Codice

Art. 180. Possesso dei documenti di circolazione e di guida. (Testo applicabile dal 19 gennaio 2013)

1. Per poter circolare con veicoli a motore il conducente deve avere con sé i seguenti documenti:

a) la carta di circolazione, il certificato di idoneità tecnica alla circolazione o il certificato di circolazione, a seconda del tipo di veicolo condotto (Lettera così sostituita dell’art. 18, c. 2, lett. a), D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, in vigore a decorrere dal 19 gennaio 2013);

 b) la patente di guida valida per la corrispondente categoria del veicolo, nonché lo specifico attestato sui requisiti fisici e psichici, qualora ricorrano le ipotesi di cui all'articolo 115, comma 2 (Lettera così modificata dalla lettera b) del comma 2 dell’art. 18, D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59. Le disposizioni del citato D.Lgs. n. 59/2011 sono applicabili, ai sensi di quanto disposto dal comma 1 dell’art. 28 dello stesso, a decorrere dal 19 gennaio 2013);

 c) l'autorizzazione per l'esercitazione alla guida per la corrispondente categoria del veicolo in luogo della patente di guida di cui alla lettera b), nonché un documento personale di riconoscimento;

 d) il certificato di assicurazione obbligatoria.

2. La persona che funge da istruttore durante le esercitazioni di guida deve avere con sé la patente di guida prescritta; se trattasi di istruttore di scuola guida deve aver con sé anche l'attestato di qualifica professionale di cui all'art. 123, comma 7.

3. Il conducente deve, altresì, avere con sé l'autorizzazione o la licenza quando il veicolo è impiegato in uno degli usi previsti dall'art. 82.

4. Quando l'autoveicolo sia adibito ad uso diverso da quello risultante dalla carta di circolazione, ovvero quando il veicolo sia in circolazione di prova, il conducente deve avere con sé la relativa autorizzazione. Per i veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto di persone e per quelli adibiti a locazione senza conducente la carta di circolazione può essere sostituita da fotocopia autenticata dallo stesso proprietario con sottoscrizione del medesimo (Comma così modificato dall'art. 3, comma 17, D.L. 27 giugno 2003, n. 151 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214.

5. Il conducente deve avere con sé il certificato di di abilitazione o di formazione professionale , la carta di qualificazione del conducente e il certificato di idoneità, quando prescritti (Comma così sostituito dal comma 1 dell'art. 32, L. 29 luglio 2010, n. 120, successivamente così modificato dall'art. 9, D. Lgs. 16 gennaio 2013, n. 2)).

6. (Comma abrogato dall'art. 18, c. 2, D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59).

7. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168. Quando si tratta di ciclomotori la sanzione è da euro 25 a euro 99.

8. Chiunque senza giustificato motivo non ottempera all'invito dell'autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell'invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell'accertamento delle violazioni amministrative previste dal presente codice, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 419 a euro 1.682. Alla violazione di cui al presente comma consegue l'applicazione, da parte dell'ufficio dal quale dipende l'organo accertatore, della sanzione prevista per la mancanza del documento da presentare, con decorrenza dei termini per la notificazione dal giorno successivo a quello stabilito per la presentazione dei documenti (Periodo aggiunto dall'art. 3, comma 17, D.L. 27 giugno 2003, n. 151 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214).

(Il D. Lgs. 10 settembre 1993, n. 360 (in SO n.86, relativo alla G.U. 15/09/1993, n.217) ha disposto (con l'art. 95, comma 1, lettera a)) la soppressione della lettera b) dell'art. 180, comma 1 e la conseguente ridenominazione delle lettere c), d) ed e); (con l'art. 95, comma 1, lettera b)) la modifica dell'art. 180, comma 1, lettera c); (con l'art. 95, comma 1, lettera c)) la modifica dell'art. 180, comma 4; (con l'art. 95, comma 1, lettera d)) la modifica dell'art. 180, comma 5; (con l'art. 95, comma 1, lettera e)) la modifica dell'art. 180, comma 6).

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Aggiornamenti all'articolo
Data Pubblicazione  
15/09/1993 Il DECRETO LEGISLATIVO 10 settembre 1993, n. 360 (in SO n.86, relativo alla G.U. 15/09/1993, n.217) ha disposto (con l'art. 95, comma 1, lettera a)) la soppressione della lettera b) dell'art. 180, comma 1 e la conseguente ridenominazione delle lettere c), d) ed e); (con l'art. 95, comma 1, lettera b)) la modifica dell'art. 180, comma 1, lettera c); (con l'art. 95, comma 1, lettera c)) la modifica dell'art. 180, comma 4; (con l'art. 95, comma 1, lettera d)) la modifica dell'art. 180, comma 5; (con l'art. 95, comma 1, lettera e)) la modifica dell'art. 180, comma 6.
30/06/2003 Il DECRETO-LEGGE 27 giugno 2003, n. 151 (in G.U. 30/06/2003, n.149) , convertito con modificazioni dalla L. 1 agosto 2003, n. 214 (in SO n.133, relativo alla G.U. 12/08/2003, n. 186) ha disposto (con l'art. 3, comma 17, lettera a)) la modifica dell'art. 180, comma 4; (con l'art. 3, comma 17, lettera b)) la modifica dell'art. 180, comma 6 e (con l'art. 3, comma 17, lettera c)) la modifica dell'art. 180, comma 8.
30/06/2003 Il DECRETO-LEGGE 27 giugno 2003, n. 151 (in G.U. 30/06/2003, n.149) , convertito con modificazioni dalla L. 1 agosto 2003, n. 214 (in SO n.133, relativo alla G.U. 12/08/2003, n. 186) ha disposto (con l'art. 7, comma 8) la modifica dell'art. 180, comma 6.
28/07/2010 La Corte costituzionale, con sentenza 7 luglio 2010, n. 280 (in G.U. 28/07/2010 n. 30) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale dell'art. 180, comma 4.
29/07/2010 La LEGGE 29 luglio 2010, n. 120 (in SO n.171, relativo alla G.U. 29/07/2010, n.175) ha disposto (con l'art. 32, comma 1) la modifica dell'art. 180, comma 5.
30/04/2011 Il DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2011, n. 59 (in G.U. 30/04/2011, n.99) ha disposto (con l'art. 18, comma 2, lettera c)) l'abrogazione del comma 6 dell'art. 180.
30/04/2011 Il DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2011, n. 59 (in G.U. 30/04/2011, n.99) ha disposto (con l'art. 18, comma 2, lettera a)) la modifica dell'art. 180, comma 1, lettera a); (con l'art. 18, comma 2, lettera b)) la modifica dell'art. 180, comma 1, lettera b).
30/04/2011 Il DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2011, n. 59 (in G.U. 30/04/2011, n.99) ha disposto (con l'art. 28, comma 1) la modifica dell'art. 180.

 

Note:

POSSESSO DEI DOCUMENTI DI GUIDA (ART. 180 Cd.S.)

Il D.Lgs. n. 59/2011 è intervenuto anche per modificare le disposizioni dell'art. 180 C.d. S., in modo da aggiornarlo, nell'elenco dei documenti di guida da avere al seguito, con le nuove previsioni fin qui descritte.

Circa l'obbligo, previsto dal comma I, lettera a) dell'art. 180 Cd.S., di avere con sé per circolare la carta di circolazione o il certificato di idoneità tecnica alla circolazione, si è aggiunto il certificato di circolazione, a seconda del tipo di veicolo condotto.

La lettera b) del medesimo comma è stata, invece, integrata con la previsione di avere con sé lo specifico attestato sui requisiti fisici e psichici a seguito di visita medica specialistica annuale, che innalza da anni sessantacinque ad anni sessantotto la possibilità di guidare autotreni ed autoarticolati con massa complessiva a pieno carico superiore a 20 t. e da sessanta a sessantotto anni la facoltà di guidare autobus, autocarri, autotreni, autoarticolati, autosnodati, adibiti al trasporto di persone.

Con l'integrazione del comma 5 si è sancito l'obbligo, per il conducente che effettua il trasporto di materiali pericolosi, nei casi prescritti, di avere con sé il certificato di formazione professionale (CFP). La disciplina sanzionatoria relativa a tale documento ha ora una sua compiutezza, che esclude l'applicazione dell'art. 168 C.d.S. e che può essere così riassunta:

    • Art. 180, commi 5 e 7, C.d.S., qualora il conducente non porti con sé il CFP;

    • Art. 116, commi 16 e 18, C.d.S. se non è munito del CFP perché mai conseguito o perché non valido in relazione alle merci pericolose trasportate o alle modalità di trasporto;

    • Art. 126, comma Il, C.d.S. se il CFP è scaduto di validità.

L'equiparazione del certificato di idoneità alla guida per ciclomotori (CIGC) alla patente categoria AM ha comportato l'abrogazione del previgente comma 6 dell'art. 180 C.d.S. Tuttavia, con tale abrogazione è venuto meno anche l'obbligo per il conducente di un ciclomotore di avere con sé un documento di riconoscimento, con la conseguenza che, nella fase transitoria, cioè fino a quando tutti i conducenti non avranno convertito il certificato di idoneità alla guida in patente AM, la circolazione con il CIGC senza documento di riconoscimento non potrà più essere oggetto di sanzione, fermo restando l'obbligo di identificazione del conducente, secondo le vigenti disposizioni in materia.

