Codice   

Art. 172. Uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini.

Il conducente e i passeggeri dei veicoli della categoria L6e, dotati di carrozzeria chiusa, di cui all'articolo 1, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, e dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3, di cui all'articolo 47, comma 2, del presente codice, muniti di cintura di sicurezza, hanno l'obbligo di utilizzarle in qualsiasi situazione di marcia. I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie (1(Comma così modificato dal comma 3 dell'art. 28, L. 29 luglio 2010, n. 120, in vigore dal 30 luglio 2010 ai sensi di quanto disposto dal comma 7 dello stesso art. 28.)

2. Il conducente del veicolo è tenuto ad assicurarsi della persistente efficienza dei dispositivi di cui al comma 1.

3. Sui veicoli delle categorie M1, N1, N2 ed N3 sprovvisti di sistemi di ritenuta:

a) i bambini di età fino a tre anni non possono viaggiare;

b) i bambini di età superiore ai tre anni possono occupare un sedile anteriore solo se la loro statura supera 1,50 m.

4. I bambini di statura non superiore a 1,50 m, quando viaggiano negli autoveicoli per il trasporto di persone in servizio pubblico di piazza o negli autoveicoli adibiti al noleggio con conducente, possono non essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, a condizione che non occupino un sedile anteriore e siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici.

5. I bambini non possono essere trasportati utilizzando un seggiolino di sicurezza rivolto all'indietro su un sedile passeggeri protetto da airbag frontale, a meno che l'airbag medesimo non sia stato disattivato anche in maniera automatica adeguata.

6. Tutti gli occupanti, di età superiore a tre anni, dei veicoli in circolazione delle categorie M2 ed M3 devono utilizzare, quando sono seduti, i sistemi di sicurezza di cui i veicoli stessi sono provvisti. I bambini devono essere assicurati con sistemi di ritenuta per bambini, eventualmente presenti sui veicoli delle categorie M2 ed M3, solo se di tipo omologato secondo quanto previsto al comma 1.

7. I passeggeri dei veicoli delle categorie M2 ed M3 devono essere informati dell'obbligo di utilizzare le cinture di sicurezza, quando sono seduti ed il veicolo è in movimento, mediante cartelli o pittogrammi, conformi al modello figurante nell'allegato alla direttiva 2003/20/CE, apposti in modo ben visibile su ogni sedile. Inoltre, la suddetta informazione può essere fornita dal conducente, dal bigliettaio, dalla persona designata come capogruppo o mediante sistemi audiovisivi quale il video.

8. Sono esentati dall'obbligo di uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini:

a) gli appartenenti alle forze di polizia e ai corpi di polizia municipale e provinciale nell'espletamento di un servizio di emergenza;

b) i conducenti e gli addetti dei veicoli del servizio antincendio e sanitario in caso di intervento di emergenza;

b-bis) i conducenti dei veicoli con allestimenti specifici per la raccolta e per il trasporto di rifiuti e dei veicoli ad uso speciale, quando sono impiegati in attività di igiene ambientale nell'ambito dei centri abitati, comprese le zone industriali e artigianali (Lettera aggiunta dal comma 4 dell'art. 28, L. 29 luglio 2010, n. 120);

c) gli appartenenti ai servizi di vigilanza privati regolarmente riconosciuti che effettuano scorte;

d) gli istruttori di guida quando esplicano le funzioni previste dall'articolo 122, comma 2;

e) le persone che risultino, sulla base di certificazione rilasciata dalla unità sanitaria locale o dalle competenti autorità di altro Stato membro delle Comunità europee, affette da patologie particolari o che presentino condizioni fisiche che costituiscono controindicazione specifica all'uso dei dispositivi di ritenuta. Tale certificazione deve indicare la durata di validità, deve recare il simbolo previsto nell'articolo 5 della direttiva 91/671/CEE e deve essere esibita su richiesta degli organi di polizia di cui all'articolo 12;

f) le donne in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all'uso delle cinture di sicurezza;

g) i passeggeri dei veicoli M2 ed M3 autorizzati al trasporto di passeggeri in piedi ed adibiti al trasporto locale e che circolano in zona urbana;

h) gli appartenenti alle forze armate nell'espletamento di attività istituzionali nelle situazioni di emergenza.

9. Fino all'8 maggio 2009, sono esentati dall'obbligo di cui al comma 1 i bambini di età inferiore ad anni dieci trasportati in soprannumero sui posti posteriori delle autovetture e degli autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose, di cui dell'articolo 169, comma 5, a condizione che siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici.

10. Chiunque non fa uso dei dispositivi di ritenuta, cioè delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 a euro 323. Quando il mancato uso riguarda il minore, della violazione risponde il conducente ovvero, se presente sul veicolo al momento del fatto, chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso. Quando il conducente sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al presente comma per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

11. Chiunque, pur facendo uso dei dispositivi di ritenuta, ne altera od ostacola il normale funzionamento degli stessi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 40 a euro 162.

12. Chiunque importa o produce per la commercializzazione sul territorio nazionale e chi commercializza dispositivi di ritenuta di tipo non omologato è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 841 a euro 3.366.

13. I dispositivi di ritenuta di cui al comma 12, ancorchè installati sui veicoli, sono soggetti al sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI ((Il D. Lgs. 10 settembre 1993, n. 360 (in SO n.86, relativo alla G.U. 15/09/1993, n.217) ha disposto (con l'art. 89, comma 1, lettera a)) la modifica dell'art. 172, comma 1; (con l'art. 89, comma 1, lettera b)) la modifica dell'art. 172, comma 2; (con l'art. 89, comma 1, lettera c)) la modifica dell'art. 172, comma 3; (con l'art. 89, comma 1, lettera d)) la modifica dell'art. 172, commi 4, 5 e 6; (con l'art. 89, comma 1, lettera e)) la modifica dell'art. 172, comma 7; (con l'art. 89, comma 1, lettera f)) la modifica dell'art. 172, comma 8; (con l'art. 89, comma 1, lettera g)) la modifica dell'art. 172, comma 9).

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Aggiornamenti all'articolo
Data Pubblicazione
15/09/1993 Il DECRETO LEGISLATIVO 10 settembre 1993, n. 360 (in SO n.86, relativo alla G.U. 15/09/1993, n.217) ha disposto (con l'art. 89, comma 1, lettera a)) la modifica dell'art. 172, comma 1; (con l'art. 89, comma 1, lettera b)) la modifica dell'art. 172, comma 2; (con l'art. 89, comma 1, lettera c)) la modifica dell'art. 172, comma 3; (con l'art. 89, comma 1, lettera d)) la modifica dell'art. 172, commi 4, 5 e 6; (con l'art. 89, comma 1, lettera e)) la modifica dell'art. 172, comma 7; (con l'art. 89, comma 1, lettera f)) la modifica dell'art. 172, comma 8; (con l'art. 89, comma 1, lettera g)) la modifica dell'art. 172, comma 9.
03/03/1994 Avviso di rettifica (in G.U. 03/03/1994, n.51) ,nel modificare l'art. 89, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 10 settembre 1993 n. 360 (in S.O. n. 86, relativo alla G.U. 15/9/1993, n. 217), ha conseguentemente disposto la modifica dell'art. 172, comma 1.
30/06/2003 Il DECRETO-LEGGE 27 giugno 2003, n. 151 (in G.U. 30/06/2003, n.149) , convertito con modificazioni dalla L. 1 agosto 2003, n. 214 (in SO n.133, relativo alla G.U. 12/08/2003, n. 186) ha disposto (con l'art. 3, comma 12, lettere a) e b)) la modifica dell'art. 172, comma 8 e (con l'art. 3, comma 12, lettera c)) la modifica dell'art. 172, comma 9.
13/04/2006 Il DECRETO LEGISLATIVO 13 marzo 2006, n. 150 (in G.U. 13/04/2006, n.87) ha disposto (con l'art. 1, comma 1) la modifica dell'art. 172.
29/07/2010 La LEGGE 29 luglio 2010, n. 120 (in SO n.171, relativo alla G.U. 29/07/2010, n.175) ha disposto (con l'art. 28, comma 3) la modifica dell'art. 172, comma 1.
29/07/2010 La LEGGE 29 luglio 2010, n. 120 (in SO n.171, relativo alla G.U. 29/07/2010, n.175) ha disposto (con l'art. 28, comma 4) l'introduzione della lettera b-bis) all'art. 172, comma 8.

 Decurtazione punti (Art. 126-bis CdS)

