Codice
Art. 176. Comportamenti durante la circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali.

1. Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle strade di cui all'art. 175, comma 1, è vietato:

a) invertire il senso di marcia e attraversare lo spartitraffico, anche all'altezza dei varchi, nonché percorrere la carreggiata o parte di essa nel senso di marcia opposto a quello consentito;

 b) effettuare la retromarcia, anche sulle corsie per la sosta di emergenza, fatta eccezione per le manovre necessarie nelle aree di servizio o di parcheggio;

 c) circolare sulle corsie per la sosta di emergenza se non per arrestarsi o riprendere la marcia;

 d) circolare sulle corsie di variazione di velocità se non per entrare o uscire dalla carreggiata.

2. È fatto obbligo:

a) di impegnare la corsia di accelerazione per immettersi sulla corsia di marcia, nonché di dare la precedenza ai veicoli in circolazione su quest'ultima corsia;

 b) di impegnare tempestivamente, per uscire dalla carreggiata, la corsia di destra, immettendosi quindi nell'apposita corsia di decelerazione sin dal suo inizio;

 c) di segnalare tempestivamente nei modi indicati nell'art. 154 il cambiamento di corsia.

3. In occasione di arresto della circolazione per ingorghi o comunque per formazione di code, qualora la corsia per la sosta di emergenza manchi o sia occupata da veicoli in sosta di emergenza o non sia sufficiente alla circolazione dei veicoli di polizia e di soccorso, i veicoli che occupano la prima corsia di destra devono essere disposti il più vicino possibile alla striscia di sinistra.

4. In caso di ingorgo è consentito transitare sulla corsia per la sosta di emergenza al solo fine di uscire dall'autostrada a partire dal cartello di preavviso di uscita posto a cinquecento metri dallo svincolo.

5. Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli è vietato sostare o solo fermarsi, fuorché in situazioni d'emergenza dovute a malessere degli occupanti del veicolo o ad inefficienza del veicolo medesimo; in tali casi, il veicolo deve essere portato nel più breve tempo possibile sulla corsia per la sosta di emergenza o, mancando questa, sulla prima piazzola nel senso di marcia, evitando comunque qualsiasi ingombro delle corsie di scorrimento.

6. La sosta d'emergenza non deve eccedere il tempo strettamente necessario per superare l'emergenza stessa e non deve, comunque, protrarsi oltre le tre ore. Decorso tale termine il veicolo può essere rimosso coattivamente e si applicano le disposizioni di cui all'art. 175, comma 10 (Comma così modificato  dall'art. 92, D.Lgs. 10 settembre 1993, n. 360 (Gazz. Uff. 15 settembre 1993, n. 217, S.O.). Vedi, pure, l'art. 4, D.L. 20 giugno 2002, n. 121 e modificato dall'art. 7, D.L. 27 giugno 2003, n. 151 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214).

7. Fermo restando il disposto dell'art. 162, durante la sosta e la fermata di notte, in caso di visibilità limitata, devono sempre essere tenute accese le luci di posizione, nonché gli altri dispositivi prescritti dall'art. 153, comma 5 (Comma così modificato  dall'art. 92, D.Lgs. 10 settembre 1993, n. 360 (Gazz. Uff. 15 settembre 1993, n. 217, S.O.). Vedi, anche, l'art. 4, D.L. 20 giugno 2002, n. 121 e modificato dall'art. 7, D.L. 27 giugno 2003, n. 151 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214).

8. Qualora la natura del guasto renda impossibile spostare il veicolo sulla corsia per la sosta di emergenza o sulla piazzola d'emergenza, oppure allorché il veicolo sia costretto a fermarsi su tratti privi di tali appositi spazi, deve essere collocato, posteriormente al veicolo e alla distanza di almeno 100 m dallo stesso, l'apposito segnale mobile. Lo stesso obbligo incombe al conducente durante la sosta sulla banchina di emergenza, di notte o in ogni altro caso di limitata visibilità, qualora siano inefficienti le luci di posizione.

9. Nelle autostrade con carreggiate a tre o più corsie, salvo diversa segnalazione, è vietato ai conducenti di veicoli adibiti al trasporto merci, la cui massa a pieno carico supera le 5 t, ed ai conducenti di veicoli o complessi veicolari di lunghezza totale superiore ai 7 m di impegnare altre corsie all'infuori delle due più vicine al bordo destro della carreggiata.

10. Fermo restando quanto disposto dall'art. 144 per la marcia per file parallele è vietato affiancarsi ad altro veicolo nella stessa corsia.

11. Sulle autostrade e strade per il cui uso sia dovuto il pagamento di un pedaggio, l'esazione può essere effettuata mediante modalità manuale o automatizzata, anche con sistemi di telepedaggio con o senza barriere. I conducenti devono corrispondere il pedaggio secondo le modalità e le tariffe vigenti. Ove previsto e segnalato, i conducenti devono arrestarsi in corrispondenza delle apposite barriere ed incolonnarsi secondo le indicazioni date dalle segnalazioni esistenti o dal personale addetto. I servizi di polizia stradale di cui all'articolo 11, comma 1, lettera a), relativi alla prevenzione e accertamento delle violazioni dell'obbligo di pagamento del pedaggio possono essere effettuati, previo superamento dell'esame di qualificazione di cui all'articolo 12, comma 3, anche dal personale dei concessionari autostradali e stradali e dei loro affidatari del servizio di riscossione, limitatamente alle violazioni commesse sulle autostrade oggetto della concessione nonché, previo accordo con i concessionari competenti, alle violazioni commesse sulle altre autostrade. (Comma sostituito dall'art. 8, c. 5-bis D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 (G.U. 19/10/2012, n.245, S.O. n. 194,) convertito con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221 (G.U. 18/12/2012, n. 294).

11-bis. Al pagamento del pedaggio di cui al comma 11, quando esso è dovuto, e degli oneri di accertamento dello stesso, sono obbligati solidalmente sia il conducente sia il proprietario del veicolo, come stabilito dall'articolo 196 (Comma aggiunto dall'art. 80, comma 23, L. 27 dicembre 2002, n. 289).

12. I conducenti dei veicoli adibiti ai servizi dell'autostrada, purché muniti di specifica autorizzazione dell'ente proprietario, sono esentati, quando sussistano effettive esigenze di servizio, dall'osservanza delle norme del presente articolo relative al divieto di effettuare: a) la manovra di inversione del senso di marcia; b) la marcia, la retromarcia e la sosta in banchina di emergenza; c) il traino dei veicoli in avaria. Sono esonerati dall'osservanza del divieto di attraversare i varchi in contromano in prossimità delle stazioni di uscita o di entrata in autostrada i veicoli e/o trasporti eccezionali purché muniti di autorizzazione dell'ente proprietario della strada ( Comma così sostituito dall'art. 28, L. 7 dicembre 1999, n. 472. 1094).

13. I conducenti di cui al comma 12, nell'effettuare le manovre, che devono essere eseguite con la massima prudenza e cautela, devono tenere in funzione sui veicoli il dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce gialla lampeggiante.

14. Sono esonerati dall'osservanza del divieto di effettuare le manovre di cui al comma 12 anche i conducenti degli autoveicoli e motoveicoli adibiti a servizi di polizia, antincendio e delle autoambulanze, che tengano in funzione il dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce blu lampeggiante.

15. Il personale in servizio sulle autostrade e loro pertinenze è esonerato, in caso di effettive esigenze di servizio e con l'adozione di opportune cautele, dall'osservanza del divieto di circolazione per i pedoni.

16. Per l'utente di autostrada a pedaggio sprovvisto del titolo di entrata, o che impegni gli impianti di controllo in maniera impropria rispetto al titolo in suo possesso, il pedaggio da corrispondere è calcolato dalla più lontana stazione di entrata per la classe del suo veicolo. All'utente è data la facoltà di prova in ordine alla stazione di entrata.

17. Chiunque transita senza fermarsi in corrispondenza delle stazioni, creando pericolo per la circolazione, nonché per la sicurezza individuale e collettiva, ovvero ponga in essere qualsiasi atto al fine di eludere in tutto o in parte il pagamento del pedaggio, è soggetto, salvo che il fatto costituisca reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 419 a euro 1.682.

18. Parimenti il conducente che circola sulle autostrade con veicolo non in regola con la revisione prevista dall'art. 80, ovvero che non l'abbia superata con esito favorevole, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 168 a euro 674. È sempre disposto il fermo amministrativo del veicolo che verrà restituito al conducente, proprietario o legittimo detentore, ovvero a persona delegata dal proprietario, solo dopo la prenotazione per la visita di revisione. Si applicano le norme dell'art. 214.

19. Chiunque viola le disposizioni del comma 1, lettera a), quando il fatto sia commesso sulle carreggiate, sulle rampe o sugli svincoli, è punito con la sanzione amministrativa da euro 1.988 a euro 10.604 (Comma così modificato dall'art. 20, D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. Vedi, pure, il comma 3-bis dell'art. 202 del CdS).

20. Chiunque viola le disposizioni del comma 1, lettere b), c) e d), e dei commi 6 e 7 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 398 a euro 1.596 (Articolo così modificato  dall'art. 92, D.Lgs. 10 settembre 1993, n. 360 (Gazz. Uff. 15 settembre 1993, n. 217, S.O.). Vedi, anche, l'art. 4, D.L. 20 giugno 2002, n. 121 e modificato dall'art. 7, D.L. 27 giugno 2003, n. 151 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214).

21. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335.

22. Alle violazioni di cui al comma 19 consegue la sanzione accessoria della revoca della patente di guida e del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi. In caso di reiterazione delle violazioni, in luogo del fermo amministrativo, consegue la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. Quando si tratti di violazione delle disposizioni del comma 1, lettere c) e d), alla sanzione amministrativa pecuniaria consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da due a sei mesi (Comma così modificato prima dall'art. 20, D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507 e poi dal comma 2 dell'art. 30, L. 29 luglio 2010, n. 120).