L’articolo 9 del D. Lgs. 16 gennaio 2013, n. 2 riforma, attraverso una modifica al decreto legislativo n. 59/2011, l’articolo 180 del codice della strada disponendo includendo tra i documenti che il conducente di veicolo adibito al trasporto di cose o di persone deve avere, anche, ove previsto, il certificato di formazione professionale (ovvero quello che autorizza alla guida di trasporti eccezionali. 

 

Circ. Min. interno 12 agosto 2010 Prot.300/Al/11310/10/101/3/3/9 -  Legge 29 luglio 2010, n.120, recante "Disposizioni in materia di sicurezza stradale". Modifiche al Codice della Strada, in vigore dal 13 agosto 2010. 

Interventi in materia di possesso dei documenti di circolazione e di guida - Art. 180 C.d.S.

E stato introdotto l'obbligo giuridico di portare al seguito Ia carta qualificazione conducente (CQC) durante Ia conduzione di veicoli utilizzati in attivita che ne richiedono la titolarita.

Pertanto, cosi come accade per gli altri documenti indicati al comma 1 dell' art. 180 C.d.S, all'atto in cui l'agente accerta che il trasgressore non ha con se la CQC applica la sanzione prevista dall' articolo 180, commi 5 e 7, C.d.S, intimandogli di esibire il documento mane ante ai sensi dell'articolo 180 comma 8 C.d.S. Nel caso in cui il trasgressore esercita l' attivita privo del necessario titolo abilitativo in quanta mai ottenuto, 10 stesso sara soggetto alle ben pili gravi sanzioni previste

dall'articolo 116, comma 15, C.d.S. 

LE NUOVE REGOLE

• È stato introdotto l’obbligo giuridico di portare al seguito la carta qualificazione conducente (CQC) durante la conduzione di veicoli utilizzati in servizi che ne richiedono la titolarità.

COSA È CAMBIATO

• Tra i documenti che il conducente ha l’obbligo di portare con se, previsti dall’articolo in esame, è stata inserita anche la Carta di Qualificazione del Conducente. All’atto in cui l’agente accerta che il trasgressore è possessore del titolo abilitativo viene applicata la sanzione prevista dall’articolo 180/5° - 7° CDS, intimandogli di esibire il documento mancante ai sensi dell’articolo 180/8° del CDS. Nel caso in cui il trasgressore esercita l’attività privo del necessario titolo abilitativo in quanto mai ottenuto, lo stesso sarà soggetto alle ben più gravi sanzioni previste dall’articolo 116/15° CDS (155,00 € e fermo amministrativo per 60 giorni).

Giurisprudenza

In tema di violazioni alle norme del codice della strada, con riferimento alla sanzione pecuniaria inflitta per l'illecito amministrativo previsto dal combinato disposto degli articoli 126 bis, secondo comma, penultimo periodo, e 180, ottavo comma, del codice suddetto, il proprietario del veicolo, in quanto responsabile della circolazione dello stesso nei confronti delle pubbliche amministrazioni non meno che dei terzi, è tenuto sempre a conoscere l'identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione, onde dell'eventuale incapacità d'identificare detti soggetti necessariamente risponde, nei confronti delle une per le sanzioni e degli altri per i danni, a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilare sull'affidamento in guisa da essere in grado di adempiere al dovere di comunicare l'identità del conducente. Peraltro, la sentenza della Corte costituzionale n. 27 del 2005 - che pure ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del secondo comma dell'articolo 126 bis cod. strada, nella parte in cui era comminata la riduzione dei punti della patente a carico del proprietario del veicolo che non fosse stato anche responsabile dell'infrazione stradale - ha affermato, con asserzione che in quanto interpretativa e confermativa della validità di norma vigente, trova applicazione anche ai fatti verificatisi precedentemente e regolati dalla norma stessa, che "nel caso in cui il proprietario ometta di comunicare i dati personali e della patente del conducente, trova applicazione la sanzione pecuniaria di cui all'articolo 180, comma ottavo, del codice della strada" e che "in tal modo viene anche fugato il dubbio in ordine ad una ingiustificata disparità di trattamento realizzata tra i proprietari di veicoli, discriminati a seconda della loro natura di persone giuridiche o fisiche, ovvero, quanto a queste ultime, in base alla circostanza meramente accidentale che le stesse siano munite o meno di patente". (Nella specie, il giudice di pace aveva rigettato l'opposizione al verbale di accertamento, per violazione dell'articolo 180, comma ottavo, cod. strada, proposta da una società in a. s., secondo cui le era stato impossibile identificare il conducente a causa dei numerosi automezzi di sua proprietà affidati a vari dipendenti e dell'insussistenza dell'obbligo di registrare ciascun affidamento; la S.C., poichè non era stata fornita idonea ragione per esimersi da responsabilità, ha rigettato il ricorso per erronea interpretazione della norma suddetta in relazione alla sentenza della Corte costituzionale n. 27 del 2005). (Rigetta, Giud. pace Pontassieve, 5 Aprile 2005)

Cass. civ. Sez. II Sent., 12-06-2007, n. 13748 (rv. 598104) Mass. Giur. It., 2007

In relazione alle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 126-bis, comma 2, e 180, comma 8, del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, sollevate in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., va disposta la restituzione degli atti ai giudici a quibus, per una nuova valutazione sulla rilevanza delle questioni medesime, in considerazione della sopravvenuta modifica dell'art. 126-bis, comma 2, del codice della strada - D.Lgs. n. 285/1992, impugnato da entrambi i rimettenti, ad opera del comma 164 dell'art. 2 del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262.

Corte cost. Ord., 02-02-2007, n. 23

In seguito alla entrata in vigore del nuovo c. strad., approvato con d.lg. 30 aprile 1992, n. 285, la inosservanza dell'ordine di presentarsi per fornire informazioni in merito alla disponibilità del documento di guida o circolazione che non è stato esibito al momento del controllo, costituisce un illecito amministrativo, come tale espressamente sanzionato, solo quando la esibizione del documento è chiesta per esigenze amministrative, cioè per accertare eventuali irregolarità o illeciti di natura amministrativa. Se invece la richiesta di esibizione ha anche finalità diverse ed è diretta, in particolare, ad accertare la eventuale esistenza di ipotesi di reato, non è applicabile l'art. 180 c. strad., bensì la norma dell'art. 650 c.p. che conserva il suo vigore. (Nella specie è stato ritenuto correttamente contestato il reato di cui all'art. 650 c.p. non essendo stato osservato l'ordine di esibire la patente di guida, dato "per ragioni di giustizia", cioè per accertare l'esistenza di una abilitazione alla guida o, in difetto, l'esistenza del reato di guida senza patente).

Cass. pen. Sez. I, 18-04-1996, n. 5210  Cass. Pen., 1997, 1128

In tema di violazioni al codice della strada, costituiscono illeciti amministrativi distinti ed alternativi la circolazione senza copertura assicurativa (art. 193, primo e secondo comma, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285) e la circolazione senza certificato di assicurazione obbligatoria (art. 180, primo comma, lett. d), e settimo comma), o l'omessa esposizione del contrassegno relativo all'assicurazione obbligatoria (art. 181, primo e terzo comma). Ne consegue che, ove al conducente di un veicolo - il quale non abbia esibito agli agenti accertatori il certificato di assicurazione obbligatoria e non abbia esposto il relativo contrassegno - sia stata contestata immediatamente la violazione di cui all'art. 193 cit. ed il conducente medesimo abbia successivamente dimostrato l'adempimento dell'obbligo di assicurazione, l'accertamento delle violazioni di cui agli artt. 180 e 181 citati può perfezionarsi solo nel momento in cui venga esclusa l'applicabilità dell'art. 193. Proprio in ragione di tale alternatività degli illeciti, è esclusa la possibilità di immediata e contestuale contestazione delle violazioni previste dagli artt 193, primo comma, 180, primo comma, lett. d), e 181, primo comma.

Cass. civ. sez. I 24-07-2003, n. 11463 (rv. 565382) Abenavoli c. Pref. della Prov. di Reggio Calabria, Mass. Giur. It., 2003, Arch. Civ., 2004, 654, Arch. Giur. Circolaz., 2004, 656

In tema di violazioni al c. strad., integra l'ipotesi di illecito amministrativo previsto dal combinato disposto di cui agli articoli 180, comma 8, e 181, comma 3, d.lg. 30 aprile 1992 n. 285 (in base al quale non risultano sanzionate specifiche condotte previste dal detto codice ovvero specifici obblighi previsti da norme finanziarie relative al pagamento della tassa di possesso, bensì l'omessa collaborazione che il cittadino deve prestare all'autorità amministrativa al fine di consentirle l'espletamento dei necessari e previsti accertamenti) il comportamento di chi, essendo stato invitato ad esibire la ricevuta di pagamento della tassa di possesso, omette, al fine di non pagare la tassa di possesso anteriormente al termine ultimo al riguardo previsto dalla legge, di recarsi presso gli uffici della Polizia stradale, anche al fine di allegare, se del caso, la sussistenza della possibilità di pagare la tassa in questione, con le relative soprattasse, anche dopo la scadenza del termine utile per l'esibizione della ricevuta di pagamento.

