Codice
Art.149. Distanza di sicurezza tra veicoli.

1. Durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l'arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono.

2. Fuori dei centri abitati, quando sia stabilito un divieto di sorpasso solo per alcune categorie di veicoli, tra tali veicoli deve essere mantenuta una distanza non inferiore a 100 m. Questa disposizione non si osserva nei tratti di strada con due o più corsie per senso di marcia.

3. Quando siano in azione macchine sgombraneve o spargitrici, i veicoli devono procedere con la massima cautela. La distanza di sicurezza rispetto a tali macchine non deve essere comunque inferiore a 20 m. I veicoli che procedono in senso opposto sono tenuti, se necessario, ad arrestarsi al fine di non intralciarne il lavoro.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168.

5. Quando dall'inosservanza delle disposizioni di cui al presente articolo deriva una collisione con grave danno ai veicoli e tale da determinare l'applicazione della revisione di cui all'art. 80, comma 7, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335. Ove il medesimo soggetto, in un periodo di due anni, sia incorso per almeno due volte in una delle violazioni di cui al presente comma, all'ultima violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

6. Se dalla collisione derivano lesioni gravi alle persone, il conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 419 a euro 1.682, salva l'applicazione delle sanzioni penali per i delitti di lesioni colpose o di omicidio colposo. Si applicano le disposizioni del capo II, sezioni I e II, del titolo VI (Vedi il comma 2-bis dell'195, aggiunto dalla lettera c) del comma 55 dell’art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94).

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Decurtazione punti (Art. 126-bis CdS)

Articolo Comma Ipotesi Descrizione infrazione Punti decurtati Punti decurtati (neo patentati) In vigore
149 4 1N NON TENEVA UNA DISTANZA DI SICUREZZA IDONEA A GARANTIRE L'ARRESTO DEL VEICOLO EVITANDO COLLISIONI. 3 6  
149 4 2N CON AUTOTRENO, AUTOARTICOLATO O AUTOSNODATO NON RISPETTAVA LA DISTANZA DI 100 MT. DA ANALOGO VEICOLO. 3 6  
149 4 3N PERCORREVA STRADA CON MACCHINE SGOMBRANEVE IN FUNZIONE E NON SI TENEVA AD UNA DISTANZA NON INFERIORE. AI 20 MT. 3 6  
149 4 4N PROCEDENDO IN SENSO INVERSO AD UNA MACCHINA SGOMBRANEVE NON SI ARRESTAVA PROCURANDO INTRALCIO AL LAVORO. 3 6  
149 5 1N PER MANCATA DISTANZA SICUREZZA CAUSAVA GRAVI DANNI AD ALTRO VEICOLO TALE DA DETERMINARE REVISIONE. 5 10  
149 5 1R PER MANCATA DISTANZA SICUREZZA CAUSAVA GRAVI DANNI ALTRO VEICOLO TALE DA DETERMINARE REVISIONE(RECIDIVA) 5 10  
149 6 1N PER MANCATO RISPETTO DI DISTANZA SICUREZZA VENIVA IN COLLISIONE CAUSANDO LESIONI GRAVI ALLE PERSONE. 8 16  

Note:

Art. 3, c. 55, lett. c), legge 15 luglio 2009, n. 2009 (in vigore dall'8 agosto 2009).Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dagli articoli 141, 142, 145, 146, 149, 154, 174, 176, commi 19 e 20, e 178 sono aumentate di un terzo quando la violazione è commessa dopo le ore 22 e prima delle ore 7; tale incremento della sanzione quando la violazione è accertata da uno dei soggetti di cui all’articolo 208, comma 1, primo periodo, è destinato ad alimentare il Fondo di cui all’articolo 6-bis del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, e successive modificazioni»

 
Giurisprudenza 

In caso di tamponamento tra veicoli, per il disposto dell'art. 149 del Codice della Strada, deve presumersi la colpa del conducente del veicolo tamponante il quale deve essere in grado di garantire in ogni caso l'arresto tempestivo del mezzo, evitando collisioni con il veicolo che precede; l'avvenuta collisione pone a carico del conducente medesimo una presunzione "de facto" di inosservanza della distanza di sicurezza e, conseguentemente, non trovando applicazione la presunzione di pari colpa, di cui all'art. 2054, comma 2, c.c., questi resta gravato dall'onere di dare la prova liberatoria ai sensi del primo comma del medesimo articolo, ossia di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno o, comunque, dimostrando che il mancato tempestivo arresto dell'automezzo e la conseguente collisione sono stati determinati da cause in tutto o in parte a lui non imputabili.