Articolo Comma Ipotesi Descrizione infrazione Punti decurtati Punti decurtati (neo patentati) In vigore
172 10 1N ART. 172/1-10 CDS CONDUCENTE DEL VEICOLO NON FACEVA USO DELLE CINTURE DI SICUREZZA DI CUI IL VEICOLO ERA DOTATO 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 1R ART. 172/1-10 CDS CONDUCENTE DEL VEICOLO NON FACEVA USO DELLE CINTURE DI SICUREZZA DI CUI IL VEICOLO ERA DOTATO 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 2N ART. 172/2-10 CDS QUALE CONDUCENTE UNICO RESPONSABILE CONSENTIVA AL TRASPORTATO MINORENNE DI FARE USO DI CINTURE DI SICUREZZA INEFFICIENTI 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 2R ART. 172/2-10 CDS QUALE CONDUCENTE UNICO RESPONSABILE CONSENTIVA AL TRASPORTATO MINORENNE DI FARE USO DI CINTURE DI SICUREZZA INEFFICIENTI 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 3N ART. 172/1-10 CDS QUALE CONDUCENTE UNICO RESPONSABILE TRASPORTAVA MINORE ALTO MENO DI 1,50 M NON TRATTENUTO DA SISTEMI DI RITENUTA 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 3R ART. 172/1-10 CDS QUALE CONDUCENTE UNICO RESPONSABILE TRASPORTAVA MINORE ALTO MENO DI 1,50 M NON TRATTENUTO DA SISTEMI DI RITENUTA 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 4N ART.172/1-10 CDS CONDUCENTE VEICOLO CIRCOLAVA FACENDO USO DI CINTURE DI SICUREZZA INEFFICIENTI 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 4R ART.172/1-10 CDS CONDUCENTE VEICOLO CIRCOLAVA FACENDO USO DI CINTURE DI SICUREZZA INEFFICIENTI 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 5N ART.172/1-10 CDS CONDUCENTE UNICO RESPONSABILE TRASPORTAVA PASSEGGERO MINORE DI STATURA INFERIORE 1,5 M TRATTENUTO DA SISTEMA DI RITENUTA NON ADEGUATO AL SUO PESO 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 5R ART.172/1-10 CDS CONDUCENTE UNICO RESPONSABILE TRASPORTAVA PASSEGGERO MINORE DI STATURA INFERIORE 1,5 M TRATTENUTO DA SISTEMA DI RITENUTA NON ADEGUATO AL SUO PESO 5 10 Dal 15/04/2006
Articolo Comma Ipotesi Descrizione infrazione Punti decurtati Punti decurtati (neo patentati) In vigore
172 10 6N ART.172/1-10 CDS CONDUCENTE QUALE UNICO RESPONSABILE TRASPORTAVA SUL VEICOLO UN MINORE DI ALTEZZA INFERIORE A 1,50 M TRATTENUTO DA SISTEMA DI RITENUTA NON OMOLOGATO 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 6R ART.172/1-10 CDS CONDUCENTE QUALE UNICO RESPONSABILE TRASPORTAVA SUL VEICOLO UN MINORE DI ALTEZZA INFERIORE A 1,50 M TRATTENUTO DA SISTEMA DI RITENUTA NON OMOLOGATO 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 7N ART.172/4-10 CDS CONDUCENTE DI TAXI SUL SEDILE ANTERIORE IL TRASPORTO DI UN MINORE DI ALTEZZA INFERIORE A 1,50 M SENZA ADEGUATO SISTEMA DI RITENUTA 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 7R ART.172/4-10 CDS CONDUCENTE DI TAXI SUL SEDILE ANTERIORE IL TRASPORTO DI UN MINORE DI ALTEZZA INFERIORE A 1,50 M SENZA ADEGUATO SISTEMA DI RITENUTA 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 8N ART.172/4-10 CDS CONDUCENTE DI AUTOVEICOLO ADIBITO A NOLEGGIO CON CONDUCENTE CONSENTIVA SUL SEDILE ANTERIORE IL TRASPORTO DI UN MINORE DI ALTEZZA INFERIORE A 1,50 M SENZA ADEGUATO SISTEMA DI RITENUTA 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 8R ART.172/4-10 CDS CONDUCENTE DI AUTOVEICOLO ADIBITO A NOLEGGIO CON CONDUCENTE CONSENTIVA SUL SEDILE ANTERIORE IL TRASPORTO DI UN MINORE DI ALTEZZA INFERIORE A 1,50 M SENZA ADEGUATO SISTEMA DI RITENUTA 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 9N ART.172/4-10 CDS CONDUCENTE DI TAXI CONSENTIVA SUL SEDILE POSTERIORE IL TRASPORTO DI UN MINORE DI ALTEZZA INFERIORE A 1,50 M SENZA ADEGUATO SISTEMA DI RITENUTA E SENZA LA PRESENZA DI PASSEGGERO SUPERIORE AI 16 ANNI 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 9R ART.172/4-10 CDS CONDUCENTE DI TAXI CONSENTIVA SUL SEDILE POSTERIORE IL TRASPORTO DI UN MINORE DI ALTEZZA INFERIORE A 1,50 M SENZA ADEGUATO SISTEMA DI RITENUTA E SENZA LA PRESENZA DI PASSEGGERO SUPERIORE AI 16 ANNI 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 AN ART.172/4-10 CDS CONDUCENTE DI AUTOVEICOLO ADIBITO A NOLEGGIO CON CONDUCENTE CONSENTIVA SUL SEDILE POSTERIORE IL TRASPORTO DI UN MINORE DI ALTEZZA INFERIORE A 1,50 M SENZA ADEGUATO SISTEMA DI RITENUTA E SENZA LA PRESENZA DI PASSEGGERO SUPERIORE AI 16 ANNI 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 AR ART.172/4-10 CDS CONDUCENTE DI AUTOVEICOLO ADIBITO A NOLEGGIO CON CONDUCENTE CONSENTIVA SUL SEDILE POSTERIORE IL TRASPORTO DI UN MINORE DI ALTEZZA INFERIORE A 1,50 M SENZA ADEGUATO SISTEMA DI RITENUTA E SENZA LA PRESENZA DI PASSEGGERO SUPERIORE AI 16 ANNI 5 10 Dal 15/04/2006
Articolo Comma Ipotesi Descrizione infrazione Punti decurtati Punti decurtati (neo patentati) In vigore
172 10 BN ART. 172/2-10 CDS CONDUCENTE FACEVA USO DI CINTURE DI SICUREZZA INEFFICIENTI 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 BR ART. 172/2-10 CDS CONDUCENTE FACEVA USO DI CINTURE DI SICUREZZA INEFFICIENTI 5 10 Dal 15/04/2006
172 11 1N FACEVA USO DELLE CINTURE DI SICUREZZA ALTERANDO O OSTACOLANDO IL NORMALE FUNZIONAMENTO 5 10 Dal 15/04/2006
172 6 1N CONDUCENTE TAXI IN ITINERARIO URBANO TRASPORTAVA PASSEGGERO MINORE DI 12 ANNI E STATURA INFERIORE A 1,5 M. SU SEDILE POSTERIORE SENZA ADEGUATO SISTEMA DI RITENUTA O SENZA PRESENZA PERSONE SUPERIORI A 16 ANNI. 3 6  
172 8 1N CONDUCENTE DEL VEICOLO NON FACEVA USO DELLE CINTURE DI SICUREZZA. 5 10 Fino al 14/04/2006
172 8 1R CONDUCENTE DEL VEICOLO NON FACEVA USO DELLE CINTURE DI SICUREZZA. (RECIDIVA) 5 10 Fino al 14/04/2006
172 8 3N QUALE CONDUCENTE UNICO RESPONSABILE TRASPORTAVA MINORE SUI SEDILI ANTERIORI NON TRATTENUTO DA SISTEMI DI RITENUTA. 5 10 Fino al 14/04/2006
172 8 3R QUALE CONDUCENTE UNICO RESPONSABILE TRASPORTAVA MINORE SUI SEDILI ANTERIORI NON TRATTENUTO DA SISTEMI DI RITENUTA. (RECIDIVA) 5 10 Fino al 14/04/2006
172 8 4N CONDUCENTE VEICOLO CIRCOLAVA CON DISPOSITIVI DI RITENUTA INEFFICIENTI 5 10 Fino al 14/04/2006
172 8 4R CONDUCENTE VEICOLO CIRCOLAVA CON DISPOSITIVI DI RITENUTA INEFFICIENTI (RECIDIVA) 5 10 Fino al 14/04/2006
Articolo Comma Ipotesi Descrizione infrazione Punti decurtati Punti decurtati (neo patentati) In vigore
172 8 5N CONDUCENTE TRASPORTAVA PASSEGGERO MINORE DI 12 ANNI E DI STATURA INFERIORE 1,5 M. SENZA SISTEMA DI RITENUTA ADEGUATO 5 10 Fino al 14/04/2006
172 8 5R CONDUCENTE TRASPORTAVA PASSEGGERO MINORE DI 12 ANNI E DI STATURA INFERIORE 1,5 M. SENZA SISTEMA DI RITENUTA ADEGUATO (RECIDIVA) 5 10 Fino al 14/04/2006
172 8 6N CONDUCENTE TRASPORTAVA SU SEDILE POSTERIORE BAMBINO INFERIORE AI 3 ANNI SENZA SISTEMI DI RITENUTA E SENZA PRESENZA MAGGIORE DI 16 ANNI 5 10 Fino al 14/04/2006
172 8 6R CONDUCENTE TRASPORTAVA SU SEDILE POSTERIORE BAMBINO INFERIORE AI 3 ANNI SENZA SISTEMI DI RITENUTA E SENZA PRESENZA MAGGIORE DI 16 ANNI (RECIDIVA) 5 10 Fino al 14/04/2006
172 8 7N QUALE CONDUCENTE UNICO RESPONSABILE TRASPORTAVA MINORE NON TRATTENUTO DA SISTEMI DI RITENUTA. 5 10 Fino al 14/04/2006
172 8 7R QUALE CONDUCENTE UNICO RESPONSABILE TRASPORTAVA MINORE NON TRATTENUTO DA SISTEMI DI RITENUTA.(RECIDIVA) 5 10 Fino al 14/04/2006
172 9 1N FACEVA USO DELLE CINTURE DI SICUREZZA ALTERANDO O OSTACOLANDO IL NORMALE FUNZIONAMENTO 5 10 Fino al 14/04/2006
172 10 CN ART. 172/1-10 CDS QUALE CONDUCENTE UNICO RESPONSABILE TRASPORTAVA MINORE NON TRATTENUTO DA SISTEMI DI RITENUTA 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 CR ART. 172/1-10 CDS QUALE CONDUCENTE UNICO RESPONSABILE TRASPORTAVA MINORE NON TRATTENUTO DA SISTEMI DI RITENUTA (RECIDIVA) 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 DN ART. 172/1-10 CDS CONDUCENTE DI TAXI IL TRASPORTO DI UN MINORE CHE NON FACEVA USO DI CINTURE DI SICUREZZA 5 10 Dal 15/04/2006
Articolo Comma Ipotesi Descrizione infrazione Punti decurtati Punti decurtati (neo patentati) In vigore
172 10 DR ART. 172/1-10 CDS CONDUCENTE DI TAXI IL TRASPORTO DI UN MINORE CHE NON FACEVA USO DI CINTURE DI SICUREZZA . (RECIDIVA) 5 10 Dal 15/04/2006
172 10 FN ART. 172/1-10 CDS CONDUCENTE DI MINICAR QUALE UNICO RESPONSABILE TRASPORTAVA MINORE NON TRATTENUTO DA SISTEMI DI RITENUTA. 5 10 Dal 13/08/2010
172 10 FR ART. 172/1-10 CDS CONDUCENTE DI MINICAR QUALE UNICO RESPONSABILE TRASPORTAVA MINORE NON TRATTENUTO DA SISTEMI DI RITENUTA. (RECIDIVA) 5 10 Dal 13/08/2010
172 10 GN ART. 172/1-10 CDS CONDUCENTE DI MINICAR NON FACEVA USO DELLE CINTURE DI SICUREZZA DI CUI IL VEICOLO ERA DOTATO. 5 10 Dal 13/08/2010
172 10 GR ART. 172/1-10 CDS CONDUCENTE DEL VEICOLO NON FACEVA USO DELLE CINTURE DI SICUREZZA DI CUI IL VEICOLO ERA DOTATO. (RECIDIVA) 5 10 Dal 13/08/2010

Note:

Articolo 172 C.d.S.  - Uso delle cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta per bambini.

Le nuove regole

- L'utilizzo della cintura di sicurezza è previsto anche per il conducente del quadriciclo leggero a carrozzeria chiusa classificato come ciclomotore (art. 52 C.d.S.). L'utilizzo della cintura di sicurezza o di un sistema di ritenuta adeguato è previsto anche per il passeggero, qualora il ciclomotore sia stato omologato per il suo trasporto.

- È stata introdotta un'ulteriore esenzione dall'obbligo di uso della cintura di sicurezza relativa agli autisti di veicoli allestiti per la raccolta e trasporto di rifiuti urbani impegnati in attività di igiene ambientale all'interno del centro abitato (comprese zone industriali ed artigianali); tale esenzione è in vigore dal 13 agosto 2010.

Cosa è cambiato

- In precedenza, su un quadriciclo leggero con carrozzeria chiusa, allestito con cinture di sicurezza, non c'era obbligo né in capo al conducente né al passeggero di utilizzare i sistemi di ritenuta previsti dall'articolo 172 C.d.S. Con questa modifica sia il conducente che il passeggero sono obbligati all'utilizzo di tali sistemi.

- Affinché sia imposto l'obbligo di indossare le cinture di sicurezza, il quadriciclo deve essere munito, fin dall'origine, di cinture di sicurezza omologate e deve essere, perciò, immesso in circolazione conformemente alla disposizioni della direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 marzo 2002.

- I conducenti di veicoli allestiti per la raccolta di rifiuti sono esonerati dall'utilizzo della cintura di sicurezza quando sono impegnati nella raccolta di rifiuti tenuta all'interno del centro abitato, nelle zone industriali ed artigianali (l'esenzione è in vigore dal 13 agosto 2010).

Giurisprudenza

In tema di sanzioni amministrative, il verbale di accertamento dell'infrazione fa piena prova, fino a querela di falso, con riguardo ai fatti attestati dal pubblico ufficiale come avvenuti in sua presenza e conosciuti senza alcun margine di apprezzamento, oppure da lui compiuti, nonché riguardo alla provenienza del documento dallo stesso pubblico ufficiale ed alle dichiarazioni delle parti. Non può essere, invece, attribuita la fede privilegiata nè ai giudizi valutativi, nè alla menzione di quelle circostanze relative ai fatti avvenuti in presenza del pubblico ufficiale che possono risolversi in suoi apprezzamenti personali, perché mediati dall'occasionale percezione sensoriale di accadimenti che si svolgono così repentinamente da non potersi verificare e controllare secondo un metro obiettivo. (In applicazione del principio la S.C. ha ritenuto potersi attribuire pieno valore probatorio al verbale con cui gli agenti della polizia municipale avevano attestato che il conducente l'autovettura, al momento dell'ordine di fermata, non indossava la cintura di sicurezza, non potendosi ritenere che tale forma di constatazione fosse qualificabile come una mera sensazione) (Cassa e decide nel merito, Giud. Pace Cervinara, 29 maggio 2004). Cass. civ. Sez. II Sent., 27-10-2008, n. 25842 (rv. 605260)  Comune di San Martino Valle Caudina c. R.M. Mass. Giur. It., 2008, CED Cassazione, 2008

E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 126-bis del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) - introdotto dall'art. 7 del D.Lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, come modificato dal D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 agosto 2003, n. 214 - e dell'art. 172, commi 1 e 8, dello stesso D.Lgs. n. 285 del 1992, come modificato dall'art. 3, comma 12, del citato D.L. n. 151 del 2003, censurato, in riferimento all'art. 24 Cost., là dove si prevede la decurtazione di cinque punti in caso di mancato uso della cintura di sicurezza. L'ordinanza di rimessione difetta, invero, di motivazione in ordine al parametro di cui viene dedotta la violazione. Corte cost. Ord., 13-06-2008, n. 204, Corte cost., 2009

Sono manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 171, comma 1-bis, del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, comma aggiunto dall'art. 33 della legge 7 dicembre 1999, n. 472 e poi sostituito dall'art. 3, comma 11, del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 agosto 2003, n. 214, e dell'art. 172, comma 8, lettera f) (recte: lettera e)), del medesimo D.Lgs. n. 285 del 1992, sollevate in riferimento all'art. 3 Cost., per mancata previsione dell'esenzione dall'obbligo per i conducenti di ciclomotori di indossare il casco protettivo per chi sia affetto da patologia che sarebbe aggravata dall'uso di tale dispositivo di sicurezza. Infatti, il giudice rimettente ha omesso una compiuta descrizione della fattispecie, impedendo così di vagliare l'effettiva applicabilità della norma denunciata al giudizio principale, con conseguente carenza di motivazione sulla rilevanza della questione. Corte cost., 13-03-2008, n. 60

  E’ da ritenersi manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 172 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), che prevede in caso di mancato uso della cintura di sicurezza la sanzione della perdita di cinque punti e l’ulteriore sanzione della sospensione della patente per quindici giorni in caso di reiterazione, in quanto la dedotta violazione delle norme costituzionali e della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali è priva di motivazione sulla rilevanza e la descrizione della fattispecie concreta è insufficiente.

Corte cost. 14 novembre 2006, n. 374 (ord.) – Pres. Bile – Rel . Finocchiaro – ord. rimess.: Giud. Pace Manduria 14 luglio 2005.

Non costituisce prova sufficiente della violazione dell'art. 172 c.d.s., D.Lgs 30 aprile 1992 n. 285 (che impone l'uso dei dispositivi di ritenuta in «qualsiasi situazione di marcia») l'attestazione, da parte dei pubblici ufficiali, del mancato uso della cintura di sicurezza unicamente durante una fase di interruzione della marcia stessa (ancorché connessa con le esigenze della circolazione, come l'arresto in corrispondenza di un segnale di Stop).

Giudice di pace Rivarolo Canavese 28-06-2004 Rostagno c. Prefettura di Torino, Arch. Giur. Circolaz., 2004, 1131
 

II conducente di un veicolo, essendo tenuto in base alle regole della comune diligenza e prudenza, ad esigere che il passeggero indossi la cintura di sicurezza, risponde ex art. 2043 cc per il pregiudizio all'integrità fisica che il trasportato abbia subito in seguito all'incidente.

 Cass. civ. sez. III 11-03-2004, n. 4993 P.G. c. L.E. e altri, Guida al Diritto, 2004, 14, 41
 

L'omesso uso delle cinture di sicurezza da parte del soggetto trasportato che abbia subito lesioni a seguito di un sinistro stradale costituisce comportamento colposo del danneggiato nella causazione del danno, rilevante ai sensi dell'art. 1227, 1° comma, c.c., e legittima la riduzione del risarcimento ove si alleghi e si dimostri che il corretto uso dei sistemi di ritenzione avrebbe ridotto (o addirittura eliso) il danno.

Cass. civ. sez. III 11-03-2004, n. 4993 P.G. c. L.E. e altri, Foro It., 2004, 1, 2108, Danno e Resp., 2004, 724 nota di TASSONE
 

Qualora la messa in circolazione dell'autoveicolo in condizioni di insicurezza (e tale è la circolazione senza che il trasportato abbia allacciato le cinture di sicurezza), sia ricollegabile all'azione o omissione non solo del trasportato, ma anche del conducente (che prima di iniziare o proseguire la marcia deve controllare che essa avvenga in conformità delle normali norme di prudenza e sicurezza), fra costoro si è formato il consenso alla circolazione medesima con consapevole partecipazione di ciascuno alla condotta colposa dell'altro ed accettazione dei relativi rischi; pertanto si verifica un'ipotesi di cooperazione nel fatto colposo, cioè di cooperazione nell'azione produttiva dell'evento (diversa da quella in cui distinti fatti colposi convergano autonomamente nella produzione dell'evento). In tale situazione, a parte l'eventuale responsabilità verso terzi, secondo la disciplina dell'art. 2054 c.c., deve ritenersi risarcibile, a carico del conducente del suddetto veicolo e secondo la normativa generale degli artt. 2043, 2056 e 1227 c.c., anche il pregiudizio all'integrità fisica che il trasportato abbia subito in conseguenza dell'incidente, tenuto conto che il comportamento dello stesso, nell'ambito dell'indicata cooperazione, non può valere ad interrompere il nesso causale fra la condotta del conducente ed il danno, né ad integrare un valido consenso alla lesione ricevuta, vertendosi in materia di diritti indisponibili. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto il 30 per cento del concorso di colpa del trasportato e il 20 per cento del concorso del conducente, dopo aver accertato che il mancato uso delle cinture di sicurezza aveva avuto un'efficienza causale nella produzione dell'evento dannoso subito dal trasportato pari al 50 per cento).