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Data PubblicazioneAggiornamenti all'articolo
15/09/1993 Il DECRETO LEGISLATIVO 10 settembre 1993, n. 360 (in SO n.86, relativo alla G.U. 15/09/1993, n.217) ha disposto (con l'art. 92, comma 1, lettera a)) la modifica dell'art. 176, comma 6; (con l'art. 92, comma 1, lettera b)) la modifica dell'art. 176, comma 7; (con l'art. 92, comma 1, lettera c)) la modifica dell'art. 176, comma 20.
16/12/1999 La LEGGE 7 dicembre 1999, n. 472 (in SO n.220, relativo alla G.U. 16/12/1999, n.294) ha disposto (con l'art. 28, comma 4) la modifica dell'art. 176, comma 12.
31/12/1999 Il DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 1999, n. 507 (in SO n.233, relativo alla G.U. 31/12/1999, n.306) ha disposto (con l'art. 20, comma 2, lettera a)) la modifica dell'art. 176, comma 19; (con l'art. 20, comma 2, lettera b)) la modifica dell'art. 176, comma 22.
31/12/2002 La LEGGE 27 dicembre 2002, n. 289 (in SO n.240, relativo alla G.U. 31/12/2002, n.305) ha disposto (con l'art. 80, comma 23) l'introduzione del comma 11-bis all'art. 176.
29/07/2010 La LEGGE 29 luglio 2010, n. 120 (in SO n.171, relativo alla G.U. 29/07/2010, n.175) ha disposto (con l'art. 30, comma 2) la modifica dell'art. 176, comma 22.
19/10/2012 Il DECRETO-LEGGE 18 ottobre 2012, n. 179 (in SO n.194, relativo alla G.U. 19/10/2012, n.245) , convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221 (in S.O. n. 208, relativo alla G.U. 18/12/2012, n. 294), ha disposto (con l'art. 8, comma 5-bis) la modifica dell'art. 176, comma 11.

 

 Decurtazione punti (Art. 126-bis CdS)

Articolo Comma Ipotesi Descrizione infrazione Punti decurtati Punti decurtati (neo patentati) In vigore
176 19 1N EFFETTUAVA INVERSIONE DI MARCIA IN AMBITO AUTOSTRADALE O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE. 10 20 Fino al 12/08/2010
176 19 1R EFFETTUAVA INVERSIONE DI MARCIA IN AMBITO AUTOSTRADALE O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE (RECIDIVA). 10 20 Fino al 12/08/2010
176 19 2N ATTRAVERSAVA LO SPARTITRAFFICO IN AMBITO AUTOSTRADALE O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE. 10 20 Fino al 12/08/2010
176 19 2R ATTRAVERSAVA LO SPARTITRAFFICO IN AMBITO AUTOSTRADALE O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE (2^ VIOLAZIONE) 10 20 Fino al 12/08/2010
176 19 3N IN AUTOSTRADA O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE PROCEDEVA IN SENSO OPPOSTO A QUELLO CONSENTITO. 10 20 Fino al 12/08/2010
176 19 3R IN AUTOSTRADA O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE PROCEDEVA IN SENSO OPPOSTO A QUELLO CONSENTITO (RECIDIVA 2^ VIOLAZIONE) 10 20 Fino al 12/08/2010
176 20 1N EFFETTUAVA RETROMARCIA IN AMBITO AUTOSTRADALE SU STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE. 10 20  
176 20 1S 176/1 LETT. B E 20 CDS EFFETTUAVA RETROMARCIA IN AMBITO AUTOSTRADALE O SU STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE 10 20  
176 20 2N CIRCOLAVA SU CORSIA PER SOSTA DI EMERGENZA IN AMBITO AUTOSTRADALE O SU STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE. 10 20  
176 20 2S 176/1 LETT. C E 20 CDS IN AMBITO AUTOSTRADALE O SU STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE CIRCOLAVA SULLA CORSIA PER SOSTA DI EMERGENZA 10 20  
Articolo Comma Ipotesi Descrizione infrazione Punti decurtati Punti decurtati (neo patentati) In vigore
176 20 3N CIRCOLAVA SU CORSIA DI VARIAZIONE VELOCITA' IN AMBITO AUTOSTRADALE O SU STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE SENZA MOTIVO. 10 20  
176 20 3S 176/1 LETT. D e 20 CDS CIRCOLAVA SU CORSIA DI VARIAZIONE VELOCITA' IN AMBITO AUTOSTRADALE O SU STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE SENZA MOTIVO 10 20  
176 21 1N IN AUTOSTRADA O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE IN PRESENZA INGORGO E CON CORSIA EMERGENZA OCCUPATA NON SI PORTAVA A SX. 2 4  
176 21 2N IN AUTOSTRADA O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE CON INGORGO PER USCIRE CASELLO IMPEGNAVA CORSIA EMERGENZA PRIMA DEL DOVUTO 2 4  
176 21 3N CONDUCENTE DEL VEICOLO SI ARRESTAVA O SOSTAVA IN AMBITO AUTOSTRADALE NON RICORRENDO SITUAZIONI DI EMERGENZA 2 4  
176 21 4N IN AUTOSTRADA SI FERMAVA PER EMERGENZA NON PORTANDOSI SU CORSIA EMERGENZA MA OCCUPANDO CORSIA SCORRIMENTO. 2 4  
176 21 5N FERMO SU CARREGGIATA AUTOSTRADA O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE NON COLLOCAVA IL SEGNALE MOBILE DI PERICOLO. 2 4  
176 21 6N CON VEICOLO PER TRASPORTO MERCI DI MASSA SUP. 5T CIRCOLAVA SU CARREGGIATA A TRE CORSIE DELL'AUTOSTRADA O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE SENZA OSSERVARE L'OBBLIGO DI IMPEGNARE SOLTANTO UNA DELLE DUE CORSIE PIU' VICINE AL MARGINE DESTRO DELLA CARREGGIATA. 2 4  
176 21 7N IN AUTOSTRADA O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE AFFIANCAVA ALTRO VEICOLO NELLA STESSA CORSIA DI MARCIA. 2 4  
176 21 8N IN AUTOSTRADA PER OPERAZIONE DI PAGAMENTO PEDAGGIO NON SI INCOLONNAVA SECONDO LE INDICAZIONI SEGNALETICHE 2 4  
Articolo Comma Ipotesi Descrizione infrazione Punti decurtati Punti decurtati (neo patentati) In vigore
176 21 9N NELL'IMMETTERSI SU AUTOSTRADA O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE NON IMPEGNAVA CORSIA DI ACCELERAZIONE. 2 4  
176 21 AN NELL'IMMETTERSI SU AUTOSTRADA O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE NON DAVA PRECEDENZA AI VEICOLI SU CORSIA SCORRIMENTO 2 4  
176 21 BN ALL'USCITA AUTOSTRADA O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE NON SI IMMETTEVA SIN DALL'INIZIO SULLA CORSIA DI DECELERAZIONE 2 4  
176 21 CN CONDUCENTE IN AUTOSTRADA NON SI ARRESTAVA IN CORRISPONDENZA DELLE APPOSITE BARRIERE 2 4  
176 21 DN CONDUCENTE IN AUTOSTRADA NON CORRISPONDEVA IL PEDAGGIO SECONDO LA MODALITA' VIGENTE 2 4  
176 21 EN CONDUCENTE VEICOLO AUTORIZZATO IN AUTOSTRADA EFFETTUAVA MANOVRA AUTORIZZATA SENZA PRUDENZA E SENZA DISPOSITIVO SUPPLEMENTARE LAMPEGGIANTE GIALLO 2 4  
176 21 FN CONDUCENTE VEICOLO FORZA PUBBLICA EFFETTUAVA MANOVRE AUTORIZZATE SENZA UTILIZZARE IL DISPOSITIVO SUPPLEMENTARE LAMPEGGIANTE BLU 2 4  
176 21 GN NEL PERCORRERE UN'AUTOSTRADA O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE CAMBIAVA CORSIA SENZA SEGNALARLO TEMPESTIVAMENTE 2 4  
176 19 4N EFFETTUAVA INVERSIONE DI MARCIA IN AMBITO AUTOSTRADALE O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE. 10 20 Dal 13/08/2010
176 19 4R EFFETTUAVA INVERSIONE DI MARCIA IN AMBITO AUTOSTRADALE O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE (RECIDIVA) 10 20 Dal 13/08/2010
Articolo Comma Ipotesi Descrizione infrazione Punti decurtati Punti decurtati (neo patentati) In vigore
176 19 5N ATTRAVERSAVA LO SPARTITRAFFICO IN AMBITO AUTOSTRADALE O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE 10 20 Dal 13/08/2010
176 19 5R ATTRAVERSAVA LO SPARTITRAFFICO IN AMBITO AUTOSTRADALE O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE (2^ VIOLAZIONE) 10 20 Dal 13/08/2010
176 19 6N IN AUTOSTRADA O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE PROCEDEVA IN SENSO OPPOSTO A QUELLO CONSENTITO 10 20 Dal 13/08/2010
176 19 6R IN AUTOSTRADA O STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE PROCEDEVA IN SENSO OPPOSTO A QUELLO CONSENTITO (RECIDIVA 2^ VIOLAZIONE) 10 20 Dal 13/08/2010

Note:

Circ. Min. interno 12 agosto 2010 Prot.300/Al/11310/10/101/3/3/9 -  Legge 29 luglio 2010, n.120, recante "Disposizioni in materia di sicurezza stradale". Modifiche al Codice della Strada, in vigore dal 13 agosto 2010. 

24. Interventi in materia di comportamenti durante la circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali - Art. 176 C.d.S.

