Codice

Art. 23. Pubblicità sulle strade e sui veicoli.

1. Lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose, visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione; in ogni caso, detti impianti non devono costituire ostacolo o, comunque, impedimento alla circolazione delle persone invalide. Sono, altresì, vietati i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari rifrangenti, nonché le sorgenti e le pubblicità luminose che possono produrre abbagliamento. Sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate è vietata la posa di qualunque installazione diversa dalla prescritta segnaletica.

2. È vietata l'apposizione di scritte o insegne pubblicitarie luminose sui veicoli. È consentita quella di scritte o insegne pubblicitarie rifrangenti nei limiti e alle condizioni stabiliti dal regolamento, purché sia escluso ogni rischio di abbagliamento o di distrazione dell'attenzione nella guida per i conducenti degli altri veicoli.

3.  (Comma abrogato dall'art. 184, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, a decorrere dal 1° maggio 2004).

4. La collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse è soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte dell'ente proprietario della strada nel rispetto delle presenti norme. Nell'interno dei centri abitati la competenza è dei comuni, salvo il preventivo nulla osta tecnico dell'ente proprietario se la strada è statale, regionale o provinciale.

5. Quando i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari collocati su una strada sono visibili da un'altra strada appartenente ad ente diverso, l'autorizzazione è subordinata al preventivo nulla osta di quest'ultimo. I cartelli e gli altri mezzi pubblicitari posti lungo le sedi ferroviarie, quando siano visibili dalla strada, sono soggetti alle disposizioni del presente articolo e la loro collocazione viene autorizzata dalle Ferrovie dello Stato, previo nulla osta dell'ente proprietario della strada.

6. Il regolamento stabilisce le norme per le dimensioni, le caratteristiche, l'ubicazione dei mezzi pubblicitari lungo le strade, le fasce di pertinenza e nelle stazioni di servizio e di rifornimento di carburante. Nell'interno dei centri abitati, nel rispetto di quanto previsto dal comma 1, i comuni hanno la facoltà di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, nel rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale. (Comma così modificato dalla lettera a) del comma 2 dell'art. 5, L. 29 luglio 2010, n. 120).

7. È vietata qualsiasi forma di pubblicità lungo e in vista degli itinerari internazionali, delle autostrade e delle strade extraurbane principali e relativi accessi. Su dette strade è consentita la pubblicità nelle aree di servizio o di parcheggio solo se autorizzata dall'ente proprietario e sempre che non sia visibile dalle stesse. Sono consentiti i segnali indicanti servizi o indicazioni agli utenti purché autorizzati dall'ente proprietario delle strade. Sono altresì consentite le insegne di esercizio, con esclusione dei cartelli e delle insegne pubblicitarie e altri mezzi pubblicitari, purché autorizzate dall'ente proprietario della strada ed entro i limiti e alle condizioni stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Sono inoltre consentiti, purché autorizzati dall'ente proprietario della strada, nei limiti e alle condizioni stabiliti con il decreto di cui al periodo precedente, cartelli di valorizzazione e promozione del territorio indicanti siti d'interesse turistico e culturale e cartelli indicanti servizi di pubblico interesse. Con il decreto di cui al quarto periodo sono altresì individuati i servizi di pubblico interesse ai quali si applicano le disposizioni del periodo precedente (Comma così modificato prima dall'art. 30, L. 7 dicembre 1999, n. 472, poi dall’art. 17, D.Lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 e, infine, dalla lettera b) del comma 2 dell'art. 5, L. 29 luglio 2010, n. 120. Vedi, anche, il comma 3 del citato articolo 5 e il comma 6-bis dell'art. 11, D.L. 29 dicembre 2011, n. 216, aggiunto dalla legge di conversione 24 febbraio 2012, n. 14).

8. È parimenti vietata la pubblicità, relativa ai veicoli sotto qualsiasi forma, che abbia un contenuto, significato o fine in contrasto con le norme di comportamento previste dal presente codice. La pubblicità fonica sulle strade è consentita agli utenti autorizzati e nelle forme stabilite dal regolamento. Nei centri abitati, per ragioni di pubblico interesse, i comuni possono limitarla a determinate ore od a particolari periodi dell'anno.

9. Per l'adattamento alle presenti norme delle forme di pubblicità attuate all'atto dell'entrata in vigore del presente codice, provvede il regolamento di esecuzione.

10. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può impartire agli enti proprietari delle strade direttive per l'applicazione delle disposizioni del presente articolo e di quelle attuative del regolamento, nonché disporre, a mezzo di propri organi, il controllo dell'osservanza delle disposizioni stesse.

11. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e quelle del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 419 a euro 1.682.

12. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.377 a euro 13.765 in via solidale con il soggetto pubblicizzato. (Comma così sostituito dal comma 10-bis dell'art. 36, D.L. 6 luglio 2011, n. 98).

13. Gli enti proprietari, per le strade di rispettiva competenza, assicurano il rispetto delle disposizioni del presente articolo. Per il raggiungimento di tale fine l'ufficio o comando da cui dipende l'agente accertatore, che ha redatto il verbale di contestazione delle violazioni di cui ai commi 11 e 12, trasmette copia dello stesso al competente ente proprietario della strada. (Comma così sostituito dall'art. 30, L. 7 dicembre 1999, n. 472)

13-bis. In caso di collocazione di cartelli, insegne di esercizio o altri mezzi pubblicitari privi di autorizzazione o comunque in contrasto con quanto disposto dal comma 1, l'ente proprietario della strada diffida l'autore della violazione e il proprietario o il possessore del suolo privato, nei modi di legge, a rimuovere il mezzo pubblicitario a loro spese entro e non oltre dieci giorni dalla data di comunicazione dell'atto. Decorso il suddetto termine, l'ente proprietario provvede ad effettuare la rimozione del mezzo pubblicitario e alla sua custodia ponendo i relativi oneri a carico dell'autore della violazione e, in via tra loro solidale, del proprietario o possessore del suolo; a tal fine tutti gli organi di polizia stradale di cui all'articolo 12 sono autorizzati ad accedere sul fondo privato ove è collocato il mezzo pubblicitario. Chiunque viola le prescrizioni indicate al presente comma e al comma 7 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 4.696 a euro 18.785; nel caso in cui non sia possibile individuare l'autore della violazione, alla stessa sanzione amministrativa è soggetto chi utilizza gli spazi pubblicitari privi di autorizzazione. (Comma aggiunto dall'art. 30, L. 7 dicembre 1999, n. 472 e poi così modificato dall'art. 1, D.L. 27 giugno 2003, n. 151 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214, e dalla lettera c) del comma 2 dell'art. 5, L. 29 luglio 2010, n. 120).

13-ter. In caso di inottemperanza al divieto, i cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari sono rimossi ai sensi del comma 13-bis. Le regioni possono individuare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione le strade di interesse panoramico ed ambientale nelle quali i cartelli, le insegne di esercizio ed altri mezzi pubblicitari provocano deturpamento del paesaggio. Entro sei mesi dal provvedimento di individuazione delle strade di interesse panoramico ed ambientale i comuni provvedono alle rimozioni ai sensi del comma 13-bis. (Comma aggiunto dall'art. 30, L. 7 dicembre 1999, n. 472. Successivamente così modificato con l'abrogazione del primo periodo dall'art. 184, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, a decorrere dal 1° maggio 2004).

13-quater. Nel caso in cui l'installazione dei cartelli, delle insegne di esercizio o di altri mezzi pubblicitari sia realizzata su suolo demaniale ovvero rientrante nel patrimonio degli enti proprietari delle strade, o nel caso in cui la loro ubicazione lungo le strade e le fasce di pertinenza costituisca pericolo per la circolazione, in quanto in contrasto con le disposizioni contenute nel regolamento, l'ente proprietario esegue senza indugio la rimozione del mezzo pubblicitario. Successivamente alla stessa, l'ente proprietario trasmette la nota delle spese sostenute al prefetto, che emette ordinanza - ingiunzione di pagamento. Tale ordinanza costituisce titolo esecutivo ai sensi di legge. (Comma aggiunto dall'art. 30, L. 7 dicembre 1999, n. 472. 140).

13-quater.1. In ogni caso, l'ente proprietario può liberamente disporre dei mezzi pubblicitari rimossi in conformità al presente articolo, una volta che sia decorso il termine di sessanta giorni senza che l'autore della violazione, il proprietario o il possessore del terreno ne abbiano richiesto la restituzione. Il predetto termine decorre dalla data della diffida, nel caso di rimozione effettuata ai sensi del comma 13-bis, e dalla data di effettuazione della rimozione, nell'ipotesi prevista dal comma 13-quater. (Comma aggiunto dalla lettera d) del comma 2 dell'art. 5, L. 29 luglio 2010, n. 120.

13-quinquies.(Comma abrogato dal comma 176 dell'art. 1, L. 27 dicembre 2006, n. 296).

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Aggiornamenti all'articolo
Data Pubblicazione  
15/09/1993 Il DECRETO LEGISLATIVO 10 settembre 1993, n. 360 (in SO n.86, relativo alla G.U. 15/09/1993, n.217) ha disposto (con l'art. 13, comma 1, lettera a)) la modifica dell'art. 23, comma 2; (con l'art. 13, comma 1, lettera b)) la modifica dell'art. 23, comma 4; (con l'art. 13, comma 1, lettera c)) la modifica dell'art. 23, comma 6; (con l'art. 13, comma 1, lettera d)) la modifica dell'art. 23, comma 8.
16/12/1999 La LEGGE 7 dicembre 1999, n. 472 (in SO n.220, relativo alla G.U. 16/12/1999, n.294) ha disposto (con l'art. 30, comma 1, lettera a)) la modifica dell'art. 23, comma 7; (con l'art. 30, comma 1, lettera b)) la modifica dell'art. 23, comma 13; (con l'art. 30, comma 1, lettera c)) l'introduzione dei commi 13-bis, 13-ter e 13-quater all'art. 23.
12/02/2002 Il DECRETO LEGISLATIVO 15 gennaio 2002, n. 9 (in SO n.28, relativo alla G.U. 12/02/2002, n.36) ha disposto (con l'art. 17, comma 1, lettera b)) la modifica dell'art. 23, commi 7 e 10.
30/06/2003 Il DECRETO-LEGGE 27 giugno 2003, n. 151 (in G.U. 30/06/2003, n.149) , convertito con modificazioni dalla L. 1 agosto 2003, n. 214 (in SO n.133, relativo alla G.U. 12/08/2003, n. 186) ha disposto (con l'art. 1, comma 2-bis) la modifica dell'art. 23, comma 13-bis.
24/02/2004 Il DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 (in SO n.28, relativo alla G.U. 24/02/2004, n.45) ha disposto (con l'art. 184, comma 1) l'abrogazione del comma 3 dell'art. 23 e la modifica dell'art. 23, comma 13-ter.
31/12/2004 La LEGGE 30 dicembre 2004, n. 311 (in SO n.192, relativo alla G.U. 31/12/2004, n.306) ha disposto (con l'art. 1 comma 481) l'introduzione del comma 13-quinquies all'art. 23.
27/12/2006 La LEGGE 27 dicembre 2006, n. 296 (in SO n.244, relativo alla G.U. 27/12/2006, n.299) ha disposto (con l'art. 1, commi 176, lettera b)) l'abrogazione del comma 13-quinquies dell'art. 23.
29/07/2010 La LEGGE 29 luglio 2010, n. 120 (in SO n.171, relativo alla G.U. 29/07/2010, n.175) ha disposto (con l'art. 5, comma 2, lettera a)) la modifica dell'art. 23, comma 6; (con l'art. 5, comma 2, lettera b)) la modifica dell'art. 23, comma 7; (con l'art. 5, comma 2, lettera c)) la modifica dell'art. 23, comma 13-bis; (con l'art. 5, comma 2, lettera d)) l'introduzione del comma 13-quater.1 all'art. 23; (con l'art. 5, comma 3) la modifica dell'art. 23, comma 7.
06/07/2011 Il DECRETO-LEGGE 6 luglio 2011, n. 98 (in G.U. 06/07/2011, n.155) , convertito con modificazioni dalla L. 15 luglio 2011, n. 111 (in G.U. 16/07/2011, n. 164), ha disposto (con l'art. 36, comma 10-bis) la modifica dell'art. 23, comma 12.
29/12/2011 Il DECRETO-LEGGE 29 dicembre 2011, n. 216 (in G.U. 29/12/2011, n.302) , convertito con modificazioni dalla L. 24 febbraio 2012, n. 14 (in SO n.36, relativo alla G.U. 27/02/2012, n.48), ha disposto (con l'art. 11, comma 6-bis) la modifica dell'art. 23, comma 7.

