Codice
Art. 145. Precedenza.

1. I conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti.

2. Quando due veicoli stanno per impegnare una intersezione, ovvero laddove le loro traiettorie stiano comunque per intersecarsi, si ha l'obbligo di dare la precedenza a chi proviene da destra, salvo diversa segnalazione.

3. Negli attraversamenti di linee ferroviarie e tranviarie i conducenti hanno l'obbligo di dare la precedenza ai veicoli circolanti su rotaie, salvo diversa segnalazione.

4. I conducenti devono dare la precedenza agli altri veicoli nelle intersezioni nelle quali sia così stabilito dall'autorità competente ai sensi dell'art. 37 e la prescrizione sia resa nota con apposito segnale.

5. I conducenti sono tenuti a fermarsi in corrispondenza della striscia di arresto, prima di immettersi nella intersezione, quando sia così stabilito dall'autorità competente ai sensi dell'art. 37 e la prescrizione sia resa nota con apposito segnale.

6. Negli sbocchi su strada da luoghi non soggetti a pubblico passaggio i conducenti hanno l'obbligo di arrestarsi e dare la precedenza a chi circola sulla strada.

7. È vietato impegnare una intersezione o un attraversamento di linee ferroviarie o tranviarie quando il conducente non ha la possibilità di proseguire e sgombrare in breve tempo l'area di manovra in modo da consentire il transito dei veicoli provenienti da altre direzioni.

8. Negli sbocchi su strada di sentieri, tratturi, mulattiere e piste ciclabili è fatto obbligo al conducente di arrestarsi e dare la precedenza a chi circola sulla strada. L'obbligo sussiste anche se le caratteristiche di dette vie variano nell'immediata prossimità dello sbocco sulla strada.

9. I conducenti di veicoli su rotaia devono rispettare i segnali negativi della precedenza.

10. Chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 162 a euro 646 (Comma così modificato dall'art. 3, comma 2, D.L. 27 giugno 2003, n. 151 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214).

11. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 10 per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

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Aggiornamenti all'articolo
Data Pubblicazione  
30/06/2003 Il DECRETO-LEGGE 27 giugno 2003, n. 151 (in G.U. 30/06/2003, n.149) , convertito con modificazioni dalla L. 1 agosto 2003, n. 214 (in SO n.133, relativo alla G.U. 12/08/2003, n. 186) ha disposto (con l'art. 3, comma 2) la modifica dell'art. 145, comma 10.

 Decurtazione punti (Art. 126-bis CdS)

Articolo Comma Ipotesi Descrizione infrazione Punti decurtati Punti decurtati (neo patentati) In vigore
145 10 1N APPROSSIMANDOSI ALL'INTERSEZIONE STRADALE NON USAVA LA MASSIMA PRUDENZA AL FINE DI EVITARE INCIDENTI. 0 0  
145 10 1R APPROSSIMANDOSI ALL'INTERSEZIONE STRADALE NON USAVA MASSIMA PRUDENZA AL FINE DI EVITARE INCIDENTI (RECIDIVA). 0 0  
145 10 2N ALLA GUIDA DI VEICOLO OMETTEVA DI DARE LA PRECEDENZA AD ALTRO VEICOLO PROVENIENTE DA DESTRA. 5 10  
145 10 2R ALLA GUIDA DI VEICOLO OMETTEVA DI DARE LA PRECEDENZA AD ALTRO VEICOLO PROVENIENTE DA DESTRA (RECIDIVA). 5 10  
145 10 3N NELL'ATTRAVERSARE UNA LINEA TRANVIARIA O FERROVIA OMETTEVA DI DARE LA PRECEDENZA AL TRAM O TRENO. 5 10  
145 10 3R NELL'ATTRAVERSARE UNA LINEA TRANVIARIA O FERROVIA OMETTEVA DI DARE LA PRECEDENZA AL TRAM/TRENO (RECIDIVA) 5 10  
145 10 4N IMPEGNAVA INTERSEZIONE STRADALE OMETTENDO DI DARE LA PRECEDENZA AD ALTRI VEICOLI SEBBENE SEGNALATO. 5 10  
145 10 4R IMPEGNAVA INTERSEZIONE STRADALE OMETTENDO DI DARE PRECEDENZA AD ALTRI VEICOLI SEBBENE SEGNALATO (RECIDIVA). 5 10  
145 10 5N NON SI FERMAVA IN CORRISPONDENZA DELLA STRISCIA DI ARRESTO PRIMA DI IMMETTERSI NELL'AREA DI INTERSEZIONE. 6 12  
145 10 5R NON SI FERMAVA IN CORRISPONDENZA DELLA STRISCIA DI ARRESTO PRIMA DI IMMETTERSI NELL'AREA INTERSEZIONE (RECIDIVA) 6 12  
145 10 6N PROVENIENTE DA LUOGO NON SOGGETTO A PUBBLICO PASSAGGIO NON DAVA PRECEDENZA A VEICOLI CIRCOLANTI SULLA STRADA. 5 10  
145 10 6R PROVENIENTE LUOGO NON SOGGETTO A PUBBLICO PASSAGGIO NON DAVA PRECEDENZA VEICOLI CIRCOLANTI SULLA STRADA (RECIDIVA). 5 10  
145 10 7N IMPEGNAVA INTERSEZIONE O ATTRAVERSAMENTO LINEA FERROVIARIA O TRANVIARIA NON AVENDO TEMPO DI PROSEGUIRE MANOVRA 5 10  
145 10 7R IMPEGNAVA INTERSEZIONE O ATTRAVERSAMENTO LINEA FERROVIARIA O TRANVIARIA NON AVENDO TEMPO DI PROSEGUIRE MANOVRA (RECIDIVA). 5 10  
145 10 8N PROVENIENTE DA UN SENTIERO, TRATTURO, MULATTIERA O PISTA CICLABILE, OMETTEVA DI ARRESTARSI E DARE PRECEDENZA. 5 10  
145 10 8R PROVENIENTE DA UN SENTIERO, TRATTURO, MULATTIERA, PISTA CICLABILE, OMETTEVA DI ARRESTARSI E DARE PRECEDENZA (RECIDIVA). 5 10  
145 10 9N CON TRAM OMETTEVA DI DARE PRECEDENZA AD ALTRI VEICOLI COME PRESCRITTO DALLA SEGNALETICA STRADALE. 5 10  
145 10 9R CON TRAM OMETTEVA DI DARE PRECEDENZA AD ALTRI VEICOLI COME PRESCRITTO DALLA SEGNALETICA STRADALE (RECIDIVA). 5 10  