 Cass. civ. sez. III 11-03-2004, n. 4993 (rv. 570997) P.G. c. L.E. e altri, Mass. Giur. It., 2004, Arch. Giur. Circolaz., 2004, 488, CED Cassazione, 2004
 

Non è manifestamente infondata, in relazione agli arti. 2, 3, 13, 32, secondo comma, Cost., all'art. 8, L. n. 148 del 1955 e all'art. 29, lett. 2, Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 10 dicembre 1948, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 172 D.Lgs. n. 285 del 1992, così come modificato dal D.L. n. 151 del 2003 convertito in L. n. 214 del 2003, nella parte in cui prevede sanzioni in caso di mancato uso delle cinture di sicurezza ed in particolare la perdita di 5 punti e l'ulteriore sanzione della sospensione della patente per 15 giorni in caso di reiterazione.

 Giudice di pace Viterbo 01-10-2003 Bozza Venturi c. Prefetto di Viterbo, Arch. Giur. Circolaz., 2004, 19 nota di AMENDOLAGINE

Il conducente di un veicolo è tenuto, in base alle regole della comune diligenza e prudenza, ad esigere che il passeggero indossi la cintura di sicurezza ed, in caso di sua renitenza, anche a rifiutarne il trasporto o ad omettere l'intrapresa della marcia. Ciò a prescindere dall'obbligo e dalla sanzione a carico di chi deve fare uso della detta cintura. (Nella fattispecie, relativa ad omicidio colposo in danno di persona trasportata, l'imputato si era doluto del mancato riconoscimento del concorso di colpa della vittima a causa dell'omesso uso da parte di questa della cintura di sicurezza).

Cass. pen. sez. IV 29-01-2003, n. 9311 (rv. 224320) Sulejmani, CED Cassazione, 2003
 

Anche se il mancato uso delle cinture di sicurezza è sanzionato amministrativamente a carico di chi sia tenuto ad indossarle, il conducente dell'autoveicolo è comunque obbligato, in base alle regole della comune diligenza e prudenza, ad esigere che il passeggero indossi le cinture e, in caso di sua renitenza, a rifiutarne il trasporto o ad omettere l'intrapresa della marcia, pertanto, risponde di omicidio colposo il conducente che non abbia ottemperato al suddetto obbligo ove il soggetto trasportato sul veicolo da lui condotto sia deceduto dopo esser stato sbalzato fuori dal veicolo a seguito di un sinistro.

Cass. pen. sez. IV 29-01-2003, n. 9311 Sulejmani, Foro It., 2004, 2, 431
 

E' manifestamente infondata, in relazione all'art. 3 cost., la q.l.c. dell'art. 171 d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, nella parte in cui non prevede l'esenzione dall'obbligo di indossare il casco per coloro che risultino affetti da patologie che ne impediscano l'uso, contrariamente a quanto previsto dall'art. 172 della stessa legge per coloro che si trovano in analoga situazione rispetto alle cinture di sicurezza.

Corte cost. (Ord.) 06-11-2001, n. 348 Pres. Consiglio dei ministri e Pres. Cons. c., Giust. Civ., 2002, I, 1197,
Riv. Giur. Circolaz. e Trasp., 2001, 763
 

E' manifestamente infondata, con riferimento all'art. 3 cost., la q.l.c. dell'art. 171 c. strad., nella parte in cui non prevede l'esenzione dall'obbligo di indossare il casco per coloro che risultino affetti da patologie che ne impediscano l'uso, contrariamente a quanto previsto dall'art. 172 della stessa legge per coloro che si trovano in analoga situazione rispetto alle cinture di sicurezza.

 Corte cost. (Ord.) 06-11-2001, n. 348 Pres. Consiglio dei ministri e Pres. Cons. c., Riv. Giur. Circolaz. e Trasp., 2001, 763
 

È rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento all’art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 171 nuovo cod.strad., nella parte in cui non prevede l’esenzione dall’obbligo di indossare il casco per coloro che risultino affetti da patologie che ne impediscano l’uso, contrariamente a quanto previsto dall’art. 172 nuovo cod.strad. per coloro che si trovano in analoga situazione rispetto alle cinture di sicurezza.
Giudice di pace Cesena, 06-11-2000. Arch. circolaz., 2001, 186 Dir. e tecnica circolaz. e assic. obbl., 2001, 156
 
 Posto che la cintura di sicurezza è una misura introdotta obbligatoriamente al fine di evitare il rischio di lesioni del conducente o del passeggero, risponde a titolo di concorso di colpa, nella misura del trenta per cento, il passeggero danneggiato che non abbia osservato tale obbligo.
Giudice di pace Catanzaro, 04-10-2000. Foro it., 2001, I, 2111 Giur. merito, 2001, 1
 
In caso di sinistro stradale produttivo di danno alla persona, deve ritenersi concausa nella determinazione dell’evento il mancato utilizzo, da parte della stessa, delle cinture di sicurezza a norma di legge.
Giudice di pace Bologna, 06-12-1999. Arch. circolaz., 2000, 500
 
Le lesioni personali subite in occasione di un sinistro stradale non sono risarcibili ove risulti che le stesse siano ascrivibili esclusivamente al mancato uso delle cinture di sicurezza da parte del danneggiato (fattispecie di lesioni riportate a seguito di brusca frenata da un agente della polizia di stato il quale, trasportato per ragioni di servizio, risultava privo del necessario presidio, pur non trovandosi in una situazione di tensione operativa tale da legittimarlo ad astenersi dall’uso delle cinture).
Giudice di pace Cefalù, 29-05-1999. Arch. circolaz., 1999, 814
 
In tema di risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione dei veicoli, qualora una delle parti sostenga che il conducente di un veicolo (o un trasportato) non abbia fatto uso delle cinture di sicurezza, rilevandone l’incidenza negativa perché avrebbe evitato le lesioni o quanto meno reso le stesse meno rilevanti o gravi, spetta alla medesima parte l’onere di tale prova, configurandosi in detto caso, tale rilievo o domanda quale eccezione.
Giudice di pace Casamassima, 02-04-1998. Arch. circolaz., 1998, 790
 
Anche se il mancato uso delle cinture di sicurezza è sanzionato amministrativamente a carico di chi sia tenuto ad indossarle (tranne che si tratti di minore, nel qual caso risponde il guidatore), il conducente di autoveicolo è comunque obbligato - in base alle regole della comune diligenza e prudenza - ad esigere che il passeggero indossi le cinture e, in caso di sua renitenza, a rifiutarne il trasporto o ad omettere l’intrapresa della marcia.
Cass., sez. IV, 27-09-1996. Arch. circolaz., 1996, 896
 
Le condizioni del soggetto leso in un sinistro stradale e la violazione da parte di questo di norme dettate a tutela della sua incolumità non escludono l’operatività delle norme tecniche di comportamento che da sole costituiscono il parametro di valutazione della condotta del danneggiante; pertanto, non sussiste alcun concorso colposo del danneggiato nel caso in cui abbia omesso di utilizzare il prescritto sistema di ritenzione (cintura di sicurezza), nella guida della propria autovettura.
P. Catania. Catania, 13-08-1997. Arch. circolaz., 1997, 807

Regolamento
 

non riportata

Legislazione complementare 

Circ. MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 3 settembre 2010, Prot. n. Div.2 M2-503/71164 - Installazione di cinture di sicurezza sui veicoli categoria M2 - M3 di classe II.

Circ. Min. trasporti 31 luglio 2006, n. 22350 - Uso obbligatorio delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini nei veicoli. Decreto legislativo 13 marzo 2006, n. 150, di attuazione della direttiva 2003/20/CE che modifica la direttiva 91/671/CE.

Circ. Min. interno 14 luglio 2006, n. 300/A/1/52739/109/123/3/4 - Decreto legislativo 13 marzo 2006, n. 150 - Attuazione della direttiva 2003/20/CE che modifica la direttiva 91/671/CEE. Nuove disposizioni relative all'uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini sugli autoveicoli.

Circ. Min. trasporti 15 maggio 2006, n. 367/Div.2  - Decreto legislativo 13 marzo 2006, n. 150. Attuazione della direttiva 2003/20/CE che modifica la direttiva 91/671/CEE relativa all'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini nei veicoli. Modifiche al Codice della strada.

Circ. Min. interno 16 settembre 2003, n. 559/A/1/ORG/DIP.GP/4937 - Uso delle cinture di sicurezza da parte delle Forze di Polizia.

Circ.  Min. trasporti 22 giugno 2000, n. B53/2000/MOT - Dispositivi di ritenuta dei veicoli della categoria M1.

Dir. 91/671/CEE del 16 dicembre 1991 - Direttiva del Consiglio  relativa all'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini nei veicoli.

 

 

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Circ. MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 3 settembre 2010, Prot. n. Div.2 M2-503/71164 - Installazione di cinture di sicurezza sui veicoli categoria M2 - M3 di classe II.

Sono pervenute richieste di chiarimenti concernenti l'obbligatorietà dell'installazione delle cinture di sicurezza su veicoli (omologati) di categoria M2, M3 con caratteristiche costruttive di classe

Si rammenta che in merito al montaggio delle cinture di sicurezza vigono le prescrizioni comunitarie, che a titolo esemplificativo vengono di seguito riportate:

direttiva 2005/40/CE (cinture): "3.1.1. Ad eccezione dei sedili utilizzati solo a veicolo fermo, i sedili dei veicoli appartenenti alle categorie M2 (della classe III o B), M3 (della classe III o B) e N devono essere muniti di cinture di sicurezza di sistemi di ritenuta ai sensi dei requisiti della presente direttiva.

I veicoli delle classi I, II, o A, appartenenti alle categorie M2 o M3, possono essere muniti di cinture di sicurezza e/o di sistemi di ritenuta, purché siano conformi ai requisiti della presente direttiva";

Direttiva 2005/41/CE (ancoraggi delle cinture di sicurezza): "4.3.1. I veicoli appartenenti alla categoria M1, M2 (della classe III o B), M3 (della classe III o B) e N devono essere muniti di ancoraggi per cinture di sicurezza conformi ai requisiti della presente direttiva".

Da tale indicazione risulta che per i veicoli in classe II appartenenti alla categoria M2 o M3 non sussiste l'obbligo di essere muniti di cinture di sicurezza.

Si rammenta inoltre che il decreto legislativo 150/2006 (attuazione della direttiva 2003/20/CE che modifica la direttiva 91/671/CE), per quanto riguarda i veicoli in argomento, concerne esclusivamente l'obbligo dell'uso delle cinture di sicurezza.

A tal riguardo si richiama la circolare n. 22350 del 31 luglio, che si allega in copia alla presente.

Si pregano le S.V. di informare gli uffici competenti per territorio.

Allegato alla circolare 3.9.2010 prot. n. Div.2 M2-503/71164 Circolare 31.7.2006 prot. n. 22350 (Ministero dei trasporti)

Circ. Min. trasporti 31 luglio 2006, n. 22350 - Uso obbligatorio delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini nei veicoli. Decreto legislativo 13 marzo 2006, n. 150, di attuazione della direttiva 2003/20/CE che modifica la direttiva 91/671/CE.

Come è noto, nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 2006 è stato pubblicato il decreto legislativo 13 marzo 2006, n. 150, concernente l'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini nei veicoli, che ha modificato l'articolo 172, la tabella allegata all'articolo 126-bis e l'articolo 169, comma 5, del nuovo codice della strada di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992.

Il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno ha predisposto, ai fini dei controlli da parte degli organi di Polizia stradale delle disposizioni contenute nel decreto di cui trattasi, la circolare n. 300/A/1/52739/109/123/3/4 del 14 luglio 2006 (riportata in precedenza) e ne ha trasmessa copia anche a questo Dipartimento.

Tenuto conto dei compiti e delle attività d'istituto svolte dagli Uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri, si invia per opportuna conoscenza, agli stessi copia della suddetta circolare; inoltre, copia della stessa si trasmette alle Associazioni di categoria in indirizzo.

Infine, si sottolinea che il decreto legislativo n. 150 del 2006 concerne l'uso delle cinture e non il montaggio delle stesse sui veicoli, per il quale invece sono previste specifiche norme nazionali e comunitarie  

Circ. Min. interno 14 luglio 2006, n. 300/A/1/52739/109/123/3/4 - Decreto legislativo 13 marzo 2006, n. 150 - Attuazione della direttiva 2003/20/CE che modifica la direttiva 91/671/CEE. Nuove disposizioni relative all'uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini sugli autoveicoli.

Il decreto legislativo 13 marzo 2006, n. 150, pubblicato sulla Gazz. Uff. n. 87 del 13 marzo 2006, dando attuazione alla direttiva comunitaria 2003/20/CE che modifica la direttiva 91/671/CEE, relativa all'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini nei veicoli, è intervenuto sull'articolo 172 del Codice della strada - D.Lgs. n. 285 del 1992 (Allegato 1), introducendo significative novità alla disciplina previdente, con il principale obiettivo di accrescere il livello di sicurezza stradale attraverso l'estensione dell'uso obbligato sul mezzo delle cinture di sicurezza e l'adeguamento al progresso tecnologico delle disposizioni riguardanti i dispositivi per bambini.

1. Uso delle cinture di sicurezza sugli autoveicoli.

La nuova formulazione dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ), con le precisazioni ed i limiti riportati nei paragrafi seguenti, prevede che le cinture di sicurezza debbano essere correttamente indossate ed utilizzate durante la marcia da parte dei conducenti e dai passeggeri di tutti gli autoveicoli, sia adibiti al trasporto di persone che a quello di cose, qualunque sia la massa o il numero dei posti disponibili.

Occorre precisare, peraltro, che l'obbligo di cui si parla riguarda le persone per le quali è possibile l'impiego corretto dei citati dispositivi di ritenuta e cioè, di norma, quelle che hanno statura superiore a 1,50 m. Per le persone di statura inferiore, invece, valgono le prescrizioni di cui al successivo punto 2, se trattasi di bambini, ovvero le esenzioni richiamate al punto 3 della presente circolare, negli altri casi.

