Codice

Art. 116. Patente e abilitazioni professionali per la guida di veicoli a motore. (Testo in vigore dal 19 gennaio 2013) (1)

1. Non si possono guidare ciclomotori, motocicli, tricicli, quadricicli e autoveicoli senza aver conseguito la patente di guida ed, ove richieste, le abilitazioni professionali. Tali documenti sono rilasciati dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici a soggetti che hanno la residenza in Italia ai sensi dell'articolo 118-bis.

2. Per sostenere gli esami di idoneità per la patente di guida occorre presentare apposita domanda al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici ed essere in possesso dei requisiti fisici e psichici prescritti. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con decreti dirigenziali, stabilisce il procedimento per il rilascio, l'aggiornamento e il duplicato, attraverso il proprio sistema informatico, delle patenti di guida e delle abilitazioni professionali, con l'obiettivo della massima semplificazione amministrativa, anche con il coinvolgimento dei medici di cui all'articolo 119, dei comuni, delle autoscuole di cui all'articolo 123 e dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264.

3. La patente di guida, conforme al modello UE, si distingue nelle seguenti categorie ed abilita alla guida dei veicoli per ciascuna di esse indicati (Così modificato dall'art. 2, D. Lgs. 16 gennaio 2013, n. 2);

a) AM:

1) ciclomotori a due ruote (categoria L1e) con velocità massima di costruzione non superiore a 45 km/h, la cui cilindrata è inferiore o uguale a 50 cm³ se a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici;

2) veicoli a tre ruote (categoria L2e) aventi una velocità massima per costruzione non superiore a 45 km/h e caratterizzati da un motore, la cui cilindrata è inferiore o uguale a 50 cm³ se ad accensione comandata, oppure la cui potenza massima netta è inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4kW per i motori elettrici;

3) quadricicli leggeri la cui massa a vuoto è inferiore o pari a 350 kg (categoria L6e), esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, la cui velocità massima per costruzione è inferiore o uguale a 45 km/h e la cui cilindrata del motore è inferiore o pari a 50 cm³ per i motori ad accensione comandata; o la cui potenza massima netta è inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori, a combustione interna; o la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici (L'articolo 1, c. 388, L. 24 dicembre 2012, n. 228, ha disposto che le modifiche al c. 3, lett. a), b), c), d), e), h), i), n), e o) dell'art. 116 nel testo sostituito dall'art. 3, D. Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, si applicano a decorrere dal 30 giugno 2013);

b) A1:

1) motocicli di cilindrata massima di 125 cm³, di potenza massima di 11 kW e con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg;

2) tricicli di potenza non superiore a 15 kW(L'articolo 1, c. 388, L. 24 dicembre 2012, n. 228, ha disposto che le modifiche al c. 3, lett. a), b), c), d), e), h), i), n), e o) dell'art. 116 nel testo sostituito dall'art. 3, D. Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, si applicano a decorrere dal 30 giugno 2013);

c) A2: motocicli di potenza non superiore a 35 kW con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg e che non siano derivati da una versione che sviluppa oltre il doppio della potenza massima (L'articolo 1, c. 388, L. 24 dicembre 2012, n. 228, ha disposto che le modifiche al c. 3, lett. a), b), c), d), e), h), i), n), e o) dell'art. 116 nel testo sostituito dall'art. 3, D. Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, si applicano a decorrere dal 30 giugno 2013);

d) A:

1) motocicli, ossia veicoli a due ruote, senza carrozzetta (categoria L3e) o con carrozzetta (categoria L4e), muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cm³ se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h;

2) tricicli di potenza superiore a 15 kW, fermo restando quanto previsto dall'articolo 115, comma 1, lettera e), numero 1) (L'articolo 1, c. 388, L. 24 dicembre 2012, n. 228, ha disposto che le modifiche al c. 3, lett. a), b), c), d), e), h), i), n), e o) dell'art. 116 nel testo sostituito dall'art. 3, D. Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, si applicano a decorrere dal 30 giugno 2013);

e) B1: quadricicli diversi da quelli di cui alla lettera a), numero 3), la cui massa a vuoto è inferiore o pari a 400 kg (categoria L7e) (550 kg per i veicoli destinati al trasporto di merci), esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, e la cui potenza massima netta del motore è inferiore o uguale a 15 kW. Tali veicoli sono considerati come tricicli e sono conformi alle prescrizioni tecniche applicabili ai tricicli della categoria L5e salvo altrimenti disposto da specifiche disposizioni comunitarie (L'articolo 1, c. 388, L. 24 dicembre 2012, n. 228, ha disposto che le modifiche al c. 3, lett. a), b), c), d), e), h), i), n), e o) dell'art. 116 nel testo sostituito dall'art. 3, D. Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, si applicano a decorrere dal 30 giugno 2013);

f) B: autoveicoli la cui massa massima autorizzata non supera 3500 kg e progettati e costruiti per il trasporto di non più di otto persone oltre al conducente; ai veicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio avente una massa massima autorizzata non superiore a 750 kg. Agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata superi 750 kg, purché la massa massima autorizzata di tale combinazione non superi 4250 kg. Qualora tale combinazione superi 3500 chilogrammi, è richiesto il superamento di una prova di capacità e comportamento su veicolo specifico. In caso di esito positivo, è rilasciata una patente di guida che, con un apposito codice comunitario, indica che il titolare può condurre tali complessi di veicoli;

g) BE: complessi di veicoli composti di una motrice della categoria B e di un rimorchio o semirimorchio: questi ultimi devono avere massa massima autorizzata non superiore a 3500 kg;

h) C1: autoveicoli diversi da quelli delle categorie D1 o D la cui massa massima autorizzata è superiore a 3500 kg, ma non superiore a 7500 kg, progettati e costruiti per il trasporto di non più di otto passeggeri, oltre al conducente; agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non sia superiore a 750 kg (L'articolo 1, c. 388, L. 24 dicembre 2012, n. 228, ha disposto che le modifiche al c. 3, lett. a), b), c), d), e), h), i), n), e o) dell'art. 116 nel testo sostituito dall'art. 3, D. Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, si applicano a decorrere dal 30 giugno 2013);

i) C1E:

1) complessi di veicoli composti di una motrice rientrante nella categoria C1 e di un rimorchio o di un semirimorchio la cui massa massima autorizzata è superiore a 750 kg, sempre che la massa autorizzata del complesso non superi 12000 kg;

2) complessi di veicoli composti di una motrice rientrante nella categoria B e di un rimorchio o di un semirimorchio la cui massa autorizzata è superiore a 3500 kg, sempre che la massa autorizzata del complesso non superi 12000 kg (L'articolo 1, c. 388, L. 24 dicembre 2012, n. 228, ha disposto che le modifiche al c. 3, lett. a), b), c), d), e), h), i), n), e o) dell'art. 116 nel testo sostituito dall'art. 3, D. Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, si applicano a decorrere dal 30 giugno 2013);

l) C: autoveicoli diversi da quelli delle categorie D1 o D la cui massa massima autorizzata è superiore a 3500 kg e progettati e costruiti per il trasporto di non più di otto passeggeri, oltre al conducente; agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg;

m) CE: complessi di veicoli composti di una motrice rientrante nella categoria C e di un rimorchio o di un semirimorchio la cui massa massima autorizzata superi 750 kg;

n) D1: autoveicoli progettati e costruiti per il trasporto di non più di 16 persone, oltre al conducente, e aventi una lunghezza massima di 8 metri; agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg (L'articolo 1, c. 388, L. 24 dicembre 2012, n. 228, ha disposto che le modifiche al c. 3, lett. a), b), c), d), e), h), i), n), e o) dell'art. 116 nel testo sostituito dall'art. 3, D. Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, si applicano a decorrere dal 30 giugno 2013);

o) D1E: complessi di veicoli composti da una motrice rientrante nella categoria D1 e da un rimorchio la cui massa massima autorizzata è superiore a 750 kg (L'articolo 1, c. 388, L. 24 dicembre 2012, n. 228, ha disposto che le modifiche al c. 3, lett. a), b), c), d), e), h), i), n), e o) dell'art. 116 nel testo sostituito dall'art. 3, D. Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, si applicano a decorrere dal 30 giugno 2013);

p) D: autoveicoli progettati e costruiti per il trasporto di più di otto persone oltre al conducente; a tali autoveicoli può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg;

q) DE: complessi di veicoli composti da una motrice rientrante nella categoria D e da un rimorchio la cui massa massima autorizzata supera 750 kg .

4. I mutilati ed i minorati fisici, anche se affetti da più minorazioni, possono conseguire la patente speciale delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B, C1, C, D1 e D, anche se alla guida di veicoli trainanti un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg. Le suddette patenti possono essere limitate alla guida di veicoli di particolari tipi e caratteristiche, e possono indicare determinate prescrizioni in relazione all'esito degli accertamenti di cui all'articolo 119, comma 4. Le limitazioni devono essere riportate sulla patente utilizzando i codici comunitari armonizzati, ovvero i codici nazionali stabiliti dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici. Ai titolari di patente B speciale è vietata la guida di autoambulanze.

5. La patente di guida conseguita sostenendo la prova pratica su veicolo munito di cambio di velocità automatico consente di condurre solo veicoli muniti di tale tipo di cambio. Per veicolo dotato di cambio automatico si intende un veicolo nel quale non è presente il pedale della frizione o la leva manuale per la frizione, per le categorie A, A2.

6. La validità della patente può essere estesa dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici ed esame, a categorie di patente diversa da quella posseduta.

7. Si può essere titolari di un'unica patente di guida rilasciata da uno Stato membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo.

8. Ai fini del servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone, di cui all'articolo 85, comma 2, lettere a), b) c) e d), e di servizio di piazza con autovetture con conducente, di cui all'articolo 86, i conducenti, di età non inferiore a ventuno anni, conseguono un certificato di abilitazione professionale di tipo KA, se per la guida del veicolo adibito ai predetti servizi è richiesta la patente di guida di categoria A1, A2 o A, ovvero di tipo KB, se per la guida del veicolo adibito ai predetti servizi è richiesta la patente di guida di categoria B1 o B.

9. I certificati di abilitazione professionale di cui al comma 8 sono rilasciati dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, sulla base dei requisiti, delle modalità e dei programmi di esame stabiliti nel regolamento. Ai fini del conseguimento del certificato di abilitazione professionale di tipo KA è necessario che il conducente abbia la patente di categoria A1, A2 o A; ai fini del conseguimento del certificato di abilitazione professionale di tipo KB è necessario che il conducente abbia almeno la patente di categoria B1.

10. I mutilati ed i minorati fisici, qualora in possesso almeno delle patenti speciali corrispondenti a quelle richieste dal comma 9, possono conseguire i certificati di abilitazione professionale di tipo KA e KB, previa verifica della sussistenza dei requisiti di idoneità fisica e psichica da parte della commissione medica locale, di cui all'articolo 119, comma 4, sulla base delle indicazioni alla stessa fornite dal comitato tecnico, ai sensi dell'articolo 119, comma 10.

11. Quando richiesto dalle disposizioni comunitarie, come recepite nell'ordinamento interno, i conducenti titolari di patente di guida di categoria C1 o C, anche speciale, ovvero C1E o CE, conseguono la carta di qualificazione del conducente per il trasporto di cose ed i conducenti titolari di patente di guida di categoria D1, D1E, D e DE conseguono la carta di qualificazione del conducente per il trasporto di persone. Quest'ultima è sempre richiesta nel caso di trasporto di scolari.

12. Nei casi previsti dagli accordi internazionali cui l'Italia abbia aderito, per la guida di veicoli adibiti a determinati trasporti professionali, i titolari di patente di guida valida per la prescritta categoria devono inoltre conseguire il relativo certificato di abilitazione, idoneità, capacità o formazione professionale, rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici. Tali certificati non possono essere rilasciati ai mutilati e ai minorati fisici.

13. L'annotazione del trasferimento di residenza da uno ad un altro comune o il cambiamento di abitazione nell'ambito dello stesso comune, viene effettuata dal competente ufficio centrale del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici che aggiorna il dato all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. A tale fine, i comuni trasmettono al suddetto ufficio, per via telematica o su supporto magnetico secondo i tracciati record prescritti dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici, notizia dell'avvenuto trasferimento di residenza, nel termine di un mese decorrente dalla data di registrazione della variazione anagrafica (Comma modificato dall'art. 2, D. Lgs. 16 gennaio 2013, n. 2).

14. Chiunque, avendo la materiale disponibilità di un veicolo, lo affida o ne consente la guida a persona che non abbia conseguito la corrispondente patente di guida, o altra abilitazione prevista ai commi 8, 10, 11 e 12, se prescritta, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 389 euro a 1.559 euro (Comma così modificato dall'art. 2, D. Lgs. 16 gennaio 2013, n. 2).

15. Chiunque conduce veicoli senza aver conseguito la corrispondente patente di guida è punito con l'ammenda da 2.257 euro a 9.032 euro; la stessa sanzione si applica ai conducenti che guidano senza patente perché revocata o non rinnovata per mancanza dei requisiti fisici e psichici. Nell'ipotesi di recidiva nel biennio si applica altresì la pena dell'arresto fino ad un anno. Per le violazioni di cui al presente comma è competente il tribunale in composizione monocratica.

15-bis. Il Titolare di patente di guida di categoria A1 che guida veicoli per i quali è richiesta la patente di categoria A2, il titolare di patente di guida di categoria A1 o A2 che guida veicoli per i quali è richiesta la patente di categoria A, ovvero il titolare di patente di guida di categoria B1, C1 o D1 che guida veicoli per i quali è richiesta rispettivamente la patente di categoria B, C o D, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.000 euro a 4.000 euro. Si applica la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida posseduta da quattro a otto mesi, secondo le norme del Capi I, sezione II, del titolo VI (Comma inserito dall'art. 2, D. Lgs. 16 gennaio 2013, n. 2).

16. Fermo restando quando previsto da specifiche disposizioni, chiunque guida veicoli essendo munito della patente di guida ma non di altra abilitazione di cui ai commi 8, 10, 11 e 12, quando prescritta, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 euro a 1.600 euro.

17. Alle violazioni di cui al comma 15 consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi, o in caso di recidiva delle violazioni, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Quando non è possibile disporre il fermo amministrativo o la confisca del veicolo, si applica la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida eventualmente posseduta per un periodo da tre a dodici mesi. Si osservano le norme di cui al capo II, sezione II, del titolo VI.

18. Le violazioni delle disposizioni di cui al comma 16 importano la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per giorni sessanta, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. (Il D. Lgs 18 aprile 2011, n. 59 (in G.U. 30/04/2011, n.99) ha sostituito l'intero art. 116. L' art. 28 dello stesso D. Lgs. dispone che: (Disposizioni di attuazione) 1). Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad eccezione di quelle contenute negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23, nonche' nell'allegato III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B, BE, C, CE, D, DE, KA e KB).

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(1) L'articolo 1, c. 388, L. 24 dicembre 2012, n. 228, ha disposto che le modifiche al c. 3, lett. a), b), c), d), e), h), i), n), e o) dell'art. 116 nel testo sostituito dall'art. 3, D. Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, si applicano a decorrere dal 30 giugno 2013.

 

Data PubblicazioneAggiornamenti all'articolo
15/09/1993 Il DECRETO LEGISLATIVO 10 settembre 1993, n. 360 (in SO n.86, relativo alla G.U. 15/09/1993, n.217) ha disposto (con l'art. 57, comma 1, lettera a)) la modifica dell'art. 116, comma 3; (con l'art. 57, comma 1, lettera b)) la modifica dell'art. 116, comma 5; (con l'art. 57, comma 1, lettera c)) la modifica dell'art. 116, comma 7; (con l'art. 57, comma 1, lettera d)) la modifica dell'art. 116, comma 8; (con l'art. 57, comma 1, lettera e)) la modifica dell'art. 116, comma 12; (con l'art. 57, comma 1, lettera f)) la modifica dell'art. 116, comma 14; (con l'art. 57, comma 1, lettera g)) la modifica dell'art. 116, comma 18.
13/10/1994 Il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 aprile 1994, n. 575 (in G.U. 13/10/1994, n.240) ha disposto (con l'art. 3, comma 1) la modifica dell'art. 116, comma 1; (con l'art. 3, comma 2) la modifica dell'art. 116 comma 2; (con l'art. 3, comma 3) la modifica dell'art. 116 comma 7; (con l'art. 3, comma 4) la modifica dell'art. 116 comma 11; (con l'art. 3, comma 8) la modifica dell'art. 116, comma 17.
13/10/1994 Il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 aprile 1994, n. 575 (in G.U. 13/10/1994, n.240) ha disposto (con l'art. 15, comma 1) l'abrogazione dell'art. 116, comma 16.
01/04/1995 Il DECRETO-LEGGE 1 aprile 1995, n. 98 (in G.U. 01/04/1995, n.77) , convertito con modificazioni dalla L. 30 maggio 1995, n. 204 (in G.U. 30/05/1995, n. 124), ha disposto (con l'art. 9, comma 1) la modifica dell'art. 116, comma 8.
29/06/1995 Il DECRETO-LEGGE 28 giugno 1995, n. 251 (in G.U. 29/06/1995, n.150) , convertito con modificazioni, dalla L. 3 agosto 1995, n. 351 (in G.U. 24/8/1995, n. 197) ha disposto (con l'art. 5, comma 1, lettere a) e b)) la modifica dell'art. 116, comma 8.
27/11/1995 Il DECRETO-LEGGE 25 novembre 1995, n. 501 (in G.U. 27/11/1995, n.277) , convertito con modificazioni dalla L. 5 gennaio 1996, n. 11 (in G.U. 12/1/1996, n. 9), nel modificare l'art. 16, comma 1 del D.P.R. 19 aprile 1994, n. 575 (in G.U. 13/10/1994, n. 240), ha conseguentemente disposto (con l'art. 2, comma 2) la modifica dell'art. 116, commi 1, 2, 7, 11, 16, 17.
15/01/1997 La Corte costituzionale, con sentenza 9 gennaio 1997, n. 3 (in G.U. 15/01/1997 n. 3) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale dell'art. 116, comma 13.
30/12/1997 La LEGGE 27 dicembre 1997, n. 449 (in SO n.255, relativo alla G.U. 30/12/1997, n.302) ha disposto (con l'art. 17, comma 25) la modifica dell'art. 116, comma 11; (con l'art. 17, comma 26) la modifica dell'art. 116, comma 8.
31/12/1999 Il DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 1999, n. 507 (in SO n.233, relativo alla G.U. 31/12/1999, n.306) ha disposto (con l'art. 19, comma 1, lettera a)) la modifica dell'art. 116, comma 13; (con l'art. 19, comma 1, lettera b)) la modifica dell'art. 116, comma 18.
12/02/2002 Il DECRETO LEGISLATIVO 15 gennaio 2002, n. 9 (in SO n.28, relativo alla G.U. 12/02/2002, n.36) ha disposto (con l'art. 6, comma 1, lettera a)) la modifica della rubrica dell'art. 116; (con l'art. 6, comma 1, lettera b)) l'introduzione del comma 1-bis all'art. 116; (con l'art. 6, comma 1, lettera c)) la modifica dell'art. 116, comma 2; (con l'art. 6, comma 1, lettera d)) la modifica dell'art. 116, comma 3; (con l'art. 6, comma 1, lettera e)) la modifica dell'art. 116, comma 5; (con l'art. 6, comma 1, lettera f)) l'introduzione del comma 11-bis all'art. 116; (con l'art. 6, comma 1, lettera h)) la soppressione del comma 14 dell'art. 116 e (con l'art. 6, comma 1, lettera i)) la modifica dell'art. 116, comma 17.
12/02/2002 Il DECRETO LEGISLATIVO 15 gennaio 2002, n. 9 (in SO n.28, relativo alla G.U. 12/02/2002, n.36) ha disposto (con l'art. 18, comma 3)la modifica dell'art. 116, comma 13-bis.
12/02/2002 Il DECRETO LEGISLATIVO 15 gennaio 2002, n. 9 (in SO n.28, relativo alla G.U. 12/02/2002, n.36) ha disposto (con l'art. 17, comma 1, lettera a)) la modifica dell'art. 116, comma 8; (con l'art. 17, comma 1, lettera n)) la modifica dell'art. 116, comma 8, 9, 15; (con l'art. 17, comma 1, lettera o)) la modifica dell'art. 116, commi 1, 2, 7 e 11.
30/06/2003 Il DECRETO-LEGGE 27 giugno 2003, n. 151 (in G.U. 30/06/2003, n.149) , convertito con modificazioni dalla L. 1 agosto 2003, n. 214 (in S.O. n. 133, relativo alla G.U. 12/8/2003, n. 186), ha disposto (con l'art. 2, comma 1, lettera b-bis)) la modifica dell'art. 116, comma 13-bis.
30/06/2003 Il DECRETO-LEGGE 27 giugno 2003, n. 151 (in G.U. 30/06/2003, n.149) , convertito con modificazioni dalla L. 1 agosto 2003, n. 214 (in S.O. n. 133, relativo alla G.U. 12/8/2003, n. 186), ha disposto (con l'art. 2, comma 1, lettera 0a)) l'introduzione del comma 1-ter all'art. 116; (con l'art. 2, comma 1, lettera a)) la modifica dell'art. 116, comma 8; (con l'art. 2, comma 1, lettera b)) l'introduzione del comma 8-bis all'art. 116; nel modificare l'art. 6, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 (in S.O. n. 28, relativo alla G.U. 12/02/2002, n.36), ha conseguentemente disposto (con l'art. 7, comma 2) la modifica dell'art. 116, comma 2.
30/06/2003 Il DECRETO-LEGGE 27 giugno 2003, n. 151 (in G.U. 30/06/2003, n.149) , convertito con modificazioni dalla L. 1 agosto 2003, n. 214 (in S.O. n. 133, relativo alla G.U. 12/8/2003, n. 186), nel modificare l'art. 18, comma 3 del D.Lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 (in S.O. n. 28, relativo alla G.U. 12/02/2002, n.36), ha conseguentemente disposto (con l'art. 7, comma 5) la modifica dell'art. 116, comma 13-bis.
01/07/2005 Il DECRETO-LEGGE 30 giugno 2005, n. 115 (in G.U. 01/07/2005, n.151) , convertito con modificazioni dalla L. 17 agosto 2005, n. 168 (in G.U. 22/8/2005, n. 194) ha disposto (con l'art. 5, comma 1, lettera a)) la modifica dell'art. 116, comma 1-ter; (con l'art. 5, comma 1, lettera b)) l'introduzione dei commi 1-quater e 1-quinquies all'art. 116; (con l'art. 5, comma 1, lettera c)) la modifica dell'art. 116, comma 12 e (con l'art. 5, comma 1, lettera d)) la modifica dell'art. 116, comma 13-bis.
09/01/2006 Il DECRETO LEGISLATIVO 21 novembre 2005, n. 286 (in G.U. 09/01/2006, n.6) ha disposto (con l'art. 14, comma 2) la modifica dell'art. 116, comma 15.
04/08/2007 Il DECRETO-LEGGE 3 agosto 2007, n. 117 (in G.U. 04/08/2007, n.180) , convertito con modificazioni dalla L. 2 ottobre 2007, n. 160 (in G.U. 3/10/2007, n. 230) ha disposto (con l'art. 1, comma 1) la modifica dell'art. 116, comma 13.
31/12/2007 Il DECRETO-LEGGE 31 dicembre 2007, n. 248 (in G.U. 31/12/2007, n.302) , convertito con modificazioni dalla L. 28 febbraio 2008, n. 31 (in S.O. n. 47/L, relativo alla G.U. 29/2/2008, n. 51), ha disposto (con l'art. 22-bis, comma 1) la modifica dell'art. 116, comma 1-quater.
24/07/2009 La LEGGE 15 luglio 2009, n. 94 (in SO n.128, relativo alla G.U. 24/07/2009, n.170) ha disposto (con l'art. 3, comma 49) la modifica dell'art. 116, comma 1-quater.
29/07/2010 La LEGGE 29 luglio 2010, n. 120 (in SO n.171, relativo alla G.U. 29/07/2010, n.175) , nel modificare l'art. 22, comma 7-bis del D.Lgs. 21 novembre 2005, n. 286 (in G.U. 9/1/2006, n. 6) ha conseguentemente disposto (con l'art. 51, comma 1, lettera c)) la modifica dell'art. 116, comma 6.
29/07/2010 La LEGGE 29 luglio 2010, n. 120 (in SO n.171, relativo alla G.U. 29/07/2010, n.175) ha disposto (con l'art. 17, commi 1, lettere a), b) e c) e 2) la modifica dell'art. 116, comma 11-bis.
30/04/2011 Il DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2011, n. 59 (in G.U. 30/04/2011, n.99) ha disposto (con l'art. 22, comma 1) la modifica dell'art. 116, comma 3.
30/04/2011 Il DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2011, n. 59 (in G.U. 30/04/2011, n.99) ha disposto (con l'art. 3, comma 1) la modifica dell'art. 116.
30/04/2011 Il DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2011, n. 59 (in G.U. 30/04/2011, n.99) ha disposto (con l'art. 28, comma 1) la modifica dell'art. 116.
29/12/2012 La LEGGE 24 dicembre 2012, n. 228 (in SO n.212, relativo alla G.U. 29/12/2012, n.302) nel modificare l'art. 28, comma 1 del D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 (in G.U. 30/4/2011, n. 99) ha conseguentemente disposto (con l'art. 1, comma 388) la modifica dell'art. 116, comma 3,lettere a), b), c), d), e), h), i), n) ed o).
18/01/2013 Il DECRETO LEGISLATIVO 16 gennaio 2013, n. 2 (in G.U. 18/01/2013, n.15) , nel modificare l'art. 22, comma 1 del D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 (in G.U. 30/4/2011, n. 99), ha conseguentemente disposto (con l'art. 10, comma 1) la modifica dell'art. 116, comma 3.
18/01/2013 Il DECRETO LEGISLATIVO 16 gennaio 2013, n. 2 (in G.U. 18/01/2013, n.15) , nel modificare l'art. 3, comma 1 del D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 (in G.U. 30/4/2011, n. 99), ha conseguentemente disposto (con l'art. 2, comma 1, lettera a)) la modifica dell'art. 116, comma 3; (con l'art. 2, comma 1, lettera b)) la modifica dell'art. 116, comma 13; (con l'art. 2, comma 1, lettera c)) la modifica dell'art. 116, commi 14; (con l'art. 2, comma 1, lettera d)) l'introduzione del comma 15-bis all'art. 116.

Note:

Si riporta l'art. Art. 22 Disposizioni in materia del modello di patente del D. Lgs. 16 gennaio 2013, n. 2:

1.   II modello di patente di guida, di cui all'articolo 116, comma 3, Codice della strada, come modificato dall'articolo 3, comma 1, del presente decreto, è conforme al modello UE di cui all'allegato I. La sigla distintiva delle patenti rilasciate dallo Stato italiano figura, sulle stesse, in un rettangolo di colore blu ed è circondata da dodici stelle gialle. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti il Ministro dell'interno e il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, possono essere apportate, previo accordo con la Commissione europea, eventuali modifiche al predetto modello, ivi comprese quelle necessarie per l'elaborazione elettronica della patente di guida.

2.   Lo Stato italiano adotta tutte le disposizioni utili per evitare rischi di falsificazione delle patenti di guida. Il materiale usato per le patenti di guida deve essere protetto contro le falsificazioni in applicazione delle specifiche disposizioni integrative, che saranno adottate dal Consiglio dell'Unione europea, intese a modificare elementi non essenziali di cui alla direttiva 2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, concernente le patenti di guida. Lo Stato italiano può introdurre elementi di sicurezza aggiuntivi.

3.   Per le finalità di cui al comma 2 e previa adozione di specifiche disposizioni da parte della Commissione dell'Unione europea, lo Stato italiano, fatte salve le norme relative alla protezione dei dati, può inserire un supporto di memorizzazione - microchip - nelle patenti di guida, contenente i dati armonizzati delle stesse, riportati nel modello di cui all'allegato I del presente decreto. Tale supporto di memorizzazione sarà soggetto ad omologazione CE, subordinata alla dimostrazione della capacità dello stesso di resistere ai tentativi di manipolazione ed alterazione dei dati. In ogni caso, la presenza del microchip non è un presupposto per la validità della patente. Lo smarrimento, l'illeggibilità o qualunque altro danneggiamento dello stesso non incidono sulla validità del documento.

4. Alla copertura degli eventuali nuovi o maggiori oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo si prowede mediante corrispondente revisione delle tariffe applicabili alle operazioni in materia di motorizzazione di cui al punto 1 della tabella 3 della legge 1° dicembre 1986, n. 870.

 

D. Lgs. 28 aprile 2011, n. 59

Il decreto legislativo n. 59/2011 e successive modificazioni ed integrazioni, ha dato attuazione nell'ordinamento italiano alle disposizioni della direttiva comunitaria n. 20061126/CE in materia di patenti di guida.

L'attuazione della citata direttiva ha determinato anche la modifica di numerose norme del titolo IV del Codice della Strada, il cui testo coordinato si allega alla presente , per immediata consultazione (All. 1).