 Cass. civ. sez. I 05-03-2002, n. 3123 Tomassi c. Pref. Frosinone, Mass. Giur. It., 2002, Giust. Civ., 2002, I
Arch. Civ., 2003, 66, Arch. Giur. Circolaz., 2003, 150


L’art. 180, 8º comma, cod.strad. sanziona non specifici comportamenti trasgressivi nella circolazione (altrimenti e partitamente sanzionati), ma il rifiuto della condotta collaborativa dovuta dal conducente, ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste dal codice della strada, nei rapporti con gli organi della p.a. cui spetta l’espletamento dei servizi di polizia stradale (nella specie, la suprema corte ha cassato - e decidendo nel merito annullato l’ordinanza ingiunzione - la decisione di merito che aveva affermato la responsabilità dell’opponente, che pur si era presentato agli uffici della polizia stradale ottemperando all’invito, in quanto non era stato in grado di esibire, oltre al certificato di conformità del ciclomotore, anche il contrassegno di pagamento della tassa di circolazione, così sostanzialmente applicando al mancato pagamento della tassa automobilistica la grave sanzione prevista per i comportamenti omissivi nei confronti dell’autorità).
Cass., sez. I, 20-07-2001, n. 9924. Arch. circolaz., 2001, 810

In tema di sanzioni amministrative irrogate per violazione di norme del codice della strada, qualora l’accertamento eseguito dall’autorità amministrativa abbia riferimento a soggetto non più proprietario del veicolo (causa i ritardi nelle registrazioni presso il pra), è da ritenersi legittima la convocazione di quest’ultimo «per fornire informazioni o esibire documenti» ex art. 180, 8 comma, cod.strad., con la conseguenza che la mancata presentazione presso gli uffici dell’amministrazione istante integra, a suo carico (e nonostante egli non sia più il proprietario del veicolo), gli estremi della violazione di cui al citato art. 180, 8 comma, cod.strad.
Cass., sez. III, 18-05-2000, n. 6471. Arch. circolaz., 2000, 83

Non è manifestamente infondata, in riferimento agli art. 3 e 27 cost., la questione di legittimità costituzionale degli art. 196, 1º comma, e 180, 8º comma, nuovo c.s., in quanto viene estesa al proprietario del veicolo la sanzione amministrativa anche nell’ipotesi in cui il conducente non abbia ottemperato all’invito di esibire il documento di guida.
P. Macerata-Recanati. Macerata-Recanati, 11-09-1997. Arch. circolaz., 1997, 967

A seguito dell’entrata in vigore del nuovo codice della strada, approvato con il d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, l’inottemperanza all’invito impartito dalla competente autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documentazione ai fini dell’accertamento di violazioni amministrative previste dal detto codice, non è punibile ai sensi dell’art. 650 c.p., poiché l’8º comma dell’art. 180 del nuovo codice della strada sanziona tal genere di inottemperanze con pena pecuniaria amministrativa, di tal che detta condotta non costituisce più illecito penale, in applicazione del principio di specialità di cui all’art. 9, 1º comma, l. 24 novembre 1981 n. 689, ma mero illecito amministrativo.
Cass., sez. I, 25-03-1998. Ced Cass., rv. 210477 (m)

Ai sensi dell’art. 180, 8º comma, d.leg. n. 285/1992 l’inottemperanza all’ordine di presentarsi all’autorità di polizia per esibire documenti o per fornire informazioni in merito alla disponibilità di un veicolo non integra più il reato previsto dall’art. 650 c.p., bensì l’infrazione amministrativa prevista dall’art. 180 cod.strad.; la nuova sanzione amministrativa - in mancanza di una disposizione transitoria analoga a quella dell’art. 40 l. n. 689/1981 - non ha efficacia retroattiva e non si applica perciò alle violazioni commesse in tempo antecedente all’entrata in vigore del nuovo codice stradale; pertanto gli atti relativi non devono essere trasmessi all’autorità amministrativa.
Cass., sez. I, 23-09-1996. Arch. circolaz., 1997, 247

In applicazione della regola fondamentale di cui al 2º comma dell’art. 2 c.p., l’inosservanza dell’ordine di presentarsi ad un organo di polizia per l’esibizione di documenti attinenti alla circolazione dei veicoli - accertata prima dell’entrata in vigore del nuovo codice della strada, emanato con d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, vale a dire prima dell’1 gennaio 1993 (art. 240 del testo citato) - essendo ora espressamente prevista come illecito amministrativo dall’art. 180, 8º comma, del predetto codice, non realizza più l’ipotesi criminosa dell’art. 650 c.p.; tale inosservanza non può neppure essere sanzionata in via amministrativa ostandovi il disposto dell’art. 1, 1º comma, l. 24 novembre 1981 n. 689, giacché il codice della strada non contiene alcuna norma transitoria analoga a quella dettata dall’art. 40 della legge stessa che deroga al principio di legalità enunciato in via generale; ne consegue che in siffatta ipotesi non deve essere disposta la trasmissione degli atti all’autorità amministrativa.
Cass., sez. I, 20-11-1995. Arch. circolaz., 1997, 157

In applicazione della regola fondamentale di cui al 2º comma dell’art. 2 c.p., l’inosservanza dell’ordine di presentarsi ad un organo di polizia per l’esibizione di documenti attinenti alla circolazione dei veicoli - accertata prima dell’entrata in vigore del nuovo codice della strada, emanato con d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, vale a dire prima del 1º gennaio 1993 (art. 240 del testo citato) - essendo ora espressamente prevista come illecito amministrativo dall’art. 180, 8º comma, del predetto codice, non realizza più l’ipotesi criminosa dell’art. 650 c.p.; tale inosservanza non può neppure essere sanzionata in via amministrativa ostandovi il disposto dell’art. 1, 1º comma, l. 24 novembre 1981 n. 689, giacché il codice della strada non contiene alcuna norma transitoria analoga a quella dettata dall’art. 40 della legge stessa che deroga al principio di legalità enunciato in via generale; ne consegue che in siffatta ipotesi non deve essere disposta la trasmissione degli atti all’autorità amministrativa.
Cass., sez. I, 20-11-1995. Ced Cass., rv. 204327 (m)

In seguito alla entrata in vigore del nuovo codice della strada, approvato con d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, l’inosservanza dell’ordine di presentarsi per fornire informazioni in merito alla disponibilità del documento di guida o circolazione che non è stato esibito al momento del controllo, costituisce un illecito amministrativo, come tale espressamente sanzionato, solo quando l’esibizione del documento è chiesta per esigenze amministrative, cioè per accertare eventuali irregolarità o illeciti di natura amministrativa; se invece la richiesta di esibizione ha anche finalità diverse ed è diretta, in particolare, ad accertare l’eventuale esistenza di ipotesi di reato, non è applicabile l’art. 180 del codice della strada bensì la norma dell’art. 650 c.p. che conserva il suo vigore (nella specie, è stato ritenuto correttamente contestato il reato di cui all’art. 650 c.p. non essendo stato osservato l’ordine, di esibire la patente di guida, dato «per ragioni di giustizia», cioè per accertare l’esistenza di una abilitazione alla guida o, in difetto, l’esistenza del reato di guida senza patente).
Cass., sez. I, 18-04-1996. Ced Cass., rv. 204669 (m)

L’inottemperanza all’ordine, impartito dall’autorità di polizia all’intestatario del veicolo, di presentarsi per fornire informazioni in merito alla disponibilità materiale del mezzo colto in circolazione irregolare non è punibile ai sensi dell’art. 650 c.p., in quanto l’art. 180, 8º comma, d.leg. 30 aprile 1992, n. 285, contempla espressamente tale inosservanza, prevedendo per essa una pena pecuniaria; il fatto, quindi, non può essere penalmente sanzionato, anche se commesso prima dell’entrata in vigore del citato art. 180 né ad esso, in quest’ultima ipotesi, può essere applicata la nuova sanzione amministrativa. Cass., sez. I, 08-10-1993. Arch. circolaz., 1995, 288

I natanti non rientrano tra i «veicoli» ai quali si riferisce l’art. 180 del codice della strada; pertanto la omessa esibizione alla autorità, che ne abbia fatto legalmente richiesta, di documenti ad essi relativi non può integrare l’illecito amministrativo previsto dal citato articolo, ma rende invece configurabile il reato contravvenzionale di cui all’art. 650 c.p.
Cass., sez. I, 05-05-1993. Riv. giur. circolaz. e trasp., 1993, 982

L’inosservanza dell’ordine impartito dall’autorità per esibire i documenti di circolazione ricade nella previsione di cui all’art. 180, 8º comma, nuovo cod.strad., di cui al d.l. 30 aprile 1992 n. 285 e la sanzione applicabile è di natura amministrativa; pertanto, nel caso di violazione commessa prima dell’entrata in vigore dell’indicato nuovo codice, deve trovare applicazione il 2º comma dell’art. 2 c.p., a tenore del quale nessuno può essere punito per un fatto che secondo una legge posteriore non è più sanzionato penalmente (fattispecie relativa ad imputazione ex art. 650 c.p.).
Cass., sez. I, 09-03-1993. Riv. giur. circolaz. e trasp., 1994, 72