Note:

Art. 3, c. 55, lett. c), legge 15 luglio 2009, n. 2009 (in vigore dall'8 agosto 2009). Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dagli articoli 141, 142, 145, 146, 149, 154, 174, 176, commi 19 e 20, e 178 sono aumentate di un terzo quando la violazione è commessa dopo le ore 22 e prima delle ore 7; tale incremento della sanzione quando la violazione è accertata da uno dei soggetti di cui all’articolo 208, comma 1, primo periodo, è destinato ad alimentare il Fondo di cui all’articolo 6-bis del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, e successive modificazioni»


Giurisprudenza

Non è sufficiente che il conducente del veicolo che si immette su strada dotata di diritto di precedenza completi la manovra di svolta posizionando il veicolo e iniziando la marcia nella nuova direzione: occorre altresì che il tutto avvenga senza creare intralcio alla circolazione e senza che il conducente favorito sia messo in difficoltà. Cassazione - sentenza n. 12897 del 24/07/2012.


Nell'immettersi sulla via principale, in cui la visibilità è impedita dalla presenza di una folta siepe ai bordi della strada, occorre usare una prudenza ancora maggiore. Ccassazione - sentenza n. 30954 del 30/07/2012

In tema di circolazione stradale, il conducente di un veicolo, nell'impegnare un crocevia, deve prefigurarsi anche l'eccessiva velocità da parte degli altri veicoli che possono sopraggiungere, onde porsi nelle condizioni di porvi rimedio, atteso che tale accadimento rientra nella normale prevedibilità. (Fattispecie in cui la sentenza d'appello, pur riconoscendo la violazione da parte del conducente di un ciclomotore dell'obbligo di dare la precedenza ad un incrocio, aveva ritenuto imprevedibile l'eccessiva velocità con cui era sopraggiunto un altro veicolo con il quale aveva colliso. La Corte pur riconoscendo l'esigenza di pervenire ad un rimprovero colposo personalizzato, che impedisce di ritenere costituita la colpa sulla base della mera violazione della norma cautelare specifica, ha annullato la sentenza affermando il principio sopra descritto). (Annulla con rinvio, App. Bologna, 2 luglio 2007)  CED Cassazione, 2008