(Le precedenti direttive di settore erano state recepite con regolamenti ministeriali. L'ultimo di essi - il Decreto del Ministro delle infrastrutture e dci trasporti 30 settembre 2003, n. 40T (abrogato dal D.L.vo n.59/20 11), recante "Disposizioni in materia di patenti di guida e recepirnento della direttiva 2000/56/CE" - di ratto sostituiva, grazie alla natura di norma di recepimento di diritto comunitario, ampia parte delle disposizioni del titolo IV del Codice della Strada, la cui lettura restava cosi inadeguata - se non poco coordi nata

- con quella del predetto decreto. L'occasione del recepimenlo della direttiva 2006/l26/CE, con adeguato strumento normativa, ha così reso possibile aggiomare il lesto del titolo IV del Codice della strada, sì da offrire una disciplina confanne al diritto comunitario e soprattutto aggiomata alle numerose novità introdotte dallo stesso e non presenti nel Codice stesso. Tuttavia, l' art 24 del D.L.va Il.59/2011 prescrive, come peraltro già previsto dall 'articolo 229 C.d. S., che - salvo che non sia diversamente disposto da leggi comunitarie - le direttive che modificano gli allegati sono recepite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti i Ministri eventualmente interessati; specifica altresì che, con riferimento ai requisiti dell 'esame di idoncità alla guida nonché a quclli psico-fisici. è fatta salva la possibilità di una normativa interna più rigorosa rispetto a quelli minimi posti negli allegali Il e III).

l) Il decreto legislativo n. 2/2013 del 16.1.2013 reca disposizioni integrative c correttive del D.L.vo n.59/2011 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 15 del 18 gennaio 2013.

Le predette disposizioni hanno, inoltre, modificato alcune norme del D.L.vo n. 286/2005 in materia di qualificazione professionale del conducente, il cui testo coordinato è allegato alla presente (All.2).

La nuova normativa, che è entrata in vigore in larga misura, dal 19 gennaio 2013, ed integralmente sarà vigente dal 2 febbraio 2013, reca di verse disposizioni di particolare interesse per l'attività delle Forze di Polizia, che di seguito si espongono, unitamente alle prime linee di indirizzo applicativo.

 

NUOVA PATENTE UE (Art. 116 Cd.S.)

Come era già previsto dalle Direttive Comunitarie in materia, l'art. 116, comma 7, C.d. S., stabilisce che nessuno può essere titolare di più di una patente di guida rilasciata da uno Stato membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo.

Da tale principio, conformemente alle indicazioni già fomite con la nota di questa Direzione, prot. n.300/A/I 044 1/09/111/84/2/34 del 20.08.2009, che si allega alla presente per immediata consultazione (Al1.3), discende la conseguenza che, quando è accertato che un conducente è in possesso di due patenti di guida comunitarie, è necessario procedere ai ritiro della patente ottenuta più di recente.

Nuove categorie di patenti (Art. 116 Cd.S.)

L'art. 116 CDS è stato integralmente sostituito e riscritto, in modo da annonizzare le categorie di patenti ivi indicate con quelle previste dalla direttiva 2006/126/CE. Sul tema. il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi Informativi e Statistici, con la citata nota prot. n. 1403 del 16 gennaio 2013, ha fornito indicazioni dettagliate alle quali si rinvia per ogni utile approfondimento (All. 4) In particolare, si segnala che:

• è stata introdotta la patente AM, necessaria per la conduzione di tutti I ciclomotori;

• è stata introdotta la patente di categoria A2 e sono state rimodulate, di conseguenza, le categorie Al e A già previste;

• sono state reintrodotte le patenti di categoria BI, C l e D l.

Per effetto delle modifiche indicate, in Italia, come accade per tutti i paesi dell'UE, sono presenti 15 categorie di abilitazioni alla guida, ciascuna autonoma e, di norma, conseguita mediante esame specifico su un veicolo tecnicamente corrispondente a quelli che la patente abilita a condurre. Ai veicoli che ciascuna patente UE abilita a condurre in tutto il territorio dell 'Unione, devono essere aggiunti, solo per il territorio nazionale, i veicoli indicati dall'art. 125, comma 2, lett. h), C.d.S.

Per immediata evidenza dei veicoli che ciascuna patente consente di guidare nel nostro Paese, si allega una tabella riepilogativa (All.5) che è stata redatta tenendo conto delle indicazioni fornite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi Informativi e Statistici con la nota già citata del 16 gennaio 2013.

Il nuovo modello di patente UE rilasciato in Italia per le patenti rilasciate dal 19.1.2013, si presenta nel formato card, secondo il modello allegato (All.6), ed è dotato di più idonei strumenti antifalsificazione (L'art. 22 dci D.Lgs. 59/2011, che definisce il modello di patente di guida comunitaria, fornisce disposizioni al fine di evitare rischi di falsificazione delle patenti di guida e per inserire un supporto di memorizzazione ~ microehip ~ nelle patenti di guida, contenente i dati armonizz:lti delle stesse. Con il D.M. 28 novembre 2012 (G.U. n. 289 del 12.12.2012) "Disposizioni in maleria di caratteristiche di sicurezza aggiulltive delle patemi di guida" sono state determinate le caratteristiche aggiuntive delle patenti di guida, conformi al modello armonizzato in ambito UE e SEE da rilasciarsi a decorrere dal 19 gennaio 2013. Tali documenti recano le seguenti caratteristiche di sicurezza aggiuntive:

a) ologramma su misura;

b) inchiostro fluorescente a raggi UV, visibile e trasparente;

c) caratteri, simboli e motivi riconoscibili al tatto;

d) inchiostri a variazione cromatica.

La patente, che sarà stampata con tecnologie di incisione laser, nella prima fase di applicazione prevederà la consegna senza la stampa della firma dell'interessato che sarà apposta sul documento stampato con penne ad inchiostro indclebile. Successivamente, anche la firma dell'interessato sarà stampata sul documento con le stesse tecniche).

Patenti speciali (Art. 116)

Per quanto riguarda le patenti rilasciate ai mutilati ed ai minorati fisici, mentre si segnala che è stata prevista la possibilità di rilasciare loro tutte le patenti di guida previste dall'art. 116 C.d.S., eccetto quelle di categoria BE, C l E, CE, D l E e DE, si segnala che:

a) ai titolari di patente C l e C speciale è stato concesso di condurre i veicoli che richiedono la CQC, previo conseguimento dell 'abilitazione stessa;

b) è stato rimosso il divieto di guida di veicoli che trasportano merci pericolose, per i quali non è richiesto il possesso del certificato di formazione professionale (CFP) che era previsto dalla precedente formulazione dell 'art. 116, comma 5, C.d.S. Resta, invece, il divieto di guida dei veicoli che richiedono il CFP, che non può essere rilasciato ai conducenti titolari di patenti speciali;

c) ai titolari di patente A l, A2, A, BI o B speciali è consentito guidare veicoli per noleggio con conducente o in servizio di piazza, previo conseguimento del necessario certificato di abilitazione professionale.

 Eliminazione dell'indicazione della residenza sulla patente (art. 116 C.d.S)

Per effetto della modifica dell'art. 116, comma 13, C.d.S., sulla nuova patente di guida è stata eliminata l'indicazione della residenza del titolare. Tuttavia, tale dato continuerà a figurare comunque nell'archivio degli abilitati alla guida di cui all'art. 226 C.d.S. e sarà aggiornato sulla base delle comunicazioni da parte dei Comuni, a seguito della dichiarazione resa dal titolare di patente in occasione del cambio di residenza.

Anche per le patenti rilasciate prima della data di entrata in vigore delle nuove norme, è sospesa la stampa di fustelle adesive di aggiornamento.

In conseguenza della mancanza della residenza o del suo aggiornamento sulla patente, se il titolare è sprovvisto di altro documento dal quale risulti tale infonnazione, è necessario compiere le opportune verifiche nell'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida di cui all'art. 226, comma lO, C.d.S. [nfatti, alla luce delle modifiche introdotte dalla nuova formulazione dell'art. 116, comma 13, C.d.S., in ogni caso di dubbio circa la residenza del titolare di patente, ai fini della notificazione del verbale di contestazione e di ogni altro atto ad esso conseguente, fa fede la residenza riportata nella citata anagrafe degli abilitati alla guida di cui all'art. 226 C.d.S.

Nonostante la mancanza di tale informazione, si precisa che la patente di guida rilasciata in Italia continua a mantenere, sul territorio nazionale, la natura di documento di identità personale.

Sanzioni per guida senza patente (art. 116 C.d.S.)

La rifonnulazione dell'art. 116 C.d.S., ha comportato anche la completa riscrittura del regime sanzionatorio, relativo alla conduzione dei veicoli senza aver conseguito la patente di guida. In ragione di tale modifica, le disposizioni dell'art. 116, comma 15, C.d.S. (reato di guida senza patente), trovano applicazione nei seguenti casi di guida di veicoli che richiedono la patente:

    a) senza mai averla conseguita. Tale violazione, per effetto della previsione della nuova patente AM, è estesa anche alla guida di ciclomotori senza aver mai conseguito una patente di guida o un CIGC.

    b) quando la patente stessa sia stata revocata. Affinché il reato sia consumato occorre, tuttavia, che il provvedimento di revoca sia stato già notificato all' interessato;

    c) quando il titolare di patente sia stato giudicato permanentemente inidoneo alla guida dalla Commissione Medica Locale per sopravvenuta mancanza dei requisiti fisici o psichici richiesti di cui all 'art. 119 C.d.S. li reato è commesso da chiunque guida dopo l'esito negativo della visita medica, anche se non è stato ancora emesso nei sui confronti un fannale provvedimento di revoca;

    d) quando la patente richiesta per tale veicolo è diversa da quella posseduta.

Nel caso sub d), tuttavia, occorre distinguere, ai fini dell'applicazione delle sanzioni, quando ricorre il reato l'art. 115, comma 15, C.d.S. da quando si realizza, uno dei seguenti casi, meno gravi, in cui ricorre l'illecito amministrativo di cui all'art. 116, comma 15-bis, C.d.S.:

    • il titolare di patente di guida di categoria AI guida veicoli per i quali è richiesta la patente di categoria A2,

    • il titolare di patente di guida di categoria AI o A2 che guida veicoli per i quali è richiesta la patente di categoria A,

    • il titolare di patente di guida di categoria BI, C 1 o D 1 che guida veicoli per i quali è richiesta rispettivamente la patente di categoria B, C o O.

Pur in assenza di una specifica previsione nonnativa all'interno dell'art. 116, comma 15-bis, C.d. S., la stessa sanzione amministrativa trova applicazione anche nel caso i cui un titolare di patente delle categorie B, Cl, C, DI, D, BE, CIE, CE, DE guida un motoveicolo per il quale è richiesta la patente di categoria A2 o A. Infatti, secondo le disposizioni dell'art. 125 C.d. S., chi è titolare delle predette patenti, nel territorio italiano, possiede anche l'abilitazione per condurre i veicoli della categoria Al.

Ricorre, invece, l'illecito penale di cui all'art. 116, comma 15, C.d.S., in tutti gli altri casi di guida di un veicolo diverso da quello che abilita a condurre la patente posseduta.

Il reato di cui al comma 15 dell'art. 116 C.d.S. è di competenza del tribunale in composizione monocratica. Come disposto dal comma 17 dell'art. 116 C.d.S., all'accertamento del reato consegue l'applicazione del fenno amministrativo del veicolo, secondo le procedure dell'art. 224-ter C.d.S. In caso di recidiva, la cui valutazione deve essere compiuta sulla base dei principi dell'art. 99 c.p. e, quindi, dopo che il primo reato sia stato giudicato con sentenza definitiva, è disposto il sequestro e la confisca  anuninistrativa del veicolo, salvo che appartenga a persona estranea al reato. Anche per tali misure, si applicano le procedure di cui all'art. 224-ter C.d.S.

Quando non sia possibile disporre il fermo amministrativo o la confisca del veicolo, si applica la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida eventualmente posseduta per un periodo da tre a dodici mesi.

Quando il reato è commesso con un ciclomotore o con un motoveicolo, invece, continuano ad essere applicabili, anche al di fuori dei casi di recidiva biennale, le disposizioni dell'art. 213, comma 2-sexies, C.d.S. che prevedono il sequestro e la confisca amministrativa del veicolo, salvo che appartenga a persona estranea al reato. Anche per tali misure, trovano applicazione le disposizioni dell'art. 224-ter C.d.S.

L'incauto affidamento di cui all'articolo 116, comma 14, C.d.S. trova applicazione in tutte le ipotesi di guida con patente non corrispondente di cui ai commi 15 e 15-bis del medesimo articolo.

Patenti conseguite con veicoli con cambio automatico.

Secondo le disposizioni dell'art. 116, comma 5 C.d.S., la patente di guida conseguita sostenendo la prova pratica su veicolo munito di cambio di velocità automatico consente di condurre solo veicoli muniti di tale tipo di cambio. Per veicolo dotato di cambio automatico si intende un veicolo nel quale non è presente il pedale della frizione o la leva manuale per la frizione. Sulle patenti rilasciate nelle predette condizioni, nel campo 12, accanto alla categoria a cui la limitazione si riferisce, viene apposto il codice 78, armonizzato in ambito UE (cfr. par. 7.3).

Nonostante la guida di un veicolo con cambio manuale, da parte di un conducente munito di patente con tale codice armonizzato, non sia lecita in base alle disposizioni sopraindicate, si ritiene che non  possa essere oggetto di sanzione né amministrativa, né penale.

Infatti, mentre non può trovare applicazione l'apparato sanzionatorio dell 'art. 116 Cd.S., giacché il conducente è titolare della patente di categoria corrispondente al veicolo che conduce, non possono essere applicate neanche le disposizioni dell'art. 125 C.d.S., che, pur indicando la sanzione per chi conduce un veicolo in violazione delle prescrizioni imposte dai codici riportati sulla patente, non prevede sanzioni per la violazione di codici amministrativi, tra i quali, secondo la tabella allegata al D.L.vo n. 59/2011, è collocato anche il predetto codice armonizzato 78.

Traino di rimorchi massa complessiva superiore a 750 Kg con la patente B

Una novità dell'art.I 16 C.d.S. riguarda il traino di rimorchi di massa superiore a 750 kg da parte di un conducente titolare di patente di categoria B, quando il complesso formato da lma motrice con massa massima autorizzata non superiore a 3.500 kg ed il predetto rimorchio, superi la massa massima autorizzata di 3.500 Kg. Dal 19.1.2013 tale possibilità è riservata ai titolari di patente B, anche conseguita in precedenza, alle seguenti condizioni:

    • il superamento di una specifica prova pratica di guida, a seguito del quale avverrà l'iscrizione sulla patente di guida del codice annonizzato "96";

    • la guida un veicolo complesso di massa massima autorizzata non superiore a 4.250 kg.

Qualora il complesso, invece, superi la di massa massima autorizzata di 4.250 kg, occorre aver conseguito la patente BE (se il rimorchio ha massa fino a 3,5 t) o la patente C I E (se il rimorchio ha massa superiore a 3,5 t).

La conduzione di complessi veicolari sopraindicati senza aver sostenuto il relativo esame pratico di guida (codice 961, ovvero senza essere titolari di patente BE, C IE, CE, D IE o DE comporta  l'applicazione delle sanzioni per guida senza patente corrispondente di cui all'art. 116, commi 15 e 17, C.d.S.

REGIME TRANSITORIO

L ·art. 25 del D.Lgs. n.59/2011 reca disposizioni transitorie e con riferimento ai diritti acquisiti da titolari di patenti, conseguite in Italia fino al 18 gennaio 2013, fa rinvio ad un apposito allegato VB, recante le tabelle di equipollenza.

Regime transitorio: patenti di guida

Le patenti conseguite prima del 19.1.2013 continuano ad avere la loro piena efficacia e consentiranno ai loro titolari di guidare tutti i veicoli che abilitavano a condurre al momento del loro rilascio.

Sull'argomento, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi Tnfonnativi e Statistici, con la nota prot. n. 1403 del 16 gennaio 2013, ha fornito dettagliate indicazioni operative ai propri Uffici, il cui contenuto ha una significativa rilevanza anche per gli organi di polizia preposti ai controlli ed alla quale si rinvia per ogni chiarimento.

Allo scopo di rendere più agevole l'attività di controllo, è stata redatta l'allegata tabella riepilogativa (All. 10) nella quale, in base alla data di conseguimento della patente, si individuano i veicoli che possono essere condotti sul territorio nazionale.

Per quanto riguarda i profili più specificamente collegati ali 'applicazione delle sanzioni, si segnala che la guida di alcuni veicoli, ferma restando la loro illiceità, soprattutto per i correlati profili penali, assicurativi e civilistici, non trovano più una propria sanzione nella normativa vigente. In particolare, non può essere oggetto di sanzione:

    a) la guida di motocicli con potenza netta superi re a 25 Kw e rapporto potenza/massa superiore a 0,16 Kw/Kg da parte di conducenti che, alla data del 19.1.2013, hanno conseguito la patente A con accesso graduale da meno di 2 anni o che hanno meno di 21 anni;

    b) la guida di autocarri con massa superiore a 7,5 t, da parte di conducente di età inferiore a 21 anni che, alla data del 19.1.2013 ha conseguito la patente di categoria C ma non ha la CQC.

Regime transitorio: CIGC e guida di ciclomotori

Dalla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni, sono abrogate tutte le disposizioni riguardanti il CIGC che, di conseguenza, non viene più rilasciato. Come precisato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi Informativi e Statistici, con la nota prot. n. 1403 del 16 gennaio 2013, che si allega per ogni utilità (AlI. I I), per il rilascio della nuova patente AM è prevista una nuova procedura d'esame teorico-pratico.

I certificati di idoneità alla guida conseguiti prima del 19.1.2013, continuano a conservare la loro piena efficacia fino alla naturale scadenza di validità. In caso di smarrimento, furto, distruzione o deterioramento, tuttavia, non potrà essere più stampato un duplicato e, di conseguenza, al titolare sarà consegnata una patente di categoria AM.

Per espressa previsione normativa, dalla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni, sul territorio nazionale, (art.25 D.Lgs. n.59/2011) i CIGC già rilasciati equivalgono, di diritto, alle patenti AM. Tale espressa equivalenza, induce a ritenere che, a decorrere dalla predetta data, ai titolari di CIOC si applichino, in modo integrale, tutte le norme riguardanti le palenti di guida ed il relativo apparato sanzionatorio. Ciò significa che, dal 19.1.2013, nei confronti dei titolari di CIGC:

    • si applica il raddoppio dei punti se il titolo abilitativo è stato conseguito da meno di 3 anni;

    • può essere disposta la revisione nei casi previsti dall'art. 128 C.d.S. ed in ogni caso in caso di accertamento degli illeciti di cui agli artt. 186 (guida in stato di ebbrezza) e 187 C.d.S. (guida in stato di alterazione dopo aver assunto stupefacenti);

    • si applicano sospensione, revoca, ritiro ed ogni altro provvedimento riferibile alla patente di guida;

Naturalmente, in conformità alle disposizioni generali della L. 689/1981, la decurtazione dei punti e l'applicazione di sanzioni accessorie riferibili alla patente di guida è possibile solo se il conducente è maggiorenne al momento della commissione dell'illecito.

Per effetto della completa riscrittura dell'art.116 C.d. S., è stata esclusa la possibilità di conduzione di ciclomotori in caso di sospensione della patente per violazione dell'art. 142, comma 9, C.d. S., già prevista dalla precedente formulazione dell'art. 116 C.d.S.

In caso di circolazione durante il periodo di sospensione della patente o del CrGC con un ciclomotore, perciò, trovano applicazione le sanzioni previste dall'art. 218, comma 6, C.d.S., con la conseguente revoca dell'abilitazione alla guida.

Regime transitorio per la guida di motocicli.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi Informativi e Statistici, con la nota prot. n. 1403 del 16 gennaio 2013 ha fornito ai propri uffici una tabella di equipollenza tra vecchie e nuove categorie di abilitazioni alla guida per consentire agli Uffici stessi di procedere alla stampa dei nuovi documenti di guida nei confronti dei soggetti già titolari di patente alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni e ciò allo scopo di consentire loro di conservare il diritto di guidare i veicoli che la patente posseduta in precedenza abilitava a condurre.

Nel rinviare alla tabella allegata a tale circolare per ogni utile approfondimento, si richiama l'attenzione, in particolare, sulla tematica relativa alla guida dei motocicli da parte di titolari di patente di categoria A o B conseguita tra il 1.1.1986 e il 26.4.1988. Tali conducenti, infatti, hanno la possibilità di guidare i motocicli solo sul territorio nazionale.

In occasione del rinnovo o del rilascio di un duplicato di patente di nuovo tipo, non saranno più espressamente indicate le categorie A l, A2 o A ma, in ogni caso, i predetti titolari conserveranno la possibilità di condurre tutti i motoveicoli senza limiti su territorio nazionale. Le nuove patenti rilasciati a costoro, allo scopo di garantire l'esercizio del diritto di guida già acquisito, recheranno, nel campo 9 della patente, una lettera "a" minuscola. Tale codifica, avrà l'effetto di documentare la possibilità di guida, solo sul territorio nazionale, di tutti i motoveicoli, compresi i quadricicli di cui alla nuova categoria BI, che, come per le altre abilitazioni richiamate, non sarà espressamente indicata sul nuovo documento.

QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE DEI CONDUCENTI (D.Lgs.n. 286/2005)

Il D.Lgs. n.59/2011 e il relativo provvedimento correttivo del 16.1.2013, hanno modificato anche alcune disposizioni del D.Lgs. n.286/2005 in materia di qualificazione professionale dei conducenti adibiti alla guida di veicolo commerciali pesanti.

Nuove modalità di documentazione della qualificazione professionale (art. 22 D.Lgs.  n. 286/2005)

Per quanto attiene agli aspetti di immediata competenza degli organi di polizia stradale, si segnala che l'art. 22 del D.L.vo n.286/2005 è stato modificato in modo da prevedere che il possesso della  qualificazione iniziale e della formazione periodica, oggi documentate dalla carta di qualificazione del conducente (CQC), siano comprovate mediante l'apposizione sulla patente di guida italiana del codice UE annonizzato "95", secondo le seguenti modalità:

    a) se il conducente ha conseguito la carta di qualificazione del conducente per il trasporto di cose, in corrispondenza della categoria di patente di guida C I, C, C l E ovvero CE posseduta dal conducente, è indicato il codice unionale armonizzato 95 e la data di scadenza della qualificazione iniziale ovvero della formazione periodica.

    b) se il conducente ha conseguito la carta di qualificazione del conducente per il trasporto di persone, in corrispondenza della categoria di patente di guida D I, D, D l E ovvero DE posseduta dal conducente, deve essere indicato il codice unionale armonizzato 95 e la data di scadenza di validità della qualificazione iniziale ovvero della formazione periodica.

Le nuove modalità di documentazione della qualificazione iniziale o periodica, che saranno rese operative sulle nuove patenti rilasciate dopo novanta giorni dali 'entrata in vigore del D.L.vo n.2/2013, si applicheranno solo a coloro che, titolari di patente rilasciata in Italia, ottengono per la  prima volta la qualificazione professionale ovvero procedono al rinnovo della validità della CQC, rilasciata in precedenza o richiedono un duplicato della stessa per furto, distruzione, deterioramento, ecc.

Ai conducenti titolari di patenti di guida rilasciate da altri Stati membri dell'Unione ovvero di patenti estere, che chiedono il riconoscimento della qualificazione professionale in Italia, invece, continuerà ad essere rilasciata la carta di qualificazione del conducente in fonnato card, confonne all'allegato II del D.Lgs. n.286/2005.

Decurtazione dei punti per violazioni commesse da conducenti di veicoli che richiedono qualificazione professionale

Le nuove disposizioni in materia di documentazione della qualificazione professionale non hanno alcuna incidenza sulle nonne riguardanti la decurtazione dei punti sull'attestazione della qualificazione professionale per le violazioni commesse da conducenti di veicoli che richiedono tale qualificazione professionale.

Infatti, quando ricorrono tali condizioni, i conducenti dei veicoli per cui è richiesta la CQC continueranno comunque a subire la decurtazione dei punti sulla qualificazione professionale e non sulla patente di guida posseduta.

Le modalità di comunicazione ali 'anagrafe degli abilitati alla guida delle violazioni che prevedono la decurtazione dei punti, nel caso in cui il conducente sia titolare di una patente con codice unionale "95", saranno oggetto di specifiche disposizioni operative, che si fa riserva di fornire appena saranno raggiunte le necessarie intese con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici.

LE NUOVE REGOLE

- È tornato ad essere reato guidare senza aver conseguito la patente ovvero quando la patente è stata revocata o non è stata rinnovata per mancanza di requisiti.

- Per il reato è prevista una sanzione pecuniaria (ammenda da euro 2.257,00 a euro 9.032,00) e il fermo amministrativo del veicolo per 3 mesi.

- Se il reato è commesso per più di una volta in biennio, si applica una pena detentiva (arresto fino ad un anno) e la confisca del veicolo.

- Competente a giudicare è il Tribunale in composizione monocratica.

- Il veicolo condotto dalla persona sprovvista di patente o con patente revocata o non rinnovata può essere sequestrato dagli operatori di polizia che hanno accertato il reato [Al momento dell’accertamento del reato, si procede, ove ricorrano le condizioni ed i presupposti, al sequestro preventivo del veicolo ai sensi dell’art. 321 c.p.p. Il sequestro preventivo, che è finalizzato ad impedire che il comportamento costituente reato (guida senza patente) sia ulteriormente protratto nel tempo, non è necessario se il veicolo può essere affidato ad altra persona idonea (munita di patente) che sia prontamente reperibile subito dopo l’accertamento ovvero nel caso in cui il contravventore faccia intervenire, a proprie spese, un mezzo di soccorso o di trasporto, al conducente del quale il veicolo è affidato con l’incarico di trasportarlo nel luogo di residenza o di abituale stazionamento].


COSA È CAMBIATO

- Il fatto da illecito amministrativo è stato trasformato di nuovo in reato come era prima del 1999; la competenza a giudicare è stata attribuita al Tribunale (mentre prima del 1999 era del Giudice di pace);

- le sanzioni accessorie (fermo del veicolo o, in caso di reiterazione, la confisca) sono disposte dal giudice con la sentenza di condanna. Non si applicano perciò le disposizioni procedurali dell’art. 214 del Codice della strada relative alla possibilità, per l’operatore di Polizia, di sottoporre a fermo il veicolo al momento dell’accertamento [Le disposizioni dell’art. 214 del Codice della strada sono infatti collocate nel Capo I, Sezione I, del Titolo VI, che si riferisce unicamente agli illeciti amministrativi. Del resto, la procedura di applicazione del fermo amministrativo del veicolo prevista dalle citate disposizioni non è compatibile con l’accertamento del reato che compete al giudice ed al quale, solo con la sentenza di condanna, spetta il compito di disporre l’applicazione di pene e di sanzioni accessorie]. 

D.Lgs. 18-4-2011 n. 59. Attuazione delle direttive 2006/126/CE e 2009/113/CE concernenti la patente di guida. (Gazz. Uff. 30 aprile 2011, n. 99).

Allegato I (1)
DISPOSIZIONI RELATIVE AL MODELLO UE DI PATENTE DI GUIDA

1. Le caratteristiche fisiche della scheda del modello UE di patente di guida sono conformi alle norme ISO 7810 e ISO 7816-1.

La scheda è fabbricata in policarbonato.

I metodi per la verifica delle caratteristiche delle patenti di guida, destinati a garantire la loro conformità alle norme internazionali, sono conformi alla norma ISO 10373.

2. Elementi fisici di sicurezza della patente di guida La sicurezza fisica della patente di guida è minacciata da:

- produzione di schede false: creando un nuovo oggetto molto somigliante al documento, sia ex novo, sia copiando un documento originale;

- contraffazione: modificando le proprietà di un documento originale, ad esempio modificando alcuni dei dati impressi sullo stesso.

La sicurezza globale risiede nel sistema nella sua interezza, che consiste nel processo applicativo, nella trasmissione dei dati, nel materiale costitutivo della scheda, nella tecnica di stampa, in una serie minima di varie caratteristiche di sicurezza e nel processo di personalizzazione.

a) Il materiale utilizzato per le patenti di guida deve essere protetto contro le falsificazioni servendosi delle seguenti tecniche:

- schede insensibili ai raggi UV;

- fondo arabescato di sicurezza, concepito per resistere alla contraffazione mediante scansione, stampa o copia, che utilizzi una stampa a iride con inchiostri multicolori di sicurezza e un'arabescatura positiva e negativa. Il motivo non deve essere composto dei colori primari (CMYK), deve contenere disegni arabescati complessi in almeno due colori speciali e deve includere una microstampa;

- elementi variabili ottici che offrano un'adeguata protezione contro la copiatura e la manomissione della fotografia;

- incisione al laser;

- nell'area occupata dalla fotografia, gli elementi grafici dello sfondo di sicurezza e la fotografia stessa dovrebbero sovrapporsi almeno sul bordo di quest'ultima (motivo sfumato).

b) Inoltre, il materiale utilizzato per le patenti di guida deve essere protetto contro le falsificazioni utilizzando almeno tre delle seguenti tecniche (caratteristiche di sicurezza aggiuntive), definite con il decreto di cui all'articolo 22, comma 1, del presente decreto legislativo:

- inchiostri a variazione cromatica,

- inchiostro termocromatico,

- ologrammi su misura,

- immagini variabili incise al laser,

- inchiostro fluorescente a raggi UV, visibile e trasparente,

- stampa iridescente,

- filigrana digitale sullo sfondo,

- pigmenti infrarossi o fosforescenti,

- caratteri, simboli o motivi riconoscibili al tatto.

3. La patente si compone di due facciate:

La pagina 1 contiene:

a) la dicitura «patente di guida» stampata in carattere maiuscolo e grassetto;

b) la dicitura «Repubblica italiana» stampata in carattere maiuscolo e grassetto.