Trib. Bari Sez. III, 11-03-2008 St.An. c. R. S.p.A., Mass. Gir. it, 2800

In tema di responsabilità colposa per morte o lesioni derivanti da incidenti stradali, deve escludersi che l'obbligo di osservanza della distanza di sicurezza tra veicoli in marcia, previsto dall'art. 149, comma 1, c.s., sia finalizzato unicamente a prevenire collisioni tra i veicoli stessi, dovendosi invece ritenere che la ratio della norma, quale rivelata dalla sua dichiarata finalità sia anzitutto che venga "garantito in ogni caso l'arresto tempestivo" del veicolo, ed inoltre quella di far sì che ogni conducente mantenga, rispetto al veicolo che lo precede, una distanza sufficiente ad evitare qualsiasi ostacolo o pericolo che, direttamente o indirettamente, sia ricollegabile alla circolazione del medesimo. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto che correttamente fosse stata affermata la penale responsabilità del conducente di un veicolo che, a cagione della ritenuta inosservanza dell'obbligo di cui all'art. 149 c.s. aveva investito con conseguenze mortali un ciclista caduto a terra a cagione dell'urto con il veicolo che precedeva quello dell'imputato).

 Cass. pen. sez. IV 13-05-2004, n. 32920 Borghi, Arch. Giur. Circolaz., 2005, 1, 26
 

È responsabile esclusivo del sinistro l'automobilista che in violazione degli arti. 148 e 149 c.s. si sia avvicinato pericolosamente all'auto che gli marciava dinanzi sulla corsia di sorpasso di un'autostrada e, nel tentativo di superarla senza attendere che la corsia fosse libera, l'abbia tamponata provocandone, in seguito, la morte del conducente.

 Trib. Roma sez. XII 10-07-2003 Di Mico e altri c. Allianz Subalpina Ass.ni s.p.a. e altri, Arch. Giur. Circolaz., 2004, 64
 

Nell'ipotesi di tamponamento, il fatto stesso dell'avvenuta collisione pone a carico del conducente del veicolo tamponante una presunzione di fatto d'inosservanza della distanza di sicurezza con la conseguenza che non potendosi applicare la presunzione di pari colpa di cui al comma 2 dell'art. 2054 c.c., egli resta gravato dell'onere di dare la prova liberatoria dimostrando che il mancato tempestivo arresto del veicolo e la conseguente collisione sono stati determinati da causa a lui non imputabile in tutto o in parte.

 Giudice di pace Foggia 14-03-2002 Di Felice c. Soc. Uniass assicur. e altri,  Arch. Giur. Circolaz., 2002, 871
 

La presunzione di pari responsabilità, di cui all’art. 2054, 2º comma c.c. deve ritenersi superata dalla presunzione de facto, e cioè derivante dal fatto stesso dell’avvenuto tamponamento, del mancato rispetto ad opera del conducente del veicolo tamponante dell’obbligo di osservare la distanza di sicurezza; se ne desume che, verificatosi il tamponamento, sarà il conducente del veicolo tamponante a dover fornire la prova che il mancato tempestivo arresto del veicolo e la conseguente collisione sono stati determinati da cause a lui non imputabili in tutto o in parte ovvero che l’evento dannoso è stato determinato, in via esclusiva o concorrente, dal comportamento colposo del conducente del veicolo tamponato.
Giudice di pace Catania, 08-06-1999. Arch. circolaz., 1999, 813

È inapplicabile la sanzione della sospensione della patente di guida se dall’inosservanza dell’art. 149 c.s. derivi una collisione a cui conseguano lesioni lievi alle persone.
P. Macerata-Recanati. Macerata-Recanati, 27-06-1997. Arch. circolaz., 1997, 913

La persona che abbia subito due successivi tamponamenti riportando danni di diversa entità non può invocarne il risarcimento da parte dei due responsabili nell’ambito di un unico processo, allorquando tra le due collisioni si sia verificato un apprezzabile intervallo temporale.
T. Massa Carrara. Massa Carrara, 25-06-1996. Arch. circolaz., 1996, 921

Eventi straordinari ed imprevedibili tali da esonerare da colpa per mancata osservanza della distanza di sicurezza non possono individuarsi nell’arresto del veicolo che precede; peraltro, all’obbligo di osservare la distanza di sicurezza non può corrispondere alcuno specifico dovere di comportamento a carico di chi precede, il cui improvviso arresto, persino se effettuato senza preoccuparsi di chi segue, non può essere causa di responsabilità, sia pure a titolo di concorso di colpa, ove sia determinato da necessità della circolazione e, comunque, da cause non volute dal conducente.
Cass., sez. IV, 19-12-1997. Arch. circolaz., 1997, 903

