazione o all’approvazione di verificare le diversità riscontrate. L’autorità competente che ha proceduto all’omologazione o all’approvazione esegue il controllo nei sei mesi successivi alla data di ricezione della richiesta. Se accerta un difetto di conformità, l’autorità competente che ha concesso l’omologazione prende le misure previste al comma primo.
3. L’autorità competente si scambia reciprocamente informazioni con quelle degli altri stati membri, entro il termine di un mese, su qualsiasi revoca delle omologazioni o approvazioni concesse, nonché sui motivi che giustificano tali provvedimenti.
4. Nel caso in cui l’autorità competente dello stato membro che ha proceduto all’omologazione o approvazione contesta il difetto di conformità di cui è stata informata ai sensi del precedente comma secondo, le autorità degli stati membri interessati si adoperano per comporre la controversia. La commissione della unione €pea è tenuta informata e, ove necessario, procede alle consultazioni opportune al fine di pervenire ad una soluzione.

Art. 11 Veicoli pericolosi per la circolazione

Se l’autorità competente accerta che veicoli, entità tecniche o componenti appartenenti ad un tipo omologato o approvato, compromettono la sicurezza della circolazione stradale, essa può, per un periodo massimo di sei mesi, vietarne sul territorio nazionale la vendita, la messa in circolazione o l’uso. Essa informa immediatamente le autorità competenti degli altri stati membri e la commissione della unione €pea, precisando i motivi della sua decisione.

Art. 12 Revoca dell’omologazione o dell’approvazione

Ogni decisione di diniego o revoca di omologazione o di approvazione, di divieto di vendita o di uso di un veicolo, di un’entità tecnica o di un componente, presa in base alle disposizioni adottate in applicazione del presente decreto, deve essere motivata in maniera precisa. Essa viene notificata al costruttore interessato con l’indicazione dei ricorsi giuridici previsti dalla legge e dei termini entro i quali gli stessi ricorsi possono essere proposti.

Art. 13 Competenze in materia di rilascio di omologazioni e di approvazioni

L’autorità italiana competente al rilascio di omologazioni e approvazioni per i veicoli, le unità tecniche ed i componenti di cui all’articolo 1 del presente decreto è il ministero dei trasporti e della navigazione - direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione - IV direzione centrale divisione 41 - Roma.

Art. 14 Competenze in materia di effettuazione delle prove tecniche

I servizi tecnici italiani competenti per l’effettuazione delle verifiche e delle prove previste nella lista esaustiva di cui all’allegato I al presente decreto sono i centri prova del ministero dei trasporti e della navigazione indicati nell’allegato VII al presente decreto.

Art. 15 Condizioni per la libera circolazione dei veicoli

1. Gli stati membri non possono vietare l’immissione sul mercato, la vendita, la messa in circolazione e l’uso di veicoli nuovi di tipo omologato in conformità al presente decreto. Possono essere presentati per la prima immatricolazione o, nel caso dei ciclomotori, per la prima immissione in circolazione, soltanto i veicoli conformi alle disposizioni del presente decreto. Gli altri stati membri potranno tuttavia richiedere altre indicazioni supplementari rispetto a quelle riportate ai punti da 1 a 11, dell’allegato IV.A al presente decreto.
2. Gli stati membri non possono vietare l’immissione sul mercato, la vendita, e l’uso di entità tecniche o di componenti nuovi conformi al presente decreto. Possono essere immessi sul mercato e venduti la prima volta per essere utilizzati soltanto le entità tecniche e i componenti conformi al presente decreto.
3. In deroga ai commi primo e secondo, è ammesso che taluni stati membri, le cui norme nazionali prevedono per i ciclomotori prescrizioni particolari relative alla presenza dei pedali e/o al sistema di trasmissione nonché alla limitazione della massa, possano continuare ad osservarli sino alla data limite del 31 dicembre 1996.
4. In deroga ai commi primo e secondo, l’autorità competente può esentare dal rispetto di una o più prescrizioni delle DP i veicoli, le entità tecniche o i componenti destinati: a produzioni in piccole serie limitate al massimo a 200 unità all’anno per tipo di veicolo o per tipo di componente o per tipo di entità tecnica; alle forze armate, alle forze addette al mantenimento dell’ordine pubblico, ai servizi della protezione civile o a lavori pubblici. Tali deroghe devono essere comunicate alle autorità competenti degli altri stati membri entro il termine di un mese a decorrere dalla data della loro concessione.

Art. 16 Disposizioni transitorie

1. Sino alla data in cui tutte le DP previste all’allegato I al presente decreto saranno entrate in vigore, il ministero dei trasporti e della navigazione rilascerà l’omologazione nazionale verificando esclusivamente le caratteristiche costruttive e funzionali indicate in allegato I al presente decreto con la menzione DP (direttiva particolare).
Tali verifiche verranno effettuate nel rispetto delle prescrizioni stabilite nelle DP nel frattempo emanate, o, in assenza di DP, applicando le pertinenti disposizioni regolamentati vigenti in armonia a quanto stabilito dall’articolo 406 del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, con l’avvertenza che: a) ogni disposizione regolamentare (prescrizione nazionale) relativa alla caratteristica tecnica e funzionale indicata in allegato I al presente decreto con la menzione DP è a domanda del costruttore, applicabile per il rilascio di omologazioni nazionali sino alla data in cui la DP corrispondente, che sarà stata nel frattempo recepita nell’ordinamento nazionale, entrerà in vigore in via obbligatoria. Da tale data potranno essere accordate approvazioni Cee per quanto concerne la caratteristica tecnica e funzionale menzionata nella DP medesima; b) le omologazioni nazionali e le approvazioni nazionali accordate in base al punto a) resteranno valide per un periodo di quattro anni dalla data di entrata in vigore in via obbligatoria di ciascuna della DP. Dopo tale termine non sarà più possibile l’immissione sul mercato e la prima vendita di entità tecniche o componenti sprovvisti del certificato di conformità di cui all’allegato relativo di ciascun DP.
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto per le caratteristiche tecniche e funzionali indicate nell’allegato I con la menzione CONF si verificherà soltanto la rispondenza con quanto dichiarato dal costruttore nella scheda informativa riportata nell’allegato II al presente decreto.
3. Dalla data sopra citata e fino a quando tutte le DP previste nell’allegato I al presente decreto saranno entrate in vigore in via obbligatoria l’omologazione nazionale così come regolamentata ai precedenti commi, potrà, a domanda del costruttore, essere accordata in alternativa a quella Cee.
4. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni dei precedenti commi ai quadricicli definiti all’articolo 1, comma quarto, si precisa che a norma dell’articolo 406 del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, le prescrizioni nazionali da considerare sono quelle attualmente in vigore per i veicoli delle categorie M1 ed N1. Tuttavia, in deroga al precedente capoverso, i quadricicli che rispondono alla definizione: “veicoli a quattro ruote destinati al trasporto di cose con al massimo una persona oltre al conducente nella cabina di guida, ai trasporti specifici e per uso speciale, la cui massa a vuoto non superi le 0,55 t, con l’esclusione della massa delle batterie se a trazione elettrica, capaci di sviluppare su strada orizzontale una velocità massima fino ad 80 km/h”, e rispondenti a tutte le caratteristiche costruttive stabilite all’articolo 199 del regolamento, potranno essere omologati in base alla normativa attualmente per essi in vigore in armonia con l’articolo 406 del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, sino a quando non diversamente disposto dalle specifiche direttive particolari che saranno emanate dalla commissione in attuazione dell’articolo 15, comma terzo, della direttiva del consiglio n. 92/61/Cee.
5. Le disposizioni di cui all’articolo 8, concernenti le marcature, si applicheranno solamente ai veicoli che avranno ottenuto l’omologazione Cee ottemperando a tutte le DP previste nell’allegato I al presente decreto.
6. Le omologazioni nazionali e le approvazioni nazionali rilasciate prima della data di entrata in vigore
del presente decreto o dei decreti di recepimento delle DP che sostituiranno le prescrizioni nazionali corrispondenti, restano valide per il periodo di quattro anni a decorrere dalla data di entrata in vigore dei rispettivi
decreti.
----------------
In sede di rilascio dell’omologazione nazionale prevista in via transitoria, le norme regolamentari applicabili a ciascuna categoria di veicoli (così come definita al comma primo dell’articolo 2 del presente decreto), per la verifica delle caratteristiche tecniche elencate nell’allegato I della direttiva 92/61/Cee con la menzione “DP”, sono quelle indicate nelle seguenti tavole.
Continuano altresì ad essere applicabili le norme CUNA esistenti per ciascuno degli argomenti riportati nelle tavole qui di seguito. Inoltre, sulla base del comma quarto dell’articolo 71 e del comma primo dell’articolo 72 del nuovo codice della strada, è ammessa in alternativa a quanto prescritto dalla normativa nazionale, l’omologazione rilasciata a veicoli e/o dispositivi in applicazione delle prescrizioni contenute nei regolamenti ONU/ECE riconosciuti dall’amministrazione Italiana.
Si precisa infine che esistono regolamenti ONU/ECE riconosciuti dall’amministrazione Italiana che si riferiscono a norme non obbligatorie in Italia per il rilascio dell’omologazione nazionale, pertanto l’omologazione sulla base di questi regolamenti sarà concessa solo su richiesta del costruttore.