Giurisprudenza 

Ai fini dell’adempimento dell’obbligo dell’imposta comunale sulla pubblicità, l’esercizio di attività pubblicitaria visiva effettuata con strumentazione e mezzi installati su veicoli strutturalmente predisposti ed utilizzati, in via prevalente o esclusiva, per la diffusione di messaggi pubblicitari, è assoggettato al regime impositivo previsto dall’art. 12, comma 1, del D.Lgs. n. 507/1993, in tema di pubblicità ordinaria e non già a quello dettato dall’art. 13 del medesimo decreto in tema di pubblicità effettuata con veicoli. Tale ultima norma, infatti, disciplina il diverso caso in cui l’attività pubblicitaria viene espletata installando i mezzi pubblicitari, per periodi di tempo anche limitati, su veicoli di uso pubblico o privato i quali, però, continuano a mantenere le caratteristiche strutturali e la destinazione d’uso loro propria. Corte di Cassazione sez. V civ. 13 aprile 2012, n. 5858
RGCT n. 3 2012

 Il provvedimento con il quale l'Autorità amministrativa proprietaria della strada , ai sensi dell'art. 23, comma 13 "quater", codice della strada, ordina la rimozione di insegne pubblicitarie abusivamente installate su suolo demaniale, costituisce un accessorio della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dal comma 11 del medesimo articolo 23, sanzione applicabile anche per l'installazione di impianti pubblicitari su strade demaniali, pur in mancanza di un'espressa previsione da ascrivere ad un mero difetto di coordinamento fra i vari commi dovuto al fatto che il comma 13 "quater" è stato successivamente aggiunto con la conseguenza che l'atto medesimo è impugnabile dinanzi al giudice ordinario secondo il procedimento previsto dagli artt. 22 e 23 legge n. 689 del 1981. (Rigetta e dichiara giurisdizione, Giud. Pace Roma, 16 ottobre 2004)  Cass. civ. Sez. Unite Sent., 14-01-2009, n. 563 (rv. 606049) Mass. Giur. It., 2009, CED Cassazione, 2009

L'ordinanza ingiunzione con la quale il prefetto, ai sensi dell'art. 23, comma 13 "quater", codice della strada, ordina il pagamento delle spese sostenute per la rimozione in danno di insegne pubblicitarie abusivamente installate su suolo demaniale, costituisce un accessorio della sanzione amministrativa prevista dal comma 11 del medesimo articolo 23, sanzione applicabile anche all'ipotesi in esame, pur in mancanza di un'espressa previsione, da ascrivere ad un mero difetto di coordinamento fra i vari commi dovuto al fatto che il comma 13 "quater" è stato successivamente aggiunto, con la conseguenza che l'ordinanza ingiunzione medesima è impugnabile dinanzi al giudice ordinario secondo il procedimento previsto dagli artt. 22 e 23 legge n. 689 del 1981. (Cassa e dichiara giurisdizione, Giud. pace Roma, 04 maggio 2005)  Cass. civ. Sez. Unite Sent., 18-11-2008, n. 27334 (rv. 605543) Mass. Giur. It., 2008, CED Cassazione, 2008

Il silenzio assenso non opera con riferimento ai procedimenti attinenti la sicurezza pubblica, come, appunto, deve considerarsi quello previsto dall'art. 23 del cod.strada che disciplina la materia (Cass. 1/03/2007 n. 4869). T.A.R. Lombardia Milano Sez. III Sent., 21-10-2008, n. 5188 Massima redazionale, 2008

La collocazione di impianti pubblicitari su un autocarro, in sosta per più giorni su un'area privata ma in prossimità della strada pubblica e visibile dalla stessa, configura una violazione dell'art. 23, quarto comma, del codice della strada, che sanziona la collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse, ove effettuata senza autorizzazione dell'ente proprietario della strada pubblica. Cass. civ. Sez. II Sent., 13-06-2007, n. 13842 (rv. 597326) , Mass. Giur. It., 2007, CED Cassazione, 2007, Giornale Dir. Amm., 2007, 10, 1097

Le controversie relative all'impugnazione del provvedimento con cui l'ente proprietario della strada ordina, ai sensi dell'art. 23, comma 13 quater, d.lgs. n. 285 del 1992 (nuovo codice della strada), introdotto dall'art. 30 della legge n. 472 del 1999, la rimozione di impianto pubblicitario sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario secondo il procedimento disciplinato dagli artt. 22 e 23 legge n. 689 del 1981, atteso che il comma 11 dell'art. 23 d.lgs. n. 285 cit., prevede una sanzione amministrativa per "chiunque viola le disposizioni del presente articolo", e che non può trovare applicazione il disposto dell'art. 34 d.lgs. n. 80 del 1998, non vertendosi in tema di uso del territorio, bensì di godimento abusivo di beni demaniali, con riferimento al quale il legislatore detta una disciplina specifica. (Rigetta, Giud. pace Roma, 26 Maggio 2005)

Cass. civ. Sez. Unite Sent., 06-06-2007, n. 13230 (rv. 597649) Comune di Roma c. Esterna Advertising s.r.l., Mass. Giur. It., 2007, CED Cassazione, 2007

L'installazione di impianti pubblicitari su strade demaniali deve considerarsi vietata e comporta la rimozione ad opera del comune, in danno al proprietario, di tali impianti. Nonostante non sia espressamente previsto, tale violazione comporta la sanzione amministrativa di cui all'art. 23, c. 11, codice della strada - D.Lgs. n. 285/1992. Cass. civ. Sez. Unite, 06-06-2007, n. 13230, Giornale Dir. Amm., 2007, 8, 873

Le controversie riguardanti la materia relativa al divieto sancito dall'art. 23 D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, che vieta di collocare cartelli ed altri mezzi pubblicitari lungo le strade senza l’autorizzazione dell’ente proprietario della strada, sono devolute, anche per quanto attiene alla sola sanzione accessoria della rimozione della pubblicità abusiva, alla giurisdizione del giudice ordinario e alla competenza del giudice di pace, secondo il procedimento fissato dagli art. 22 e 23 L. 24 novembre 1981, n. 689. Trib. Potenza, 03-05-2007.

La collocazione di impianti pubblicitari su suolo pubblico comporta la violazione, in conseguenza di tale condotta, dell'art.23 del codice della strada, che vieta la collocazione sulla sede stradale e sulle sue pertinenze, o in prossimità della stessa, di "insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose, visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione, con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione", e del successivo art.25, che vieta, invece, di utilizzare "con propri impianti ed opere", senza autorizzazione dell'ente proprietario, la sede stradale e le relative pertinenze, ed integra un'ipotesi di concorso formale di illeciti amministrativi, configurabile ogni qual volta le singole disposizioni di legge violate, essendo rivolte a tutelare interessi giuridici obiettivamente diversi, non siano tra loro in rapporto di specialità. (Rigetta, Giud. pace Firenze, 12 Febbraio 2004)  Cass. civ. Sez. II, 09-03-2007, n. 5412 (rv. 596227), CED Cassazione, 2007

L'istituto del silenzio-assenso, in virtù del quale l'autorizzazione amministrativa richiesta e non emessa nei termini di legge si ritiene accordata, pur essendo previsto dall'art. 20 della legge n. 241 del 1990 in termini generali, non è di portata illimitata, ma contiene deroghe per gli atti e i procedimenti indicati nel quarto comma dello stesso articolo, tra i quali sono specificamente elencati quelli che attengono alla pubblica sicurezza e all'incolumità pubblica. Ne consegue che, per il combinato disposto della predetta norma e dell'art. 23 codice della strada, non possono essere impiantati lungo le strade cartelli pubblicitari in difetto di autorizzazione, per ragioni attinenti alla sicurezza della circolazione. (Rigetta, Giud. pace Borgomanero, 4 Agosto 2003)  Cass. civ. Sez. II, 01-03-2007, n. 4869 (rv. 595082) Mass. Giur. It., 2007, CED Cassazione, 2007

Va rilevato che l'esistenza di un obbligo, per l'Amministrazione, di adottare un provvedimento espresso, a fronte della domanda di installazione di cartelli pubblicitari, appare fuori discussione, alla luce della normativa in materia. Infatti, l'art. 23 del D.Lgs. n. 285/1992 (Codice della strada), allorché subordina l'installazione all'autorizzazione o al nulla-osta dell'ente proprietario della strada (cfr. commi 4° e 5°), implica necessariamente che, a fronte della domanda di autorizzazione del soggetto interessato, l'amministrazione proprietaria si pronunci esplicitamente, nel rispetto, del resto, del generale principio dell'art. 2 della L. n. 241/1990. Inoltre, l'art. 53, comma 5°, del D.P.R. n. 495/1992 (Regolamento di esecuzione del Codice della strada), impone, per i casi di autorizzazione di cui all'art. 23, comma 4°, del Codice, che l'ufficio competente si pronunci entro il termine di sessanta giorni. T.A.R. Lombardia Milano Sez. IV, 16-01-2007, n. 37.

In tema di violazione dell'art. 23, commi 4 e 11, codice della strada, che sanziona la collocazione lungo le strade di cartelli e di altri mezzi di pubblicità senza autorizzazione dell'ente proprietario della strada, è irrilevante, ai fini della sussistenza dell'illecito, che l'interessato abbia avanzato istanza di autorizzazione e che sulla stessa l'ente proprietario non si sia pronunciato nei sessanta giorni successivi, dal momento che il suddetto termine, previsto dall'art. 53, comma 5, del regolamento al codice della strada, non è perentorio ed esso non risulta incluso nell'elenco di cui alla tabella B) del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1992, n.300, che, in attuazione dell'art. 20 della legge n. 241 del 1990, contempla i casi in cui il silenzio sulla domanda di rilascio di una autorizzazione amministrativa produce gli effetti del suo accoglimento. (Cassa e decide nel merito, Giud. pace Salò, 29 Gennaio 2004) Sez. II, sent. n. 25165 del 27-11-2006 (ud. del 27-11-2006), (rv. 593393)

In tema di opposizione a sanzioni amministrative, le controversie relative al divieto - previsto dall'art. 23 del codice della strada - di collocare cartelli e altri mezzi pubblicitari lungo le strade sono devolute, anche quando concernono la sola sanzione accessoria della rimozione della pubblicità abusiva, alla giurisdizione del giudice ordinario (Dichiara giurisdizione, Giud. pace Roma, 14 Febbraio 2004) Sez. Unite, sent. n. 16129 del 17-07-2006 (ud. del 22-06-2006), (rv. 591327)

Qualora il Comune abbia agito in giudizio chiedendo il rimborso delle spese sostenute per la rimozione di impianti pubblicitari installati abusivamente, la controversia, avendo ad oggetto la violazione del divieto di cui all'art. 23 del codice della strada, è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario, secondo quanto previsto dalla legge 689 del 1981. (Dichiara giurisdizione, Giud. pace Roma, 20 Febbraio 2003)  Sez. Unite, sent. n. 16128 del 17-07-2006 (ud. del 22-06-2006), (rv. 591326)

