Codice

Art. 21. Opere, depositi e cantieri stradali.

1. Senza preventiva autorizzazione o concessione della competente autorità di cui all'articolo 26 è vietato eseguire opere o depositi e aprire cantieri stradali, anche temporanei, sulle strade e loro pertinenze, nonché sulle relative fasce di rispetto e sulle aree di visibilità.

2. Chiunque esegue lavori o deposita materiali sulle aree destinate alla circolazione o alla sosta di veicoli e di pedoni deve adottare gli accorgimenti necessari per la sicurezza e la fluidità della circolazione e mantenerli in perfetta efficienza sia di giorno che di notte. Deve provvedere a rendere visibile, sia di giorno che di notte, il personale addetto ai lavori esposto al traffico dei veicoli.

3. Il regolamento stabilisce le norme relative alle modalità ed ai mezzi per la delimitazione e la segnalazione dei cantieri, alla realizzabilità della visibilità sia di giorno che di notte del personale addetto ai lavori, nonché agli accorgimenti necessari per la regolazione del traffico, nonché le modalità di svolgimento dei lavori nei cantieri stradali.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo, quelle del regolamento, ovvero le prescrizioni contenute nelle autorizzazioni, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 841 a euro 3.366.

5. La violazione delle suddette disposizioni importa la sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo della rimozione delle opere realizzate, a carico dell'autore delle stesse e a proprie spese, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.


Giurisprudenza 

L'esecuzione di un trasloco, senza l'autorizzazione comunale prevista nell'art. 21 del codice della strada, costituisce illecito amministrativo, quando l'attività da svolgere determini l'occupazione di suolo pubblico e possa mettere in pericolo la sicurezza collettiva, non essendo necessario che i lavori o le opere da eseguire riguardino la sede stradale. (Nel caso di specie, il trasloco aveva determinato la completa occupazione di una carreggiata a senso unico per mezzo di un autocarro, di notevoli dimensioni, l'utilizzo di un carrello elevatore e di una scala mobile nonché di un cavo elettrico privo di protezione per i pedoni). (Rigetta, Giud. pace Lugo, 10 Febbraio 2004)

Cass. civ. Sez. II Sent., 23-01-2008, n. 1468 (rv. 601944) Mass. Giur. It., 2008, CED Cassazione, 2008, Arch. Giur. Circolaz., 2008, 7-8, 654

In tema di abusiva occupazione di spazi pubblici, l'avviso di liquidazione che ingiunga il pagamento di una somma a titolo di canone virtuale per l'occupazione abusiva del suolo pubblico non costituisce una duplicazione della sanzione amministrativa pecuniaria conseguente al verbale d'infrazione dell'art. 21 comma primo e quarto del Codice della Strada, ma il corrispettivo della presunta concessione dell'uso esclusivo di un bene pubblico. Ne consegue l'inammissibilità dell'opposizione ad ordinanza ingiunzione che abbia ad oggetto la contestazione dell'avviso di liquidazione, in quanto non proposta nelle forme ordinarie davanti al giudice competente, da identificarsi fino all'entrata in vigore dell'art. 3 bis, primo comma, lett. B), d.l. 30 settembre 2005 n. 203, convertito con modifiche nella legge n. 248/2005, nel giudice ordinario, e successivamente nel giudice tributario. (Rigetta, Trib. Ferrara, 14 Marzo 2006)

Cass. civ. Sez. II Ord., 28-09-2007, n. 20547 (rv. 599879) Mass. Giur. It., 2007, CED Cassazione, 2007

In tema di danni determinati dall'esistenza di un cantiere stradale, qualora l'area di cantiere risulti completamente enucleata, delimitata ed affidata all'esclusiva custodia dell'appaltatore, con conseguente assoluto divieto su di essa del traffico veicolare e pedonale, dei danni subiti all'interno di questa area risponde esclusivamente l'appaltatore, che ne è l'unico custode. Allorquando, invece, l'area su cui vengono eseguiti i lavori e quindi insiste il cantiere, risulti ancora adibita al traffico e, quindi, utilizzata a fini di circolazione, denotando questa situazione la conservazione della custodia da parte dell'ente titolare della strada, sia pure insieme all'appaltatore, consegue che la responsabilità ai sensi dell'art. 2051 cod. civ. (in concreto non escludibile a carico dell'ente per le dimensioni necessariamente ridotte dell'area adibita a cantiere) sussiste sia a carico dell'appaltatore che dell'ente, salva l'eventuale azione di regresso di quest'ultimo nei confronti del primo a norma dei comuni principi sulla responsabilità solidale di cui al secondo comma dell'art. 2055 cod. civ., sulla base anche degli obblighi di segnalazione e manutenzione imposti dalla legge per opere e depositi stradali (art. 21 del d.lgs. n. 285 del 1992), nonché di quelli eventualmente discendenti dalla convenzione di appalto. (Cassa con rinvio, Trib. Ancona, 13 Giugno 2002)

Cass. civ. Sez. III, 06-07-2006, n. 15383 (rv. 591252) B.A. c. Comune di Ancona, Mass. Giur. It., 2006, Bollettino legisl. tecnica, 2006, 11, 960, CED Cassazione, 2006, Arch. Giur. Circolaz., 2007, 6, 696

In tema di eventi lesivi connessi alla circolazione stradale, costituisce «insidia» tale da dar luogo a responsabilità, anche penale, dei soggetti che avrebbero avuto l'obbligo di eliminarla, quella costituita dalla presenza di uno scavo non protetto da barriere all'interno di un anello rotatorio aperto al traffico nonostante il mancato completamento dei lavori di realizzazione, in assenza di adeguata segnalazione ed illuminazione. (Nella specie, in applicazione di tale principio, sono stati riconosciuti corresponsabili di omicidio colposo il direttore tecnico dell'impresa incaricata dei lavori, il direttore dei lavori ed il responsabile del procedimento per conto dell'ente pubblico committente, in relazione al decesso di un automobilista il quale, immessosi nella rotatoria e perduto il controllo del veicolo, era finito nello scavo, così riportando lesioni di esito mortale).