Art. 17 Disposizioni finali

1. Per i veicoli di cui all’articolo 1, comma primo, a partire dalla data in cui tutte le DP previste all’allegato I al presente decreto saranno entrate in vigore in via obbligatoria, sarà possibile accordare solo omologazioni Cee.
2. Trascorsi quattro anni dal termine indicato al precedente comma primo, non sarà più possibile la prima immissione in circolazione dei veicoli sopra menzionati qualora sprovvisti del certificato di conformità di cui all’allegato IV al presente decreto.

Art. 18 Allegati

1. Fanno, a tutti gli effetti, parte integrante del presente decreto, i seguenti allegati:
I) Elenco esaustivo degli elementi e caratteristiche del veicolo;
II) Scheda informativa;
III) Certificato di omologazione;
IV.A) Certificato di conformità per veicolo;
IV.B) Certificato di conformità per entità tecnica o componente;
V) Marchio di approvazione;
VI) Disposizioni per il controllo della conformità della produzione;
VII) Elenco dei servizi tecnici abilitati all’effettuazione delle prove.

ALLEGATO I
Gli elementi e le caratteristiche del veicolo figuranti nelle rubriche qui appresso (elenco esaustivo) sono accompagnati dalla menzione “CONF” se deve essere verificata la loro conformità con i dati forniti dal costruttore oppure dalla menzione “DP” se deve essere verificata la loro conformità con le prescrizioni emanate a livello comunitario.
 
Numero menzione
Della rubrica
Rubrica
 Menzione
1.
Marca
CONF
2.
Tipo/variante/versione
CONF
3.
Nome e indirizzo del costruttore del veicolo
CONF
4.
Nome e indirizzo dell’eventuale mandatario del costruttore del veicolo
CONF
5.
Categoria di veicolo (*)
CONF
6.
Numero di ruote e loro disposizione in caso di veicolo a tre ruote
CONF
7.
Schema indicativo del telaio
CONF
8.
Nome e indirizzo del costruttore del motore (se diverso dal costruttore del veicolo)
CONF
9.
Marca e denominazione del motore
CONF
10.
Tipo di accensione del motore
CONF
11.
Ciclo del motore (**)
CONF
12.
Sistema di raffreddamento del motore
CONF
13.
Tipo di lubrificazione del motore (**)
CONF
14.
Numero e configurazione dei cilindri o degli statori (in caso di motore a pistone rotante) del motore
CONF
15.
Alesaggio, corsa, cilindrata o volume delle camere di combustione (in caso di motore a pistone rotante) del motore (**)
CONF
16.
Diagramma di distribuzione completo del motore (**)
CONF
17.
Rapporto volumetrico di compressione del motore (**)
CONF
18.
Coppia massima e potenza massima netta del motore
 - ad accensione comandata o spontanea
DP
 - elettrico
CONF
19.
Misure contro la manomissione dei ciclomotori e dei motocicli
DP
20.
Serbatoio(i) di carburante (**)
DP
21.
Batteria(e) di propulsione
CONF
22.
Carburatore o altro sistema di alimentazione del motore (tipo e marchio di fabbrica) (**)
CONF
23.
Tensione nominale di alimentazione elettrica (voltaggio)
CONF
24.
Generatore (tipo e potenza massima) (**)
CONF
25.
Masse e dimensioni
DP
26.
Dispositivi di traino e di fissaggio
DP
27.
Velocità massima per costruzione del veicolo
DP
28.
Misure contro l’inquinamento atmosferico (**)
DP
29.
Pneumatici
DP
30.
Trasmissione
CONF
31.
Frenatura
DP
32.
Installazione dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa sul veicolo
DP
33.
Dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa la cui presenza obbligatoria o facoltativa è stabilita nelle prescrizioni d’installazione di cui al punto 32
DP
34.
Avvisatore acustico
DP
35.
Alloggiamento della targa d’immatricolazione posteriore
DP
36.
Compatibilità elettromagnetica
DP
37.
Livello sonoro e dispositivo di scappamento(**)
DP
38.
Retrovisore o retrovisori
DP
39.
Sporgenze esterne
DP
40.
Cavalletto (eccettuati i veicoli con almeno tre ruote)
DP
41.
Dispositivi di protezione contro un impiego non autorizzato del veicolo
DP
42.
Vetri, tergicristalli, lavacristalli e dispositivi di sbrinamento e di disappannamento dei ciclomotori a tre ruote, tricicli e quadricicli muniti di carrozzeria
DP
43.
Dispositivi di ritenuta per passeggeri dei veicoli a due ruote
DP
44.
Ancoraggi delle cinture di sicurezza e cinture di sicurezza dei ciclomotori a tre ruote, tricicli e quadricicli muniti di carrozzeria
DP
45.
Tachimetro e contachilometri per motocicli, tricicli e quadricicli
CONF
46.
Identificazione dei comandi, spie e indicatori
DP
47.
Iscrizioni regolamentari (contenuto, posizione e tipo di fissaggio)
DP
(*) Per un veicolo a propulsione bimodale, se i due sistemi di propulsione sono tali che il veicolo rientri sia nella definizione di ciclomotore che in quella di motociclo, triciclo o quadriciclo, si applicano queste ultime definizioni.
(**) I veicoli a propulsione elettrica non sono soggetti alle prescrizioni relative alla presente rubrica. La presente nota non si applica ai veicoli a propulsione bimodale in cui uno dei due sistemi di propulsione elettrico e l’altro termico.

NOTA

Le direttive particolari prevederanno norme specifiche per i ciclomotori a prestazioni ridotte, cioè per i ciclomotori muniti di pedali, di un motore ausiliario di potenza inferiore o pari a 1 kW e aventi velocità massima per costruzione inferiore o pari a 25 km/h. Queste norme specifiche riguarderanno in particolare gli elementi e le caratteristiche di cui alle rubriche 18, 19, 29, 32, 33, 34, 41, 43 e 46 del presente allegato.


ALLEGATI II e III (Omissis).