Nel tamponamento a catena di veicoli, qualora manchi la prova della presunzione di causazione di ciascun danno, trova applicazione il principio della presunzione di cui all’art. 2054, 2º comma, c.c. secondo il quale deve presumersi che tutti i conducenti, la cui condotta colposa potrebbe avere causato il danno in questione, abbiano ugualmente concorso alla sua produzione, al contempo, la presunzione semplice di pari responsabilità di cui all’art. 2054, cpv., c.c. rimane assorbita o superata dalla presunzione de facto dell’inosservanza della distanza di sicurezza a carico del conducente del veicolo che segue, sicché il conducente del veicolo che precede va ritenuto non responsabile della collisione, a meno che risulti che egli non abbia lasciato al conducente dell’auto che lo segue alcuna possibilità di manovrare utilmente per evitare l’evento dannoso.
T. Milano. Milano, 06-06-1994. Arch. circolaz., 1995, 416

Regolamento 

348. (Art. 149 Cod. Str.) Distanza di sicurezza tra i veicoli.
1. La distanza di sicurezza tra due veicoli deve sempre essere commisurata alla velocità, alla prontezza dei riflessi del conducente, alle condizioni del traffico, a quelle planoaltimetriche della strada, alle condizioni atmosferiche, al tipo e allo stato di efficienza del veicolo, all'entità del carico, nonché ad ogni altra circostanza influente.

2. La distanza di sicurezza deve essere almeno uguale allo spazio percorso durante il tempo che passa tra la prima percezione di un pericolo e l'inizio della frenata.

Legislazione complementare  

Convenzione mondiale sulla circolazione stradale

Art. 13 Velocità e distanza tra veicoli

1.  Ogni conducente di veicolo deve, in ogni circostanza, restare padrone del proprio veicolo, in modo da potersi conformare alle esigenze della prudenza e da essere costantemente in grado di effettuare tutte le manovre che gli competono. Deve, regolando la velocità del proprio veicolo, tenere costantemente conto delle circostanze, in particolare della disposizione dei luoghi, dello stato della strada, dello stato del carico del proprio veicolo, delle condizioni atmosferiche e dell’intensità della circolazione, in modo da poter arrestare il proprio veicolo nei limiti del proprio campo di visibilità verso l’avanti, nonché dinanzi ad ogni ostacolo prevedibile. Deve rallentare e, se necessario, fermarsi tutte le volte che le circostanze lo esigano, in particolare quando la visibilità non è buona.
2.  Nessun conducente deve intralciare la marcia normale degli altri veicoli circolando, senza valida ragione, ad una velocità anormalmente ridotta.
3. Ill conducente di un veicolo che circola dietro un altro veicolo deve lasciare libera, dietro questo ultimo, una distanza di sicurezza sufficiente per poter evitare una collisione in caso di rallentamento brusco o di arresto improvviso del veicolo che lo precede.
4.  Fuori dei centri abitati, allo scopo di facilitare i sorpassi, i conducenti di veicoli o di complessi di veicoli il cui peso massimo autorizzato superi 3500 kg (7700 libbre), e la cui lunghezza complessiva superi 10 metri (33 piedi) devono, salvo quando sorpassano o si accingono a sorpassare, mantenere tra i loro veicoli ed i veicoli a motore che li precedono una distanza tale che i veicoli che li sorpassano possano servirsi senza pericolo dello spazio lasciato libero davanti al veicolo sorpassato. Questa disposizione non è tuttavia applicabile quando la circolazione è molto intensa né quando il sorpasso è vietato. Inoltre:
a)  le autorità competenti possono far beneficiare alcuni convogli di veicoli di deroghe a questa disposizione o rendere quest’ultima inapplicabile anche sulle strade in cui due corsie sono adibite alla circolazione nel senso in questione;
b)  le Parti contraenti o le loro parti costitutive possono fissare delle cifre diverse da quelle che sono indicate nel presente paragrafo per le caratteristiche dei veicoli in questione.
5. Nulla nella presente convenzione dovrà essere interpretato come un impedimento per le parti contraenti o le loro parti costitutive a prescrivere dei limiti generali o locali, di velocità per tutti i veicoli o per alcune categorie ddi veicoli o a prescrivere su alcune strade o su alcune categorie di strade sia delle velocità minime e massime, sia soltanto delle velocità minime o massime, o a prescrivere degli intervalli minimi giustificati dalla presenza sulla strada di alcune categorie di veicoli che presentino un pericolo particolare a causa specialmente del loro peso o del loro carico.
 

