Codice
Art. 146. Violazione della segnaletica stradale.

1. L'utente della strada è tenuto ad osservare i comportamenti imposti dalla segnaletica stradale e dagli agenti del traffico a norma degli articoli da 38 a 43 e delle relative norme del regolamento.

2. Chiunque non osserva i comportamenti indicati dalla segnaletica stradale o nelle relative norme di regolamento, ovvero dagli agenti del traffico, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168. Sono fatte salve le particolari sanzioni previste dagli articoli 6 e 7, nonché dall'articolo 191, comma 4 (Comma così modificato  dall'art. 72, D.Lgs. 10 settembre 1993, n. 360 (Gazz. Uff. 15 settembre 1993, n. 217, S.O.).

3. Il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che le segnalazioni del semaforo o dell'agente del traffico vietino la marcia stessa, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 162 a euro 646.(Comma modificato dall'art. 3, comma 3, lett. a), D.L. 27 giugno 2003, n. 151 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214).

3-bis. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 3 per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (Comma introdotto dall'art. 3, comma 3, lett. b), D.L. 27 giugno 2003, n. 151 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214).

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Aggiornamenti all'articolo
Data Pubblicazione  
15/09/1993 Il DECRETO LEGISLATIVO 10 settembre 1993, n. 360 (in SO n.86, relativo alla G.U. 15/09/1993, n.217) ha disposto (con l'art. 72, comma 1, lettera a)) la modifica dell'art. 146, comma 2.
28/12/1999 La LEGGE 16 dicembre 1999, n. 494 (in G.U. 28/12/1999, n.303) ha disposto (con l'art. 11, comma 1) la modifica dell'art. 146, comma 3.
30/06/2003 Il DECRETO-LEGGE 27 giugno 2003, n. 151 (in G.U. 30/06/2003, n.149) , convertito con modificazioni dalla L. 1 agosto 2003, n. 214 (in SO n.133, relativo alla G.U. 12/08/2003, n. 186) ha disposto (con l'art. 3, comma 3, lettera a)) la modifica dell'art. 146, comma 3 e (con l'art. 3, comma 3, lettera b)) l'introduzione del comma 3-bis all'art. 146.

Decurtazione punti (Art. 126-bis CdS)

Articolo Comma Ipotesi Descrizione infrazione Punti decurtati Punti decurtati (neo patentati) In vigore
146 2 1N NON RISPETTAVA GLI OBBLIGHI O DIVIETI INDICATI DALLA SEGNALETICA STRADALE. 2 4  
146 2 2N NON RISPETTAVA GLI OBBLIGHI O DIVIETI INDICATI DAI SEGNALI LUMINOSI DI CIRCOLAZIONE. 2 4  
146 2 3N NON OSSERVAVA LE PRESCRIZIONI IMPARTITE DALL'AGENTE CHE REGOLAVA IL TRAFFICO. 2 4  
146 2 4N CONDUCENTE VEICOLO NON OSSERVAVA OBBLIGHI, LIMITAZIONI E DIVIETI IMPOSTI SEGNALETICA STRADALE TEMPORANEA. 2 4  
146 2 5N CONDUCENTE VEICOLO SU ROTAIE MARCIANTE IN SEDE PROMISCUA NON RISPETTAVA SEGNALETICA STRADALE. 2 4  
146 3 1N CON VEICOLO PROSEGUIVA LA MARCIA NONOSTANTE IL DIVIETO IMPOSTO DALLA SEGNALAZIONE DEL SEMAFORO. 6 12  
146 3 1R CON VEICOLO PROSEGUIVA LA MARCIA NONOSTANTE IL DIVIETO IMPOSTO DALLA SEGNALAZIONE DEL SEMAFORO. (RECIDIVA) 6 12  
146 3 2N PROSEGUIVA LA MARCIA NONOSTANTE IL DIVIETO IMPOSTO DALL'AGENTE PREPOSTO AL TRAFFICO. 6 12  
146 3 2R PROSEGUIVA LA MARCIA NONOSTANTE IL DIVIETO IMPOSTO DALL'AGENTE PREPOSTO AL TRAFFICO. (RECIDIVA) 6 12  