ALLEGATO IV
A. Certificato di conformità che accompagna ogni veicolo della serie del tipo omologato.
(Modello)

Il sottoscritto (cognome e nome) ......................................................................................................................................
attesta che il ciclomotore/ motociclo/ triciclo/ quadriciclo (1)
1. Marca: .......................................................................................................................................................
2. Tipo: .........................................................................................................................................................
2.1. Versione(i), se del caso (da definire mediante codice numerico o alfanumerico): ............................................
2.2. Versione(i), se del caso (da definire mediante codice numerico o alfanumerico): ............................................
3. Potenza massima in kW: ................................................................................................................................................
4. Regime di potenza massima in giri/minuto: .......................................................................................................
5. Cilindrata in cm3: ............................................................................................................................................................
6. Velocità massima in km/h: ............................................................................................................................................
7. Rumori in dB (A): ...........................................................................................................................................................
7.1. Rumore da fermo (regime del motore): ...................................................................................................................
7.2. Rumore in marcia: ......................................................................................................................................................
8. Tipo di motore e ciclo (eventualmente): ......................................................................................................................
9. Massa del veicolo a vuoto in kg: ....................................................................................................................................
10. Pneumatico (1) di cui il veicolo è munito all’origine:  dimensione (1) ................................................................
ed, eventualmente, marca: ..........................................................................
11. Numero di serie del tipo: ..............................................................................................................................................
12. Potenza fiscale: ...................... è conforme al tipo omologato a .................... il .........................  da ...........
descritto nel certificato di omologazione n. : ..................................................................................
e nella scheda informativa n. : ..........................................................................................................................................
Fatto a: ........................., addì: ................................... (firma) ............................................. (funzione) .........................

(1) Cancellare la o le menzioni inutili.


B. Certificato di conformità che accompagna ogni entità tecnica o componente non di origine della serie del tipo approvato
(Modello)

Il sottoscritto (cognome e nome) ......................................................................................................................................
attesta che il/la ................................................... (entità tecnica o componente) ...........................................................
1. Marca: .....................................................................................................................................................
2. Tipo: ..................................................................................................................................................................
3. Numero di serie del tipo .................................................................................................................................................
è conforme al tipo omologato a ........................................ il .............................................  da .......................................
descritto nel certificato di approvazione n. : ..............................................................................................
e nella scheda informativa n. : ..........................................................................................................................................
Fatto a: ........................., addì: ................................... (firma) ............................................. (funzione) .........................
 

ALLEGATO V: Marchio di approvazione

1. Il marchio di approvazione è costituito:
1.1. da un rettangolo all’interno del quale è iscritta la lettera minuscola “e”, seguita dal numero o dal gruppo di lettere distintivo dello stato membro che ha rilasciato l’omologazione, vale a dire: 1 per la Germania; 2 per la Francia; 3 per l’Italia; 4 per i Paesi Bassi; 6 per il Belgio; 9 per la Spagna; 11 per il Regno Unito; 13 per il Lussemburgo; 18 per la Danimarca; 21 per il Portogallo; EL per la Grecia; IRL per l’Irlanda.
1.2. dal numero di approvazione che corrisponde al numero del certificato di approvazione compilato per l’entità tecnica o per il componente di cui trattasi. Il numero di approvazione è posto al di sotto in prossimità del rettangolo di cui al punto 1.1. Le cifre che compongono il numero di approvazione sono poste dallo stesso lato della lettera “e” e nello stesso senso. Per evitare qualsiasi confusione con altri simboli si deve evitare l’uso di cifre romane nel numero di approvazione.
2. Il marchio di approvazione
deve essere apposto sull’entità tecnica o sul componente in modo che sia indelebile e ben leggibile anche quando l’entità tecnica o il componente sono montati sul veicolo.
3. Omissis

ALLEGATO VI: Disposizioni per il controllo della conformità della produzione.

1. Per verificare che i veicoli, le entità tecniche e i componenti siano prodotti in modo conforme al tipo omologato (veicolo) o approvato (entità tecnica o componente), vengono applicate le seguenti disposizioni:
1.1. Il detentore dell’omologazione o dell’approvazione è tenuto:
1.1.1. a vigilare in merito all’esistenza di procedure di controllo efficace della qualità dei prodotti
1.1.2. ad avere accesso all’attrezzatura necessaria al controllo della conformità di ciascun tipo di veicolo omologato o di ciascun tipo di entità tecnica o di componente approvato
1.1.3. a vigilare affinché i dati dei risultati delle prove siano registrati ed i documenti allegati siano tenuti a disposizione per un periodo di 12 mesi a decorrere dalla cessazione della produzione
1.1.4. ad analizzare i risultati di ciascun tipo di prova per controllare e garantire la costanza delle caratteristiche del prodotto tenuto contro delle variazioni ammissibili nel corso della produzione industriale
1.1.5. a provvedere affinché per ogni tipo di prodotto siano effettuate le prove prescritte nella direttiva particolare che lo concerne
1.1.6. a fare in modo che ogni prelievo di campioni o di provette che mettano in evidenza la non conformità per il tipo di prova considerato sia seguito da un nuovo prelievo e da una nuova prova. Devono essere adottate tutte le disposizioni necessarie per ristabilire la conformità della produzione
corrispondente.
1.2. Le autorità competenti che hanno rilasciato l’omologazione o l’approvazione possono verificare in qualsiasi momento i metodi di controllo della conformità applicati in ogni unità di produzione.
1.2.1. Nel corso di ogni ispezione devono essere presentati all’ispettore i registri di prova e di produzione.
1.2.2. L’ispettore può selezionare a caso dei campioni che saranno sottoposti alle prove nel laboratorio del fabbricante. Il numero minimo dei campioni può essere determinato in funzione dei risultati dei controlli eseguiti dal fabbricante stesso.
1.2.3. Se il livello qualitativo non risultasse soddisfacente oppure se si ritenesse necessario verificare la validità delle prove eseguite in applicazione del punto 1.2.2, l’ispettore deve prelevare dei campioni che saranno inviati al servizio tecnico che ha eseguito le prove di omologazione o di approvazione.
1.2.4. Le autorità competenti possono eseguire tutte le prove prescritte nella direttiva o nelle direttive particolari applicabili ai prodotti in questione.
1.2.5. Di norma, le autorità competenti autorizzano una ispezione all’anno. Se fosse necessario un numero diverso di ispezioni, lo si preciserà in ciascuna delle direttive particolari. Se, nel corso di tali ispezioni si constatassero risultati negativi, l’autorità competente deve provvedere affinché vengano adottate tutte le disposizioni necessarie per ristabilire al più presto la conformità della produzione.