L’art. 180, 8º comma, del nuovo codice della strada prevede come illecito punito con sanzione amministrativa il fatto di chi, senza giustificato motivo «non ottempera all’invito dell’autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste» da detto codice; la fattispecie descritta in tale norma copre integralmente un’ipotesi prima inquadrata nel paradigma dell’art. 650 c.p. e conseguentemente deve escludersi per tale ipotesi il carattere dell’illiceità penale, alla stregua del disposto del 2º comma dell’art. 2 c.p.
Cass., sez. I, 15-02-1993. Riv. giur. circolaz. e trasp., 1993, 978

L’inosservanza dell’ordine di esibire la patente di guida impartito a chi sia sorpreso a condurre un autoveicolo senza avere con sé la patente non può considerarsi esclusa dalla depenalizzazione intervenuta con l’art. 180, 8º comma, del nuovo codice della strada, sotto il profilo della persistente strumentalità di quell’ordine all’accertamento del reato di cui all’art. 116 stesso codice (che può essere agevolmente accertato presso gli uffici della p.a.), e cioè a fini di giustizia (in motivazione, la suprema corte ha affermato che l’ordine di esibire la patente di guida appare funzionalmente diretto ad accertare eventuali violazioni amministrative, come la mancata conferma di validità della patente, la mancata annotazione del cambio di residenza, l’irregolarità fiscale del documento, l’eventuale violazione dell’obbligo di portare le lenti durante la guida ecc.).
Cass., sez. I, 14-12-1993. Mass. Cass. pen., 1994, fasc.4, 67 (m)

Il termine «sanzioni» usato nell’art. 237, 2º comma, c.s., e il riferimento alle «procedure di accertamento e di applicazione» evidenzia che la norma si riferisce agli illeciti amministrativi e che essa non costituisce deroga al principio generale di non ultrattività della norma penale abrogata, dettato dall’art. 2 c.p.; ne consegue che l’inottemperanza all’ordine legalmente dato di esibire i documenti di guida dell’autoveicolo - introdotto come illecito amministrativo dall’art. 180 c.s. - se commesso prima dell’entrata in vigore di quest’ultimo non può essere sanzionato in via amministrativa, ostandovi il principio di legalità consacrato nell’art. 1 l. n. 689 del 1981 e mancando una norma transitoria analoga a quella contenuta nell’art. 40 della stessa legge, secondo cui le disposizioni ivi previste, che depenalizzavano taluni illeciti fino ad allora costituenti reato, trasformandoli in illeciti amministrativi, trovavano applicazione con riguardo alle violazioni commesse prima dell’entrata in vigore della legge in questione.
Cass., sez. I, 24-11-1993. Arch. circolaz., 1994, 852

A seguito dell’entrata in vigore del nuovo codice della strada, approvato con d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, la inottemperanza all’ordine di presentarsi per fornire informazioni od esibire documenti relativi ad un veicolo colto in circolazione irregolare, impartito all’intestatario del mezzo dalla polizia urbana prima delle modifiche introdotte dal nuovo strumento normativo, non è più punibile ai sensi dell’art. 650 c.p., poiché l’8º comma dell’art. 180 detto nuovo cod.strad. sanziona tale inottemperanza con pena pecuniaria amministrativa; la nuova sanzione amministrativa, poi, in mancanza di una disposizione transitoria, analoga a quella dell’art. 40 l. 24 novembre 1981 n. 689, che deroga al principio di legalità sancito anche per gli illeciti amministrativi nell’art. 1 stessa legge, non ha efficacia retroattiva e non si applica perciò alle violazioni commesse in tempi antecedenti all’entrata in vigore del nuovo codice della strada.
Cass., sez. I, 26-03-1993. Giust. pen., 1994, II, 19

A seguito dell’entrata in vigore del nuovo codice della strada, approvato con d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, l’inottemperanza all’ordine di fornire informazioni in merito alla disponibilità materiale di un veicolo colto in circolazione irregolare (nella specie, in violazione dei limiti di velocità), impartito all’intestatario del veicolo medesimo dalla polizia urbana, non è più punibile ai sensi dell’art. 650 c.p., anche se commessa anteriormente alla vigenza del nuovo testo normativo; l’8º comma dell’art. 180 nuovo cod.strad., infatti, assoggetta l’inottemperante alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di danaro; neppure la sanzione amministrativa può comunque applicarsi alle medesime violazioni, se commesse in tempi antecedenti all’entrata in vigore del nuovo codice della strada; infatti la formulazione da parte del legislatore di un’ipotesi di illecito amministrativo in sostituzione di una precedente previsione di rilievo penale, mentre determina il passaggio dell’illecito dall’ambito penale a quello amministrativo, non può avere nel contempo applicazione se non dalla data di vigenza della nuova normativa in forza del principio di stretta legalità affermato dall’art. 1 l. 24 novembre 1981 n. 689, ed in assenza di una disposizione transitoria analoga a quella dell’art. 40 legge medesima.

Cass., sez. I, 11-10-1993. Arch. circolaz., 1994, 615

Poiché l’art. 180, 8º comma, nuovo cod.strad., approvato con d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, reprime con una mera sanzione amministrativa il fatto di colui che senza giustificato motivo «non ottempera all’invito dell’autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste dal presente codice» il comportamento di chi non abbia ottemperato all’ordine di esibizione della patente di guida sotto il vigore dell’abrogato codice della strada non è più represso dall’art. 650 c.p. ma dal citato art. 180, 8º comma, nuovo codice; infatti, il principio di specialità tra sanzioni penali e sanzioni amministrative di cui all’art. 9 l. 24 novembre 1981 n. 689 - in perfetta coerenza con l’art. 2, 2º comma, c.p. - non distingue tra fatti anteriori e fatti successivi.
Cass., sez. I, 15-11-1993. Arch. circolaz., 1994, 967


Non ogni inottemperanza all’ordine, legalmente dato, di fornire informazioni o di esibire documenti deve ritenersi depenalizzata in forza dell’art. 180, 8º comma, nuovo cod. strad., ma soltanto quella ad ordine finalizzato all’accertamento delle violazioni amministrative previste dal predetto codice, restando dunque intatta la giuridica applicabilità dell’art. 650 c.p. per ogni diversa ipotesi; ma da tale distinzione deve discendere la necessità che l’ordine in questione, ove diretto a comportamenti finalizzati ad accertamento di reati, anche previsti dallo stesso codice, deve essere esplicito e chiaro in tal senso, per dimostrare la propria legalità e la rispondenza allo scopo peculiare che è requisito di esistenza del reato contravvenzionale di cui all’art. 650 precitato; ne deriva che ove manchi nell’imposizione l’indicazione specifica in parola e ne sia, conseguentemente, possibile la riferibilità anche a violazioni amministrative previste dal codice stradale, non è possibile ravvisare nell’eventuale inottemperanza gli estremi della contravvenzione in argomento, restando la sola violazione amministrativa prevista nel comma indicato dall’art. 180 (fattispecie relativa a rigetto di ricorso del p.m. avverso sentenza dichiarativa di ndp per l’inottemperanza all’ordine di esibire patente di guida e carta di circolazione dell’autovettura).

Cass., sez. I, 10-12-1993. Arch. circolaz., 1994, 1064

L’ordine di esibire la patente di guida dato a chi sia stato sorpreso alla guida di autoveicolo senza avere con sé la patente è funzionalmente diretto all’accertamento di violazioni amministrative - quali la guida senza portare con sé la patente, la mancata conferma di validità della stessa, la mancata annotazione del cambio di residenza, l’irregolarità fiscale del documento, l’eventuale violazione dell’obbligo di portare le lenti durante la guida ecc. - e non del reato di cui all’art. 116 del nuovo c.s., dato che quest’ultimo può essere agevolmente accertato presso gli appositi uffici della p.a. (fattispecie in cui il p.m. ricorrente sosteneva che il venir meno, a seguito dell’entrata in vigore del disposto dell’art. 180, 8º comma, nuovo c.s., della configurabilità del reato di cui all’art. 650 c.p. nel caso di inottemperanza all’ordine di esibizione della patente di guida, sarebbe limitato alle ipotesi in cui la esibizione stessa sia diretta all’accertamento di violazioni amministrative e non riguarderebbe anche il caso in cui l’ordine sia diretto invece all’accertamento del reato di cui all’art. 116 di detto codice; la cassazione ha ritenuto infondato tale assunto ed ha enunciato il principio di cui in massima).
Cass., sez. I, 14-12-1993. Arch. circolaz., 1994, 825
Giust. pen., 1994, II, 533

L’inosservanza dell’ordine di esibire la patente di guida impartito a chi sia sorpreso a condurre un autoveicolo senza avere con sé la patente non può considerarsi esclusa dalla depenalizzazione intervenuta con l’art. 180, 8º comma, del nuovo c.s., sotto il profilo della persistente strumentalità di quell’ordine all’accertamento del reato di cui all’art. 116 stesso codice (che può essere agevolmente accertato presso gli uffici della p.a.), e cioè a fini di giustizia (in motivazione, la suprema corte ha affermato che l’ordine di esibire la patente di guida appare funzionalmente diretto ad accertare eventuali violazioni amministrative, come la mancata conferma di validità della patente, la mancata annotazione del cambio di residenza, l’irregolarità fiscale del documento, l’eventuale violazione dell’obbligo di portare le lenti durante la guida ecc.).
Cass., sez. I, 14-12-1993. Arch. circolaz., 1994, 825