Con il decreto di cui all'articolo 22, comma 1, del presente decreto legislativo, può essere disposto che le suddette diciture siano altresì stampate, per gli uffici appartenenti ad ambiti territoriali ai quali è riconosciuta autonomia linguistica, nelle rispettive lingue;

c) la sigla distintiva dello Stato italiano «I», stampata in negativo in un rettangolo blu e circondata da dodici stelle gialle;

d) le informazioni specifiche relative alla patente rilasciata, numerate come segue:

1) cognome del titolare;

2) nome/i del titolare;

3) data e luogo di nascita del titolare;

4)

a) data di rilascio della patente;

b) data di scadenza della patente;

c) designazione dell'autorità che rilascia la patente;

5) numero della patente;

6) fotografia del titolare;

7) firma del titolare;

9) le categorie di veicoli che il titolare è autorizzato a guidare; le categorie nazionali sono stampate in un tipo di carattere diverso da quello delle categorie armonizzate;

e) la dicitura «modello UE» in lingua italiana e la dicitura «patente di guida» nelle altre lingue dell'Unione europea, stampate in rosa in modo da costituire lo sfondo della patente:

Permiso de Conducción

Kørekort

Führerschein

Juhiluba

Driving Licence

Permis de conduire

Ceadúas Tiomána

Patente di guida

Vairuotojo pažymejimas

Vezetoi engedély

Licenzja tas-Sewqan

Rijbewijs

Prawo Jazdy

Carta de Condução

Permis de conducere

Vodičský preukaz

Vozniško dovoljenje

Ajokortti

Körkort;

f) colori di riferimento:

- blu: Pantone Reflex Blue,

- giallo: Pantone Yellow.

La pagina 2 contiene:

a) 9) le categorie di veicoli che il titolare è autorizzato a guidare: le categorie nazionali sono stampate in un tipo di carattere diverso da quello delle categorie armonizzate;

10) la data del primo rilascio per ciascuna categoria: questa data deve essere ritrascritta sulla nuova patente ad ogni ulteriore sostituzione o cambio; ogni campo relativo alla data viene scritto in due cifre e nella sequenza seguente: giorno.mese.anno (GG.MM.AA);

11) la data di scadenza per ciascuna categoria; ogni campo relativo alla data viene scritto in due cifre e nella sequenza seguente: giorno.mese.anno (GG.MM.AA);

12) le eventuali indicazioni supplementari o restrittive, in forma codificata, a fronte di ciascuna sottocategoria interessata.

I codici sono stabiliti nel modo seguente:

Codici da 01 a 99: codici unionali armonizzati

CONDUCENTE (motivi medici)

01. Correzione della vista e/o protezione degli occhi

01.01 Occhiali

01.02 Lenti a contatto

01.03 Occhiali protettivi

01.04 Lente opaca

01.05 Occlusore oculare

01.06 Occhiali o lenti a contatto

02. Apparecchi acustici/aiuto alla comunicazione

02.01 Apparecchi acustici monoauricolari

02.02 Apparecchi acustici biauricolari

03. Protesi/ortosi per gli arti

03.01 Protesi/ortosi per gli arti superiori

03.02 Protesi/ortosi per gli arti inferiori

05. Limitazioni nella guida (il codice deve essere indicato in dettaglio, guida soggetta a limitazioni per motivi medici)

05.01 Guida in orario diurno (ad esempio: da un’ora prima dell’alba ad un’ora dopo il tramonto)

05.02 Guida entro un raggio di ... km dal luogo di residenza del titolare o solo nell’ambito della città/regione

05.03 Guida senza passeggeri

05.04 Velocità di guida limitata a ... km/h

05.05 Guida autorizzata solo se accompagnato da titolare di patente

05.06 Guida senza rimorchio

05.07 Guida non autorizzata in autostrada

05.08 Niente alcool

MODIFICHE DEL VEICOLO

10. Cambio di velocità modificato

10.01 Cambio manuale

10.02 Cambio automatico

10.03 Cambio elettronico

10.04 Leva del cambio adattata

10.05 Senza cambio marce secondario

15. Frizione modificata

15.01 Pedale della frizione adattato

15.02 Frizione manuale

15.03 Frizione automatica

15.04 Pedale della frizione con protezione/pieghevole/sfilabile

20. Dispositivi di frenatura modificati

20.01 Pedale del freno modificato

20.02 Pedale del freno allargato

20.03 Pedale del freno adattato per essere usato col piede sinistro

20.04 Pedale del freno ad asola

20.05 Pedale del freno basculante

20.06 Freno di servizio manuale (adattato)

20.07 Pressione massima sul freno di servizio rinforzato

20.08 Pressione massima sul freno di emergenza integrato nel freno di emergenza

20.09 Freno di stazionamento modificato

20.10 Freno di stazionamento a comando elettrico

20.11 Freno di stazionamento a pedale (adattato)

20.12 Pedale del freno con protezione/pieghevole/sfilabile

20.13 Freno a ginocchio

20.14 Freno di servizio a comando elettrico

25. Dispositivi di accelerazione modificati

25.01 Pedale dell’acceleratore modificato

25.02 Acceleratore ad asola

25.03 Pedale dell’acceleratore basculante

25.04 Acceleratore manuale

25.05 Acceleratore a ginocchio

25.06 Acceleratore assistito (elettronico, pneumatico, ecc.)

25.07 Pedale dell’acceleratore a sinistra di quello del freno

25.08 Pedale dell’acceleratore sul lato sinistro

25.09 Pedale dell’acceleratore con protezione/pieghevole/sfilabile

30. Dispositivi combinati di frenatura e di accelerazione

30.01 Pedali paralleli

30.02 Pedali sullo stesso livello (o quasi)

30.03 Acceleratore e freno a slitta

30.04 Acceleratore e freno a slitta per ortosi

30.05 Pedali dell’acceleratore e del freno pieghevoli/sfilabili

30.06 Fondo rialzato

30.07 Elemento di protezione a fianco del pedale del freno

30.08 Elemento di protezione per protesi a fianco del pedale del freno

30.09 Elemento di protezione davanti ai pedali del freno e dell’acceleratore

30.10 Sostegno per calcagno/gamba

30.11 Acceleratore e freno a comando elettrico

35. Disposizione dei comandi modificata (Interruttori dei fari, tergicristalli, segnalatore acustico, indicatori di direzione, ecc.)

35.01 Comandi operabili senza compromettere le altre operazioni di guida

35.02 Comandi operabili senza togliere le mani dal volante o dai suoi accessori (manopola, forcella, ecc.)

35.03 Comandi operabili senza togliere la mano sinistra dal volante o dai suoi accessori (manopola, forcella, ecc.)

35.04 Comandi operabili senza togliere la mano destra dal volante o dai suoi accessori (manopola, forcella, ecc.)

35.05 Comandi operabili senza togliere le mani dal volante o dai suoi accessori (manopola, forcella, ecc.) né dal sistema combinato di accelerazione e frenatura

40. Sterzo modificato

40.01 Servosterzo standard

40.02 Servosterzo rinforzato

40.03 Sterzo con sistema di sicurezza

40.04 Piantone del volante prolungato

40.05 Volante adattato (a sezione allargata e/o rinforzata, di diametro ridotto, ecc.)

40.06 Volante inclinabile

40.07 Volante verticale

40.08 Volante orizzontale

40.09 Sterzo controllato tramite piede

40.10 Sterzo alternativo adattato (a leva, ecc.)

40.11 Volante con impugnatura a manovella

40.12 Volante dotato di ortosi della mano

40.13 Con ortosi collegata al tendine

42. Retrovisore/i modificato/i

42.01 Specchietto retrovisore laterale esterno (sinistro o) destro

42.02 Specchietto retrovisore esterno posto sul parafango

42.03 Specchietto retrovisore interno aggiuntivo per controllare il traffico

42.04 Specchietto retrovisore interno panoramico

42.05 Specchietto retrovisore per ovviare al punto cieco del retrovisore

42.06 Specchietto/i retrovisore/i esterno/i a comando elettrico

43. Sedile conducente modificato

43.01 Sedile conducente ad altezza adeguata ed alla normale distanza dal volante e dai pedali

43.02 Sedile conducente adattato alla forma del corpo

43.03 Sedile conducente con supporto laterale che stabilizza la posizione da seduto

43.04 Sedile conducente dotato di braccioli

43.05 Sedile del conducente con scorrimento prolungato

43.06 Cinture di sicurezza modificate

43.07 Cinture di sicurezza a quattro punti

44. Modifiche ai motocicli (il codice deve essere indicato in dettaglio)

44.01 Impianto frenante su una sola leva

44.02 Freno manuale (adattato), ruota anteriore

44.03 Freno a pedale (adattato), ruota posteriore

44.04 Leva dell’acceleratore (adattata)

44.05 Cambio e frizione manuale (adattati)

44.06 Specchietto/i retrovisore/i (adattato/i)

44.07 Comandi (adattati) (indicatori di direzione, stop, ecc.)

44.08 Altezza del sedile tale da permettere al conducente, da seduto, di raggiungere il suolo con ambedue i piedi contemporaneamente

45. Solo per motocicli con sidecar

46. Solo per tricicli

50. Limitato ad uno specifico veicolo/numero di telaio (codice identificativo del veicolo)

51. Limitato ad uno specifico veicolo/targa (numero di registrazione del veicolo)

QUESTIONI AMMINISTRATIVE

70. Sostituzione della patente n. ... rilasciata da .............. (sigla UE/sigla ONU se si tratta di un Paese terzo; ad esempio: 70.0123456789.NL)

71. Duplicato della patente n. ... (sigla UE/sigla ONU se si tratta di un Paese terzo; ad esempio: 71.987654321.HR)

73. Limitata ai veicoli della categoria B del tipo veicoli a motore a quattro ruote (B1)

78. Limitata a veicoli con cambio automatico

79. [...] Limitata a veicoli conformi a quanto specificato fra parentesi, in applicazione dell’articolo 13, della direttiva 2006/126/CE

79.01 Limitata a veicoli a due ruote con o senza side-car

79.02 Limitata a veicoli di categoria AM del tipo a tre ruote o quadriciclo leggero

79.03 Limitata a tricicli

79.04 Limitata a tricicli ai quali è agganciato un rimorchio la cui massa limite non supera 750 Kg

79.05 Motociclo di categoria A1 con un rapporto potenza/peso superiore a 0,1 kW/Kg

79.06 Veicolo di categoria BE nel quale la massa limite del rimorchio supera 3.500 Kg

80. Limitata a titolari di patente di guida per veicoli di categoria A del tipo triciclo a motore di età inferiore a 24 anni

81. Limitata a titolari di patente di guida per veicoli di categoria A del tipo motociclo a due ruote di età inferiore a 21 anni

90. Codici utilizzati in combinazione con codici che definiscono modifiche del veicolo

90.01: : a sinistra

90.02: : a destra

90.03: : sinistra

90.04: : destra

90.05: : mano

90.06: : piede

90.07: : utilizzabile.

95. Conducente titolare di CQC (carta di qualificazione del conducente) in regola con l’obbligo di idoneità professionale di cui alla direttiva 2003/59/CE fino a ..... [ad esempio: 95.01.01.2012]

96. Veicoli di categoria B a cui è agganciato un rimorchio con una massa limite superiore a 750 Kg quando la massa limite complessiva supera 3.500 Kg ma non supera 4.250

97. Non autorizzato alla guida di un veicolo di categoria C1 che rientra nel campo di applicazione del regolamento (CEE) n. 3821/85 del Consiglio, del 20 dicembre 1985, relativo all’apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada.

Codici 100 e superiori: codici nazionali, validi unicamente per la circolazione sul territorio dello Stato membro che ha rilasciato la patente.

Se un codice si applica a tutte le categorie per le quali è rilasciata la patente, può essere stampato nello spazio sotto le voci 9, 10 e 11.

13. uno spazio riservato per l'eventuale iscrizione da parte dello Stato membro ospitante, nel quadro dell'applicazione del punto 4, lettera a) del presente allegato, delle indicazioni indispensabili alla gestione della patente.

b) la spiegazione delle seguenti rubriche numerate che si trovano a pagina 1 e 2 della patente; 1, 2, 3, 4 a), 4 b), 4 c), 5, 10, 11 e 12.

c) Sul modello UE di patente di guida deve essere riservato uno spazio per potervi eventualmente inserire un microprocessore o un altro dispositivo informatizzato equivalente.

4. Disposizioni particolari

a) La patente di guida reca, sulla pagina 1, nell'angolo inferiore sul lato sinistro, una banda trasversale tricolore verde, bianca e rossa. L'apposizione di tale simbolo nazionale è sottoposto all'esito favorevole della notifica del presente decreto alla Commissione Europea.

b) Le informazioni contenute nella parte anteriore e posteriore della patente devono essere leggibili a occhio nudo, utilizzando un carattere di minimo 5 punti per le voci 9-12 sulla pagina 2 della patente.

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(1) Allegato sostituito dall’ art. 12, comma 1, D.Lgs. 16 gennaio 2013, n. 2 e, successivamente, così modificato dall'allegato A al D.M. 25 febbraio 2013. Per l'applicabilità di tale ultima disposizione vedi l'art. 3, comma 1 del medesimo D.M. 25 febbraio 2013: "Art. 3  Disposizioni di attuazio

Art. 3, c.1.  Le disposizioni di cui all'art. 1 del presente decreto, e del relativo allegato A, si applicano a decorrere dal 31 dicembre 2013, ad eccezione di quella relativa al codice unionale armonizzato 97, di cui allo stesso allegato, applicabile dal 1° luglio 2013.

 

D.Lgs. 18-4-2011 n. 59 -L’articolo 3 (Modifiche all’articolo 116 del Codice della strada, in materia di patente e di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e autoveicoli), sostituisce l’articolo 116 con uno di nuova formulazione.

Viene innanzitutto modificata la rubrica dell’articolo in "Patente e abilitazioni professionali  per la guida di veicoli a motore".

Il comma 1 prevede che senza aver previamente conseguito una patente di guida, ovvero, se richiesta, un’abilitazione professionale, non si possano guidare ciclomotori, motocicli, tricicli, quadricicli ed autoveicoli. I documenti appena citati vengono rilasciati dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici a soggetti che hanno la residenza in Italia ai sensi dell’art. 118-bis, che viene introdotto dall’articolo 6 del D. Lgs. n. 59/2011.

Ai sensi del comma 2 di detto articolo, per sostenere gli esami di idoneità per il rilascio della patente di guida, occorre presentare l’apposita documentazione all’ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici competente, oltre ad essere in possesso dei prescritti requisiti fisici e psichici.

Viene attribuito, inoltre, al Ministero dei trasporti, il compito di emanare decreti dirigenziali, attraverso i quali stabilire il procedimento per il rilascio, l’aggiornamento o il duplicato delle patenti di guida, nonché delle abilitazioni professionali, mediante il proprio sistema informatico e con l’obiettivo della massima semplificazione amministrativa, anche mediante il coinvolgimento dei medici di cui all’art. 119, dei comuni, delle autoscuole di cui all’art. 123 e dei soggetti di cui alla legge n. 264/1991, relativa all’attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto.

D.Lgs. 18-4-2011 n. 59 - Gli articoli 119 e 123 del Codice della strada sono stati modificati, rispettivamente, dagli articoli 7 e 10 dello stesso decreto legislativo.

Il comma 3 modifica l’elenco delle categorie di patenti di guida, al fine di armonizzare la classificazione nazionale con quella europea, così come prevista dall’articolo 4 della Direttiva 2006/126/CE. 

Art. 116, comma 3, Codice della strada

(formulazione originaria)

Art. 116, comma 3, Codice della strada

(modificato ex art. 3, comma 3, schema D.Lgs. 18.04.2011, n. 59)

 

 

Patente AM

1.ciclomotori a due ruote (categoria L1e) con velocità massima di costruzione non superiore a 45 km/h, la cui cilindrata è inferiore o uguale a 50 cm3 se a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici;

2.veicoli a tre ruote (categoria L2e) aventi una velocità massima per costruzione non superiore a 45 km/h e caratterizzati da un motore: la cui cilindrata è inferiore o uguale a 50 cm3 se ad accensione comandata, oppure la cui potenza massima netta è inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici;

3.quadricicli leggeri la cui massa a vuoto è inferiore o pari a 350 Kg (categoria L6e), esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, la cui velocità massima per costruzione è inferiore o uguale a 45 km/h e la cui cilindrata del motore è inferiore o pari a 50 cm3 per i motori ad accensione comandata; o la cui potenza massima netta è inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori, a combustione interna; o la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici.

 

 

 

Patente A1

1.motocicli di cilindrata massima di 125 cm3, di potenza massima di 11 kW e con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg;

2.tricicli di potenza non superiore a 15 kW.

 

 

 

Patente A2

Motocicli di potenza non superiore a 35 kW con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg e che non siano derivati da una versione che sviluppa oltre il doppio della potenza massima.

 

 

Patente A

Motoveicoli di massa complessiva fino a 1,3 t.

 

 

Patente A

1.motocicli, ossia veicoli a due ruote, senza carrozzetta (categoria L3e) o con carrozzetta (categoria L4e), muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cm3 se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h;

2.tricicli di potenza superiore a 15 kW, fermo restando quanto previsto dall’art. 115, comma 1, lettera e), numero 1).

 

 

 

Patente B1

Quadricicli diversi da quelli di cui alla lettera a), numero 3), la cui massa a vuoto è inferiore o pari a 400 kg (categoria L7e) (550 per i veicoli destinati al trasporto di merci), esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, e la cui potenza massima netta del motore è inferiore o uguale a 15 kW. Tali veicoli sono considerati come tricicli e sono conformi alle prescrizioni tecniche applicabili ai tricicli della categoria L5e salvo altrimenti disposto da specifiche disposizioni comunitarie.

 

 

Patente B

Motoveicoli, esclusi i motocicli, autoveicoli di massa complessiva non superiore a 3,5 t e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto, anche se trainanti un rimorchio leggero ovvero un rimorchio che non ecceda la massa a vuoto del veicolo trainante e non comporti una massa complessiva totale a pieno carico per i due veicoli superiore a 3,5 t.

 

 

Patente B

Autoveicoli la cui massa massima autorizzata non supera 3500 kg e progettati e costruiti per il trasporto di non più di otto persone oltre al conducente; ai veicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio avente una massa massima autorizzata non superiore a 750 kg. Agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata superi 750 kg, purché la massa massima autorizzata di tale combinazione non superi 4250 kg. Qualora tale combinazione superi 3500 kg, è richiesto il superamento di una prova di capacità e comportamento su veicolo specifico. In caso di esito positivo, è rilasciata una patente di guida che, con un apposito codice comunitario, indica che il titolare può condurre tali complessi di veicoli.

 

 

 

Patente BE

Complessi di veicoli composti di una motrice della categoria B e di un rimorchio o semirimorchio: questi ultimi devono avere massa massima autorizzata non superiore a 3500 kg.

 

 

 

Patente C1

Autoveicoli diversi da quelli delle categorie D1 o D la cui massa massima autorizzata è superiore a 3500 kg, ma non superiore a 7500 kg, progettati e costruiti per il trasporto di non più di otto passeggeri, oltre al conducente; agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non sia superiore a 750 kg.

 

 

 

Patente C1E

1.complessi di veicoli composti di una motrice rientrante nella categoria C1 e di un rimorchio o semirimorchio la cui massa massima autorizzata è superiore a 750 kg, sempre che la massa autorizzata del complesso non superi i 12000 kg;

2.complessi di veicoli composti di una motrice rientrante nella categoria B e di un rimorchio o semirimorchio la cui massa autorizzata è superiore a 3500 kg, sempre che la massa autorizzata del complesso non superi i 12000 kg.

 

 

Patente C

Autoveicoli, di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, anche se trainanti un rimorchio leggero, esclusi quelli per la cui guida è richiesta la patente della categoria D.

 

 

Patente C

Autoveicoli diversi da quelli delle categorie D1 o D la cui massa massima autorizzata è superiore a 3500 kg e progettati e costruiti per il trasporto di non più di otto passeggeri, oltre al conducente; agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata superi 750 kg.

 

 

 

 

Patente CE

Complessi di veicoli composti di una motrice rientrante nella categoria C e di un rimorchio o di un semirimorchio la cui massa massima autorizzata superi 750 kg.

 

 

 

Patente D1

Autoveicoli progettati e costruiti per il trasporto di non più di 16 persone, oltre al conducente, e aventi una lunghezza massima di 8 metri; agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata superi 750 kg.

 

 

 

Patente D1E

Complessi di veicoli composti da una motrice rientrante nella categoria D1 e da un rimorchio la cui massa massima autorizzata è superiore a 750 kg.

 

 

Patente D

Autobus ed altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto, anche se trainanti un rimorchio leggero.

 

Patente D

Autoveicoli progettati e costruiti per il trasporto di più di otto persone oltre al conducente; a tali autoveicoli può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg.

 

 

 

Patente DE

Complessi di veicoli composti da una motrice rientrante nella categoria D e da un rimorchio la cui massa massima autorizzata supera 750 kg.

 

 

Patente E

Autoveicoli per la cui guida è richiesta la patente delle categorie B, C e D, per ciascuna delle quali il conducente sia abilitato, quando trainano un rimorchio che non rientra in quelli indicati per ciascuna delle precedenti categorie; autoarticolati destinati al trasporto di persone e autosnodati, purché il conducente sia abilitato alla guida di autoveicoli per i quali è richiesta la patente della categoria D; altri autoarticolati, purché il conducente sia abilitato alla guida degli autoveicoli per i quali è richiesta la patente della categoria C.

 

 

Il comma 4 consente ai mutilati ed ai minorati fisici, anche se affetti da più minorazioni, di conseguire le patenti speciali delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B, C1, C, D1 e D, anche se alla guida di veicoli trainanti un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi i 750 Kg.

Le patenti appena citate possono essere limitate alla guida di veicoli di particolari tipi o caratteristiche e possono indicare determinate prescrizioni in relazione all’esito degli accertamenti previsti dall’art. 119, comma 4.

Le limitazioni operate su queste patenti devono essere riportate sulle stesse utilizzando i codici comunitari armonizzati, ovvero i codici nazionali stabiliti dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici.

Infine, ai titolari di patente B viene vietata la guida di autoambulanze.

Il comma 5 prevede che la patente conseguita svolgendo la prova pratica su veicolo munito di cambio di velocità automatico autorizzi la guida di veicoli dotati solo di tale tipo di cambio. Per veicolo dotato di cambio automatico, si intende un veicolo privo di pedale della frizione o di leva manuale per la frizione, per le categorie A ed A1.

Previo accertamento dei requisiti fisici e psichici, stabilisce il comma 6, la validità della patente può essere estesa, dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici, a categorie di patente diverse da quella posseduta.

Il comma 7 prevede che si possa essere titolari di un’unica patente di guida rilasciata da uno Stato membro della UE ovvero dello Spazio economico europeo[1].

Il comma 8 stabilisce una disciplina peculiare per i servizi di noleggio con conducente per trasporto di persone e di servizi di piazza con autovetture con conducente.

In questi casi, il conducente, di età non inferiore ai 21 anni, deve conseguire un certificato di abilitazione professionale di tipo KA, se per la guida del veicolo adibito a tali servizi è necessaria una patente di categoria A1, A2 o A, ovvero di tipo KB, se per la guida del veicolo adibito a tali servizi è necessaria una patente di categoria B1 o B.

I suddetti certificati di abilitazione professionale, prosegue il comma 9, vengono rilasciati dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici, in base a requisiti, modalità e programmi di esami stabiliti nel regolamento.

Per quanto riguarda il certificato di categoria KA è necessario che il conducente sia in possesso di patente di categoria A1, A2 o A; per quanto riguarda, invece, il certificato di categoria KB è necessario che il conducente sia in possesso di patente almeno di categoria B1.

Se in possesso almeno delle patenti speciali di cui al comma 9, seguita il comma 10, anche i mutilati e minorati fisici possono ottenere il certificato di abilitazione professionale di categoria KA o KB, previa verifica della sussistenza dei requisiti fisici e psichici da parte della commissione medica di cui all’art. 119, comma 4, sulla base ad essa fornite dal comitato tecnico, di cui all’art. 199, comma 10.

Il comma 11 prevede che quando sia richiesto da disposizioni comunitarie, così come recepite nell’ordinamento interno, i conducenti titolari di patente di guida di categoria C1 o C, anche speciale, ovvero C1E o CE, conseguono la carta di qualificazione del conducente per il trasporto di cose, mentre i conducenti titolari di patente di guida di categoria D1 o D1E, D e DE, anche speciale, ovvero C1E o CE, conseguono la carta di qualificazione del conducente per il trasporto di persone.

La carta di qualificazione del conducente per il trasporto di persone è sempre richiesta quando si tratti di trasporto di scolari.

Ai sensi del comma 12, nei casi previsti dagli accordi internazionali ai quali l’Italia ha aderito, per la guida di veicoli adibiti a determinati trasporti professionali i titolari di patente di guida valida per la prescritta categoria, devono inoltre conseguire il relativo certificato di abilitazione, idoneità, capacità o formazione professionale, rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici. Tali certificati non possono essere rilasciati ai mutilati e minorati fisici.

Il comma 13 prevede che il competente ufficio centrale del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici effettua l’annotazione del trasferimento di residenza da uno ad un altro comune o il cambiamento di abitazione nell’ambito dello stesso comune. Esso trasmette per posta alla nuova residenza del titolare della patente di guida un tagliando di convalida da apporre sulla patente stessa. A tal fine, i comuni trasmettono al citato ufficio notizia dell’avvenuto trasferimento, nel termine di un mese decorrente dalla data di registrazione della variazione anagrafica, per via telematica ovvero su supporto magnetico secondo i record prescritti dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici.

I commi 14-18 delineano l’apparato sanzionatorio previsto per i trasgressori della disciplina di cui ai commi precedenti.

In particolare:

§      il comma 14 punisce con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 389 euro a 1.559 euro, chiunque, avendo la materiale disponibilità di un veicolo, lo affidi o ne consenta la guida a persona che non abbia conseguito la patente di guida, o altra abilitazione prevista ai commi 8, 10, 11 e 12, se prescritta;

§      il comma 15 punisce con l’ammenda da 2.257 euro a 9.032 euro, chiunque conduca un veicolo senza aver conseguito la corrispondente patente di guida. La stessa sanzione si applica ai conducenti che guidano senza patente perché revocata o non rinnovata per mancanza dei requisiti fisici o psichici. Nell’ipotesi di recidiva si applica altresì la pena dell’arresto fino ad un anno. Competente per le violazioni appena citate è il Tribunale in composizione monocratica;

§      il comma 16 punisce con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 euro a 1.600 euro, chiunque guidi un veicolo essendo in possesso della patente di guida, ma non di altra abilitazione prevista ai commi 8, 10, 11 e 12, ove prescritta;

§      il comma 17 prevede che alle violazioni di cui al comma 15 consegua la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per tre mesi, o in caso di recidiva, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Qualora non sia possibile disporre il fermo amministrativo o la confisca amministrativa del veicolo, si applica la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida eventualmente posseduta, per un periodo da tre a dodici mesi. A chiusura si afferma che vengono osservate le disposizioni di cui al Capo II, Sez. II, Tit. VI del Codice della strada (Sanzioni amministrative accessorie e sanzioni penali);

§      il comma 18 prevede, infine, che le violazioni delle disposizioni di cui al comma 16 importino la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per sessanta giorni, secondo le norme di cui al Capo I, Sez. II, Tit. VI del Codice della strada (Delle sanzioni amministrative accessorie e sanzioni amministrative pecuniarie).

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Si rileva che il nuovo testo dell’art. 116 del codice prevede una stessa sanzione per la guida senza patente e per la guida con patente non corrispondente al veicolo guidato, fattispecie  che nel testo vigente del codice sono invece regolate in modo autonomo. In particolare, si prevede per entrambe le ipotesi l’applicazione di una sanzione penale (ammenda)  laddove il vigente art. 125 reca per la guida con patente non corrispondente una sanzione amministrativa pecuniaria. Si dovrebbe quindi valutare se l’introduzione di una sanzione penale per tale fattispecie possa rientrare nell'ambito della delega in esame, considerando che la legge 88/2009 non indica specifici principi e criteri direttivi per la direttiva 2007/126.

D.Lgs. 18-4-2011 n. 59 - Allegato V - (previsto dall'art. 23) - Requisiti minimi per la prova di capacità e comportamento di cui all'articolo 116, comma 3, lettera f), terzo periodo, del codice della strada.

Per la guida di una combinazione di veicoli - composta da un autoveicolo, la cui massa massima autorizzata non superi 3500 kg, ed un rimorchio, la cui massa massima autorizzata superi 750 kg - tale che la massa massima autorizzata di tale combinazione superi i 3500 kg ma non i 4250 kg, è richiesto il superamento di una prova di capacità e comportamento su veicolo specifico.

Tale prova può essere contestuale alla prova di capacità e comportamento per il conseguimento di patente di guida di categoria B, assorbendone i contenuti, ovvero può essere sostenuta successivamente da chi sia già titolare di patente di guida di categoria B.

Con il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di cui all'articolo 23, comma 2, del presente decreto, sono disciplinati i contenuti della prova di capacità e di comportamento comprendente almeno i seguenti esercizi: accelerazione, decelerazione, retromarcia, frenata, spazio di frenata, cambio di corsia, frenata/schivata, oscillazione di un rimorchio, sgancio di un rimorchio dal veicolo a motore e riaggancio allo stesso, parcheggio.

La prova pratica si svolge su strade pubbliche.

La durata della prova non deve essere inferiore a 25 minuti.

D.Lgs. 18-4-2011 n. 59 - Allegato VI (previsto dall'art. 23) - Requisiti minimi per la formazione e l'esame dei conducenti per la guida di motocicli di categoria A (accesso progressivo)

La prova teorica sostenuta per il conseguimento della patente di categoria A1 o A2, è in ogni caso idonea al conseguimento delle patenti di guida delle categorie A2 o A. Pertanto, il titolare di patente di guida di categoria A1 o A2 che intende conseguire una patente di categoria A2 o A, sostiene esclusivamente la prova di verifica delle capacità e dei comportamenti.