In tema di circolazione stradale, l'accertamento di una violazione al codice della strada, contestata ed oggetto di giudizio di opposizione, non coincide interamente con l'accertamento della responsabilità del sinistro stradale che ne è derivato. (Nella specie la S.C. ha ritenuto erroneo l'annullamento della sanzione, per violazione dell'articolo 145 cod. strada - obbligo di dare la precedenza -, discendente dalla immissione della autovettura sulla pubblica via da un passo carraio, per essere stato addebitato il sinistro, in occasione del quale l'infrazione era elevata, alla velocità dell'altro veicolo, che aveva invaso l'opposta corsia di pertinenza). (Cassa con rinvio, Giud. pace Terni, 18 Aprile 2003) . Cass. civ. Sez. II Sent., 16-01-2008, n. 728 (rv. 601275)  Mass. Giur. It., 2008; CED Cassazione, 2008

In tema di circolazione stradale, il diritto di precedenza non esenta il guidatore dall'obbligo di adeguare comunque la velocità alle condizioni del tempo e della strada percorsa, soprattutto in presenza di incroci. (Nella fattispecie la Corte ha ritenuto che l'imputato, pur essendo favorito dalla precedenza, viaggiava con imprudente velocità su una strada resa scivolosa e pericolosa dalla pioggia). (Dichiara inammissibile, App. Milano, 24 Novembre 2005). Cass. pen. Sez. IV Sent., 02-10-2007, n. 40301 (rv. 237782)  CED Cassazione, 2007

In tema di circolazione stradale, l'art. 145, comma 1, del codice della strada - nel prevedere che i conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti - si rivolge a tutti i conducenti, anche al conducente favorito, giacché il diritto di precedenza spettante al conducente del veicolo proveniente da destra non esonera il conducente medesimo dall'obbligo di usare la dovuta attenzione nell'attraversamento di un incrocio, anche in relazione a pericoli derivanti da eventuali comportamenti illeciti o imprudenti di altri utenti della strada che non si attengano alla norma, recata dal comma secondo del medesimo art. 145, che impone di dare la precedenza a chi proviene da destra, salvo diversa segnalazione. Cass. civ. Sez. I, 13-07-2006, n. 15928 (rv. 591174)  Mass. Giur. It., 2006; Arch. Giur. Circolaz., 2007, 6, 694

Il fatto che un conducente goda del diritto di precedenza non lo esonera dall'obbligo di diligenza nella condotta di guida, obbligo che consiste nell'uso della dovuta attenzione nell'attraversamento di un incrocio, anche in relazione a pericoli derivanti da eventuali comportamenti illeciti o imprudenti di altri utenti della strada, che non si attengono al segnale di arresto o di precedenza. Il conducente, che pure gode del diritto di precedenza, quindi, nell'approssimarsi a un'intersezione, deve usare la massima attenzione al fine di evitare incidenti, usando la necessaria cautela richiesta dalla comune prudenza e dalle concrete condizioni esistenti nell'incrocio. Cass. civ. Sez. III, 10-05-2005, n. 9750 ., Guida al Diritto, 2005, 24, 81
 

Riguardo alla condotta di guida di conducenti che impegnano un incrocio provenendo da strade diverse, è irrilevante che il veicolo favorito non osservi l'obbligo della destra rigorosa, atteso che esso non assolve il veicolo non favorito dall'obbligo di dargli, nondimeno, la precedenza. Cass. civ. sez. III 20-07-2004, n. 13449, Guida al Diritto, 2004, 39, 62
 

La disciplina legale delle precedenze da osservare nei crocevia estende la sua efficacia vincolante nei confronti dei conducenti su tutta l'area del crocevia ed è, pertanto, ultroneo accertare in quale punto del crocevia abbia avuto luogo la collisione (a meno che il conducente sfavorito non abbia intersecato l'altrui traiettoria con anticipo da poter compiere la manovra di attraversamento con assoluta sicurezza e senza obbligare l'altro conducente ad alcuna manovra di emergenza). Cass. civ. sez. III 20-07-2004, n. 13449, Guida al Diritto, 2004, 39, 62, Arch. Giur. Circolaz., 2005, 232
 

In caso di responsabilità da scontro di veicoli, la precedenza di fatto viene esercitata a rischio e pericolo di chi se ne avvale, con la conseguenza che lo stesso verificarsi dell'incidente è fatto idoneo a costituire in colpa il soggetto, né può spiegare alcuna rilevanza, ai fini della decisione sulla responsabilità, l'ordinanza prefettizia di archiviazione in ordine all'infrazione all'art. 145 del D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (codice della strada), che disciplina il diritto di precedenza, in un primo momento contestata al conducente.  Cass. civ. sez. III 01-06-2004, n. 10491 (rv. 573322)i, Mass. Giur. It., 2004, Arch. Giur. Circolaz., 2004, 1086, CED Cassazione, 2004
 