L'articolo in esame e stato modificato al comma 22, sostituendo la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente con la più grave sanzione della revoca della patente, a carico di chi sulle carreggiate, sulle rampe o sugli svincoli autostradali inverte il senso di marcia e attraversa lo spartitraffico, anche all'altezza dei varchi, nonehè percorre la carreggiata o parte di essa nel senso di marcia opposto a quello consentito.

In caso di accertamento della violazione, si applica Ia procedura di cui all'articolo 219 C.d.S. La patente non e ritirata dall'accertatore rna e data immediata comunicazione alla Prefettura affinche sia disposta la revoca della patente che dovra essere ritirata al momento dell' esecuzione del provvedimento di revoca stesso. 

Giurisprudenza 

Rientra nella comune esperienza che la confluenza da destra di veicoli in una superstrada (al pari che nell'autostrada) provochi rallentamenti alla marcia di quelli che sono sulla stessa già in transito e una potenziale turbativa al normale flusso della circolazione: una ragione in più per improntare la condotta di guida alla massima prudenza, con una velocità adeguata al contesto e il rigoroso rispetto della distanza di sicurezza al fine di evitare incidenti. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV PENALE - 31 GENNAIO 2013, N. 4949

 Il conducente di un veicolo in sosta sulla corsia di emergenza per evitare il rischio di un imminente colpo di sonno, non risponde del reato di omicidio colposo per la morte di un automobilista andato a sbattere contro il suo mezzo dopo aver perso il controllo della propria vettura.
La sosta dei veicoli sulla corsia di emergenza è, infatti, consentita non solo in caso di avaria del veicolo ma anche in caso di malessere fisico del conducente o di uno dei passeggeri e cioè ogni qual volta si manifesti un disagio ovvero una incoercibile necessità fisica che non consenta al soggetto di proseguire la guida con il dovuto livello di attenzione, come accade, appunto, in caso di stanchezza o di torpore, segni premonitori di un colpo di sonno che impongono al conducente di interrompere la guida a tutela dell’incolumità propria e degli atri utenti della strada. 
Cassazione sez. IV pen. 18 maggio 2012, n. 19170

In tema di circolazione stradale, il divieto di inversione di marcia e di attraversamento dello spartitraffico posto dall'art.176, comma primo, lett.a) del codice della strada si applica anche alle manovre eseguite nello spazio adiacente al casello autostradale, sia anteriore che posteriore, trattandosi di zona strettamente pertinente all'autostrada. (Rigetta, Giud. pace Rapallo, 27 Giugno 2003). Cass. civ. Sez. II, 19-07-2006, n. 16573 (rv. 591441) Mass. Giur. It., 2006; CED Cassazione, 2006; Arch. Giur. Circolaz., 2007, 6, 694

Il Prefetto, nel determinare - facendo uso del proprio legittimo potere discrezionale - il periodo di sospensione della patente in una misura superiore al minimo edittale, deve tuttavia dare contezza, sia pur sinteticamente, nella relativa ordinanza, dei motivi dell'inasprimento, mancando i quali il giudice può, su richiesta dell'opponente, modificarlo in senso a lui favorevole (fattispecie relativa ad automobilista che, sorpreso a percorrere senza giustificato motivo la corsia di emergenza di un tratto autostradale, si era poi visto sospendere la patente per tre mesi, al posto dei due previsti quale minimo edittale). Giudice di pace Cassano d'Adda 26-09-2002 Molinar Roet c. Pref. Milano, Arch. Giur. Circolaz., 2002, 862
 

E' manifestamente infondata, in riferimento agli art. 3, 25, 27, 41, 42 e 76 cost., la q.l.c. dell'art. 176 commi 19 e 22 d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, come modificato dall'art. 20 comma 2 d.lg. 30 dicembre 1999 n. 507, nella parte in cui prevede il fermo amministrativo del veicolo con il quale è stata commessa la violazione delle norme relative alla circolazione stradale, anche quando questo sia di proprietà di terzi incolpevoli, in quanto il legislatore delegato, nell'introdurre il fermo amministrativo del veicolo, anche quando sia di proprietà di terzi, ha provveduto senza discostarsi dal sistema generale delle sanzioni accessorie del codice della strada e dei principi direttivi fissati dalla l. delega 25 giugno 1999 n. 205, assicurando, altresì, una sufficiente garanzia per la tutela dei diritti del terzo, grazie alla previsione (contenuta nell'art. 214, comma 1 bis, dello stesso codice della strada) secondo cui l'applicabilità della sanzione è esclusa se la circolazione è avvenuta contro la volontà del proprietario dei veicolo o di chi ne abbia la legittima disponibilità.

Corte cost. (Ord.) 05-07-2002, n. 323 Vinaccia c. Pref. Roma e altri, Giur. Costit., 2002, 2502
 

L'inversione di marcia effettuata in quella parte di svincolo compresa tra il segnale di «preavviso di inizio autostrada» e quello di «inizio autostrada» vero e proprio, non integra violazione dell'art. 176 comma 1, bensì all'art. 154 comma 6 c.d.s. (essendo, lo svincolo, un'intersezione a livelli sfalsati in cui le correnti veicolari non si intersecano tra loro), sicché, in caso di opposizione proposta direttamente avverso il verbale, il giudice può modificarlo, applicando la sanzione tra il minimo ed il massimo previsti per la violazione effettivamente commessa, aumentandola fino al triplo, ai sensi dell'art. 198 c.d.s., laddove con lo stesso comportamento siano state poste in essere altre violazioni di minore gravita.

 Giudice di pace Pinerolo 04-07-2002 Fissore c. Ministero dell'Interno, Arch. Giur. Circolaz., 2003, 139
 

Laddove il cittadino, colpito da illegittima sanzione per presunta violazione di norme del codice stradale (comportante, nella specie, la sospensione della patente ed il fermo amministrativo del veicolo), debba adoperarsi per dimostrare ciò che l'organo accertatore era tenuto a conoscere, ha diritto al rimborso delle spese sostenute per le consulenze necessarie per tentare di comporre stragiudizialmente la vicenda, alla restituzione di quelle pagate per la custodia del veicolo indebitamente disposta, ed al risarcimento del danno derivante dalla indisponibilità del veicolo e della patente.

Giudice di pace Torino 06-02-2002 Mastrorilli c. Min. int., Arch. Giur. Circolaz., 2002, 394


Il piazzale, dotato di recinzione, antistante il casello di uscita dell’autostrada, costituisce la parte finale di uno «svincolo» autostradale e l’inversione su di esso del senso di marcia del veicolo integra la violazione dell’art. 176, 1º comma, lett. a), cod.strad., sanzionata dal 19º comma del medesimo articolo.
Cass., sez. I, 09-03-2001, n. 3446. Arch. circolaz., 2001, 461
 
In tema di circolazione di autoveicoli, la sanzione amministrativa di cui all’art. 176, 19º comma, c.d.s., prevista a carico di chi abbia invertito il senso di marcia sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli autostradali, non è applicabile nel caso in cui il fatto sia stato commesso nell’area antistante il casello autostradale, che non può qualificarsi, in particolare, come svincolo, cioè come intersezione a livelli sfalsati, tale da non consentire il passaggio da una corsia di marcia all’altra; né rileva, ai fini dell’applicabilità, nella descritta ipotesi, della sanzione di cui al cit. art. 176, 19º comma, c.d.s., la presenza, nell’area antistante il casello, del cartello di preavviso di inizio di autostrada, che non è equiparabile, agli effetti del comportamento imposto all’utente, a quello di inizio di autostrada.
Cass., sez. I, 05-07-2001, n. 9059. Arch. circolaz., 2001, 816

È manifestamente infondata, con riferimento all’art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 176, 1º comma, lett. a) e 19º e 22º comma d.leg. 30 aprile 1992 n. 285 (nuovo cod.strad.).
Corte cost. [ord.], 23-06-1999, n. 266. Giur. costit., 1999, 2233

Non vi è solidarietà nell’obbligo di pagamento del pedaggio autostradale da parte della società di noleggio con il conducente dell’autovettura affidatagli a tal titolo, in quanto l’art. 373 d.p.r. n. 495 del 1992 (regolamento al codice della strada) è illegittimo essendo in contrasto con l’art. 176 d.leg. n. 285 del 1992 (codice della strada).
Giudice di pace Roma, 12-02-1999. Riv. giur. circolaz. e trasp., 1999, 840


È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 176, 1º comma, lett. a), d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, nella parte in cui assoggetta alle medesime sanzioni l’inversione ad «U» in sede autostradale, in qualunque tratto sia essa eseguita.
Corte cost. [ord.], 04-03-1999, n. 58. Riv. giur. circolaz. e trasp., 1999, 301 Giur. costit., 1999, 707 Dir. e tecnica circolaz. e assic. obbl., 1999, 70

Non è manifestamente infondata, in riferimento all’art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 176, 1º comma, lett. a), 19º e 22º comma, nuovo cod.strad., nella parte in cui assoggetta al medesimo trattamento sanzionatorio penale e amministrativo le condotte in esso descritte, commesse in qualsiasi tratto di autostrada e, quindi, anche sugli svincoli e, in particolare nei piazzali antistanti i caselli di ingresso.
P. Genova. Genova, 06-04-1998. Arch. circolaz., 1998, 844

È rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento all’art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 176, 1º comma, lett. a), 19º e 20º comma, nuovo cod.strad., nella parte in cui assoggetta al medesimo trattamento sanzionatorio penale amministrativo le condotte in esso descritte, commesse in qualsiasi tratto di autostrada e, quindi, anche sugli svincoli.
P. Genova. Genova, 02-12-1998. Arch. circolaz., 1999, 485
 