Con il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di cui all'articolo 23, comma 3, del presente decreto, sono disciplinati i contenuti e le procedure della prova di verifica delle capacità e dei comportamenti per l'accesso graduale di titolare di patente di categoria A1 o A2 alle categorie A2 o A, assicurando la verifica delle capacità e dei comportamenti di cui al punto 6 dell'allegato II del presente decreto.

La prova pratica si svolge su strade pubbliche e su motocicli adeguati alla categoria di patente di guida richiesta, secondo le prescrizioni di cui all'allegato II, punto 5.2.

La durata della prova non deve essere inferiore a 25 minuti.

D.Lgs. 18-4-2011 n. 59 - Allegato VII (previsto dall'art. 25)

Equipollenza dei titoli di abilitazione alla guida, rilasciati in Italia prima dell'entrata in vigore delle disposizioni del presente decreto, alle categorie di patenti previste dalla direttiva 2006/126/CE come recepita dal medesimo decreto

 
Certificato di idoneità alla guida del ciclomotore (CIGC) AM
A (rilasciata entro il 31 dicembre 1985) AM - A1 - A2 - A
A (rilasciata dal 1° gennaio 1986 al 25 aprile 1985) AM e A1 - A2 - A esclusivamente per la guida di motocicili sul territorio nazionale
A1 (rilasciata dal 26 aprile 1988) AM - A1
A (rilasciata dal 26 aprile 1988) AM - A1 - A2 - A
B (entro il 31 dicembre 1985) AM - A1 - A2 - A - B1 - B
B (rilasciata dal 1° gennaio 1986 al 25 aprile 1988) AM - B1 - B e A1 - A2 - A esclusivamente per la guida di motocicli sul territorio nazionale
B (rilascita dal 26 aprile 1988) AM - B1 - B e A1 esclusivamente per la guida di motocicli sul territorio nazionale
C AM - A1 (per la guida di motocicli sul territorio nazionale) B1 - B - C1 - C
D (rilasciata entro il 30 settembre 2004) AM - A1 (per la guida di motocicli sul territorio nazionale) B1 - B - C1 - C - D1 - D
D (rilasciata dal 1° ottobre 2004) AM - A1 (per la guida di motocicli sul territorio nazionale) B1 - B - D1 - D
E conseguita da titolare di patente B BE
E conseguita da titolare di patente C BE - C1E - CE
E conseguita da titolare di patente D (rilasciata entro il 30 settembre 2003) BE - C1E - CE - D1E - DE
E conseguita da titolare di patente D (rilasciata dopo il 30 settembre 2003) BE - D1E - DE
   

Le patenti di categoria C, CE, D, DE, conseguite prima della data di entrata in vigore del decreto, consentono di condurre motocicli di categoria A2 o A in ragione della data di conseguimento della patente di categoria B, secondo quanto riportato in tabella.

L'articolo 2 del D. Lgs. 16 gennaio 2013, n. 2 modifica l'articolo 3 del decreto legislativo n. 59 del 2011, che era intervenuto sull’articolo 116 del CdS, che reca attualmente la classificazione delle patenti di guida. Le modifiche all’articolo 116 riguardano i commi 3, 13 e 14 e l’introduzione di un muovo comma 15-bis.

La prima modifica sostituisce nel comma 3 il termine "modello comunitario" di patente di guida con quello di "modello UE", come così previsto dalla direttiva 2011/94/UE.

La seconda modifica, relativa al comma 13, preclude la possibilità di apporre tagliandi adesivi sulla patente di guida formato card, in linea con le indicazioni della Unione europea. A tal fine l'annotazione del trasferimento di residenza , che viene ora effettuata inviando un tagliando adesivo da applicare sulla patente all’indirizzo dell’interessato, verrà effettuata dal competente ufficio centrale del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici che aggiornerà il dato nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Pertanto il relativo dato sarà acquisito dal CED della Motorizzazione che lo aggiornerà nell'Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, consultabile dagli organi di polizia stradale.

Nella relazione governativa si precisa infatti che i competenti uffici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti hanno posto puntuale quesito ai competenti organi della Commissione europea, i quali per un verso hanno ribadito l'impossibilità di apposizione sulla patente card di alcun tagliando, per altro hanno evidenziato come ai fini del modello UE di patente di guida, il dato della residenza sia assolutamente opzionale: pertanto il relativo campo 8 è stato altresì omesso dal modello di patente di cui all'allegato l.

La terza modifica viene apportata al comma 14 e si riferisce a coloro che consentano la guida a persona che non abbia conseguito la corrispondente patente di guida, o altra abilitazione prevista ai commi 8, 10, 11 e 12, se prescritta. Il comma viene modificato per specificare che la violazione deve riguardare la corrispondente patente di guida, quindi quella richiesta per il veicolo prestato. Rimane ferma la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 389 euro a 1.559 euro.

L’ultima modifica introduce il nuovo comma 15-bis, in base al quale chi guida veicoli per i quali è richiesta una patente di categoria superiore è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.000 euro a 4.000 euro ed alla sanzione accessoria della sospensione della patente di guida posseduta da quattro a otto mesi.

La norma si applica ai titolari di patente di guida di categoria A1 che guidino veicoli per i quali è richiesta la patente di categoria A2, ai titolari di patente di guida di categoria A1 o A2 che guidino veicoli per i quali è richiesta la patente di categoria A, ed ai titolari di patente di guida di categoria B1, C1 o D1 che guidino veicoli per i quali è richiesta rispettivamente la patente di categoria B, C o D.

Attualmente il comma 15 dispone per chi conduce veicoli senza aver conseguito la corrispondente patente di guida l'ammenda da 2.257 euro a 9.032 euro; la stessa sanzione si applica ai conducenti che guidano senza patente perché revocata o non rinnovata per mancanza dei requisiti fisici e psichici. Nell'ipotesi di recidiva nel biennio si applica altresì la pena dell'arresto fino ad un anno. Per le violazioni in questione è competente il tribunale in composizione monocratica.

Come evidenziato nella relazione illustrativa “tale modifica si pone in linea con una rivisitazione più complessiva della disciplina posta nel modificando decreto legislativo n. 59 del 2011. per il quale ogni ipotesi di guida con patente di categoria diversa è assimilabile alla guida senza patente e. perciò. costituisce illecito penale punibile ai sensi dell'articolo 116, comma 15, CdS.” In questo senso si è ritenuto opportuno modulare diversamente le due fattispecie (guida senza patente e guida con patente diversa): sia perché la sanzione penale è sembrata eccessivamente afflittiva rispetto alla condotta che, in ultima analisi, è certamente meno grave nell'ipotesi di guida con patente di categoria diversa, sia per non congestionare i Tribunali che avrebbero competenza in materia di guida senza patente.


Codice della strada comprensivo delle modifiche apportate dal

D.Lgs. 18-4-2011 n. 59

Testo risultante dalle modifiche comprensivo delle modifiche apportate dal D. Lgs. 16 gennaio 2013, n. 2

Art. 116

(Patente e abilitazioni professionali per la guida di veicoli a motore).

3. La patente di guida, conforme al modello comunitario, si distingue nelle seguenti categorie ed abilita alla guida dei veicoli per ciascuna di esse indicati:

(omissis)

13. L'annotazione del trasferimento di residenza da uno ad un altro comune o il cambiamento di abitazione nell'ambito dello stesso comune, viene effettuata dal competente ufficio centrale del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici che trasmette per posta, alla nuova residenza del titolare della patente di guida, un tagliando di convalida da apporre sulla medesima patente di guida. A tale fine, i comuni trasmettono al suddetto ufficio, per via telematica o su supporto magnetico secondo i tracciati record prescritti dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici, notizia dell'avvenuto trasferimento di residenza, nel termine di un mese decorrente dalla data di registrazione della variazione anagrafica.

14. Chiunque, avendo la materiale disponibilità di un veicolo, lo affida o ne consente la guida a persona che non abbia conseguito la patente di guida, o altra abilitazione prevista ai commi 8, 10, 11 e 12, se prescritta, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 389 euro a 1.559 euro.

15. Chiunque conduce veicoli senza aver conseguito la corrispondente patente di guida è punito con l'ammenda da 2.257 euro a 9.032 euro; la stessa sanzione si applica ai conducenti che guidano senza patente perché revocata o non rinnovata per mancanza dei requisiti fisici e psichici. Nell'ipotesi di recidiva nel biennio si applica altresì la pena dell'arresto fino ad un anno. Per le violazioni di cui al presente comma è competente il tribunale in composizione monocratica.

Art. 116

(Patente e abilitazioni professionali per la guida di veicoli a motore).

3. La patente di guida, conforme al modello UE, si distingue nelle seguenti categorie ed abilita alla guida dei veicoli per ciascuna di esse indicati:

(omissis)

13. L'annotazione del trasferimento di residenza da uno ad un altro comune o il cambiamento di abitazione nell'ambito dello stesso comune, viene effettuata dal competente ufficio centrale del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici che aggiorna il dato nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. A tale fine, i comuni trasmettono al suddetto ufficio, per via telematica o su supporto magnetico secondo i tracciati record prescritti dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici, notizia dell'avvenuto trasferimento di residenza, nel termine di un mese decorrente dalla data di registrazione della variazione anagrafica.

14. Chiunque, avendo la materiale disponibilità di un veicolo, lo affida o ne consente la guida a persona che non abbia conseguito la corrispondente patente di guida, o altra abilitazione prevista ai commi 8, 10, 11 e 12, se prescritta, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 389 euro a 1.559 euro.

15. Chiunque conduce veicoli senza aver conseguito la corrispondente patente di guida è punito con l'ammenda da 2.257 euro a 9.032 euro; la stessa sanzione si applica ai conducenti che guidano senza patente perché revocata o non rinnovata per mancanza dei requisiti fisici e psichici. Nell'ipotesi di recidiva nel biennio si applica altresì la pena dell'arresto fino ad un anno. Per le violazioni di cui al presente comma è competente il tribunale in composizione monocratica.

15-bis. Il Titolare di patente di guida di categoria A1 che guida veicoli per i quali è richiesta la patente di categoria A2, il titolare di patente di guida di categoria A1 o A2 che guida veicoli per i quali è richiesta la patente di categoria A, ovvero il titolare di patente di guida di categoria B1, C1 o D1 che guida veicoli per i quali è richiesta rispettivamente la patente di categoria B, C o D, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.000 euro a 4.000 euro. Si applica la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida posseduta da quattro a otto mesi, secondo le norme del Capi I, sezione II, del titolo VI.

 

Si riportano gli articoli 49 e 57 della legge 29 luglio 2010, n. 120:

Art. 49. Introduzione del casco elettronico e della «scatola nera»
 
  1. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti  puo'  emanare, sentito, per quanto di competenza, il Garante per la  
protezione  dei dati personali, direttive al fine di prevedere,  compatibilmente  con la normativa comunitaria e nel 
rispetto della disciplina  in  materia di protezione  dei dati personali, l'impiego in via  sperimentale,  da parte dei
conducenti e degli eventuali passeggeri  di  ciclomotori  e motoveicoli, del casco protettivo elettronico e 
l'equipaggiamento  in via sperimentale degli autoveicoli per i quali e' richiesta, ai sensi del comma 3 dell'articolo 
116 del  decreto  legislativo  n.  285  del 1992, la patente di guida di categoria C, D o E, con  un  dispositivo 
elettronico protetto, denominato «scatola nera», idoneo  a  rilevare, allo scopo di garantire  la  sicurezza  
stradale,  la  tipologia  del percorso, la velocita' media e puntuale del  veicolo,  le  condizioni tecnico-meccaniche 
del medesimo e la condotta di guida,  nonche',  in caso di incidente, a ricostruirne la dinamica.
Art. 57. (Misure alternative alla pena detentiva) 
 
  1.  In  luogo  della   misura   detentiva   dell'arresto   prevista dall'articolo 116 del decreto legislativo n. 285  del  
1992  e  dagli articoli 186, 186-bis e 187 del decreto legislativo n. 285 del  1992, come   da   ultimo,   rispettivamente,  
 modificati   e    introdotto dall'articolo 33 della presente legge,  a  richiesta  di  parte  puo' essere disposta la 
misura alternativa dell'affidamento  in  prova  ai servizi sociali di cui all'articolo 47 della legge 26 luglio 1975, n. 354, 
e successive modificazioni, individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di  concerto  
con  il  Ministro della giustizia, preferibilmente tra i servizi sociali che esercitano l'attivita' nel settore  dell'assistenza 
alle  vittime  di  sinistri stradali e alle loro famiglie. 
Note:

Circ. Min. interno 12 agosto 2010 Prot.300/Al/11310/10/101/3/3/9 -  Legge 29 luglio 2010, n.120, recante "Disposizioni in materia di sicurezza stradale". Modifiche al Codice della Strada, in vigore dal 13 agosto 2010. 

15. Interventi in materia di patente, certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli, autoveicoli e certificato idoneita alIa guida di ciclomotori - Art. 116 C.d.S.

E' stato modificato il comma 11-bis dell' art. 116 C.d. S. al fine di integrare il programma dei corsi di preparazione al conseguimento del certificato di idoneita alIa guida di cic1omotori organizzati dalle autoscuole, o dalle istituzioni statali e non statali di istruzione secondaria, il quale dovra prevedere una lezione teorica di aimeno un'ora, volta all' acquisizione di elementari conoscenze sui funzionamento dei cic1omotori in caso di emergenza.

Inoltre, ai fini del conseguimento del certificato, gli aspiranti che hanno superato la prova di veri fica espletata da un funzionario esaminatore del Dipartimento dei trasporti terrestri e dall' operatore responsabi1e della gestione dei corsi, dovranno, previa idonea attivita di formazione, superare una prova pratica di guida del ciclomotore. Le disposizioni relative al superamento della prova pratica di guida suddetta si applicano a decorrere dal 19 gennaio 2011, mentre le modalita di svolgimento della lezione teorica sui funzionamento dei ciclomotori in caso di emergenza, della prova pratica, nonche della relativa attivita di formazione, saranno oggetto di un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'universita e della ricerca, entro centoventi giomi dalla data di entrata in vigore della legge n. 120/2010. 

LE NUOVE REGOLE

È stata introdotta, nell’ambito dei corsi finalizzati al conseguimento del certificato di idoneità per la guida di un ciclomotore, sia organizzati dalle autoscuole, sia organizzati dalle istituzioni statali e non statali di istruzione secondaria, una lezione teorica, della durata di almeno un’ora, volta all’acquisizione di elementari conoscenze sul funzionamento dei ciclomotori in caso di emergenza.

È stata inoltre introdotta una prova pratica di guida del ciclomotore una volta superato l’esame previsto al termine del corso organizzato presso le autoscuole ovvero la prova di verifica dei corsi organizzati in ambito scolastico.

COSA È CAMBIATO

La precedente normativa non prevedeva né la lezione teorica volta all’acquisizione di elementari conoscenze sul funzionamento dei ciclomotori in caso di emergenza, né la prova pratica di guida del ciclomotore una volta superato l’esame previsto al termine del corso organizzato presso le autoscuole ovvero la prova di verifica dei corsi organizzati in ambito scolastico.

Le disposizioni di cui sopra, limitatamente al superamento di una prova pratica di guida del ciclomotore, si applicano a decorrere dal 19 gennaio 2011.

Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge n. 120/2010, sono stabilite le modalità di svolgimento della lezione teorica sul funzionamento dei ciclomotori in caso di emergenza e della prova pratica, nonché della relativa attività di formazione, di cui al comma 11-bis dell’articolo 116 del decreto legislativo n. 285 del 1992, come modificato dal comma 1 del presente articolo.

Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono alle attività previste dal presente articolo nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Giurisprudenza  

Non integra il reato previsto dall'art. 116, comma tredicesimo, cod. strada, ma la violazione amministrativa sanzionata dall'art. 116, comma 13-bis, la guida di un ciclomotore con cilindrata fino a 50 cc. senza aver conseguito il prescritto certificato di idoneità. (Annulla senza rinvio, Trib. Roma, 10 marzo 2011) Sez. IV, sent. n. 23631 del 19-04-2012 (ud. del 19-04-2012), (rv. 253129)

Lo straniero residente nello Stato da oltre un anno, che si ponga alla guida con patente scaduta di validità, risponde del reato previsto dagli artt. 116, comma tredicesimo, e 136, comma sesto, cod. strada. (Dichiara inammissibile, Trib. Atri, 16 settembre 2011) Sez. III, sent. n. 25745 del 14-06-2012 (ud. del 14-06-2012), (rv. 252985)

La guida di un veicolo con patente ritirata non integra il reato previsto dall'art. 116, comma tredicesimo, cod. strada, ma la violazione amministrativa sanzionata dall'art. 216 cod. strada. (Annulla senza rinvio, Trib. Roma, 02 novembre 2010) Sez. IV, sent. n. 32436 del 05-06-2012 (ud. del 05-06-2012), (rv. 253132)

E' imputabile per il reato p. e p. dall'art. 116 del C.d.S. il prevenuto che con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, si ponga alla guida dell'autovettura senza aver mai conseguito la prescritta patente di guida. La prova della sussistenza della responsabilità dell'imputato per i fatti contestati, si desume dalla mancata esibizione della patente, mai conseguita in Italia, e dell'autorizzazione alla guida mai rilasciata in Italia in base di quella conseguita dal prevenuto nel Paese di origine. Trib. Perugia, 24-04-2012

La previsione dell'art. 116, comma diciottesimo, cod. strada in tema di confisca del veicolo per il reato di cui al comma tredicesimo stessa disposizione, consistente nella guida di autoveicoli senza il previo conseguimento della patente, è speciale rispetto a quella di cui all'art. 240 cod.pen. Cass. pen. Sez. IV, 01-12-2010, n. 4107 (rv. 249623), CED Cassazione, 2011

Chiunque guida autoveicoli o motoveicoli senza aver conseguito la patente di guida e' punito con l'ammenda da euro 2.257 a euro 9.032. L'infrazione è punita come fattispecie di rilevanza penale mentre in precedenza era prevista solo una sanzione amministrativa (di pari importo). Nel caso di specie l'assenza di titolo autorizzativo alla guida del veicolo in questione consente di ritenere provata la responsabilità dell'imputato in quanto si ravvisa una condotta che configura pienamente l'elemento soggettivo e l'elemento oggettivo del reato in contestazione.

Trib. Napoli Sez. IV, 19-01-2009 CED Cassazione, 2009

E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 116, commi 15 e 17, del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, censurato, in riferimento all'art. 3 Cost., nella parte in cui prevede per la guida di veicolo adibito al trasporto di persone in assenza del prescritto certificato di abilitazione professionale o con certificato scaduto, la medesima sanzione pecuniaria e la medesima sanzione accessoria del fermo del veicolo. Infatti, il rimettente si è limitato a denunciare una presunta situazione di contrasto tra la disciplina contestata e il parametro evocato, senza precisare quale intervento della Corte, fra i molti astrattamente concepibili, potrebbe assicurarne la compatibilità.

Corte cost. Ord., 19-12-2008, n. 429, Corte cost., 2009

Colui che viene sorpreso alla guida di un'autovettura senza mai aver conseguito la patente di guida, è sottoposto alla sanzioni previste dall'art. 116, co. 13, C.d.S. - D.Lgs. n. 285/1992, compresa la possibilità della la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi, o in caso di reiterazione delle violazioni, della sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Trib. Napoli Sez. IV, 26-11-2008 CED Cassazione, 2009

In tema di circolazione stradale, a seguito della sentenza n. 3 del 1997 della Corte costituzionale, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 116, comma 13, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (nuovo codice della strada), nella parte in cui punisce con la sanzione penale colui che, munito di patente di categoria B, C o D, guidi un veicolo per il quale è richiesta la patente di categoria A, la predetta violazione non è sanzionabile neppure a titolo di sanzione amministrativa conseguente a depenalizzazione nelle ipotesi alle quali (come nella specie) non sia applicabile "ratione temporis" l'art. 2 del d.l. 27 giugno 2003, n. 151, convertito in legge 1 agosto 2003, n. 214, che ha sanzionato come illecito amministrativo la fattispecie in questione. (Cassa e decide nel merito, Giud. pace Genova, 31 Maggio 2002)

Cass. civ. Sez. II Sent., 05-03-2008, n. 5987 (rv. 602208) Mass. Giur. It., 2008; CED Cassazione, 2008

È rilevante e non manifestamente infondata, in relazione all'art. 76 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 116, commi 13 e 18, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, così come sostituito dall'art. 19, primo comma, del d.lgs. 30 dicembre 1999,n. 507, nella parte in cui prevede e sanziona, quale illecito amministrativo, la condotta di chi, in possesso di patente di abilitazione alla guida di categoria B, guidi un veicolo per il quale è richiesta la patente di categoria A. (Rimette atti alla Corte Cost., Giud. pace Genova, 31 Maggio 2002)

Cass. civ. Sez. II, 03-05-2006, n. 10212 (rv. 588946) Arch. Giur. Circolaz., 2006, 12, 1141; CED Cassazione, 2006

La guida di auto senza patente posta in essere da soggetto sottoposto, con provvedimento definitivo, ad una misura di prevenzione, integra l'illecito penale di cui all'art. 6 della legge n. 575 del 1965 e non l'ipotesi di cui all'art. 116, comma tredicesimo, D.Lgs. n. 285 del 1992, depenalizzata ad opera dell'art. 19 D.Lgs. n. 507 del 1999. (Rigetta, App. Catanzaro, 21 giugno 2005)

Cass. pen. Sez. V Sent., 21-09-2006, n. 2655 (rv. 236301) CED Cassazione, 2007

La depenalizzazione del reato di guida senza patente prevista dall'art. 19 del D.Lgs. n. 507 del 1999 di modifica dell'art. 116 del codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285) non si estende all'ipotesi in cui la guida senza patente venga posta in essere da persona sottoposta a misura di prevenzione speciale, "ex" legge n. 575 del 1965: tale condotta è invero sanzionata penalmente dalla specifica disposizione di cui all'art. 6 della citata legge n. 575 del 1965.

Cass. Pen. Sez. II, sent. n. 9926 dell' 11 marzo 2005 (ud. del 04-11-2004), (rv. 231132)

È manifestamente infondata, in riferimento all’art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 126, 7º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285 (nuovo codice della strada), come modificato dall’art. 19, 3º comma, d.leg. 30 dicembre 1999 n. 507 (depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell’art. 1 l. 25 giugno 1999 n. 205), nella parte in cui prevede come ulteriore sanzione accessoria, nei confronti di chi guida con patente scaduta, il fermo del veicolo, in quanto: 1) punisce più severamente la condotta di chi affida un veicolo a persona che sia in possesso del documento di guida, ma ne abbia omesso il rinnovo, rispetto alla più grave violazione consistente nell’affidamento di un veicolo a persona che non abbia conseguito la patente, sanzionata dall’art. 116, 12º comma, del medesimo codice della strada, con la sola pena pecuniaria; 2) stabilisce, per la condotta di chi guida con patente scaduta, la stessa sanzione prevista dall’art. 116, 13º comma, codice della strada, per chi guida senza aver conseguito la patente o non essendo in possesso dei requisiti per la conduzione dei veicoli; 3) stabilisce, per la circolazione con patente scaduta, una sanzione più afflittiva rispetto a quella prevista dall’art. 128 d.leg. n. 285 del 1992 per chi conduce un veicolo nonostante la dichiarata inidoneità temporanea o senza essersi sottoposto agli esami, o accertamenti disposti dalla competente autorità.

Corte cost. [ord.], 11-07-2003, n. 234, Parti: Soc. Mimar c. Com. Carrara, Arch. circolaz., 2003, 904

Ai sensi della direttiva del consiglio 29 luglio 1991 n. 91/439/Cee, e dell’art. 116 d.leg 30 aprile 1992 n. 285, è legittima la circolare del ministero dei trasporti 16 febbraio 2000 n. 1062/4610, nella parte in cui esonera dall’esame teorico i soggetti che intendano conseguire la patente di guida di categoria «B» e siano titolari di quella di categoria «A», e viceversa, in considerazione dei contenuti comuni delle prove stesse e dell’obbligatorietà della prova pratica, decisiva ai fini dell’idoneità alla guida.

T.a.r. Lazio, sez. III, 14-05-2003, n. 4162, Parti: Confederaz. titolari autoscuole agenzie Italia c. Min. trasp., Trib. amm. reg., 2003, I, 948

 È rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento all’art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 116, 13º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285 codice della strada (come sostituito dall’art. 19 d.leg. 30 dicembre 1999 n. 507), nella parte in cui non differenzia l’ipotesi di guida di un motociclo con patente diversa da quella richiesta, rispetto alla più grave ipotesi di guida dello stesso motociclo senza patente alcuna.

Giudice di pace Sorgono, 07-03-2003, Parti: Zedde c. Pref. Nuoro, Arch. circolaz., 2003, 911

La guida senza patente, pur dopo la depenalizzazione disposta con l’art. 116 nuovo cod.strad., approvato con d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, continua a integrare ipotesi di illecito penale allorché sia posta in essere da persona alla quale sia stata applicata, con provvedimento definitivo, una misura di prevenzione.

 Cass., sez. I, 18-02-2003, Tilenni Scaglione, Ced Cass., rv. 224019 (m)

La guida senza patente, pur dopo la depenalizzazione disposta con l'art. 116 del nuovo codice della strada, approvato con D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285, continua a integrare ipotesi di illecito penale allorché sia posta in essere da persona alla quale sia stata applicata, con provvedimento definitivo, una misura di prevenzione.

 Cass. pen. sez. I 18-02-2003, n. 13626 (rv. 224019) Tilenni Scaglione, Riv. Pen., 2004, 92, Arch. Giur. Circolaz., 2004, 207
 

E' manifestamente inammissibile la q.l.c. dell'art. 116, comma 13, d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, sollevata in riferimento all'art. 3 cost., nella parte in cui non differenzia l'ipotesi di guida di un motociclo di oltre 125 centimetri cubici con patente di categoria B rispetto a quella di guida dello stesso motociclo senza patente alcuna, in quanto l'omissione, nell'ordinanza di rimessione, di qualsiasi indicazione sui fatti oggetto del giudizio, si risolve in un difetto di motivazione circa la sussistenza del requisito della rilevanza della questione di costituzionalità.

 Corte cost. (Ord.) 26-11-2002, n. 488 Murru c. Pref. Nuoro, Giur. Costit., 2002, f. 6
 

Non incorrono in alcuna violazione coloro che, in possesso di patente di categoria B conseguita dopo il 1988, guidano un motociclo di potenza inferiore a 11 Kw, anche se di cilindrata superiore a 125 cc.

 Giudice di pace Catania 11-09-2002 Cirami c. Pref. Catania, Giur. di Merito, 2002, f. 6
 

Non può essere applicata la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, che discenda per legge da illeciti posti in essere con violazione delle norme sulla circolazione stradale, a chi li abbia commessi conducendo veicoli per la cui guida non sia richiesta alcuna abilitazione o, se richiesta, non sia stata mai conseguita; nè, tanto meno, può essergli precluso, per un periodo corrispondente alla durata della sospensione, il diritto ad ottenerla nel caso in cui non ne sia ancora in possesso.

 Cass. pen. Sez.un. 30-01-2002, n. 12316 Fugger, Cass. Pen., 2002, 2295
 

La violazione per guida senza patente commessa quando tale fatto costituiva ancora reato contravvenzionale, non può coinvolgere in alcun modo il proprietario del veicolo. Estendendo il d.lg. n. 507 del 1999 l'applicazione della depenalizzazione anche alle violazioni commesse prima dell'entrata in vigore del decreto, la norma non può nè deve, comunque, risolversi a svantaggio di chi, all'epoca dei fatti, non aveva alcun tipo di responsabilità in merito. Il cittadino non può essere punito per fatti che al momento della loro commissione non prevedevano la sua responsabilità. La contestazione al ricorrente della sanzione amministrativa non appare, nel regime transitorio, fondata.

 Giudice di pace Arezzo 13-12-2001 Bandini c. Pref. Arezzo, Arch. Giur. Circolaz., 2002, 400

Non è manifestamente infondata, in riferimento all’art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 126, 7º comma, nuovo c.s., e successive variazioni (art. 19, 3º comma, d.leg. 30 dicembre 1999 n. 507) con riferimento alla fattispecie disciplinata dall’art. 116, 13º comma, nuovo c.s., in quanto detta norma non tiene nel debito conto il principio di uguaglianza fra i cittadini dato che con la medesima sanzione vengono penalizzati sia coloro che non possiedono i requisiti per la conduzione dei veicoli che coloro che hanno il documento di guida e tutti i requisiti, ma hanno semplicemente omesso in atto formale di rinnovo.
Giudice di pace Trento, 24-10-2000. Arch. circolaz., 2001, 367 Dir. e tecnica circolaz. e assic. obbl., 2001, 136
 
 È manifestamente infondata, con riferimento all’art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 116, 13º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285 (nuovo codice della strada), nella parte in cui, con riferimento all’art. 122, 7º e 8º comma, stesso codice, punisce con la sanzione penale, anziché con quella amministrativa, colui che si ponga alla guida di un motoveicolo di categoria A, anche se sulla parte posteriore di esso vi sia una persona, nella veste di accompagnatore, munita della patente di categoria superiore, in quanto sussiste una strutturale diversità nella guida di siffatti veicoli rispetto a tutti gli altri - ivi compresa la disciplina del tertium comparationis invocata (disciplina legislativa della guida dei veicoli con patente di tipo diverso da quello richiesto per la circolazione regolare) - proprio con riferimento alla fase dell’esercitazione, sì da non consentire il giudizio di comparazione.
Corte cost. [ord.], 14-07-1999, n. 298. Giur. costit., 1999, 2465 Riv. giur. circolaz. e trasp., 1999, 1009
 
 Non esiste rapporto di specialità fra l’art. 97, 6º comma, nuovo cod. strada, che sanziona in via amministrativa il fatto di chi circoli con un ciclomotore non rispondente alle prescritte caratteristiche (fra cui, in particolare, quella di non sviluppare una velocità superiore al consentito), e l’art. 116, 13º comma, stesso codice, il quale sanziona penalmente il fatto di circolare alla guida di motoveicoli (quale è da ritenersi un ciclomotore «maggiorato»), senza aver conseguito la relativa patente; ciò in quanto l’illecito amministrativo può essere commesso anche da chi sia munito di patente, per cui, mancando tale condizione, ben si rende configurabile anche l’illecito penale.
Cass., sez. IV, 22-12-1998. Arch. circolaz., 1999, 309

L'"abolitio criminis" operata attraverso la declaratoria di illegittimità costituzionale di una norma incriminatrice non fa venire meno la confisca già disposta in quanto questa non rientra tra gli effetti penali della condanna. (Fattispecie di confisca del motoveicolo per violazione dell'art. 116 comma 13 nuovo c. strad., dichiarato incostituzionale con sentenza n. 3 del 1997).