1.1. Uso delle cinture di sicurezza sulle autovetture e sugli autocarri.

Il primo comma dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ) prevede l'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza per le persone che viaggiano sui veicoli delle categorie internazionali M1 (autovetture), N1 (autocarri leggeri) N2 ed N3 (veicoli commerciali pesanti per trasporto di cose).

Per quanto riguarda le autovetture, le cinture di sicurezza devono essere utilizzate sia dal conducente che dai passeggeri occupanti i posti anteriori o posteriori, a condizione che il veicolo sia dotato fin dall'origine di idonei punti di attacco. A tal proposito si richiama la circolare n. B53/2000/MOT del 22 giugno 2000 del Dipartimento dei trasporti terrestri del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Allegato 2) il cui contenuto, in virtù delle disposizioni dell'art. 72, comma 2, lett. a) del Codice della strada, può essere esteso a tutte le autovetture dotate fin dall'origine di idonei punti di attacco per i sistemi di sicurezza di cui trattasi. Analoghe considerazioni devono essere fatte per quanto riguarda gli autocaravan che derivano dai veicoli della categoria internazionale M1.

Per quanto riguarda gli autocarri, invece, l'obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza può ritenersi sussistente solo se tali dispositivi sono presenti come equipaggiamento obbligatorio del veicolo e, perciò, soltanto se il veicolo ne è effettivamente dotato. La medesima previsione si applica, altresì, agli autocaravan che derivano dai veicoli della categoria internazionale N1.

1.2. Uso delle cinture di sicurezza sugli autobus.

Il comma 6 dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ) stabilisce che gli occupanti di minibus e di autobus (categorie internazionali M2 ed M3) devono essere assicurati con i sistemi di sicurezza di cui i veicoli stessi sono provvisti.

L'obbligo di utilizzo dei dispositivi riguarda sia il conducente che tutti gli altri occupanti i posti anteriori e posteriori di questi veicoli quando sono seduti ed i veicoli stessi sono in movimento.

Come per gli autocarri, l'obbligo di utilizzazione dei dispositivi di ritenuta è limitato ai veicoli che ne sono effettivamente provvisti.

La nuova previsione non interferisce con le disposizioni che consentono il trasporto in piedi di passeggeri sugli autobus i linea. Infatti, i passeggeri in piedi, presenti sugli autobus autorizzati anche per il trasporto di persone in piedi, non sono soggetti ad alcun obbligo di autotutela né debbono essere obbligati ad occupare posti a sedere eventualmente disponibili.

La norma va coordinata con quella del comma 8, lettera g) dell'art. 172 del Codice della strada (vedi oltre punto 3) che esonera dall'uso delle cinture di sicurezza i passeggeri di veicoli adibiti al trasporto locale che circolano in zone urbane.

I passeggeri dei minibus e degli autobus, quando ricorrono le condizioni che rendono obbligatorio l'utilizzo delle cinture di sicurezza, devono essere informati dell'obbligo stesso mediante cartelli o pittogrammi apposti in modo ben visibile su ogni sedile. In aggiunta a tale previsione, per meglio garantire l'incolumità dei passeggeri, l'art. 172, comma 7 del Codice della strada stabilisce che la medesima informazione può essere data attraverso annunci fonici forniti dal conducente, dal bigliettaio o dalla persona designata come capogruppo ovvero con audiovisivi.

2. Uso dei dispositivi di ritenuta per bambini.

Nel nuovo assetto normativo, notevole importanza presentano le disposizioni che riguardano il trasporto dei bambini sugli autoveicoli. La norma distingue a seconda del tipo di autoveicolo, delle caratteristiche strutturali dello stesso, dei dispositivi di sicurezza presenti e dell'impiego cui il veicolo è destinato.

2.1. Impiego dei dispositivi di ritenuta per bambini sulle autovetture per uso privato.

Sulle autovetture per uso privato e sugli autocaravan derivanti dalle categorie internazionali M1 e N1, muniti di cinture di sicurezza, i bambini aventi statura inferiore a 1,50 m e di peso inferiore a 36 kg devono essere sempre assicurati con dispostivi di ritenuta per bambini, regolarmente omologati ed adeguati al loro peso.

Per i veicoli provvisti di cinture di sicurezza, perciò, la nuova normativa, ha escluso la possibilità di trasporto sui sedili posteriori di bambini di età inferiore a 3 anni anche se accompagnati da una persona di più di 16 anni di età, già contenuta nella precedente formulazione dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ), con la conseguenza che, ove i dispositivi di ritenuta per bambini non siano disponibili, questi non possono essere trasportati. In caso di violazione del cennato divieto, si applica la sanzione di cui all'art. 172, comma 10, del Codice della strada.

Diversa è, invece, la previsione del comma 3 dell'art. 172 del Codice della strada, che è volto a garantire un livello di sicurezza maggiore per i bambini che viaggiano nelle autovetture ovvero su altri veicoli della categoria internazionale M1, non provvisti, fin dall'immatricolazione, di sistemi di ritenuta. Si tratta, per lo più, di veicoli di vecchia costruzione privi di cinture di sicurezza, sui quali le stesse non possono essere installate neanche successivamente e che, di conseguenza, non possono essere muniti di un sistema di trattenuta per bambini.

Secondo tale norma, su questi veicoli, i bambini di età fino a tre anni non possono viaggiare. È, invece, consentito il trasporto senza l'utilizzazione di dispositivi di ritenuta di bambini di età superiore a 3 anni, i quali, tuttavia, devono, di norma, prendere posto sui sedili posteriori; possono occupare anche il sedile anteriore solo se la loro statura supera il metro e 50 di altezza. È appena il caso di sottolineare che la violazione degli obblighi o dei divieti imposti dal comma 3 richiamato, fatti salvi gli eventuali profili di responsabilità civile e penale in caso di incidente stradale, non è oggetto di sanzioni amministrative da parte dell'art. 172 del Codice della strada.

Conformemente alla regolamentazione generale europea, la disciplina sopraindicata riguarda anche il trasporto dei bambini sugli autocarri di cui alle categorie internazionali N1, N2 ed N3. Tale previsione, tuttavia, deve essere posta in relazione con l'art. 54, comma 1, lett. d), e con l'art. 82 del Codice della strada che, a bordo degli autocarri, consentono la presenza soltanto delle persone addette all'uso o al trasporto di cose, con la conseguenza che, salvo residuali ipotesi di minori lecitamente impiegati in attività lavorative complementari al trasporto, i bambini non possono prendere, di norma, posto su tali veicoli.

2.2. Impiego dei dispositivi di ritenuta per bambini sui taxi e sugli autoveicoli da noleggio con conducente.

La nuova formulazione dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ), sia pure con un contenuto più ampio, ha mantenuto l'esenzione dall'utilizzazione dei dispositivi di ritenuta quando i bambini di statura non superiore a 1,50 m sono a bordo di autoveicoli per il trasporto di persone in servizio pubblico di piazza (taxi) o su autoveicoli adibiti al noleggio con conducente, a condizione che non occupino un sedile anteriore e siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici.

L'esenzione non incontra più le limitazioni territoriali presenti nell'abrogata formulazione della norma e si applica a tutti gli autoveicoli autorizzati ad effettuare servizio di pubblico di piazza o di noleggio con conducente anche se il trasporto avviene fuori dei centri abitati.

2.3. Impiego dei dispositivi di ritenuta per bambini sugli autobus.

I bambini di età non superiore a 3 anni possono essere trasportati sui minibus e sugli autobus di cui alle categorie internazionali M2 ed M3, senza necessità di adottare particolari accorgimenti.

I bambini di età superiore a 3 anni, invece, devono essere trasportati utilizzando i sistemi di ritenuta di cui l'autobus o il minibus è dotato e per i quali sia compatibile l'impiego da parte dei bambini stessi. Sull'argomento, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con la circolare che si allega (Allegato 3), ha infatti precisato che l'uso dei dispositivi di sicurezza (cinture di sicurezza e/o sistemi di ritenuta per bambini) è obbligatorio per tutti gli occupanti di autobus o minibus che hanno età superiore a 3 anni.

Peraltro, secondo le disposizioni dell'art. 172, comma 6, del D.Lgs. n. 285 del 1992 sui veicoli delle categorie M2 ed M3 citate, i sistemi di ritenuta per bambini devono essere usati, in alternativa ai dispositivi di sicurezza installati sui veicoli stessi, soltanto se sono effettivamente presenti al momento in cui avviene il controllo su strada.

Tale previsione riguarda, peraltro, soltanto i minori di peso inferiore a 36 kg perché, secondo il Regolamento comunitario richiamato al punto 2.4, l'utilizzazione dei dispositivi di ritenuta per bambini è limitata a tali soggetti.

Per gli autobus ed i minibus in servizio pubblico di piazza o di noleggio con conducente, si applicano, in ogni caso, le esenzioni di cui all'art. 172 comma 4 richiamate al punto 2.2 della presente circolare.

2.4. Caratteristiche ed installazione dei dispostivi di ritenuta per bambini.

I sistema di ritenuta per bambini devono essere adeguati al loro peso e devono essere di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie.

Gli estremi di omologazione e la classe di peso sono iscritti su una targhetta che deve essere obbligatoriamente presente sul sistema di ritenuta. Le caratteristiche dei predetti dispositivi, le dimensioni, i contenuti e la collocazione della targhetta, nonché le classi di peso, sono indicate nel Regolamento n. 44 della Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) [1]. Per facilitare i controlli sulla strada dei predetti dispositivi, d'intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si allega alla presente circolare (Allegato 4) una sintesi delle caratteristiche costruttive dei sistemi di ritenuta per bambini utilizzabili durante la circolazione in Italia.

Secondo il comma 5 dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ), i bambini non possono essere trasportati utilizzando un seggiolino di sicurezza rivolto all'indietro su un sedile protetto da airbag frontale, a meno che l'airbag medesimo non sia stato disattivato anche in maniera automatica adeguata. La violazione di quest'obbligo, fatti salvi gli eventuali profili di responsabilità civile e penale in caso di incidente stradale, non è, tuttavia, oggetto di sanzioni amministrative da parte dell'art. 172 del Codice della strada.

Per gli autobus e per i minibus di cui alle categorie internazionali M2 ed M3, i dispositivi devono essere specificamente omologati per il trasporto di bambini su tali veicoli.

__________

[1] Il regolamento è pubblicato sulla G.U.C.E. n. L 330/56 del 16 dicembre 2005.

3. Esenzioni dall'obbligo di utilizzo dei sistemi di ritenuta.

Secondo le disposizioni della direttiva comunitaria 2003/20/CE, è stato rimodulato l'elenco dei soggetti esentati dall'impiego dei dispositivi di ritenuta. In proposito si segnalano le seguenti novità:

- è stata eliminata l'esenzione dall'utilizzazione dei dispositivi da parte dei conducenti dei taxi e dei veicoli adibiti al noleggio con conducente;

- è stata introdotta l'esenzione per gli appartenenti alle Forze Armate nell'espletamento di attività istituzionali in situazioni di emergenza;

- accanto all'esenzione, già prevista dalla precedente normativa, per le persone affette da patologie che costituiscono controindicazione specifica all'uso dei dispositivi di ritenuta, è stata aggiunta la possibilità di esenzione anche per le persone che presentano condizioni fisiche, non patologiche, per le quali è controindicato l'uso delle cinture di sicurezza. Possono beneficiare di tale esenzione, ad esempio, gli adulti aventi altezza inferiore a 1,50 m o le persone con massa corporea incompatibile con l'utilizzazione dei dispositivi.

Giova ricordare che tale esenzione opera solo in presenza di una certificazione medica rilasciata dalla Unità sanitaria locale o dalle competenti autorità di altro Stato membro dell'Unione Europea, che deve indicare la durata di validità e deve recare il simbolo previsto nell'articolo 5 della direttiva 91/671/CEE;

- al punto g) del comma 8 dell'art. 172 è stata introdotta un'esenzione che riguarda i passeggeri degli autobus o minibus nei quali è previsto il trasporto anche di persone in piedi quando tali veicoli sono adibiti al trasporto locale e circolano in zona urbana; in tali circostanze i passeggeri seduti possono viaggiare senza essere assicurati al sedile da un dispositivo di ritenuta, anche se questo è presente sul veicolo.

Nulla è innovato, invece, per quanto riguarda l'impiego dei dispositivi da parte degli appartenenti alle forze di Polizia e ai corpi di Polizia municipale nonché dei conducenti e degli addetti dei veicoli del servizio antincendio e sanitario, per i quali l'esenzione dall'impiego dei dispositivi di ritenuta opera solo in presenza di interventi in servizio di emergenza. L'esenzione è stata, peraltro, estesa anche ai corpi ed ai servizi di Polizia provinciale.

In proposito, per quanto riguarda l'impiego dei dispositivi da parte del personale che svolge compiti di Polizia, si richiama l'attenzione sullo scrupoloso rispetto delle direttive già impartite sull'argomento e, da ultimo, di quelle contenute nella circolare n. 559/A/1/ORG/DIP.GP/4937 del 16 settembre 2003 (Allegato 5).

Non ricorre, infine, l'obbligo di utilizzo dei dispositivi di ritenuta o delle cinture di sicurezza per i bambini trasportati in soprannumero sui posti posteriori delle autovetture o degli autoveicoli per uso promiscuo, a condizione che siano accompagnati da un passeggero di almeno 16 anni di età. Tale esenzione ha validità temporale limitata all'8 maggio 2009, data oltre la quale, peraltro, ai sensi dell'art. 169 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ), non sarà più ammesso il trasporto di bambini in numero superiore a quello dei passeggeri indicati sulla carta di circolazione del veicolo.

4. Sanzioni.

La nuova formulazione dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ), pur adeguandone la numerazione alla nuova organizzazione del testo normativo, non ha innovato il regime sanzionatorio per chiunque non utilizza i dispositivi di ritenuta (art. 172, comma 10 del Codice della strada.) ovvero per chi, pur facendone uso, ne altera o ne ostacola il normale funzionamento (art. 172, comma 11, del Codice della strada.).

La riformulazione dell'intero articolo 172 del Codice della strada ha determinato, tuttavia, la necessità di aggiornare i riferimenti normativi previsti dalla tabella dei punti da decurtare di cui all'art. 126 bis del Codice della strada ora riportata nell'art. 2 del D.Lgs. n. 150 del 2006 indicato in premessa, il quale ha disposto che il rinvio all'art. 172 commi 8 e 9, debba intendersi ai nuovi commi 10 e 11.