L’inversione di marcia effettuata, dopo il superamento del casello autostradale, nell’area antistante tale casello, non dà luogo alla configurabilità del reato contravvenzionale previsto dall’art. 176, 1º comma, lett. a), e 19 del cod. strada, quando l’accesso a detta area sia preceduto soltanto dal cartello di «preavviso di inizio autostrada» (diverso da quello di «inizio autostrada») e l’area medesima sia caratterizzata dalla presenza di corsie di marcia delimitate soltanto da linee discontinue, senza alcuna separazione nemmeno con barriere mobili, sì da non rispondere a quelle che, secondo l’art. 2, 3º comma, lett. a) cod. strada, sono le «caratteristiche minime» delle autostrade.
Cass., sez. IV, 07-10-1998. Arch. circolaz., 1999, 589 Arch. circolaz., 1999, 789 (m)
 
L’area antistante il casello autostradale, che sia segnalata solo dal cartello di cui alla figura 347 dell’art. 135 d.p.r. 16 dicembre 1992 n. 495, posto all’inizio del tronco di raccordo con la viabilità ordinaria, non appartiene all’autostrada; pertanto, l’inversione di marcia eseguita in tale spazio non integra il reato di cui all’art. 176, 1º comma, lett. a) e 19 cod.strad. (nella specie, la corte di cassazione ha escluso la sussistenza del reato, poiché il cartello «preavviso di inizio autostrada» indicato nella figura 347 dell’art. 135 del regolamento di esecuzione del codice della strada, non era seguito anche da quello con la figura n. 345 del medesimo regolamento).
Cass., sez. IV, 29-10-1998. Cass. pen., 1999, 2339, Arch. circolaz., 1999, 789
 
È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli art. 3 e 25 cost., dell’art. 176, 22º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285 (nuovo codice della strada), secondo cui alla commissione del reato di inversione del senso di marcia sulle autostrade e strade extraurbane principali consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida.
Corte cost. [ord.], 13-05-1998, n. 168. Giur. costit., 1998, 1430 Legislazione pen., 1998, 893
 
La condotta dell’automobilista, che omette di pagare il pedaggio autostradale, dopo aver, con il comportamento tacito concludente del ritiro dell’apposito tagliando, assunto un’obbligazione nei confronti della soc. Autostrade, può ricorrendo gli elementi della insolvenza e della dissimulazione, integrare il reato di cui all’art. 641 c.p.; l’applicazione di tale norma non è esclusa dalla previsione di cui all’art. 176, 17º comma, d.leg. 285/92, con la quale non sussiste un rapporto di specialità (che comporterebbe la prevalenza della sanzione amministrativa ex art. 9 l. 689/81), ma di sussidiarietà.
A. Firenze, 08-05-1998. Toscana giur., 1998, 786
 
In tema di patteggiamento, il giudice richiesto dell’applicazione della pena concordata deve applicare la misura della sospensione della patente di guida, prevista per alcuni reati in materia di circolazione stradale (nella specie, inversione del senso di marcia in autostrada) come sanzione amministrativa accessoria, determinandone la durata.
Cass., sez. un., 27-05-1998. Foro it., 1999, II, 185 Arch. circolaz., 1998, 852 Arch. circolaz., 1999, 231 Riv. giur. circolaz. e trasp., 1998, 768
 
Il divieto di inversione di marcia di cui all’art. 176, 1º comma, lett. a) e 19 cod.strad. è valido per tutta la superficie stradale, quale che sia la conformazione e la denominazione dei singoli tratti compresi tra i due segnali di inizio e fine dell’autostrada; l’area antistante e retrostante i caselli autostradali costituisce carreggiata, ai sensi dell’art. 3, 1º comma, n. 7.
Cass., sez. IV, 04-02-1998. Cass. pen., 1998, 2108, n. NUZZO
 
È manifestamente infondata, in riferimento all’art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 176, 22º comma, nuovo cod.strad., nella parte in cui prevede che il periodo di sospensione della patente di guida, conseguente all’accertamento della violazione del divieto di invertire il senso di marcia sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle autostrade e sulle strade aventi analoghe caratteristiche, non possa essere inferiore a mesi sei, anche quando non sussista alcuna situazione di pericolo, mentre la stessa sanzione amministrativa accessoria, nel caso di violazione di altre norme della circolazione, commessa negli stessi spazi e dalla quale derivino danni alle persone è applicata per un periodo inferiore.
Corte cost. [ord.], 18-12-1997, n. 422. Arch. circolaz., 1998, 239 Giur. costit., 1997, 3808 Dir. e tecnica circolaz. e assic. obbl., 1997, 282
 
È manifestamente infondata, in riferimento agli art. 3 e 24 cost., la questione di legittimità costituzionale degli art. 176 e 218 nuovo c.s., nella parte in cui pongono un doppio regime in merito alla sospensione della patente, limitando nella sostanza le garanzie del procedimento penale e prevedendo la preventiva e diretta applicazione di parte della pena in sede amministrativa; è altresì manifestamente infondata, in riferimento all’art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 176 nuovo c.s., nella parte in cui impone che il periodo di sospensione della patente anche in caso di inversione su rampe ove non vi sia pericolo in concreto, sia di un minimo di sei mesi, quando per violazione di altre norme sugli stessi siti autostradali, nel caso in cui si siano verificati danni alle persone, (la sospensione) è applicata per un periodo inferiore (ex art. 222 nuovo c.s.).
Corte cost. [ord.], 26-06-1998, n. 235. Arch. circolaz., 1998, 743 Ammin. it., 1998, 1327 Dir. e tecnica circolaz. e assic. obbl., 1998, 297
 
In tema di applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, il rinvio contenuto nel 22º comma dell’art. 176 del nuovo cod. della strada alle disposizioni di cui al capo secondo, sezione seconda del titolo sesto stesso codice riguarda la procedura di applicazione delle predette sanzioni e non può essere inteso nel senso che l’applicazione sarebbe consentita solo nei casi elencati dall’art. 222 (che apre il capo secondo, sezione seconda del titolo sesto) relativi a violazioni dalle quali siano derivati danni alle persone.
Cass., sez. IV, 15-01-1998. Ced Cass., rv. 210394 (m)
 
L’art. 176, 17º comma, d.leg. n. 285/1992 non può derogare, in materia di pagamento del pedaggio autostradale, alla disciplina codicistica dettata dall’art. 641 c.p. - com’è desumibile dalla clausola di riserva «qualora il fatto non costituisca reato» contenuta nella indicata disposizione - talché ove la condotta dell’agente si connoti di un quid pluris rispetto al semplice mancato pagamento, trova applicazione, in virtù della clausola di riserva anzidetta, la figura di reato corrispondente.
Cass., sez. II, 08-10-1997. Giur. it., 1998, 1219
 
Va riconosciuta la responsabilità extracontrattuale della p.a. in caso di provvedimento restrittivo illegittimo dell’amministrazione a condizione che l’atto sia stato annullato con riemersione del diritto soggettivo; il provvedimento di sospensione della patente di guida, in conseguenza della contestazione della violazione dell’art. 176, 1º comma, lett. a), 19, 22 cod. strad., poi annullato dal pretore, che abbia cagionato una lesione patrimoniale al destinatario dell’atto, dà diritto al risarcimento del danno ex art. 2043 c.c.
Giudice di pace Milano, 30-09-1997. Giudice di pace, 1998, 110
 
Il divieto di inversione di marcia in autostrada, punito dall’art. 176, 1º e 19º comma, nuovo cod.strad., non riguarda soltanto le manovre compiute nella carreggiata, bensì è operante su un’area più vasta, comprensiva sia della sede autostradale propriamente detta sia delle rampe e degli svincoli; è pertanto penalmente rilevante anche l’inversione di marcia compiuta nell’area antistante al casello, che va considerata sede autostradale, zona di svincolo e punto critico ove deve essere particolarmente garantito che la circolazione si svolga in condizioni di sicurezza e siano inibite agli utenti condotte idonee a mettere in pericolo l’incolumità delle persone e delle cose.
Cass., sez. IV, 19-03-1996. Arch. circolaz., 1997, 249 Arch. circolaz., 1997, 436 Cass. pen., 1997, 3136
 
Ai fini del divieto di inversione di marcia di cui all’art. 176 d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, la zona di carreggiata antistante o retrostante il casello autostradale, compresa tra i segnali di inizio e fine di autostrada, non è distinguibile dalla zona di carreggiata successiva al casello di entrata o precedente quello di uscita (nella fattispecie, la corte di cassazione, su ricorso del p.m., ha annullato con rinvio la sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce reato della contravvenzione p. e p. dall’art. 176, 1º comma, lett. a) e 19, d.leg. 1992 n. 285 emessa dal pretore sul rilievo che l’inversione di marcia era stata eseguita all’ingresso del casello, in corrispondenza delle barriere).
Cass., sez. IV, 22-12-1995. Giust. pen., 1997, II, 34 Arch. circolaz., 1997, 437 Cass. pen., 1997, 3136
 
Con il disposto dell’art. 176 nuovo cod.strad. il legislatore non ha inteso depenalizzare, sia pure limitatamente al mancato pagamento del pedaggio autostradale, il delitto di insolvenza fraudolenta o altre ipotesi delittuose eventualmente ravvisabili nella condotta accertata a carico dell’agente ma soltanto punire quei comportamenti che nella legge penale non trovano adeguata sanzione; questo principio riceve un sostegno nella clausola di riserva «qualora il fatto non costituisca reato» contenuta nella indicata disposizione, talché ove la condotta dell’agente si connoti di un quid pluris - artifici, raggiri, silenzio, violenza, minaccia - rispetto alla previsione normativa, trova applicazione, in virtù della clausola di riserva suddetta, la figura di reato corrispondente.
Cass., sez. II, 05-11-1996. Arch. circolaz., 1997, 237
 
Il mancato pagamento del pedaggio autostradale è riconducibile soltanto alla previsione di illecito amministrativo di cui all’art. 176, 17º comma, nuovo cod.strad., norma che si pone come speciale rispetto all’art. 641 c.p., di cui contiene tutti gli elementi costitutivi e, in più, quello specializzante rappresentato dal particolare tipo di obbligazione contratta.
Cass., sez. II, 08-10-1996. Arch. circolaz., 1996, 895 Dir. pen. e proc., 1997, 580
 
In tema di omesso pagamento del pedaggio autostradale, l’art. 176, 17º comma, nuovo cod.strad., che espone il contravventore al pagamento della sanzione amministrativa, non ha depenalizzato il delitto di insolvenza fraudolenta concernente il pedaggio predetto.
Cass., sez. II, 23-09-1996. Arch. circolaz., 1996, 895 Riv. giur. circolaz. e trasp.
 