In tema di violazione dell'art. 23 del codice della strada, che sanziona l'affissione non autorizzata di manifesti pubblicitari lungo le strade, è tenuto al pagamento della sanzione, in solido con l'autore materiale della violazione, anche il partito politico proprietario dei manifesti e beneficiario della relativa propaganda, tenuto conto che l'art. 6, primo e terzo comma, della legge n. 689 del 1981 individua nella proprietà del mezzo usato per la commissione della infrazione, e nel rapporto oggettivo e funzionale della condotta tenuta con l'interesse ovvero gli scopi di una persona giuridica o di un ente di fatto, i titoli stessi della solidarietà del proprietario o di detti enti con l'autore della violazione, indipendentemente dalla identificazione della persona fisica che ha commesso materialmente la violazione.(Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione del giudice di pace che aveva ritenuto in via presuntiva che il partito politico che aveva proposto opposizione avverso numerosi verbali di contestazione di violazioni dell'art. 23 del codice della strada per affissione non autorizzata di manifesti pubblicitari in suo favore fosse il proprietario dei manifesti affissi, stabilendo che esso era tenuto al pagamento della sanzione per non aver fornito la prova di una condotta positiva dei suoi dirigenti o responsabili, volta ad impedire l'abusiva affissione di detti manifesti). (Rigetta, Giud. pace Roma, 24 Maggio 2001) Sez. I, sent. n. 15000 del 28-06-2006 (ud. del 26-04-2006), Movimento Sociale Fiamma Tricolore c. comune di Roma (rv. 591915)

Non è sufficiente una lieve difformità rispetto alla previsione contenuta nell'art. 134 del regolamento di esecuzione del codice della Strada per parificare i segnali turistici e di territorio di cui all'art. 39 del detto codice i segnali pubblicitari (art. 23 c.d.s.). A tale parificazione si può invece pervenire soltanto se si tratti di differenze rilevanti, tali da snaturare il cartello, facendogli assumere una prevalente funzione reclamistica in luogo di quella segnaletica (indicazione dell'itinerario verso la sede dell'attività industriale, commerciale o artigianale). La relativa valutazione, implicando accertamenti di fatto e apprezzamenti di merito, non è sindacabile in sede di legittimità se non sotto il profilo della omissione, insufficienza o contraddittorietà della motivazione. (Rigetta, Giud. Pace Varallo, 15 Febbraio 2002) Sez. II, sent. n. 3428 del 16-02-2006 (ud. del 21-11-2005), (rv. 592985)

In tema di sanzioni amministrative irrogate per violazione di norme del codice della strada, nel procedimento di opposizione avverso l'ordinanza-ingiunzione prefettizia applicativa della sanzione accessoria della rimozione di un impianto pubblicitario e del ripristino dello stato dei luoghi non possono essere fatti valere vizi inerenti al verbale di accertamento della infrazione - che è atto impugnabile autonomamente, a prescindere, cioè, dalla successiva adozione, da parte dell'autorità competente, della ordinanza-ingiunzione - , avuto riguardo al fatto che l'avvenuto pagamento in misura ridotta della sanzione principale pecuniaria comporta l'accettazione della sanzione, e quindi il riconoscimento, da parte del destinatario della stessa, della propria responsabilità: sicché gli unici vizi che possono essere dedotti in sede di opposizione avverso il provvedimento applicativo della sanzione accessoria sono quelli propri del procedimento che si conclude con l'applicazione di detta sanzione e del provvedimento sanzionatorio. (Rigetta, Trib. Roma, 19 Marzo 2001) Sez. I, sent. n. 461 del 12-01-2006 (ud. del 19-05-2005), (rv. 587641)

In tema di violazione dell'art.23 del codice della strada, che sanziona la collocazione lungo le strade di manifesti o mezzi di propaganda in grado di ingenerare confusione con la segnaletica stradale ovvero di renderne più difficile la comprensione o di ridurne la visibilità, va ritenuto responsabile, insieme all'autore materiale della violazione, non importa se identificato o meno, anche il partito politico beneficiario della relativa propaganda, tenuto conto che l'art.6 della legge n.689 del 1981 considera obbligato in solido con l'autore della violazione la persona rivestita dell'autorità o incaricata della vigilanza nei suoi confronti, situazione che certamente si riscontra tra un partito politico ed i suoi associati o coloro che, comunque, ne eseguono le disposizioni. Sez. I, sent. n. 27799 del 16-12-2005 (ud. del 06-10-2005), (rv. 585876)

La violazione, con un'unica condotta, dell'art.23 del codice della strada, che vieta la collocazione sulla sede stradale e sulle sue pertinenze, o in prossimità della stessa, di "insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose, visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione, con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione", e del successivo art.25, che vieta, invece, di utilizzare "con propri impianti ed opere", senza autorizzazione dell'ente proprietario, la sede stradale e le relative pertinenze, integra un'ipotesi di concorso formale di illeciti amministrativi, la quale è configurabile ogni qual volta le singole disposizioni di legge violate, essendo rivolte a tutelare interessi giuridici obiettivamente diversi, non siano tra loro in rapporto di specialità. Sez. II, sent. n. 24787 del 24-11-2005 (ud. del 27-10-2005), (rv. 585542)

E' manifestamente infondata, in riferimento all'art. 3 cost., la q.l.c. dell'art. 10, comma 24, d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, nel testo in vigore prima delle modifiche introdotte dalla l. 7 dicembre 1999 n. 472, nella parte in cui non esclude l'applicazione automatica della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della validità della carta di circolazione nell'ipotesi di violazione del disposto del comma 19 del medesimo articolo (esecuzione di trasporti eccezionali o circolazione con veicoli eccezionali in violazione delle prescrizioni stabilite nell'autorizzazione), equiparando la violazione di tale comma a quella del tutto diversa del comma 18 (esecuzione di trasporti eccezionali o circolazione con veicoli eccezionali senza autorizzazione), in quanto, premesso che rientra nella discrezionalità del legislatore la determinazione delle condotte punibili e delle relative sanzioni, siano esse penali o amministrative, e che lo scrutinio sul merito delle scelte sanzionatorie è ammissibile soltanto ove l'opzione normativa contrasti in modo manifesto con il canone della ragionevolezza, dovendosi, in ogni caso, nelle situazioni in cui la legge prevede una molteplicità di sanzioni, sia pure di tipo diverso, operare il raffronto tra i trattamenti sanzionatori tenendo conto della disciplina sanzionatoria complessivamente considerata, la previsione della medesima sanzione amministrativa accessoria per le due ipotesi non è manifestamente irragionevole poichè la sanzione complessiva stabilita per l'effettuazione di un trasporto eccezionale senza autorizzazione è più grave di quella prevista per l'effettuazione di un siffatto trasporto in violazione delle prescrizioni imposte nell'autorizzazione, la sanzione accessoria può essere disposta da un mese a sei mesi e, in concreto, la pericolosità della violazione di alcune prescrizioni potrebbe essere equivalente a quella della circolazione in assenza di autorizzazione.  Corte cost. 26-06-2002, n. 288, Giur. Costit., 2002, 2090
 

Vanno restituiti al giudice "a quo" gli atti relativi alla q.l.c., in riferimento all'art. 3 cost., dell'art. 10 comma 24 d.lg. 30 aprile 1992 n. 285 (Nuovo codice della strada), "nella parte in cui non esclude l'applicazione automatica della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della validità della carta di circolazione nell'ipotesi di violazione del disposto del comma 19 del medesimo articolo, equiparando la violazione di tale comma a quella, del tutto diversa, del comma 18", perchè, a seguito della modifica recata alla disposizione impugnata dall'art. 28 della l. n. 472 del 1999, verifichi se la questione sia tuttora rilevante.  Corte cost. (Ord.) 19-07-2000, n. 308, Costit., 2000, 2330

È manifestamente infondata, con riferimento all’art. 76 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 23, 7º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, nella parte in cui pone il divieto di qualsiasi forma di pubblicità lungo le strade principali. C. Stato, sez. IV, 10-08-2000, n. 4440. Cons. Stato, 2000, I, 1853

La proroga di un anno (successivamente elevata a tre anni) del termine entro il quale si deve procedere all’adeguamento degli impianti pubblicitari lungo le strade per renderli conformi alla disciplina prevista dall’art. 23 d.leg. 30 aprile 1992 n. 285 va interpretata come riferibile ai soli casi in cui tale adeguamento sia previsto dalla legge e risulti perciò possibile. C. Stato, sez. IV, 10-08-2000, n. 4440. Cons. Stato, 2000, I, 1853

È manifestamente inammissibile, in quanto avente ad oggetto un atto privo di forza di legge, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 57, 2º, 3º e 4º comma, d.p.r. 16 dicembre 1992 n. 495, nella parte in cui non consente, alle medesime condizioni, la pubblicità non luminosa per conto terzi anche su veicoli diversi da quelli adibiti a trasporti di linea ed a taxi, in riferimento agli art. 3 e 76 cost.
Corte cost. [ord.], 19-11-1999, n. 430. Foro it., 2000, I, 1351 (m)

Nel vigente sistema normativo, con riferimento all’art. 55, 23º comma, l. 27 dicembre 1997 n. 449, agli art. 23 e 53, 7º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285 (codice della strada) e all’art. 18 d.p.r. 21 aprile 1995 n. 242, all’ente nazionale delle strade (Anas) è attribuita la più ampia discrezionalità nella determinazione dei prezzi dei mezzi pubblicitari, con l’unico limite derivante dalla previsione contenuta nel predetto art. 55, 23º comma, secondo la quale in sede di primo adeguamento (destinato a valere per il 1999), l’aumento richiesto a ciascun soggetto titolare di concessione o autorizzazione non può superare il centocinquanta per cento di quanto corrisposto in precedenza, mentre per i canoni degli anni 2000 seg. non sussiste alcun limite all’aumento delle tariffe (se non il rispetto dei criteri indicati nel codice della strada citato). C. Stato, sez. IV, 16-10-2000, n. 5483. Cons. Stato, 2000, I, 2236

A norma dell’art. 12 d.leg. n. 285 del 1992, la prevenzione e l’accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale e la tutela e il controllo sull’uso delle strade possono essere effettuati dal personale dell’Anas, senza alcuna limitazione territoriale o per materia, con relativo potere di accertamento e contestazione degli eventuali illeciti; ne consegue la legittimità dell’accertamento e contestazioni operati da personale dell’Anas in relazione alla violazione di cui all’art. 23 d.leg. n. 285/1992 per abusiva installazione di cartelloni pubblicitari, ancorché la strada dove i cartelloni sono installati non sia di proprietà statale ma della società Autostrade, giacché il potere di rilascio dell’autorizzazione amministrativa all’istallazione dei suddetti cartelloni, spettanti esclusivamente all’ente proprietario della strada, non va confuso col potere di accertamento della violazione, spettante, invece, esclusivamente agli organi preposti all’espletamento dei servizi di polizia stradale, e perciò anche al personale dell’Anas.
Cass., sez. I, 15-03-1999, n. 2273. Mass., 1999

Le controversie riguardanti la materia relativa al divieto sancito dall’art. 23 d.leg. n. 285 del 1992 (nuovo cod.strad.) - che ha specificamente vietato (in deroga - per il principio di specialità - alla normativa generale sulla pubblicità e sulle pubbliche affissioni ex art. 24 d.leg. n. 509 del 1993) di collocare cartelli ed altri mezzi pubblicitari lungo le strade, nell’ambito od in prossimità di luoghi sottoposti a vincoli a tutela di bellezze naturali o paesaggistiche o di edifici o di luoghi di interesse storico o artistico - sono devolute, anche per quanto attiene alla sola sanzione accessoria della rimozione della pubblicità abusiva, alla giurisdizione del giudice ordinario e alla competenza del pretore secondo il procedimento fissato dagli art. 22 e 23 l. 24 novembre 1981 n. 689 (nella specie, la suprema corte ha dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario in riferimento all’opposizione avverso l’ordinanza del sindaco di rimozione di un mezzo pubblicitario). Cass., sez. un., 19-11-1998, n. 11721. Mass., 1998

Non è manifestamente infondata, con riferimento all'art. 3 cost., la q.l.c. dell'art. 10 comma 24 d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, nella parte in cui prevede la sanzione amministrativa della sospensione della carta di circolazione anche per le ipotesi di violazione del disposto del comma 19 del medesimo articolo, accomunando "quoad poenam" tale fattispecie a quella, più grave, prevista dal comma 18. Pret. Genova 02-08-1999, , Riv. Giur. Circolaz. e Trasp., 2000, 382
 

Regolamento 

Art. 47. (Art. 23 Cod. Str.) Definizione dei mezzi pubblicitari.