Sulla base delle indicazioni fornite dalla richiamata Direttiva 2003/20/CE, il rispetto delle norme ora commentate, opportunamente implementato con una mirata azione di controllo degli operatori aventi compiti di Polizia stradale, assume valenza prioritaria per tutti i Paesi dell'Unione Europea nel perseguimento del comune obiettivo di una reale diminuzione delle vittime da incidenti stradali, che come è noto, dovrà essere dimezzato entro il 2010.

I Signori Prefetti sono pregati di voler estendere il contenuto della presente ai Corpi o Servizi di Polizia municipale e provinciale.

Allegato 1

Art. 172 - Uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini.

Allegato 2

Circ.  Min. trasporti 22 giugno 2000, n. B53/2000/MOT - Dispositivi di ritenuta dei veicoli della categoria M1.

Alcuni Uffici periferici del Dipartimento ed operatori ex articolo 80 del codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285) ripropongono la questione concernente l'obbligatorietà dell'applicazione di dispositivi di ritenuta e di protezione, per gli autoveicoli della categoria M1, con riferimento alle verifiche da effettuare in sede di revisione.

Come è noto, tali veicoli, ai sensi dell'articolo 72, comma 2, del codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285), debbono essere equipaggiati con dispositivi di ritenuta se "predisposti sin dall'origine con gli specifici punti di attacco, aventi le caratteristiche indicate, per ciascuna categoria di veicoli, con decreto del Ministro dei trasporti".

Tali caratteristiche non hanno potuto essere indicate in un decreto da emanarsi secondo le disposizioni transitorie di cui all'articolo 232 del codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285), in quanto, com'è noto, la materia di specie è in regime di armonizzazione obbligatoria; esse sono invece contenute nei decreti di recepimento nell'ordinamento nazionale delle specifiche direttive comunitarie.

Alla luce di quanto sopra, non sembrano sussistere motivi ostativi alla piena applicazione del disposto dell'articolo 72, comma 2, del codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285) espressi nella circolare D.C. IV n. 271/93 del 30 novembre 1993 D.G., dal momento che le caratteristiche cui il medesimo articolo fa riferimento sono quelle contenute: o nelle direttive relative agli ancoraggi (dalla 76/115/CEE alla 96/38/CEE) ed ai dispositivi di ritenuta (dalla 77/541/CEE alla 96/36/CEE); o nel Regolamento ECE/ONU n. 14 "Prescrizioni uniformi relative alla omologazione dei veicoli per quanto riguarda gli ancoraggi delle cinture di sicurezza delle autovetture" entrato in vigore in Italia il 15 giugno 1976 (circolare n. 76/77 del 9 dicembre 1977 D.G.).

Si conferma, pertanto, che l'obbligo dell'installazione delle cinture di sicurezza ricorre, sia per i posti anteriori che per quelli posteriori, per tutti i veicoli della categoria M1 che, immatricolati a far data dal 15 giugno 1976, siano predisposti sin dall'origine con specifici punti di attacco.

Si intendono abrogate la circolare ministeriale n. 152/88 del 30 settembre 1988 D.G. e la circolare ministeriale n. 271/93 del 30 novembre 1993 D.G., nonché le disposizioni in difformità a qualsiasi titolo emanate.  

Allegato 3

Circ. Min. trasporti 15 maggio 2006, n. 367/Div.2  - Decreto legislativo 13 marzo 2006, n. 150. Attuazione della direttiva 2003/20/CE che modifica la direttiva 91/671/CEE relativa all'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini nei veicoli. Modifiche al Codice della strada.

  Con riferimento a quanto richiesto con la nota che si riscontra, circa l'applicazione della norma in oggetto, si conferma quanto già espresso nella riunione, alla quale hanno partecipato i rappresentanti di questa Amministrazione, di codesto Dicastero, del Ministero della giustizia e delle Associazioni A.N.A.V. e Ass.Tra., svoltasi presso questa Direzione il giorno 10 maggio 2006.

I conducenti ed i passeggeri degli autocarri e degli autobus non muniti, sin dall'origine, di cinture di sicurezza non sono soggetti all'obbligo dell'uso delle stesse anche nel caso in cui tali veicoli siano dotati di punti di attacco in quanto la direttiva CE attuata con il decreto legislativo in oggetto concerne l'uso delle cinture e non il montaggio delle stesse sui veicoli; pertanto, si ribadisce che il campo di applicazione delle disposizioni contenute nella circolare n. B53/2000/MOT del 22 giugno 2000, emanata da questo Dipartimento, che prevede l'obbligo dell'installazione delle cinture di sicurezza sui veicoli della categoria M1, a tutt'oggi non è variato.

Per quanto riguarda l'uso dei dispositivi di sicurezza dei veicoli delle categorie M2 ed M3, con il decreto legislativo n. 150 del 2006 sono state trasposte fedelmente le disposizioni dettate dal legislatore comunitario con la direttiva 2003/20/CE, che dispone l'uso di tali dispositivi (cinture di sicurezza e/o sistemi di ritenuta per bambini) per tutti gli occupanti di età superiore a tre anni; quindi, nel caso di cui trattasi, sono esclusi dall'uso dei dispositivi di sicurezza esclusivamente gli occupanti di età fino a tre anni.

Infine, si allega una nota con le indicazioni concernenti la normativa di riferimento dei sistemi di ritenuta per bambini, di cui al comma 1 dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ), che inglobata nella bozza di circolare predisposta da codesto Dipartimento rappresenterebbe un ulteriore utile strumento per i controlli su strada.

Allegato 4

Caratteristiche costruttive dei sistemi di ritenuta per bambini

I sistemi di ritenuta per bambini devono essere adeguati al loro peso e devono essere di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (ECE/ONU) o alle equivalenti direttive comunitarie.

Al riguardo la norma vigente è rappresentata dal Regolamento ECE/ONU n. 44, serie 03 di emendamenti o successive (04).

Ai fini dell'omologazione dei sistemi di ritenuta per bambini la serie di emendamenti 03 è di osservanza obbligatoria dal 12 settembre 1996 mentre l'applicazione delle disposizioni introdotte con la serie 04 di emendamenti è ammessa dal 23 giugno 2005 e sarà di osservanza obbligatoria a decorrere dal 23 giugno 2006.

A decorrere dal 23 giugno 2009 le Parti Contraenti al Regolamento ECE n. 44 avranno la facoltà di vietare la vendita di dispositivi di ritenuta conformi alla serie 03 di emendamenti. Un simile provvedimento, tuttavia, dovrà essere adottato preferibilmente a livello comunitario poiché la Comunità europea è divenuta parte Contraente al regolamento n. 44/03 il 24 marzo 1998.

Al momento è possibile usare sia sistemi di ritenuta per bambini omologati in conformità alla serie 03 di emendamenti al regolamento ECE n. 44 che alla serie 04.

Sistemi di ritenuta omologati in base a serie di emendamenti precedenti (sino alla 02) non possono essere utilizzati.

Per quanto concerne la rispondenza dei sistemi di ritenuta per bambini alle equivalenti direttive comunitarie si precisa che con la direttiva 2000/3/CE che adegua al progresso tecnico la direttiva 77/541/CEE del Consiglio relativa alle cinture di sicurezza e ai sistemi di ritenuta dei veicoli a motore e' stato introdotto nella UE l'obbligo di omologazione dei sistemi di ritenuta per bambini conformemente al regolamento ECE/ONU n. 44/03.

Tale direttiva, recepita in Italia con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione D.M. 7 agosto 2000 (Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. n. 215 del 14 settembre 2000) prevede all'allegato XVII l'applicazione delle prescrizioni del regolamento sopra citato ai fini dell'omologazione dei sistemi di ritenuta per bambini.

Per quanto concerne la corretta identificazione di un sistema di ritenuta per bambini si allega un esempio di marchio di omologazione così come riportato nel testo dell'allegato 2 al regolamento ECE/ONU n. 44, recentemente reso disponibile in lingua italiana (G.U.U.E. del 16 dicembre 2005, Serie L 330; Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie Unione europea - del 2 febbraio 2006, n. 10) sia pure con taluni errori di traduzione.

Collocazione dei marchi di omologazione

omissis

Il sistema di ritenuta che reca il marchio di omologazione sopra illustrato è un dispositivo che può essere montato su qualsiasi veicolo (Universal) e può essere usato per il gruppo di peso compreso tra 9 e 36 kg (gruppi da I a III). Esso è stato omologato nei Paesi Bassi (E4) con il numero 032439.

Il numero di omologazione indica che l'omologazione è stata rilasciata ai sensi dei requisiti del Regolamento relativo all'approvazione di dispositivi di ritenuta per bambini passeggeri di autoveicoli ("sistema di ritenuta per bambini"), come modificato dalla serie 03 di emendamenti.

Le prime due cifre del numero di omologazione identificano la serie di emendamenti (03) al Regolamento ECE n. 44 in base alla quale il sistema è stato omologato.

Qualora si tratti di un sistema di ritenuta per bambini conforme alla serie 04 di emendamenti al regolamento ECE n. 44 le prime due cifre del numero di omologazione saranno "04".


Allegato 5

Circ. Min. interno 16 settembre 2003, n. 559/A/1/ORG/DIP.GP/4937 - Uso delle cinture di sicurezza da parte delle Forze di Polizia.

Con circolare del 1996 [1] venivano impartite dettagliate disposizioni interpretative in materia di esenzione per le Forze di Polizia e per i Corpi di Polizia Municipale dell'uso delle cinture di sicurezza alla luce della specifica normativa [2].

In tale contesto veniva chiarito che il concetto di "servizio di emergenza" non era certamente assimilabile "tout court" al servizio d'0istituto ma doveva essere inteso come fase di "stato di pericolo concreto ed attuale" nel più generale contenuto del servizio.

Le recenti modifiche al Codice della Strada [3] nulla hanno mutato in materia.

L'accentuazione delle sensazioni in caso di omesso uso, l'accresciuta sensibilità al problema e le concrete conseguenze determinatesi in campo risarcitorio e sanitario inducono, tuttavia, a richiamare l'attenzione sull'assoluta esigenza di una scrupolosa, generalizzata, permanente e corretta applicazione della norma, in modo che diventi, oltre che costante abito mentale degli appartenenti alle Forze dell'Ordine, anche indispensabile fattore di esempio e veicolo promozionale per la crescita dei principi di legalità e di sicurezza.

Da ciò discende la necessità che l'equipaggiamento protettivo in argomento venga sempre indossato sia in occasione di mobilità non operativa che nell'esecuzione dei servizi d'istituto prevedendo, solo per questo ultimo caso, la deroga in situazione di emergenza e sempre che, anche in tali situazioni, proprio per la possibile accresciuta velocità veicolare, non sia ritenuto opportuno continuare a tenere allacciate le cinture al fine di limitare le eventuali conseguenze nella malaugurata ipotesi di inconvenienti.

Con l'occasione non può non essere ricordata l'incidenza di danni derivati agli appartenenti alla Polizia di Stato e le conseguenti ripercussioni anche di tipo patrimoniale ed assicurativo per il mancato uso delle cinture da parte delle Forze di Polizia in attività di servizio.

Tutto ciò premesso, si invitano le SS.LL. ad impartire le opportune disposizioni e ad adottare ogni iniziatica ritenuta utile affinché siano svolte le azioni formative, di sensibilizzazione e di controllo per un rigoroso rispetto della normativa a tutela della incolumità del personale.

Anche in tale campo non sfugge l'esempio da parte dei vertici dell'Amministrazione sia da ritenere elemento fondante e prioritario.

I Signori Direttori Interregionali avranno cura di monitorare lo stato di attuazione della presente direttiva con particolare riguardo ai casi di "incidentalità" e di segnalare i provvedimenti adottati.

Si resta in attesa di un cortese cenno si assicurazione.

 

Dir. 91/671/CEE del 16 dicembre 1991 - Direttiva del Consiglio  relativa all'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini nei veicoli. (G.U.C.E. 31 dicembre 1991, n. L 373).

Articolo 1(1)

1. La presente direttiva si applica a qualsiasi veicolo a motore delle categorie M1, M2, M3 e N1, N2 e N3, definite nell'allegato II della direttiva 70/156/CEE destinato a circolare su strada, munito di almeno quattro ruote e avente una velocità massima per costruzione superiore a 25 km/h.

2. Ai sensi della presente direttiva:

- le definizioni dei sistemi di sicurezza, comprendenti le cinture di sicurezza e i sistemi di ritenuta per bambini per quanto riguarda i veicoli da categoria M1 e N1, e dei relativi componenti, sono quelle riportate nell'allegato I della direttiva 77/541/CEE,

- "rivolto all'indietro" significa orientato nella direzione opposta alla normale direzione di marcia del veicolo.

3. I sistemi di ritenuta per bambini si suddividono in cinque "gruppi di massa":

a) gruppo 0 per i bambini di peso inferiore a 10 kg;

b) gruppo 0 + per i bambini di peso inferiore a 13 kg;

c) gruppo I per i bambini di peso compreso tra 9 kg e 18 kg;

d) gruppo II per i bambini di peso compreso tra 15 kg e 25 kg;

e) gruppo III per i bambini di peso compreso tra 22 kg e 36 kg.

4. I sistemi di ritenuta per bambini possono essere suddivisi in due classi:

a) la classe integrale, che può includere una combinazione di cinghie o di componenti flessibili con una fibbia di sicurezza, dispositivi di regolazione, parti di fissaggio e, in alcuni casi, un sedile supplementare e/o uno schermo di protezione, che possono essere ancorati mediante la propria o le proprie cinghie integrali;

b) la classe non integrale, che può includere un sistema di ritenuta parziale che, se usato in combinazione con una cintura di sicurezza per adulti che passa attorno al corpo del bambino o blocca il dispositivo in cui quest'ultimo è collocato, forma un sistema completo di ritenuta per bambini.

 

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(1) Articolo così sostituito dall'articolo 1 della direttiva 2003/20/CE.

Articolo 2(2)

 

1. Veicoli di categoria M1, N1, N2 e N3:

a) i) Gli Stati membri prescrivono che tutti gli occupanti dei veicoli di categoria M1, N1, N2 e N3 in circolazione utilizzino i sistemi di sicurezza di cui i veicoli sono provvisti.

I bambini di statura inferiore a 150 cm che viaggiano sui veicoli di categoria M1, N1, N2 e N3 provvisti di sistemi di sicurezza, devono essere assicurati al sedile mediante un sistema di ritenuta per bambini di classe integrale o non integrale ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, lettere a) e b), adeguato al peso del bambino quale definito all'articolo 1, paragrafo 3.