L’inottemperanza all’ordine (o invito) dell’autorità di presentarsi, entro il termine stabilito, ad uffici di polizia per fornire informazioni o per esibire documenti ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste dal vigente codice della strada, è ora punita con semplice sanzione amministrativa, ai sensi dell’art. 180, 8º comma, stesso codice; norma, questa i cui effetti depenalizzanti non possono che operare retroattivamente, e, quindi, anche con riferimento ai fatti compiuti anteriormente alla data di entrata in vigore del codice, se costituenti fattispecie espressamente considerate dalla nuova disciplina quali violazioni amministrative (sulla scorta del principio di cui in massima la cassazione ha escluso che nella specie l’inottemperanza da parte dell’interessato all’ordine di esibire la carta di circolazione, verificatasi anteriormente all’entrata in vigore del nuovo codice della strada costituisca più il reato di cui all’art. 650 c.p.).
Cass., sez. I, 17-12-1993. Arch. circolaz., 1994, 614

Il vigente cod.strad. prevede all’8º comma dell’art. 180 che colui che non ottempera, senza giustificato motivo, all’invito dell’autorità di presentarsi entro un termine stabilito, ad uffici di polizia per esibire i documenti di circolazione ai fini dell’accertamento di violazioni amministrative previste dal medesimo codice, è soggetto a sanzione amministrativa; pertanto, nel caso di violazione commessa prima dell’entrata in vigore dell’indicato nuovo codice, in conseguenza della suddetta depenalizzazione deve dichiararsi che il fatto non è previsto come reato, senza che vadano trasmessi gli atti alla competente autorità amministrativa, in difetto di una norma transitoria (fattispecie relativa ad imputazione ex art. 650 c.p.).
Cass., sez. I, 10-03-1993. Mass. Cass. pen., 1993, fasc. 11, 2 (m)

A seguito dell’entrata in vigore del nuovo codice della strada, l’inottemperanza all’invito dell’autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste dal codice stradale non è più punibile a norma dell’art. 650 c.p., ma costituisce illecito amministrativo punito con sanzione pecuniaria; in mancanza di una disposizione transitoria, la nuova sanzione non si applica alle violazioni commesse in tempi antecedenti all’entrata in vigore di detto codice, e non va pertanto disposto l’invio degli atti al comando di polizia previsto dall’art. 220 del codice stesso.
Cass., sez. I, 30-03-1993. Cass. pen., 1994, 56

L’inosservanza degli ordini impartiti per avere notizie ed informazioni in ordine alla circolazione di un veicolo o per l’esibizione dei documenti di abilitazione del veicolo stesso o del guidatore non è più riconducibile all’ipotesi contravvenzionale di cui all’art. 650 c.p., bensì all’ipotesi di cui all’art. 180 nuovo cod.strad. che all’8º comma prevede espressamente l’inosservanza all’invito dell’autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste dal codice stesso; tale inosservanza, pertanto, è ora punita con la sanzione amministrativa prevista da tale disposizione amministrativa e non costituisce più reato.
Cass., sez. I, 21-01-1993. Cass., sez. I, 21-01-1993. Arch. circolaz., 1994, 614
Riv. giur. circolaz. e trasp., 1994, 411

A seguito dell’entrata in vigore del nuovo codice della strada, l’inosservanza dell’ordine di presentarsi in ufficio al fine di fornire informazioni in ordine alla disponibilità materiale di un autoveicolo colto in circolazione non regolare, impartito all’intestatario del mezzo dalla polizia stradale anteriormente alla normativa introdotta dal nuovo codice, non è più punibile ai sensi dell’art. 650 c.p., dal momento che l’art. 180 cod.strad. sanziona detta inottemperanza con sanzione amministrativa pecuniaria; tale nuova sanzione, in mancanza di una disposizione transitoria analoga a quella dettata dall’art. 40 l. 24 novembre 1981 n. 689, che deroga al principio di legalità sancito per gli illeciti amministrativi dall’art. 1 legge medesima, non ha però efficacia retroattiva e, quindi, non si applica alle violazioni poste in essere anteriormente all’entrata in vigore del nuovo codice stradale, onde non può essere disposto l’invio degli atti al comando di polizia che ha provveduto alla contestazione della contravvenzione, prevista dall’art. 220 cod.strad.
Cass., sez. I, 30-03-1993. Arch. circolaz., 1994, 239

La formulazione da parte del legislatore di una ipotesi di illecito amministrativo, sanzionata con pena pecuniaria, in sostituzione di precedente e più grave qualificazione di rilievo penale, mentre produce il passaggio dell’illecito dall’area penale a quella amministrativa non può, nel contempo, avere applicazione se non dalla data di entrata in vigore della nuova normativa, e ciò in forza del principio di legalità, proclamato in materia di depenalizzazione dall’art. 1 l. n. 689 del 1981, e salva diversa ed espressa disposizione derogatoria, prevista da norma di pari rango (primario e non superprimario); ne consegue che in relazione a fatti che, già integranti il reato di cui all’art. 650 c.p. e commessi prima della data di entrata in vigore del nuovo codice della strada, configurino dopo tale data l’illecito punito con sanzione amministrativa dall’art. 180, 8º comma, di detto codice, non può farsi applicazione del disposto dell’art. 220 stesso codice, alla cui stregua l’autorità giudiziaria è obbligata alla trasmissione degli atti all’autorità o al comando che ha comunicato la notizia di reato, quando nel fatto sia ravvisata solo una violazione amministrativa, dovendosi escludere un’applicazione retroattiva della suddetta violazione amministrativa (nell’affermare il principio di cui in massima la cassazione ha altresì evidenziato che nella specie non poteva trovare applicazione il disposto del 3º comma dell’art. 2 c.p., che disciplina il fenomeno della diversità di leggi succedutesi nel tempo prevedendo l’applicazione di quella più favorevole, in quanto tale norma sottintende la riconducibilità di entrambe le leggi nella sfera della repressione penale).
Cass., sez. I, 15-02-1993. Mass.Cass. pen., 1993, fasc. 6, 106 (m)

A mente dell’art. 2 c.p. non è più applicabile la sanzione penale nel caso in cui un ciclomotorista sorpreso alla guida del veicolo senza certificato di conformità si sia reso inottemperante all’invito rivoltogli dagli agenti municipali di presentare il detto documento all’ufficio entro un termine prestabilito; detta condotta, in precedenza integrante il reato di cui all’art. 650 c.p., è infatti ora prevista e punita come illecito amministrativo ai sensi dell’art. 180, 8º comma, del nuovo codice della strada.
Cass., sez. I, 18-01-1993. Riv. giur. circolaz. e trasp., 1993, 828

A seguito di novazione legislativa, la condotta omissiva di chi, senza giustificato motivo «non ottempera all’invito dell’autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste» dal codice della strada, precedentemente punibile ai sensi dell’art. 650 c.p. è ora sanzionata in via amministrativa dall’8º comma dell’art. 180 nuovo cod.strad.; ne consegue che, ai sensi dell’art. 220, 4º comma, del suddetto codice nei procedimenti in corso relativi a siffatte condotte realizzatesi anteriormente alla sua entrata in vigore, gli atti vanno rimessi al comando che ha comunicato la notizia di reato, perché proceda contro il trasgressore ai sensi delle disposizioni del 1º comma, titolo VI, codice stesso.
Cass., sez. I, 18-01-1993. Mass. Cass. pen., 1993, fasc. 6, 111 (m)

A seguito dell’entrata in vigore, alla data del 1 gennaio 1993, del d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, recante il nuovo codice della strada, l’inottemperanza, senza giustificato motivo, all’ordine dell’autorità di presentarsi, entro il termine da questa stabilito, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell’accertamento di violazioni amministrative dal detto codice, già integrante l’elemento oggettivo del reato di cui all’art. 650 c.p., è ora punita con sanzione amministrativa dall’8º comma dell’art. 180 del medesimo codice; siffatta tutela in via amministrativa dell’ordine in questione non si aggiunge a quella del dettato penale, ma la sostituisce integralmente, stante il principio di specialità che regola il concorso apparente tra norma penale e norma del sistema sanzionatorio amministrativo (art. 9 L. 24 novembre 1981 n. 689), essendo la violazione munita di sanzione amministrativa oggetto di norma speciale rispetto alla violazione di cui all’art. 650 c.p. (nell’affermare il principio di cui in massima la cassazione ha evidenziato come anche l’art. 194 nuovo cod.strad. richiami l’applicabilità delle disposizioni generali contenute nelle sezioni I e II del capo I della l. n. 689 del 1981).
Cass., sez. I, 18-01-1993. Mass. Cass. pen., 1993, fasc. 6, 111 (m)