La precedenza di fatto può ritenersi legittima ed idonea ad escludere la precedenza di diritto del veicolo proveniente da destra solo a condizione che il conducente di sinistra si presenti all'incrocio con tale anticipo da consentirgli di effettuare l'attraversamento con assoluta sicurezza e senza porre in essere alcun rischio per la circolazione. Ciò comporta che la precedenza di fatto viene esercitata a rischio e pericolo di chi se ne avvale, con la conseguenza che lo stesso verificarsi dell'incidente lo costituisce in colpa. Ne consegue che l'onere di provare la sussistenza della precedenza di fatto incombe su chi se ne giova.  Cass. civ. sez. III 05-05-2004, n. 8526 (rv. 572630) , Mass. Giur. It., 2004, CED Cassazione, 2004, Arch. Giur: Circolaz. 2005, 427
 

La violazione della regola di precedenza nell'attraversamento di un crocevia comporta la preponderante responsabilità dell'autore dello scontro, tuttavia il conducente dell'autovettura al quale spetti il diritto di precedenza, per andare esente da ogni responsabilità, deve eseguire a sua volta l'attraversamento nel rispetto di tutte le regole di prudenza e diligenza, prevedendo anche l'eventualità dell'altrui imprudenza. (In applicazione di tale principio di diritto, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva ritenuto corresponsabile nello scontro il conducente della vettura con diritto di precedenza il quale, sulla base delle risultanze testimoniali, si era dapprima fermato alla vista di un ciclomotore che sopraggiungeva ed era successivamente ripartito, fidando incautamente nella propria precedenza di diritto, mentre il conducente del ciclomotore proseguiva la marcia fino a determinare lo scontro).  Cass. civ. sez. III 12-12-2003, n. 19053 (rv. 568846), Arch. Giur. Circolaz., 2004, 367, Arch. Civ., 2004, 1202, Arch. Giur. Circolaz., 2004, 1139
 

Se ad un incrocio a T il conducente che intende svoltare a sinistra non segnala la manovra ed anzi si sposta verso l'estrema destra della strada inducendo in errore il conducente del veicolo che segue, questo è autorizzato ad effettuare il sorpasso del primo veicolo. In tal caso il comportamento del conducente del primo veicolo risulta del tutto imprevedibile ed improvviso; nessuna responsabilità, anche concorsuale, può essere pertanto addebitata al conducente del veicolo sorpassante.  Trib. Cassino 13-01-2003, Arch. Giur. Circolaz., 2003, 6, 499.
 

Secondo l’art. 145, comma 6, D.Lgs. n. 285 del 1992, nel caso in cui ci si immetta su una strada da un luogo non di pubblico passaggio è obbligatorio dare la precedenza a coloro che circolano sulla strada; per l’applicazione di tale articolo è necessario accertare l’uso concreto, ma non la funzione, del luogo di provenienza del veicolo.  Trib. Agrigento 15-04-2002 Siciliano c. Scalia e altri, Massima redazionale, 2004
 

Il conducente che si immette su altra arteria viaria nell'impossibilità oggettiva di rispettare appieno le norme prudenziali di precedenza ha l'onere, non potendosi giustificare comportamenti "al buio", di seguire l'immissione più prudente nel flusso di traffico, salvo poi invertire il senso di marcia in altro luogo più sicuro.  Trib. Messina 17-12-2001, Giur. di Merito, 2002, 1062
 

La precedenza di fatto, per essere utilmente invocata, richiede che le circostanze di tempo e di luogo consentano di evitare incidenti senza che il veicolo favorito sia tenuto ad arresti, rallentamenti o manovre di fortuna. Conseguentemente, essa è esclusa in caso di collisione, costituendo questa la prova dell'errore di valutazione di quelle circostanze e, quindi, della colpa del conducente che abbia inteso usufruire nella precedenza medesima.  Giudice di pace Foggia 10-09-2001 De Nucci c. Soc. Zurigo assicur. e altri, Arch. Giur. Circolaz., 2001, 935
 

In tema di omessa precedenza, la presenza di veicoli parcheggiati in stretta corrispondenza dell’intersezione tale da non permettere la regolare percezione visiva della zona di traffico, con conseguente necessità di sopravanzare, non può essere invocata dal conducente del veicolo sfavorito quale esimente o causa di esclusione della responsabilità ex art. 4 l. 689/1981.
Giudice di pace Torino, 24-11-2000. Arch. circolaz., 2001, 20