Cass. pen. Sez. IV, 27-04-2006, n. 38410 Frappi e altri, Arch. Giur. Circolaz., 2007, 2, 119

La sanzione amministrativa prevista dall'art. 21 c.s. (D.Lgs. n. 285/1992) per lavori o deposito di materiali su aree destinate alla circolazione o alla sosta di veicoli senza l'adozione degli accorgimenti indicati dalla stessa norma, deve essere irrogata nei confronti dell'esecutore materiale dell'attività, e non anche del proprietario dell'immobile in favore del quale la stessa viene esplicata, non avendo il committente dei lavori - diversamente dall'imprenditore, dal dirigente e dal proponente - poteri di vigilanza e direzione sull'appaltatore.

Cass. civ. Sez. I, 27-04-2005, n. 8757 Giannini c. Comune di Pescia, Arch. Giur. Circolaz., 2006, 2, 163

Il sistema della legge n. 689 del 1981 preserva il principio della natura personale della responsabilità, disciplinando rigorosamente il profilo di deroga ad esso apportato attraverso l'istituto della «solidarietà» (art. 6), resta rigorosamente circoscritto e delimitato e la sua disciplina non tollera interpretazioni che, estendendo l'ambito delle fattispecie in essa espressamente contemplate, comportino il mancato rispetto del principio della «riserva di legge» fissato nell'art. 1 (In applicazione di tale principio la Cassazione ha respinto il ricorso del comune contro la sentenza del giudice di pace che aveva escluso la responsabilità del proprietario di un immobile, in quanto estraneo al fatto, in una fattispecie nella quale egli era stato reso destinatario di un'ordinanza-ingiunzione, per violazione dell'art. 21 dovuta all'occupazione di 25 mq. di suolo pubblico con vari macchinari e materiali edili, senza autorizzazione, in quanto scaduta insieme all'imprenditore edile esecutore dei lavori che con il suo comportamento negativo aveva commesso la violazione contestata).

Cass. civ. Sez. I, 21-03-2005, n. 6063 Comune di Cerreto d'Esi c. Speciale, Arch. Giur. Circolaz., 2005, 575

Ai fini dell'applicazione delle norme del codice della strada, per individuare come «strada» ai sensi dell'art. 21 «l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali» (comma 1), è rilevante non la proprietà, ma la destinazione di essa ad uso pubblico - atteso che le strade vicinali, per definizione di proprietà privata anche se di uso pubblico, ai fini del codice «sono assimilate alle strade comunali» (comma 7) - in quanto è l'uso pubblico a rendere pertinente anche a una strada di proprietà privata le cautele imposte dall'art. 23 nella collocazione di insegne, manifesti, cartelli etc. per garantire la tutela dell'interesse alla sicurezza della pubblica circolazione sulle strade, quale ne sia la proprietà; ne consegue che per «la collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari» su una strada, appartenente ad un soggetto privato ma di uso pubblico, l'autorizzazione «dell'ente proprietario della strada» prescritta dall'art. 23 dello stesso codice va richiesta, ove si tratti (come nella specie) di strada posta all'interno di centri abitati, al comune, cui è attribuita (al comma 4) la relativa competenza.

Cass. civ. Sez. I, 10-09-2003, n. 13217 (rv. 566718) Comune di Corciano c. Soc. Monfelice, Mass. Giur. It., 2003, Arch. Civ., 2004, 973, Arch. Giur. Circolaz., 2004, 285, Arch. Giur. Circolaz., 2004, 932

In tema di appalto di opere pubbliche l'autonomia dell'appaltatore è contenuta in limiti ben più ristretti di quelli previsti dagli appalti privati stante la intensa e continua ingerenza dell'amministrazione che si concretizza non in una vigilanza generica ma in una sorveglianza specifica e diretta nella esecuzione dell'opera, fermo restando nell'appaltatore ogni potere relativo all'organizzazione dell'impresa e del lavoro. (Nella specie i lavori stradali eseguiti in appalto su concessione dell'Anas avevano comportato un pericolo, occulto e non segnalato, causativo di sinistro, in relazione al quale il giudicante ha ritenuto sussistere la responsabilità solidale della ditta che aveva materialmente realizzato i lavori, nonchè di chi era comunque tenuto, in virtù dei propri doveri institori (Enel) o di quelli che al committente istituzionalmente incombono (Anas), ad esercitare mansioni di controllo).

Giudice di pace Gangi, 04-07-1997 Corradino c. Anas e altri, Arch. Giur. Circolaz., 1998, 690

Il presupposto legislativo della tassa di posteggio si rinviene nell'art. 3 comma 12, l. 28 marzo 1991 n. 112 (norme in materia di commercio su aree pubbliche), che condiziona l'istituzione del canone di posteggio da parte dei comuni alla sua conformità rispetto agli indirizzi regionali, escludendone, pertanto, l'ammissibilità in assenza di qualsiasi coordinamento regionale. Deve escludersi, invece, che le norme del d.lg. 30 aprile 1992 n. 285 (nuovo c. strad., art. 21, 22, 27 comma 5) costituiscono valido presupposto per una imposizione aggiuntiva alla Tosap, dal momento che enunciano, anzi, le modalità applicative alla Tosap medesima.

T.A.R. Toscana Sez. I, 03-05-1995, n. 296 Com. Pisa c. Reg. Toscana e altri, Foro Amm., 1996, 650

Regolamento 

Art. 30.  (Art. 21 Cod. Str.) Segnalamento temporaneo.