ALLEGATO VII: omissis

CICLOMOTORE A DUE RUOTE

Rubrica n.
Argomento
Norme applicabili
18
Coppia massima e potenza massima netta del motore ad accensione comandata o spontanea Procedura “DGM” circolare ministero dei trasporti n. 3140/2152/B del 19 maggio 1961
19
Misure contro la manomissione dei ciclomotori e dei motocicli Articoli 52 del nuovo codice stradale; 198 e appendice I del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice stradale
20
Serbatoio di carburante Nessuna prescrizione
25
Masse e dimensioni Nessuna prescrizione
26
Dispositivo di traino e di fissaggio Traino di rimorchio proibito
27
Velocità massima per costruzione del veicolo Articolo 52 del nuovo codice stradale; articolo 160 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
28
Misure contro l’inquinamento atmosferico Nessuna prescrizione
29
Pneumatici Articoli 310, 311, 312, 313, 314, e 315 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
31
Frenatura Articoli 189, 190, 271, 272, 273, 277, 278 e 279 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
32
Installazione dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa sul veicolo Articoli 191, 192, 193, 195, 196, 197, 198, 199, 200, 201, 281 e 282 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420 e d.m. 28 marzo 1972
33
Dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa, la cui presenza obbligatoria o facoltativa è stabilita nelle prescrizioni di installazione di cui al punto precedente Articoli 191, 192, 193, 195, 196, 197, 198, 199, 200, 201, 281 e 282 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420 e d.m. 28 marzo 1972
34
Avvisatore acustico Articoli 207, 208, 211, 212 e 213 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420

 
Rubrica n.
Argomento
Norme applicabili
35
Alloggiamento della targa di immatricolazione posteriore Articolo 97 del nuovo codice stradale; articolo 250 del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice stradale
36
Compatibilità elettromagnetica Nessuna prescrizione
37
Livello sonoro e dispositivo di scarico Articoli 214, 215, 283, 284, 285, 286, 287, 288, 289 e 290 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
38
Retrovisore o retrovisori Legge 11 gennaio 1986 n.  3; direttiva 80/780/Cee
39
Sporgenze esterne Nessuna prescrizione
40
Cavalletto (eccettuati i veicoli con almeno tre ruote) Nessuna prescrizione
41
Dispositivi di protezione contro un impiego non autorizzato del veicolo Nessuna prescrizione
43
Dispositivi di ritenuta per passeggeri dei veicoli a due ruote Nessuna prescrizione
46
Identificazione di comandi spie e indicatori Nessuna prescrizione
47
Iscrizioni regolamentari (contenuto, posizione e tipo di fissaggio) Articolo 74 del nuovo codice stradale

CICLOMOTORE A TRE RUOTE

Rubrica n.
Argomento
Norme applicabili
18
Coppia massima e potenza massima netta del motore ad accensione comandata o Procedura “DGM” circolare ministero dei trasporti spontanea n.  3140/2152/B del 19 maggio 1961
19
Misure contro la manomissione dei ciclomotori e dei Motocicli Nessuna prescrizione
20
Serbatoio di carburante Nessuna prescrizione
25
Masse e dimensioni Nessuna prescrizione
26
Dispositivo di traino e di fissaggio Traino di rimorchio proibito
27
Velocità massima costruzione del veicolo Articolo 52 del nuovo codice stradale; articolo 160 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
28
Misure contro l’inquinamento atmosferico Nessuna prescrizione
29
Pneumatici Articoli 310, 311, 312, 313, 314 e 315 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
31
Frenatura Articoli 189, 190, 271, 272, 273, 277, 278 e 279 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
32
Installazione dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa sul veicolo Articoli 191, 192, 193, 195, 196, 197, 198, 199, 200, 201, 281 e 282 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420 e d.m. 28 marzo 1972
33
Dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa, la cui presenza obbligatoria o facoltativa è stabilita nelle prescrizioni di installazione di cui al punto precedente Articoli 191, 192, 193, 195, 196, 197, 198, 199, 200, 201, 281 e 282 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420 e d.m. 28 marzo 1972
34
Avvisatore acustico Articoli 207, 208, 211, 212 e 213 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420


 
Rubrica n.
Argomento
Norme applicabili
35
Alloggiamento della targa di immatricolazione posteriore Articoli 97 del nuovo codice stradale; articolo 250 del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice stradale
36
Compatibilità elettromagnetica Nessuna prescrizione
37
Livello sonoro e dispositivo di scarico Articoli 214, 215, 283, 284, 285, 286, 287, 288, 289 e 290 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
38
Retrovisore o retrovisori Articoli 216 e 217 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420; Legge 11 gennaio 1986 n.  3
39
Sporgenze esterne Nessuna prescrizione
41
Dispositivi di protezione contro un impiego non autorizzato del veicolo Nessuna prescrizione
42
Vetri, tergicristalli lavacristalli e dispositivi di sbrinamento e di disappannamento dei ciclomotori a tre ruote, Tricicli e Quadricicli muniti di carrozzeria Articoli 218, 291, 292, 293, 294, 295, 296, 297, 298, 299, 300, 301 e 302 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
44
Ancoraggi delle cinture di sicurezza e cinture di sicurezza dei ciclomotori a tre ruote, Tricicli e Quadricicli muniti di carrozzeria Nessuna prescrizione
46
Identificazione di comandi, spie e indicatori Nessuna prescrizione
47
Iscrizioni regolamentari contenuto, posizione e tipo di fissaggio) Articolo 74 del nuovo codice stradale

MOTOCICLO

Rubrica n.
Argomento Norme applicabili
18
Coppia massima e potenza massima netta del motore ad accensione comandata o spontanea Procedura “DGM” circolare ministero dei trasporti n.  140/2152/B del 19 maggio 1961
19
Misure contro la manomissione dei ciclomotori e dei Motocicli Nessuna prescrizione
20
Serbatoio di carburante Nessuna prescrizione
25
Masse e dimensioni Articolo 53 del nuovo codice stradale
26
Dispositivo di traino e di fissaggio Traino di rimorchio proibito
27
Velocità massima per costruzione del veicolo Procedura per la misura della velocità stabilita da specifica norma CUNA
28
Misure contro l’inquinamento atmosferico Nessuna prescrizione
29
Pneumatici Articoli 310, 311, 312, 313, 314, 315 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
31
Frenatura Articoli 189, 190, 271, 272, 273, 277, 278 e 279 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
32
Installazione dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa sul veicolo Articoli 191, 192, 193, 195, 196, 197, 198, 199, 200, 201, 281 e 282 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420 e d.m. 28 marzo 1972
33
Dispositivi di illuminazione di segnalazione luminosa e la cui presenza obbligatoria o facoltativa è stabilita nelle prescrizioni di installazione di cui al punto precedente Articoli 191, 192, 193, 195, 196, , 197, 198, 199, 200, 201, 281 e 282 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420 e d.m. 28 marzo 1972
34
Avvisatore acustico Articoli 207, 208, 211, 212 e 213 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420

 
Rubrica n.
Argomento
Norme applicabili
35
Alloggiamento della targa di immatricolazione posteriore Articolo 100 del nuovo codice stradale; articolo 258, 259 e 260 del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice stradale
36
Compatibilità elettromagnetica Nessuna prescrizione
37
Livello sonoro e dispositivo di scarico Articoli 214, 215, 283, 284, 285, 286, 287, 288, 289 e 290 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420 In alternativa: Direttiva 78/1015/Cee e successive modifiche
38
Retrovisore o retrovisori Legge 11 gennaio 1986 n.  3; d.m. 8.03.86, d.m. 05.01.81 e d.m. 20.08.85
39
Sporgenze esterne Nessuna prescrizione
40
Cavalletto (eccettuati i Nessuna prescrizione veicoli con almeno tre ruote)  
41
Dispositivi di protezione contro un impiego non autorizzato del veicolo Nessuna prescrizione
43
Dispositivi di ritenuta per passeggeri dei veicoli a due ruote Nessuna prescrizione
46
Identificazione di comandi, spie e indicatori Nessuna prescrizione
47
Iscrizioni regolamentari (contenuto, posizione e tipo di fissaggio) Articolo 74 del nuovo codice stradale