Cass. pen. Sez.IV 20-05-1998, n. 1576 Cangione, Cass. Pen., 1999, 2569, Giust. Pen., 1999, II, 536

 
 In tema di sospensione della patente di guida conseguente al reato di guida senza patente, l’espressione «eventualmente posseduta» contenuta nell’art. 116, 18º comma, nuovo cod.strad. implica che detta sospensione non è automatica, ma condizionata all’effettivo possesso della patente di guida; il giudice che procede con rito ordinario deve pertanto, al momento della condanna, accertare se l’imputato è in possesso di una patente, in qualsiasi momento conseguita e di qualsiasi tipo, e solo in caso positivo provvedere alla relativa sospensione; tale accertamento è invece precluso al giudice che applica la pena su richiesta delle parti, atteso che in tal caso il giudice deve provvedere allo stato degli atti.
Cass., sez. IV, 28-04-1998. Arch. circolaz., 1999, 31 Giust. pen., 1999, II, 233
 
 Lo straniero residente da oltre un anno in Italia che circoli con patente di guida rilasciata dal paese di origine ancora in corso di validità, è soggetto solo a sanzione amministrativa, ricorrendo l’ipotesi prevista dall’art. 136, 7º comma, nuovo cod.strad. e non la fattispecie penalmente rilevante di guida senza patente.
P. Reggio Emilia-Correggio. Reggio Emilia-Correggio, 05-02-1998. Arch. circolaz., 1999, 512
 
 L’abolitio criminis operata attraverso la declaratoria di illegittimità costituzionale di una norma incriminatrice non fa venire meno la confisca già disposta in quanto questa non rientra tra gli effetti penali della condanna (fattispecie di confisca del motoveicolo per violazione dell’art. 116, 13º comma, nuovo codice della strada, dichiarato incostituzionale con sentenza n. 3 del 1997).
Cass., sez. IV, 20-05-1998. Ced Cass., rv. 211642 (m)
  
La guida di un ciclomotore maggiorato nella cilindrata e comunque non corrispondente alle sue caratteristiche originarie, come previste dall’art. 52 cod.strad., integra il reato di cui all’art. 116, 13º comma, stesso codice, trattandosi di veicolo rientrante di fatto nella categoria dei motoveicoli di cui all’art. 53, per la conduzione del quale è prescritta la patente di categoria «A».
Cass., sez. IV, 18-09-1997. Arch. circolaz., 1998, 671
 
 La guida di motocicli, per cui è richiesta la patente di categoria A, da parte di chi sia munito di patente di categoria B, C o D, dopo la sentenza n. 3 del 10 gennaio 1997 della corte costituzionale, non costituisce reato.
Cass., sez. IV, 22-09-1997. Ced Cass., rv. 209285 (m)
 
 L’ipotesi di guida in costanza della sospensione della patente a tempo indeterminato rientra nella previsione di cui all’art. 218, 6º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285 (nella fattispecie il p.g. aveva rilevato con il ricorso che la sospensione della patente di guida, quale disciplinata dall’art. 218 d.leg. 1992 n. 285 era per definizione temporanea con la conseguente necessaria riconducibilità dell’ipotesi della guida con patente sospesa a tempo indeterminato al caso sanzionato dall’art. 116, 13º comma, decreto legislativo detto).
Cass., sez. IV, 28-03-1997. Giust. pen., 1998, II, 365
 
 Il tenore letterale della disposizione di cui al 18º comma dell’art. 116 nuovo cod.strad., secondo il quale con la sentenza di condanna per i reati previsti dal 13º comma dello stesso articolo il giudice, nell’impossibilità di ordinare la confisca del veicolo, dispone, per la durata della pena principale, la sospensione della patente «eventualmente posseduta» dal condannato, impone di escludere che tale sanzione amministrativa accessoria possa riferirsi all’abilitazione alla guida conseguita successivamente alla consumazione del reato.
Cass., sez. IV, 25-11-1997. Arch. circolaz., 1998, 649
 
 Poiché con la sentenza di applicazione della pena su richiesta per il reato di cui all’art. 116, 1º e 13º comma, nuovo codice della strada (guida senza patente) non può mai essere disposta la confisca del veicolo, anche se appartenente al prevenuto, nemmeno è consentito disporre con tale sentenza la sospensione della patente di guida, in via sussidiaria, prevista dal 18º comma del citato articolo, per il caso della non appartenenza.
Cass., sez. IV, 12-01-1998. Riv. giur. circolaz. e trasp., 1998, 571
 
 In tema di sospensione della patente di guida conseguente al reato di guida senza patente, l’espressione «eventualmente posseduta» contenuta nell’art. 116, 18º comma, nuovo cod. strad. implica che detta sospensione non è automatica, ma condizionata all’effettivo possesso della patente di guida; il giudice che procede con rito ordinario deve pertanto, al momento della condanna, accertare se l’imputato è in possesso di una patente, in qualsiasi momento conseguita e di qualsiasi tipo, e solo in caso positivo provvedere alla relativa sospensione; tale accertamento è invece precluso al giudice che applica la pena su richiesta delle parti, atteso che in tal caso il giudice deve provvedere allo stato degli atti.
Cass., sez. IV, 28-04-1998. Ced Cass., rv. 211236 (m)
 
 È incostituzionale l’art. 116, 13º comma, d.leg. 285/92, nuovo codice della strada, nella parte in cui punisce con sanzione penale colui che, munito di patente di categoria B, C o D, guida un veicolo per il quale è richiesta patente di categoria A.
Corte cost., 10-01-1997, n. 3. Foro it., 1997, I, 1 Cons. Stato, 1997, II, 4 Giur. it., 1997, I, 182 Arch. circolaz., 1997, 128 Giur. cost., 1997, 13 Giust. pen., 1997, I, 181 Riv. giur. circolaz. e trasp., 1997, 573
 
 L’ipotesi di guida in costanza della sospensione della patente a tempo indeterminato rientra nella previsione di cui all’art. 218, 6º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285 (nella fattispecie il p.g. aveva rilevato con il ricorso che la sospensione della patente di guida, quale disciplinata dall’art. 218 d.leg. 1992 n. 285 era per definizione temporanea con la conseguente necessaria riconducibilità dell’ipotesi della guida con patente sospesa a tempo indeterminato al caso sanzionato dall’art. 116, 13º comma, d.leg. detto).
Cass., sez. IV, 28-03-1997. Ced Cass., rv. 207875 (m)
 
 
La confisca del veicolo prevista dall’art. 116, 18º comma, cod.strad. per guida senza patente è una misura di sicurezza e pertanto è inapplicabile nel rito del patteggiamento; qualora la confisca venga invece disposta come conseguenza delle condotte previste dall’art. 97, 5º e 6º comma, cod.strad. (fabbricazione, commercio di veicolo a velocità superiore a quella consentita, circolazione su siffatto veicolo), la stessa costituisce sanzione accessoria amministrativa, compatibile col citato rito.
Cass., sez. IV, 02-05-1996. Arch. circolaz., 1997, 338 Giust. pen., 1997, II, 495 Giur. it., 1997, II, 523
 
 
La sentenza di patteggiamento è equiparata dall’art. 445 c.p.p. ad una pronuncia di condanna e l’art. 84 disp. att. ne tiene conto, non comprendendo la sentenza di patteggiamento tra i casi in cui non sono dovute le spese per la conservazione e per la custodia delle cose sequestrate ed autorizzando così la distinzione, nelle spese del procedimento, tra quelle strettamente necessarie al processo e quelle che tali non sono e delle quali sussiste il diritto erariale alla rivalsa (fattispecie in tema di spese relative alla custodia di un autoveicolo sequestrato perché condotto da persona priva di patente di guida: la corte ha ammesso il diritto erariale alla rivalsa).
Cass., sez. IV, 21-11-1996. Ced Cass., rv. 208782 (m)

La confisca del veicolo, contemplata dall'art. 116, comma 18, c. strad., per il reato di guida senza patente, è misura di sicurezza e non sanzione accessoria amministrativa. Deve, pertanto, considerarsi esclusa l'applicabilità della stessa con la sentenza emessa a conclusione del procedimento speciale disciplinato dagli art. 444 - 448 c.p.p., trattandosi di un'ipotesi che non può essere assimilata ai casi di confisca obbligatoria disciplinati dall'art. 240, comma 2, c.p., in presenza dei quali, unicamente, l'applicazione della misura di sicurezza in esame è possibile, ed anzi è doverosa, anche nel rito del patteggiamento.

Cass. pen. Sez. IV, 02-05-1996, n. 8669Galvani, Studium juris, 1997, 89

 
 
Con la sentenza di applicazione della pena su richiesta per i reati previsti dall’art. 116, 13º comma, cod.strad., non può essere disposta la confisca di cui al successivo 18º comma dello stesso articolo, non trattandosi di confisca qualificabile come sanzione amministrativa accessoria (quale prevista, invece, in altre disposizioni del codice della strada), ma di vera e propria misura di sicurezza, la cui applicazione è esclusa dall’art. 445 c.p.p., posto che non si verte in ipotesi di confisca obbligatoria disciplinata dall’art. 240, 2º comma, c.p.
Cass., sez. IV, 28-02-1997. Arch. nuova proc. pen., 1997, 474
 
 
La guida di motociclo, di cui all’art. 53, lett. a), cod.strad. vigente, con patente diversa da quella di categoria A, di cui all’art. 116, 3º comma, stesso codice, integra la fattispecie contravvenzionale di guida senza patente, ex art. 116, 13º comma, detto codice (e non l’ipotesi attenuata sanzionata dal successivo art. 125, 3º comma).
Cass., sez. IV, 19-04-1995. Cass. pen., 1996, 2731
 
 
Integra la contravvenzione di cui all’art. 116, 13º comma, cod.strad. la condotta di chi guida un motociclo essendo munito di patente di guida di categoria B, conseguita dopo il 25 aprile 1988.
P. Bolzano. Bolzano, 15-02-1996. Giur. merito, 1996, 724
 
 
Non è manifestamente infondata, in riferimento all’art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 116, 13º comma, del nuovo codice della strada, laddove prevede un trattamento sanzionario penale per l’ipotesi di esercizio, da parte di titolari di patente cat. B, della guida di un motoveicolo per cui sia richiesta la patente di cat. A con ingiustificata disparità di trattamento rispetto all’ipotesi distinta (ma equivalente sotto il profilo del disvalore effettuale) di esercizio, da parte del medesimo titolare di patente cat. B, di guida di autoveicolo per cui è richiesta la patente di categoria superiore, ipotesi soggetta a mera sanzione amministrativa.
P. Ascoli Piceno. Ascoli Piceno, 17-01-1996. Arch. circolaz., 1996, 521
  
Non costituisce reato la guida di un motoveicolo di cilindrata superiore ai centoventicinque centimetri cubici da parte di un soggetto il quale sia titolare di sola patente di guida di categoria B, conseguita dopo il 25 aprile 1988.
P. Napoli. Napoli, 10-01-1995. Arch. circolaz., 1996, 126
  
A seguito dell’entrata in vigore del d.m. 8 agosto 1994, la guida di un motociclo di cilindrata non superiore ai centoventicinque centimetri cubici da parte di soggetto sprovvisto di patente di categoria A, ma munito di patente di categoria B, non costituisce più reato.
P. Siracusa-Avola. Siracusa-Avola, 13-12-1995. Arch. circolaz., 1996, 126
  
La sospensione e la revoca della patente di guida non devono più considerarsi pene accessorie, bensì sanzioni amministrative, giacché l’art. 116, 18º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, non parla di pena accessoria e giacché, inoltre, nei casi in cui conseguono a reati, sono qualificate espressamente sanzioni amministrative accessorie a sanzioni penali.
Cass., sez. IV, 21-09-1995. Giur. it., 1996, II, 452
 
 L’art. 231, 1º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, recante il nuovo codice della strada, ha abrogato il codice stradale previgente (d.p.r. 15 giugno 1959 n. 393) e quindi anche l’art. 6 l. 31 maggio 1965 n. 575, che prevedeva il reato di guida senza patente o con patente revocata ai sensi degli art. 82 e 91, 2º comma e terz’ultimo, n. 2 d.p.r. n. 393/1959, già modificato per effetto della l. 3 agosto 1988 n. 327, che aveva soppresso la misura di prevenzione della diffida; peraltro, la condotta di coloro che guidano autoveicoli, senza avere ottenuto la patente, in quanto privi dei requisiti morali previsti dall’art. 120 c.s. vigente o senza essere in possesso della patente perché revocata a causa del difetto di quei requisiti, è sanzionata oggi dall’art. 116 n. 13 e 14 del suddetto c.s.; da ciò consegue che con l’abrogazione dell’art. 6 l. n. 575/1965 non vi è stata abolitio criminis, ma solo successione di norme incriminatrici, essendo diversamente disciplinato un fatto considerato come reato dalla legge precedente (fattispecie nella quale si è applicato come più favorevole, in virtù del dettato dell’art. 2, 3º comma, c.p., l’art. 116 c.s. vigente, atteso il più mite trattamento sanzionatorio).
Cass., sez. V, 13-06-1995. Arch. circolaz., 1996, 303 Riv. giur. circolaz. e trasp., 1996, 162
 
 L’art. 445, 1º comma, c.p.p., mediante un rinvio formale e specifico all’art. 240, 2º comma, c.p. che non consente interpretazioni estensive, limita il potere del giudice, in via eccezionale, alle sole ipotesi contemplate da quest’ultima disposizione, la quale si riferisce esclusivamente alle cose che abbiano carattere intrinsecamente criminoso o che costituiscano il prezzo del reato, con conseguente esclusione delle previsioni di confisca obbligatoria contenuta in leggi speciali (nella fattispecie, relativa a sentenza di patteggiamento per il reato di guida di veicolo senza patente, è stato escluso che potesse essere disposta la confisca del mezzo appartenente alla persona sprovvista di abilitazione alla guida).
Cass., sez. IV, 21-02-1996. Ced Cass., rv. 204980 (m)
 
 Deve qualificarsi «irrilevante», agli effetti previsti dall’art. 27 d.p.r. 22 settembre 1988 n. 448, la condotta di un minore, sprovvisto di patente di guida, che abbia percorso pochi centimetri a bordo di un motociclo.
T. minorenni Cagliari, 07-02-1995. Foro it., 1996, II, 451,
  
È inammissibile, in riferimento all’art. 3 cost., la questione di costituzionalità degli art. 116, 13º comma e 125, 3º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 295 (nuovo codice della strada), recanti sanzioni penali nei confronti del conducente munito di patente per autoveicolo conseguita dopo il 26 aprile 1988 trovato a guidare un motociclo per il quale sia prevista la patente A, in quanto - pure ammessa la sproporzione di non aver depenalizzato anche questa fattispecie, come è invece avvenuto per chi guida un veicolo con una patente di livello inferiore rispetto a quella necessaria - la corte non può sindacare, in una materia delicata come quella della circolazione stradale, le scelte discrezionali del legislatore, il quale resta comunque libero anche di razionalizzare le previsioni uniformandole tutte nel senso della sanzione penale.
Corte cost., 16-06-1995, n. 246. Cons. Stato, 1995, II, 949 Ammin. it., 1995, 1313 Arch. circolaz., 1995, 942 Riv. giur. circolaz. e trasp., 1995, 744
 
 Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli art. 116, 13º comma, e 125, 3º comma, del codice della strada, in riferimento all’art. 3 cost., nella parte in cui sanzionano penalmente il comportamento di chi, munito di sola patente di categoria B rilasciata dopo il 26 aprile 1988, guidi un motoveicolo.
G.i.p. P. Bari, 06-10-1994. Arch. circolaz., 1995, 271
 
 Non costituisce reato ai sensi dell’art. 116, 13º comma, del codice della strada guidare un motoveicolo di cilindrata superiore ai centoventicinque centimetri cubici da parte di colui che sia titolare di patente di guida di categoria B, conseguita dopo il 25 aprile 1988.
Proc. Rep. P. Napoli, 10-01-1995. Giur. merito, 1995, 777
 
 Il fatto di circolare alla guida di un ciclomotore maggiorato nella cilindrata, non corrispondente, perciò, alle sue caratteristiche originarie, già integrante gli estremi del reato di cui all’art. 80, 13º comma, previgente cod.strad., non è lo stesso ipotizzato attualmente dall’art. 97 nuovo cod.strad. (d.leg. 30 aprile 1992 n. 285) ma, invece, integra il reato previsto dall’art. 116, 13º comma, di tale codice, poiché per il veicolo di cui al sequestro è necessaria la patente di guida di categoria A, prevista da quest’ultima norma.
Cass., sez. IV, 24-06-1994. Riv. giur. polizia locale, 1995, 333
 
Anche dopo che, con il nuovo codice della strada, introdotto con il d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, l’incauto affidamento del veicolo a persona non munita di patente è divenuto illecito amministrativo e perciò depenalizzato (art. 116, 12º comma, codice della strada vigente) è possibile il concorso nel reato di guida senza patente, ora previsto dall’art. 116, 13º comma, quando l’affidante agisca con dolo, cioè sia consapevole che l’affidatario è sprovvisto di patente e il suo comportamento sia riconducibile ai parametri generali previsti dall’ordinamento in tema di concorso secondo i quali il concorso è configurabile non solo quando vi sia partecipazione all’esecuzione materiale del reato ma anche quando la gente abbia incitato o rafforzato l’altrui volontà o fornito i mezzi per commetterlo.
Cass., sez. IV, 16-12-1994. Riv. giur. circolaz. e trasp., 1995, 587 Arch. circolaz., 1995, 960
 
 La norma dell’art. 135, 1º comma, codice della strada, prevede, per i conducenti muniti di patente rilasciata da stato estero, la possibilità di guidare il veicolo in Italia, per il quale è valida la loro patente, a condizione che essi non siano residenti nel nostro paese da oltre un anno; non ricorrendo tale condizione diviene perciò stesso, operante la previsione generale di cui all’art. 116 c.d.s., 1º e 13º comma (guida senza patente).
Cass., sez. IV, 27-04-1995. Riv. giur. polizia locale, 1995, 497
 
La guida di veicolo con patente materialmente ritirata perché scaduta di validità è stata espressamente prevista come reato solo a seguito della modifica che il d.leg. 10 settembre 1993 n. 360 ha apportato all’art. 216, 6º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285; l’attuale codice della strada nella sua iniziale stesura, infatti considerava la guida di veicolo durante il periodo successivo alla scadenza di validità della patente quale violazione amministrativa (art. 116, 7º comma), senza operare alcuna distinzione tra ipotesi di condotta nel possesso o nel non possesso del documento perché ritirato; né vi era alcuna altra norma che punisse in maniera più grave la guida di veicolo con patente ritirata perché scaduta; è da escludere pertanto, che nella vigenza del nuovo codice della strada, prima della modifica introdotta con il d.leg. 10 settembre 1993 n. 360, il legislatore abbia inteso perseguire penalmente questa ultima condotta di guida (nella fattispecie la corte di cassazione in applicazione del principio del favor rei in ipotesi di successione nel tempo di leggi, ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna per il reato di cui all’art. 80 d.p.r. 15 giugno 1959 n. 393).
Cass., sez. IV, 20-04-1994. Riv. giur. circolaz. e trasp., 1995, 582
 
 A seguito delle modifiche apportate dall’art. 216 d.leg. 30 aprile 1992 n. 285 dall’art. 115 d.leg. 10 settembre 1993 n. 360, il porsi alla guida di un veicolo dopo che la patente sia stata ritirata perché scaduta di validità è espressamente previsto come reato dall’art. 216, 6º comma, d.leg. n. 285 del 1992; tale condotta era punibile anche anteriormente all’entrata in vigore delle disposizioni correttive ed integrative del nuovo codice della strada, risolvendosi essa in una ipotesi di guida senza patente, sanzionata dall’art. 116, 13º comma, detto d.leg. n. 285 del 1992 (fattispecie relativa ad annullamento con rinvio di sentenza di assoluzione dal reato di guida senza patente perché ritirata dopo l’accertamento che era scaduta di validità, motivata dal pretore con il rilievo che l’art. 216 nuovo cod.strad., nel testo originario non ancora modificato dal d.leg. n. 360 del 1993, prevedeva come reato solo il fatto di circolare abusivamente con lo stesso veicolo cui il ritiro si riferiva e non riguardava anche l’ipotesi di circolazione dopo il ritiro della patente, non essendo questa oggettivamente riferibile a un determinato veicolo).
Cass., sez. IV, 14-06-1994. Arch. circolaz., 1995, 1074
 
 Nella vigenza del nuovo codice della strada, chi guida veicoli con patente sospesa a tempo indeterminato dal prefetto è punito ai sensi dell’art. 116, 13º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285; tale disposizione va interpretata, in considerazione della sua ratio, nello stesso modo in cui veniva intesa la più ampia dizione contenuta nell’art. 80, 13º comma, d.p.r., 15 giugno 1959 n. 393; infatti, il presupposto su cui si basa la nuova normativa, costituito dalla mancanza di accertamento delle condizioni legittimanti l’autorizzazione alla guida, esiste e riveste, anzi, una maggiore rilevanza nel caso di sospensione dell’autorizzazione, perché siffatta sospensione fa configurare la più grave ipotesi del venire meno delle citate condizioni legittimanti.
Cass., sez. IV, 15-06-1994.
  
 Ai fini della possibilità di disporre la confisca del veicolo prevista dall’art. 116, 18º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, colui che affida il mezzo a persona che non abbia conseguito la patente deve essere considerato estraneo al reato.
Cass., sez. IV, 15-02-1995. Mass. Cass. pen., 1995, fasc. 6, 125 (m)
 
 Il sequestro del veicolo condotto da persona non abilitata alla guida, ma appartenente ad altri, può essere disposto per tutte le finalità contemplate da tale istituto e non già solo in funzione della confisca del mezzo che appartenga all’autore del reato.
Cass., sez. IV, 15-02-1995. Arch. circolaz., 1995, 621 Riv. giur. circolaz. e trasp., 1995, 819
  
Il sequestro del veicolo condotto da persona non abilitata alla guida può essere disposto per tutte le finalità contemplate da tale istituto, e non già solo in funzione della confisca del mezzo che sia di proprietà dell’autore del reato; qualora tale confisca non possa essere ordinata per l’appartenenza a persona estranea al reato del veicolo, questo può essere sequestrato se vi è pericolo di aggravio di protrazione delle conseguenze del reato e di agevolazione della commissione di altri reati, ove trattasi di sequestro preventivo, ovvero di dispersione di cose utili all’accertamento dei fatti nel sequestro probatorio (fattispecie relativa ad annullamento con rinvio di ordinanza con cui il tribunale, rigettando l’appello del p.m. avverso il diniego da parte del gip di disporre il sequestro preventivo di un veicolo per violazione dell’art. 116, 13º comma, d.leg. 30 aprile 1992 n. 285, ha rilevato che il sequestro è consentito solo allorché si debba con la successiva condanna ordinare la confisca, non possibile nel caso in esame per l’appartenenza del mezzo a persona estranea al reato).
Cass., sez. IV, 15-02-1995. Mass. Cass. pen., 1995, fasc. 6, 125 (m)
  
A seguito dell’entrata in vigore del nuovo codice della strada, la guida di auto senza aver conseguito la patente di guida - ma avendo già superato con esito positivo gli esami di guida - non costituisce più reato bensì illecito amministrativo punito con relativa sanzione (art. 116, 14º comma, nuovo cod.strad.); peraltro, per il principio dell’irretroattività stabilito in materia di sanzioni amministrative (art. 1 l. 24 novembre 1981 n. 689), non può essere irrogata la sanzione ex art. 116, 14º comma, citato, se il fatto sia stato commesso prima dell’entrata in vigore del nuovo codice della strada.
Cass., sez. IV, 23-11-1993. Arch. circolaz., 1994, 625 Riv. giur. circolaz. e trasp., 1994, 680
 
 Il fatto di colui il quale senza esser munito di patente di guida di categoria A circoli alla guida di un ciclomotore maggiorato nella cilindrata e non corrispondente perciò alle sue caratteristiche originarie, integra il reato di cui all’art. 116, 13º comma, nuovo cod.strad., poiché il veicolo in questione viene ad esser ricompreso nella categoria di quelli per la cui conduzione è appunto necessaria, ai sensi della citata norma, la suddetta patente.
Cass., sez. IV, 24-06-1993. Arch. circolaz., 1994, 392 Nel Repertorio: 1994, Circolazione stradale [1280], n. 125
 
 L’inosservanza dell’ordine di esibire la patente di guida impartito a chi sia sorpreso a condurre un autoveicolo senza avere con sé la patente non può considerarsi esclusa dalla depenalizzazione intervenuta con l’art. 180, 8º comma, del nuovo codice della strada, sotto il profilo della persistente strumentalità di quell’ordine all’accertamento del reato di cui all’art. 116 stesso codice (che può essere agevolmente accertato presso gli uffici della p.a.), e cioè a fini di giustizia (in motivazione, la suprema corte ha affermato che l’ordine di esibire la patente di guida appare funzionalmente diretto ad accertare eventuali violazioni amministrative, come la mancata conferma di validità della patente, la mancata annotazione del cambio di residenza, l’irregolarità fiscale del documento, l’eventuale violazione dell’obbligo di portare le lenti durante la guida ecc.).
Cass., sez. I, 14-12-1993. Mass. Cass. pen., 1994, fasc. 4, 67 (m)
  
L’ordine di esibire la patente di guida dato a chi sia stato sorpreso alla guida di autoveicolo senza avere con sé la patente è funzionalmente diretto all’accertamento di violazioni amministrative - quali la guida senza portare con sé la patente, la mancata conferma di validità della stessa, la mancata annotazione del cambio di residenza, l’irregolarità fiscale del documento, l’eventuale violazione dell’obbligo di portare le lenti durante la guida ecc. - e non del reato di cui all’art. 116 del nuovo c.s., dato che quest’ultimo può essere agevolmente accertato presso gli appositi uffici della p.a. (fattispecie in cui il p.m. ricorrente sosteneva che il venir meno, a seguito dell’entrata in vigore del disposto dell’art. 180, 8º comma, nuovo c.s., della configurabilità del reato di cui all’art. 650 c.p. nel caso di inottemperanza all’ordine di esibizione della patente di guida, sarebbe limitato alle ipotesi in cui la esibizione stessa sia diretta all’accertamento di violazioni amministrative e non riguarderebbe anche il caso in cui l’ordine sia diretto invece all’accertamento del reato di cui all’art. 116 di detto codice; la cassazione ha ritenuto infondato tale assunto ed ha enunciato il principio di cui in massima).
Cass., sez. I, 14-12-1993. Arch. circolaz., 1994, 825 Giust. pen., 1994, II, 533
 
 L’inosservanza dell’ordine di esibire la patente di guida impartito a chi sia sorpreso a condurre un autoveicolo senza avere con sé la patente non può considerarsi esclusa dalla depenalizzazione intervenuta con l’art. 180, 8º comma, del nuovo c.s., sotto il profilo della persistente strumentalità di quell’ordine all’accertamento del reato di cui all’art. 116 stesso codice (che può essere agevolmente accertato presso gli uffici della p.a.), e cioè a fini di giustizia (in motivazione, la suprema corte ha affermato che l’ordine di esibire la patente di guida appare funzionalmente diretto ad accertare eventuali violazioni amministrative, come la mancata conferma di validità della patente, la mancata annotazione del cambio di residenza, l’irregolarità fiscale del documento, l’eventuale violazione dell’obbligo di portare le lenti durante la guida ecc.).
Cass., sez. I, 14-12-1993. Arch. circolaz., 1994, 825
 
 L’incauto affidamento del veicolo a persona sprovvista di patente di guida, che costituiva reato ai sensi dell’art. 80, 12º comma, cod.strad. del 1959, è ora sanzionato amministrativamente a norma dell’art. 116, 12º comma, cod.strad. del 1992; a norma dell’art. 2 c.p. l’incauto affidamento commesso sotto il vigore del cod.strad. del 1959 non è più penalmente perseguibile perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato; infatti l’art. 237, 2º comma, nuovo cod.strad. che fissa un principio di ultrattività delle sanzioni per le violazioni commesse sotto la vigenza del vecchio codice può essere riferito alle sole sanzioni amministrative.
P. Padova. Padova, 16-03-1993. Cass. pen., 1993, 1837

Regolamento  

Art. 308.
(Art. 116 Cod. Str.) Modello e caratteristiche della patente di guida - Guida dei veicoli utilizzati per il soccorso stradale (1).
1. La patente di guida, conforme al modello comunitario, ha le seguenti dimensioni:
a) altezza 106 mm;
b) larghezza 222 mm.
Le altre caratteristiche sono riportate nel modello IV.2, che fa parte integrante del presente regolamento.
2. Per evitare i rischi di falsificazione della patente di guida, dopo l'intestazione e l'apposizione della fotografia del titolare, viene applicata, sulle parti da proteggere, una pellicola trasparente di materiale plastico.
3. Le caratteristiche del materiale utilizzato per la patente di guida, le caratteristiche della pellicola protettiva antifalsificazione, le modalità di compilazione del documento, di applicazione della pellicola protettiva sulla patente, le parti della patente da proteggere e gli ulteriori dettagli necessari sono stabiliti con provvedimento del Ministro dei trasporti e della navigazione [di concerto con il Ministro dell'interno], da emanare nel termine previsto dall'articolo 232 del codice (2).
4. Le disposizioni di cui all'articolo 116, commi 3 e 4, del codice, si applicano anche nel caso di complessi formati da autoveicolo, anche non classificato per il soccorso stradale, e da rimorchio costituito da veicolo in avaria. È sufficiente che il conducente del complesso sia in possesso della sola patente di guida del veicolo traente isolato, quando venga rimorchiato un autoveicolo su cui sia presente altro conducente, munito della relativa patente di guida ed in grado di azionare i dispositivi di frenatura e di sterzo del veicolo trainato, così da costituire valido ausilio per la corretta marcia del complesso stesso (295).
---------
(1) Rubrica così modificata dall'art. 172, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).
(2) Comma così modificato dall'art. 172, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).
(3) Comma aggiunto dall'art. 172, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

MODELLO COMUNITARIO DI PATENTE DI GUIDA (art. 22, D. Lgs. 19 aprile 2011, n. 59)

ESEMPIO DI PATENTE DI GUIDA SECONDO IL MODELLO (V. all. 1 D. Lgs. 18 aprile 2011, n. 59)

Dec. 18 dicembre 2012, n. 2013/21/UE.  DECISIONE DELLA COMMISSIONE relativa alle equipollenze fra le categorie di patenti di guida [notificata con il numero C(2012) 9358] (Testo rilevante ai fini del SEE). (G.U.U.E. 22 gennaio 2013, n. L 19).