1.  I lavori ed i depositi su strada e i relativi cantieri devono essere dotati di sistemi di segnalamento temporaneo mediante l’impiego di specifici segnali previsti dal presente regolamento ed autorizzati dall’ente proprietario, ai sensi dell’articolo 5, comma 3, del codice.
2.  I segnali di pericolo o di indicazione da utilizzare per il segnalamento temporaneo hanno colore di fondo giallo.
3.  Per i segnali temporanei possono essere utilizzati supporti e sostegni o basi mobili di tipo trasportabile e ripiegabile che devono assicurare la stabilità del segnale in qualsiasi condizione della strada ed atmosferica. Per gli eventuali zavorramenti dei sostegni è vietato l’uso di materiali rigidi che possono costituire pericolo o intralcio per la circolazione.
4.  I segnali devono essere scelti ed installati in maniera appropriata alle situazioni di fatto ed alle circostanze specifiche, secondo quanto rappresentato negli schemi segnaletici differenziati per categoria di strada. Gli schemi segnaletici sono fissati con disciplinare tecnico approvato con decreto del Ministro dei lavori pubblici, da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
5.  Nei sistemi di segnalamento temporaneo ogni segnale deve essere coerente con la situazione in cui viene posto e, ad uguale situazione, devono corrispondere stessi segnali e stessi criteri di posa. Non devono essere posti in opera segnali temporanei e segnali permanenti in contrasto tra loro. A tal fine i segnali permanenti devono essere rimossi o oscurati se in contrasto con quelli temporanei. Ultimati i lavori i segnali temporanei, sia verticali che orizzontali, devono essere immediatamente rimossi e, se del caso, vanno ripristinati i segnali permanenti (1).
6.  In prossimità della testata di ogni cantiere di durata superiore ai sette giorni lavorativi deve essere apposto apposito pannello (fig. II.382) recante le seguenti indicazioni:
a)  ente proprietario o concessionario della strada;
b)  estremi dell’ordinanza di cui ai commi 1 e 7;
c)  denominazione dell’impresa esecutrice dei lavori;
d)  inizio e termine previsto dei lavori;
e)  recapito e numero telefonico del responsabile del cantiere.
7.  Per far fronte a situazioni di emergenza o quando si tratti di esecuzione di lavori di particolare urgenza le misure per la disciplina della circolazione sono adottate dal funzionario responsabile.  L’adozione delle misure per i lavori che si protraggono oltre le quarantotto ore, deve essere ratificata dall’autorità competente; se il periodo coincide con due giorni festivi consecutivi, tale termine è di settantadue ore. In caso di interventi non programmabili o comunque di modesta entità, cioè in tutti quei casi che rientrano nella ordinaria attività di manutenzione, che comportano limitazioni di traffico non rilevanti e di breve durata, ovvero in caso di incidente stradale o calamità naturale, l’ente proprietario o i soggetti da esso individuati possono predisporre gli schemi ed i dispositivi segnaletici previsti dalle presenti norme senza adottare formale provvedimento. Al termine dei lavori e alla fine dell’emergenza deve essere tempestivamente ripristinata la preesistente disciplina della circolazione, a cura dell’ente proprietario o concessionario della strada (1).
8.  Nel caso di cantieri che interessino la sede di autostrade, di strade extraurbane principali o di strade urbane di scorrimento o di quartiere, i lavori devono essere svolti in più turni, anche utilizzando l’intero arco della giornata, e in via prioritaria, nei periodi giornalieri di minimo impegno della strada da parte dei flussi veicolari. I lavori di durata prevedibilmente più ampia e che non rivestano carattere di urgenza devono essere realizzati nei periodi annuali di minore traffico (1).
9.  Il ripristino delle condizioni di transitabilità a seguito di un qualsiasi danneggiamento subíto dalle sedi stradali sopraindicate deve avere inizio immediatamente dopo la cessazione dell’evento che ha determinato il danneggiamento stesso.

---------------
(1) Comma così modificato dall’art. 26, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).


Art. 31. (Art. 21 Cod. Str.) Segnalamento e delimitazione dei cantieri.
1.  Gli accorgimenti necessari alla sicurezza e alla fluidità della circolazione nel tratto di strada che precede un cantiere o una zona di lavoro o di deposito di materiali, consistono in un segnalamento adeguato alle velocità consentite ai veicoli, alle dimensioni della deviazione ed alle manovre da eseguire all’altezza del cantiere, al tipo di strada e alle situazioni di traffico e locali.
2.  In prossimità di cantieri fissi o mobili, anche se di manutenzione, deve essere installato il segnale LAVORI (fig. II.383) corredato da pannello integrativo indicante l’estesa del cantiere quando il tratto di strada interessato sia più lungo di 100 m. Il solo segnale LAVORI non può sostituire gli altri mezzi segnaletici previsti nel presente articolo e in quelli successivi riguardanti la sicurezza della circolazione in presenza di cantieri stradali.
3.  Conformemente agli schemi segnaletici di cui all’articolo 30, comma 4, devono essere utilizzati, ove previsti, i seguenti segnali:
a)  divieto di sorpasso (figg. II.48 e II.52) e limite massimo di velocità (fig. II.50);
b)  segnali di obbligo:
1)  direzione obbligatoria (figg. II.80/a, II.80/b, II.80/c);
2)  preavviso di direzione obbligatoria (figg. II.80/d, II.80/e);
3)  direzioni consentite (figg. II.81/a, II.81/b, II.81/c);
4)  passaggio obbligatorio (figg. II.82/a, II.82/b);
5)  passaggi consentiti (fig.II.83);
c)  strettoia (figg. II.384, II.385, II.386) e doppio senso di circolazione (fig. II.387);
d)  chiusura di una o più corsie (figg. II.411/a, II.411/b, II.411/c, II.411/d), carreggiata chiusa (figg. II.412/a, II.413/a, II.413/b) e rientro in carreggiata (figg. II.412/b, II.413/c);
e)  segnali di fine prescrizione (figg. II.70, II.71, II.72, II.73).
4.  Se ne ricorrono i motivi e le condizioni, devono essere utilizzati anche i seguenti segnali:
a)  altri segnali di divieto ritenuti necessari e relativi segnali di fine divieto in funzione delle necessità derivanti dalle condizioni locali del cantiere stradale;
b)  mezzi di lavoro in azione (fig. II.388);
c)  strada deformata (fig. II.389);
d)  materiale instabile sulla strada (fig. II.390);
e)  segnali orizzontali in rifacimento (fig. II.391);
f)   altri segnali di pericolo ritenuti necessari sempre con colore di fondo giallo.
5.  I mezzi di delimitazione dei cantieri stradali o dei depositi sulle strade, secondo le necessità e le condizioni locali, sono i seguenti:
a)  le barriere;
b)  i delineatori speciali;
c)  i coni e i delineatori flessibili;
d)  i segnali orizzontali temporanei e dispositivi retroriflettenti integrativi;
e)  gli altri mezzi di segnalamento in aggiunta o in sostituzione di quelli previsti, purché preventivamente autorizzati dal Ministero dei lavori pubblici.
6.  Per ottenere la preventiva autorizzazione di cui al comma 5, lettera e), l’ente proprietario o concessionario deve presentare tempestiva istanza all’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale del Ministero dei lavori pubblici indicando la necessità od opportunità del segnalamento aggiunto o sostitutivo e le modalità di tali segnalamenti e della loro apposizione, con indicazione del periodo in cui il segnalamento medesimo deve essere apposto. L’Ispettorato generale, se del caso, autorizza il segnalamento in tempo utile e con lo stesso provvedimento autorizzatorio può apportare modifiche di carattere tecnico o temporale.