In applicazione del principio generale di cui all’art. 2, 2º comma, c.p., l’inosservanza, verificatasi prima dell’entrata in vigore del nuovo codice della strada, emanato con d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, all’ordine, impartito all’intestatario di un veicolo, di presentarsi ad un organo di polizia onde fornire informazioni o esibire documenti, a seguito della rilevata violazione di norme in materia di circolazione stradale, essendo ora espressamente prevista come illecito amministrativo dall’art. 180, 8º comma del suddetto nuovo codice, non può più costituire il reato contravvenzionale previsto dall’art. 650 c.p.; la medesima inottemperanza, tuttavia, non può neppure essere sanzionata in via amministrativa ai sensi del citato art. 180 nuovo cod.strad., ostandovi il disposto di cui all’art. 1, 1º comma, l. 24 novembre 1981 n. 689 (secondo cui «nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione»), dal momento che non è stata emanata alcuna norma transitoria analoga a quella contenuta nell’art. 40 della citata l. n. 689/81, secondo cui le disposizioni ivi previste, che depenalizzavano taluni illeciti fino da allora costituenti reato, trasformandoli in illeciti amministrativi, trovavano applicazione anche con riguardo alle violazioni commesse anteriormente all’entrata in vigore della legge stessa.
Cass., sez. I, 21-01-1993. Arch. circolaz., 1993, 880
Riv. giur. circolaz. e trasp., 1993, 830

L’art. 180, 8º comma, nuovo cod. strad. prevede come illecito punito con sanzione amministrativa il fatto di chi, senza giustificato motivo «non ottempera all’invito dell’autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste» da detto codice; la fattispecie descritta in tale norma copre integralmente un’ipotesi prima inquadrata nel paradigma dell’art. 650 c.p. e conseguentemente deve escludersi per tale ipotesi il carattere dell’illiceità penale, alla stregua del disposto del 2º comma dell’art. 2 c.p.
Cass., sez. I, 15-02-1993. Mass. Cass. pen., 1993, fasc. 6, 106 (m)

A seguito dell’entrata in vigore del nuovo codice della strada, l’inottemperanza all’ordine di presentarsi all’autorità per fornire informazioni in ordine ai documenti di circolazione dell’autoveicolo di cui il conducente sia stato trovato sprovvisto all’atto del controllo, non costituisce più reato, essendo punito con sanzione pecuniaria amministrativa.
Cass., sez. I, 23-02-1993. Mass. Cass. pen., 1993, fasc. 6, 123 (m)

L’inosservanza dell’ordine impartito dall’autorità di esibire i documenti di circolazione, già integrante il reato di cui all’art. 650 c.p., ricade attualmente nella previsione di cui all’art. 180, 8º comma, del nuovo codice stradale, di cui al d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, che stabilisce l’applicazione di una sanzione di natura amministrativa; ne consegue che con riferimento alle violazioni commesse anteriormente all’entrata in vigore del nuovo codice stradale deve trovare applicazione il 2º comma dell’art. 2 c.p., a tenore del quale nessuno può essere punito per un fatto che secondo una legge posteriore non è più sanzionato penalmente.
Cass., sez. I, 23-02-1993. Mass. Cass. pen., 1993, fasc. 7, 87 (m)

A seguito dell’entrata in vigore del nuovo codice della strada, l’inottemperanza all’ordine di presentarsi, per fornire informazioni in merito alla disponibilità materiale di un autoveicolo colto in circolazione irregolare, impartito, all’intestatario del mezzo, dalla polizia urbana prima dell’introduzione della nuova norma, non è più punibile ai sensi dell’art. 650 c.p., poiché l’8º comma dell’art. 180 cod.strad. sanziona detta inottemperanza con sanzione pecuniaria amministrativa (in motivazione, la suprema corte ha precisato non essere possibile disporre la trasmissione degli atti all’autorità amministrativa per l’irrogazione della conseguente sanzione, giacché manca, nel codice della strada, una disposizione analoga a quella dell’art. 40 l. 24 novembre 1981 n. 689, sull’applicazione retroattiva delle sanzioni, mentre trova piena applicazione l’art. 1 stessa legge secondo il quale la legge sanzionatoria deve essere entrata in vigore prima della consumazione dell’illecito).
Cass., sez. I, 26-03-1993. Mass. Cass. pen., 1993, fasc. 8, 106 (m)

I natanti non rientrano tra i «veicoli» ai quali si riferisce l’art. 180 cod.strad.; pertanto la omessa esibizione alla autorità, che ne abbia fatto legalmente richiesta, di documenti ad essi relativi non può integrare l’illecito amministrativo previsto dal citato articolo, ma rende invece configurabile il reato contravvenzionale di cui all’art. 650 c.p.
Cass., sez. I, 05-05-1993. Mass. Cass. pen., 1993, fasc. 9, 89 (m)


Regolamento 

Art. 376. (Art. 180 Cod. Str.) Presentazione di informazioni e documenti a comandi o uffici di Polizia
1. Quando, in ottemperanza all'invito dell'autorità, sono presentati i documenti o fornite le informazioni richieste a norma dell'articolo 180, comma 8, del codice, entro il termine stabilito, il comando o l'ufficio di polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, del codice, presso il quale i documenti o le informazioni sono resi, ne prende atto redigendo apposito verbale e, se diverso dal comando o ufficio che ha formulato l'invito, ne dà comunicazione, senza ritardo, a quest'ultimo.
2. Copia del verbale di cui al comma 1 è consegnata alla persona che ha fornito le informazioni o ha esibito i documenti.
3. Il verbale di cui al comma 1 è conforme al modello seguente:
COMANDO ........................................................
OGGETTO: Verbale  di  violazione  all'art. 180 C.d.S. contestato dall'Ufficio o Comando di ......................................
L'anno ........... il giorno ........... del mese di ........... alle ore ........... nell'Ufficio o Comando .................... si è presentato il Sig. .......................................
nato a ........... il ........... residente a .................. via ....................................... il quale ha esibito:
1. La patente di guida cat. ... n. .......... rilasciata dalla prefettura di ................. il .................... validità rinnovata fino al .......................... vidimata per l'anno in corso
Eventuali prescrizioni o annotazioni: ..........................................................................................
2. La carta di  circolazione e/o  certificato di proprietà del veicolo targato ................... tipo ............. intestato a ...................... rilasciato/a il ......................
Revisione: ................. annotazioni: ......................
3. Il certificato di assicurazione del veicolo targato ....... tipo ............. dell'impresa di assicurazione ............... n. polizza ................... validità dalle ore .............. del ................ alle ore ............. del ................ premio pagato il ...............................................
4. Altri documenti: ..........................................................................................................
I dati sono stati rilevati dal .................................................................................................
......................................... All'Ufficio o Comando*
lï .....................
di ....................
prot. .........................
__________
[*] Da  inviare  all'Ufficio o  Comando  che  ha contestato la violazione (1). 
Si trasmette per quanto di competenza il presente verbale ai sensi dell'art. 376 del Regolamento di esecuzione del C.d.S.

(1) Articolo così sostituito dall'art. 212, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

Legislazione complementare 

Circ. Min. interno 18 febbraio 1997, n. M/2413 - Modello comunitario di patente di guida. Quesito.

Con riferimento al quesito posto, si esprime l'avviso, confortato dalla attuale vigenza dell'art. 292 del Regolamento di esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (R.D. 6 maggio 1940, n. 635), che la patente di guida di modello comunitario costituisca, come ogni documento rilasciato da Amministrazioni dello Stato e munito di fotografia, valido documento di identità.


Circ. Min. Trasporti 26 giugno 1997, n. 69/97 - Fotografia da apporre sulla patente di guida.

Numerosi Uffici provinciali hanno chiesto di conoscere se è possibile accettare fotografie, da apporre sulla patente di guida, che ritraggono il conducente a capo coperto.

Il Ministero dell'interno, investito della questione, ha fatto presente che con circolare del 14 marzo 1995 MI.A.C.E.L. n. 4 è stato disposto che, nei casi in cui la copertura del capo sia imposta da motivi religiosi, i documenti con funzioni di identificazione, e quindi anche la patente di guida, possono recare la foto del titolare a capo coperto, sempre che i tratti del volto siano ben visibili.

Si invitano pertanto gli uffici provinciali della M.C.T.C. ad osservare tali disposizioni.

Circ. Min. interno 18 maggio 1998, n. 41 - Validità della patente di guida ai fini della identificazione personale.

(V. anche la circolare 14 marzo 2000, n. M/2413/8, riportata di seguito)..

Da parte di alcune pubbliche amministrazioni è stato formulato quesito in ordine alla idoneità della patente di guida a consentire l'identificazione personale anche dopo le modifiche sopravvenute in ordine alla competenza al rilascio.

Questa Direzione Generale ritiene persistente tale idoneità.

Il parere espresso si fonda sul dettato della norma dell'art. 292 del R.D. 6 maggio 1940, n. 635, (regolamento di esecuzione del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza), che attribuisce carattere di documento equipollente alla carta di identità ad ogni documento munito di fotografia e rilasciato da una Amministrazione dello Stato (nella specie, dall'Ufficio provinciale della M.C.T.C. dipendente dal Ministero dei Trasporti e della navigazione).

La formulazione del parere trova fondamento, altresì, nella circostanza che il Consiglio di Stato, a suo tempo chiamato a pronunciarsi in sede consultiva sullo schema di regolamento di semplificazione della procedura di rilascio della patente di guida, espresse parere negativo sulla abrogazione dell'art. 292 del R.D. n. 635 del 1940 nella parte in cui prevede l'assimilazione della patente di guida a un valido documento d'identità, evidenziando i problemi che ne sarebbero derivati a carico della pubblica amministrazione e del cittadino in palese contraddizione alle esigenze di semplificazione che il provvedimento perseguiva.