MOTOCARROZZETTA

Rubrica n.
Argomento
Norme applicabili
18
Coppia massima e potenza massima netta del motore ad accensione comandata o spontanea Procedura “DGM” circolare ministero dei trasporti n. 3140/2152/B del 19 maggio 1961
19
Misure contro la manomissione dei ciclomotori e dei Motocicli Nessuna prescrizione
20
Serbatoio di carburante Nessuna prescrizione
25
Masse e dimensioni Articolo 53 del nuovo codice stradale
26
Dispositivo di traino e fissaggio per fissaggio carrozzetta di Traino di rimorchio proibito: nessuna prescrizione
27
Velocità massima per costruzione del veicolo Procedura di misura stabilita da specifica norma CUNA
28
Misure contro l’inquinamento atmosferico Nessuna prescrizione
29
Pneumatici Articoli 310, 311, 312, 313, 314 e 315 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
31
Frenatura Articoli 189, 190, 271, 272, 273, 277, 278 e 279 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
32
Installazione dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa sul veicolo Articoli 191, 192, 193, 195, 196, 197, 198, 199, 200, 201, 281 e 282 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420 e d.m. 28 marzo 1972
33
Dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa la cui presenza obbligatoria o facoltativa è stabilita nelle prescrizioni di installazione di cui al punto precedente Articoli 191, 192, 193, 195, 196, , 197, 198, 199, 200, 201, 281 e 282 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420 e d.m. 28 marzo 1972
34
Avvisatore acustico Articoli 207, 208, 211, 212 e 213 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420

 
Rubrica n.
Argomento
Norme applicabili
35
Alloggiamento della targa di immatricolazione posteriore Articolo 100 del nuovo codice stradale; articolo 258, 259 e 260 del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice stradale
36
Compatibilità elettromagnetica Nessuna prescrizione
37
Livello sonoro e dispositivo di scarico Articoli 214, 215, 283, 284, 285, 286, 287, 288, 289 e 290 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420. In alternativa: direttiva 78/1015/Cee e successive modifiche
38
Retrovisore o retrovisori Legge 11 gennaio 1986 n.  3, d.m. 18.03.86, d.m. 05.01.81 e d.m. 20.08.85
39
Sporgenze esterne Nessuna prescrizione
40
Cavalletto (eccettuati i veicoli con almeno tre ruote) Nessuna prescrizione
41
Dispositivi di protezione contro un impiego non autorizzato del veicolo Nessuna prescrizione
43
Dispositivi di ritenuta per passeggeri dei veicoli a due ruote Nessuna prescrizione
46
Identificazione di comandi, spie e indicatori Nessuna prescrizione
47
Iscrizioni regolamentari (contenuto, posizione e tipo di fissaggio) Articolo 74 del nuovo codice stradale

 TRICICLO

Rubrica n.
Argomento
Norme applicabili
18
Coppia massima e potenza massima netta del motore accensione comandata o spontanea Procedura “DGM” ad circolare ministero dei trasporti n. 3140/2152/B del 19 maggio 1961
20
Serbatoio di carburante Nessuna prescrizione
25
Masse e dimensioni Articolo 53 del nuovo codice stradale
26
Dispositivo di traino e di fissaggio Articolo 53 del nuovo codice stradale
27
Velocità massima per costruzione del veicolo Procedura di misura stabilita da apposita norma CUNA
28
Misure contro l’inquinamento atmosferico Nessuna prescrizione
29
Pneumatici Articoli 310, 311, 312, 313, 314 e 315 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
31
Frenatura Articoli 189, 190, 271, 272, 273, 277, 278 e 279 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
32
Installazione dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa sul veicolo Articoli 191, 192, 193, 195, 196, 197, 198, 199, 200, 201, 281 e 282 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420 e d.m. 28 marzo 1972
33
Dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa, la cui presenza obbligatoria o facoltativa è stabilita nelle prescrizioni di installazione di cui al punto precedente Articoli 191, 192, 193, 195, 196, 197, 198, 199, 200, 201, 281 e 282 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420 e d.m. 28 marzo 1972
34
Avvisatore acustico Articoli 207, 208, 211, 212 e 213 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
35
Alloggiamento della targa di immatricolazione posteriore Articolo 100 del nuovo codice stradale; articolo 258, 259 e 260 del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice stradale

 
Rubrica n.
Argomento
Norme applicabili
36
Compatibilità elettromagnetica Nessuna prescrizione
37
Livello sonoro e dispositivo di scarico Articoli 214, 215, 283, 284, 285, 286, 287, 288, 289 e 290 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
38
Retrovisore o retrovisori Articoli 216 e 217 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420;
39
Sporgenze esterne Nessuna prescrizione
41
Dispositivi di protezione contro un impiego non autorizzato del veicolo Nessuna prescrizione
42
Vetri, tergicristalli, lavacristalli e dispositivi di sbrinamento e di disappannamento dei ciclomotori a tre ruote, Tricicli e Quadricicli muniti di carrozzeria Articoli 218, 291, 292, 293, 294, 295, 296, 297, 298, 299, 300, 301 e 302 del d.p.r. 30 giugno 1959 n. 420
44
Ancoraggi delle cinture di sicurezza e cinture di sicurezza dei ciclomotori a tre ruote, Tricicli e Quadricicli muniti di carrozzeria Nessuna prescrizione
46
Identificazione di comandi, spie e indicatori Nessuna prescrizione
47
Iscrizioni regolamentari (contenuto, posizione e tipo di fissaggio) Articolo 74 del nuovo codice stradale

QUADRICICLO

Sulla base del comma quarto dell’articolo 16 del presente decreto, le prescrizioni nazionali applicabili per l’omologazione dei quadricicli rispondenti alla definizione riportata nello stesso comma quarto sopracitato ed aventi le caratteristiche costruttive stabilite dall’articolo 199 del nuovo codice della strada sono quelle relative alla precedente tavola “TRICICLO”.

Rubrica n.
Argomento
Norme applicabili
18
Coppia massima e potenza massima netta del motore ad accensione comandata o spontanea 80/1269/Cee da ultimo emendata dalla 89/491/Cee
20
Serbatoio di carburante 70/221/Cee da ultimo emendata dalla 81/333/Cee
25
Masse e dimensioni 92/21/Cee
26
Dispositivo di traino e di fissaggio Traino di rimorchio proibito
27
Velocità massima per costruzione del veicolo Procedure di misura stabilita da apposita norma CUNA
28
Misure contro l’inquinamento atmosferico 70/220/Cee da ultimo emendata dalla 93/59/Cee; per fumosità diesel 72/306/Cee da ultimo emendata dalla 89/ 491/Cee; inoltre per diesel anche 88/77/Cee da ultimo emendata dalla 91/542/Cee
29
Pneumatici 92/23/Cee
31
Frenatura 71/320/Cee da ultimo emendata dalla 91/422/Cee
32
Installazione dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa sul veicolo 76/756/Cee da ultimo emendata dalla 91/863/Cee
33
Dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa, la cui presenza obbligatoria o facoltativa è stabilita nelle prescrizioni di installazione di cui al punto precedente 76/757/Cee; 76/758/Cee e 89/516/Cee; 76/759/Cee e 89/277; 76/760/Cee; 76/761/ Cee e 89/517/Cee; 76/762/Cee; 77/538/Cee e 89/518/Cee; 77/539/Cee; 77/540/Cee
34
Avvisatore acustico 70/388/Cee

 
Rubrica n.
Argomento
Norme applicabili
35
Alloggiamento della targa di immatricolazione posteriore 70/222/Cee
36
Compatibilità elettromagnetica 72/245/Cee da ultimo emendata dalla 89/491/Cee
37
Livello sonoro e dispositivo di scarico 70/157/Cee da ultimo emendata dalla 92/67/Cee
38
Retrovisore o retrovisori 71/127/Cee da ultimo emendata dalla 88/321/Cee
39
Sporgenze esterne 74/483/Cee da ultimo emendata dalla 92/114
41
Dispositivi di protezione contro un impiego non autorizzato del veicolo 74/61/Cee
42
Vetri, tergicristalli lavacristalli e dispositivi di sbrinamento e di disappannamento dei ciclomotori a tre ruote, tricicli e quadricicli muniti di carrozzeria 92/22/Cee; 78/317 e 78/318/Cee
44
Ancoraggi delle cinture di sicurezza e cinture di sicurezza dei ciclomotori tre ruote, tricicli e quadricicli muniti di carrozzeria 76/115/Cee da ultimo emendata dalla 90/629/Cee e 77/541/Cee a da ultimo emendata dalla 90/628/Cee
46
Identificazione di comandi, spie e indicatori 78/316/Cee
47
Iscrizioni regolamentari (contenuto, posizione e tipo di fissaggio) Articolo 74 del nuovo codice stradale e 76/114/Cee da ultimo emendata dalla 78/507/Cee


Circolare ministeriale Direzione generale m.c.t.c. (prot. 2650/41501(0) D.C. IV n. A046) 2 agosto 1994 n. 110
Decreto ministeriale 5 aprile 1994. Recepimento della direttiva del consiglio delle comunità €pee n. 92/61 del 30 giugno 1992 relativa alla omologazione dei veicoli a motore a due o a tre ruote.