Art. 32. (Art. 21 Cod. Str.) Barriere.
1.  Le barriere segnalano i limiti dei cantieri stradali; sono disposte parallelamente al piano stradale e sostenute da cavalletti o da altri sostegni idonei. Sono obbligatorie sui lati frontali di delimitazione del cantiere o sulle testate di approccio. Possono essere sostituite con elementi idonei di pari efficacia, purché approvati dall’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale del Ministero dei lavori pubblici e in conformità alle direttive da esso impartite.
2.  Lungo i lati longitudinali le barriere sono obbligatorie nelle zone che presentano condizioni di pericolo per le persone al lavoro o per i veicoli in transito. Possono essere sostituite da recinzioni colorate in rosso o arancione stabilmente fissate, costituite da teli, reti o altri mezzi di delimitazione approvati dal Ministero dei lavori pubblici [e in conformità alle direttive da esso impartite] (1).
3.  Le barriere sono di due tipi: «normale» e «direzionale».
4.  La barriera «normale» (fig. II.392) è colorata a strisce alternate oblique bianche e rosse. La larghezza delle strisce rosse deve essere pari a 1,2 volte quella delle strisce bianche. Deve avere un’altezza non inferiore a 20 cm e deve essere posta parallelamente al piano stradale con il bordo inferiore ad altezza non inferiore a 80 cm da terra in posizione tale da renderla visibile anche in presenza di altri mezzi segnaletici di presegnalamento.
5.  La barriera «direzionale» (fig. II.393/a) è colorata sulla faccia utile con bande alternate bianche e rosse a punta di freccia. Le punte delle frecce devono essere rivolte nella direzione della deviazione.  Deve avere una dimensione «normale» non inferiore a 60×240 cm e «grande» di 90×360 cm, oppure deve essere composta da almeno quattro moduli di dimensione normale 60×60 cm o grande 90×90 cm, (fig. II.395) posti orizzontalmente con il bordo inferiore ad altezza non inferiore a 80 cm da terra, preceduti e seguiti da un segnale di passaggio obbligatorio (fig. II.393/b). La larghezza delle zone rosse deve essere pari a 1,2 volte quella delle zone bianche. Per quelle in uso nei centri abitati le dimensioni possono essere ridotte alla metà (1).
------------------
(1) Comma così modificato dall’art. 27, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).


Art. 33 (Art. 21 Cod. Str.) Delineatori speciali.

1.  I delineatori speciali sono dei seguenti tipi:
a)  Paletto di delimitazione (fig. II.394). Esso deve essere usato in serie per evidenziare i bordi longitudinali e di approccio delle zone di lavoro. Deve essere installato sempre ortogonalmente all’asse della strada cui è rivolto. L’intervallo tra i paletti non deve essere superiore a 15 m. Il paletto è colorato sulla faccia con bande alternate bianche e rosse. Quelle rosse hanno una larghezza pari a 1,2 volte quelle bianche. Le dimensioni minime sono di 20×80 cm ed il sostegno deve assicurare un’altezza del bordo inferiore di almeno 30 cm da terra;
b)  Delineatore modulare di curva provvisoria (fig. II.395). Esso deve essere usato in più elementi per evidenziare il lato esterno delle deviazioni con curve provvisorie di raggio inferiore o uguale a 200 m e deve essere installato sempre ortogonalmente all’asse della strada. L’intervallo tra i delineatori temporanei deve essere contenuto nei seguenti valori:
 

 Raggio della curva

Spaziamento longitudinale

     (in metri)    

        (in metri)         

 fino a 30

5

 da  30 a  50

10

 da  50 a 100

15

 da 100 a 200

20

Il delineatore presenta sulla faccia un disegno a punta di freccia bianca su fondo rosso. La dimensione «normale» è 60×60 cm, quella «grande» è di 90×90 cm.


34. (Art. 21 Cod. Str.) Coni e delineatori flessibili.