1. Si definisce «insegna di esercizio» la scritta in caratteri alfanumerici, completata eventualmente da simboli e da marchi, realizzata e supportata con materiali di qualsiasi natura, installata nella sede dell'attività a cui si riferisce o nelle pertinenze accessorie alla stessa. Può essere luminosa sia per luce propria che per luce indiretta.

2. Si definisce «preinsegna» la scritta in caratteri alfanumerici, completata da freccia di orientamento, ed eventualmente da simboli e da marchi, realizzata su manufatto bifacciale e bidimensionale, utilizzabile su una sola o su entrambe le facce, supportato da una idonea struttura di sostegno, finalizzata alla pubblicizzazione direzionale della sede dove si esercita una determinata attività ed installata in modo da facilitare il reperimento della sede stessa e comunque nel raggio di 5 km. Non può essere luminosa, né per luce propria, né per luce indiretta.

3. Si definisce «sorgente luminosa» qualsiasi corpo illuminante o insieme di corpi illuminanti che, diffondendo luce in modo puntiforme o lineare o planare, illumina aree, fabbricati, monumenti, manufatti di qualsiasi natura ed emergenze naturali.

4. Si definisce «cartello» un manufatto bidimensionale supportato da una idonea struttura di sostegno, con una sola o entrambe le facce finalizzate alla diffusione di messaggi pubblicitari o propagandistici sia direttamente, sia tramite sovrapposizione di altri elementi, quali manifesti, adesivi, ecc. Può essere luminoso sia per luce propria che per luce indiretta.

5. Si definisce «striscione, locandina e stendardo» l'elemento bidimensionale realizzato in materiale di qualsiasi natura, privo di rigidezza, mancante di una superficie di appoggio o comunque non aderente alla stessa. Può essere luminoso per luce indiretta. La locandina, se posizionata sul terreno, può essere realizzata anche in materiale rigido.

6. Si definisce «segno orizzontale reclamistico» la riproduzione sulla superficie stradale, con pellicole adesive, di scritte in caratteri alfanumerici, di simboli e di marchi, finalizzata alla diffusione di messaggi pubblicitari o propagandistici.

7. Si definisce «impianto pubblicitario di servizio» qualunque manufatto avente quale scopo primario un servizio di pubblica utilità nell'ambito dell'arredo urbano e stradale (fermate autobus, pensiline, transenne parapedonali, cestini, panchine, orologi, o simili) recante uno spazio pubblicitario che può anche essere luminoso sia per luce diretta che per luce indiretta.

8. Si definisce «impianto di pubblicità o propaganda» qualunque manufatto finalizzato alla pubblicità o alla propaganda sia di prodotti che di attività e non individuabile secondo definizioni precedenti, né come insegna di esercizio, né come preinsegna, né come cartello, né come striscione, locandina o stendardo, né come segno orizzontale reclamistico, né come impianto pubblicitario di servizio. Può essere luminoso sia per luce propria che per luce indiretta.

9. Nei successivi articoli le preinsegne, gli striscioni, le locandine, gli stendardi, i segni orizzontali reclamistici, gli impianti pubblicitari di servizio e gli impianti di pubblicità o propaganda sono indicati per brevità, con il termine «altri mezzi pubblicitari».

10. Le definizioni riportate nei commi precedenti sono valide per l'applicazione dei successivi articoli relativi alla pubblicità, nei suoi riflessi sulla sicurezza stradale (1).

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(1) Articolo così sostituito dall'art. 37, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

 

Art. 48. (Art. 23 Cod. Str.) Dimensioni.

1. I cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari previsti dall'articolo 23 del codice e definiti nell'articolo 47, se installati fuori dai centri abitati non devono superare la superficie di 6 m², ad eccezione delle insegne di esercizio poste parallelamente al senso di marcia dei veicoli o in aderenza ai fabbricati, che possono raggiungere la superficie di 20 m²; qualora la superficie di ciascuna facciata dell'edificio ove ha sede l'attività sia superiore a 100 m², è possibile incrementare la superficie dell'insegna di esercizio nella misura del 10% della superficie di facciata eccedente 100 m², fino al limite di 50 m².

2. I cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari installati entro i centri abitati sono soggetti alle limitazioni dimensionali previste dai regolamenti comunali.

3. Le preinsegne hanno forma rettangolare e dimensioni contenute entro i limiti inferiori di 1 m × 0,20 m e superiori di 1,50 m × 0,30 m. È ammesso l'abbinamento sulla stessa struttura di sostegno di un numero massimo di sei preinsegne per ogni senso di marcia a condizione che le stesse abbiano le stesse dimensioni e costituiscano oggetto di un'unica autorizzazione (1).

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(1) Articolo così sostituito dall'art. 38, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

 

 49. (Art. 23 Cod. Str.) Caratteristiche dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari (0).

1. I cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari devono essere realizzati nelle loro parti strutturali con materiali non deperibili e resistenti agli agenti atmosferici (1).

2. Le strutture di sostegno e di fondazione devono essere calcolate per resistere alla spinta del vento, saldamente realizzate ed ancorate, sia globalmente che nei singoli elementi.

3. Qualora le suddette strutture costituiscono manufatti la cui realizzazione e posa in opera è regolamentata da specifiche norme, l'osservanza delle stesse e l'adempimento degli obblighi da queste previste deve essere documentato prima del ritiro dell'autorizzazione di cui all'articolo 23, comma 4, del codice.

4. I cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari hanno sagoma regolare, che in ogni caso non deve generare confusione con la segnaletica stradale. Particolare cautela è adottata nell'uso dei colori, specialmente del rosso, e del loro abbinamento, al fine di non generare confusione con la segnaletica stradale, specialmente in corrispondenza e in prossimità delle intersezioni. Occorre altresì evitare che il colore rosso utilizzato nei cartelli, nelle insegne di esercizio e negli altri mezzi pubblicitari costituisca sfondo di segnali stradali di pericolo, di precedenza e d'obbligo, limitandone la percettibilità (2).

5. Il bordo inferiore dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari, ad eccezione degli impianti pubblicitari di servizio, posti in opera fuori dai centri abitati, deve essere, in ogni suo punto, ad una quota non inferiore a 1,5 m rispetto a quella della banchina stradale misurata nella sezione stradale corrispondente. Il bordo inferiore degli striscioni, delle locandine e degli stendardi, se posizionati al di sopra della carreggiata, sia sulle strade urbane che sulle strade extraurbane, deve essere in ogni suo punto, ad una quota non inferiore a 5,1 m rispetto al piano della carreggiata (2).

6. I segni orizzontali reclamistici, ove consentiti ai sensi dell'art. 51, comma 9, devono essere realizzati con materiali removibili ma ben ancorati, nel momento dell'utilizzo, alla superficie stradale e che garantiscano una buona aderenza dei veicoli sugli stessi.

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(0) Rubrica così modificata dall'art. 39, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

(1) Comma così modificato dall'art. 39, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

(2) Comma così sostituito dall'art. 39, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

 

Art. 50. (Art. 23 Cod. Str.) Caratteristiche dei cartelli e dei mezzi pubblicitari luminosi.

1. Le sorgenti luminose, i cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari luminosi, per luce propria o per luce indiretta, posti fuori dai centri abitati, lungo o in prossimità delle strade dove ne è consentita l'installazione, non possono avere luce né intermittente, né di intensità luminosa superiore a 150 candele per metro quadrato, o che, comunque, provochi abbagliamento (1).

2. Le sorgenti luminose, i cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari luminosi hanno una sagoma regolare che in ogni caso non deve generare confusione con la segnaletica stradale. Particolare cautela è adottata nell'uso dei colori, specialmente del rosso e del verde, e del loro abbinamento, al fine di non generare confusione con la segnaletica luminosa specialmente in corrispondenza e in prossimità delle intersezioni. Nel caso di intersezioni semaforizzate, ad una distanza dalle stesse inferiore a 300 m, fuori dai centri abitati, è vietato l'uso dei colori rosso e verde nelle sorgenti luminose, nei cartelli, nelle insegne di esercizio e negli altri mezzi pubblicitari posti a meno di 15 m dal bordo della carreggiata, salvo motivata deroga da parte dell'ente concedente l'autorizzazione (1).

3. La croce rossa luminosa è consentita esclusivamente per indicare farmacie, ambulatori e posti di pronto soccorso (2).

4. Entro i centri abitati si applicano le disposizioni previste dai regolamenti comunali.

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(1) Comma così sostituito dall'art. 40, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

(2) Comma così sostituito dall'art. 40, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

Art. 51. (Art. 23 Cod. Str.) Ubicazione lungo le strade e le fasce di pertinenza.

1. Lungo o in prossimità delle strade, fuori e dentro i centri abitati, è consentita l'affissione di manifesti esclusivamente sugli appositi supporti.

2. Il posizionamento di cartelli, di insegne di esercizio e di altri mezzi pubblicitari fuori dai centri abitati e dai tratti di strade extraurbane per i quali, in considerazione di particolari situazioni di carattere non transitorio, è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h, salvo i casi specifici previsti ai successivi commi, lungo o in prossimità delle strade dove ne è consentita l'installazione, è autorizzato ed effettuato nel rispetto delle seguenti distanze minime:

a) 3 m dal limite della carreggiata;

b) 100 m dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari;

c) 250 m prima dei segnali stradali di pericolo e di prescrizione;

d) 150 m dopo i segnali stradali di pericolo e di prescrizione;

e) 150 m prima dei segnali di indicazione;

f) 100 m dopo i segnali di indicazione;

g) 100 m dal punto di tangenza delle curve come definite all'articolo 3, comma 1, punto 20), del codice;

h) 250 m prima delle intersezioni;

i) 100 m dopo le intersezioni;

l) 200 m dagli imbocchi delle gallerie.

Le distanze si applicano nel senso delle singole direttrici di marcia. Nel caso in cui, lateralmente alla sede stradale e in corrispondenza del luogo in cui viene chiesto il posizionamento di cartelli, di insegne di esercizio o di altri mezzi pubblicitari, già esistano a distanza inferiore a 3 m dalla carreggiata, costruzioni fisse, muri, filari di alberi, di altezza non inferiore a 3 m, è ammesso il posizionamento stesso in allineamento con la costruzione fissa, con il muro e con i tronchi degli alberi. I cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari non devono, in ogni caso, ostacolare la visibilità dei segnali stradali entro lo spazio di avvistamento.