 
Art. 309. (Art. 116 Cod. Str.) Annotazione del gruppo sanguigno.(1)

(Articolo da ritenere abrogato per contrasto con l'articolo 116 che non prevede l'obbligo di annotazione del gruppo sanguigno)

 
Art. 310. (Art. 116 Cod. Str.) Tipi di certificati di abilitazione professionale: CAP.
1. I certificati di abilitazione professionale (CAP), di cui all'art. 116, comma 8, del codice, sono dei seguenti tipi:
 
    KA - per guidare  a  carico, per  qualsiasi  spostamento su strada, motocarrozzette, di  massa complessiva  fino ad 1,3 t in servizio di noleggio con conducente;         
    KB - per  guidare, a  carico  per  qualsiasi  spostamento su strada, motocarrozzette di  massa complessiva oltre 1,3 t in servizio di noleggio con conducente ed autovetturein servizio di piazza o di noleggio con conducente;   
    KC - per guidare, essendo minori di  anni 21 e per qualsiasi spostamento  su  strada, a vuoto o a carico, autocarri, autoveicoli   per   trasporti   specifici,   autotreni, autoarticolati, autosnodati, adibiti  al  trasporto  di cose, ed  il  cui  peso  complessivo  a  pieno  carico, compreso il rimorchio, superi 7,5 t;                     
    KD - per   guidare,  a   carico  per  qualsiasi  spostamento su    strada,    autobus,  autotreni,   autoarticolati, autosnodati,  adibiti  al   trasporto  di   persone  in servizio di linea o di noleggio con conducente o per il trasporto di scolari;                                 
    KE - per guidare, per  qualsiasi  spostamento  su  strada, a vuoto o a carico, mezzi adibiti ai servizi di emergenza (1).
2. Il certificato di abilitazione professionale di tipo KB è valido anche per la guida dei veicoli cui abilita il certificato KA; il certificato di abilitazione professionale di tipo KD è valido anche per la guida dei veicoli cui abilitano i certificati di tipo KB e KE (1).
3. I certificati di cui al comma 1, devono corrispondere al modello IV.3, che fa parte integrante del presente regolamento (2).
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(1) Comma così modificato dall'art. 174, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).
(2) Vedi, anche, l'art. 17, L. 27 dicembre 1997, n. 449.
17. Disposizioni tributarie in materia di veicoli.
1 – 26 olmissia
26. È soppresso il certificato di abilitazione professionale del tipo KE di cui all'articolo 116, comma 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, ed agli articoli 310 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e successive modificazioni ed integrazioni.
omissis

Con D. Lgs. 21 novembre 2005, n. 286 è stato istituito la carta di qualificazione del conducente (CQC). Dopo l'emanazione dei decreti di attuazione previsti dagli articoli 17 e 19 del D. Lgs., il certificato di abilitazione professionale (CAP) sarà sostituito dalla carta di qualificazione del conducente (CQC).

 
Art. 311. (Art. 116 Cod. Str.) Requisiti per il rilascio del CAP.
1. Per il rilascio del CAP, a seconda del tipo richiesto, è necessaria la titolarità della patente di guida come di seguito indicato:
    KA - patente di categoria A;
    KB - patente di categoria B;
    KC - patente di categoria C;
    KD - patente di  categoria  D  per la  guida di  autobus; DE
         negli altri casi;                                     
    KE -
2. Il rilascio del CAP è subordinato all'accertamento del possesso dei requisiti fisici e psichici richiesti per il rilascio, la revisione e la conferma di validità della patente di guida dei veicoli delle categorie C, D ed E.
3. Per ottenere il certificato di abilitazione professionale (CAP), occorre:
a) essere residenti in un comune della Repubblica;
b) essere in possesso di patente nazionale valida per la categoria prevista dal comma 1;
c) presentare una domanda ad un ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.;
d) superare l'apposito esame da sostenersi nella circoscrizione territoriale dello stesso ufficio, ovvero dimostrare di essere in possesso della relativa abilitazione rilasciata da uno Stato estero.
4. Ai minori di anni 21 può essere rilasciato esclusivamente il certificato di abilitazione professionale KC.
5. L'Ufficio provinciale della M.C.T.C. provvede a rilasciare il certificato di abilitazione professionale, contrassegnato da un numero progressivo assegnato dal centro elaborazione dati della Direzione generale della M.C.T.C.
6. La domanda di cui al comma 3, lettera c), ha validità per sei mesi, dà diritto a sostenere l'esame una volta soltanto e non è prorogabile.
 
Art. 312. (Art. 116 Cod. Str.) Programma d'esame per il conseguimento dei certificati di abilitazione professionale.
1. Gli argomenti del programma di esame per il conseguimento del certificato di abilitazione professionale sono quelli indicati nell'appendice I al presente titolo.
 
Appendice I - Art. 312 (Programma d'esame per il conseguimento dei certificati di abilitazione professionale).
Appendice II - Art. 320 (Malattie invalidanti).
 
Appendice I - Art. 312 - (Programma d'esame per il conseguimento dei certificati di abilitazione professionale)
1. Gli argomenti del programma di esame per il conseguimento del certificato di abilitazione professionale sono di seguito indicati, con le specificazioni riportate nei commi da 3 a 7 per i diversi tipi di CAP.
 
TITOLO I
A. Conoscenza della struttura di un veicolo e delle sue parti principali.
A.1. Conoscenza della struttura e del funzionamento di motori a combustione interna:
a) sistemi di lubrificazione e di raffreddamento;
b) impianto di alimentazione;
c) impianto elettrico;
d) sistema di accensione;
e) sistema di trasmissione (frizione, scatola del cambio, ecc.).
A.2. Conoscenze generali sui lubrificanti e sulla difesa antigelo.
A.3. Conoscenza delle precauzioni da prendere per smontare e rimontare le ruote.
A.4. Conoscenza della struttura, del montaggio, del corretto uso e della manutenzione dei pneumatici.
A.5. Conoscenza dei vari tipi di dispositivi di frenatura, del loro funzionamento, delle loro parti principali, dei loro collegamenti, del loro uso e della loro manutenzione quotidiana, nonché conoscenza dei dispositivi di accoppiamento dei rimorchi.
A.6. Capacità di individuare i guasti del veicolo.
A.7. Capacità di riparare piccoli guasti facendo uso degli opportuni utensili.
A.8. Conoscenze generali relative alla manutenzione preventiva del veicolo e alla tempestività delle riparazioni da effettuare.
 
TITOLO II
B. Conoscenze generali in materia di trasporti e di amministrazione.
B.1. Capacità generali e conoscenze geografiche sufficienti per poter usare carte stradali e relativi indici.
B.2. Conoscenza dell'uso economico del veicolo.
B.3. Conoscenza delle misure da prendere in caso di collisione o di altri incidenti (per esempio incendio) per quanto concerne l'assicurazione del veicolo.
B.4. Conoscenza della legislazione nazionale, applicabile al trasporto di merci.
B.5. Nozioni elementari sulla responsabilità del conducente per quanto concerne la presa in consegna, il trasporto e la consegna delle merci conformemente alle condizioni convenute.
B.6. Conoscenza delle tecniche per caricare e scaricare merci e del corretto uso della relativa attrezzatura.
B.7. Nozioni elementari sulle precauzioni da prendere per la manutenzione e il trasporto di merci pericolose.
B.8. Conoscenza dei documenti, relativi ai veicoli e ai trasporti, prescritti per il trasporto di merci all'interno del paese e al passaggio della frontiera.
B.9. Conoscenza della legislazione nazionale applicabile al trasporto di persone.
B.10. Conoscenza delle responsabilità del conducente connessa con il trasporto di viaggiatori.
B.11. Conoscenza dei documenti relativi ai veicoli e ai viaggiatori, prescritti per il trasporto di viaggiatori all'interno del paese e al passaggio della frontiera.
2. Dal programma di esame sono esclusi gli argomenti che il candidato deve già conoscere in base alla categoria di patente e alle abilitazioni possedute.
3. Per il conseguimento del certificato di abilitazione professionale KA gli argomenti del titolo I sono limitati ai tipi di veicoli cui il certificato specificatamente abilita. Dal titolo II sono esclusi gli argomenti da B.4. a B.8.
4. Per il conseguimento del certificato di abilitazione professionale KB gli argomenti del titolo I sono limitati ai tipi di veicoli cui il certificato specificatamente abilita. Dal titolo II sono esclusi gli argomenti da B.4. a B.8. Per i titolari di patente della categoria E sono esclusi gli argomenti del titolo I. Per i titolari di certificato di abilitazione professionale tipo KC sono esclusi gli argomenti del titolo I e quelli del titolo II sono limitati ai punti B.9., B.10. e B.11.
5. Per il conseguimento del certificato di abilitazione professionale KC gli argomenti del titolo I sono limitati ai tipi di veicoli cui il certificato specificatamente abilita. Sono inoltre da escludere gli argomenti del titolo II, punti B.9., B.10. e B.11.
Per i titolari di patente per la guida di autoveicoli della categoria E sono esclusi gli argomenti previsti dal titolo I.
6. Per il conseguimento del certificato di abilitazione professionale KD, per i titolari di patente per la guida di autoveicoli della categoria E sono esclusi gli argomenti del titolo I. Per coloro che sono già titolari di certificato di abilitazione professionale tipo KC sono da escludere gli argomenti di cui al titolo II salvo i punti da B.8. a B.11.
7. Per il conseguimento del certificato di abilitazione professionale KE gli argomenti del titolo I sono limitati ai tipi di veicoli cui il certificato specificatamente abilita. Dal titolo II sono esclusi gli argomenti relativi ai punti da B.4. a B.9. e B.11. I candidati dovranno dimostrare inoltre la conoscenza delle specifiche norme di comportamento che regolano la guida dei veicoli in servizio di emergenza (1).
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(1) Comma così modificato dall'art. 232, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).
Vedi, anche, l'art. 17, L. 27 dicembre 1997, n. 449.
17. Disposizioni tributarie in materia di veicoli.
1 – 26 olmissia
26. È soppresso il certificato di abilitazione professionale del tipo KE di cui all'articolo 116, comma 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, ed agli articoli 310 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e successive modificazioni ed integrazioni.
omissis

Per la disciplina relativa alla Carta di Qualificazione del Conducente (CQC) obbligatoria per I nducenti di veicoli professionali per cui è necessaria la patente delle categorie C, CE, D, DE, V, il capo II del D. Lgs. 21 novembre 2005, n. 286.

Art. 313. (Art. 116 Cod. Str.) Modalità di rilascio e relativa validità. Sostituzione dei CAP di precedente modello.
1. Il certificato di abilitazione professionale è rilasciato sulla base dei requisiti indicati nell'articolo 311, ha validità biennale e scade alla data indicata nel certificato stesso.
2. Alla scadenza e previo accertamento dei requisiti fisici e psichici, secondo quanto prescritto dall'articolo 126, comma 4, del codice, il competente ufficio della Direzione generale della M.C.T.C. procede a confermare la validità del certificato di abilitazione professionale per un altro biennio, rilasciando un duplicato aggiornato del documento.
3. Per coloro che hanno superato i sessantacinque anni di età, la durata della validità può essere inferiore ad un biennio se ciò è disposto dalla Commissione medica locale di cui all'articolo 119, comma 4, del codice.
4. I certificati di abilitazione professionale, rilasciati in base al decreto del Ministro dei trasporti 3 maggio 1974, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica del 18 maggio 1974, n. 129, conservano la loro validità per un biennio a decorrere dalla data di entrata in vigore del codice, salvo la scadenza di validità della patente di guida prima di tale data. In tal caso il titolare dovrà richiedere la sostituzione del certificato con uno dei tipi previsti dal presente regolamento (1).
5. I certificati di abilitazione di tipo KB di cui al comma 4 saranno sostituiti con quelli di tipo KA se il titolare è titolare di patente della categoria A (2).

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(1) Per la proroga della validità dei certificati di cui al presente comma 4, vedi l'art. 2, D.L. 25 novembre 1995, n. 501.
(2) Comma così modificato dall'art. 175, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

Art.
314. (Art. 116 Cod. Str.) Rilascio del CAP per conversione di documento estero.
1. I titolari di patente estera possono, a domanda, ottenere il certificato di abilitazione professionale in occasione della conversione della patente estera in patente nazionale, qualora dalla patente estera, ovvero dalla stessa corredata dal relativo certificato di abilitazione professionale, risulti che sono abilitati a condurre i veicoli adibiti ai trasporti, elencati nell'articolo 310.
2. Nei casi di cui al comma 1 il certificato di abilitazione professionale, da richiedersi contemporaneamente alla conversione della patente estera, verrà rilasciato dopo il conseguimento della patente nazionale, e previa esibizione della stessa.

Art. 315. (Art. 116 Cod. Str.) Certificato di formazione professionale relativo alle merci pericolose (1).
1. Ai conducenti che effettuano trasporti nazionali ed internazionali su strada di merci pericolose, il certificato di formazione professionale, conforme al modello approvato dal Ministro dei trasporti e della navigazione, è rilasciato in base a quanto disposto in materia con la legge 19 febbraio 1992, n. 142 (2).


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(1) Rubrica così modificata dall'art. 176, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

(2) Comma così modificato dall'art. 176, D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 (G.U. 4 dicembre 1996, n. 284, S.O.).

V. certificati di abilitazione professionale

Legislazione complementare 

La nuova patente di guida


Patenti di categoria AM
Patenti di categoria A1, A2 ed A, anche speciali
Patenti di categoria B1, B, anche speciale, e BE
Patenti di categoria C1, C, D1, D, anche speciali, C1E, CE, D1E e DE
Patenti per la guida di macchine agricole ed operatrici

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Circ. Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 9 agosto 2013, n. 20837. Difformità tra i dati anagrafici riportati sui documenti esibiti dai cittadini stranieri nati all'estero, o carenza dell'indicazione del luogo di nascita, ai fini dell'espletamento delle procedure per il conseguimento di titoli di abilitazione alla guida.

 Pervengono a questa Direzione Generale numerose segnalazioni di cittadini stranieri, nati all'estero, ai quali - in ragione dell'assenza, sui documenti esibiti, del luogo di nascita - è spesso impedito di espletare le formalità necessarie per acquisire un titolo di abilitazione alla guida.

Analoghe segnalazioni pervengono anche da taluni Comuni, presso i quali i predetti cittadini si rivolgono - su richiesta degli uffici della motorizzazione - per l'acquisizione del dato.

Al riguardo si dispone quanto segue.

Premessa - Appare utile prendere, quale punto di riferimento la normativa in materia di iscrizione del cittadino straniero nell'anagrafe della popolazione residente, e dunque utile al rilascio della carta di identità.

Sotto tale profilo, la normativa di riferimento è costituita dal D.P.R. n. 223/1989, recante "Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente": posto in generale l'obbligo, per tutti coloro che rendono le dichiarazioni anagrafiche, di comprovare la propria identità mediante l'esibizione di un documento di riconoscimento (cfr. art. 6), in sede di iscrizione anagrafica, il cittadino proveniente da Stato estero deve comprovare la propria identità mediante l'esibizione del passaporto o di altro documento equipollente (cfr. art. 14). All'atto di iscrizione nell'anagrafe della popolazione residente, dunque, nella scheda riguardante il cittadino straniero sono indicate la cittadinanza e la data di scadenza del permesso di soggiorno o di rilascio o rinnovo della carta di soggiorno (cfr. art. 20, comma 2), che deve essere a tal fine esibito (cfr. art. 7).

Il cittadino straniero è quindi iscritto in anagrafe con i dati desunti dal passaporto o documenti equipollenti o da altra documentazione autentica, tradotta e legalizzata o postillata con le forme e le modalità previste dalla normativa vigente.

Si sottolinea che - poiché ai fini dell'iscrizione all'anagrafe o del rilascio del permesso di soggiorno, non è obbligatorio esibire il certificato di nascita - può accadere che, quando il luogo di nascita non sia riportato nei predetti documenti, la carta di identità sia rilasciata senza la relativa indicazione.

Disposizioni - tanto premesso, si dispone che, nel caso in cui un candidato al conseguimento di un titolo abilitativo alla guida sia un cittadino straniero che esibisce passaporto o altro documento equipollente e permesso di soggiorno [1] oppure carta di identità, gli uffici della motorizzazione procederanno come segue:

a) nel caso in cui il luogo di nascita risulti da uno dei documenti summenzionati, esso - tal quale è scritto - sarà riportato sulla documentazione utile ad espletare le procedure del caso;

b) nel caso in cui il luogo di nascita non risulti da alcuno dei documenti summenzionati, sarà iscritto, nell'apposito campo dedicato al luogo di nascita, lo Stato di provenienza desunto dagli stessi documenti.

Con riferimento, poi, alle ipotesi di discordanza sostanziale tra i dati anagrafici riportati nei suddetti documenti - al fine di garantire l'uniformità dei dati da iscriversi nel titolo abilitativo alla guida da conseguirsi, con quelli contenuti nei documenti esibiti dal candidato straniero - gli uffici della motorizzazione indicheranno a quest'ultimo la necessità di interpellare i competenti uffici dell'anagrafe e/o della Questura, che tali documenti hanno rilasciato, per acquisire i necessari chiarimenti ed, eventualmente, far rettificare le generalità contenute nel permesso di soggiorno.

Appare superfluo sottolineare che non rientrano tra le ipotesi di discordanza sostanziale quelle di indicazione di taluni dati in lingua estera, sul passaporto, ed in lingua italiana sul permesso di soggiorno: in tal caso, sulla documentazione utile al procedimento, saranno riportati quelli iscritti, eventualmente in lingua italiana, sul permesso di soggiorno.

Si raccomanda l'osservanza delle su esposte istruzioni fin dalla prima operazione espletata presso gli sportelli di codesti uffici, al fine di non determinare situazioni di impossibilità di completare un procedimento già avviato, con pregiudizio dell'utenza.

-------------------

[1] Si rammenta che, ai fini della materia de qua, nelle more del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno, può essere esibita la ricevuta di avvenuta spedizione della relativa richiesta. 

Circ. Ministero delle infrastrutture e dei trasport 19 luglio 2013, n. 18996/RU. Patente di guida della categoria A2. Potenza massima. Chiarimenti.

Com'è noto, la patente di guida della categoria A2 abilita, tra l'altro, alla guida di motocicli di potenza non superiore a 35 kW e rapporto potenza /massa non superiore a 0,20 kW/kg, tali che non siano derivati da una versione che sviluppa più del doppio della potenza massima consentita.

In relazione a quest'ultimo aspetto e, cioè, l'individuazione del valore limite ammissibile, ai fini della guida di uno specifico motociclo, della potenza massima della versione originaria dalla quale eventualmente possa derivare il medesimo motociclo, sono state segnalate interpretazioni spesso contrastanti.

Pertanto, al fine di fornire i necessari i chiarimenti, si specifica che il termine "potenza massima consentita", riportato all'art. 3, comma 3, lett. c) del D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, è da riferirsi coincidente con la potenza massima assentita per la patente di categoria A2 che è pari a 35 kW.

Conseguentemente, il valore corrispondente al "doppio della potenza massima" è pari a 70 kW.

Ne consegue che con la patente di guida di categoria A2, fermo restando il prescritto valore limite del rapporto potenza/peso, si possono guidare motocicli aventi potenza massima - indicata sulla relativa carta di circolazione - non superiore a 35 kW, anche se derivati da versione con potenza superiore, purché quest'ultima non superi il limite di 70 kW.

Per maggiore chiarezza, nella tabella successiva, sono esplicitati alcuni possibili casi.


Potenza del motociclo indicata sulla cdc

Rapporto Potenza/massa

Potenza della versione da cui deriva (eventuale)

Possibilità di condurre il motociclo con la patente di

(kW)

kW/kg

(kW)

categoria A2

25

0,18

70

SI

30

0,20

80

NO

35

0,25

70

NO

35

0,20

70

SI


Si richiamano, infine, la disposizioni in materia di variazione di potenza ed, in particolare, i contenuti della Circ. 30 luglio 2008, n. 63391/23/22.

Circ. Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 15 maggio 2013, n. 12278. Emissione del documento comprovante il possesso della qualificazione professionale di tipo CQC - Legalizzazione di fotografie.

Premessa

È stato da più parti rappresentato a questa Direzione generale l'esistenza di problemi procedurali in sede di rinnovo di validità del documento comprovante la qualificazione professionale di tipo CQC (sia esso duplicato della patente recante il codice unionale 95, sia esso CQC formato card), derivanti dalla richiesta da parte di taluni UMC di una foto legalizzata.

Tale richiesta sembra motivata dalla ritenuta necessità di dare applicazione del dettato di cui all'art. 34 del D.P.R. n. 445 del 2000 che, in tema di legalizzazione di fotografie, così recita:

"1. Le amministrazioni competenti per il rilascio di documenti personali sono tenute a legalizzare le prescritte fotografie presentate personalmente dall'interessato. Su richiesta di quest'ultimo le fotografie possono essere, altresì, legalizzate dal dipendente incaricato dal Sindaco.

2. La legalizzazione delle fotografie prescritte per il rilascio dei documenti personali non è soggetta all'obbligo del pagamento dell'imposta di bollo".

Al riguardo, si fa presente quanto segue.

A. Con riferimento alle CQC formato card

Ai sensi del combinato disposto dell'art. 1, comma 1, lett. c), e dell'art. 35, commi 1 e 2, del D.P.R. n. 445 del 2000, non si ritiene sussista coincidenza tra una CQC formato card ed un documento di riconoscimento e, conseguentemente, un documento di riconoscimento equipollente alla carta di identità.

Ed invero, da un canto la CQC formato card non è menzionata tra i "documenti di riconoscimento equipollenti alla carta di identità" (cfr. art. 35, comma 2, D.P.R. n. 445 del 2000), dall'altro, ai sensi del predetto art. 1, comma 1, lett. c), gli altri documenti sono definibili di riconoscimento solo se - pur muniti di fotografia del titolare e rilasciati, tra l'altro, da una pubblica amministrazione - consentono l'identificazione personale del titolare.

Peraltro, sin dal 2007 - data di emissione delle prime CQC formato card - le disposizioni normative e le circolari applicative non hanno richiesto a tal fine l'esibizione di una fotografia legalizzata: ciò in considerazione della circostanza che, per la funzione che le è propria, la CQC formato card ha un suo necessario presupposto logico-giuridico nella patente di guida a cui si riferisce.

Pertanto la CQC formato card, non essendo per sua natura finalizzata a "consentire l'identificazione personale del titolare", non rientra nella definizione di "documento di riconoscimento" e, come tale, nel campo di applicazione dell'art. 34 del D.P.R. n. 445 del 2000: conseguentemente per l'emissione della stessa non è da richiedersi la legalizzazione della fotografia.

B. Con riferimento ai duplicati di patente con codice "95" - (Cd. PatenteCQC)

Da quanto su esposto si evince che - poiché, al contrario, la patente di guida è espressamente menzionata dal più volte citato art. 35, comma 2, del D.P.R. n. 445 del 2000, come "documento di riconoscimento equipollente alla carta di identità" - l'emissione della stessa, anche a titolo di duplicato recante il codice unionale "95" (che attesta l'assolvimento degli obblighi relativi alla qualificazione iniziale o alla formazione periodica dei conducenti che esercitano professionalmente l'attività di trasporto di merci o persone), rientra sempre nel campo di applicazione del su riportato art. 34 e, pertanto, richiede la legalizzazione della fotografia del titolare della patente stessa.

B.1 - Procedura di legalizzazione della fotografia per emissione PatenteCQC

L'attività di legalizzazione della fotografia - solitamente di competenza del medico certificatore dei requisiti di idoneità psico-fisica, quale soggetto a cui compete una fase endoprocedimentale dell'attività di primo rilascio o di conferma della validità di una patente di guida - nel caso di rilascio di patenteCQC è dunque di competenza:

a) degli uffici periferici del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sisteni informativi e statistici, in qualità di amministrazioni competenti per il rilascio di documenti personali in parola;

b) dei dipendenti dell'ufficio comunale competente, quali soggetti incaricati dal Sindaco.

Con riferimento esclusivo a quanto sub lettera a) - al fine di non pregiudicare l'operatività di codesti Uffici, ma al contempo di assicurare l'osservanza del dettato sostanziale di cui all'art. 34 in commento (fotografie presentate personalmente dall'interessato), in specie con riferimento ad una corretta assunzione di responsabilità delle attività di ciascuno - si dispone che codesti uffici procederanno, indifferentemente, alla legalizzazione delle fotografie secondo una delle seguenti procedure:

- esibizione delle stesse direttamente ad opera del soggetto in favore del quale è da rilasciarsi la patenteCQC: in tal caso codesti uffici procederanno al riscontro dei dati anagrafici quali risultanti da un documento di identità o di riconoscimento equipollente, in corso di validità o, in alternativa, dall'Anagrafe Nazionale degli Abilitati alla Guida, nonché alla verifica della corrispondenza della fotografia al soggetto che la esibisce, attraverso confronto de visu;

- produzione, da parte di soggetto munito di delega, di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, conforme al modello allegato alla presente circolare e resa dal soggetto in favore del quale è da rilasciarsi la patenteCQC, con la quale quest'ultimo dichiara che le fotografie allegate alla dichiarazione stessa - identiche tra di loro ed una delle quali è unita alla dichiarazione, l'altra spillata - riproducono la sua immagine. Tale dichiarazione è corredata dalla fotocopia di un documento di identità o di riconoscimento equipollente del dichiarante, in corso di validità.

Tanto esposto con riferimento all'esibizione della fotografìa, in merito a diritti e tariffe si riconferma quanto già stabilito al paragrafo 7.4, terzo periodo, della Circ. 22 ottobre 2010, n. 85349.

Allegato

Dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà (Art.47, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445)


Foto 4 x 3

Foto 4 x 3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il/La sottoscritto/a

 

 

(cognome)

(nome)

 

nato/a a

 

(

 

) il

 

/

 

/

 

 

(luogo)

(prov.)

 

residente a

 

(

 

) in via

 

n.

 

 

(luogo)

(prov.)

(indirizzo)

 

rilasciata da

 

in data

 

/

 

/

 

con scadenza

 

 

titolare della patente di guida di categoria

 

n.:

 

 

il

 

/

 

/

 

 

 

consapevole delle sanzioni penali richiamate dall'art. 76 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, in caso di dichiarazioni mendaci e di formazione o uso di atti falsi

 

Dichiara

 

che la fotografia unita alla presente dichiarazione, nonché quella identica allegata alla stessa, ai fini dell'acquisizione dell'immagine sul duplicato della patente di guida - richiesto al fine di comprovare la regolarità degli obblighi di formazione professionale di tipo CQC, di cui al D.Lgs. 21 novembre 2005, n. 286 e successive modificazioni ed integrazioni -riproducono l'immagine del sottoscritto.

 

 

 

(luogo e data)

 

 

Il dichiarante

 

 

 

 

 

(firma del dichiarante - entro il riquadro)

 

Si allega fotocopia di un documento del documento di identità (o documento di riconoscimento equipollente) del tipo ________________________________, rilasciato da _____________________, in data __/__/____, con scadenza in data __/__/____.

Circ. Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 8 maggio 2013, n. 11490. Art. 126-bis, C.d.S. - Accesso ai corsi di recupero punti.

Come è noto, l'art. 6, comma 1 del D.M. 29 luglio 2003 recante "Programmi dei corsi per il recupero dei punti della patente di guida" (G.U. 6 agosto 2003, n. 181) come modificato dal D.M. 30 marzo 2006 (G.U. 3 maggio 2006, n. 101) prevede che "non è possibile iscriversi ad un corso se non si è prima ricevuta la comunicazione, da parte del Dipartimento dei trasporti terrestri, di decurtazione del punteggio".