Note:

 Art. 3, c. 55, lett. c), legge 15 luglio 2009, n. 2009 ( in vigore dall'8 agosto 2009).Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dagli articoli 141, 142, 145, 146, 149, 154, 174, 176, commi 19 e 20, e 178 sono aumentate di un terzo quando la violazione è commessa dopo le ore 22 e prima delle ore 7; tale incremento della sanzione quando la violazione è accertata da uno dei soggetti di cui all’articolo 208, comma 1, primo periodo, è destinato ad alimentare il Fondo di cui all’articolo 6-bis del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, e successive modificazioni»  


Giurisprudenza 

In tema di violazioni al codice della strada, è inammissibile l'opposizione al verbale di accertamento, anche ai soli fini di impugnare la sanzione accessoria, quando l'opponente si sia avvalso della facoltà del pagamento in misura ridotta ai sensi dell'articolo 202 codice suddetto. Infatti, il pagamento in misura ridotta costituisce, non diversamente dall'oblazione in campo penale, un istituto caratterizzato da finalità agevolative e deflattive ad un tempo, per effetto del quale il trasgressore, per sua libera scelta, è ammesso al pagamento della sanzione pecuniaria, nella misura del minimo previsto dalla legge, così evitando aggravi patrimoniali, nel contempo tuttavia rinunciando ai rimedi oppositivi previsti dalla normativa di cui agli articoli 202, 203, 204 bis cod. strada, nell'ambito della quale non è consentita alcuna possibilità di pagamento "con riserva". (Nella fattispecie, relativa alla violazione dell'articolo 146, comma terzo, cod. strada, aveva sostenuto l'opponente di avere effettuato il pagamento in misura ridotta per evitare le conseguenze patrimoniali dell'esecutività dell'atto e di avere impugnato il verbale di infrazione ai soli fini della decurtazione dei punti dalla patente; sulla base dell'enunciato principio la S.C. ha confermato la sentenza del giudice di pace dichiarativa l'inammissibilità dell'opposizione). (Rigetta, Giud. pace Monza, 23 Aprile 2005)

Cass. civ. Sez. II Sent., 11-03-2008, n. 6460 (rv. 602463) Mass. Giur. It., 2008, CED Cassazione, 2008

In tema di violazioni al codice della strada, con riferimento al rilevamento automatico delle infrazioni a mezzo di apparecchiature, ai sensi del comma 1-ter dell'articolo 201 cod. strada - introdotto dall'articolo 4 del d.l. 27 giugno 2003 n. 151 conv. nella legge 1 agosto 2003 n. 214 - , le amministrazioni comunali, che di dette apparecchiature si servono, hanno l'obbligo di rispettare le specifiche disposizioni, dettate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, necessarie a garantirne l'esatto funzionamento e, in particolare, quelle, contenute nell'articolo 2 del d.m. 1130 del 2004, relative alla collocazione dell'apparecchiatura ed alle modalità e tempi delle rilevazioni fotografiche. (Nella fattispecie, relativa alla contestazione dell'attraversamento di un incrocio con il semaforo rosso, la S.C. ha confermato la sentenza del giudice di pace secondo cui l'omologazione non era condizione sufficiente da sola a garantire il perfetto funzionamento dell'apparecchiatura di rilevamento in assenza di organi di polizia). (Rigetta, Giud. pace Lecce, 23 Marzo 2005)

Cass. civ. Sez. II Sent., 11-01-2008, n. 558 (rv. 601144)  Mass. Giur. It., 2008, CED Cassazione, 2008

È nulla la notificazione a mezzo posta del verbale d'infrazione dell'art. 146 c.d.s. - D.Lgs. n. 285/1992 - eseguita a persona di famiglia e ricevuta, sia pure nel medesimo condominio, in appartamento diverso da quello del destinatario dell'atto.