Allo scopo di fornire risposte alle numerose richieste di chiarimenti pervenute da vari centri prova in merito a quanto contenuto nel decreto in oggetto (che verrà citato di seguito semplicemente come d.m.) si ritiene opportuno esaminarne nel dettaglio alcuni punti.

Art. 1
Campo di applicazione e categorie di veicoli a motore a due o tre ruote

L’omologazione Cee dei tipi di veicoli di cui trattasi potrà essere rilasciata solo dopo l’emanazione di tutte le prescrizioni tecniche, in attuazione delle direttive particolari (DP) che saranno adottate dalla Cee. Nel periodo transitorio, che intercorrerà tra l’entrata in vigore del d.m. (15 maggio 1994) e l’emanazione dell’ultima DP, potranno essere rilasciate omologazioni nazionali (o locali) previste in via transitoria nel rispetto delle norme stabilite dal d.m. I veicoli per i quali non sono applicabili le norme del d.m. potranno, se è previsto, essere omologati sulla base di disposizioni diverse preesistenti (esempio: macchine agricole) ovvero di nuove norme da emanare con riferimento a specifici settori (esempio: veicoli destinati alla guida di disabili). È opportuno stabilire preliminarmente una correlazione tra la nuova classificazione dei veicoli, ai quali la norma è diretta, con quanto previsto agli articoli 52, 53 e 59 dell’attuale codice della strada.

La seguente tabella fornisce una corrispondenza tra le nuove e le preesistenti denominazioni:

Decreto ministeriale 5 aprile 1994
(Direttiva n. 92/61/Cee)
Codice della strada
(artt. 52 e 53)
1) Ciclomotori 1) Ciclomotori
2) Motocicli (a 2 o 3 ruote asimmetriche) 2) Motocicli - motocarrozzette (*)
3) Tricicli (a 3 ruote simmetriche) 3) Motocarrozzette (*) - Motoveicoli per trasporto promiscuo (*) - Motocarri (*) - Mototrattori (*) - Motoveicoli per trasporti specifici (*) - Motoveicoli per uso speciale (*)
4) Quadricicli leggeri 4) Caso particolare previsto dal codice della strada
(.) m £ 350 kg Quadricicli a motore
V £ 45 km/h (solo trasporto di cose + complessivamente 2 persone)
V £ 50 cm3 (o N £ 4 kW) m £ 550 kg
(considerati ciclomotori) V £ 80 km/h
5) Quadricicli diversi dai leggeri  
(.) m £ 400 kg (trasporto persone complessivamente max 4)  
(.) m £ 550 kg (trasporto di cose + complessivamente max 4 persone)  
N £4 kW (considerati tricicli)  
(*) I veicoli contrassegnati con l’asterisco possono far parte anche della voce 2). 
(.) m = massa a vuoto.

Nei documenti di omologazione ed in quelli di circolazione in corrispondenza alla voce “tipo di veicolo” dovranno essere inserite le categorie previste dal d.m.; peraltro in alcuni casi potrebbe rivelarsi utile riportare nelle annotazioni anche le denominazioni dell’attuale codice della strada, che definiscono più chiaramente lo specifico genere di veicolo, o altri tipi di informazioni (es.: veicolo bimodale e caratteristiche di base del motore elettrico: tensione nominale d’alimentazione, potenza massima netta, ecc.).
I quadricicli leggeri e quelli diversi dai quadricicli leggeri debbono essere considerati a tutti gli effetti rispettivamente quali ciclomotori e tricicli. Il ciclo di prove finalizzato alla loro omologazione è quello esplicitamente previsto, nelle note di recepimento della direttiva n. 92/61/Cee, per i “quadricicli”.

Art. 2 - Definizioni

Nel periodo transitorio non saranno apportate variazioni alle procedure per il rilascio delle omologazioni ed estensioni dei tipi di veicoli in relazione alle caratteristiche costruttive essenziali e non (di cui agli artt. 224 e 225 del regolamento al precedente testo unico - d.p.r. n. 420 del 1959),per quanto attiene le tariffe applicabili.
Si informa peraltro che è in corso di approvazione un decreto sulle procedure tecnico-amministrative per l’omologazione dei veicoli che ridefinisce l’insieme delle nuove caratteristiche costruttive.
Terminato il periodo transitorio si entrerà nella fase di regime della norma nella quale i termini finora in uso di “caratteristiche costruttive essenziali e non” saranno sostituiti a tutti gli effetti dagli equivalenti termini di “varianti” e “versioni”. Ciò nonostante in questo momento le case costruttrici, in analogia a quanto già in atto nel campo dei veicoli di categoria M, per i quali è in vigore l’istituto dell’omologazione comunitaria, potranno definire le famiglie di veicoli con l’attribuzione delle varianti e versioni. Resta inteso che il sistema di riferimento delle tariffe per le operazioni di omologazione/estensione rimane quello previsto nella tabella 3 allegata alla legge n. 870 del 1986.

Art. 3 - Domanda di omologazione o di approvazione

La scheda informativa da allegare alla domanda d’omologazione (o d’approvazione) dovrà essere redatta conformemente al modello di cui all’allegato II al d.m. L’utilizzo della predetta scheda dovrà essere generalizzato e riguardare sia le richieste di omologazione che di estensione. Con la emanazione della omologazione Cee il prospetto riepilogativo delle caratteristiche del veicolo (mod. DGM 405) non sarà più esplicitamente richiesto e pertanto ne decadrà l’obbligo di presentazione. Per semplificare le procedure e pervenire con la necessaria gradualità alla fase di regime si ritiene opportuno, nel periodo transitorio, utilizzare un modello DGM 405 di tipo semplificato.
A tale scopo, considerato che la scheda informativa Cee (allegato II al d.m.) contiene gran parte delle informazioni attualmente riportate nel prospetto riepilogativo, si dovrà impostare il nuovo modello DGM 405 con il contenuto della predetta scheda, preceduto dalla intestazione (con i consueti dati degli attuali prospetti) e corredato da una o più pagine finali recanti: ·i dati di identificazione del veicolo (punzonatura e targhetta) e di alcune delle sue parti componenti (silenziatori, ecc.); ·i dati di identificazione di tutte quelle parti del veicolo regolamentate dagli allegati I e II al decreto 24 settembre 1988 n. 444 e successivamente dalle appendici I all’articolo 198 e II all’articolo 199 del d.p.r. 16 dicembre 1992 n. 495; i valori del livello sonoro per i veicoli usati.
I facsimile dei certificati di conformità, con le relative firme dei titolari depositate, saranno trasmessi separatamente a tutti gli uffici periferici dell’amministrazione, che ne cureranno la raccolta per le eventuali operazioni di verifica in fase di immatricolazione dei veicoli.
Per quanto riguarda la verbalizzazione delle prove, premessa l’opportunità di utilizzare dei modelli unificati che saranno redatti a breve e divulgati, si ritiene che questa debba articolarsi in: un verbale generale riepilogativo che contenga l’elenco di tutte le verifiche e prove previste per la categoria (può essere utilizzata la parte fincata del certificato di omologazione riportato nell’allegato III al d.m.); verbali relativi alle singole verifiche e prove e (DP(.) e CONF (*)) laddove ricorrano.