Circ. Min. interno 31 ottobre 2000, n. M/2413/9 - Art. 149, comma 4, del Codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285) - Lesioni lievi - Applicabilità della sospensione provvisoria di validità della patente.

È stato chiesto di conoscere l'avviso della scrivente in merito ai casi in cui deve essere adottato il provvedimento di sospensione della patente di guida, ai sensi dell'art. 223 del Codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285), ricorrendo la fattispecie prevista dall'art. 149, comma 6, del Codice della strada, in quanto dal richiamo effettuato dal citato art. 149, comma 6, del Codice della strada alle "lesioni gravi", si evincerebbe "l'applicabilità della sospensione di cui all'art. 223 ai soli casi in cui sussista una lesione grave, con esclusione, pertanto, delle fattispecie più lievi".

In proposito la scrivente non ritiene aderente al dettato normativo la sopra esposta interpretazione.

Sul punto, peraltro, questo Ufficio ha già manifestato il proprio orientamento con il Massimario dei pareri sui quesiti delle Prefetture n. III dell'ottobre 1995.

In particolare, il parere richiamato si basa sulla considerazione che l'art. 149, comma 6, del Codice della strada, individua semplicemente la sanzione amministrativa pecuniaria (determinata in misura più elevata rispetto alle previsioni dei commi precedenti) da irrogare quando dalla collisione dei veicoli derivino lesioni gravi alle persone.

Il richiamo alle disposizioni contenute nel Capo II, Sezione I e II del Titolo VI del Codice della strada, operato dall'ultima parte del comma in esame, pertanto, costituisce un mero rinvio al procedimento applicabile, in generale, in caso di incidenti stradali con lesioni ai danni dei soggetti coinvolti (art. 222 e seguenti del Codice della strada) senza ulteriori limitazioni alla disciplina dettata dal legislatore in materia di applicabilità delle sanzioni amministrative accessorie e delle misure di carattere cautelare specificatamente previste dall'art. 223 del Codice della strada.

In altri termini, una volta accertata la violazione di cui all'art. 149, comma 6, del Codice della strada, l'organo verbalizzante è tenuto a seguire le indicazioni fornite dall'art. 223 del Codice della strada, trasmettendo il rapporto al Prefetto competente per la sospensione della patente di guida. Allo stesso modo si dovrà procedere quando, accertata la violazione di cui agli altri commi dell'art. 149 del Codice della strada, dal fatto sia comunque derivata una lesione personale colposa (anche se lieve).

In caso contrario si violerebbe il dettato dell'art. 222 del Codice della strada il quale impone al Giudice penale di applicare, tra l'altro, la sanzione accessoria della sospensione della patente (comma 1) da quindici giorni a tre mesi (comma 2) anche in caso di lesioni lievi, nonché l'art. 223, comma 2, del Codice della strada, il quale prescrive l'adozione da parte del Prefetto della sospensione provvisoria della validità della patente in tutte le ipotesi di reato per le quali sono previste le sanzioni accessorie di cui all'art. 222.


Dottrina  

LA DISTANZA DI SICUREZZA

Il codice del 1933 non riportava alcuna norma in tema di distanza di sicurezza tra veicoli in marcia procedenti nella stessa direzione.

Il codice del 1959,di fronte ad una larghissima casistica di incidenti stradale per tamponamento dovuto ad un tallonamento imprudente ed alla giurisprudenza che non aveva mancato di sottolineare la colpa del conducente autore del tamponamento, provvide a varare l’art.107 (e l’art. 527 del regolamento) che al primo comma imponeva durante la marcia, rispetto al veicolo che precede, di tenere una distanza di sicurezza, non stabilita in termini rigidi, ma tale da garantire in ogni caso l’arresto tempestivo e da evitare collisioni.

Il regolamento precisava che la suddetta distanza doveva essere commisurata alla velocità, alla prontezza di riflessi, alle condizioni del traffico, a quelle planoaltimetriche della strada, alle condizioni atmosferiche, al tipo ed allo stato di efficienza del veicolo, all’entità del carico. Si precisava che la distanza di sicurezza deve essere uguale allo spazio percorso nel tempo intercorrente tra la percezione del pericolo e l’inizio della frenata.