Cass. civ. Sez. II Sent., 14-11-2007, n. 23578 Arch. Giur. Circolaz., 2008, 1, 23

La condotta di cui all'art. 146, comma 3, c.s. rileva necessariamente all'atto del superamento della striscia di arresto, dopo l'accensione della luce semaforica "rossa" . Qualora il superamento sia avvenuto con luce gialla, trovandosi il veicolo così prossimo all'intersezione, da non potersi arrestare in condizioni di sufficiente sicurezza, ovvero quando la prova fotografica allegata non consenta la corretta valutazione contemporanea della posizione del veicolo in rapporto alla striscia di arresto ed al colore della lanterna semaforica, tale condotta non potrà essere ritenuta censurabile ex art. 146, comma 3, c.s.

Giudice di pace Faenza 22-12-2004, Sito Giuraemilia.it, 2005
 

Atteso che la installazione di impianti di rilevamento automatico delle infrazioni semaforiche è pienamente legittima ai sensi della L. 214 del 2003 (sulla c.d. "Patente a punti") questa tuttavia deve rigorosamente seguire i criteri fissati dalle circolari ministeriali. Pertanto il solo fatto che l'apparecchiatura sia omologata non esclude la possibilità in concreto di verifica di tale funzionamento. Qualora infatti all'esito di tale verifica risulti che l'apparecchiatura intallata operi in maniera difforme rispetto alle prescrizioni ministeriali, la relativa documentazione fotografica dovrà ritenersi non idonea a costituire prova della violazione dell'art. 146, comma 3, c.s. (Dlg. 30 aprile 1992, n. 285). (Nella fattispecie il Giudice di Pace, accertato come dei 2 scatti effettuati il primo non consentisse di valutare contemporaneamente il superamento della striscia di arresto ed il colore della luce semaforica, ha ritenuto il secondo scatto ininfluente ai fini della determinazione dell'infrazione ed ha di conseguenza accolto il ricorso in opposizione alla sanzione amministrativa)

Giudice di pace Faenza 22-12-2004, Sito Giuraemilia.it, 2005
 

Nessuna responsabilità per violazione dell'art. 146, comma 2, c.s., mancato rispetto della segnaletica stradale consistente nel superamento della linea di mezzeria, sussiste in capo a chi, ex artt. 51 c.p. e 4, L. n. 689 del 1981, sia rimasto coinvolto in un sinistro stradale mentre alla guida di un motociclo di proprietà del Ministero dell'interno - Dipartimento di Polizia di Stato, svolgeva servizi inerenti il proprio lavoro investigativo.

Giudice di pace Bologna 31-05-2004 Capitelli c. Prefetto di Bologna, Arch. Giur. Circolaz., 2004, 1018
 

Nel caso di regolamentazione del traffico con impianto semaforico, il servizio di accertamento e contestazione di eventuali infrazioni (nella specie violazione dell'art. 146, terzo comma, c.s. D.Lgs 30 aprile 1992 n. 285 ) non può essere delegato solo ad un'apparecchiatura fotografica, ma esso deve essere predisposto mediante la presenza di almeno un vigile urbano posizionato nel punto,più favorevole dell'incrocio, in modo non solo di accertare e, ove possibile, contestare immediatamente l'infrazione al trasgressore, ma anche di intervenire in caso di difettoso funzionamento dell'apparecchiatura, ovvero nel caso d'ingorgo che abbia bloccato il transito dei veicoli all'incrocio.