Ed infatti, il D.P.R. 19 aprile 1994, n. 575, non recò la disposizione abrogativa.

Peraltro, il Comitato antiriciclaggio istituito presso il Ministero del tesoro - interessato al problema sotto il profilo dell'applicazione dell'art. 2 del decreto legge n. 143 del 1991 che prescrive l'obbligo di identificazione di chiunque compia operazioni comportanti trasmissioni o movimentazioni di mezzi di pagamento superiori a lire venti milioni presso gli uffici della pubblica amministrazione, gli enti creditizi, le società di intermediazione mobiliare e gli altri enti ed imprese ivi indicati - ha concordato sulla idoneità della patente di guida a consentire la identificazione personale.

Anche il Ministero dei trasporti, Direzione generale della Motorizzazione civile e dei trasporti in concessione, ha condiviso l'orientamento di questa Amministrazione.

Tutto ciò premesso, le SS.LL. sono pregate di voler notiziare di quanto sopra esposto gli enti e gli organismi interessati.

Circ. Min. interno 14 marzo 2000, n. M/2413/8 - Validità della patente di guida ai fini della identificazione personale.

È stato chiesto il parere di questo ufficio in ordine alla idoneità della patente di guida a consentire l'identificazione personale anche dopo l'introduzione del nuovo modello di patente di guida plastificato, previsto dal D.M. 7 ottobre 1999 (pubblicato nella G.U. del 26 ottobre 1999, n. 252).

In proposito la scrivente ritiene che la questione si ponga nei seguenti termini.

Le nuove disposizioni riguardanti le patenti di guida non hanno prodotto mutamenti in ordine alla qualificazione giuridica del documento in argomento, né è venuto meno il rispetto delle esigenze di pubblica sicurezza in materia.

Il carattere di documento di identificazione personale, pertanto, contraddistingue tuttora la patente di guida. Anche il nuovo documento plastificato, infatti, contiene i requisiti prescritti dall'art. 292 del R.D. 6 maggio 1940, n. 635, il quale considera equipollenti alla carta d'identità ogni documento munito di fotografia e rilasciato da un'Amministrazione dello Stato.

Sulla circostanza, d'altra parte, il Consiglio di Stato, a suo tempo chiamato a pronunciarsi in sede consultiva sullo schema di regolamento di semplificazione della procedura di rilascio della patente di guida, ha espresso parere negativo sulla abrogazione dell'art. 292 del R.D. n. 635 del 1940 nella parte in cui prevede l'assimilazione della patente di guida a un valido documento d'identità, evidenziando i problemi che ne sarebbero derivati a carico della pubblica amministrazione e del cittadino in palese contraddizione alle esigenze di semplificazione che il provvedimento perseguiva.

Ed infatti il D.P.R. 19 aprile 1994, n. 575, non recò la disposizione abrogativa.

La patente di guida, inoltre, viene tuttora rilasciata dai competenti uffici previo accertamento della identità personale del titolare sulla base della documentazione prodotta dall'interessato (contenente i dati relativi al cognome, nome, luogo e data di nascita, cittadinanza e residenza) nelle forme della dichiarazione sostitutiva ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e successive modificazioni.

Inoltre, il D.M. 7 ottobre 1999 prescrive quali caratteristiche deve avere il supporto utilizzato per il rilascio della patente di guida, individuando le regole tecniche e di sicurezza relative alla tecnologia e ai materiali utilizzati.

D'altra parte, e più in generale, con l'art. 3 del D.Lgs. 12 febbraio 1993, n. 39, il legislatore ha ribadito sul piano positivo l'inessenzialità ontologica della sottoscrizione autografa ai fini della validità degli atti amministrativi e la stessa giurisprudenza ha ritenuto che l'autografia della sottoscrizione non è configurabile come requisito di esistenza giuridica dei documenti amministrativi (Corte di Cassazione, sent. n. 7234 del 7 agosto 1996 e sent. n. 9394 del 24 settembre 1997).

Circ. Min. interno 18 giugno 2001, n. 300/A/233547/106/15 - Modalità di applicazione dell'art. 180 del Codice della strada alla luce delle disposizioni vigenti in materia di semplificazione e documentazione amministrativa.

Sono pervenuti numerosi quesiti in ordine ai possibili effetti delle nuove disposizioni in materia di semplificazione e documentazione amministrativa sull'applicazione di taluni articoli del Codice della strada.

In particolare, alla luce dell'entrata in vigore del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), è stato richiesto se una persona invitata a esibire presso un ufficio di polizia, ai sensi dell'art. 180, comma 8, del Codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285), un documento di circolazione o di guida, possa legittimamente presentare, in luogo del documento originale, una fotocopia autenticata nella forma dell'autocertificazione.

In proposito, occorre preliminarmente evidenziare che l'articolo 180 del Codice della strada impone espressamente che la circolazione avvenga con il possesso dei documenti relativi al conducente e al veicolo, sanzionando la mancanza al seguito.

Atteso che l'art. 78 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, prevede che restino in vigore, fino alla loro sostituzione, gli atti emanati prima del 7 marzo 2001, resta fermo l'obbligo da parte del conducente di avere al seguito i documenti in originale di cui all'art. 180 del Codice della strada. Per quanto riguarda, invece, l'adempimento dell'obbligo di esibizione successiva dei documenti, ai sensi dell'art. 180 comma 8, occorre considerare che l'art. 19 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa) prevede che la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà possa riguardare anche il fatto che la copia di un atto o di un documento conservato o rilasciato da una pubblica amministrazione è conforme all'originale.

Alla luce di quest'ultima disposizione, perciò, in caso di invito ad esibire presso un organo di polizia i documenti ai sensi dell'art. 180, comma 8, appare legittima la presentazione di dichiarazione sostitutiva in luogo dell'originale, nel rispetto delle formalità richieste dall'art. 19 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, anche attraverso fax.

Circ. Min. interno 14 febbraio 2007, n. M/2413/28 - Sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada. Individuazione della competenza territoriale del Prefetto e del Giudice di pace a decidere i ricorsi avverso i verbali di contestazione per la violazione dell'art. 180, comma 8, del Codice della strada. (V. chiarimenti nella circ. Min. interno 2 aprile 2007, n. M/2413/28 )

Sono state segnalate, da parte di alcune Prefetture, incertezze e difficoltà in ordine alla individuazione del Prefetto e/o del Giudice di pace territorialmente competenti a decidere i ricorsi proposti avverso i sommari processi verbali di contestazione della violazione dell'art. 180, comma 8, del Codice della strada (D.Lgs. n. 285 del 1992), violazione richiamata espressamente dall'art. 126-bis, comma 2 dello stesso Codice.

Si ritiene utile, al riguardo, porre l'attenzione su taluni indirizzi esegetici, emersi anche in ambito giurisprudenziale, ai quali uniformarsi nell'applicazione delle disposizioni di cui sopra.

Come è noto, ai sensi dell'art. 180, comma 8, del Codice della strada, chiunque, senza giustificato motivo, non ottemperi all'invito dell'Autorità di presentarsi entro il termine stabilito dall'invito medesimo, ad uffici di Polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell'accertamento delle violazioni amministrative in materia di circolazione stradale, è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria nonché all'applicazione, da parte dell'ufficio dal quale dipende l'organo accertatore, della sanzione prevista per la mancanza del documento da presentare.

Inoltre, secondo quanto disposto dall'art. 126-bis, comma 2, del Codice della strada, in caso di mancata identificazione del responsabile di una violazione che comporti la decurtazione del punteggio attribuito alla patente di guida, l'organo accertatore deve darne notizia al proprietario del veicolo, salvo che lo stesso non comunichi, entro 30 giorni dalla richiesta, all'organo di Polizia che procede, i dati personali e della patente dell'effettivo conducente al momento della commessa violazione; se il proprietario del veicolo omette di fornirli, si applica a suo carico la sanzione prevista dall'art. 180, comma 8, del Codice della strada.

Gli artt. 203 e 204-bis del Codice della strada, come pure l'art. 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ravvisano, in generale, l'organo territorialmente competente a decidere i ricorsi, amministrativi e giurisdizionali , avverso i verbali di contestazione degli illeciti amministrativi, rispettivamente, nel Prefetto e nel Giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione.

Pertanto, per giungere ad una corretta soluzione del problema ermeneutico sopra prospettato, occorre individuare, innanzi tutto, il luogo in cui è posta in essere la condotta illecita specificamente contemplata dall'art. 180, comma 8, del Codice della strada.

In effetti, la mancata comunicazione delle generalità del trasgressore, di cui al combinato disposto dell'art. 126-bis, comma 2 e dell'art. 180, comma 8, del Codice della strada, concretizza, senza dubbio alcuno, una condotta illecita di natura omissiva, che può essere realizzata, come tale, oltre che nella stessa località in cui è stata commessa la violazione originaria, anche in un luogo diverso dalla prima.

Infatti, qualora l'autore della predetta condotta risulti avere la propria residenza in una località diversa da quella in cui si trovava quando ha commesso la violazione originaria, è in tale località che dovrà essergli notificata la richiesta di informazioni e che, decorsi vanamente i 30 giorni dalla avvenuta notifica, si perfezionerà l'illecito.