Sulla mancata ricezione della detta comunicazione e le conseguenze in termini di impossibilità di iscriversi ai corsi di recupero si è sviluppato un notevole contenzioso che ha portato ad un orientamento della giurisprudenza amministrativa (v. per tutte Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza n. 6189/2012 del 4 dicembre 2012) che introduce una interpretazione "adeguatrice" della sopradetta disposizione regolamentare nel senso che deve essere consentito l'accesso ai corsi di recupero anche a coloro che, pur in assenza della detta comunicazione, comprovino l'avvenuta conoscenza della decurtazione già operata dagli Organi accertatori nei loro riguardi tramite il report del Portale dell'automobilista o il numero verde.

Tanto premesso, ritenuto che appare opportuno conformarsi al predetto orientamento giurisprudenziale allo scopo di contenere quanto più possibile il contenzioso garantendo in ogni caso la sicurezza della circolazione,

Si dispone quanto segue

Ad integrazione di quanto stabilito dal comma 1 del predetto art. 6 e nelle more dell'emanazione del nuovo D.M. che recepisca le modifiche introdotte all'art. 126-bis dalla legge n. 120/2010, l'iscrizione ad uno dei predetti corsi di recupero punti sarà consentita anche a mezzo dell'esibizione di una delle due seguenti documentazioni:

A) STAMPA DEL SALDO DEI PUNTI PRESENTI SULLA PATENTE DI GUIDA, ACQUISITO ATTRAVERSO L'ACCESSO AL SITO "IL PORTALE DELL'AUTOMOBILISTA" - A tal fine l'utente, esegue le seguenti operazioni, tutte gratuite:

- registrazione al sito www.ilportaledellautomobilista.it:

- inserimento della login e della password;

- selezione, in progressione, delle funzionalità "accesso ai servizi" - "verifica punti patente" - "estratto conto";

- stampa di quanto visualizzato.

B) STAMPA DEL SALDO DEI PUNTI PRESENTI SULLA PATENTE DI GUIDA, ACQUISITO ATTRAVERSO L'ACCESSO DA PARTE DI CODESTI UFFICI ALLA MASCHERA VECA - Tale modalità, che prevede ovviamente che l'utente acceda agli sportelli di codesti Uffici, non comporta alcun onere a carico dello stesso.

Si rammenta che la suddetta procedura è già stata attuata da Codesti Uffici in esecuzione della Circ. 9 marzo 2012, n. 6878 in occasione della mancata postalizzazione dei tagliandi CED.

Si richiama l'attenzione dei medesimi Uffici ad un'osservanza puntuale delle suesposte disposizioni in uno spirito di collaborazione con l'utenza.

 

Circ. 17 gennaio 2013, n. 1454. D.M. 10 dicembre 2012 del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti recante: «Disciplina della prova di controllo delle cognizioni e di verifica delle capacità e dei comportamenti per il conseguimento della patente di categoria AM, nonché delle modalità di esercitazioni alla guida di veicoli per i quali è richiesta la predetta patente» - Istruzioni operative.

Si fa seguito alla Circ. 9 gennaio 2013, n. 635 recante disposizioni esplicative del D.M. di cui all'oggetto, per dettare prime istruzioni operative relative al procedimento utile al conseguimento di una patente di categoria AM.

1. Disposizioni operative

1.1 Presentazione dell'istanza di conseguimento della patente AM

1.1.1 Presentazione dell'istanza

Con riferimento alla presentazione dell'istanza per il conseguimento del titolo abilitativo alla guida di ciclomotori o quadricicli leggeri, occorre distinguere due fasi, una transitoria ed una a regime, in ragione che la stessa sia avvenuta entro il 18 gennaio 2013 o a far data dal 19 gennaio 2013.

Fase transitoria

Si rammenta che, ai sensi dell'art. 4 del D.M. in oggetto, la prenotazione ad una prova teorica per il conseguimento di un CTGC, effettuata entro il 18 gennaio 2013, dà diritto ad accedere ad una prova teorica per il conseguimento di una patente AM, a decorrere dal 19 gennaio 2013.

Si sottolinea che da tale data, all'esito favorevole della stessa, dovrà essere rilasciato un foglio rosa per patente AM, e non più un'autorizzazione ad esercitarsi alla guida di un ciclomotore, le cui relative disposizioni sono, dallo stesso termine, soppresse.

Al fine di consentire la corretta reimpostazione delle procedure, e dunque la stampa del foglio rosa, si rimanda alle istruzioni operative impartite nel paragrafo 2 "Procedimenti avviati per il conseguimento di un CIG e patente AM" della Circ. 16 gennaio 2013, n. 1378/RU.

Si rammenta che, poiché dal 19 gennaio 2013 sono abrogati il D.M. 1 marzo 2011 e il D.M. 23 marzo 2011 , concernenti il CIGC, dalla stessa data il candidato:

- ha diritto a ripetere la prova teorica solo una volta;

- se non consegue l'idoneità alla prova teorica entro sei mesi dalla presentazione dell'istanza, deve ripresentare nuova istanza ai lini del conseguimento di una patente AM con le procedure di cui alla fase a regime.

Fase a regime

L'istanza di conseguimento della patente AM, presentata a far data dal 19 gennaio 2013 è redatta sul nuovo modello TT2112 esclusivamente scaricabile, da parte del candidato o dello stesso U.M.C., dal sito www.ilportadellautomobilista.it. La stessa è:

a) firmata in modo leggibile dal candidato nonché, nel caso in cui questi sia minorenne, anche dal legale rappresentante dello stesso. Si richiama l'attenzione sulla nuova pagina 7 del predetto modello, sulla quale vanno acquisite foto e firma del candidato, utili alla scansione sulla patente che sarà rilasciata all'esito favorevole della prova pratica di guida;

b) nello spazio riservato alle NOTE, compilata con l'indicazione del tipo di veicolo con il quale si intende sostenere la prova pratica di guida (ciclomotore a due ruote ovvero ciclomotore a tre ruote o quadriciclo leggero) e del cambio del quale esso è dotato (manuale o di diverso tipo), nonché firmata dal candidato stesso e, nel caso questi sia minorenne, anche dal legale rappresentante. Tale indicazione, che può essere inserita e/o variata comunque entro l'atto di prenotazione della prova pratica di guida, è acquisita nella procedura informatizzata del CED, secondo le indicazioni fornite dal manuale operativo che lo stesso CED ha comunicato con file avvisi n. 26 del 12 aprile 2011;

c) compilata, nel campo "Codice autoscuola o Agenzia”, dall'autoscuola apponendo il proprio codice DTT, ovvero dall'UMC, se trattasi di candidato privatista, apponendo il codice 0000. Nel caso in cui un candidato privatista, dopo la presentazione dell'istanza, si iscriva ad un'autoscuola, l'UMC applica le consuete procedure di cambio codice, nonché la tariffa già in uso per l'ipotesi di cambio codice in sede di prenotazione dell'esame pratico di guida (cfr. Circ. 3 ottobre 2012, n. 26579/8.3).

1.1.2 Documentazione da allegare all’istanza

Sul punto si rimanda a quanto esposto nel paragrafo "A.3) Tariffe e diritti" della Circ. 5 novembre 2010, n. 88827/08.03, recante "Disposizioni di attuazione delle modifiche apportate agli artt. 121 e 122 del Codice della strada dall'art. 20, commi 1 e 2, della legge n. 120 del 2010 - Rilascio del foglio rosa dopo il superamento della prova teorica".

Con riferimento alla certificazione medica, si rimanda quanto esposto nel paragrafo A.1) "Disposizioni in materia di certificazione medica attestante la sussistenza dei requisiti psico-fisici della predetta Circ. 5 novembre 2010, n. 88827/08.03.

Si rammenta che, ovviamente, non è più dovuta l'esibizione dell'attestato di frequenza del corso, di cui al D.M. 23 marzo 2011.

1.2 Modalità di svolgimento della prova teorica

Sono abilitati a svolgere le funzioni di esaminatore per la prova teorica in parola coloro che, alla data del 18 gennaio 2013, risultavano abilitati quali esaminatori per la prova teorica del CIGC o per patenti di guida.

Con riferimento allo svolgimento della prova teorica, si rimanda a quanto detto nel paragrafo 1.1 della Circ. 5 novembre 2010, n. 88827/08.03.

Per il rilascio del foglio rosa al candidato, si rimanda a quanto esposto nella più volte citata Circ. 5 novembre 2010, n. 88827/08.03, paragrafo B.2) "Disposizioni a regime" e successivi file avvisi.

1.3 Prenotazione della seduta di esame per la prova pratica di guida

All’atto di prenotazione della seduta di esame per la prova pratica di guida, l'U.M.C. qualora non abbia già provveduto, acquisisce la dichiarazione del candidato, eventualmente controfirmata dal legale rappresentante dello stesso se minorenne, relativa al veicolo con il quale intende sostenere la prova pratica di guida.

1.4 Modalità di svolgimento della prova pratica di guida

Si rammenta che, ai sensi dell'art. 4 del D.M. in oggetto, la prenotazione ad una prova pratica per il conseguimento di un CIGC, effettuata entro il 18 gennaio 2013, dà diritto ad accedere ad una prova pratica per il conseguimento di una patente AM, a decorrere dal 19 gennaio 2013.

Pertanto, a decorrere dal 19 gennaio 2013, possono presentarsi a sostenere la predetta prova:

- candidati ai quali: entro il 18 gennaio 2013; sia già stata rilasciata un’autorizzazione ad esercitarsi alla guida di un ciclomotore: questa è valida sei mesi dalla data del rilascio, anche se antecedente la data del 19 gennaio 2013. Entro il predetto termine di validità dà diritto a ripetere la prova pratica di guida solo una volta. Si fa presente che, in caso di richiesta di duplicato della citata autorizzazione ad esercitarsi alla guida di un ciclomotore, sarà emesso un duplicato della stessa autorizzazione, recante la dicitura: “Vale ai sensi dell’art. 122, CdS";

- candidati che, avendo prenotato una prova teorica per patente AM dal 19 gennaio 2013, sono titolari di foglio rosa.

Il candidato non può essere ammesso a sostenere la prova pratica di guida su un veicolo diverso da quello indicato sull'istanza di conseguimento della patente AM.

Con riferimento alle prescrizioni tecniche del veicolo utile in sede d'esame, a parziale rettifica di quanto già detto nel paragrafo 1.3.1 della Circ. 9 gennaio 2013, n. 635, si precisa che la prova pratica di guida può essere sostenuta su:

- ciclomotori a due ruote (categoria L1e);

- ciclomotori a tre ruote (categoria L2e) e quadricicli leggeri (categoria L6e) se omologati per il trasporto di un passeggero oltre al conducente.

Resta invece confermato che i ciclomotori a tre ruote ed i quadricicli leggeri devono essere dotati di retromarcia - al fine di consentire l'espletamento delle prove di cui all'allegato II, lettera B, punti 7.2.1 e 7.2.2 - e che tutti i veicoli di categoria AM non devono essere necessariamente dotati di cambio di velocità manuale, fatta salva l'apposizione del codice 78 sulla patente conseguite con veicolo con cambio diverso da quello manuale.

Sono abilitati a svolgere le funzioni di esaminatore per la prova pratica in parola:

- coloro che, alla data del 18 gennaio 2013, risultavano abilitati quali esaminatori per la prova pratica del CIGC;

- i funzionari in possesso di diploma di istruzione di secondo grado conseguito a seguito di un corso di studi di almeno cinque anni, abilitati ad effettuare esami di idoneità per il conseguimento delle patenti di guida almeno delle categorie A e B, secondo quanto previsto dalla tabella IV-1 allegata al D.P.R. n. 445 del 1992, recante "Regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada";

- nel caso di candidato al conseguimento della patente AM speciale, la prova pratica deve essere effettuata da funzionari abilitati ad effettuare esami di idoneità per il conseguimento delle patenti speciali, secondo quanto previsto dalla tabella IV-1 allegata al D.P.R. n. 445 del 1992, recante "Regolamento dì esecuzione e di attuazione del codice della strada".

L'esaminatore, prima dell'inizio dell'esame, è tenuto a verificare:

con riferimento al candidato:

- autorizzazione ad esercitarsi alla guida;

- documento di identità del candidato ed eventualmente i documenti di soggiorno;

- nel caso di AM speciale, la presenza di protesi o ortesi, se prescritte da certificato medico rilasciato da CML.

con riferimento al veicolo d'esame:

- il certificato di circolazione;

- l’assicurazione;

- nel caso di AM speciale, la corrispondenza degli adattamenti del veicolo alle prescrizioni risultanti dal certificato medico della CML.

con riferimento al veicolo a disposizione dell’esaminatore per la parte di prova di guida espletata nel traffico:

- la carta di circolazione;

- l'assicurazione.

L'esaminatore, inoltre, con esclusivo riferimento al candidato privatista che non sia il proprietario del veicolo d'esame, deve verificare che sia esibita una dichiarazione sostitutiva - rilasciata ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 e conforme all'allegato di cui alla presente circolare - con la quale il proprietario del veicolo ne autorizza il candidato all'uso per sostenere la prova d'esame.

Nell'ipotesi in cui la prova pratica sia svolta su un ciclomotore a tre ruote ovvero su un quadriciclo leggero, l'esaminatore verifica altresì che la persona che funge da istruttore abbia con sé la patente di guida prescritta (almeno di categoria B posseduta da non meno di dieci anni da persona di età non superiore a 65 anni) e che sul veicolo sia apposto un contrassegno recante la lettera P, conforme a quanto previsto dall'art. 122, comma 4, CDS.

Per quanto concerne le manovre da effettuare nella prima fase della prova pratica di guida, si rimanda a quanto detto sub paragrafo 1.3.2 della Circ. 9 gennaio 2013, n. 635.

Con riferimento infine alla verifica della capacità di guida nel traffico, sebbene l'allegato II del D.Lgs. n. 59 del 2011 non detti contenuti minimi per le patenti AM, questa Direzione generale ha ritenuto di dover applicare, per analogia, quanto sul punto previsto per le patenti di categoria A1, A2, A, B1 e B.

Pertanto, l’esaminatore farà eseguire al candidato, in condizioni normali di traffico ed in tutta sicurezza, le seguenti operazioni:

a) partenza da fermo: da un parcheggio, dopo un arresto nel traffico, uscendo da una strada secondaria;

b) guida su strada rettilinea, esaminando il comportamento del candidato nei confronti dei veicoli che provengono dalla direzione preposta, anche nell'eventualità di circolazione in spazio limitato;

c) guida in curva;

d) incroci, esaminando la capacità del candidato di affrontare e superare incroci e raccordi;

e) cambiamenti o di direzione: svolta a destra ed a sinistra; cambiamento di corsia;

f) sorpasso/superamento: esaminando la capacità del candidato di sorpassare altri veicoli (se possibile), di superare ostacoli (ad esempio vetture posteggiale), di essere oggetto di sorpasso da parte di altri veicoli (se del caso);

g) elementi e caratteristiche stradali speciali (se del caso), quali ad esempio: rotonde, passaggi a livello; fermate di autobus/tram; attraversamenti pedonali; guida su lunghe salite/discese; gallerie;

h) rispetto delle necessarie precauzioni nello scendere dal veicolo.

In tale seconda fase della prova pratica, l'esaminatore utilizza, come già in uso per le prove pratiche di guida per il conseguimento di patenti di categoria A1 o A, un sistema di comunicazione audio con il candidato: quando la prova è svolta su ciclomotori a tre ruote ovvero su quadricicli leggeri, l'esaminatore verifica che il sistema sia dotato di vivavoce attivo sia in chiamata che in ricezione in modo permanente.

La durata della prova di guida nel traffico è di 25 minuti.

1.4 Esito della prova pratica di giuda

Nel caso di esito positivo, l'esaminatore consegna la patente al candidato che, in fase di prima applicazione, appone la firma, con le modalità di cui al paragrafo 2.2 della citata Circ. 28 dicembre 2012, n. 35178/RU e ritira il foglio rosa.

Nel caso di esito negativo, l'esaminatore ritira il foglio rosa, qualora sì tram della seconda prova pratica di guida o, pur trattandosi della prima prova, la scadenza di quest’ultimo non consente di sostenere una seconda prova, nel termine previsto dall’articolo 121, comma 10, CdS.

Per tutto quanto non espressamente riportato nella presente circolare, si rimanda a precedenti disposizioni in materia.


Allegato

Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà


DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ

RESA AI SENSI DELL'ART. 47 DEL D.P.R. 28 DICEMBRE 2000 N. 445

Il sottoscritto.................................................. ...............................................................................,

nato a ............................................................................... (Prov.)…............................, il __/__/____ ,

residente in ....................................................................................... (Prov.) ......................................,

Via....................................................................................................................................... .................

Documento di identità(*) n……………………………..rilasciato il ………….. da……………………

CONSAPEVOLE

delle sanzioni penali richiamate dall’art.76 del d.P.R. 28.12.2000 n.445, in caso di dichiarazioni mendaci,

DICHIARA DI ESSERE (**)

proprietario

usufruttuario/locatario con facoltà di acquisto/venditore con patto di riservato dominio

DEL VEICOLO: (**)

ciclomotore a due ruote (L1e)

ciclomotore a tre ruote (L2e)

quadriciclo leggero (L6e)

Marca e modello……………………..

targa……………………..

E DI METTERE IL PREDETTO VEICOLO A DISPOSIZIONE DEL SIGNOR

(nome) ……………………………

(cognome)………………………………..

nato a ................................................................................ (Prov.)…............................, il __/__/____ ,

residente in ....................................................................................... (Prov.) ......................................,

Via....................................................................................................................................... .................

Documento di identità n……………………………..rilasciato il ………….. da……………………

candidato al conseguimento della patente di categoria AM, AI FINI DELL’ESPLETAMENTO DELLA

PROVA PRATICA DI GUIDA.

Data ……..

Firma

(*) SI ALLEGA FOTOCOPIA DI DOCUMENTO DI IDENTITA’

DEL DICHIARANTE

(**) barrare la casella corrispondente al caso che ricorre.

Circ. Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 8 agosto 2013, n. 20774. Dir. 2006/126/CE. Patente di guida richiesta per la guida di autosnodati. È stato richiesto a questa Amministrazione di chiarire se, alla luce dell'entrata in vigore del D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, con cui è stata recepita la Dir. 2006/126/CE, la guida di autosnodati è subordinata al possesso della patente di guida della categoria D ovvero della categoria DE.

Al riguardo, il competente Ufficio della Commissione europea, sollecitata dallo scrivente ad esprimersi sull'argomento, con parere prot. MOVE.C.4/JBC/ARES (2013) 29H112 del 31 luglio 2013 si è espresso nel senso che, laddove un veicolo adibito al trasporto di persone di numero superiore a nove sia composto da due tronconi, di cui uno motrice ed il secondo di massa complessiva superiore a 750 chilogrammi, per la guida di tale veicolo è necessaria la patente della categoria DE.

La scrivente Direzione si conforma al sopracitato parere reso dalla Commissione europea.

 

Circ. 16 gennaio 2013, n. 1403. Nuova disciplina in materia di patenti di guida, di cui al D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 recante "Attuazione della Dir. 2006/126/CE e della Dir. 2009/113/CE, concernenti la patente di guida".

La presente circolare sostituisce la Circ. 9 gennaio 2013, n. 636, nel testo della quale sono state apportate talune correzioni/integrazioni, che si evidenziano in carattere grassetto.

Come è noto, dal 19 gennaio 2013 à applicabile la nuova disciplina in materia di patenti di guida, le cui disposizioni sono introdotte dal D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 di "Attuazione della Dir. 2006/126/CE e della Dir. 2009/113/CE, concernenti la patente di guida" e dal decreto legislativo recante "Disposizioni modificative e correttive del D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 e del D.Lgs. 21 novembre 2005, n. 286, nonché attuazione della Dir. 2011/94/UE", in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Le predette disposizioni introducono, ai fini di quello che qui rileva, una nuova disciplina relativa ai requisiti anagrafici per la guida dei veicoli (vedi nuovo art. 115 CdS) ed alle categorie di patenti (vedi nuovo art. 116 CdS).

In considerazione della parziale diversità dei contenuti di abilitazioni alla guida, relative alle nuove 15 categorie di patenti, l'art. 25, comma 1, del D.Lgs. n. 59 del 2011, espressamente fa salvi i diritti acquisiti dai titolari di patenti, nonché di CIGC, rilasciati entro la data del 18 gennaio 2013.

Tanto premesso, la disciplina applicabile dalla predetta data, in sintesi, così dispone:

PATENTE AM

È richiesta per la guida di ciclomotori a 2 o 3 ruote e di quadricicli leggeri (cilindrata ≤ 50 cm3 o potenza ≤ 4 kW, velocità ≤ 45 km/h, massa a vuoto ≤ 350 kg, escluse batterie). Questa patente si può conseguire in Italia a partire da 14 anni, ma abilita alla guida su tutto il territorio UE e SEE dal compimento dei 16 anni, fatta salva la possibilità di altri Stati membri di riconoscere la validità nel proprio territorio di una patente AM rilasciata a 14 anni.

PATENTE A1

È richiesta per la guida di motocicli di cilindrata ≤ 125 cm3, o potenza ≤ 11 kW e rapporto potenza/massa ≤ 0,10 kW/kg, nonché di tricicli di potenza ≤ 15 kW. Questa patente si può conseguire a partire da 16 anni, fatta salva la possibilità di altri Stati membri di riconoscere la validità nel proprio territorio di una patente AM rilasciata a 14 anni.

PATENTE A2

È richiesta per la guida di motocicli di potenza ≤ 35 kW e rapporto potenza/massa ≤ 0,20 kW/kg, tali che non derivino da una versione che sviluppi più del doppio della potenza massima consentita, nonché di tricicli di potenza ≤ 15 kW. Questa patente si può conseguite a partire da 18 anni.

PATENTE A

È richiesta per la guida di motocicli senza limitazioni, nonché di tricicli di potenza > 15 kW a condizione che il titolare abbia compiuto 21 anni. Questa patente si può conseguire con accesso graduale a partire da 20 anni, a condizione di essere titolare di patente di cat. A2 da almeno 2 anni, oppure con accesso diretto a partire da 24 anni. In ogni caso occorrerà superare una prova pratica di guida su veicolo specifico.

PATENTE B1

È richiesto per la guida dei quadricicli diversi da quelli leggeri (massa a vuoto ≤ 400 kg o 550 kg se per trasporto cose, escluse batterie, potenza nominale netta ≤ 15 kW). Questa patente si può conseguire a partire da 16 anni e non abilita alla guida di alcun motociclo.

PATENTE B

È richiesta per la guida di autovetture (numero di posti ≤ 9 e massa massima autorizzata ≤ 3500 kg). Questa patente si può conseguire a partire da 18 anni.

Con la patente B è possibile guidare anche un complesso di veicoli composto da motrice di categoria B e:

- rimorchio con massa massima autorizzata ≤ 750 kg, oppure

- rimorchio con massa massima autorizzata > 750 kg, purché la massa massima autorizzata del complesso ≤ 3500 kg;

- rimorchio con massa massima autorizzata > 750 kg e massa massima autorizzata del complesso > 3500 kg ma ≤ 4250 Kg, a condizione di superare una prova di pratica di guida su veicolo specifico. Tale estensione dell’abilitazione della patente B è comprovata dall’apposizione del codice 96 sulla patente, in corrispondenza di tale categoria.

PATENTE BE

È richiesta per la guida di complessi di veicoli composti da motrice dì categoria B e rimorchio con massa massima autorizzata > 750 kg ma ≤ 3500 kg: ne deriva che la massa massima autorizzata del complesso è ≤ 7000 kg. Quella potente si può conseguire a partire da 18 anni.

PATENTE C1

È richiesta per la guida di autocarri aventi massa massima autorizzata > 3500 kg ma ≤ 7500 kg, anche se trainanti un rimorchio con massa massima autorizzata ≤ 750 kg. Questa patente si può conseguire a partire da 18 anni.

PATENTE C1E

È richiesta per la guida di complessi di veicoli composti da:

- motrice di categoria C1 e rimorchio con massa massima autorizzata > 750 kg, purché la massa massima autorizzata del complesso ≤ 12000 kg;

- motrice di categoria B e rimorchio con massa massima autorizzata > 3500 kg, purché la massa massima autorizzata del complesso ≤ 12000 kg.

Questa patente si può conseguire a partire da 18 anni.

PATENTE C

È richiesta per la guida di autocarri aventi massa massima autorizzata > 3500 kg, anche se trainanti un rimorchio con massa massima autorizzata ≤ 750 kg. Questa patente si può conseguire a partire da 21 anni, fatta salva l’ipotesi che il candidato sia titolare di CQC per il trasporto di cose: in tal caso, il requisito anagrafico minimo è di 18 anni (vedi nuovo art. 115, comma 1, CdS).

PATENTE CE

È richiesta per la guida di complessi di veicoli composti da motrice di categoria C e rimorchio con massa massima autorizzata > 750 kg. Questa patente si può conseguire a partire da 21 anni, fatta salva l'ipotesi che il candidato non sia titolare di CQC per il trasporto di cose: in tal caso, il requisito anagrafico minimo è di 18 anni (vedi nuovo art. 115, comma 1, CdS).

PATENTE D1

È richiesta per la guida di autoveicoli con numero di posti ≤ 17 e lunghezza ≤ 8 metri, anche se trainanti un rimorchio con massa massima autorizzata ≤ 750 kg. Questa patente si può conseguire a partire da 21 anni.

PATENTE D1E

È richiesta per la guida di complessi di veicoli composti da motrice di categoria D1 e rimorchio con massa massima autorizzata > 750 kg. Questa patente si può conseguire a partire da 21 anni.

PATENTE D

È richiesta per la guida di autoveicoli con numero di posti > 9, anche se trainanti un rimorchio con massa massima autorizzata ≤ 750 kg. Questa patente si può conseguire a partire da 24 anni, fatta salva l'ipotesi che il candidato sia titolare di CQC per il trasporto di persone: in tal caso, il requisito anagrafico minimo è di 21 anni (vedi nuovo art. 115, comma 1, CdS).

PATENTE DE

È richiesta per la guida di complessi di veicoli composti da motrice di categoria D e rimorchio con massa massima autorizzata > 750 kg. Questa patente si può conseguire a partire da 24 anni, fatta salva l'ipotesi che il candidato sia titolare di CQC per il trasporto di persone: in tal caso, il requisito anagrafico minimo è di 21 anni (vedi nuovo art. 115, comma 1, CdS).

Il nuovo art. 125 CdS reca disciplina in materia di gradualità ed equivalenze delle patenti di guida. Al riguardo si segnala che, a decorrere dal 19 gennaio 2013:

Gradualità

- le patenti di categoria C1, C, D1 o D possono essere conseguite solo da conducenti già titolari di patente di categoria B;

- le patenti di categoria BE, C1E, CE, D1E o DE possono essere conseguite solo da conducenti rispettivamente già titolari di patente di categoria B, C1, C, D1 o D.

Equivalenze

- tutte le nuove categorie di patenti sono valide per la guida di veicoli di categoria AM;

- la patente di categoria A2 è valida per la guida di veicoli di categoria A1;

- la patente di categoria A è valida per la guida di veicoli di categoria A1 ed A2;

- la patente di categoria B è valida per la guida di veicoli di categoria B1. Inoltre, solo sul territorio nazionale, abilita alla guida di veicoli di categoria A1, nonché di tricicli di potenza > 15 kw a condizione che il titolare abbia compiuto 21 anni: tali abilitazioni nazionali non sono annotate sulla patente;

- la patente di categoria C è valida per la guida di veicoli di categoria C1,

- la patente di categoria D è valida per la guida di veicoli di categoria D1;

- la patente di categoria CE è valida per la guida di complessi di veicoli di categoria C1E, nonché per la guida di complessi di veicoli di categoria DE a condizione che il titolare sia già in possesso di patente di categoria D;

- la patente di categoria DE è valida per la guida di complessi di veicoli di categoria D1E;

- la patente di categoria C1E, CE, D1E o DE è valida per la guida di complessi di veicoli di categoria BE;

- la patente speciale delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B, C1, C, D1 e D è valida soltanto per i veicoli aventi le caratteristiche indicate sulla patente stessa.

A decorrere dal 19 gennaio 2013:

- la preparazione alla prova teorica per il conseguimento della patente AM non sarà impartita dagli Istituti scolastici, come accadeva per il CIGC. I candidati potranno quindi presentarsi all'esame da privatisti o se lo desiderano, non sussistendo alcun obbligo, avvalersi di un'autoscuola;

- gli esami di guida per il conseguimento delle su indicate categorie di patenti si svolgeranno su veicoli diversi per ogni categoria, conformi a quanto previsto dall’allegato II del D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59;

- potrà conseguire una patente di guida in Italia, o rinnovarne la validità:

- chi ha in Italia residenza anagrafica;

- chi, cittadino di uno Stato dell'UE o del SEE, ha in Italia residenza normale (vedi nuovo art. 118-bis CdS).

Equipollenze dei titoli di abilitazione alla guida rilasciati in Italia prima del 19 gennaio 2013

Ai sensi del citato art. 25, comma 1, del D.Lgs. n. 59 del 2011, le patenti conseguite entro il 18 gennaio 2013 conservano la loro efficacia: pertanto il titolare di tali patenti rimarrà comunque abilitato alla guida di quei veicoli che la stessa gli consentiva, al tempo in cui è stata conseguita, secondo la tabella di equipollenza di cui all'allegato VII del D.Lgs. n. 59 del 2011.