NOTE
(.) DP = direttiva particolare che impone la verifica della conformità della entità tecnica o componente con una specifica prescrizione emanata a livello comunitario;
(*) CONF = procedura per la verifica di conformità della entità tecnica o componente con i dati forniti dal costruttore.

Art. 4 - Omologazione, approvazione e conformità di produzione.

Il controllo della conformità della produzione riguarderà essenzialmente due aspetti: la verifica preliminare della capacità del costruttore di realizzare prodotti (veicoli, componenti ed entità tecniche) conformi ad un tipo omologato; la verifica periodica (di norma con cadenza annuale) per accertare la permanenza della capacità del costruttore di realizzare prodotti conformi ad un tipo omologato.
Le disposizioni applicabili in alternativa sono: la UNI EN 29001 - Sistemi di qualità - Criteri per l’assicurazione (o garanzia) della qualità nella progettazione, sviluppo, fabbricazione, installazione ed assistenza; le CUNA NC 090-15 e 090-16 - Sistema di controllo (guida alla verifica del sistema di controllo) nel processo produttivo, della conformità del prodotto alle caratteristiche soggette a regolamentazione.
L’attuazione delle procedure sopra descritte riguarderà ogni unità di produzione interessata e non dovrà essere correlata alle singole omologazioni. L’attuazione del sistema di controllo entrerà nella fase di regime obbligatorio soltanto dopo l’adozione di tutte le previste DP.
Si fa riserva di divulgare uno schema di processo verbale per la verifica della conformità della produzione.

Artt. 5 e 7- Certificato di omologazione (o approvazione) e di conformità

I certificati di omologazione (o approvazione) e di conformità, emessi nel periodo transitorio, potranno essere redatti in conformità ai modelli di cui agli allegati III e IV al d.m., purché indichino chiaramente nella intestazione, che si tratta di documentazione inerente l’omologazione nazionale.

(Omissis).

Art. 16 - Disposizioni transitorie

Le disposizioni regolamentari (prescrizioni nazionali) relative alle caratteristiche tecniche e funzionali indicate nell’allegato I al d.m. con la menzione DP sono, a domanda (cumulativa) del costruttore, applicabili per il rilascio delle omologazioni nazionali fino alla data in cui le corrispondenti DP entreranno in vigore in via obbligatoria. Ciascuna omologazione (o approvazione), rilasciata nel periodo transitorio in base alle norme nazionali preesistenti, scadrà di validità dopo 4 anni dalla data di entrata in vigore della relativa DP.
Il controllo delle caratteristiche tecniche e funzionali indicate con la menzione CONF consisterà nella verifica della rispondenza del veicolo (o delle sue parti) con quanto dichiarato dal costruttore nella scheda informativa. Si tratterà, in linea di massima, di attuare verifiche geometrico-ponderali o più genericamente di conformità (è possibile che il controllo riguardi solo i dati di targa, quali quelli relativi ai valori di coppia e potenza dei motori elettrici).
Le omologazioni (e approvazioni) nazionali rilasciate prima della data di entrata in vigore del d.m. decadranno dopo 4 anni da tale data (15 maggio 1998).

ALLEGATO I

– punto 18 “Motori elettrici”: si farà riferimento ai valori orari di coppia e potenza massima del motore;
– punto 21 “Batterie di propulsione”: si ritengono sufficienti le informazioni riportate al punto 3.3.2. dell’allegato 11;
– punto 25 “Masse e dimensioni per ciclomotori a due e tre ruote”: le norme applicabili per la verifica delle masse e dimensioni sono quelle riportate nella tabella CUNA NC 001 -51 e 53;
– punto 47 “Iscrizioni regolamentari”: nel caso di motori elettrici, la targhetta del motore dovrà riportare oltre i consueti dati sul tipo di motore e nome e/o marchio del costruttore, almeno i valori della coppia e potenza massima (potranno essere inseriti ulteriori dati di individuazione).

Note al decreto di recepimento della direttiva n. 92/61/Cee:
I veicoli atipici a 3 o a 4 ruote, originariamente disciplinati dall’articolo 59 dell’attuale codice della strada, in quanto rientranti nella classificazione prevista dal d.m., si inseriscono in relazione alle loro caratteristiche tra i veicoli regolamentati dal d.m. stesso.
I ciclomotori costituiti da un normale velocipede e da un motore ausiliario, così come sono definiti all’articolo 75 dell’attuale codice della strada, debbono essere considerati ciclomotori a tutti gli effetti ed in quanto tali soggetti a tutti gli accertamenti previsti dal d.m.
Il sedile per ciclomotori, le dimensioni del quale erano state precedentemente regolamentate nella appendice I all’articolo 198 del regolamento all’attuale codice della strada, non figura nell’elenco degli elementi del veicolo da verificare (di cui all’allegato I al d.m.).
In conseguenza di ciò le dimensioni, la forma ed il numero dei sedili per ciclomotore non saranno più elementi da prendere in esame durante la fase di omologazione del veicolo.
Si ritiene opportuno riepilogare l’elenco dei regolamenti ONU/ECE applicabili per l’omologazione (approvazione) rilasciata ai veicoli e/o alle entità tecniche di cui trattasi:


- Regolamento ECE 9/05 Rumorosità veicoli a 3 ruote
- Regolamento ECE 10/01 Radiodisturbi
- Regolamento ECE 40/01 Inquinamento motocicli
- Regolamento ECE 41/02 Rumorosità motocicli
- Regolamento ECE 47 Inquinamento ciclomotori
- Regolamento ECE 53/01 Installazione fanaleria motocicli
- Regolamento ECE 60 Identificazione comandi, spie ed indicatori per motocicli e ciclomotori
- Regolamento ECE 62 Protezione contro impiego non autorizzato
- Regolamento ECE 63 Rumorosità ciclomotori
· Regolamento ECE 78/01 Frenatura

Note conclusive
La direttiva n. 92/61/Cee determinerà il cambiamento delle prassi operative vigenti ed è pertanto indispensabile procedere ad un programma di graduale adeguamento delle procedure.
La presente circolare, che ha la finalità di chiarire alcuni aspetti connessi con la fase applicativa del d.m., sarà seguita dalla emanazione di altre istruzioni da parte delle divisioni competenti nella materia.