3. Il posizionamento dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari fuori dai centri abitati, lungo o in prossimità delle strade ove ne è consentita l'installazione, è comunque vietato nei seguenti punti:

a) sulle corsie esterne alle carreggiate, sulle cunette e sulle pertinenze di esercizio delle strade che risultano comprese tra carreggiate contigue;

b) in corrispondenza delle intersezioni;

c) lungo le curve come definite all'articolo 3, comma 1, punto 20), del codice e su tutta l'area compresa tra la curva stessa e la corda tracciata tra i due punti di tangenza;

d) sulle scarpate stradali sovrastanti la carreggiata in terreni di qualsiasi natura e pendenza superiore a 45°;

e) in corrispondenza dei raccordi verticali concavi e convessi segnalati;

f) sui ponti e sottoponti non ferroviari;

g) sui cavalcavia stradali e loro rampe;

h) sui parapetti stradali, sulle barriere di sicurezza e sugli altri dispositivi laterali di protezione e di segnalamento.

4. Il posizionamento di cartelli, di insegne di esercizio e di altri mezzi pubblicitari entro i centri abitati, ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali, in considerazione di particolari situazioni di carattere non transitorio, è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h, salvo i casi specifici previsti ai successivi commi, è vietato in tutti i punti indicati al comma 3, e, ove consentito dai regolamenti comunali, esso è autorizzato ed effettuato, di norma, nel rispetto delle seguenti distanze minime, fatta salva la possibilità di deroga prevista dall'articolo 23, comma 6, del codice:

a) 50 m, lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere, prima dei segnali stradali di pericolo e di prescrizione, degli impianti semaforici e delle intersezioni;

b) 30 m, lungo le strade locali, prima dei segnali stradali di pericolo e di prescrizione, degli impianti semaforici e delle intersezioni;

c) 25 m dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari, dai segnali di indicazione e dopo i segnali stradali di pericolo e di prescrizione, gli impianti semaforici e le intersezioni;

d) 100 m dagli imbocchi delle gallerie.

I comuni hanno la facoltà di derogare, all'interno dei centri abitati, all'applicazione del divieto di cui al comma 3, lettera a), limitatamente alle pertinenze di esercizio che risultano comprese tra carreggiate contigue e che hanno una larghezza superiore a 4 m. Per le distanze dal limite della carreggiata si applicano le norme del regolamento comunale. Le distanze si applicano nel senso delle singole direttrici di marcia. I cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari non devono in ogni caso ostacolare la visibilità dei segnali stradali entro lo spazio di avvistamento.

5. Le norme di cui ai commi 2 e 4, e quella di cui al comma 3, lettera c), non si applicano per le insegne di esercizio, a condizione che le stesse siano collocate parallelamente al senso di marcia dei veicoli in aderenza ai fabbricati esistenti o, fuori dai centri abitati, ad una distanza dal limite della carreggiata, non inferiore a 3 m, ed entro i centri abitati alla distanza fissata dal regolamento comunale, sempreché siano rispettate le disposizioni dell'articolo 23, comma 1, del codice.

6. Le distanze indicate ai commi 2 e 4, ad eccezione di quelle relative alle intersezioni, non sono rispettate per i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari collocati in posizione parallela al senso di marcia dei veicoli e posti in aderenza, per tutta la loro superficie, a fabbricati o comunque, fuori dai centri abitati, ad una distanza non inferiore a 3 m dal limite della carreggiata, ed entro i centri abitati, alla distanza stabilita dal regolamento comunale. Entro i centri abitati, il regolamento comunale fissa i criteri di individuazione degli spazi ove è consentita la collocazione di tali cartelli e degli altri mezzi pubblicitari e le percentuali massime delle superfici utilizzabili per gli stessi rispetto alle superfici dei prospetti dei fabbricati o al fronte stradale.

7. Fuori dai centri abitati può essere autorizzata la collocazione, per ogni senso di marcia, di una sola insegna di esercizio per ogni stazione di rifornimento di carburante e stazione di servizio, della superficie massima di 4 m², ferme restando tutte le altre disposizioni del presente articolo. Le insegne di esercizio di cui sopra sono collocate nel rispetto delle distanze e delle norme di cui ai commi 2, 3 e 4, ad eccezione della distanza dal limite della carreggiata.

8. Per gli impianti pubblicitari di servizio costituiti da paline e pensiline di fermata autobus, e da transenne parapedonali recanti uno spazio pubblicitario con superficie inferiore a 3 m², non si applicano, fuori dai centri abitati, le distanze previste al comma 2, ed entro i centri abitati si applicano le distanze fissate dai regolamenti comunali, sempreché siano rispettate le disposizioni dell'articolo 23, comma 1, del codice. Nei centri abitati, la diffusione di messaggi pubblicitari utilizzando transenne parapedonali è disciplinata dai regolamenti comunali, che determinano le dimensioni, le tipologie ed i colori, sia delle transenne che degli spazi pubblicitari nelle stesse inseriti, tenuto conto del circostante contesto storico-architettonico, sempreché siano rispettate le disposizioni dell'articolo 23, comma 1, del codice.

9. I segni orizzontali reclamistici sono ammessi unicamente:

a) all'interno di aree ad uso pubblico di pertinenza di complessi industriali o commerciali;

b) lungo il percorso di manifestazioni sportive o su aree delimitate, destinate allo svolgimento di manifestazioni di vario genere, limitatamente al periodo di svolgimento delle stesse ed alle ventiquattro ore precedenti e successive. Per essi non si applica il comma 3 e le distanze di cui ai commi 2 e 4 si applicano unicamente rispetto ai segnali stradali orizzontali.

10. L'esposizione di striscioni è ammessa unicamente per la promozione pubblicitaria di manifestazioni e spettacoli. L'esposizione di locandine e stendardi è ammessa per la promozione pubblicitaria di manifestazioni e spettacoli, oltre che per il lancio di iniziative commerciali. L'esposizione di striscioni, locandine e stendardi è limitata al periodo di svolgimento della manifestazione, dello spettacolo o della iniziativa cui si riferisce, oltre che alla settimana precedente ed alle ventiquattro ore successive allo stesso. Per gli striscioni, le locandine e gli stendardi, le distanze dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari previste dai commi 2 e 4 si riducono rispettivamente a 50 m ed a 12,5 m.

11. Fuori dai centri abitati è vietata la collocazione di cartelli ed altri mezzi pubblicitari a messaggio variabile, aventi un periodo di variabilità inferiore a cinque minuti, in posizione trasversale al senso di marcia dei veicoli. Entro i centri abitati il periodo di variabilità ammesso è fissato dai regolamenti comunali.

12. È vietata l'apposizione di messaggi pubblicitari sui bordi dei marciapiedi e dei cigli stradali.

13. Fuori dai centri abitati, ad una distanza, prima delle intersezioni, non superiore a 500 m, è ammesso il posizionamento di preinsegne in deroga alle distanze minime stabilite dal comma 2, lettere b), c), d), e), f) ed h). In tal caso, le preinsegne possono essere posizionate ad una distanza minima prima dei segnali stradali pari allo spazio di avvistamento previsto per essi e, dopo i segnali stradali, pari al 50% dello stesso spazio. Rispetto agli altri cartelli o mezzi pubblicitari è rispettata una distanza minima di 100 m.

14. Per l'attuazione del comma 4, in attesa della classificazione delle strade, si applicano le disposizioni dell'articolo 2, comma 8.

15. La collocazione di insegne di esercizio nell'ambito e in prossimità dei luoghi di cui all'articolo 23, comma 3, del codice, è subordinata, oltre che all'autorizzazione di cui all'articolo 23, comma 4, del codice, al nulla osta rilasciato dal competente organo di tutela(1).

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(1) Articolo così sostituito dall'art. 41, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

 

Art. 52. (Art. 23 Cod. Str.) Ubicazione dei mezzi pubblicitari nelle stazioni di servizio e nelle aree di parcheggio.

1. Nelle stazioni di servizio e nelle aree di parcheggio possono essere collocati cartelli, insegne di esercizio e altri e mezzi pubblicitari la cui superficie complessiva non supera l'8% delle aree occupate dalle stazioni di servizio e dalle aree di parcheggio, se trattasi di strade di tipo C e F, e il 3% delle stesse aree se trattasi di strade di tipo A e B, sempreché gli stessi non siano collocati lungo il fronte stradale, lungo le corsie di accelerazione e decelerazione e in corrispondenza degli accessi. In attesa della classificazione delle strade si applicano le disposizioni dell'articolo 2, comma 8. Dal computo della superficie dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari sono esclusi quelli attinenti ai servizi prestati presso la stazione o l'area di parcheggio.

2. Nelle stazioni di servizio e nelle aree di parcheggio, entro i centri abitati, si applicano le disposizioni dei regolamenti comunali.

3. Nelle aree di parcheggio è ammessa, in eccedenza alle superfici pubblicitarie computate in misura percentuale, la collocazione di altri mezzi pubblicitari abbinati alla prestazione di servizi per l'utenza della strada entro il limite di 2 m² per ogni servizio prestato.

4. In ognuno dei casi suddetti si applicano tutte le altre disposizioni del codice e del presente regolamento (1).

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(1) Articolo così modificato dall'art. 42, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

 

 Art. 53. (Art. 23 Cod. Str.) Autorizzazioni.

 

1. L'autorizzazione al posizionamento di cartelli, di insegne di esercizio e di altri mezzi pubblicitari fuori dai centri abitati, lungo le strade o in vista di essa, richiesta dall'articolo 23, comma 4, del codice, è rilasciata (1):

a) per le strade e le autostrade statali dalla direzione compartimentale dell'A.N.A.S. competente per territorio o dagli uffici speciali per le autostrade;

b) per le autostrade in concessione dalla società concessionaria;

c) per le strade regionali, provinciali, comunali e di proprietà di altri enti, dalle rispettive amministrazioni;

d) per le strade militari dal comando territoriale competente.

2. Tutte le procedure per il rilascio delle autorizzazioni devono essere improntate ai princìpi della massima semplificazione e della determinazione dei tempi di rilascio.

3. Il soggetto interessato al rilascio di una autorizzazione per l'installazione di cartelli, di insegne di esercizio o di altri mezzi pubblicitari deve presentare la relativa domanda presso il competente ufficio dell'ente indicato al comma 1, allegando, oltre alla documentazione amministrativa richiesta dall'ente competente, un'autodichiarazione, redatta ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15 (ora, D.P.R. 445/2000), con la quale si attesti che il manufatto che si intende collocare è stato calcolato e realizzato e sarà posto in opera tenendo conto della natura del terreno e della spinta del vento, in modo da garantirne la stabilità. Per le successive domande di rilascio di autorizzazione è sufficiente il rinvio alla stessa autodichiarazione. Alla domanda deve essere allegato un bozzetto del messaggio da esporre ed il verbale di constatazione redatto da parte del capocantoniere o del personale preposto, in duplice copia, ove è riportata la posizione nella quale si richiede l'autorizzazione all'installazione. In sostituzione del verbale di constatazione, su richiesta dell'ente competente, può essere allegata una planimetria ove sono riportati gli elementi necessari per una prima valutazione della domanda. Possono essere allegati anche più bozzetti, precisando il tempo di esposizione previsto per ciascuno di essi e che, comunque, non può essere inferiore a tre mesi. Se la domanda è relativa a cartelli, insegne di esercizio o altri mezzi pubblicitari per l'esposizione di messaggi variabili devono essere allegati i bozzetti di tutti i messaggi previsti (2).

4. L'ufficio ricevente la domanda restituisce all'interessato una delle due copie della planimetria riportando sulla stessa gli estremi di ricevimento.

5. L'ufficio competente entro i sessanta giorni successivi, concede o nega l'autorizzazione. In caso di diniego, questo deve essere motivato.

6. L'autorizzazione all'installazione di cartelli, di insegne di esercizio o di mezzi pubblicitari ha validità per un periodo di tre anni ed è rinnovabile; essa deve essere intestata al soggetto richiedente di cui al comma 3 (1).