Qualora la manovra di inversione del senso di marcia venga effettuata nell’area antistante i caselli di uscita autostradali, è esclusa la sussistenza della contravvenzione di cui all’art. 176, 1º comma, lett. a), cod.strad.
P. Bologna-Imola. Bologna-Imola, 18-10-1996. Arch. circolaz., 1996, 927
 
Il fatto che il conducente di un veicolo che transita per un casello autostradale non sia in condizioni, per mancanza di fondi, di pagare il pedaggio stabilito, qualora non sia accompagnato da un comportamento ulteriore del guidatore che faccia trasmodare la condotta in un illecito penale, costituisce il solo illecito amministrativo previsto dall’art. 176, 17º comma, codice strada (nella fattispecie, è stato escluso che la condotta del conducente integrasse piuttosto il contestato delitto di insolvenza fraudolenta).
P. Pesaro. Pesaro, 16-08-1996. Giur. merito, 1997, 350

Il transito per alcuni caselli autostradali, ripetuto più volte in pochi giorni, da parte di un conducente non in condizioni di pagare il pedaggio stabilito integra gli estremi dell’insolvenza fraudolenta continuata e non, piuttosto, quelli di una ripetuta violazione dell’art. 176, 17º comma, codice strada.
P. Ancona-Osimo. Ancona-Osimo, 24-07-1996. Giur. merito, 1997, 351, n. TIBERI

Sono manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale, in riferimento all’art. 3 cost., dell’art. 176, 22º comma, cod. strad., approvato con d.leg. 30 aprile 1992 n. 285.
Corte cost. [ord.], 08-04-1997, n. 89. Giur. cost., 1997, 906

È infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 176, 22º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, nella parte in cui stabilisce la sospensione della patente di guida per un periodo da sei a ventiquattro mesi come sanzione amministrativa accessoria alla contravvenzione di inversione del senso di marcia sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle autostrade, in riferimento all’art. 3 cost.
Corte cost., 02-11-1996, n. 373. Foro it., 1997, I, 1663 (m) Cons. Stato, 1996, II, 1880 Arch. circolaz., 1997, 17 Giust. pen., 1997, I, 76 Riv. giur. polizia, 1997, 96

È inammissibile, per mancata motivazione della rilevanza e della non manifesta infondatezza, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 176, 22º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, nella parte in cui stabilisce la sospensione della patente di guida per un periodo da sei a ventiquattro mesi come sanzione amministrativa accessoria alla contravvenzione di inversione del senso di marcia sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle autostrade, in riferimento all’art. 3 cost.
Corte cost., 02-11-1996, n. 373. Foro it., 1997, I, 1663 (m)
Cons. Stato, 1996, II, 1880 Arch. circolaz., 1997, 17 Giust. pen., 1997, I, 76 Riv. giur. polizia, 1997, 96
 
È manifestamente infondata, in relazione all’art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 176, 22º comma, cod.strad., nella parte in cui prevede la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei a ventiquattro mesi anche quando il fatto sia commesso senza che si determini alcuna situazione di pericolo, mentre la sospensione della patente è prevista per un periodo inferiore per la violazione, nelle stesse aree, di altre norme che disciplinano la circolazione stradale (art. 222 cod.strad.), quando derivino danni alle persone (lesioni personali colpose e omicidio colposo).
Corte cost. [ord.], 18-06-1997, n. 190. Arch. circolaz., 1997, 587
 
La sospensione della patente di guida non è pena accessoria, trattandosi invece di sanzione amministrativa accessoria, senz’altro applicabile nel rito del patteggiamento.
Cass., sez. IV, 27-11-1996. Arch. circolaz., 1997, 419 Giust. pen., 1997, II, 467
 
L’apparente contrasto tra l’art. 641 c.p. e l’art. 176, 17º comma, cod.strad. non è risolvibile mediante il ricorso al principio di specialità, vertendosi nell’ambito di fattispecie in rapporto di sussidiarietà, come risulta dalla clausola di riserva contenuta nel suddetto art. 176 («salvo che il fatto costituisca reato»): pertanto, il giudice di merito, in caso di mancato pagamento del pedaggio autostradale, astrattamente riconducibile al reato di cui all’art. 641 c.p., è tenuto a valutare se, in concreto, sussistano i presupposti per l’applicabilità di detta norma.
Cass., sez. un., 09-07-1997. Foro it., 1997, II, 753 Arch. circolaz., 1997, 675
 
Il dettato dell’art. 176, 17º comma, nuovo cod.strad., che prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa per chi transita senza fermarsi in corrispondenza delle stazioni ovvero pone in essere qualsiasi atto al fine di eludere in tutto o in parte il pagamento del pedaggio, in virtù dell’espressa clausola di riserva (salvo che il fatto costituisca reato) consente la configurabilità di un reato (nella fattispecie l’insolvenza fraudolenta ex art. 641 c.p.) ove sulla base delle circostanze emerse possa ritenersi la sussistenza dei relativi elementi.
Cass., sez. II, 27-02-1997. Riv. pen., 1997, 582 Riv. giur. polizia, 1997, 649
 
Con l’entrata in vigore dell’art. 176, 17º comma, nuovo cod.strad. non si è verificata la depenalizzazione del reato di insolvenza fraudolenta, in caso di omesso pagamento del pedaggio autostradale, per la presenza della clausola di riserva espressa che renda applicabile la norma penale quando il comportamento dell’agente sia tale, per le sue concrete modalità, da configurare un reato, non escluso quello di insolvenza fraudolenta.
Cass., sez. II, 21-02-1997. Arch. circolaz., 1997, 417
 
Poiché per integrare la fattispecie criminosa di cui all’art. 641 c.p. è necessario che sussista il dolo specifico, consistente nel proposito di non adempiere l’obbligazione contratta nel momento in cui questa è venuta a giuridica esistenza, non ha alcuna rilevanza, ai fini penali, nonostante la condizione obiettiva del mancato pagamento, la sopravvenienza di tale proposito; pertanto, non potranno consentire l’applicabilità della norma di cui all’art. 641 c.p. le ipotesi di mancanza di liquidità sopravvenute al momento della conclusione del contratto di utilizzo dell’autostrada da parte dell’utente, indipendentemente dal mancato, suo, definitivo inadempimento; tali ipotesi sono riconducibili nell’ambito di applicabilità dell’art. 176, 1º comma, nuovo cod.strad., con conseguente possibilità di erogazione della prevista sanzione amministrativa.
Cass., sez. II, 21-02-1997. Arch. circolaz., 1997, 417
 
In materia di insolvenza fraudolenta e con riferimento all’ipotesi di omesso pagamento del pedaggio autostradale, ad escludere la sussistenza dello stato di insolvenza non possono valere né la proprietà, che è l’intestazione di automezzi, né la protrazione per anni dell’attività di autotrasporto; quindi, per la perfezione del reato in esame deve farsi esclusivo riferimento, agli effetti della presenza della concreta insolvenza, alla dichiarata impossibilità del debitore in quel momento di assolvere all’obbligo del pagamento della somma di denaro da lui dovuta.
Cass., sez. II, 20-12-1996. Riv. pen., 1997, 582
 
Non è manifestamente infondata, in riferimento all’art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 176 nuovo c.s. nella parte in cui impone che il periodo di sospensione della patente anche in caso di inversione su rampe o se non vi sia pericolo in concreto sia di un minimo di sei mesi, quando per violazione di altre norme sugli stessi siti autostradali, nel caso in cui si siano verificati danni alle persone, è applicata per un periodo inferiore (art. 222 nuovo c.s.).
P. Genova. Genova, 14-07-1997. Arch. circolaz., 1997, 875
 
Non è manifestamente infondata, in riferimento agli art. 3 e 24 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 176 nuovo c.s. e dell’art. 218 nuovo c.s. nella parte in cui pongono un doppio regime in merito alla sanzione della sospensione della patente limitando nella sostanza le garanzie del procedimento penale e prevedendo la prescritta e diretta applicazione di parti della pena in sede amministrativa.
P. Genova. Genova, 14-07-1997. Arch. circolaz., 1997, 875
 
Il divieto di inversione di marcia di cui all’art. 176, 1º comma, lett. a), d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, è valido per tutta la superficie stradale, quale che sia la conformazione e la denominazione dei singoli tratti compresi tra i due segnali di inizio e fine della strada o autostrada (fattispecie relativa a ricorso per cassazione del p.g. avverso la sentenza di assoluzione dell’imputata del reato di cui all’art. 176, 1º comma, lett. a), d.leg. cit. sul rilievo che l’inversione di marcia era stata effettuata davanti alle cabine adibite al pagamento del pedaggio e, quindi, in un’area non definibile carreggiata, rampa o svincolo; la corte di cassazione, nell’annullarne con rinvio la decisione, ha altresì evidenziato che i caselli autostradali e le zone immediatamente circostanti fanno parte delle autostrade stesse e sono soggetti alla medesima disciplina, quale che sia la conformazione del tratto terminale, carreggiata, svincolo, rampa o altro su cui insistono, tant’è che i segnali di inizio e fine sono posti all’esterno di tali aree, prima dell’ingresso e dopo l’uscita).
Cass., sez. IV, 24-01-1996. Arch. circolaz., 1997, 437, n. GRILLO
 