Giudice di pace Davoli 19-09-2003 Vono c. Comune di Davoli, Arch. Giur. Circolaz., 2004, 305
 

La regolamentazione del traffico con impianto semaforico dotato di apparecchiatura fotografica di rilevamento delle infrazioni non può essere delegato solo a detta apparecchiatura, ma deve essere predisposta la presenza di almeno un vigile urbano in modo da accertare e, ove possibile, contestare immediatamente le infrazioni al trasgressore. Pertanto, nella ipotesi di determinazione dell'illecito in tempo successivo (per avvenuto sviluppo della pellicola installata nell'apparecchiatura fotografica), è illegittimo l'operato dell'agente di polizia municipale o di chi presidia le apparecchiature di rilevamento delle infrazioni stradali, che non rediga il verbale previsto dall'art. 383 reg. nuovo del codice della strada e/o non si attivi nei modi consentiti con l'arrestare o tentare di arrestare i veicoli, precisando i motivi per cui non sia stato possibile contestare immediatamente la violazione.  Giudice di pace Casamassima 10-06-2002 V.B. e Barberio c. Pref. Bari, Arch. Giur. Circolaz., 2002, 675
 

Né il codice della strada, né il relativo regolamento di esecuzione consentono di accertare le violazioni all’art. 146, 3º comma, nuovo c.s. con apparecchiature fotografiche; infatti, nel mentre all’art. 345 del regolamento, in riferimento all’art. 142 nuovo c.s., è previsto che il controllo dell’osservanza dei limiti di velocità può essere affidato ad apposite apparecchiature (autovelox) manca, invece, del tutto qualsiasi disposizione che consenta di accertare l’osservanza del regolare transito dei veicoli agli incroci semaforizzati esclusivamente con apparecchiature fotografiche; da ciò consegue che la regolamentazione del transito agli incroci può essere affidata, indistintamente, sia al vigile posizionato sulla pedana posta al centro dell’incrocio, che ad un impianto semaforico luminoso; nel caso, però, della regolamentazione del traffico con impianto semaforico, il servizio di accertamento e contestazione di eventuali infrazioni non può essere delegato solo ad un’apparecchiatura fotografica, ma esso deve essere predisposto mediante la presenza di almeno un vigile urbano, posizionato nel punto più favorevole dell’incrocio, in modo da accertare e, ove possibile, contestare immediatamente l’infrazione al trasgressore.
Giudice di pace Teano, 14-02-2001. Arch. circolaz., 2001, 407

La p.a. la quale si rifiuti di accogliere l'istanza di revoca d'ufficio di contravvenzione per violazione dell'art. 146 c. strad., nonostante l'evidenza dei fatti e benchè sia palese l'illegittimità della stessa, è tenuta al risarcimento del danno patrimoniale ed esistenziale subiti dall'esecutato in conseguenza dei disagi da questo subiti a seguito della procedura suddetta. Giudice di pace Bologna 08-02-2001 Pace e altri c. Com. Bologna, Arch. Giur. Circolaz., 2002, 226 nota di CASSANO
 

Concretizza condotta pericolosa qualificabile come gravemente imprudente e colposa quella del dipendente conducente di autovettura di proprietà dello stato che cagiona danno al predetto automezzo procedendo nella marcia nonostante l’indicazione semaforica di rosso, in violazione di precise norme di legge e con noncuranza delle comuni regole di prudenza, il cui rispetto nel caso de quo avrebbero consentito di prevenire l’evento, sicuramente prevedibile.
C. conti, sez. contr. reg. Sardegna, 27-10-1997, n. 1572. Riv. corte conti, 1997, fasc. 6, 226 (m)

Il combinato disposto degli art. 43, 5º comma, e 146 nuovo c.s. prevede che i segnali, manualmente impartiti da un agente segnalatore, derogano alla segnaletica, ivi compresa a quella semaforica, esistente sul posto; per cui va ritenuto pienamente responsabile, ex art. 2054 c.c., di uno scontro d’auto, l’automobilista, che, confidando nel segnale semaforico verde e allegando che il vigile urbano, che regolava il traffico non era visibile, non si sia arrestato al segnale impartito dal vigile, in occasione del passaggio di una corsa ciclistica, e abbia colliso con altro veicolo, il cui conducente rispettò i segnali del vigile medesimo; l’attestazione del vigile urbano, pubblico ufficiale, secondo la quale lo stesso era sull’incrocio a regolare manualmente il traffico, fa piena prova, ex art. 2700 c.c. di tali circostanze e tale prova legale non può essere scalfita dalle dichiarazioni testimoniali, peraltro inattendibili, che riportano la non visibilità e la non distinguibilità del vigile, regolatore del traffico.
P. Torino. Torino, 07-02-1996. Arch. circolaz., 1996, 471