Alla luce delle suesposte considerazioni, si ritiene, pertanto, che, al fine di fondare la competenza del Prefetto e/o del Giudice di pace cui proporre ricorso avverso la condotta omissiva tenuta successivamente alla violazione contestata, il luogo della commissione di quest'ultima non possa assumere alcun rilievo e che debba, piuttosto, farsi riferimento al luogo di residenza dell'interessato.

Si pregano le SS.LL. di voler tener conto delle enunciazioni esplicative sopra formulate, basate anche su recenti pronunce giurisdizionali, e si resta a disposizione per ogni eventuale, ulteriore chiarimento

Circ. Min. interno 2 aprile 2007, n. M/2413/28 - Sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada. Individuazione della competenza territoriale del Prefetto e del Giudice di pace a decidere i ricorsi avverso i verbali di contestazione per la violazione dell'art. 180, comma 8, del Codice della strada. Chiarimenti alla circolare 14 febbraio 2007, n. M/2413/28.

Sono stati segnalati, da più parti, dubbi e perplessità in ordine all'orientamento fornito da questa Direzione centrale con circolare n. M/2413/28 del 14 febbraio 2007, per quel che concerne i criteri di individuazione dell'Autorità cui proporre ricorso avverso la condotta omissiva di cui all'art. 180, comma 8, del Codice della strada (D.Lgs. n. 285 del 1992), richiamata dall'art. 126-bis, comma 2, dello stesso Codice.

Si è osservato, in primo luogo, che, al di là di qualsiasi valutazione giuridica, l'attribuzione di competenza all'autorità amministrativa o giudiziaria del luogo in cui risiede il trasgressore determinerebbe difficoltà di gestione del contenzioso giurisdizionale, dal momento che le Prefetture potrebbero essere chiamate a resistere in giudizio avverso i verbali redatti da Uffici di Polizia anche assai lontani. Vengono ipotizzati, inoltre, dei problemi anche per gli operatori che hanno redatto i verbali, in quanto, per effetto delle sopraindicate disposizioni, gli stessi potrebbero anche essere chiamati a testimoniare nei giudizi di opposizione davanti ad uffici giudiziari aventi la propria sede in località molto distanti da quella in cui essi operano abitualmente.

Infine, si manifesta il timore che l'indirizzo operativo fornito dalla circolare in questione, riverberando i propri effetti su un rilevante numero di verbali già redatti e notificati, divenga fonte di una pericolosa espansione del relativo contenzioso.

Si evidenzia, al riguardo, che, sotto il profilo prettamente giuridico, questo Dipartimento ha fondato il proprio orientamento sulla lettera degli artt. 203 e 204-bis del Codice della strada, i quali - come pure ha rilevato, anche di recente, la giurisprudenza (ex plurimis, Corte di Cassazione, Sezione Civile 11, sent. n. 24876 del 23 novembre 2006 e Giudice di Pace Taranto 20 maggio 2004) - ravvisano l'organo territorialmente competente a decidere i ricorsi avverso i verbali di contestazione degli illeciti amministrativi in materia di circolazione stradale nel Prefetto e nel Giudice di pace del luogo in cui è stata effettivamente commessa la violazione.

Si rammenta che, ai sensi dell'art. 180, comma 8, del Codice della strada, chiunque, senza giustificato motivo, non ottemperi all'invito dell'Autorità di presentarsi, entro il termine stabilito dall'invito medesimo, ad uffici di Polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell'accertamento delle violazioni amministrative in materia di circolazione stradale, è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria nonché all'applicazione, da parte dell'ufficio dal quale dipende l'organo accertatore, della sanzione prevista per la mancanza del documento da presentare.

Secondo quanto disposto dall'art. 126-bis, comma 2, del Codice della strada, in caso di mancata identificazione del responsabile di una violazione che comporti la decurtazione del punteggio attribuito alla patente di guida, l'organo accertatore deve darne notizia al proprietario del veicolo, salvo che lo stesso non comunichi, entro 30 giorni dalla richiesta, all'organo di Polizia che procede, i dati personali e della patente dell'effettivo conducente al momento della commessa violazione; se il proprietario del veicolo omette di fornirli, si applica a suo carico la sanzione prevista dall'art. 180, comma 8, del Codice della strada.

Poiché la mancata comunicazione delle generalità del trasgressore, di cui al combinato disposto dell'art. 126-bis, comma 2 e dell'art. 180, comma 8, del Codice della strada, concretizza una condotta illecita di natura omissiva che può essere realizzata, oltre che nella stessa località in cui è stata commessa la violazione originaria, anche in un luogo diverso dalla prima, si è ritenuto - in assenza di indicazioni univoche da parte del legislatore ed in presenza dì un panorama giurisprudenziale piuttosto variegato - che, al fine di fondare la competenza dell'Autorità cui proporre ricorso avverso la condotta omissiva tenuta successivamente alla violazione contestata, debba farsi riferimento al luogo di residenza dell'interessato, e ciò in coerenza con il principio di ordine generale cristallizzato nell'art. 9 c.p.p., secondo cui, qualora la competenza del giudice non possa essere determinata sulla base del luogo in cui l'illecito penale è stato consumato, deve ritenersi competente il giudice dell'ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione o dell'omissione, e qualora il luogo sopra indicato non sia noto, la competenza appartiene al giudice della residenza, della dimora o del domicilio dell'imputato.

Tanto sopra premesso, le osservazioni formulate appaiono tutt'altro che irrilevanti, ponendo esse l'accento su delicati profili di ordine tecnico-operativo che l'opzione ermeneutica prescelta da questa Direzione centrale è destinata ad implicare.

Ne deriva - nelle more di un contributo richiesto, sulla specifica problematica, all'Avvocatura generale dello Stato, volto anche a cogliere l'esatta interpretazione delle locuzioni "luogo della commessa violazione" e "luogo in cui è stata commessa la violazione" contenute, rispettivamente, nell'art. 203 e nell'art. 204-bis del Codice della strada - l'opportunità di continuare a seguire il previgente consolidato orientamento (anch'esso, in sostanza, confortato, a livello generale, da alcune pronunce giurisprudenziali) secondo cui il luogo della commissione di un illecito amministrativo coincide con il luogo in cui lo stesso è stato accertato. È evidente, infatti, che, in termini tecnico-operativi, tale orientamento non può che riflettersi sul criterio di individuazione dell'autorità competente a ricevere il ricorso o a giudicare della eventuale opposizione avverso i verbali di contestazione della violazione dell'art. 180, comma 8, del Codice della strada, autorità che viene così a identificarsi con quella del luogo in cui ha sede l'Ufficio di Polizia presso il quale dovevano pervenire le informazioni o i documenti richiesti e che ha provveduto alla redazione del relativo verbale.

Si pregano, pertanto, le SS.LL. di voler tener conto delle enunciazioni esplicative sopra formulate, con riserva di far conoscere l'avviso che l'Avvocatura generale dello Stato farà pervenire al riguardo.

per notizia:
Circ. Min. Trasporti 8 febbraio 1999, n. 1/99/APC - Conversione autorizzazioni al trasporto di merci.
Circ. Min. interno 22 giugno 2000, n. M/2413/9 - Annotazione sulla patente di guida del decreto penale di condanna.

Circ. 22 dicembre 2000,n. 2413-6 – Ammissibilità di altra documentazione.
Circ. min. int. 18 giugno 2001, prot. N. 300/A/2/33547/106/15.


Dottrina 

note

Norma modificata 

Contenuti 

Rispetto al codice della strada 

Rispetto al decreto legge n. 151 del 2003 

art. 180 comma 2 CdS 

Il conducente del ciclomotore deve avere con sé i documenti del veicolo ed il certificato di idoneità alla guida 

Si tratta di un adeguamento normativo reso necessario dall'introduzione dell'obbligo di aver conseguito il certificato d'idoneità alla guida 

Non sono state apportate modifiche in sede di conversione in legge 

art. 180 comma 4 CdS 

Per i veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto di persone e per quelli adibiti a locazione senza conducente la carta di circolazione può essere sostituita da fotocopia autenticata dallo stesso proprietario con sottoscrizione del medesimo 

La semplificazione tende a favorire quelle imprese che, per esigenze di servizio, concedono l'utilizzo del veicolo a diversi conducenti 

Norma di nuova introduzione 

art. 180 comma 8 CdS 

Chi non esibisce i documenti richiesti in caso di mancanza momentanea dei documenti durante la guida, è soggetto alla stessa sanzione di chi non li ha mai conseguiti. 

L'omissione aveva già un'autonoma sanzione, che viene comunque conservata ed alla quale si aggiunge la più grave sanzione. 

Norma di nuova introduzione 

 

La disposizione deve essere necessariamente correlata con le innovazioni introdotte dalle norme relative all'autocertificazione e, quindi, può trovare applicazione solo quando l'organo di polizia che ha intimato l'esibizione non sia comunque in grado di verificare, attraverso pubblici registri o altri sistemi, se il documento esiste o meno. Non si applica, perciò, per patente di guida nazionale, documenti dei veicoli italiani ed assicurazione obbligatoria per le quali è possibile accertare l'esistenza dei documenti attraverso pubblici registri o collegamenti telematici. 

 

 


Dottrina 

non riportata

Sanzioni  

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