7. Il corrispettivo che il soggetto richiedente deve versare per il rilascio dell'autorizzazione deve essere determinabile da parte dello stesso soggetto sulla base di un prezzario annuale, comprensivo di tutti gli oneri, esclusi solo quelli previsti dall'articolo 405, che deve essere predisposto e reso pubblico da parte di ciascun ente competente entro il trentuno ottobre dell'anno precedente a quello di applicazione del listino (1).

8. Fuori dai centri abitati, qualora il soggetto titolare dell'autorizzazione, decorsi almeno tre mesi, fermo restando la durata della stessa, intenda variare il messaggio pubblicitario riportato su un cartello o su un altro mezzo pubblicitario, deve farne domanda, allegando il bozzetto del nuovo messaggio, all'ente competente, il quale è tenuto a rilasciare l'autorizzazione entro i successivi quindici giorni, decorsi i quali si intende rilasciata.

9. Gli enti proprietari delle strade indicati al comma 1 sono tenuti a mantenere un registro delle autorizzazioni rilasciate, che contenga in ordine di tempo l'indicazione della domanda, del rilascio dell'autorizzazione ed una sommaria descrizione del cartello, dell'insegna di esercizio o mezzo pubblicitario autorizzato; le posizioni autorizzate dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari devono essere riportate nel catasto stradale (1).

10. Gli enti proprietari predispongono, ogni tre anni, a richiesta del Ministro dei lavori pubblici - Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, specifico rapporto sulla densità pubblicitaria per aree territorialmente definite. I dati relativi alle indagini all'uopo svolte sono destinati a popolare il sistema informativo dell'archivio nazionale delle strade di cui agli articoli 225 e 226 del codice.

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(1) Comma così modificato dall'art. 43, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

(82) Comma così sostituito dall'art. 43, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

 

Art. 54. (Art. 23 Cod. Str.) Obblighi del titolare dell'autorizzazione.

1. È fatto obbligo al titolare dell'autorizzazione di:

a) verificare il buono stato di conservazione dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari e delle loro strutture di sostegno (1);

b) effettuare tutti gli interventi necessari al loro buon mantenimento;

c) adempiere nei tempi richiesti a tutte le prescrizioni impartite dall'ente competente ai sensi dell'articolo 405, comma 1, al momento del rilascio dell'autorizzazione od anche successivamente per intervenute e motivate esigenze;

d) procedere alla rimozione nel caso di decadenza o revoca dell'autorizzazione o di insussistenza delle condizioni di sicurezza previste all'atto dell'installazione o di motivata richiesta da parte dell'ente competente al rilascio.

2. È fatto obbligo al titolare dell'autorizzazione, rilasciata per la posa di segni orizzontali reclamistici, nonché di striscioni, locandine e stendardi, nei casi previsti dall'articolo 51, comma 9, di provvedere alla rimozione degli stessi entro le ventiquattro ore successive alla conclusione della manifestazione o dello spettacolo per il cui svolgimento sono stati autorizzati, ripristinando il preesistente stato dei luoghi ed il preesistente grado di aderenza delle superfici stradali.

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(1) Lettera così modificata dall'art. 44, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

Art. 55. (Art. 23 Cod. Str.) Targhette di identificazione.

1. Su ogni cartello o mezzo pubblicitario autorizzato dovrà essere saldamente fissata, a cura e a spese del titolare dell'autorizzazione, una targhetta metallica, posta in posizione facilmente accessibile, sulla quale sono riportati, con caratteri incisi, i seguenti dati:

a) amministrazione rilasciante;

b) soggetto titolare;

c) numero dell'autorizzazione;

d) progressiva chilometrica del punto di installazione;

e) data di scadenza.

Per i mezzi pubblicitari per i quali risulti difficoltosa l'applicazione di targhette, è ammesso che i suddetti dati siano riportati con scritte a carattere indelebile (1).

2. La targhetta o la scritta di cui al comma 1 devono essere sostituite ad ogni rinnovo dell'autorizzazione ed ogniqualvolta intervenga una variazione di uno dei dati su di esse riportati (2).

 

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(1) Periodo aggiunto dall'art. 45, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

(2) Comma così sostituito dall'art. 45, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

 

Art. 56. (Art. 23 Cod. Str.) Vigilanza.

1. Gli enti proprietari delle strade sono tenuti a vigilare, a mezzo del proprio personale competente in materia di viabilità, sulla corretta realizzazione e sull'esatto posizionamento dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari rispetto a quanto autorizzato. Gli stessi enti sono obbligati a vigilare anche sullo stato di conservazione e sulla buona manutenzione dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari oltreché sui termini di scadenza delle autorizzazioni concesse (1).

2. Qualunque inadempienza venga rilevata da parte del personale incaricato della vigilanza, deve essere contestata a mezzo di specifico verbale al soggetto titolare dell'autorizzazione che deve provvedere entro il termine fissato. Decorso tale termine l'ente proprietario, valutate le osservazioni avanzate, entro dieci giorni, dal soggetto, provvede d'ufficio rivalendosi per le spese sul soggetto titolare dell'autorizzazione.

3. La vigilanza può essere, inoltre, svolta da tutto il personale di cui all'articolo 12, comma 1 del codice, il quale trasmette le proprie segnalazioni all'ente proprietario della strada per i provvedimenti di competenza.

4. Limitatamente al disposto dell'articolo 23, comma 3, del codice la vigilanza può essere svolta, nell'ambito delle rispettive competenze, anche da funzionari dei Ministeri dell'ambiente e dei beni culturali, i quali trasmettono le proprie segnalazioni all'ente proprietario della strada per i provvedimenti di competenza.

5. Tutti i messaggi pubblicitari e propagandistici che possono essere variati senza autorizzazione ai sensi dell'articolo 53, comma 8, se non rispondenti al disposto dell'articolo 23, comma 1, del codice, devono essere rimossi entro gli otto giorni successivi alla notifica del verbale di contestazione, a cura e spese del soggetto titolare dell'autorizzazione o del concessionario. In caso di inottemperanza si procede d'ufficio (1).

6. Tutti i messaggi, esposti difformemente dalle autorizzazioni rilasciate, dovranno essere rimossi, previa contestazione scritta, a cura e spese del soggetto titolare dell'autorizzazione o del concessionario, entro il termine di otto giorni dalla diffida pervenuta. In caso d'inottemperanza si procede d'ufficio (1).

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(1) Comma così modificato dall'art. 46, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

Art. 57. (Art. 23 Cod. Str.) Pubblicità sui veicoli.

1. L'apposizione sui veicoli di pubblicità non luminosa è consentita, salvo quanto previsto ai commi 3 e 4, unicamente se non effettuata per conto terzi a titolo oneroso e se realizzata con sporgenze non superiori a 3 cm rispetto alla superficie del veicolo sulla quale sono applicate, fermi restando i limiti di cui all'articolo 61 del codice. Sulle autovetture ad uso privato è consentita unicamente l'apposizione del marchio e della ragione sociale della ditta cui appartiene il veicolo.

2. La pubblicità non luminosa per conto terzi è consentita sui veicoli adibiti al trasporto di linea e non di linea alle seguenti condizioni:

a) che non sia realizzata mediante messaggi variabili;

b) che non sia esposta sulla parte anteriore del veicolo;

c) che sulle altre parti del veicolo sia posizionata, rispetto ai dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione ed alle targhe, in modo tale da non ridurre la visibilità e la percettibilità degli stessi;

d) che sia contenuta entro forme geometriche regolari;

e) che, sia realizzata mediante pannelli aggiuntivi, gli stessi non sporgano di oltre 3 cm rispetto alla superficie sulla quale sono applicati (1).

3. La pubblicità non luminosa per conto terzi è consentita sui veicoli adibiti al servizio taxi unicamente se effettuata mediante scritte con caratteri alfanumerici, abbinati a marchi e simboli, ed alle seguenti ulteriori condizioni: a) che sia realizzata con pannello rettangolare piano bifacciale, saldamente ancorato al di sopra dell'abitacolo del veicolo e posto in posizione parallela al senso di marcia. Il pannello deve avere le dimensioni esterne di 75x35 cm e la pubblicità non deve essere realizzata con messaggi variabili; b) che sia realizzata tramite l'applicazione sul lunotto posteriore del veicolo di pellicola della misura di 100x12 cm; c) che sia realizzata tramite l'applicazione di pellicola sulle superfici del veicolo ad esclusione di quelle vetrate. Le esposizioni pubblicitarie di cui alle lettere a) e c) sono alternative tra loro. I veicoli adibiti al servizio taxi sui quali sono esposti messaggi pubblicitari di cui al capo a) non possono circolare sulle autostrade (2).

4. L'apposizione di scritte e messaggi pubblicitari rifrangenti è ammessa sui veicoli unicamente alle seguenti condizioni:

a) che la pellicola utilizzata abbia caratteristiche di rifrangenza non superiori a quelle di classe 1;

b) che la superficie della parte rifrangente non occupi più di due terzi della fiancata del veicolo e comunque non sia superiore a 3 m²;

c) che il colore bianco sia contenuto nella misura non superiore ad 1/6 della superficie;

d) che sia esposta unicamente sui fianchi del veicolo a distanza non inferiore a 70 cm dai dispositivi di segnalazione visiva;

e) che non sia realizzata mediante messaggi variabili.

5. In tutti i casi, le scritte, i simboli e la combinazione dei colori non devono generare confusione con i segnali stradali e, in particolare, non devono avere forme di disco o di triangolo, né disegni confondibili con i simboli segnaletici regolamentari di pericolo, obbligo, prescrizione o indicazione.

6. All'interno dei veicoli è proibita ogni scritta o insegna luminosa pubblicitaria che sia visibile, direttamente o indirettamente, dal conducente o che comunque possa determinare abbagliamento o motivo di confusione con i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione dei veicoli stessi.

7. Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano ai veicoli al seguito delle competizioni sportive autorizzate ai sensi dell'articolo 9 del codice (3).

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(1) Comma così modificato dall'art. 14, comma 7, D.Lgs. 19 novembre 1997, n. 422, come sostituito dall'art. 1, comma 4, D.Lgs. 20 settembre 1999, n. 400 (Gazz. Uff. 4 novembre 1999, n. 259).

(2) Comma così sostituito dall'art. 14, comma 7, D.Lgs. 19 novembre 1997, n. 422, come sostituito dall'art. 1, comma 4, D.Lgs. 20 settembre 1999, n. 400 (Gazz. Uff. 4 novembre 1999, n. 259).

(3) Articolo così sostituito dall'art. 47, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

 Art. 58. (Art. 23 Cod. Str.) Adattamenti delle forme di pubblicità esistenti all'entrata in vigore del codice.

1. I cartelli o mezzi pubblicitari installati sulla base di autorizzazioni in essere all'atto dell'entrata in vigore del codice e non rispondenti alle disposizioni dello stesso e del presente regolamento, devono essere adeguati entro tre anni dalla sua entrata in vigore, a cura e a spese del titolare dell'autorizzazione, fatto salvo il diritto dello stesso al rimborso della somma anticipata per la residua durata dell'autorizzazione non sfruttata, qualora il cartello debba essere rimosso per impossibilità di adeguamento. Qualora l'autorizzazione scada prima del termine suddetto, il rinnovo della stessa è subordinato all'adeguamento entro il termine di decorrenza del rinnovo stesso (1).

2. Per i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari per i quali, in base alle distanze minime previste dall'articolo 51 occorre provvedere, a cura e spesa del titolare dell'autorizzazione, ad uno spostamento, si procede, per ogni lato della strada, nella direzione inversa al corrispondente senso di marcia, effettuando gli spostamenti unicamente negli interspazi risultanti tra i successivi punti di riferimento (intersezioni, segnali stradali). I cartelli e gli altri mezzi pubblicitari che non possono più trovare collocazione in ciascuno degli interspazi devono essere rimossi e possono essere ricollocati in altro tratto stradale disponibile solo dopo il rilascio di una nuova autorizzazione per la diversa posizione, fermi restando la durata e gli importi già corrisposti per l'autorizzazione originaria.