Risponde per colpa delle lesioni provocate, l’automobilista che, nell’accingersi ad attraversare un incrocio molto ampio subito dopo che la luce semaforica verde gli abbia consentito la ripresa della marcia, abusi del diritto di precedenza omettendo, per ciò stesso, qualsiasi cautela, tanto più quando non abbia la visuale completamente libera da entrambi i lati e dovendosi comunque accertare se qualche pedone, anche colpevolmente, non sia riuscito a completare ’attraversamento ed essendo suo obbligo, in tal caso, di consentire al pedone attardatosi di guadagnare la sicurezza del marciapiedi opposto; il diritto di precedenza, infatti, non è mai assoluto e non autorizza una condotta di guida negligente ed oggettivamente pericolosa per la sicurezza degli altri utenti della strada che, anche eventualmente per colpa, possano interferire nella direttrice di marcia dei veicolo privilegiato. Cass., sez. IV, 18-10-2000. Arch. circolaz., 2001, 188

In tema di circolazione stradale, il conducente che impegna un incrocio disciplinato da semaforo, ancorché segnalante a suo favore «luce verde», non è esentato dall’obbligo di diligenza nella condotta di guida che, pur non potendo essere richiesta nel massimo, stante la situazione di affidamento generata dal semaforo, deve tuttavia tradursi nella necessaria cautela richiesta dalla comune prudenza e dalle concrete condizioni esistenti nell’incrocio; ciò non è altro che l’applicazione particolare del più generale principio, secondo cui il solo fatto che un conducente goda del diritto di precedenza non lo esonera dall’obbligo previsto dall’art. 102 cod.strad. abrogato (ed, attualmente, dagli art. 140, 141, 2º comma, 145, 1º comma, nuovo cod.strad. - d.leg. 30 aprile 1992 n. 285), consistente nell’usare la dovuta attenzione nell’attraversamento di un incrocio, anche in relazione a pericoli derivanti da eventuali comportamenti illeciti o imprudenti di altri utenti della strada, che non si attengano al segnale di arresto o di precedenza.
Cass., sez. III, 27-06-2000, n. 8744. Mass., 2000

Ai fini della precedenza tra veicoli, ciò che rileva per considerare applicabile il precetto contenuto nel 6º comma dell’art. 145 nuovo cod. strad., è il veicolo che provenga da un’area che, sebbene tutti vi possano accedere e quindi provenirne, da un lato sia esterna alla carreggiata stradale in modo da non essere interessata dal normale transito dei veicoli, dall’altro sia privata e destinata ad essere utilizzata da chi vi si porta per usufruire del servizio per cui il proprietario dell’area la pone a disposizione dei propri utenti (nel caso di specie la suprema corte ha rigettato il ricorso avverso la sentenza che aveva ritenuto l’area di parcheggio di un supermercato come luogo non soggetto a pubblico passaggio).
Cass., sez. III, 18-02-2000, n. 1870. Arch. circolaz., 2000, 390

In caso di scontro tra veicoli, la violazione dell’obbligo di dare la precedenza, pur evidenziando la colpa del conducente del veicolo che ha infranto la relativa norma, non esclude di per sé la responsabilità, ex art. 2054, 2º comma, c.c., del conducente del veicolo privilegiato, di cui pure occorre esaminare la condotta essendo anch’egli tenuto al rispetto della prudenza generica e del dovere specifico di tenere una velocità particolarmente moderata al fine di evitare imprudenze di altri conducenti (nel caso di specie si è ritenuta la responsabilità concorrente del conducente che, pur godendo del diritto di precedenza al crocevia, approssimandosi allo stesso, manteneva una velocità inadeguata rispetto alle caratteristiche della strada).
T. Nocera Inferiore. Nocera Inferiore, 23-02-2000. Arch. circolaz., 2000, 319

Nell’ipotesi di concorso fra manovra di sorpasso e quella di svolta a sinistra del veicolo da sorpassare, si verifica una situazione di priorità della prima rispetto alla seconda, la quale comporta l’obbligo del conducente che precede di astenersi dal completare la convergenza a sinistra, anche ove avesse segnalato il cambiamento di direzione, per lasciare il passo al veicolo sopravveniente da tergo, allorquando per posizione, distanza e velocità di quest’ultimo venga a determinarsi, altrimenti, il pericolo di collisione; di conseguenza è dovere del conducente, nella manovra di svolta a sinistra di accertarsi previamente che un tale pericolo non sorga.
Giudice di pace Pordenone, 09-10-1998. Arch. circolaz., 1998, 1142

In caso di collisione tra veicoli ad un crocevia, la responsabilità non può ritenersi superata automaticamente con il solo criterio dell’osservanza delle segnalazioni semaforiche e della c.d. precedenza di diritto ma occorre, altresì, accertare se abbia contribuito all’evento l’inosservanza da parte del conducente favorito di tutte le altre norme sulla circolazione, e sulla necessaria diligenza, prudenza, perizia e velocità.
Giudice di pace Roma, 25-02-1997. Arch. circolaz., 1998, 475