Sui veicoli di categoria M1, N1, N2 e N3 sprovvisti di sistemi di sicurezza:

- i bambini di età inferiore ai tre anni non possono viaggiare,

- i bambini di età superiore ai tre anni la cui statura non raggiunge i 150 cm, fatto salvo il punto ii), non possono occupare un sedile anteriore.

ii) Gli Stati membri possono permettere, nel loro territorio, che i bambini la cui statura non raggiunge i 150 cm ma è comunque di almeno 135 cm siano assicurati al sedile da una cintura di sicurezza per adulti. Detti limiti di statura sono riesaminati secondo la procedura di cui all'articolo 7 ter, paragrafo 2.

iii) Gli Stati membri possono tuttavia permettere che, nel loro territorio, i bambini di cui ai punti i) e ii) non siano assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini durante gli spostamenti in taxi.

Tuttavia detti bambini, quando viaggiano in taxi sprovvisti di sistemi di ritenuta, non possono occupare un sedile anteriore.

b) I bambini non possono essere trasportati utilizzando un seggiolino di sicurezza rivolto all'indietro su un sedile passeggeri protetto da airbag frontale, a meno che l'airbag non sia stato disattivato, anche mediante disattivazione automatica adeguata.

c) I sistemi di ritenuta per bambini utilizzati devono essere omologati conformemente al regolamento n. 44/03 della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite o alla direttiva 77/541/CEE e alle successive modifiche.

d) Sino al 9 maggio 2008, gli Stati membri possono permettere l'utilizzazione di sistemi di ritenuta per bambini omologati conformemente alle norme nazionali vigenti nello Stato membro alla data di messa in servizio del sistema oppure alle norme nazionali equivalenti al regolamento 44/03 della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite o alla direttiva 77/541/CEE.

2. Veicoli di categoria M2 e M3:

a) Gli Stati membri prescrivono che tutti gli occupanti, a partire da tre anni di età, dei veicoli di categoria M2 e M3 in circolazione utilizzino, quando sono seduti, i sistemi di sicurezza di cui i veicoli sono provvisti.

I sistemi di ritenuta per bambini sono omologati a norma del paragrafo 1, lettere c) e d).

b) I passeggeri dei veicoli di categoria M2 e M3 devono essere informati dell'obbligo di portare cinture di sicurezza quando sono seduti e il veicolo è in movimento. L'informazione deve essere fornita in almeno uno dei seguenti modi:

- dal conducente,

- dal bigliettaio o dalla persona designata come capogruppo,

- mediante sistemi audiovisivi (ad esempio video),

- mediante schede e/o il pittogramma stabilito dagli Stati membri conformemente al modello comunitario figurante nell'allegato, apposti in modo ben visibile su ogni sedile.

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(2) Articolo così sostituito dall'articolo 1 della direttiva 2003/20/CE.

 

 Articolo 3

Le disposizioni della presente direttiva si applicano altresì ai guidatori e ai passeggeri dei veicoli in circolazione nella Comunità che siano immatricolati in un Paese terzo.

Articolo 4

1. (Soppresso dall'articolo 1 della direttiva 2003/20/CE.)

 

Articolo 5

Sono esentate dagli obblighi di cui all'articolo 2 le persone munite di un certificato medico di esenzione per un motivo medico grave, rilasciato dalle autorità competenti. Ogni certificato medico rilasciato dalle autorità competenti di uno Stato membro ha validità anche negli altri Stati membri; il certificato medico deve indicare la durata di validità e va esibito a richiesta di un agente qualificato conformemente alle disposizioni in vigore al riguardo in ogni Stato membro. Esso deve recare il seguente simbolo:

 omissis

Articolo 6(4)

Previo accordo della Commissione, gli Stati membri possono concedere, per il trasporto sul loro territorio, esenzioni diverse da quelle previste all'articolo 5 per:

- tenere conto di particolari condizioni fisiche o di circostanze particolari di durata limitata,

- consentire l'esercizio efficace di alcune attività professionali,

- garantire il buon svolgimento di attività connesse con servizi di ordine pubblico, di sicurezza o di emergenza,

- consentire che, quando l'installazione di due sistemi di ritenuta per bambini sui sedili posteriori di veicoli di categoria M1 e N1 impedisca, per mancanza di spazio, l'installazione di un terzo sistema di ritenuta, un terzo bambino, a partire da tre anni di età e di statura inferiore a 150 cm, sia assicurato da una cintura di sicurezza per adulti,

- consentire che, ove si tratti di un trasporto occasionale di breve distanza e nel veicolo non sia disponibile nessun sistema di ritenuta per bambini, o non in numero sufficiente, nei sedili dei veicoli di categoria M1 e N1, ad esclusione dei sedili anteriori, i bambini a partire da tre anni di età siano assicurati da una cintura di sicurezza per adulti,

- tener conto delle condizioni particolari di circolazione dei veicoli di categoria M2 e M3 adibiti al trasporto locale e che circolano in zona urbana o in agglomerato o in cui è autorizzato il trasporto di passeggeri in piedi.

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(4) Articolo così sostituito dall'articolo 1 della direttiva 2003/20/CE.

Articolo 6 bis(5)

 

Gli Stati membri possono, previo accordo della Commissione, concedere esenzioni temporanee diverse da quelle previste agli articoli 5 e 6, onde consentire il trasporto, nell'osservanza della regolamentazione dello Stato membro interessato e per operazioni di trasporto locale, segnatamente trasporto scolastico, nei veicoli di categoria M2 e M3, di un numero di bambini superiore al numero di sedili disponibili provvisti di cinture di sicurezza.

Il periodo di validità di tali esenzioni, stabilito dallo Stato membro, non può superare cinque anni a decorrere dal 9 maggio 2003.

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(5) Articolo inserito dall'articolo 1 della direttiva 2003/20/CE.

Articolo 6 ter(6)

Gli Stati membri possono concedere, per il trasporto nel loro territorio, esenzioni temporanee diverse da quelle previste agli articoli 5 e 6 per consentire, nel rispetto della regolamentazione dello Stato membro interessato, il trasporto sui sedili dei veicoli di categoria M1 e N1, ad esclusione dei sedili anteriori, di un numero di persone superiore al numero di sedili disponibili provvisti di cinture o di sistemi di ritenuta.

Il periodo di validità di tali esenzioni, stabilito dallo Stato membro, non può superare sei anni a decorrere dal 9 maggio 2003.

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(6) Articolo inserito dall'articolo 1 della direttiva 2003/20/CE.

 

 Articolo 7

Anteriormente al 1° agosto 1994, la Commissione presenterà una relazione sull'applicazione della presente direttiva, al fine di valutare in particolare l'opportunità di rafforzare le misure nel senso di una maggiore sicurezza e la necessità di un'ulteriore armonizzazione. Ove occorra, la relazione sarà corredata di proposte, sulle quali il Consiglio delibererà a maggioranza senza indugio.

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Articolo 7 bis(7)

1. Gli articoli 2 e 6 possono essere adattati conformemente alla procedura di cui all'articolo 7 ter, paragrafo 2, per tener conto dei progressi tecnici.

2. La Commissione prosegue gli studi sui dispositivi di sicurezza più adeguati intesi a migliorare la protezione di tutti i passeggeri contro ogni tipo di incidente. Essa presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sui risultati di tali studi e sull'applicazione della presente direttiva, segnatamente sulle esenzioni concesse dagli Stati membri in applicazione dell'articolo 6, onde valutare l'opportunità di un rafforzamento delle misure di sicurezza e la necessità di una maggiore armonizzazione. All'occorrenza, sulla scorta della suddetta relazione, la Commissione presenta proposte adeguate.

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(7) Articolo inserito dall'articolo 1 della direttiva 2003/20/CE.

Articolo 7 ter(8)

1. La Commissione è assistita da un comitato.

2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa.

Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.

3. Il comitato adotta il suo regolamento interno.

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(8) Articolo inserito dall'articolo 1 della direttiva 2003/20/CE.

Articolo 8

1. Previa consultazione della Commissione, gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva anteriormente al 1° gennaio 1993. Essi ne informano immediatamente la Commissione.

2. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.

3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 9

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, addì 16 dicembre 1991.

Allegato(9)

 

Modello comunitario di pittogramma apposto in modo evidente su ogni sedile munito di cintura di sicurezza dei veicoli di categoria M2 e M3 contemplati dalla direttiva 91/671/CEE

(Colore: bianco su fondo blu)

 

 omissis

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(9) Allegato aggiunto dall'allegato della direttiva 2003/20/CE.

 

Circ. Min. trasporti 22 giugno 2000, n. B53/2000/MOT - Dispositivi di ritenuta dei veicoli della categoria M1.

Alcuni Uffici periferici del Dipartimento ed operatori ex articolo 80 del codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285) ripropongono la questione concernente l'obbligatorietà dell'applicazione di dispositivi di ritenuta e di protezione, per gli autoveicoli della categoria M1, con riferimento alle verifiche da effettuare in sede di revisione.

Come è noto, tali veicoli, ai sensi dell'articolo 72, comma 2, del codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285), debbono essere equipaggiati con dispositivi di ritenuta se "predisposti sin dall'origine con gli specifici punti di attacco, aventi le caratteristiche indicate, per ciascuna categoria di veicoli, con decreto del Ministro dei trasporti".

Tali caratteristiche non hanno potuto essere indicate in un decreto da emanarsi secondo le disposizioni transitorie di cui all'articolo 232 del codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285), in quanto, com'è noto, la materia di specie è in regime di armonizzazione obbligatoria; esse sono invece contenute nei decreti di recepimento nell'ordinamento nazionale delle specifiche direttive comunitarie.

Alla luce di quanto sopra, non sembrano sussistere motivi ostativi alla piena applicazione del disposto dell'articolo 72, comma 2, del codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285) espressi nella circolare D.C. IV n. 271/93 del 30 novembre 1993 D.G., dal momento che le caratteristiche cui il medesimo articolo fa riferimento sono quelle contenute: o nelle direttive relative agli ancoraggi (dalla 76/115/CEE alla 96/38/CEE) ed ai dispositivi di ritenuta (dalla 77/541/CEE alla 96/36/CEE); o nel Regolamento ECE/ONU n. 14 "Prescrizioni uniformi relative alla omologazione dei veicoli per quanto riguarda gli ancoraggi delle cinture di sicurezza delle autovetture" entrato in vigore in Italia il 15 giugno 1976 (circolare n. 76/77 del 9 dicembre 1977 D.G.).

Si conferma, pertanto, che l'obbligo dell'installazione delle cinture di sicurezza ricorre, sia per i posti anteriori che per quelli posteriori, per tutti i veicoli della categoria M1 che, immatricolati a far data dal 15 giugno 1976, siano predisposti sin dall'origine con specifici punti di attacco.

Si intendono abrogate la circolare ministeriale n. 152/88 del 30 settembre 1988 D.G. e la circolare ministeriale n. 271/93 del 30 novembre 1993 D.G., nonché le disposizioni in difformità a qualsiasi titolo emanate.

Circ. Min. trasporti 15 maggio 2006, n. 367/Div.2  - Decreto legislativo 13 marzo 2006, n. 150. Attuazione della direttiva 2003/20/CE che modifica la direttiva 91/671/CEE relativa all'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini nei veicoli. Modifiche al Codice della strada.

Con riferimento a quanto richiesto con la nota che si riscontra, circa l'applicazione della norma in oggetto, si conferma quanto già espresso nella riunione, alla quale hanno partecipato i rappresentanti di questa Amministrazione, di codesto Dicastero, del Ministero della giustizia e delle Associazioni A.N.A.V. e Ass.Tra., svoltasi presso questa Direzione il giorno 10 maggio 2006.

I conducenti ed i passeggeri degli autocarri e degli autobus non muniti, sin dall'origine, di cinture di sicurezza non sono soggetti all'obbligo dell'uso delle stesse anche nel caso in cui tali veicoli siano dotati di punti di attacco in quanto la direttiva CE attuata con il decreto legislativo in oggetto concerne l'uso delle cinture e non il montaggio delle stesse sui veicoli; pertanto, si ribadisce che il campo di applicazione delle disposizioni contenute nella circolare n. B53/2000/MOT del 22 giugno 2000, emanata da questo Dipartimento, che prevede l'obbligo dell'installazione delle cinture di sicurezza sui veicoli della categoria M1, a tutt'oggi non è variato.

Per quanto riguarda l'uso dei dispositivi di sicurezza dei veicoli delle categorie M2 ed M3, con il decreto legislativo n. 150 del 2006 sono state trasposte fedelmente le disposizioni dettate dal legislatore comunitario con la direttiva 2003/20/CE, che dispone l'uso di tali dispositivi (cinture di sicurezza e/o sistemi di ritenuta per bambini) per tutti gli occupanti di età superiore a tre anni; quindi, nel caso di cui trattasi, sono esclusi dall'uso dei dispositivi di sicurezza esclusivamente gli occupanti di età fino a tre anni.

Infine, si allega una nota con le indicazioni concernenti la normativa di riferimento dei sistemi di ritenuta per bambini, di cui al comma 1 dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ), che inglobata nella bozza di circolare predisposta da codesto Dipartimento rappresenterebbe un ulteriore utile strumento per i controlli su strada.

Circ. Min. interno 14 luglio 2006, n. 300/A/1/52739/109/123/3/4 - Decreto legislativo 13 marzo 2006, n. 150 - Attuazione della direttiva 2003/20/CE che modifica la direttiva 91/671/CEE. Nuove disposizioni relative all'uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini sugli autoveicoli.

Il decreto legislativo 13 marzo 2006, n. 150, pubblicato sulla Gazz. Uff. n. 87 del 13 marzo 2006, dando attuazione alla direttiva comunitaria 2003/20/CE che modifica la direttiva 91/671/CEE, relativa all'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini nei veicoli, è intervenuto sull'articolo 172 del Codice della strada - D.Lgs. n. 285 del 1992 (Allegato 1), introducendo significative novità alla disciplina previdente, con il principale obiettivo di accrescere il livello di sicurezza stradale attraverso l'estensione dell'uso obbligato sul mezzo delle cinture di sicurezza e l'adeguamento al progresso tecnologico delle disposizioni riguardanti i dispositivi per bambini.

1. Uso delle cinture di sicurezza sugli autoveicoli.

La nuova formulazione dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ), con le precisazioni ed i limiti riportati nei paragrafi seguenti, prevede che le cinture di sicurezza debbano essere correttamente indossate ed utilizzate durante la marcia da parte dei conducenti e dai passeggeri di tutti gli autoveicoli, sia adibiti al trasporto di persone che a quello di cose, qualunque sia la massa o il numero dei posti disponibili.