La situazione di illegittimità attinente l’irregolare apposizione di un segnale stradale esonera il conducente di un veicolo - nel caso di violazione della relativa prescrizione - dalla responsabilità contravvenzionale (fattispecie in tema di mancato rispetto della prescrizione di divieto di sosta nascente da un segnale ubicato in maniera anomala e fuori dal campo visivo del conducente).
P. Salerno-Eboli. Salerno-Eboli, 28-04-1994. Arch. circolaz., 1994, 1175

Regolamento 

non riportata

Legislazione complementare 
 

Circ. Ministero dell'interno 25 giugno 2004, n. M/2413/12 - Articolo 146, comma 3, del Codice della strada. Infrazioni semaforiche accertate a mezzo di apparecchiature elettroniche.

Come è noto, l'articolo 201 del Codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285), così come modificato dal decreto legge 27 giugno 2003, n. 151, convertito nella legge 1 agosto 2003, n. 214, ha previsto la possibilità che la violazione dell'articolo 146, comma 3, nell'ipotesi di attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa, sia accertata senza l'obbligo di contestazione immediata e anche in assenza dell'organo di polizia, qualora rilevata con apposite apparecchiature debitamente omologate.

Alla luce di tale modifica normativa, il competente ufficio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha sottoposto a riesame le apparecchiature destinate alla rilevazione automatica. Accertata, quindi, la rispondenza dei dispositivi alle prescrizioni regolamentari e fissate le nuove modalità di utilizzo, sentito il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, ha proceduto - in data 18 marzo scorso - all'omologazione dei prototipi risultati idonei ovvero alla revoca della precedente autorizzazione.

In attesa del completamento delle suddette operazioni, alcuni organi di polizia hanno comunque proceduto agli accertamenti delle infrazioni previste dall'articolo 146, comma 3, del Codice della strada secondo le modalità indicate dal citato articolo 201, comma 1-ter, del Codice della strada.

Avverso tali accertamenti sono stati presentati numerosi ricorsi.

Alcune Prefetture, considerata la delicatezza della questione, hanno chiesto l'avviso di questo Dipartimento.

Al riguardo, si ritiene che i verbali di accertamento della violazione prevista all'articolo 146, comma 3, del Codice della strada effettuati, in modalità automatica (e cioè senza la presenza dell'organo accertatore), prima del 18 marzo 2004, per i quali è stato presentato ricorso, siano da archiviare. Ciò in quanto le apparecchiature utilizzate non erano debitamente omologate.

L'articolo 45 del Codice della strada e l'articolo 192 del regolamento di attuazione (D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495) prescrivono, infatti, che l'uso delle apparecchiature atte alla rilevazione automatica delle infrazioni sia condizionato alla preventiva omologazione ed approvazione da parte dei competenti uffici tecnici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ne attestano la rispondenza alle prescrizioni stabilite nel regolamento e ne approvano il prototipo. Inoltre l'utilizzazione deve avvenire osservando le specifiche modalità di impiego, determinate nel provvedimento di omologazione.

L'annullabilità dei verbali trova ulteriore conferma nella circostanza che i dispositivi in esame, prima del 18 marzo scorso, erano omologati solo per essere utilizzati come strumenti di ausilio per l'organo accertatore, consentendo una più agevole identificazione dei trasgressori mediante chiara lettura e conseguente trascrizione delle targhe dei veicoli che erano serviti a commettere le violazioni.