La precedenza di fatto o cronologica non può essere invocata in caso di avvenuta collisione, costituendo questa la prova dell’errore di valutazione delle circostanze di tempo e di luogo che consentono di esercitare la precedenza medesima senza pericolo.
P. Catania. Catania, 22-01-1997. Arch. circolaz., 1997, 445

Nell’ipotesi prevista dall’art. 221 d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, in cui l’esistenza di un reato dipenda dall’accertamento di una violazione non costituente reato, qualora per questa venga effettuato il pagamento in misura ridotta ovvero, a seguito di presentazione da parte dell’interessato al prefetto di ricorso ai sensi dell’art. 203 d.leg. suddetto vi sia stata l’archiviazione degli atti concernenti la violazione, l’eventuale estinzione del relativo procedimento non impedisce al giudice penale, ai fini dell’accertamento del reato, di prendere in considerazione la condotta costituente il contenuto della violazione; il giudice, ove accerti la realizzazione di siffatta condotta, applica o irroga, a seconda che proceda o meno con il rito di patteggiamento, ove prevista, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida (nella fattispecie, il ricorrente imputato del reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale aveva dedotto che, a seguito dell’avvenuta archiviazione da parte del prefetto degli atti relativi alla violazione dell’art. 145, 10º comma, d.leg. n. 285 del 1992 a lui contestata, il pretore non avrebbe dovuto applicare la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente.
Cass., sez. IV, 31-01-1996. Riv. giur. circolaz. e trasp., 1996, 1020 Arch. circolaz., 1997, 342 Cass. pen., 1997, 1129

La materia della precedenza in crocevia, sia sotto il codice della strada abrogato (art. 105, 1º comma) che sotto quello attualmente vigente (art. 145, 1º comma), è assoggettata, alla regola generalissima, della massima prudenza da usare al fine di evitare incidenti, con ciò intendendo che nei crocevia, e in tutti i casi in cui si pongano problemi di precedenza, debba adoperarsi un grado elevatissimo di cautela ed avvedutezza, affinché non vi siano collisioni tra veicoli.
Cass., sez. IV, 31-01-1995. Arch. circolaz., 1996, 112 Giust. pen., 1996, II, 293

Nell’ipotesi prevista dall’art. 221 d.leg. 30 aprile 1992, n. 285, in cui l’esistenza di un reato dipenda dall’accertamento di una violazione non costituente reato, qualora per questa venga effettuato il pagamento in misura ridotta ovvero, a seguito di presentazione da parte dell’interessato al prefetto di ricorso ai sensi dell’art. 203 d.leg. suddetto vi sia stata l’archiviazione degli atti concernenti la violazione, l’eventuale estinzione del relativo procedimento non impedisce al giudice penale, ai fini dell’accertamento del reato, di prendere in considerazione la condotta costituente il contenuto della violazione; il giudice, ove accerti la realizzazione di siffatta condotta, applica o irroga, a seconda che proceda o meno con il rito di patteggiamento, ove prevista, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida (nella fattispecie, il ricorrente imputato del reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale aveva dedotto che, a seguito dell’avvenuta archiviazione da parte del prefetto degli atti relativi alla violazione dell’art. 145, 10º comma, d.leg. n. 285 del 1992 a lui contestata, il pretore non avrebbe dovuto applicare la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente).
Cass., sez. IV, 31-01-1996. Ced Cass., rv. 204586 (m)

In caso di investimento di un veicolo su gomme, parcheggiato in prossimità dei binari, da parte di una vettura ferroviaria, la colpa è ascrivibile esclusivamente al conducente del veicolo su gomme ove questi, trascurando la segnaletica del parcheggio ed i doveri di prudenza, abbia immesso la sagoma di esso entro l’area di scorrimento delle vetture ferroviarie, e massimamente, quando essendo stata delimitata l’area di parcheggio, abbia posto l’autoveicolo fuori della linea di demarcazione.
Giudice di pace Ancona, 08-07-1996. Arch. circolaz., 1996, 823

La materia della precedenza in crocevia, sia sotto il codice della strada abrogato (art. 105, 1º comma) che sotto quello attualmente vigente (art. 145, 1º comma), è assoggettata, alla regola generalissima, della massima prudenza da usare al fine di evitare incidenti, con ciò intendendo che nei crocevia, e in tutti i casi in cui si pongano problemi di precedenza, debba adoperarsi un grado elevatissimo di cautela ed avvedutezza, affinché non vi siano collisioni tra veicoli.
Cass., sez. IV, 31-01-1995. Mass. Cass. pen., 1995, fasc. 8, 16 (m)