Il divieto di inversione di marcia in autostrada, punito dall’art. 176, 1º e 19º comma, nuovo cod.strad., non riguarda soltanto le manovre compiute nella carreggiata, bensì è operante su un’area più vasta, comprensiva sia della sede autostradale propriamente detta sia delle rampe e degli svincoli; è pertanto penalmente rilevante anche l’inversione di marcia compiuta nell’area antistante al casello, che va considerata sede autostradale, zona di svincolo e punto critico ove deve essere particolarmente garantito che la circolazione si svolga in condizioni di sicurezza e siano inibite agli utenti condotte idonee a mettere in pericolo l’incolumità delle persone e delle cose.
Cass., sez. IV, 19-03-1996. Ced Cass., rv. 205368 (m)
 
Il divieto di inversione di marcia di cui all’art. 176, 1º comma, lett. a), d.leg. 30 aprile 1992, n. 285, è valido per tutta la superficie stradale, quale che sia la conformazione e la denominazione dei singoli tratti compresi tra i due segnali di inizio e fine della strada o autostrada (fattispecie relativa a ricorso per cassazione del p.g. avverso la sentenza di assoluzione dell’imputata del reato di cui all’art. 176, 1º comma, lett. a), d.leg. citato sul rilievo che l’inversione di marcia era stata effettuata davanti alle cabine adibite al pagamento del pedaggio e, quindi, in area non definibile carreggiata, rampa o svincolo; la corte di cassazione, nell’annullarne con rinvio la decisione, ha altresì evidenziato che i caselli autostradali e le zone immediatamente circostanti fanno parte delle autostrade stesse e sono soggetti alla medesima disciplina, quale che sia la conformazione del tratto terminale (carreggiata, svincolo, rampa o altro) su cui insistono, tant’è che i segnali di inizio e fine sono posti all’esterno di tali aree (prima dell’ingresso e dopo l’uscita).
Cass., sez. IV, 24-01-1996. Ced Cass., rv. 204574 (m)
 
Ai fini del divieto di inversione di marcia di cui all’art. 176 d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, la zona di carreggiata antistante o retrostante il casello autostradale, compresa tra i segnali di inizio e fine di autostrada, non è distinguibile dalla zona di carreggiata successiva al casello di entrata o precedente quello di uscita (nella fattispecie, la corte di cassazione, su ricorso del p.m., ha annullato con rinvio la sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce reato della contravvenzione p. e p. dall’art. 176, 1º comma, lett. a) e 19 d.leg. 1992 n. 285 emessa dal pretore sul rilievo che l’inversione di marcia era stata eseguita all’ingresso del casello, in corrispondenza delle barriere.
Cass., sez. IV, 22-12-1995. Ced Cass., rv. 205195 (m)
 
Il fatto costituito dalla manovra di inversione di marcia effettuata nel tratto prospiciente lo spazio d’accesso ai caselli autostradali non è previsto dalla legge come reato.
P. Rovigo. Rovigo, 19-08-1996. Arch. circolaz., 1996, 821
 
È esclusa la sussistenza della contravvenzione di cui all’art. 176, 1º comma, lett. a), del codice della strada qualora la manovra di inversione del senso di marcia venga effettuata nell’area antistante ai caselli autostradali.
P. Cremona. Cremona, 14-06-1996. Arch. circolaz., 1996, 552, n. GRILLO
 
Non è manifestamente infondata, con riferimento all’art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 176, 22º comma, c.s., nella parte in cui prevede che il periodo di sospensione della patente di guida, nel caso di inversione del senso di marcia sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli dell’autostrada, non possa essere inferiore a mesi sei, anche quando non sussiste alcuna situazione di pericolo, mentre la sanzione amministrativa accessoria suindicata, nel caso di violazione di altre norme della circolazione, commessa negli stessi spazi, dalla quale derivino danni alle persone (lesioni personali colpose e omicidio colposo) è applicata per un periodo inferiore (art. 222 c.s.).
P. Cremona. Cremona, 04-01-1996. Arch. circolaz., 1996, 281Dir. e tecnica circolaz. e assic. obbl., 1996, 54
 
La condotta dell’automobilista che, percorso un tratto autostradale, non paga il relativo pedaggio dichiarandosi sprovvisto di denaro, integra il reato di insolvenza fraudolenta, avendo egli assunto un’obbligazione dissimulando il proprio stato di insolvenza, come comprovato dal mancato pagamento; né può ritenersi che la fattispecie sia stata depenalizzata dall’art. 176, 17º comma, d.leg. n. 285 del 1992 (che punisce chi pone in essere qualsiasi atto al fine di eludere il pagamento del pedaggio autostradale), come risulta dalla clausola di riserva espressamente prevista dalla norma («salvo che il fatto costituisca reato»).
Cass., sez. II, 11-06-1996. Foro it., 1996, II, 687, n. FEDRIZZI

In tema di omesso pagamento del pedaggio autostradale l’art. 176, 17º comma, d.leg. 285/92 (nuovo cod.strad.) che espone il contravventore al pagamento della sanzione amministrativa, non ha depenalizzato il delitto di insolvenza fraudolenta.
Cass., sez. II, 29-11-1995. Riv. pen., 1996, 709 Arch. circolaz., 1996, 524

La disposizione dell’art. 176, 17º comma, nuovo cod.strad., concernente il mancato pagamento del pedaggio autostradale, prevede l’illecito amministrativo con la conseguente sanzione senza escludere però che il fatto posto in essere dall’agente possa essere punito come reato, eventualmente ai sensi dell’art. 641 c.p., allorquando per le circostanze emerse ricorrano concretamente gli elementi costitutivi del delitto di insolvenza fraudolenta.
Cass., sez. III, 03-05-1994. Riv. pen., 1996, 710 Arch. circolaz., 1996, 524

Per la normativa di cui al nuovo codice della strada, nella fattispecie dell’omesso pagamento del pedaggio autostradale alle stazioni di uscita dell’autostrada non va ravvisato il reato di cui all’art. 641 c.p., in quanto il prevenuto non ha posto in essere alcuna attività fraudolenta, tesa a dissimulare uno stato di insolvenza, né ha compiuto atti idonei ai fini di non pagare il pedaggio, nei quali possano ravvisarsi estremi di reato; piuttosto, la condotta di chi transita alla guida di un autoveicolo senza fermarsi in corrispondenza delle stazioni creando pericolo per la sicurezza individuale e collettiva, o comunque eludendo il pagamento del pedaggio, integra un mero illecito amministrativo.
Cass., sez. II, 13-04-1994. Foro it., 1996, II, 688
 
Non è in discussione il principio secondo il quale il silenzio può assumere rilevanza quale mezzo o modalità attraverso il quale l’agente dissimula il proprio stato d’insolvenza, così come anche per facta concludentia può raggiungersi la prova di tale condizione soggettiva (fattispecie in tema di omesso pagamento del pedaggio autostradale).
Cass., sez. II, 28-03-1995. Riv. pen., 1996, 709 Arch. circolaz., 1996, 52

Regolamento   


373. (Art. 176 Cod. Str.) Pedaggi.
1. Al pagamento del pedaggio, quando esso è dovuto, e degli oneri di accertamento previsti dall'articolo 372 sono obbligati solidalmente sia il conducente che il proprietario del veicolo. Per il recupero degli importi dovuti all'ente proprietario dell'autostrada si applicano le norme del Testo Unico approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639 e successive integrazioni e modificazioni.
2. Sono esentati dal pagamento del pedaggio:
a) i veicoli della Polizia di Stato targati «Polizia» e dell'A.N.A.S. muniti di segni contraddistintivi;
b) i veicoli dell'Arma dei Carabinieri con targa E.I. muniti di libretto di circolazione del Ministero della difesa con annotazione di carico all'Arma dei Carabinieri;
c) i veicoli con targa C.R.I., nonché i veicoli delle associazioni di volontariato e degli organismi similari non aventi scopo di lucro, adibiti al soccorso nell'espletamento del relativo specifico servizio e provvisti di apposito contrassegno approvato con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione e del Ministro dei lavori pubblici;
d) i veicoli con targa V.F., nonché quelli in dotazione al Corpo permanente dei vigili del fuoco delle province autonome di Trento e Bolzano;
e) i veicoli con targa G.d.F.;
f) i veicoli con targa C.F.S.;
g) i veicoli con targa POLIZIA PEN;
h) i veicoli delle Forze armate adibiti a soccorso (autoambulanze, autosoccorso, etc.)
nell'espletamento del servizio o al seguito di autocolonne;
i) i veicoli delle Forze armate negli interventi di emergenza e in occasione di pubbliche calamità, nonché i veicoli civili, con targa italiana o estera, che, nell'ambito di enti o organizzazioni formalmente riconosciuti dai rispettivi Stati di appartenenza, effettuano, a seguito di calamità naturali o di eventi bellici, trasporti di beni di prima necessità in soccorso delle popolazioni colpite, purché muniti di specifica attestazione delle competenti autorità;
l) i veicoli dei funzionari del Ministero dell'interno, dell'A.N.A.S., della Direzione generale della M.C.T.C., dell'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, del Ministero dei lavori pubblici, autorizzati al servizio di polizia stradale (1).
3. Sulle autostrade in concessione, i veicoli e i trasporti eccezionali, oltre agli eventuali indennizzi per l'eccezionale usura ed alle spese di cui all'articolo 10, comma 10, del codice, devono corrispondere i pedaggi relativi alla tariffa della classe di appartenenza.
4. Durante la permanenza sull'autostrada a pagamento, il conducente è tenuto a conservare accuratamente il titolo di transito evitando nel modo più assoluto di piegarlo o, comunque, di danneggiarlo.
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(1) Comma così sostituito dall'art. 209, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre
1996, n. 284, S.O.), precedentemente la lett. c) era stata sostituita dall'art. 1, D.P.R. 16 dicembre 1993, n. 575 (G.U. 7 gennaio 1994, n. 4).