Circolare ministeriale 13 ottobre 1994, n. 142- Circolare DG n. 110 del 1994.
Omologazione dei veicoli a motore a due o a tre ruote


Si fa seguito alla circolare citata in oggetto per fornire, a richiesta del CPA di Bologna, chiarimenti in merito ad alcuni punti del d.m. 5 aprile 1994 sul recepimento della direttiva del consiglio delle comunità €pee n. 92/61 del 30 giugno 1992.
In particolare, per quanto riguarda le norme applicabili ai quadricicli, di cui all'articolo 1 punto 4 del sopracitato d.m., si chiarisce quanto segue:
– la lista riportata alle pagine 227-228 del d.m., ha preso in considerazione le sole direttiva Cee (leggasi anche regolamenti ECE) in vigore al momento della emanazione del decreto stesso. Dovranno peraltro essere applicate anche le nuove direttiva o emendamenti ai regolamenti ECE che risulteranno essere in vigore alla data del rilascio della omologazione del veicolo;
– in alternativa alle direttiva Cee, non ancora entrate in vigore in forma obbligatoria, si potranno applicare le equivalenti disposizioni regolamentari. Si informa che è di prossima emanazione il decreto di recepimento della direttiva sulle "masse e dimensioni";
– in merito alla applicabilità delle norme sulle misure contro l'inquinamento atmosferico si ritiene che le direttive: a) 70/220 ......... 93/59/Cee; b) 88/77 ......... 91/542/Cee siano da prendere in considerazione solo "in quanto applicabili" e cioè nella ipotesi che i veicoli da omologare presentino caratteristiche tali da consentire di comprenderli nei rispettivi campi di applicabilità delle direttiva stesse.
Si citano a titolo esemplificativo: la massa del veicolo a pieno carico maggiore di 400 kg e la velocità massima per costruzione non minore di 50 km/h; la velocità di progetto superiore a 25 km/h, ad eccezione .........
Si ritiene invece corretto applicare sistematicamente, nel caso di veicoli dotati di motore ad accensione spontanea, le direttive: c) 72/306 ......... 89/491/Cee; b) in alternativa alle direttive: 76/756 ......... 91/663/Cee è applicabile la direttiva di prossimo recepimento 93/92/Cee relative alla installazione dei dispositivo di illuminazione e di segnalazione luminosa sui veicoli a motore a due o a tre ruote.


Veicoli a trazione elettrica con funzionamento autonomo e ibrido

Circolare ministeriale 19 luglio 1995, n. 136.
Veicoli a trazione elettrica con funzionamento autonomo e ibrido. Nuove disposizioni


Premesse
Il crescente fenomeno dell’inquinamento ambientale dei centri urbani ha da tempo evidenziato l’esigenza di disporre di veicoli con basse caratteristiche di impatto ambientale.
La risposta dell’industria automobilistica a questa richiesta si è concretizzata con la realizzazione di veicoli elettrici, caratterizzati da un’ampia gamma di soluzioni trazionistiche, che il codice della strada si limita ad inserire nella categoria dei cosiddetti “veicoli con caratteristiche atipiche” di cui all’articolo 59.

Connotazioni generali.
I veicoli di cui trattasi presentano configurazioni costruttive varie quali:
– motorizzazioni di tipo elettrico finalizzate alla trazione o di tipo elettro-termico finalizzata alla trazione ed alla produzione di energia elettrica;
– alimentazione in corrente continua o in corrente alternata con accumulazione e/o di produzione autonoma di energia a bordo del veicolo;
– sistemi preposti alla gestione ed al controllo dei parametri elettrici connessi con la trazione,

Inquadramento normativo
Tra le categorie dei veicoli comprese nel sopracitato articolo 59 figurano: a) gli elettroveicoli ultraleggeri ed i microveicoli elettrici, assimilabili agli effetti del presente decreto agli equivalenti veicoli della categoria L; b) i veicoli elettrici leggeri da città assimilatili agli effetti del presente decreto agli equivalessi veicoli delle categorie M ed N; c) i veicoli ibridi o multimodali, così come definiti nella tabella di unificazione CUNA NC 000-10, che compendia le categorie dei veicoli stradali a trazione elettrica in base alle foro caratteristiche costruttive ed operative.
I veicoli di cui al punto c) sono stati già trattati in termini di omologazione di circolazione e di guida dal d.m. 5 aprile 1994, emesso in recepimento dalla direttiva n. 92161/Cee relativa alla omologatone dei veicoli a motore a due o a tre ruote, e pertanto non sono trattati dalla presente circolare.
La legislazione tecnica esistente per i veicoli delle categorie M ed N è finalizzata in modo precipuo alla verifica delle caratteristiche dei veicoli equipaggiati con motori termici e la traslazione di queste disposizioni alle categorie di veicoli, di cui ai punti a) e b), non può essere attuata in modo automatico, ma le stesse debbono essere riesaminate in relazione alle specifiche esigenze di sicurezza connesse con il funzionamento dei veicoli di cui trattasi.
In attesa della emanazione di una direttiva della unione €pea che regolamenti il settore è opportuno analizzare gli strumenti normativi disponibili per l’omologazione per adeguarli e renderli funzionali alla nuova realtà in un quadro organico di disposizioni.

Campo di applicazione

La presente circolare si applica a titolo sperimentale ai tipi di veicoli definiti all’articolo 59 del codice dalla strada e denominati:
- veicoli elettrici leggeri da città: autoveicoli a trazione elettrica con funzionamento autonomo (VEA), con massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t;
- veicoli ibridi o multimodali: veicoli a trazione elettrica con funzionamento ibrido (VEI), veicoli a trazione elettrica con funzionamento bimodale (VEIB) e veicoli a trazione elettrica con funzionamento ibrido multimodale (VEIM);
nonché ai:
- veicoli elettrici: veicoli a trazione elettrica con funzionamento autonomo (VEA) con massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t.

Caratteristiche costruttive e funzionali
Le caratteristiche costruttive e funzionali sono quelle riportate dall’appendice V all’articolo 227 del regolamento di esecuzione del codice della strada, eccettuate le voci relative al sistema propulsivo di tipo termico, qualora non previsto nella specifica categoria di veicoli considerata.
Nell’allegato, che costruisce parte integrante della presente circolare sono indicate le modalità di verifica ai fini della omologazione o dell’accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione. Specifici argomenti potranno formare oggetto di trattazione in tabelle di unificazione a carattere definitivo approvate da questa amministrazione o di norme del comitato elettrotecnico italiano.

Omologazione del tipo o accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione
Si possono configurare casi diversi di applicabilità delle norme vigenti ovvero disposizioni di completa nuova formulazione:
- Norme nazionali/Ce/ECE integralmente applicabili dirette alla regolamentazione di parla del veicolo non connesse con il sistema propulsivo.
- Norme Ce/ECE non integralmente applicabili se non apportando modifiche alla metodologia di prova e/o modificando alcuni parametri di riferimento.
- Norme relative agli impianti elettrici dirette agli specifici problemi del sistema propulsivo.
- Prescrizioni tecniche per gli impianti elettrici, riguardanti alcune parti componenti il sistema.
Nell’allegato tecnico alla presente circolare, per ciascuna categoria di veicoli, sono specificate le disposizioni applicabili. Nello stesso allegato sono anche riportate alcune considerazioni per la determinazione del trattamento fiscale dei veicoli elettrici. Si ricorda che con d.p.r. 5 febbraio 1953 n. 39 (testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche) è stata fornita la relazione per il calcolo della potenza fiscale nel caso specifico di motori elettrici alimentati in corrente continua e dotati di eccitazioni in sede. Per motori caratterizzati da tipi diversi di alimentazione o di eccitazione si è resa necessaria la reinterpretazione operativa della norma precitata in funzione delle diverse condizioni di funzionamento del motore stesso.

Note finali
Considerato quanto sopra riportato si ritiene che nella fase attuale si possa prevedere esclusivamente il rilascio di omologazioni con efficacia limitata ad un periodo di tempo non superiore a due anni a decorrere dalla data di concessione della omologazione stessa.
La procedura è espressamente diretta ai veicoli che presentano soluzioni costruttive innovativi e che sono ammessi alla circolazione a titolo sperimentale ai sensi dell’articolo 227 del regolamento al codice della
strada.

ALLEGATI (Omissis).


[1] Corte cost. 8 giugno 1984 n. 170, in Dogana, 1984, 282.
[2] D.p.r. 22 dicembre 1961 n. 1841, in G.U. n. 154 del 22 dicembre 1961.