1.  Il Cono (fig. II.396) deve essere usato per delimitare ed evidenziare zone di lavoro o operazioni di manutenzione di durata non superiore ai due giorni, per il tracciamento di segnaletica orizzontale, per indicare le aree interessate da incidenti, gli incanalamenti temporanei per posti di blocco, la separazione provvisoria di opposti sensi di marcia e delimitazione di ostacoli provvisori. Il cono deve essere costituito da materiali flessibili quali gomma o plastica. È di colore rosso con anelli di colore bianco retroriflettenti; le dimensioni, nelle tre versioni e in tutte le sue parti, sono specificate nelle figure. Il cono deve avere una adeguata base di appoggio appesantita dall’interno o dall’esterno per garantirne la stabilità in ogni condizione. La frequenza di posa è di 12 m in rettifilo e di 5 m in curva.  Nei centri abitati la spaziatura è dimezzata, salvo diversa distanza necessaria per particolari situazioni della strada e del traffico (1).
2.  Il Delineatore flessibile (fig. II.397) deve essere usato per delimitare i sensi di marcia contigui, opposti o paralleli, o per delimitare zone di lavoro di durata superiore ai due giorni. Il delineatore flessibile, lamellare o cilindrico, deve essere costituito da materiali flessibili quali gomma o plastica; è di colore rosso con inserti o anelli di colore bianco retroriflettenti; ha dimensioni come specificato nelle figure. La base deve essere incollabile o altrimenti fissata alla pavimentazione. I delineatori flessibili, se investiti dal traffico, devono piegarsi e riprendere la posizione verticale originale senza distaccarsi dalla pavimentazione. La frequenza di posa è la stessa dei coni (1).
3.  Le caratteristiche dei materiali da utilizzare per i coni e per i delineatori flessibili sono stabilite con apposito disciplinare tecnico approvato con decreto del Ministro dei lavori pubblici da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
--------------
(1) Comma così modificato dall’art. 28, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).


Art. 35. (Art. 21 Cod. Str.) Segnali orizzontali temporanei e dispositivi retroriflettenti integrativi o sostitutivi (1).

1.  I segnali orizzontali a carattere temporaneo devono essere applicati in corrispondenza di cantieri, lavori o deviazioni di durata superiore a sette giorni lavorativi salvo i casi in cui condizioni atmosferiche o del fondo stradale ne impediscano la corretta apposizione. In tali casi si applicano i dispositivi di cui al comma 6. I segnali orizzontali hanno lo scopo di guidare i conducenti e garantire la sicurezza del traffico in approccio ed in prossimità di anomalie planimetriche derivanti dall’esistenza di lavori stradali.
2.  I segnali orizzontali temporanei sono di colore giallo, devono essere antisdrucciolevoli e non devono sporgere più di 5 mm dal piano della pavimentazione. Nel caso di strisce longitudinali continue realizzate con materie plastiche, a partire da spessori di strato di 1,5 mm, devono essere eseguite interruzioni che garantiscano il deflusso dell’acqua (2).
3.  Tali segnali devono poter essere rimossi integralmente e rapidamente al cessare delle cause che hanno determinato la necessità di apposizione, senza lasciare alcuna traccia sulla pavimentazione, arrecare danni alla stessa e determinare disturbi o intralcio alla circolazione. L’obbligo non sussiste se è previsto il rifacimento della pavimentazione (2).
4.  I segnali orizzontali da usare nell’ambito di cantieri e di lavori stradali sono le strisce longitudinali continue e discontinue per indicare i margini, la separazione dei sensi di marcia e le corsie, le strisce trasversali per indicare il punto di arresto nei sensi unici alternati regolati da semafori, le frecce direzionali o le iscrizioni con la grafica e le dimensioni previste per la segnaletica orizzontale permanente.
5.  Le caratteristiche tecniche e di qualità dei materiali costituenti la segnaletica orizzontale temporanea e dei dispositivi retroriflettenti integrativi di cui al comma 6, nonché i metodi di misura di dette caratteristiche, sono stabilite con apposito disciplinare tecnico approvato con decreto del Ministro dei lavori pubblici da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
6.  I dispositivi retroriflettenti integrativi possono essere usati per rafforzare i segnali orizzontali temporanei in situazioni particolarmente pericolose. Essi devono riflettere luce di colore giallo e non devono avere un’altezza superiore a 2,5 cm. Sono applicati con idoneo adesivo di sicurezza od altri sistemi di ancoraggio alla pavimentazione, in modo da evitare distacchi, in conseguenza della sollecitazione del traffico. Devono poter essere facilmente rimossi senza produrre danni al manto stradale conformemente a quanto disposto dall’articolo 30, comma 5. La frequenza di posa massima di tali dispositivi è di 12 m in rettilineo e di 3 m in curva. Altri mezzi di segnalamento temporaneo in aggiunta o in sostituzione di quelli previsti possono essere impiegati previa approvazione del Ministero dei lavori pubblici, in conformità alle direttive da esso impartite. Al riguardo si applica la disposizione dell’articolo 31, comma 6 (3).
------------
(1) Rubrica così modificata dall’art. 29, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).
(2) Periodo aggiunto dall’art. 29, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 196, n.284, S.O.).
(3) Comma così modificato dall’art. 29, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).


Art. 36. (Art. 21 Cod. Str.) Visibilità notturna.
1.  La visibilità notturna dei segnali verticali da utilizzare nei lavori stradali è regolamentata nell’articolo 79.
2.  Per quanto concerne le barriere ed i delineatori speciali, la visibilità notturna deve essere assicurata secondo quanto stabilito dall’articolo 79, comma 8.
3.  Per quanto concerne i delineatori flessibili ed i coni, la visibilità notturna deve essere assicurata dalla rifrangenza almeno delle parti bianche, con materiali aventi valori del coefficiente areico di intensità luminosa non inferiori a quelli delle pellicole di classe 2 di cui all’articolo 79, comma 10.
4.  I segnali orizzontali temporanei ed i dispositivi integrativi dei segnali orizzontali devono essere realizzati con materiali tali da renderli visibili sia di giorno che di notte anche in presenza di pioggia o con fondo stradale bagnato.
5.  Le caratteristiche fotometriche e colorimetriche dei segnali orizzontali temporanei e dei dispositivi retroriflettenti integrativi di detti segnali sono stabilite dal disciplinare tecnico di cui all’articolo 35, comma 5 (1).
6.  Ad integrazione della visibilità dei mezzi segnaletici rifrangenti o in loro sostituzione, possono essere impiegati dispositivi luminosi a luce gialla. Durante le ore notturne ed in tutti i casi di scarsa visibilità, le barriere di testata delle zone di lavoro devono essere munite di idonei apparati luminosi di colore rosso a luce fissa. Il segnale «LAVORI» (fig. II.383) deve essere munito di analogo apparato luminoso di colore rosso a luce fissa (1).
7.  Lo sbarramento obliquo che precede eventualmente la zona di lavoro deve essere integrato da dispositivi a luce gialla lampeggiante, in sincrono o in progressione (luci scorrevoli).
8.  I margini longitudinali della zona di lavoro possono essere integrati con analoghi dispositivi a luce gialla fissa. Sono vietate le lanterne, od altre sorgenti luminose, a fiamma libera. È consentito l’impiego di torce a vento da parte degli organi di polizia stradale in situazioni di emergenza in condizioni di scarsa visibilità (2).
9.  I dispositivi luminosi di cui ai commi 6, 7 e 8 sono soggetti ad approvazione da parte del Ministero dei lavori pubblici (3).
------------
(1) Comma così modificato dall’art. 30, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).
(2) Periodo aggiunto dall’art. 30, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).
(3) Comma così sostituito dall’art. 30, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).