Della questione è stato interessato il Gabinetto del Ministro nonché il competente ufficio del Dipartimento della pubblica sicurezza che hanno convenuto sulla linea interpretativa di questo ufficio, confortati in merito dal parere espresso dall'Avvocatura distrettuale di Brescia e dall'Avvocatura generale dello Stato.

Nota Ministero dei trasporti 16/7/2007 n. 67906 - Tempi della durata del giallo ai semafori

Con riferimento a quanto esposto con la nota in riscontro, si premette quanto segue.
L'art. 41 c. 10 del nuovo Codice della Strada (DLs n. 285/1992) non indica una durata minima del periodo d'accensione della luce gialla veicolare, ma si limita ad affermare un principio di portata generale.
Durante tale periodo, i veicoli non devono oltrepassare la linea d'arresto, salvo che vi si trovino così vicino da non potersi arrestare con sufficiente sicurezza.

Le norme tecniche al riguardo vengono invece dettate da organismi di unificazione o da enti di ricerca.

In particolare lo studio prenormativo pubblicato dal CNR il 10.09.2001,'"Norme sulle caratteristiche funzionali e geometriche delle intersezioni stradali", al paragrafo 6.7.4 "Determinazione dei tempi di giallo", indica durate di 3, 4 e 5 s per velocità dei veicoli in arrivo pari, rispettivamente, a 50, 60 e 70 km/h.
In presenza di traffico pesante con veicoli di lunghezza massima pari a 18.75 m, ivi compresi autocarri, autobus, fìlobus, autotreni, autoarticolati, autosnodati, filosnodati e vetture tramviarie, è indicata una durata di 4 s anche per velocità di 50 km/h.
Nella pratica, ai fini della massima uniformità applicativa, si adottano generalmente tempi fissi di 4 e 5 s, rispettivamente su strade urbane ed extraurbane.

Ciò non esclude che in fase di progettazione dell'impianto semaforico, in dipendenza delle dimensioni della intersezione, della velocità dei veicoli in arrivo e della loro lunghezza, ferma restando la durata minima di 3 s, possano essere adottate durate diverse.

Si rammenta, inoltre, che la fasatura dell'impianto semaforico, effettuata a cura dell'ente proprietario della strada sulla scorta della geometria dell'intersezione e delle caratteristiche di traffico, è del tutto indipendente da quella dei dispositivi di rilevamento delle connesse infrazioni; tali apparecchiature, infatti, sono attivate dallo scatto, del rosso, non sono condizionate dalla durata del giallo e non possono in alcun modo influire sul funzionamento dell'impianto semaforico.

Per quanto riguarda il ruolo della ditta installatrice nel rilevamento delle infrazioni, eventuali esposti circa i compensi percepiti devono essere indirizzati al Ministero dell'Interno a! quale spetta, a norma dell'art. 11, c. 3, 2° periodo, del Codice, il coordinamento dei servizi di polizia stradale da chiunque effettuati.
Per i dispositivi appositamente approvati per funzionare in modalità totalmente automatica, senza la presenza degli organi di polizia stradale, non vi è obbligo di contestazione immediata dell'infrazione, ai sensi dell'ari. 201 c. 1-bis lett. b) e c. 1-ter. 2° periodo, del Codice.

Per quanto riguarda l'apparecchiatura in oggetto, i fotogrammi esibiti riportano chiaramente località, data ed ora della infrazione, ed è indicato l'orario dì inizio della fase di rosso, come prescritto dal Decreto Dirigenziale di approvazione n. 3458 del 15.12,2005.
Dall'esame dei fotogrammi, che ritraggono l'autovettura prima e .dopo del superamento della striscia d'arresto con il semaforo proiettante luce rossa, si evince chiaramente la violazione contestata.
Le verifiche ed eventuali tarature previste dal decreto di approvazione devono essere eseguite con cadenza almeno annuale dopo la prima installazione, e pertanto, all'atto della infrazione, non risultava ancora trascorso il prescritto periodo.

Si resta a disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento.


Convenzione mondiale sulla circolazione stradale 

Dottrina 

Sanzioni 

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