A differenza dell’obbligo imposto al conducente che si immette nel flusso di circolazione, di dare la precedenza alle autovetture in transito, o dell’obbligo di dare la precedenza, in area di incrocio, alle vetture provenienti da destra, quello derivante dal segnale di stop ha contenuto esteso all’arresto del veicolo, che ha un significato preciso: la verifica della transitabilità in relazione alla circolazione in atto.
T. Salerno. Salerno, 10-02-1994. Giur. merito, 1994, 617, n. CALIGIURI

In tema di circolazione stradale, il conducente deve prestare la massima attenzione alla guida e procedere con moltissima prudenza quando la platea stradale o i marciapiedi laterali sono occupati da bambini i quali, per la loro età ed inesperienza, sono naturalmente ed istintivamente imprudenti ed hanno movimenti e comportamenti improvvisi ed inconsulti, repentini ed imprevedibili, per cui, finché gli stessi non siano stati completamente superati o sorpassati, il conducente deve procedere con la massima cautela, riducendo particolarmente la velocità in modo da poter arrestare il veicolo agevolmente in ogni momento e bloccarlo repentinamente.
Cass., sez. IV, 19-11-1993. Arch. circolaz., 1994, 625

In tema di circolazione stradale, la c.d. precedenza di fatto sussiste soltanto nei casi in cui il veicolo si presenti all’incrocio con tanto anticipo da consentirgli di effettuarne l’attraversamento senza che si verifichi la collisione e senza che il conducente, cui spetta la precedenza di diritto, sia costretto ad effettuare manovre di emergenza, o a rallentare, oltre i limiti richiesti dalla presenza del crocevia o, addirittura, a fermarsi.
Cass., sez. IV, 23-11-1993. Arch. circolaz., 1994, 624

Regolamento

non riportata

Legislazione complementare 
 

Convenzione mondiale sulla circolazione stradale  (L. 5 luglio 1995, n. 308)

Omissis…

Art. 18 Intersezioni e obbligo di cedere il passaggio

1.  Ogni conducente avvicinandosi ad una intersezione deve fare uso di una particolare prudenza, adeguata alle condizioni locali. Il conducente di un veicolo deve, in particolare, guidare ad una velocità tale da avere la possibilità di fermarsi per lasciar passare i veicoli che hanno la precedenza.
2.  Ogni conducente che si immette da un sentiero o da una strada di campagna su di una strada che non è né un sentiero né una strada di campagna è obbligato a cedere il passaggio ai veicoli circolanti su tale strada. Ai fini del presente articolo i termini «sentiero» e «strada di campagna» potranno essere definiti nelle legislazioni nazionali.
3.  Ogni conducente che da una proprietà laterale si immette su di una strada è obbligato a cedere il passaggio ai veicoli circolanti su tale strada.
4.  Con riserva delle disposizioni del paragrafo 7 del presente articolo:
a)  negli Stati in cui il senso della circolazione è a destra, alle intersezioni diverse da quelle che sono previste al paragrafo 2 del presente articolo ed ai paragrafi 2 e 4 dell’articolo 25 della presente Convenzione, il conducente di un veicolo è obbligato a cedere il passaggio ai veicoli provenienti dalla sua destra;
b)  le Parti contraenti o le loro parti costitutive nel cui territorio la circolazione si svolge a sinistra sono libere di fissare come ritengono le regole di precedenza alle intersezioni.
5.  Anche se i segnali luminosi glielo consentono un conducente non deve immettersi in una intersezione se la densità della circolazione è tale che egli resterebbe probabilmente immobilizzato nell’intersezione, intralciando o impedendo così la circolazione trasversale.
6.  Ogni conducente immessosi in una intersezione in cui la circolazione è regolata da segnali luminosi di circolazione può lasciare libera l’intersezione senza attendere che la circolazione sia consentita nel senso in cui egli si sta dirigendo, ma a condizione di non intralciare la circolazione degli altri utenti della strada che avanzano nel senso in cui la circolazione è consentita.
7.Alle intersezioni, i conducenti di veicoli che non si muovono su rotaie sono obbligati a cedere il passaggio ai veicoli che si muovono su rotaie.