Art. 37. (Art. 21 Cod. Str.) Persone al lavoro.

1.  Coloro che operano in prossimità della delimitazione di un cantiere o che comunque sono esposti al traffico dei veicoli nello svolgimento della loro attività lavorativa, devono essere visibili sia di giorno che di notte mediante indumenti di lavoro fluorescenti e rifrangenti.
2.  Tutti gli indumenti devono essere realizzati con tessuto di base fluorescente di colore arancio o giallo o rosso con applicazione di fasce rifrangenti di colore bianco argento.
3.  In caso di interventi di breve durata può essere utilizzata una bretella realizzata con materiale sia fluorescente che rifrangente di colore arancio.
4.  Le tipologie degli indumenti e le caratteristiche dei materiali fluorescenti, rifrangenti e fluororifrangenti sono stabilite con apposito disciplinare tecnico approvato con decreto del Ministro dei lavori pubblici e da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica (1).
--------------
(1)   Vedi il D.M. 9 giugno 1995 (G.U. 27 luglio 1995, n. 174) con il quale è stato approvato il disciplinare tecnico sulle prescrizioni relative ad indumenti e dispositivi autonomi per rendere visibile a distanza il personale impegnato su strada in condizioni di scarsa visibilità.


Art. 38. (Art. 21 Cod. Str.) Veicoli operativi.

1.  I veicoli operativi, i macchinari e i mezzi d’opera impiegati per i lavori o per la manutenzione stradale, fermi od in movimento se esposti al traffico, devono portare posteriormente un pannello a strisce bianche e rosse, integrato da un segnale di PASSAGGIO OBBLIGATORIO con freccia orientata verso il lato dove il veicolo può essere superato (fig. II.398). Il pannello e il segnale « PASSAGGIO OBBLIGATORIO» devono essere realizzati con pellicola retroriflettente di classe 2 come previsto all’articolo 79, comma 10. Questo tipo di segnalazione deve essere usato anche dai veicoli che per la natura del carico o la massa o l’ingombro devono procedere a velocità particolarmente ridotta. In questi casi, detti veicoli devono essere equipaggiati con una o più luci gialle lampeggianti (1).
2.  I veicoli operativi, anche se sono fermi per compiere lavori di manutenzione di brevissima durata quali la sostituzione di lampadine della pubblica illuminazione o rappezzi al manto stradale, devono essere presegnalati con opportuno anticipo (1):
a)  sulle strade urbane con il preavviso LAVORI (fig. II.383) e, qualora opportuno, con i segnali di PASSAGGIO OBBLIGATORIO preceduti dai segnali DIVIETO DI SORPASSO (fig. II.48), STRETTOIA (figg. II.384, II.385 o II.386), SENSO UNICO ALTERNATO (figg. II.41 e II.45) e LIMITE MASSIMO DI VELOCITÀ (fig. II.50) se il limite è inferiore a 50 km/h (2);
b)  sulle strade extra-urbane con i segnali di cui alla lettera a) con i segnali di LIMITE MASSIMO DI VELOCITÀ a scalare e i segnali di PASSAGGIO OBBLIGATORIO in numero sufficiente a delineare l’eventuale incanalamento del traffico a monte.
------------
(1) Comma così modificato dall’art. 31, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).
(2) Lettera così sostituita dall’art. 31, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).


Art. 39. (Art. 21 Cod. Str.) Cantieri mobili.

1.  Un cantiere stradale si definisce «mobile» se è caratterizzato da una velocità media di avanzamento dei lavori, che può variare da poche centinaia di m/giorno a qualche km/h.
2.  Il segnalamento di un cantiere mobile su strade con almeno due corsie per senso di marcia consiste in un (1):
a)  PRESEGNALAMENTO disposto sulla banchina e spostato in avanti in maniera coordinata all’avanzamento dei lavori, ovvero anche su un primo veicolo a
copertura e protezione anticipata e, comunque, ad una distanza che consenta ai conducenti una normale manovra di decelerazione in rapporto alla velocità che
gli stessi possono mantenere sia in via legale che in via di fatto sulla tratta stradale considerata. La segnaletica di preavviso posta sulla banchina (nei due sensi se
necessario) è costituita generalmente di un cartello composito contenente il segnale LAVORI, il segnale CORSIE DISPONIBILI, il pannello integrativo
indicante la distanza del cantiere (figg. II.399/a e II.399/b), ed eventuali luci gialle lampeggianti. La segnaletica di preavviso posta su un veicolo di protezione
anticipata può assumere la configurazione di SEGNALE MOBILE DI PREAVVISO (fig. II.400);
b)  SEGNALAMENTO DI LOCALIZZAZIONE posto a terra e spostato in maniera coordinata all’avanzamento dei lavori. Il segnale assume la
configurazione di SEGNALE MOBILE DI PROTEZIONE (fig. II.401), costituito da un pannello a strisce bianche e rosse contenente un segnale di passaggio
obbligatorio con freccia orientata verso il lato dove può essere superata la zona del cantiere ed integrato da luci gialle lampeggianti alcune delle quali disposte a
forma di freccia orientata come il segnale di passaggio obbligatorio. La segnaletica «sul posto» comprende anche la delimitazione della zona di lavoro con coni
o paletti, questi ultimi eventualmente integrati da luci gialle lampeggianti. Il SEGNALE MOBILE DI PROTEZIONE può essere sistemato su un veicolo di
lavoro, oppure su un carrello trainato dal veicolo stesso, ovvero posto su un secondo veicolo di accompagnamento. In tutte le fasi non operative precedenti o
successive al loro impiego, i lampeggiatori del SEGNALE MOBILE DI PROTEZIONE devono essere disattivati ed il segnale stesso deve essere posto in
posizione ripiegata (1).
3.  Il segnale di LAVORI deve essere posto sulle strade intersecanti se il cantiere mobile può presentarsi all’improvviso ai veicoli che svoltano. I segnali installati sui veicoli devono essere realizzati con pellicole retroriflettenti di classe 2, di cui all’articolo 79, comma 10. In galleria non sono consentiti cantieri mobili, se essa rimane aperta al traffico, salvo deroghe per situazioni specifiche autorizzate dall’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale (2).
4.  Sulle strade di tipo E ed F, nei casi di cantiere mobile costituito dalla attività di un veicolo operativo, segnalato come previsto all’articolo 38, comma 1, il segnale LAVORI, in deroga a quanto previsto all’articolo 31, comma 2, può essere sostituito con un moviere, munito di bandiera, ai sensi dell’articolo 42, comma 3, lettera b) (3).
-------------
(1) Comma così modificato dall’art. 32, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).
(2) Comma così sostituito dall’art. 32, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).
(3) Comma aggiunto dall’art. 32, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).