Tale spazio deve tenere conto dei tempi di reazione del conducente e della distanza necessaria per azionare il sistema di frenata e di ottenere l’arresto del veicolo. Fin dagli anni 50 il Ministero provvide ad emanare delle tabelle meramente indicative secondo cui per es. a 50 km orari la distanza minima è di 14 metri, a 100 di 28 metri, ecc.

Il secondo e terzo comma dell’art.107 ponevano distanze minime tassative e rigide: 100 metri tra autotreni su strade con divieto di sorpasso, 20 metri rispetto alle macchine sgombraneve.

Il progetto ACI si adeguava alla norma ma riduceva la distanza tra autotreni a metri 50.

Secondo il progetto ONU la distanza di sicurezza è quella sufficiente per evitare una collisione in caso di brusco rallentamento o di arresto improvviso del veicolo che precede. L’art.142 del testo della commissione Lapiccirella non si discostava dal tenore dell’art. 107 e confermava i 100 metri per gli autotreni.

La giurisprudenza per altro ha sempre interpretato la norma nel senso che la violazione sussiste anche se non si verifica la collisione e che l’arresto o il rallentamento del veicolo che precede devono essere prevedibili o presegnalati. In caso contrario la colpa presunta dall’art. 2054 viene eliminata (Cass. 6.04.1960, n 789 e 20.07.1957, n 3062).

Il codice attuale all’art.149 ha confermato la disciplina.

II primo comma è identico al precedente salvo il plurale “veicoli che precedono”. Il secondo comma fa riferimento ai veicoli per i quali sia stabilito il divieto di sorpasso fuori dai centri abitati e conferma la distanza minima di l00 metri. La norma non vale per i tratti di strada con due o più corsie per ogni senso di marcia.

Il terzo comma conferma la distanza di 20 metri rispetto alle macchine sgombraneve ma aggiunge che i veicoli procedenti in senso opposto sono a loro volta tenuti se necessario ad arrestarsi al fine di non intralciare il lavoro.

Gli ultimi tre commi si riferiscono alle sanzioni che oragiustamentesono più gravi se deriva collisione con grave danno ai veicoli o lesioni gravi alle persone. L’art. 348 del regolamento attuale ripete in sostanza il testo del precedente art. 527.

La norma conferma la tendenza del Legislatore a considerare molto importante ai fini della sicurezza la distanza tra veicoli ma nello stesso tempo a ritenerla elastica, evitando di imporre limiti rigidi (unica eccezione, i 100 metri tra autotreni, fuori dagli abitati, dove sussista divieto di sorpasso a causa di unica corsia).La rigidità per altro sta nella valutazione del fatto: chi tampona ha sempre torto.

La suddetta elasticità è evidentemente legata alla velocità, allo stato della strada, alla visibilità, all’efficienza degli organi frenanti del veicolo che segue. Il tutto è volto ad evitare collisioni, garantendo in ogni caso l’arresto tempestivo del veicolo.

La pratica segnala casi frequenti di tamponamenti multipli, o a catena, più o meno successivi, che coinvolgono decine di veicoli e di tamponamenti dello stesso veicolo, più o meno tra di loro lontani nel tempo.

Il pilota del veicolo che segue e che tampona, di norma è “de facto” caricato da una presunzione di colpa (tale da superare quella di cui al 1° comma art. 2054 cc) e pertanto sta a suo carico l’onere di dare la prova liberatoria.

Soltanto nei tamponamenti a catena, dove la ricerca della effettiva dinamica è ardua la giurisprudenza sembra orientata a ritenere applicabile il 1 comma dell’art. 2054 vale a dire la presunzione che ciascuno abbia concorso a cagionare il sinistro,con il conseguente obbligo di risarcire il veicolo tamponato ed il diritto ad essere risarcito dal tamponante.

Con un recente accordo tra le compagnie di assicurazione, si è stabilito che in caso di tamponamenti multipli con oltre 40 veicoli coinvolti, ogni danno al veicolo ed alle persone sarà risarcito dallo stesso assicuratore. Il tutto a causa delle insormontabili difficoltà di accertamento della dinamica e quindi delle singole responsabilità.

BIBLIOGRAFIA

Abrugiati - Appunti sul nuovo codice ;la distanza di sicurezza tra veicoli in RGCT 1996, 86

Pagliara - Pagliara - Le norme di comportamento nella circolazione stradale: la distanza di sicurezza, in DPAss. 1990, 769

Sanzioni  

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