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(1) Comma così modificato dall'art. 48, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

 Art. 59. (Art. 23 Cod. Str.) Pubblicità fonica.

1. La pubblicità fonica fuori dai centri abitati è consentita dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 16,30 alle ore 19,30.

2. La pubblicità fonica entro i centri abitati è consentita nelle zone e negli orari stabiliti dai regolamenti comunali e, in assenza degli stessi, negli orari fissati al comma 1.

3. La pubblicità fonica, fatte salve le diverse disposizioni in materia, è autorizzata, fuori dai centri abitati, dall'ente proprietario della strada e, entro i centri abitati, dal sindaco del comune.

4. Per la pubblicità elettorale si applicano le disposizioni dell'articolo 7 della legge 24 aprile 1975, n. 130. La pubblicità elettorale è autorizzata dal sindaco del comune; nel caso in cui la stessa si svolga sul territorio di più comuni, l'autorizzazione è rilasciata dal prefetto della provincia in cui ricadono i comuni stessi.

5. In tutti i casi, la pubblicità fonica non deve superare i limiti massimi di esposizione al rumore fissati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° marzo 1991 (1).

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(1) Articolo così sostituito dall'art. 49, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

Legislazione complementare

Si riportano i commi 3 e 4 dell'art. 5, c. 1, legge 29 luglio 2010, n. 120:

"3. Nelle more di una revisione e di un aggiornamento degli itinerari internazionali, i divieti e le prescrizioni di cui al comma 7 dell'articolo 23 del decreto legislativo n. 285 del 1992, come da ultimo modificato dal comma 2 del presente articolo, si applicano alle strade inserite nei citati itinerari che risultano classificate nei tipi A e B. Nel caso di strade inserite negli itinerari internazionali che sono classificate nel tipo C, i divieti e le prescrizioni di cui al periodo precedente si applicano soltanto qualora sussistano comprovate ragioni di garanzia della sicurezza per la circolazione stradale "da individuare con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti".
4. Il Governo, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede a modificare l'articolo 57 del regolamento, nel senso di prevedere che la pubblicità non luminosa per conto di terzi è consentita, alle condizioni di cui al comma 3 del citato articolo 57, anche sui veicoli appartenenti alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), alle associazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all'articolo 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266, e alle associazioni sportive dilettantistiche in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e nel senso di limitare la pubblicità a mezzo degli altri veicoli destinati a tale uso alla sola sosta nei luoghi consentiti dal comune nei centri abitati, prevedendo altresì verifiche periodiche sull'assolvimento dei prescritti oneri tributari".

Note:

Circ. Min. interno 12 agosto 2010 Prot.300/Al/11310/10/101/3/3/9 -  Legge 29 luglio 2010, n.120, recante "Disposizioni in materia di sicurezza stradale". Modifiche al Codice della Strada, in vigore dal 13 agosto 2010. 

6. Interventi in materia di pubblicita sulle strade e sui veicoli - Art. 23 C.d.S. e art. 5, commi 3 e 4, della legge n. 120/2010

Per contrastare pili efficacemente Ie varie forme di abusivismo nel settore pubblicitario, la nuova formulazione dell 'art. 23, comma 13 bis, C.d.S prevede che gli organi di polizia stradale possano accedere suI fondo privato ove e colIocato il mezzo pubblicitario abusivo, al fine di consentime la rimozione ad opera dell' ente proprietario 0 concessionario della strada.

La facolta di accesso consentita agli organi di polizia stradale e limitata alle operazioni di rimozione effettuate dal personale dell' ente proprietario 0 concessionario della strada, con il quale, dovranno intercorrere dirette intese per Ie modalita pratiche di attuazione della nuova norma. L'accesso, che deve essere adeguatamente documentato, non impone garanzie difensive e consente di effettuare, altresi, Ie operazioni necessarie alIa rimozione di eventuali ostacoli che si oppongono all' accesso stesso, il cui onere economico e posta interamente a carico del responsabile della violazione.

L'ente proprietario della strada ha inoltre la facolta di disporre delle opere pubblicitarie rimosse, una volta spirato il termine di sessanta giomi senza che i soggetti coinvolti (autore della violazione, proprietario o possessore del terreno) ne abbiano chiesto Ia restituzione. II termine decorre, a seconda della situazione di fatto, dalla diffida oppure dal momento della effettiva rimozione.

In attesa di una generale revisione ed aggiomamento degli itinerari intemazionali, viene stabilito che i divieti e Ie prescrizioni dettati dal 7° comma dell' art. 23 C.d.S., in materia di tipologia ed ubicazione della cartellonistica pubblicitaria, siano limitati alle categorie di strade classificate come «autostrade» e «strade extraurbane principali» (tipo A e B); per Ie «strade extraurbane secondarie» (tipo C), il divieto di collocazione di cartelli pubblicitari potra essere imposto solo nel caso in cui I' ente proprietario della strada, volta per volta, verifichi Ia sussistenza di comprovate ragioni di garanzia delIa sicurezza stradale, i cui criteri saranno fissati da un decreto del Ministro delIe Infrastrutture e dei Trasporti.

Per cio che conceme i veicoli, Ia novella della L.120/20 10 prevede la modifica delI'art. 57 Reg. C.d.S, per consentire la pubblicita non luminosa per conto terzi, seppur nel rispetto di determinati limiti e condizioni, anche ai veicoli appartenenti alIe organizzazioni non lucrative di utilita sociale (ONLUS), alIe associazioni di voiontariato iscritte nei registri e alle associazioni sportive dilettantistiche. Per quanta riguarda la pubblicita a mezzo di altri veicoli destinati a tale uso, nel medesimo art.57 Reg. C.d.S saranno indicate Ie prescrizioni da osservare, in particolare I' obbligo che sostino nei luoghi consentiti dal comune nei centri abitati. Le disposizioni relative alIa pubblicita sui veicolo non sono, percio, immediatamente operative rna richiedono l' approvazione di norme attuative.

La nozione di «segnaIe» prende il posta del termine «cartelIo» nel comma 7 dell 'art. 23 C.d.S. , per indicare i servizi 0 Ie indicazioni agli utenti, richiamando cosi espressamente Ia terminologia propria del codice della strada (art. 39) e del relativo regolamento. 

 LE NUOVE REGOLE

• La novella introduce la possibilità di installare lungo ed in vista degli itinerari internazionali, delle autostrade, delle strade extraurbane principali e relativi accessi, in deroga al divieto assoluto di pubblicità, segnali indicanti servizi o indicazioni agli utenti, purché autorizzati dall’ente proprietario della strada il quale, inoltre, entro i limiti indicati in un emanando decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, può autorizzare cartelli

di valorizzazione e di promozione del territorio indicanti siti d’interesse turistico e culturale e cartelli indicanti servizi di pubblico interesse, da individuare anch’essi con decreto.

• Gli organi di Polizia Stradale sono autorizzati ad accedere sul fondo privato ove è installato il mezzo pubblicitario, al fine di consentirne la rimozione ad opera dell’ente proprietario o concessionario.

• L’ente proprietario ha facoltà di disporre delle opere pubblicitarie rimosse, una volta spirato il termine di sessanta giorni senza che i soggetti coinvolti (autore della violazione, proprietario o possessore del suolo) ne abbiano chiesto la restituzione. Il termine decorre, a seconda della situazione di fatto, dalla diffida oppure dal momento della effettiva rimozione.

• In attesa di una generale revisione ed aggiornamento degli itinerari internazionali, viene stabilito che i divieti e le prescrizioni dettati dal 7° comma dell’art. 23 del codice, in materia di tipologia ed ubicazione della cartellonistica pubblicitaria, siano limitati alle due categorie di strade classificate come «autostrade» e «strade extraurbane principali» (tipo A e B); per le «strade extraurbane secondarie» (tipo C), la normativa indicata avrà vigore solamente nel caso in cui si verifichi, volta per volta, la sussistenza di comprovate ragioni di garanzia della sicurezza per la circolazione stradale, elementi questi da individuare tramite un futuro decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

• Per ciò che concerne i veicoli, la novella normativa prevede la imminente modifica del regolamento del codice nella parte in cui estende la pubblicità non luminosa per conto terzi, seppur nel rispetto di determinati limiti e condizioni, anche ai veicoli appartenenti alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), alle associazioni di volontariato iscritte nei registri e alle associazioni sportive dilettantistiche; per quanto riguarda la pubblicità a mezzo di altri veicoli a ciò predisposti, la stessa sarà limitata alla sosta, nell’ambito dei centri abitati, esclusivamente nei luoghi autorizzati dal comune, con la previsione di controlli periodici circa l’assolvimento degli oneri tributari.

COSA È CAMBIATO

• La nozione di «segnale» prende il posto del termine «cartello» per indicare i servizi o le indicazioni agli utenti, richiamando così espressamente la terminologia propria del codice della strada (art. 39) e del relativo regolamento. Previa autorizzazione dell’ente proprietario della strada ed alla stregua delle condizioni indicate nell’emanando decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si concede il via libera a tutte quelle indicazioni, cartelli, e segnalazioni relative al territorio che si sta attraversando, per indicare la strada da percorrere per raggiungere un determinato sito

di interesse culturale e/o paesaggistico. Anche i servizi di pubblico interesse riceveranno una compiuta disciplina con il menzionato decreto.

• Poiché a seguito dell’entrata in vigore delle precedenti modifiche apportate all’art. 23 del C.d.S. (ex Legge 472/99) sono sorte non poche difficoltà di attuazione delle rinnovate procedure di rimozione delle installazioni abusive in autostrada o in vista di essa, si ritiene che l’attuale modifica normativa superi qualsiasi ostacolo alla tempestiva eliminazione dei mezzi pubblicitari da parte del proprietario o concessionario della strada, consentendo agli organi di polizia stradale di cui all’art.12 C.d.S. di accedere nel fondo privato al fine di rimuovere il mezzo pubblicitario.

PROBLEMATICHE OPERATIVE

• Si ritiene che la facoltà di accesso consentita agli organi di polizia stradale, necessaria alla rimozione operata dall’ente proprietario, debba essere documentata opportunamente attraverso la verbalizzazione propria degli atti di accertamento amministrativo previsti dalla L. 689/81.

Nota Min. trasporti 29 luglio 2008, n. 62926 - Veicoli ad uso speciale - Nota del 29 dicembre 2007.

I veicoli ad uso speciale, come definiti dall’art. 54 del Codice della strada (D.Lgs. n. 285 del 1992), tra i quali quelli elencati alla lettera q) del comma 2 dell’art. 203 del Regolamento di esecuzione del Codice della strada (D.P.R. n. 495 del 1992), possono circolare o sostare liberamente, nel rispetto di determinate condizioni e requisiti fissati dall’art. 57, comma 1 del Regolamento.

In particolare ne è consentita la circolazione solo nei casi in cui la stessa non sia effettuata “per conto terzi a titolo oneroso”.

Per quanto attiene al quesito in questione, a parere di questo Ufficio, poiché i veicoli su cui sono applicati messaggi pubblicitari sono mezzi pubblicitari “mobili”, non sottoposti ad autorizzazione, nel momento in cui diventano statici, cioè come nel caso prospettato di sosta prolungata, è necessario occultare la superficie interessata dalla pubblicità.

In caso contrario tali impianti rientrerebbero nella procedura autorizzatoria prevista per gli impianti fissi.

Si ritiene opportuno evidenziare che all’interno del Codice della strada non vi è un'espressa definizione di parcheggio prolungato, che però può essere dedotta da una lettura dell’art. 6 nella parte che regolamenta il divieto di sosta temporaneo.