Art. 40. (Art. 21 Cod. Str.) Sicurezza dei pedoni nei cantieri stradali.

1.  La segnaletica di sicurezza dei lavori, dei depositi, degli scavi e dei cantieri stradali deve comprendere speciali accorgimenti a difesa della incolumità dei pedoni che transitano in prossimità dei cantieri stessi.
2.  I cantieri edili, gli scavi, i mezzi e macchine operatrici, nonché il loro raggio di azione, devono essere sempre delimitati, soprattutto sul lato dove possono transitare pedoni, con barriere, parapetti, o altri tipi di recinzioni così come previsto dall’articolo 32, comma 2.
3.  Le recinzioni di cui al comma 2 devono essere segnalate con luci rosse fisse e dispositivi rifrangenti della superficie minima di 50 cm2, opportunamente intervallati lungo il perimetro interessato dalla circolazione.
4.  Se non esiste marciapiede, o questo è stato occupato dal cantiere, occorre delimitare e proteggere un corridoio di transito pedonale, lungo il lato o i lati prospicienti il traffico veicolare, della larghezza di almeno 1 m. Detto corridoio può consistere in un marciapiede temporaneo costruito sulla carreggiata, oppure in una striscia di carreggiata protetta, sul lato del traffico, da barriere o da un parapetto di circostanza segnalati dalla parte della carreggiata, come precisato al comma 3.
5.  Tombini e ogni tipo di portello, aperti anche per un tempo brevissimo, situati sulla carreggiata o in banchine o su marciapiedi, devono essere completamente recintati (fig. II.402).

Art. 41. (Art. 21 Cod. Str.) Limitazioni di velocità in prossimità di lavori o di cantieri stradali.
1.  Le limitazioni di velocità temporanee in prossimità di lavori o di cantieri stradali, sono subordinate, salvo casi di urgenza, al consenso ed alle direttive dell’ente proprietario della strada. Il Limite di velocità deve essere posto in opera di seguito al segnale LAVORI, ovvero abbinato con esso sullo stesso supporto. Il valore della limitazione, salvo casi eccezionali, non deve essere inferiore a 30 km/h.  Quando sia opportuno limitare la velocità su strade di rapido scorrimento occorre apporre limiti a scalare.
2.  Alla fine della zona lavori o del cantiere, se è apposto il segnale VIA LIBERA, non occorre quello di FINE LIMITAZIONE DI VELOCITÀ. È invece necessario il segnale FINE LIMITAZIONE DI VELOCITÀ se altri divieti restano in vigore. Se una limitazione di velocità diversa permane anche dopo la fine della zona lavori, è sufficiente installare il segnale col nuovo limite senza porre quello di FINE LIMITE PRECEDENTE.