Occorre precisare, peraltro, che l'obbligo di cui si parla riguarda le persone per le quali è possibile l'impiego corretto dei citati dispositivi di ritenuta e cioè, di norma, quelle che hanno statura superiore a 1,50 m. Per le persone di statura inferiore, invece, valgono le prescrizioni di cui al successivo punto 2, se trattasi di bambini, ovvero le esenzioni richiamate al punto 3 della presente circolare, negli altri casi.

1.1. Uso delle cinture di sicurezza sulle autovetture e sugli autocarri.

Il primo comma dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ) prevede l'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza per le persone che viaggiano sui veicoli delle categorie internazionali M1 (autovetture), N1 (autocarri leggeri) N2 ed N3 (veicoli commerciali pesanti per trasporto di cose).

Per quanto riguarda le autovetture, le cinture di sicurezza devono essere utilizzate sia dal conducente che dai passeggeri occupanti i posti anteriori o posteriori, a condizione che il veicolo sia dotato fin dall'origine di idonei punti di attacco. A tal proposito si richiama la circolare n. B53/2000/MOT del 22 giugno 2000 del Dipartimento dei trasporti terrestri del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Allegato 2) il cui contenuto, in virtù delle disposizioni dell'art. 72, comma 2, lett. a) del Codice della strada, può essere esteso a tutte le autovetture dotate fin dall'origine di idonei punti di attacco per i sistemi di sicurezza di cui trattasi. Analoghe considerazioni devono essere fatte per quanto riguarda gli autocaravan che derivano dai veicoli della categoria internazionale M1.

Per quanto riguarda gli autocarri, invece, l'obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza può ritenersi sussistente solo se tali dispositivi sono presenti come equipaggiamento obbligatorio del veicolo e, perciò, soltanto se il veicolo ne è effettivamente dotato. La medesima previsione si applica, altresì, agli autocaravan che derivano dai veicoli della categoria internazionale N1.

1.2. Uso delle cinture di sicurezza sugli autobus.

Il comma 6 dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ) stabilisce che gli occupanti di minibus e di autobus (categorie internazionali M2 ed M3) devono essere assicurati con i sistemi di sicurezza di cui i veicoli stessi sono provvisti.

L'obbligo di utilizzo dei dispositivi riguarda sia il conducente che tutti gli altri occupanti i posti anteriori e posteriori di questi veicoli quando sono seduti ed i veicoli stessi sono in movimento.

Come per gli autocarri, l'obbligo di utilizzazione dei dispositivi di ritenuta è limitato ai veicoli che ne sono effettivamente provvisti.

La nuova previsione non interferisce con le disposizioni che consentono il trasporto in piedi di passeggeri sugli autobus i linea. Infatti, i passeggeri in piedi, presenti sugli autobus autorizzati anche per il trasporto di persone in piedi, non sono soggetti ad alcun obbligo di autotutela né debbono essere obbligati ad occupare posti a sedere eventualmente disponibili.

La norma va coordinata con quella del comma 8, lettera g) dell'art. 172 del Codice della strada (vedi oltre punto 3) che esonera dall'uso delle cinture di sicurezza i passeggeri di veicoli adibiti al trasporto locale che circolano in zone urbane.

I passeggeri dei minibus e degli autobus, quando ricorrono le condizioni che rendono obbligatorio l'utilizzo delle cinture di sicurezza, devono essere informati dell'obbligo stesso mediante cartelli o pittogrammi apposti in modo ben visibile su ogni sedile. In aggiunta a tale previsione, per meglio garantire l'incolumità dei passeggeri, l'art. 172, comma 7 del Codice della strada stabilisce che la medesima informazione può essere data attraverso annunci fonici forniti dal conducente, dal bigliettaio o dalla persona designata come capogruppo ovvero con audiovisivi.

2. Uso dei dispositivi di ritenuta per bambini.

Nel nuovo assetto normativo, notevole importanza presentano le disposizioni che riguardano il trasporto dei bambini sugli autoveicoli. La norma distingue a seconda del tipo di autoveicolo, delle caratteristiche strutturali dello stesso, dei dispositivi di sicurezza presenti e dell'impiego cui il veicolo è destinato.

2.1. Impiego dei dispositivi di ritenuta per bambini sulle autovetture per uso privato.

Sulle autovetture per uso privato e sugli autocaravan derivanti dalle categorie internazionali M1 e N1, muniti di cinture di sicurezza, i bambini aventi statura inferiore a 1,50 m e di peso inferiore a 36 kg devono essere sempre assicurati con dispostivi di ritenuta per bambini, regolarmente omologati ed adeguati al loro peso.

Per i veicoli provvisti di cinture di sicurezza, perciò, la nuova normativa, ha escluso la possibilità di trasporto sui sedili posteriori di bambini di età inferiore a 3 anni anche se accompagnati da una persona di più di 16 anni di età, già contenuta nella precedente formulazione dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ), con la conseguenza che, ove i dispositivi di ritenuta per bambini non siano disponibili, questi non possono essere trasportati. In caso di violazione del cennato divieto, si applica la sanzione di cui all'art. 172, comma 10, del Codice della strada.

Diversa è, invece, la previsione del comma 3 dell'art. 172 del Codice della strada, che è volto a garantire un livello di sicurezza maggiore per i bambini che viaggiano nelle autovetture ovvero su altri veicoli della categoria internazionale M1, non provvisti, fin dall'immatricolazione, di sistemi di ritenuta. Si tratta, per lo più, di veicoli di vecchia costruzione privi di cinture di sicurezza, sui quali le stesse non possono essere installate neanche successivamente e che, di conseguenza, non possono essere muniti di un sistema di trattenuta per bambini.

Secondo tale norma, su questi veicoli, i bambini di età fino a tre anni non possono viaggiare. È, invece, consentito il trasporto senza l'utilizzazione di dispositivi di ritenuta di bambini di età superiore a 3 anni, i quali, tuttavia, devono, di norma, prendere posto sui sedili posteriori; possono occupare anche il sedile anteriore solo se la loro statura supera il metro e 50 di altezza. È appena il caso di sottolineare che la violazione degli obblighi o dei divieti imposti dal comma 3 richiamato, fatti salvi gli eventuali profili di responsabilità civile e penale in caso di incidente stradale, non è oggetto di sanzioni amministrative da parte dell'art. 172 del Codice della strada.

Conformemente alla regolamentazione generale europea, la disciplina sopraindicata riguarda anche il trasporto dei bambini sugli autocarri di cui alle categorie internazionali N1, N2 ed N3. Tale previsione, tuttavia, deve essere posta in relazione con l'art. 54, comma 1, lett. d), e con l'art. 82 del Codice della strada che, a bordo degli autocarri, consentono la presenza soltanto delle persone addette all'uso o al trasporto di cose, con la conseguenza che, salvo residuali ipotesi di minori lecitamente impiegati in attività lavorative complementari al trasporto, i bambini non possono prendere, di norma, posto su tali veicoli.

2.2. Impiego dei dispositivi di ritenuta per bambini sui taxi e sugli autoveicoli da noleggio con conducente.

La nuova formulazione dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ), sia pure con un contenuto più ampio, ha mantenuto l'esenzione dall'utilizzazione dei dispositivi di ritenuta quando i bambini di statura non superiore a 1,50 m sono a bordo di autoveicoli per il trasporto di persone in servizio pubblico di piazza (taxi) o su autoveicoli adibiti al noleggio con conducente, a condizione che non occupino un sedile anteriore e siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici.

L'esenzione non incontra più le limitazioni territoriali presenti nell'abrogata formulazione della norma e si applica a tutti gli autoveicoli autorizzati ad effettuare servizio di pubblico di piazza o di noleggio con conducente anche se il trasporto avviene fuori dei centri abitati.

2.3. Impiego dei dispositivi di ritenuta per bambini sugli autobus.

I bambini di età non superiore a 3 anni possono essere trasportati sui minibus e sugli autobus di cui alle categorie internazionali M2 ed M3, senza necessità di adottare particolari accorgimenti.

I bambini di età superiore a 3 anni, invece, devono essere trasportati utilizzando i sistemi di ritenuta di cui l'autobus o il minibus è dotato e per i quali sia compatibile l'impiego da parte dei bambini stessi. Sull'argomento, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con la circolare che si allega (Allegato 3), ha infatti precisato che l'uso dei dispositivi di sicurezza (cinture di sicurezza e/o sistemi di ritenuta per bambini) è obbligatorio per tutti gli occupanti di autobus o minibus che hanno età superiore a 3 anni.

Peraltro, secondo le disposizioni dell'art. 172, comma 6, del D.Lgs. n. 285 del 1992 sui veicoli delle categorie M2 ed M3 citate, i sistemi di ritenuta per bambini devono essere usati, in alternativa ai dispositivi di sicurezza installati sui veicoli stessi, soltanto se sono effettivamente presenti al momento in cui avviene il controllo su strada.

Tale previsione riguarda, peraltro, soltanto i minori di peso inferiore a 36 kg perché, secondo il Regolamento comunitario richiamato al punto 2.4, l'utilizzazione dei dispositivi di ritenuta per bambini è limitata a tali soggetti.

Per gli autobus ed i minibus in servizio pubblico di piazza o di noleggio con conducente, si applicano, in ogni caso, le esenzioni di cui all'art. 172 comma 4 richiamate al punto 2.2 della presente circolare.

2.4. Caratteristiche ed installazione dei dispostivi di ritenuta per bambini.

I sistema di ritenuta per bambini devono essere adeguati al loro peso e devono essere di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie.

Gli estremi di omologazione e la classe di peso sono iscritti su una targhetta che deve essere obbligatoriamente presente sul sistema di ritenuta. Le caratteristiche dei predetti dispositivi, le dimensioni, i contenuti e la collocazione della targhetta, nonché le classi di peso, sono indicate nel Regolamento n. 44 della Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) [G.U.C.E. n. L 330/56 del 16 dicembre 2005.]. Per facilitare i controlli sulla strada dei predetti dispositivi, d'intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si allega alla presente circolare (Allegato 4) una sintesi delle caratteristiche costruttive dei sistemi di ritenuta per bambini utilizzabili durante la circolazione in Italia.

Secondo il comma 5 dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ), i bambini non possono essere trasportati utilizzando un seggiolino di sicurezza rivolto all'indietro su un sedile protetto da airbag frontale, a meno che l'airbag medesimo non sia stato disattivato anche in maniera automatica adeguata. La violazione di quest'obbligo, fatti salvi gli eventuali profili di responsabilità civile e penale in caso di incidente stradale, non è, tuttavia, oggetto di sanzioni amministrative da parte dell'art. 172 del Codice della strada.

Per gli autobus e per i minibus di cui alle categorie internazionali M2 ed M3, i dispositivi devono essere specificamente omologati per il trasporto di bambini su tali veicoli.

3. Esenzioni dall'obbligo di utilizzo dei sistemi di ritenuta.

Secondo le disposizioni della direttiva comunitaria 2003/20/CE, è stato rimodulato l'elenco dei soggetti esentati dall'impiego dei dispositivi di ritenuta. In proposito si segnalano le seguenti novità:

- è stata eliminata l'esenzione dall'utilizzazione dei dispositivi da parte dei conducenti dei taxi e dei veicoli adibiti al noleggio con conducente;

- è stata introdotta l'esenzione per gli appartenenti alle Forze Armate nell'espletamento di attività istituzionali in situazioni di emergenza;

- accanto all'esenzione, già prevista dalla precedente normativa, per le persone affette da patologie che costituiscono controindicazione specifica all'uso dei dispositivi di ritenuta, è stata aggiunta la possibilità di esenzione anche per le persone che presentano condizioni fisiche, non patologiche, per le quali è controindicato l'uso delle cinture di sicurezza. Possono beneficiare di tale esenzione, ad esempio, gli adulti aventi altezza inferiore a 1,50 m o le persone con massa corporea incompatibile con l'utilizzazione dei dispositivi.

Giova ricordare che tale esenzione opera solo in presenza di una certificazione medica rilasciata dalla Unità sanitaria locale o dalle competenti autorità di altro Stato membro dell'Unione Europea, che deve indicare la durata di validità e deve recare il simbolo previsto nell'articolo 5 della direttiva 91/671/CEE;

- al punto g) del comma 8 dell'art. 172 è stata introdotta un'esenzione che riguarda i passeggeri degli autobus o minibus nei quali è previsto il trasporto anche di persone in piedi quando tali veicoli sono adibiti al trasporto locale e circolano in zona urbana; in tali circostanze i passeggeri seduti possono viaggiare senza essere assicurati al sedile da un dispositivo di ritenuta, anche se questo è presente sul veicolo.

Nulla è innovato, invece, per quanto riguarda l'impiego dei dispositivi da parte degli appartenenti alle forze di Polizia e ai corpi di Polizia municipale nonché dei conducenti e degli addetti dei veicoli del servizio antincendio e sanitario, per i quali l'esenzione dall'impiego dei dispositivi di ritenuta opera solo in presenza di interventi in servizio di emergenza. L'esenzione è stata, peraltro, estesa anche ai corpi ed ai servizi di Polizia provinciale.

In proposito, per quanto riguarda l'impiego dei dispositivi da parte del personale che svolge compiti di Polizia, si richiama l'attenzione sullo scrupoloso rispetto delle direttive già impartite sull'argomento e, da ultimo, di quelle contenute nella circolare n. 559/A/1/ORG/DIP.GP/4937 del 16 settembre 2003 (Allegato 5).

Non ricorre, infine, l'obbligo di utilizzo dei dispositivi di ritenuta o delle cinture di sicurezza per i bambini trasportati in soprannumero sui posti posteriori delle autovetture o degli autoveicoli per uso promiscuo, a condizione che siano accompagnati da un passeggero di almeno 16 anni di età. Tale esenzione ha validità temporale limitata all'8 maggio 2009, data oltre la quale, peraltro, ai sensi dell'art. 169 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ), non sarà più ammesso il trasporto di bambini in numero superiore a quello dei passeggeri indicati sulla carta di circolazione del veicolo.

4. Sanzioni.

La nuova formulazione dell'art. 172 del Codice della strada ( D.Lgs. n. 285 del 1992 ), pur adeguandone la numerazione alla nuova organizzazione del testo normativo, non ha innovato il regime sanzionatorio per chiunque non utilizza i dispositivi di ritenuta (art. 172, comma 10 del Codice della strada.) ovvero per chi, pur facendone uso, ne altera o ne ostacola il normale funzionamento (art. 172, comma 11, del Codice della strada.).