La logica di impostazione del comma 4, lett. f), del richiamato articolo 6 è quella di stabilire un tempo massimo, fissato in quarantotto ore, necessario per rendere nota l’apposizione di un divieto di sosta, trascorso il quale può essere effettuata la rimozione di un veicolo in origine in sosta regolare, ovvero applicare la sola sanzione pecuniaria, secondo i casi.

Pertanto si può ipotizzare che il veicolo pubblicitario, proprio perché mobile, se sosta oltre quarantotto ore, può essere assimilato ad un impianto di pubblicità fisso e soggetto, quindi, a specifica autorizzazione.

A tal riguardo, non rileva il fatto che l’impianto pubblicitario sia su un veicolo piuttosto che fisso in senso stretto, in quanto la norma di riferimento (art. 47, comma 8 del Codice della strada) richiama la definizione di “qualunque manufatto” finalizzato all'attività di pubblicità ovvero propaganda, senza ulteriori specificazioni.

Peraltro, le recenti pronunce giurisdizionali (anche di Cassazione Civile) sembrano chiaramente sostenere l’interpretazione della norma nel senso indicato.
Ris. Min. finanze 1° aprile 1996, n. 48/E - Imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni, D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507. Segnali turistici e di territorio. Segnali di indicazione di servizi utili. Quesito.

Con la nota sopra distinta si chiedono ulteriori chiarimenti in ordine alla disciplina tributaria applicabile ai segnali turistici e di territorio ed in particolare, se l'interpretazione delle norme offerta da questa Direzione centrale con risoluzione n. 262/E del 2 novembre 1995 possa ritenersi valida anche quando l'installazione dei segnali in questione sia richiesta direttamente dagli interessati.

In proposito è necessario precisare che sia nel D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, recante il nuovo codice della strada, e sia nel relativo regolamento di esecuzione ed attuazione, approvato con D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 non vi è alcuna esplicita disposizione che possa essere utile ai fini della soluzione del quesito prospettato.

Qualche spunto interpretativo è offerto dall'art. 134, comma 3, del citato D.P.R. n. 495 del 1992 dove è prescritto che l'onere per la fornitura, l'installazione e la manutenzione dei segnali turistici e di territorio di cui all'art. 39 del menzionato D.Lgs. n. 285 del 1992 è a carico del soggetto interessato all'installazione e che, qualora questi sia un soggetto diverso dall'ente proprietario della strada, dovrà ottenere la preventiva autorizzazione di quest'ultimo, che fisserà i criteri tecnici per l'installazione.

I successivi commi 5 e 9 dello stesso art. 134 stabiliscono poi espressamente che i segnali industriali e quelli di indicazione alberghiera possono essere installati, a giudizio dell'ente proprietario della strada, quando sia utile segnalare l'avvio all'industria o ai vari alberghi.

Dal tenore delle citate disposizioni risulta che è del tutto ininfluente che la valutazione in ordine all'opportunità dell'installazione dei segnali in questione scaturisca da un'esplicita richiesta dell'interessato o al contrario da una autonoma iniziativa da parte dell'ente proprietario della strada, in quanto ciò che rileva è che quest'ultimo appuri l'utilità della segnalazione riscontrando altresì se l'impianto del sistema segnaletico informativo di avvio alle destinazioni turistiche, industriali, alberghiere, territoriali e di pubblico interesse, abbia le caratteristiche prescritte dal citato regolamento e lo sottoponga poi a continue verifiche sulla rispondenza alle esigenze del traffico e alle necessità degli utenti, oltre che sullo stato di conservazione.

Va pertanto ribadita la inapplicabilità dell'imposta comunale sulla pubblicità ai segnali in esame poiché, come argomentato nella citata risoluzione n. 262/E del 1995, non è direttamente rinvenibile nel messaggio diffuso con le modalità innanzi evidenziate, il presupposto impositivo del tributo indicato dall'art. 5 del D.Lgs. n. 507 del 1993, essendo al contrario detti mezzi, per la loro funzione essenzialmente segnaletica, sostanzialmente rivolti a garantire una più agevole circolazione.

Ad analoga soluzione si perviene, per le medesime considerazioni, anche per un'altra tipologia di segnali di indicazione e cioè i segnali che forniscono indicazioni di servizi utili illustrati dall'art. 136 del citato D.P.R. n. 495 del 1992 tra i quali sono compresi, oltre a quello di campeggio, il segnale di telefono, rifornimento di carburante, ostello per la gioventù, motel, bar, ristorante, taxi, fermate autobus ecc., ma sempre che le caratteristiche, le modalità ed il luogo di installazione degli stessi siano perfettamente conformi alle disposizioni dell'art. 39 nuovo codice della strada e delle norme di carattere generale che il regolamento di attuazione ha dettato agli artt. 124 e 125 per i segnali di indicazione, nonché di quelle contenute nel citato art. 136.

Circ. Min. interno 13 settembre 2000, n. M/2413/23 - Art. 23, decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada) così come modificato dall'art. 30 della L. 7 dicembre 1999, n. 472.
 

È stato chiesto di conoscere l'avviso della scrivente in merito al sistema sanzionatorio applicabile nel caso di violazioni all'art. 23 del Codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285), come modificato dell'art. 30 della legge 7 dicembre 1999, n. 472, con particolare riguardo ai mezzi di impugnativa, riservati all'eventuale trasgressore, nei confronti degli atti posti in essere dall'organo accertatore in materia di collocazione di mezzi pubblicitari sulle strade.

Al riguardo si formulano le seguenti considerazioni.

L'art. 30, legge n. 472/99 ha introdotto un particolare procedimento della materia in esame che in parte si discosta dalla disciplina generale dettata dall'art. 211 del Codice della strada per le sanzioni accessorie dell'obbligo di ripristino dello stato dei luoghi.

Ed infatti, mentre l'abrogato comma 13 dell'art. 23 del Codice della strada richiamava espressamente "le norme del Capo I, Sezione II, del Titolo VI" dello stesso codice della strada (tra le quali rientra pure il citato art. 211 del Codice della strada), l'attuale formulazione del medesimo art. 23 del Codice della strada non contempla alcun esplicito richiamo alle disposizioni del Titolo VI del Codice della strada.

Lo specifico procedimento che regola la materia, pertanto, deve essere quello contenuta nell'art. 23 del Codice della strada, come modificato dall'art. 30 L. n. 472/99. Tuttavia, per gli aspetti non espressamente disciplinati occorre far riferimento ai criteri generali individuati nell'art. 211 del Codice della strada, ponendosi le due norme in rapporto di genere (art. 211) a specie (art. 23).

In questo quadro, deve senz'altro ritenersi venuto meno, nella fattispecie, il potere di emettere l'ordinanza prefettizia di ripristino dei luoghi o di rimozione delle opere abusive ai sensi dell'art. 211 del Codice della strada, in quanto, nel caso particolare, l'art. 23 del Codice della strada prevede che sia l'ente proprietario della strada a rimuovere il mezzo pubblicitario ponendo i relativi oneri a carico dell'autore della violazione.

Per quanto riguarda, invece, i mezzi di impugnativa esperibili dagli interessati, nulla prevedendo l'art. 23 del Codice della strada, soccorrono i criteri stabiliti in generale dal Codice della strada e dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale in tema di ricorsi e opposizioni avverso i verbali di accertamento (artt. 203-205 del Codice della strada). In base a detti criteri è riconosciuta al trasgressore la possibilità di ricorrere avverso il verbale di accertamento della violazione al Prefetto ovvero all'autorità giudiziaria.

Le decisioni di dette autorità si estendono - ai sensi dei commi 2, 5 e 7 dell'art. 211 del Codice della strada - alle sanzioni accessorie.

In quella sede, pertanto, il Prefetto può confermare l'operato dell'organo accertatore, emettendo l'ordinanza ingiuntiva di pagamento ovvero, non ritenendo fondato l'accertamento, emettere ordinanza di archiviazione.

In entrambi i casi, comunque, i provvedimenti prefettizi esplicano concrete conseguenze sull'esecuzione della sanzione accessoria.

Pertanto, nell'ipotesi di cui al comma 13 bis del richiamato art. 23, l'ente proprietario della strada, avuta notizia dell'accertamento dell'illecito, provvede a diffidare l'autore della violazione perché rimuova il mezzo pubblicitario e, in caso di inottemperanza, vi provvede direttamente ponendo i relativi oneri a carico dell'autore della violazione. In questa fattispecie il Prefetto non è coinvolto se non qualora l'interessato presenti il ricorso ex art. 203 del Codice della strada, stante che, in caso di opposizione all'autorità giudiziaria, la legittimazione passiva nel giudizio spetta all'ente proprietario della strada. È chiaro che, nella fattispecie, qualora il Prefetto destinatario del ricorso ex art. 203 non ritenga sussistente la violazione o rilevi vizi procedurali insanabili, ne risulta travolta sia la determinazione della rimozione che gli atti di conseguente imputazione delle spese.

Nell'ipotesi di cui al comma 13 quater dello stesso art. 23 (mezzi pubblicitari installati su aree demaniali o patrimoniali pubbliche ovvero determinarsi di situazioni di pericolo per la circolazione), l'intervento di rimozione da parte dell'ente proprietario è disposto senza alcun adempimento preliminare; tuttavia, essendo mancata la preventiva diffida, l'imputazione delle spese relative al trasgressore in forma esecutiva è rimessa ad una ordinanza ingiunzione del Prefetto. Ovviamente, qualora il Prefetto venga interessato sul merito della violazione con il ricorso ex art. 203 del Codice della strada, la suddetta ordinanza ingiunzione verrà opportunamente adottata soltanto nel caso di respingimento dello stesso.

per notizia:
D. Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 62 - Canone di installazione
Dir. 17 marzo 1998, n. 1381 - Pubblicità abusiva
Ris. Min. Finanze 7 ottobre 1998, n. 151/E - Imposta comunale sulla pubblicità
D. Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490 - Beni culturali e ambientali
Circ. 14 gennaio 2000, n. 300/A/21060 - L. 7 dicembre 1999, n. 472
Circ. Min. interno 13 settembre 2000, n. M/2413 - L. 7 dicembre 1998, n. 472
Circ. Min. economia 3 maggio 2002, n. 3/DPF - Imposta comunale sulla pubblicità
Circ. Min. interno 8 febbraio 2002, n. 1 - Imposta comunale sulla pubblicità

Dottrina
Note:

Modifiche apportate dal D.L. 27 giugno 2003, n. 151 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214.

Norma modificata 

Contenuti 

Rispetto al codice della strada 

Rispetto al decreto legge n. 151 del 2003 

art. 23 comma 

- È stata inasprita la sanzione per chi colloca 

La sanzione amministrativa pecuniaria (pagamento in 

Norma di nuova introduzione. 

13-bis CdS 

pubblicità abusiva sulle autostrade o in vista di esse. 

misura ridotta) passa da Euro 357,00 a Euro 

 

 

- Nel caso in cui non sia individuato il responsabile della collocazione abusiva, la sanzione si applica all'utilizzatore del messaggio pubblicitario. · 

4.000,00. La nuova procedura, che permette di estendere l'applicazione della sanzione anche al beneficiario del messaggio pubblicitario, consente di 

 

 

- La stessa sanzione si applica anche nel caso in cui il proprietario del mezzo pubblicitario non provveda a rimuoverlo entro 30 giorni 

risolvere alcune problematiche operative che erano emerse nel corso dell'applicazione della norma. 

 

p. n.
Armando INGRASSIA - Pubblicità sulle strade e sui veicoli, intervento programmato al Convegno sulla sicurezza delle strade,  Automobile club di Brescia - Università degli Studi di Brescia, Settembre 2001

Sanzioni 

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