Art. 42. (Art. 21 Cod. Str.) Strettoie e sensi unici alternati
1.  Qualora la presenza dei lavori, dei depositi o dei cantieri stradali determini un restringimento della carreggiata è necessario apporre il segnale di pericolo temporaneo STRETTOIA in una delle tre versioni previste (figg. II.384, II.385 e II.386). Se tale segnale viene posto vicino alla zona lavori o di cantiere, dopo gli altri eventuali presegnali deve essere corredato da pannello integrativo indicante la distanza della strettoia.
2.  Se la larghezza della strettoia è inferiore a 5,60 m occorre istituire il transito a senso unico alternato nel tempo, regolato ai sensi del comma 3.
3.  Il regime di transito attraverso una strettoia di larghezza inferiore a 5,60 m può essere regolato in tre modi:
a)  TRANSITO ALTERNATO A VISTA.
Deve essere installato il segnale negativo DARE PRECEDENZA NEL SENSO UNICO ALTERNATO (fig. II.41) dalla parte in cui il traffico incontra l’ostacolo e deve deviare.  Reciprocamente l’altro segnale DIRITTO DI PRECEDENZA NEL SENSO UNICO ALTERNATO (fig. II.45) dà la priorità a quel senso di circolazione che è meno intralciato dai lavori.
b)  TRANSITO ALTERNATO DA MOVIERI.
Questo sistema richiede due movieri muniti di apposita paletta, posti a ciascuna estremità della strettoia, i quali presentano al traffico uno la faccia verde, l’altro la faccia rossa della paletta. Il funzionamento di questo sistema è legato al buon coordinamento dei movieri, che può essere stabilito a vista o con apparecchi radio ricetrasmittenti o tramite un terzo moviere intermedio munito anch’esso di paletta. Le palette sono circolari (fig. II.403) del diametro di 30 cm e munite di manico di 20 cm di lunghezza con rivestimento in pellicola rifrangente verde da un lato e rosso dall’altro. I movieri possono anche fare uso di bandiere di colore arancio fluorescente, delle dimensioni non inferiori a 80×60 cm, principalmente per indurre gli utenti della strada al rallentamento e ad una maggiore prudenza. Il movimento delle bandiere può essere affidato anche a dispositivi meccanici.
c)  TRANSITO ALTERNATO A MEZZO SEMAFORI.
Quando non sia possibile ricorrere ai due sistemi precedenti per la lunghezza della strettoia o a causa della non visibilità reciproca tra le due estremità della strettoia stessa, il senso alternato deve essere regolato da due semafori comandati a mano o con funzionamento automatico. Nel caso di cicli a tempo fisso, la fase di rosso non deve superare i 2’, salvo casi eccezionali di strettoie di grande lunghezza. Fuori dei centri abitati l’impianto semaforico deve essere preceduto dal segnale di pericolo temporaneo SEMAFORO (fig. II.404) con una luce gialla lampeggiante inserita al posto del disco giallo del simbolo. Il collegamento «semaforo-centralino-semaforo» può avvenire via cavo o via radio o con altri sistemi che comunque garantiscano l’affidabilità del collegamento (1). Il semaforo va posto sul lato destro, all’altezza della striscia di arresto temporanea. Se il traffico in approccio può disporsi su più file, il semaforo deve essere ripetuto a sinistra, sulla linea di separazione dei sensi di marcia. La messa in funzione di un impianto semaforico per transito alternato deve essere autorizzata dall’ente proprietario o concessionario della strada, che ha la facoltà di stabilire o modificare la durata delle fasi, in relazione alle situazioni di traffico.
------------
(1) Lettera così modificata dall’art. 33, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).


Art. 43. (Art. 21 Cod. Str.) Deviazioni di itinerario.
1.  Si ha una deviazione di itinerario quando tutto il traffico o parte di esso viene trasferito su una sede diversa (itinerario deviato) dall’itinerario normale. Le deviazioni possono essere obbligatorie (deviazione vera e propria) oppure facoltative (itinerario raccomandato). Qualsiasi deviazione può essere decisa ed autorizzata dall’ente proprietario o concessionario della strada interrotta. Qualora l’itinerario deviato coinvolga altri enti proprietari o concessionari occorrono l’accordo e l’intesa preventivi di tutti gli enti interessati.
2.  La segnaletica di indicazione necessaria è la seguente:
a)  PREAVVISO DI DEVIAZIONE (fig. II.405) da porre a 100 m sulla viabilità ordinaria e da porre a 300 m ed a 150 m sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali (fig. II.406);
b)  SEGNALI DI DIREZIONE da porre in corrispondenza delle intersezioni (figg. II.407/a e II.407/b);
c)  in caso di limitazioni di sagoma o di massa sull’itinerario normale, devono essere installati, alla intersezione che precede il cantiere, Preavvisi di deviazione sui quali sono inseriti i simboli relativi alle limitazioni, per segnalare l’itinerario deviato (fig. II.408);
d)  una deviazione obbligatoria solo per una o più particolari categorie di veicoli deve essere segnalata col segnale di DIREZIONE OBBLIGATORIA integrato dal o dai simboli delle categorie veicolari escluse (figg. II.409/a, II.409/b);
e)  una deviazione facoltativa solo per una o più particolari categorie di veicoli deve essere segnalata col segnale di DIREZIONE CONSIGLIATA integrato dal o dai simboli delle categorie veicolari escluse (figg. II.410/a, II.410/b).
3.  Sulle strade a carreggiate separate con due o più corsie per senso di marcia vanno impiegati i seguenti segnali di indicazione per la disponibilità e l’uso delle corsie:
a)  il segnale CORSIA o CORSIE CHIUSE (figg. II.411/a, II.411/b, II.411/c, II.411/d) deve essere impiegato quando, su una carreggiata a due o più corsie, si riduce il numero di quelle disponibili nel senso di marcia. La chiusura di due o più corsie deve essere sfalsata nello spazio in modo da operare la chiusura di una corsia per volta. La rappresentazione grafica del simbolo varia secondo la situazione stradale ed il numero di corsie interessate. Il segnale può essere preceduto dal preavviso, costituito dallo stesso segnale corredato da un pannello integrativo indicante la distanza dal punto in cui è localizzata la chiusura;
b)  il segnale CARREGGIATA CHIUSA (figg. II.412/a, II.413/a, II. 413/b) deve essere impiegato quando su una strada a carreggiate separate, una di esse viene chiusa al traffico;
c)  il segnale RIENTRO IN CARREGGIATA (figg. II.412/b, II.413/c) deve essere impiegato per indicare il ripristino delle condizioni viabili normali;
d)  il segnale USO CORSIE può essere impiegato per indicare l’utilizzo delle corsie disponibili per le diverse categorie di veicoli (fig. II.414).
4.  La segnaletica di prescrizione necessaria è la seguente:
a)  segnali DARE PRECEDENZA oppure FERMARSI E DARE PRECEDENZA (secondo le condizioni di visibilità) a tutte le intersezioni del percorso deviato, qualora la strada interrotta goda del diritto di precedenza;
b)  segnali DIVIETO DI TRANSITO, DIREZIONE OBBLIGATORIA, barriere direzionali nel numero necessario;
c)  segnalamento del possibile accesso ai residenti lungo la strada interrotta, ma in modo da escludere dubbi od esitazioni per il traffico a transito vietato.

Legislazione complementare 

per notizia:
D.M. 9 giugno 1995 - visibilità a distanza del personale impegnato su strada
D
.M. 10 luglio 2002 - Segnalamento temporaneo

Dottrina 

non presente

Sanzioni 

Vai al Prontuario