374. (Art. 176 Cod. Str.) Soccorso stradale e rimozione.
1. L'attività di soccorso stradale e di rimozione di veicoli sulle autostrade può essere affidata in concessione dall'ente proprietario della strada a soggetti autorizzati all'esercizio delle attività di autoriparazione di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 122.

Legislazione complementare    
D.L. 20-06-2002 n. 121 - Disposizioni urgenti per garantire la sicurezza nella circolazione stradale.
Pubblicato nella Gazz. Uff. 21 giugno 2002, n. 144 e convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, L. 1° agosto 2002, n. 168
(Gazz. Uff. 6 agosto 2002, n. 183, entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione).

Omissis…

4. 1. Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali di cui all'articolo 2, comma 2, lettere A e B, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, gli organi di polizia stradale di cui all'articolo 12, comma 1, del medesimo decreto legislativo, secondo le direttive fornite dal Ministero dell'interno, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, possono utilizzare o installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico, di cui viene data informazione agli automobilisti, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento di cui agli articoli 142, 148 e 176 dello stesso decreto legislativo, e successive modificazioni. I predetti dispositivi o mezzi tecnici di controllo possono essere altresì utilizzati o installati sulle strade di cui all'articolo 2, comma 2, lettere C e D, del citato decreto legislativo, ovvero su singoli tratti di esse, individuati con apposito decreto del prefetto ai sensi del comma 2 (8).

2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il prefetto, sentiti gli organi di polizia stradale competenti per territorio e su conforme parere degli enti proprietari, individua le strade, diverse dalle autostrade o dalle strade extraurbane principali, di cui al comma 1, ovvero singoli tratti di esse, tenendo conto del tasso di incidentalità, delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico per le quali non è possibile il fermo di un veicolo senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico o all'incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati. La medesima procedura si applica anche per le successive integrazioni o modifiche dell'elenco delle strade di cui al precedente periodo.

3. Nei casi indicati dal comma 1, la violazione deve essere documentata con sistemi fotografici, di ripresa video o con analoghi dispositivi che, nel rispetto delle esigenze correlate alla tutela della riservatezza personale, consentano di accertare, anche in tempi successivi, le modalità di svolgimento dei fatti costituenti illecito amministrativo, nonché i dati di immatricolazione del veicolo ovvero il responsabile della circolazione. Se vengono utilizzati dispositivi che consentono di accertare in modo automatico la violazione, senza la presenza o il diretto intervento degli agenti preposti, gli stessi devono essere approvati od omologati ai sensi dell'articolo 45, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

4. Nelle ipotesi in cui vengano utilizzati i mezzi tecnici o i dispositivi di cui al presente articolo, non vi è l'obbligo di contestazione immediata di cui all'articolo 200 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285(9).

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(8) Comma così modificato dall'art. 7, D.L. 27 giugno 2003, n. 151, come modificato dalla relativa legge di conversione.

(9) Articolo così sostituito dalla legge di conversione 1° agosto 2002, n. 168.

 

Circ. Ministero dell'interno 3 ottobre 2002, n. 300/A/1/54585/101/3/3/9 - Articolo 4 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121, come convertito e modificato dalla legge 1 agosto 2002, n. 168. Direttive per l'individuazione delle strade sulle quali è possibile installare ed utilizzare i dispositivi ed i mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni .

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V. la circolare 8 aprile 2003, n. 300/A/1/41198/101/3/3/9, riportata di seguito.

 L'articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, come convertito e modificato dalla legge 1 agosto 2002, n. 168, consente l'impiego dei dispositivi e dei mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzato al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di comportamento di cui agli articoli 142 e 148 del Codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni ed integrazioni) sulle autostrade, sulle strade extraurbane e sulle altre strade individuate con decreto dal prefetto.

Per dare attuazione alla previsione normativa suindicata, acquisito il conforme parere del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con la circolare 3 ottobre 2002, n. 300/A/1/54584/101/3/3/9 sono state fornite direttive operative generali, relative all'utilizzazione delle apparecchiature telematiche di controllo e di accertamento remoto delle violazioni.

Per completare l'attuazione delle disposizioni della norma e garantire la necessaria uniformità di valutazione nell'ambito del procedimento di individuazione delle aree, diverse dalle autostrade e dalle strade extraurbane principali, in cui è possibile utilizzare i citati dispositivi e mezzi tecnici di controllo di cui al comma 2 dell'articolo 4, si forniscono i seguenti indirizzi generali.

1. Ambito di competenza del prefetto.

Sulle strade diverse dalle autostrade e dalle strade extraurbane principali, spetta al prefetto la determinazione dei tratti in cui è possibile l'attività di controllo remoto del traffico finalizzata all'accertamento delle violazioni sopra richiamate, sentiti gli Organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, comma 1, del Codice della strada (D.Lgs. n. 285 del 1992), e su conforme parere degli enti proprietari delle strade.

La norma intende riferirsi sia all'impiego di dispositivi o mezzi tecnici di controllo che rilevano l'infrazione quando il veicolo è già transitato e che sono presidiati durante il funzionamento da un Organo di Polizia stradale, sia l'impiego di strumenti che automaticamente, senza neppure la presenza dell'operatore di Polizia, registrano l'infrazione e trasmettono i dati a distanza (controlli da remoto), ovvero che consentono l'accertamento in tempi successivi sulla base delle immagini raccolte.

L'individuazione di tali tratti di strade con provvedimento del prefetto non limita la possibilità, prevista per tutti i soggetti indicati dall'articolo 12, comma 1, del Codice della strada di procedere in qualsiasi luogo al controllo della velocità secondo gli ordinari moduli operativi, che prevedono il fermo del veicolo e la relativa contestazione immediata, ovvero, se questa è impossibile, la notificazione successiva del verbale di contestazione della violazione, commessa alla presenza dei citati soggetti, nel quale saranno adeguatamente indicati i motivi che non hanno consentito il fermo del veicolo e la contestazione al trasgressore.

2. Criteri per la determinazione dei tratti di strada in cui è possibile l'utilizzo di dispositivi e mezzi di controllo del traffico.

Sulle strade diverse dalle autostrade e dalle strade extraurbane principali, la norma del citato articolo 4 disciplina l'attività di controllo, anche remoto, del traffico, finalizzata all'accertamento degli illeciti di cui agli articoli 142 e 148 del Codice della strada (D.Lgs. n. 285 del 1992), legittimando la contestazione differita delle violazioni rilevate con i dispositivi ed i mezzi tecnici in argomento solo quando, sulla base di una valutazione preventiva compiuta dal prefetto, il tratto di strada sul quale i dispositivi possono essere collocati, manifesta un elevato tasso di incidentalità ed ha una conformazione plano-altimetrica, per la quale appare impossibile o particolarmente difficoltosa l'applicazione degli ordinari moduli operativi che prevedono il fermo del veicolo del trasgressore e l'immediata contestazione della violazione accertata.

La norma, che intende consentire un impiego diffuso della tecnologia, non con carattere di indiscriminata repressione, ma in modo da essere funzionale e coerente con l'obiettivo di ridurre drasticamente gli incidenti stradali, condiziona, perciò, l'individuazione dei tratti di strada sui quali è possibile l'installazione e l'utilizzazione dei dispositivi e dei mezzi tecnici di controllo, ancorandolo ai seguenti parametri:

- un elevato livello di incidentalità sul tratto di strada;

- la documentata impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata sulla base delle condizioni plano-altimetriche e di traffico.

Quanto al primo parametro, si sottolinea l'esigenza di compiere, per ciascun tratto di strada che si richiede di sottoporre a controllo, un'accurata analisi del numero, della tipologia e, soprattutto, delle cause degli incidenti stradali che vi si sono verificati nel quinquennio precedente.

Infatti, secondo la previsione normativa, l'impiego delle tecnologie di controllo del traffico, di cui in argomento, è giustificato solo dalla gravità del fenomeno infortunistico rilevato sul tratto di strada, riconducibile nelle sue cause a quei comportamenti per i quali è possibile l'utilizzo dei citati dispositivi e mezzi tecnici di controllo, cioè l'eccesso di velocità e la violazione delle norme sul sorpasso.

Quanto al secondo parametro di valutazione, è necessario preliminarmente evidenziare che i fattori elencati nella norma (condizioni plano-altimetriche e di traffico) hanno carattere tassativo ed impediscono di prendere in considerazione situazioni ambientali diverse o altre esigenze, pur astrattamente rilevanti ai fini della definizione dell'impossibilità di fermo dei veicoli.

Nella valutazione occorre aver riguardo innanzitutto alle condizioni plano-altimetriche del tratto interessato considerando, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, i seguenti elementi che condizionano l'operatività della normale attività di vigilanza stradale:

- presenza di più corsie per ciascun senso di marcia, ovvero suddivisione della strada in carreggiate separate, anche in ambito urbano, in cui mancano spazi idonei per fermare i veicoli fuori della carreggiata o, comunque, in condizioni di sicurezza;

- situazioni in cui l'andamento della strada (curve) o il suo profilo altimetrico (dossi o cunette) limitano la visibilità e condizionano in modo negativo la possibilità di fermare e di fare sostare i veicoli dei trasgressori fuori della carreggiata o, comunque, in condizioni di sicurezza in corrispondenza del tratto di strada interessato e in quello immediatamente successivo;

- condizioni particolari di scarsa visibilità, legate, ad esempio, a fenomeni atmosferici ciclicamente ricorrenti (nebbia) che, in concomitanza con altri fattori ambientali o con le caratteristiche della strada (assenza di spazi idonei per effettuare il fermo del veicolo in condizioni di sicurezza), rendono difficile e pericolosa l'ordinaria attività di controllo.