La riformulazione dell'intero articolo 172 del Codice della strada ha determinato, tuttavia, la necessità di aggiornare i riferimenti normativi previsti dalla tabella dei punti da decurtare di cui all'art. 126 bis del Codice della strada ora riportata nell'art. 2 del D.Lgs. n. 150 del 2006 indicato in premessa, il quale ha disposto che il rinvio all'art. 172 commi 8 e 9, debba intendersi ai nuovi commi 10 e 11.

Sulla base delle indicazioni fornite dalla richiamata Direttiva 2003/20/CE, il rispetto delle norme ora commentate, opportunamente implementato con una mirata azione di controllo degli operatori aventi compiti di Polizia stradale, assume valenza prioritaria per tutti i Paesi dell'Unione Europea nel perseguimento del comune obiettivo di una reale diminuzione delle vittime da incidenti stradali, che come è noto, dovrà essere dimezzato entro il 2010.

I Signori Prefetti sono pregati di voler estendere il contenuto della presente ai Corpi o Servizi di Polizia municipale e provinciale.

 

Allegato 1

Art. 172 - Uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini.

  Allegato 2

  Circ. Min Trasporti 22 giugno 2000, n. B53/2000/MOT - Dispositivi di ritenuta dei veicoli della categoria M1 (riportata in precedenza)

Allegato 3

Circ. Min. Infrastrutture e trasporti 15 maggio 2006, n. 367/Div.2 - Decreto legislativo 13 marzo 2006, n. 150. Attuazione della direttiva 2003/20/CE che modifica la direttiva 91/671/CEE relativa all'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini nei veicoli. Modifiche al codice della strada. (Modifiche inserite nel testo dell'art. 172 del CdS).

 

Allegato 4

Caratteristiche costruttive dei sistemi di ritenuta per bambini

I sistemi di ritenuta per bambini devono essere adeguati al loro peso e devono essere di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (ECE/ONU) o alle equivalenti direttive comunitarie.

Al riguardo la norma vigente è rappresentata dal Regolamento ECE/ONU n. 44, serie 03 di emendamenti o successive (04).

Ai fini dell'omologazione dei sistemi di ritenuta per bambini la serie di emendamenti 03 è di osservanza obbligatoria dal 12 settembre 1996 mentre l'applicazione delle disposizioni introdotte con la serie 04 di emendamenti è ammessa dal 23 giugno 2005 e sarà di osservanza obbligatoria a decorrere dal 23 giugno 2006.

A decorrere dal 23 giugno 2009 le Parti Contraenti al Regolamento ECE n. 44 avranno la facoltà di vietare la vendita di dispositivi di ritenuta conformi alla serie 03 di emendamenti. Un simile provvedimento, tuttavia, dovrà essere adottato preferibilmente a livello comunitario poiché la Comunità europea è divenuta parte Contraente al regolamento n. 44/03 il 24 marzo 1998.

Al momento è possibile usare sia sistemi di ritenuta per bambini omologati in conformità alla serie 03 di emendamenti al regolamento ECE n. 44 che alla serie 04.

Sistemi di ritenuta omologati in base a serie di emendamenti precedenti (sino alla 02) non possono essere utilizzati.

Per quanto concerne la rispondenza dei sistemi di ritenuta per bambini alle equivalenti direttive comunitarie si precisa che con la direttiva 2000/3/CE che adegua al progresso tecnico la direttiva 77/541/CEE del Consiglio relativa alle cinture di sicurezza e ai sistemi di ritenuta dei veicoli a motore e' stato introdotto nella UE l'obbligo di omologazione dei sistemi di ritenuta per bambini conformemente al regolamento ECE/ONU n. 44/03.

Tale direttiva, recepita in Italia con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione D.M. 7 agosto 2000 (Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. n. 215 del 14 settembre 2000) prevede all'allegato XVII l'applicazione delle prescrizioni del regolamento sopra citato ai fini dell'omologazione dei sistemi di ritenuta per bambini.

Per quanto concerne la corretta identificazione di un sistema di ritenuta per bambini si allega un esempio di marchio di omologazione così come riportato nel testo dell'allegato 2 al regolamento ECE/ONU n. 44, recentemente reso disponibile in lingua italiana (G.U.U.E. del 16 dicembre 2005, Serie L 330; Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie Unione europea - del 2 febbraio 2006, n. 10) sia pure con taluni errori di traduzione.

Collocazione dei marchi di omologazione

omissis

Il sistema di ritenuta che reca il marchio di omologazione sopra illustrato è un dispositivo che può essere montato su qualsiasi veicolo (Universal) e può essere usato per il gruppo di peso compreso tra 9 e 36 kg (gruppi da I a III). Esso è stato omologato nei Paesi Bassi (E4) con il numero 032439.

Il numero di omologazione indica che l'omologazione è stata rilasciata ai sensi dei requisiti del Regolamento relativo all'approvazione di dispositivi di ritenuta per bambini passeggeri di autoveicoli ("sistema di ritenuta per bambini"), come modificato dalla serie 03 di emendamenti.

Le prime due cifre del numero di omologazione identificano la serie di emendamenti (03) al Regolamento ECE n. 44 in base alla quale il sistema è stato omologato.

Qualora si tratti di un sistema di ritenuta per bambini conforme alla serie 04 di emendamenti al regolamento ECE n. 44 le prime due cifre del numero di omologazione saranno "04".

 

Allegato 5

Circ. Min. interno 16 settembre 2003, n. 559/A/1/ORG/DIP.GP/4937 - Uso delle cinture di sicurezza da parte delle Forze di Polizia.

Con circolare del 1996 [Circ. n. 300/A/36693/109/12/3/4 del 31 ottobre 1996] venivano impartite dettagliate disposizioni interpretative in materia di esenzione per le Forze di Polizia e per i Corpi di Polizia Municipale dell'uso delle cinture di sicurezza alla luce della specifica normativa [D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 art. 172 terzo comma.].

In tale contesto veniva chiarito che il concetto di "servizio di emergenza" non era certamente assimilabile "tout court" al servizio d'istituto ma doveva essere inteso come fase di "stato di pericolo concreto ed attuale" nel più generale contenuto del servizio.

Le recenti modifiche al Codice della Strada [D.L. 27 giugno 2003, n. 151] nulla hanno mutato in materia.

L'accentuazione delle sensazioni in caso di omesso uso, l'accresciuta sensibilità al problema e le concrete conseguenze determinatesi in campo risarcitorio e sanitario inducono, tuttavia, a richiamare l'attenzione sull'assoluta esigenza di una scrupolosa, generalizzata, permanente e corretta applicazione della norma, in modo che diventi, oltre che costante abito mentale degli appartenenti alle Forze dell'Ordine, anche indispensabile fattore di esempio e veicolo promozionale per la crescita dei principi di legalità e di sicurezza.

Da ciò discende la necessità che l'equipaggiamento protettivo in argomento venga sempre indossato sia in occasione di mobilità non operativa che nell'esecuzione dei servizi d'istituto prevedendo, solo per questo ultimo caso, la deroga in situazione di emergenza e sempre che, anche in tali situazioni, proprio per la possibile accresciuta velocità veicolare, non sia ritenuto opportuno continuare a tenere allacciate le cinture al fine di limitare le eventuali conseguenze nella malaugurata ipotesi di inconvenienti.

Con l'occasione non può non essere ricordata l'incidenza di danni derivati agli appartenenti alla Polizia di Stato e le conseguenti ripercussioni anche di tipo patrimoniale ed assicurativo per il mancato uso delle cinture da parte delle Forze di Polizia in attività di servizio.

Tutto ciò premesso, si invitano le SS.LL. ad impartire le opportune disposizioni e ad adottare ogni iniziatica ritenuta utile affinché siano svolte le azioni formative, di sensibilizzazione e di controllo per un rigoroso rispetto della normativa a tutela della incolumità del personale.

Anche in tale campo non sfugge l'esempio da parte dei vertici dell'Amministrazione sia da ritenere elemento fondante e prioritario.

I Signori Direttori Interregionali avranno cura di monitorare lo stato di attuazione della presente direttiva con particolare riguardo ai casi di "incidentalità" e di segnalare i provvedimenti adottati.

Si resta in attesa di un cortese cenno si assicurazione.

 

Dottrina 

Note:

Attraverso la modifica degli articoli 171 e 172 CdS, si è provveduto a disciplinare in modo più organico l'uso dei dispositivi di protezione e ritenuta, adeguando la normativa all'esigenza di una maggiore efficacia deterrente delle sanzioni che induca ad un più rigoroso rispetto delle disposizioni. In particolare:

Norma modificata 

Contenuti 

Rispetto al codice della strada 

Rispetto al decreto legge n. 151 del 2003 

art. 171 CdS 

Per quanto riguarda l'uso del casco di protezione, · 

La sanzione pecuniaria passa· 

Non sono state apportate modifiche in sede di 

Modifiche dei commi 1, 

- si è aumentata la sanzione pecuniaria; 

- nel minimo da Euro 35,00 a Euro 68,00· 

conversione in legge. 

1-bis, 2 e 3; 

- si è previsto che alla stessa consegua, in ogni caso, il 

- nel massimo da Euro 138,00 a Euro 275,00. 

 

 

fermo amministrativo del veicolo; 

È prevista, in aggiunta alla sanzione pecuniaria, 

 

 

- è stato inoltre previsto l'obbligo del casco anche per i conducenti ed i passeggeri dei quadricicli e dei tricicli non dotati di cellula di sicurezza o di carrozzeria chiusa. 

l'applicazione della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per 30 gg. per tutte le violazioni commesse in materia di uso del casco. Tale misura era prevista, in 

 

 

Alla luce della possibilità di trasporto di passeggero su ciclomotore, è stato esteso l'obbligo di utilizzo del casco anche a quest'ultimo, nonché a conducenti e passeggeri di ciclomotori e motoveicoli a più di due ruote. 

via alternativa a quella pecuniaria, solo per il conducente minorenne. 

 

 

Nel contempo è stata ampliata l'esenzione da tale obbligo ai conducenti e passeggeri dei ciclomotori e motoveicoli a tre o a quattro ruote dotati di carrozzeria chiusa, oltre che conducenti di ciclomotori e di motocicli a due o tre ruote muniti di cellula di sicurezza. 

 

 

 

Sono state inasprite le sanzioni pecuniarie, che ora sono applicabili, insieme al fermo del veicolo, anche al conducente minorenne. Sono state inasprite le sanzioni a carico del conducente maggiorenne e dei passeggeri, che vedono applicato, oltre alla sanzione pecuniaria, anche il fermo amministrativo del veicolo 

 

 

 

CINTURE DI SICUREZZA

L’art. 172 del codice attuale, dopo le sostanziali modifiche apportate al testo con il recente D. Lgs. 13 marzo 2006, n 150, è del tutto nuovo e mancano precedenti nei codici del 1933 e del 1959 che non regolavano la materia.

Come è noto la cintura di sicurezza fu introdotta con legge ordinaria, dopo lunghe discussioni, sopra tutto per l’impegno profuso dall’allora ministro Ferri.

Non vi è dubbio che si tratta di un dispositivo “scomodo” a molti sgradito e tuttora largamente non usato ma che si è rivelato molto utile per salvare la vita in caso di collisione. Esattamente

l’art.172 tratta non solo della cintura ma anche dei “sistemi di ritenuta” aventi una chiara funzione analoga.

La norma deve essere considerata in relazione all’art. 47 (che riporta il sistema generale di classificazione di tutti i veicoli ricalcato su quello internazionale) ed in particolare sul secondo comma che riguarda i veicoli a motore ed i loro rimorchi (categorie L, M,N, O), nonché all’art. 72 comma secondo (e non terzo)che impone agli autoveicoli a vuoto superiori a tonn. 0.35 di essere muniti di dispositivi di ritenuta e di protezione, aventi le caratteristiche indicate con decreto del ministero dei trasporti e di avere a bordo il segnale di pericolo di cui all’art. 162. Il conducente ed i passeggeri dei veicoli a motore per trasporto persone aventi al massimo otto posti oltre il conducente; quelli aventi più di otto posti (fatta eccezione degli occupanti i sedili posteriori e di quelli che viaggiano su veicoli superiori a 3,5 tonn. che dispongono, come gli autobus urbani, di posti realizzati per passeggeri in piedi); quelli destinati al trasporto di cose con massa superiore a 3,5 tonn. (fatta eccezione per gli occupanti i sedili posteriori), hanno l’obbligo di utilizzare in qualsiasi situazione di marcia, i dispositivi di cui all’art. 72.

È questa la tassativa norma contenuta nel primo comma dell’art. 172.

Il secondo comma pone al conducente l’obbligo di assicurarsi della persistente efficienza dei dispositivi di ritenuta. Se il mancato uso riguarda un minore della violazione risponde il conducente o l’esercente la patria potestà se presente a bordo. Il terzo comma elenca i casi di esenzione (forze dell’ordine, donne in stato di documentata gravidanza, persone affette da patologia che costituisca controindicazione specifica).

I passeggeri di età inferiore a 12 anni e di statura inferiore a m. 1,50 devono usare un sistema di ritenuta adeguato alla loro statura ed al loro peso; quelli inferiori a tre anni, purché accompagnati da un ultrasedicenne, possono prendere posto sui sedili posteriori senza usare alcun sistema di ritenuta (commi quattro e cinque).

Precisa il sesto comma che i passeggeri minori di cui al quarto comma, viaggianti sui sedili posteriori dei veicoli in servizio pubblico da piazza nei centri abitati e nei percorsi da e per stazioni, porti ed aeroporti, purché accompagnati, sono esonerati dall’uso dei sistemi di ritenuta.

Scarsissimo è l’interesse suscitato dall’articolo in esame, probabilmente spiegabile con la scarsa azione repressiva posta in essere dalle Forze dell‘ordine, impegnate in problemi di ben più vasta portata.

Si discute invece in sede di risarcimento del danno, nel caso che il mancato uso della cintura abbia determinato o almeno aggravato il danno stesso, creando un evidente concorso di colpa. La prova dell’esistenza di un nesso causale tra le lesioni ed il mancato uso della cintura non è facile da fornire e comunque è a carico del responsabile della collisione. Non è certo il danneggiato che deve fornire la prova contraria.

Vale la pena di sottolineare la drasticità dell’obbligo, imposto a tutti coloro che sono a bordo di autoveicoli a motore destinati al trasporto di persone (massimo otto), compresi quelli che siedono sui sedili posteriori (categoria M1 di cui all’art. 47 secondo comma lett. B).

 BIBLIOGRAFIA.

Biondi - Mancato uso delle cinture di sicurezza e concorso di colpa del danneggiato, in RGCT 1995 536


Sanzioni 

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