Dottrina 

note:

Norma modificata 

Contenuti 

Rispetto al codice della strada 

Rispetto al decreto legge n. 151 del 2003 

Art. 145 CdS 

Si sono inasprite le sanzioni pecuniarie per chi non 

La sanzione amministrativa passa·  

Non sono state apportate modifiche in sede di 

Modifiche del comma 

rispetta gli obblighi di precedenza (segnali di dare 

- nel minimo da Euro 68,00 a Euro 138,00 

conversione in legge 

10 

precedenza, stop, ecc.). 

- nel massimo da Euro 275,00 a Euro 550,00 

 

 

LA PRECEDENZA

Il nostro legislatore è sempre stato fedele al principio della “precedenza a destra”; così ciecamente fedele che nel codice del 1928 ed in quello del 1933 non si faceva alcuna distinzione quanto all’importanza delle strade confluenti. Si provvide soltanto nel 1959 a sancire la precedenza delle strade statali od equiparate su tutte le altre, fermo restando la precedenza assoluta della rotaia e di ogni strada pubblica su quella privata.

Mai la legge ha mancato di imporre a chiunque si approssima ad un crocevia di usare la “massima prudenza”: ciò si legge sia nel codice del 1959 che in quello attuale, con la differenza che si è abbandonato il termine crocevia per quello di intersezione.

Il codice attuale all’art. 3, n. 25 e 26 da la definizione completa di intersezione a “livelli sfalsati” ed “a raso”; all’art.145 adotta il termine intersezione richiedendo ad entrambi i conducenti la massima prudenza al fine di evitare incidenti.

Di fronte al grave pericolo di collisioni, che si manifesta quando due o più veicoli tengono direttrici di marcia convergenti, oppure tengono traiettorie che stiano tra di loro per intersecarsi, occorrono regole precise.

Il secondo comma dell’art.145 conferma l’obbligo di dare la precedenza a chi viene da destra.

Il terzo comma ribadisce la precedenza del mezzo su rotaia.

Il quarto comma abbandona il concetto di strada statale, per varare quello di strada principale che è tale a seguito di decisione, segnalata, della autorità competente.

Il quinto comma rafforza il principio laddove prevede che detta autorità possa ai sensi dell’art. 37, imporre l’obbligo di fermarsi alla striscia di arresto.

Il sesto comma conferma che chi proviene da luogo “non soggetto a pubblico passaggio” deve fermarsi e dare la precedenza.

L’ottavo comma, del tutto nuovo, conferma che negli sbocchi su strada di “sentieri, tratturi, mulattiere e piste ciclabili” vige l’obbligo di arrestarsi e di dare la precedenza.

Deve essere sottolineata la novità, che consiste nel definitivo abbandono della supremazia delle strade statali sulle altre: con il nuovo codice a decidere di caso in caso, ponendo in luogo la necessaria segnaletica, sono o 1’ente proprietario o il comune (art. 137, 1 comma c.s.).

In mancanza di tale segnaletica, va da se che occorre dare la precedenza a destra, sempre che si tatti di strade aperte al pubblico transito.

La giurisprudenza relativa all’art. l05 del codice abrogato è ancora valida se il veicolo sfavorito proviene da strada non soggetta a pubblico passaggio: al riguardo non sono infrequenti la controversie. La Cassazione è orientata verso un giudizio di fatto da dare caso per caso; la strada è pubblica se consente il passaggio indiscriminato agli utenti tutti, anche se in linea di puro fatto e quindi in mancanza di un titolo giuridicamente valido.Prevale in tal modo il concetto di tutela possessoria.

Viene confermato il potere di rendere più severo 1’obbligo, aggiungendo quello di fermarsi in ogni caso in corrispondenza della striscia di arresto (il vecchio arresto all’incrocio). La giurisprudenza chiarisce che trattasi di obbligo di contenuto più esteso perché impone di fermarsi per verificare la transitabilità della strada in relazione alla circolazione in atto, prima ancora di dare la precedenza.

Continua la disputa sulla c.d. precedenza di fatto. Le sentenze più recenti sembrano non lasciare dubbi: tale precedenza esiste soltanto quando il veicolo è giunto ad impegnare l’incrocio con anticipo tale da effettuare l’attraversamento in piena sicurezza, senza rischi, senza costringere altri utenti a manovre di emergenza. Il che significa che se la collisione si verifica,la precedenza di fatto non esisteva.

BIBLIOGRAFIA

Favino - L’obbligo di precedenza sulle strade rurali - in RGCT 1997 877

Scalia - II diritto di precedenza nella circolazione stradale in RG Pol. Loc.1994 579

La Fata - Precedenza: la giusta sanzione in RGCT 1995 513

Caligiuri - L’obbligo derivante dal segnale di stop in GM 1994 618


Sanzioni 

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