Nella valutazione complessiva dei fattori che concorrono alla definizione del parametro in argomento dovranno essere considerate, inoltre, la composizione ed il volume di traffico sulla strada. Infatti, a titolo esemplificativo, la presenza di un traffico molto intenso e prevalentemente formato da veicoli pesanti rende manifesta la difficoltà in concreto di procedere al fermo dei veicoli anche su strade ad una sola corsia per senso di marcia, soprattutto se il tratto interessato non presenta spazi idonei per lo stazionamento dei veicoli pesanti fuori della carreggiata, o comunque in condizioni di sicurezza tali da evitare pericolo o intralcio per la sicurezza della circolazione.

3. Procedimento di individuazione ed emissione del decreto.

Il procedimento di individuazione dei tratti di strada in cui è possibile il controllo, finalizzato all'accertamento a distanza delle violazioni, è avviato sulla base delle istanze presentate dagli Organi di Polizia stradale competenti per territorio, corredato dagli elementi valutativi di seguito indicati completati con il parere dell'ente proprietario o concessionario della strada.

3.1. Istanze degli Organi di Polizia stradale

Ciascuna istanza deve contenere almeno i seguenti elementi:

- localizzazione esatta del tratto interessato e descrizione accurata della sede stradale corredata da idonea documentazione fotografica e, ove possibile, da disegni, piantine o planimetrie;

- studio statistico della situazione infortunistica, facendo riferimento ai sinistri che si sono verificati negli ultimi 5 anni nel tratto o nelle immediate vicinanze con l'indicazione, per ciascun sinistro, delle presumibili cause e delle conseguenze alle persone o alle cose che ne sono derivate;

- analisi del traffico riferita ad almeno una giornata lavorativa;

- relazione conclusiva del responsabile dell'ufficio con la quale si illustrano le attività di Polizia svolte sulla strada e le difficoltà correlate all'utilizzazione degli ordinari modelli operativi di controllo, senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico, o all'incolumità dei conducenti controllati e del personale operante.

3.2. Parere dell'ente proprietario o concessionario della strada

Il comma 2 dell'articolo 4 ha previsto che sulle istanze di individuazione dei tratti da sottoporre a controllo si debbano esprimere gli enti proprietari delle strade (ai sensi dell'articolo 14, comma 3, del Codice della strada (D.Lgs. n. 285 del 1992) il parere è espresso, per le strade in concessione, dal concessionario).

Tale parere ha natura obbligatoria e vincolante ed ha per oggetto soltanto la compatibilità tecnica dell'installazione o dell'utilizzazione dei dispositivi ai fini della conservazione delle infrastrutture stradali e della tutela della fluidità del traffico e della sicurezza della circolazione.

Per facilitare l'attività istruttoria, soprattutto in fase di prima attuazione della disposizione, si evidenzia l'opportunità di avvalersi di strumenti più flessibili di comunicazione e di dialogo tra amministrazioni, attraverso il ricorso a conferenze di servizi o a valutazioni collegiali con la creazione di gruppi misti di lavoro in cui, nel rispetto dell'autonomia di ciascun Ente, si possano far emergere e valorizzare le esigenze e le esperienze di ciascuno.

3.3. Emissione del decreto da parte del prefetto

In questa prima fase di applicazione si dovrà procedere ad una ricognizione complessiva di tutti i tratti interessati, che si deve concludere entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge. Tale termine, di carattere ordinatorio, rappresenta un impegno programmatico che serve soltanto a rafforzare il carattere d'urgenza della misura con la conseguenza che i provvedimenti emessi dal prefetto nei primi 90 giorni di applicazione non pregiudicano la possibilità di una successiva ricognizione, più accurata, del territorio in funzione dell'esigenza di individuare altri tratti di strada da sottoporre a controllo remoto.

In analogia con quanto previsto dal comma 2 del citato articolo 4, la procedura per l'adozione di nuovi provvedimenti dovrà concludersi entro 90 giorni dall'istanza presentata dall'Organo di Polizia stradale.

4. Informazione all'utenza.

I decreti con i quali vengono individuati i tratti di strada in cui è possibile l'installazione o l'utilizzazione dei dispositivi o dei mezzi tecnici di controllo devono essere portati a conoscenza degli utenti della strada con tutti gli strumenti di comunicazione disponibili.

Circ. Ministero dell'interno 8 aprile 2003, n. 300/A/1/41198/101/3/3/9 - Direttive per l'utilizzazione e l'installazione dei dispositivi e dei mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di comportamento di cui agli articoli 142 e 148 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni ed integrazioni. Precisazioni.

Si fa seguito alla circolare n. 300/A/1/54584/101/3/3/9 del 3 ottobre 2002, per fornire un indirizzo interpretativo ai numerosi quesiti riguardanti la normativa in oggetto, ed in particolare i seguenti argomenti:

- la procedura di individuazione delle strade per l'installazione di sistemi di rilevamento con particolare riferimento alle strade urbane di quartiere ed alle strade locali;

- la possibilità di contestare violazioni diverse dagli artt. 142 e 148 del codice della strada (D.Lgs. n. 285 del 1992), attraverso sistemi di rilevamento da remoto e, segnatamente, la fattispecie di cui all'art. 146 del codice della strada;

- l'informazione all'utenza mediante l'utilizzo di segnali speciali.

Dalla corretta lettura del 1° comma dell'art. 4 si evince che l'ambito territoriale di utilizzo dei citati dispositivi è circoscritto chiaramente solo alle autostrade, strade extraurbane principali, strade extraurbane secondarie e strade urbane di scorrimento in virtù di un esplicito riferimento al codice della strada. La procedura di individuazione di cui al successivo comma 2, concernente le strade diverse dalle autostrade e strade extraurbane principali, quindi, non può riguardare le strade urbane di quartiere e le strade locali, proprio per l'espresso richiamo al comma 1 del medesimo articolo 4.

Pertanto la mancanza nel 2° comma dell'art. 4 della legge 1 agosto 2002, n. 168, che ha convertito il D.L. 20 giugno 2002, n. 121 di un riferimento formale che escluda le strade urbane di quartiere e le strade locali dall'ambito di applicazione della citata procedura, non rileva ai fini di una diversa interpretazione.

A tal proposito si soggiunge che le strade classificate ai sensi dell'art. 2, comma 2, lett. c) del codice della strada come "extraurbane secondarie", quando attraversano i centri abitati, assumono automaticamente e funzionalmente la classificazione di cui all'art. 2, comma 2, lett. D, E, o F, a seconda della caratteristiche e a prescindere dall'Ente che abbia la proprietà o la gestione amministrativa della strada stessa.

Nell'ipotesi, pertanto, che tali arterie assumano la classificazione di strade urbane di quartiere o strade locali non è ammessa l'installazione di sistemi di rilevamento senza procedere all'immediata contestazione, viceversa, quando assumono la classificazione di strade urbane di scorrimento, essa è ammessa previa individuazione puntuale da parte del Prefetto nel tratti di strada ai sensi della legge 1 agosto 2002 n. 168.

Per quanto riguarda la seconda questione, concernente l'impiego di dispositivi o di mezzi tecnici di controllo per accertare violazioni diverse dal superamento dei limiti di velocità e dei divieti di sorpasso, si sottolinea che il comma 1 dell'art. 4 consente espressamente tale possibilità soltanto per le trasgressioni agli artt. 142 e 148 del codice della strada.

Pertanto l'utilizzazione di dispositivi e di mezzi tecnici di controllo per accertare violazioni diverse appare, al momento, illegittima.

Per quanto riguarda la terza questione concernente l'informazione dell'utenza dell'utilizzazione dei dispositivi o dei mezzi tecnici di controllo, si ribadisce che essa può essere data con qualsiasi strumento disponibile, come precisato al punto 7 della circolare n. 300/A/1/54584/101/3/3/9 del 3 ottobre 2002, ed è pertanto escluso l'obbligo di ricorrere a specifica segnaletica come unica modalità di informazione all'utenza, ai sensi dell'art. 77, comma 5, del regolamento di esecuzione del codice della strada (D.P.R. n. 495 del 1992).

La problematica è comunque all'attenzione di quest'Ufficio per individuare, d'intesa con i competenti Uffici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, un segnale con caratteristiche rispondenti alla normativa.

Si fa infine presente che per le strade individuate dal Prefetto nel territorio provinciale, il provvedimento che consente l'utilizzo dei dispositivi indicati in oggetto, deve sempre recare la progressiva chilometrica di inizio e fine, anche se riguarda l'intera tratta stradale.

Si prega di dare la massima diffusione al contenuto della presente agli Uffici e Comandi di Polizie municipali e di trasmettere a quest'Ufficio copia dei decreti adottati.

Nota Min. interno 15 febbraio 2000, n. 300/A/21412/101/3/3/9 - Legge 7 dicembre 1999, n. 472 - Intervento nel settore dei trasporti. Modifiche al codice della strada. Artt. 10 - 167 - 176.

omissis...

Art. 176, comma 12, del codice della strada

- Il nuovo comma 12, oltre a consentire ai veicoli adibiti ai servizi dell'autostrada, purché muniti di autorizzazione dell'ente proprietario, di effettuare in caso di necessità l'inversione di marcia, la marcia, la retromarcia e la sosta in banchina di emergenza ed il traino di veicoli in avaria, prevede che i conducenti dei veicoli eccezionali, autorizzati dall'ente proprietario della strada, possono attraversare contromano i varchi in prossimità dei caselli autostradali.

V. pure:

Dir. Min. LL.PP. 24 maggio 1999, n. 3279 - Regolamento del soccorso stradale in autostrada per veicoli in avaria o incidentati 


Dottrina    
V. sub art. 175
non riportata

Sanzioni    

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