Tanto premesso, sulla base dei predetti riferimenti normativi, più in dettaglio si rappresenta quanto segue:

- le patenti di categoria A1 o A, conseguite entro il 18 gennaio 2013, abilitano solo in Italia alla guida di tricicli e quadricicli, senza limitazioni: tali abilitazioni nazionali non sono annotate sulla patente;

- le patenti di categoria A1 non devono rispettare il rapporto potenza/massa ≤ 0,10 kW/kg;

- le patenti di categoria A conseguite per accesso graduale dal 19 gennaio 2011 (e quindi ancora non divenute A senza limitazioni) abilitano - per i due anni successivi alla data di conseguimento - alla guida di motocicli di potenza ≤ 25 kW e rapporto potenza/massa ≤ 0,16 kW/kg; inoltre, non devono rispettare il limite di non derivare da una versione che sviluppi più del doppio della potenza massima consentita. Decorsi due anni dalla data del conseguimento, abilitano alla guida di motocicli senza limitazioni, senza necessità di dover sostenere alcuna prova pratica di guida;

- le patenti di categoria BE abilitano alla guida di complessi di veicoli composti da motrice di categoria B e di rimorchio > 750 kg, ma non devono rispettare il limite di massa massima autorizzata del complesso ≤ 7000 kg;

- le patenti di categoria C e CE, di cui sia titolare un conducente di età inferiore a 21 anni, con titolare dì CQC per il trasporto di cose senza codice 107, abilitano alla guida di veicoli di massa massima autorizzata ≤ 7500 kg, fino al compimento della predetta età;

- le patenti di categoria D e DE, conseguite entro la data del 30 settembre 2004 abilitano il titolare alla guida anche di veicoli rispettivamente di categoria C e CE.

Alla luce di quanto fin qui esposto, nella tabella allegata alla presente circolare si indicano le categorie di patenti che saranno riportate sul duplicato di una patente conseguita entro il 18 gennaio 2013, con l'avvertenza che le predette categorie saranno indicate con la lettera maiuscola, se valide su tutto il territorio UE e SEE, o con la lettera minuscola, se valide solo sul territorio nazionale.


Allegato


Categoria di patente posseduta alla data del 18.1.2013

Periodo di conseguimento

Categorie

Certificato di idoneità alla guida del ciclomotore (CIGC)

Conseguito fino al 18.01.2013

AM

A

Conseguita entro il 31.12.1985

A

A

Conseguita dal 01.01.1986 al 25.04.1988

AM + "a" ovvero A se è stata sostenuta la prova pratica integrativa.

A senza limitazioni

Conseguita con accesso diretto dal 26.04.1988 oppure con accesso graduale dal 26.04.1988 fino al 18.01.2011

A

A con limitazioni

Conseguita dal 19.01.2011 al 18.01.2013

A

A1

Conseguita dal 01.07.1996 al 30.09.1999

A

A1

Conseguita dal 01.10.1999 fino al 18.01.2013

A1

B

Conseguita entro il 31.12.1985

A, B

B

Conseguita dal 01.01.1986 al 25.04.1988

"a", B

B

Conseguita dal 26.04.1988 al 18.01.2013

B

C

Conseguita fino al 18.01.2013

B, C

D

Conseguita entro il 30.09.2004

B, C, D

D

Conseguita dal 01.10.2004 al 18.01.2013

B, D

E conseguita da titolare di patente B

Conseguita fino al 18.01.2013

BE

E conseguita da titolare di patente C

Conseguita fino al 18.01.2013

CE

E conseguita da titolare di patente D

Conseguita entro il 30.09.2004

CE, DE

E conseguita da titolare di patente D

Conseguita dal 01.10.2004 fino al 18.01.2013

DE

 

Circ. 18-10-2012 n. 28368/8.3 - Applicazione delle disposizioni di cui al D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59. Nuovi limiti di età per il conseguimento delle patenti di guida a decorrere dalla data del 19 gennaio 2013.

 Come noto, tale decreto legislativo - oltre a prevedere nuove categorie di patenti di guida - introduce importanti novità sull'età minima per conseguire alcune di esse.

Si evidenzia che le modifiche più rilevanti sono quelle sotto indicate:

a) introduzione della patente di guida della categoria AM, in luogo del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori;

b) introduzione della patente di guida della categoria A2, in luogo della patente di guida della categoria A per accesso graduale;

 

Circ. 9 gennaio 2013, n. 636. Nuova disciplina in materia di patenti di guida, di cui al D.Lgs. 18 aprile 2011, n. 59 recante "Attuazione della Dir. 2006/126/CE e della Dir. 2009/113/CE, concernenti la patente di guida". (V. la circolare 16 gennaio 2013, riportata in precedenza)

Circ. 16 gennaio 2013, n. 1378/RU. Ulteriori istruzioni operative relative alle novità introdotte dal D.M. 24 ottobre 2011 e dal D.Lgs. n. 59 del 2011.

Ad integrazione di quanto comunicato con Circ. 27 dicembre 2012, n. 35178 si forniscono ulteriori istruzioni operative.

1. Verifica dei requisiti morali dei candidati

Si ribadisce l'importanza del rispetto dei 10 giorni lavorativi precedenti la seduta di esame, per l'approvazione dei verbali di guida. In particolare le sedute di guida del 30 gennaio 2013 dovranno essere approvate entro il giorno 18 gennaio, le sedute del 31 gennaio entro la giornata del 19 gennaio e cosi i successivi.

Si sottolinea il fatto che se l'ultimo giorno utile cade nella giornata di sabato (come nel caso dell'approvazione delle sedute del 31 gennaio) l'obbligo di approvazione del verbale deve essere anticipato al giorno lavorativo precedente (18 gennaio). È evidente che la mancata approvazione nei termini suddetti dei verbali degli esami di guida, impedirà lo svolgimento della sedute stesse nella data prefissata.

Per quanto riguarda i candidati con foglio rosa in scadenza, qualora non fosse possibile prenotarli in tempo utile, dal giorno 18 gennaio sarà resa disponibile una funzione web all'indirizzo http://vveb.apps.dtt/RichiestaPatenti che consentirà agli uffici (authority 40) di adeguare, ai soli fini della prenotazione della seduta d'esame in parola, la data di scadenza del documento già memorizzata in archivio. La modifica sarà possibile richiamando il dettaglio dei dati della richiesta patente cliccando il tasto funzione "modifica data scadenza FR".

Per quanto attiene la gestione dei flussi telematici dei candidati alle prove di guida, che giornalmente verranno trasmessi al ced delle prefetture per le verifiche di competenza, sarà attivata dal giorno 18 gennaio una fase sperimentale esclusivamente finalizzata all'interscambio dei dati tra i sistemi centrali. Sarà comunicata successivamente la data in cui si raggiungerà la piena operatività del sistema, dalla quale cioè sarà obbligatorio per l'UMC verificare eventuali provvedimenti ostativi prima della seduta di esame di guida.

L'inserimento dell'eventuale provvedimento ostativo è effettuato dalla prefettura per il tramite dell'applicazione di cooperazione tra il ced della motorizzazione e il ced delle prefetture. Il provvedimento inserito sarà visibile con il codice DR. utilizzando come chiave di ricerca i dati anagrafici del candidato nella mappa GE91.

La verifica della presenza, all'interno di un verbale di esame di guida, di candidati con "diniego al rilascio", può essere effettuata tramite la voce di menù "Verifica Provv. DR" dell'applicativo all'indirizzo http://web.apps.dtt/RichiestaPatenti.

La ricerca può essere fatta per singolo verbale di guida (data esame, località di esame, progressivo verbale), oppure per un intervallo di date di esame ( scelta consigliata per verificare presenza di eventuali provvedimenti ostativi in tutti i verbali di un certo giorno). Sia nella ricerca per singolo verbale che in quella per un intervallo di date, sarà necessario specificare la provincia in cui si svolge la seduta di esame.

Nel caso di ricerca per un singolo verbale, l'applicazione controlla se per i candidati inseriti nel verbale di guida sia stato inserito un provvedimento di "diniego al rilascio". In caso positivo vengono visualizzati i dati dei candidati per i quali sono presenti tali provvedimenti.

Nel caso di una ricerca per un intervallo di date di esame, l'applicazione ricerca i provvedimenti di "diniego al rilascio" tra i candidati iscritti nei verbali di esame di guida per la provincia richiesta e con data esame appartenente all'intervallo selezionato. In caso positivo, l'applicazione visualizza l'elenco dei verbali in cui sono presenti candidati con "diniego al rilascio", da cui ciccando sul link dettaglio vengono visualizzati i dati dei candidati con ostativo.

Sia per la ricerca per singolo verbale che per intervallo di date, in corrispondenza di ogni candidato con provvedimento DR. viene visualizzato un link che consente la generazione del pdf della comunicazione al candidato del "diniego al rilascio". La comunicazione deve essere stampata e consegnata al candidato prima dello svolgimento della prova di guida, che pertanto non potrà essere sostenuta.

In presenza del provvedimento di "diniego al rilascio" per il candidato si dovrà inserire soltanto l'esito "assente" nel verbale d'esame.

2. Procedimenti avviati per il conseguimento di un CIG e patente AM

Per tutte le richieste di conseguimento CIG, per le quali non sia stata svolta la prova di teoria entro il 18 gennaio 2013, sarà necessario inserire con l'applicazione all'indirizzo http://web.apps.dtt/RichiestaPatenti una nuova richiesta di patente di categoria AM con una diversa marca operativa, senza ulteriori oneri per il candidato, acquisendo la foto e la firma attraverso la compilazione della pagina 7 del nuovo modello TT2112 disponibile sul portale. Per l'inserimento in archivio delle prenotazioni degli esami e relativi esiti si dovrà utilizzare l'applicazione http://web.apps.dtt/prenotazione con le stesse modalità previste per le altre categorie, utilizzando quando richiesto la smart card. Si invitano pertanto gli uffici a richiedere tempestivamente le smart card per gli esaminatori che non ne fossero ancora provvisti.

Nel caso invece che, per una richiesta CIG, sia già stato acquisito in archivio un esito idoneo di teoria, è possibile prenotare con la mappa GOCG un esame di guida con data uguale o successiva al 30 gennaio 2013 (nel rispetto dei 10 giorni lavorativi di cui al punto 1). L'applicazione non emetterà un CIG ma una patente di categoria AM. Per tale motivo, prima di prenotare l'esame di guida, è necessario acquisire la foto da riprodurre sulla patente.

L'acquisizione della foto può essere effettuata da http://web.apps.dtt/RichiestaPatenti menù Gestione Foto CIG, digitando come chiave di ricerca la marca operativa della richiesta CIG. Nella mappa che riepiloga il dettaglio della richiesta CIG, è possibile acquisire la foto e, opzionalmente, la firma.

La prenotazione all'esame di guida può essere inserita tramite la mappa GOCG funzione P. Un nuovo controllo verificherà la presenza della foto. In caso di assenza della foto, non sarà possibile inserire la prenotazione dell'esame di guida.

Per quanto riguarda l'inserimento in archivio degli esiti degli esami di guida per il conseguimento di patente AM a seguito di richiesta CIG, si specifica che deve essere utilizzata la mappa VERB.

A partire dal 19 gennaio, l'eventuale ristampa dell'autorizzazione ad esercitarsi alla guida (GOCG funzione T) riporterà la dicitura VALE AI SENSI DELL'ART. 122 DEL C.D.S.

3. Nuovi controlli per l'emissione delle patenti

Per la gestione delle richieste di patente per le categorie speciali AM, B1, C1, D1 il codice di due caratteri da specificare è rispettivamente AL, BL, CL, DL.

Le modalità operative per convertire un CIG in categoria AM sono di seguito riportate.

Conversione di un CIG in patente di categoria AM a seguito di deterioramento, smarrimento, furto o distruzione del CIG.

Nell'applicazione web http://web.apps.dtt/RichiestaPatenti Menù Inserimento:

- selezionare il motivo richiesta, digitare Marca Operativa e Data Presentazione;

- inserire il Numero CIG da convertire → cliccare Ricerca:

- procedere poi all'inserimento dei dati come per una qualsiasi richiesta di patente avendo cura di selezionare nel campo Cat Disponibili la categoria AM;

- acquisire la foto e ove possibile la firma.

Conversione di un CIG in patente di categoria AM a seguito di rinnovo del CIG. Nell'applicazione web http://web.apps.dtt/RichiestaPatenti Menù Inserimento:


- selezionare il motivo richiesta Rinnovo, digitare Marca Operativa e Data Presentazione;

- inserire il Numero CIG da convertire → cliccare Ricerca;

- procedere poi all'inserimento dei dati come per una qualsiasi richiesta di patente per Rinnovo avendo cura di selezionare nel campo Cat Disponibili la categoria AM;

- acquisire la foto e ove possibile la firma.

Conversione di un CIG in patente di categoria AM a seguito di riclassifìcazione da CIG speciale a patente AM, oppure, a seguito di riclassifìcazione da CIG a patente AM speciale. Nell'applicazione web http://web.apps.dtt/RichiestaPatenti Menù Inserimento:

- selezionare il motivo richiesta Riclassifìcazione, digitare Marca Operativa e Data Presentazione;

- inserire il Numero CIG da convertire → cliccare Ricerca;

- procedere poi all'inserimento dei dati come per una qualsiasi richiesta di patente per Riclassifìcazione avendo cura di selezionare nel campo Cat Disponibili la categoria AM (per una AM) oppure AL (per una AM speciale);

- acquisire la foto e ove possibile la firma.

Nelle applicazioni DBUC (ricerca da menù BASE e codice G in campo Nuova Maschera) e DBUP (ricerca da menù BASE e codice P in campo Nuova Maschera) verrà visualizzato, ove ricorra, il numero di patente AM emesso da conversione CIG (in DBUC) oppure il numero del CIG convertito in patente AM (in DBUP).

Si riportano di seguito i nuovi controlli inseriti nel Sistema Unico di Prenotazione Esame.

Nelle sedute di esame di teoria e guida per le categorie AM e AL non è possibile inserire candidati al conseguimento di altre categorie. È necessario quindi la generazione di un Tipo Seduta che preveda solo AM e/o AL. La generazione della seduta di esame di teoria per il conseguimento di AM o AL avviene accedendo dal menù "Sessioni Guide-Orali-Scritte" cliccando "Nuovo". Nel campo Tipo Esame verranno proposti i valori GUIDA. ORALE, SCRITTO. Per l'esame di teoria per il conseguimento AM, AL selezionare SCRITTO ( quiz cartacei).

La generazione della seduta di esame di guida per il conseguimento di AM o AL avviene sempre accedendo dal menù "Sessioni Guide-Orali-Scritte", cliccando "Nuovo", selezionando il valore GUIDA nel campo Tipo Esame e il valore 2 o 4 per il campo Tipo Ciclomotore.

Sedute di esame di guida-controlli requisiti morali

Alla generazione di una seduta di esame di guida, viene proposta come prima data utile per lo svolgimento della prova, una data a 10 giorni lavorativi da quella in cui si sta generando la seduta.

Anche alla approvazione della seduta, come già evidenziato, viene effettuato un controllo che tra la data in cui si approva la seduta e la data di svolgimento della prova esista un intervallo di almeno 10 giorni lavorativi.

Al fine di fornire agli uffici gli strumenti utili per la gestione delle sedute non approvate nei tempi stabiliti, sono state implementate nuove funzioni. Dal menù "Sessioni Guide-Orali-Scritte" sarà possibile selezionare le sedute per Tipo Esame "GUIDA SCADUTE". Infatti, né tali sedute saranno più visualizzate tra quelle aperte, né sarà possibile inserire in esse altri candidali.

Sarà quindi possibile spostare i candidati dalle sessioni di guida suddette ad altre che possano essere ancora approvate. Dal menù "Sposta da Sessione - Cons.", dopo aver selezionato la seduta di esame di guida scaduta, si potrà indicare la nuova seduta di esame di guida in cui spostare i candidati.


Infine, con riferimento a quanto esposto nella precedente Circ. 27 dicembre 2012, n. 35178, nel paragrafo 2.3 STAMPA CENTRALIZZATA PATENTI UE ed a parziale modifica dello stesso, si fa presente che, al fine di agevolare la presa in carico delle patenti da parte degli uffici della motorizzazione civile, saranno inserite nei plichi contenenti le stesse, le "distinte" con i dati relativi al numero dello stampato, numero della patente e alla causale di rilascio nello stesso ordine dei tabulati.

Si comunica infine che, per consentire un'accurata verifica dei primi flussi di stampa delle nuove patenti, elaborati nella notte tra il 18 e il 19 gennaio, il sistema informatico il giorno 18 gennaio 2013 sarà chiuso alle ore 16:00 ed entro tale orario, per quanto suddetto, gli uffici dovranno approvare i verbali degli esami di guida del 30 e del 31 gennaio. Il giorno 19 gennaio non saranno inoltre rese disponibili le procedure patenti per l'intera giornata.

 
  • Circ. Min. infr. trasporti 3 settembre 2008, n. 69690/8.3 - Rilascio dei CAP KD conseguiti per esame entro il 9 settembre 2008.
  • Carta di qualificazione del conducente
  • Circ. 15-5-2013 n. 12278. Emissione del documento comprovante il possesso della qualificazione professionale di tipo CQC - Legalizzazione di fotografie.

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    SOMMARIO LEGISLAZIONE ===>

    Sulla Gazzetta Ufficiale del 1 luglio 2005 è stato pubblicato il decreto legge 30 giugno 2005, n. 115 recante: "Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della Pubblica Amministrazione". L'art. 5 di tale decreto ha previsto modifiche alla normativa in materia di certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori.

    Tra le principali novità introdotte, si segnalano:

    1. Rinvio al 1 ottobre 2005, del termine di decorrenza dell'obbligo, per i maggiorenni, di conseguire, per esame, il certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori.

    2. L'obbligo di cui al punto 1 riguarda i soggetti che compiono la maggiore età a partire dal 1 ottobre p.v.

    3. La possibilità, per coloro che raggiungono la maggiore età entro il 30 settembre 2005, di ottenere il rilascio del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori senza esame, previa presentazione, all'Ufficio provinciale del Dipartimento dei trasporti terrestri, di domanda corredata dai seguenti documenti:

    - attestazione di versamento di € 29,24 su conto corrente n. 4028;

    - attestazione di versamento di € 5,16 su conto corrente n. 9001;

    - certificato medico che attesti il possesso dei requisiti psicofisici richiesti per la patente di guida della categoria A.

    Si evidenzia che l'istanza per ottenere il rilascio del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori senza esame può essere presentata solo da chi ha già compiuto il diciottesimo anno di età.

    4. L'obbligo di presentazione di certificazione medica riguarda anche gli aspiranti al conseguimento del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori per esame. Pertanto, sia per le nuove richieste che per quelle in corso, la documentazione va integrata con la presentazione del certificato medico. Detto certificato, di data non anteriore a sei mesi, deve essere rilasciato da uno dei medici di cui all'art. 119, comma 2, del codice della strada (D.Lgs. n. 285 del 1992), ovvero da una commissione medica locale per le patenti di guida, nei casi indicati al comma 4 del medesimo art. 119.

    5. I candidati minorenni che hanno presentato istanza di conseguimento per esame del certificato di cui all'oggetto anteriormente al 1 luglio 2005, ma che sostengono l'esame dopo tale data, devono produrre il certificato medico per ottenere il rilascio del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori. Coloro che, invece, hanno già conseguito il certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori, in data anteriore al 1 luglio 2005, non devono produrre il certificato medico.

    Coloro che hanno sostenuto, con esito positivo, dal 1 luglio 2005 l'esame per il conseguimento del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori senza aver prodotto il certificato medico, dovranno essere invitati dagli Uffici del Dipartimento, nel più breve tempo possibile, a presentarlo. I candidati minorenni già prenotati anteriormente al 1 luglio, che sostengono l'esame dopo tale data, e che quindi non erano a conoscenza dell'obbligo di produrre il certificato medico, potranno sostenere l'esame ma il rilascio del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori potrà avvenire solo previa presentazione del certificato medico.

    6. I titolari di patente di guida, ancorché scaduta di validità, ovvero sospesa, non possono conseguire il certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori. Coloro che già sono titolari di tale certificato devono restituirlo all'Ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, nel caso in cui conseguano una patente di guida.

    Ulteriori istruzioni saranno tempestivamente comunicate nel caso in cui la legge di conversione del decreto legge n. 115 del 2005 apportasse ulteriori modifiche alla normativa in materia di guida dei ciclomotori.

    Il CED fornirà, con file avvisi, le procedure meccanografiche inerente i certificati in oggetto.

    Circ. Min. interno 7 settembre 2005, n. 300/A/1/44285/101/3/3/9 - Modifiche al Codice della Strada. Legge 17 agosto 2005, n. 168, di conversione con modificazioni del decreto legge 30 giugno 2005, n. 115 recante "Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della Pubblica Amministrazione" - Prime disposizioni operative.

    SOMMARIO LEGISLAZIONE ===>

    1. Premessa.

    La legge 17 agosto 2005, n. 168, di conversione del decreto legge 30 giugno 2005, n. 115, di cui all'oggetto pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 194 del 22.8.2005, ha apportato modifiche al Codice della Strada che interessano gli articoli 97, 116, 208, 213 e 214 ed introducono, con l'articolo 130-bis, una nuova ipotesi di revoca della patente di guida. Per facilità di consultazione si allega il testo di ciascun articolo completo delle variazioni intervenute, evidenziate in grassetto (All.1- 6).

    Le nuove norme, soprattutto per quanto riguarda la circolazione dei motocicli e dei ciclomotori (cfr. par. 3), rappresentano un intervento di particolare rigore che, conformemente all'obiettivo europeo di riduzione del 50% delle vittime per incidenti stradali entro il 2010, ha lo scopo di favorire un'azione di prevenzione da parte delle Forze di Polizia più efficace e mirata a ridurre sensibilmente il numero dei sinistri stradali e soprattutto dei morti e dei feriti.

    In ragione di ciò e coerentemente con l'obiettivo sopraindicato, si forniscono le seguenti direttive operative per uniformare lo svolgimento delle fasi procedurali per l'accertamento degli illeciti, definite o modificate dalle nuove norme e ascritte alla responsabilità degli organi di polizia stradale.

    2. (omissis)

    2.2 Rilascio del certificato di idoneità per la conduzione dei ciclomotori

    Secondo la nuova formulazione dell'art. 116, comma 1-ter, C.d.S. per i conducenti maggiorenni non titolari di patente di guida, l'obbligo di conseguire il certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori è stato rinviato al 1.10.2005. Dopo quella data, tutti coloro che - sia maggiorenni che minorenni - intendono condurre un ciclomotore e non sono provvisti di patente di guida, devono conseguire il certificato di idoneità alla guida a seguito di esame presso il competente Ufficio del Dipartimento per i Trasporti Terrestri del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, secondo la disciplina già in vigore.

    Coloro che sono già maggiorenni o raggiungeranno la maggiore età entro il prossimo 30.9.2005 potranno ottenere il certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori, senza esame, esibendo al citato ufficio l'attestato di frequenza di un corso di formazione presso un'autoscuola.

    La novità più significativa introdotta in materia è la previsione di condizionare il rilascio del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori anche alla verifica del possesso dei requisiti psico-fisici, richiesti per il rilascio della patente di cat. A.

    L'art. 5, comma 1-bis, della legge in argomento, ha disposto che gli istituti della revisione (art. 128 C.d.S.), sospensione (art. 129 C.d.S.) e revoca (art. 130 e art. 219 C.d.S.) della patente di guida, si applicano, limitatamente alla perdita ovvero alla verifica dei requisiti fisici e psichici, anche ai conducenti dei ciclomotori. Analogamente, si applicano al certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori le norme concernenti la durata di validità della patente della categoria A, di cui all'art. 126 C.d.S.. La conferma di validità del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori è effettuata con le modalità stabilite dal Dipartimento per i Trasporti Terrestri del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

    Gli organi di polizia stradale che, nell'ambito dell'attività di accertamento delle violazioni o di rilevamento dei sinistri, abbiano il fondato sospetto che il titolare dell'abilitazione alla guida di un ciclomotore non sia più in possesso dei prescritti requisiti psico-fisici secondo quanto previsto dall'art. 128 C.d.S., hanno l'obbligo di segnalare tale circostanza al competente Ufficio del Dipartimento per i Trasporti Terrestri del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti affinché, ove ritenuto opportuno, possa essere disposto l'obbligo per il conducente di sottoporsi alla visita medica di revisione.

    Le disposizioni sopraindicate si applicano a tutti i conducenti di ciclomotori, compresi coloro che hanno già conseguito il certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori prima dell'entrata in vigore del D.L. n. 115 del 2005. Per questi ultimi, tuttavia, ferma restando la possibilità di sottoporli in qualunque momento a revisione ai sensi dell'art 128 C.d.S., il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà emanare apposite norme attuative volte a disciplinare l'adeguamento e le modalità di conferma della validità dei certificati di idoneità da loro posseduti.

    Per l'espressa previsione normativa, contenuta nell'articolo 116, comma 1-quinquies, C.d.S., il conducente munito di patente di guida non può ottenere il rilascio del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori e, se ne era munito in precedenza, deve restituirlo al momento del conseguimento della patente di guida.

    Le nuove norme non hanno mutato la natura giuridica dell'abilitazione alla guida dei ciclomotori che, perciò, continua ad essere considerata diversa dalla patente di guida di cui all'articolo 116, comma 1, C.d.S..

    Pertanto, come già precisato con circolare n. 300/A/1/43773/101/3/3/8 del 1 luglio 2003, in caso di accertamento di violazioni commesse alla guida di ciclomotori da cui derivano sanzioni accessorie o decurtazione di punteggio, queste non si applicano all'eventuale patente di guida posseduta dal conducente.

    Viceversa, i provvedimenti giuridici che interessano la patente di guida svolgono i loro effetti anche sulla conduzione del ciclomotore. In particolare quando la patente di guida è sospesa in conseguenza di illeciti amministrativi commessi alla guida di un veicolo a motore diverso dal ciclomotore, quest'ultimo mezzo non può essere condotto dal titolare della patente. Unica eccezione, prevista dall'art. 116, comma 1-ter C.d.S., riguarda i titolari di patente di guida sospesa per la violazione di cui all'art. 142, comma 9 C.d.S., che "mantengono il diritto alla guida del ciclomotore".

    3. Nuove sanzioni per gli illeciti commessi alla guida di ciclomotori e motoveicoli.

    3.1 Illeciti amministrativi che comportano la confisca amministrativa del veicolo

    Secondo le disposizioni del comma 2-sexies dell'articolo 213 C.d.S., è sempre disposta la confisca amministrativa del veicolo nel caso in cui la violazione prevista dall'art. 169, commi 2 e 7 C.d.S., nonché i comportamenti illeciti descritti negli artt. 170 e 171 C.d.S., siano stati realizzati con un ciclomotore o con un motoveicolo.

    In tali ipotesi si applicano anche le disposizioni dell'art. 210, comma 3 C.d.S., che dispongono la non ammissibilità del pagamento in misura ridotta per l'estinzione dell'illecito e la trasmissione degli atti, entro dieci giorni, al Prefetto per l'emissione dell'ordinanza ingiunzione di pagamento.

    Con l'introduzione di questa nuova sanzione accessoria conseguente alla commissione degli illeciti sopra richiamati, sono abrogate tacitamente le disposizioni del comma 7 dell'articolo 170 e del comma 3 dell'articolo 171 che, per alcune fattispecie tra quelle prima indicate, prevedevano l'applicazione della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo.

    3.2 Reati commessi alla guida di ciclomotori o motoveicoli

    Per effetto delle disposizioni del comma 2-sexies dell'articolo 213 C.d.S., è sempre disposta la confisca amministrativa del veicolo nei casi in cui, con un ciclomotore o un motoveicolo, sia stato commesso un reato previsto dallo stesso Codice della Strada o da altre fonti normative (Codice Penale, Leggi complementari).

    La norma, che prevede l'applicazione della sanzione anche se la violazione è commessa da un detentore minorenne, impone agli organi di polizia stradale di disporre il sequestro in tutti i casi in cui sia stato accertato a carico del conducente un fatto che costituisce reato commesso alla guida di un ciclomotore o di un motoveicolo.

    Sebbene si tratti di una misura cautelare finalizzata all'applicazione di una sanzione accessoria di natura amministrativa, la stessa è irrogata a seguito della sentenza di condanna da parte dell'Autorità Giudiziaria.

    Pertanto si ritiene che quando il reato è punibile a querela di parte, il sequestro del veicolo debba avvenire dopo la presentazione della querela stessa, che avviando il procedimento penale determina la possibilità di applicare la sanzione della confisca.

    Così, a titolo esemplificativo, nel caso di incidente stradale il cui responsabile sia un conducente di ciclomotore o di motoveicolo, il sequestro in argomento, è obbligatorio quando dal sinistro sia derivata la morte di una persona. Se le conseguenze dell'incidente sono contenute alle lesioni personali, il sequestro dovrà essere disposto solo dopo la presentazione della querela.

    Anche per tali casi, il sequestro amministrativo segue la nuova procedura descritta al successivo punto 4.

    4. Procedura per il sequestro ed il fermo amministrativo di ciclomotori e motocicli.

    La legge n. 168 del 2005 ha apportato rilevanti modifiche agli articoli 213 e 214 C.d.S nella procedura di applicazione delle sanzioni accessorie della confisca e del fermo amministrativo dei veicoli.

    Conformemente alle nuove disposizioni dettate dall'art 213, comma 2-quinquies, la procedura per il sequestro del ciclomotore o del motociclo, finalizzato alla confisca amministrativa dello stesso, non consente la possibilità di affidamento in custodia al conducente o al proprietario, ma si attua consegnando il veicolo ad un custode convenzionato con la Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo.

    Il proprietario del mezzo sequestrato, se non è già stato emesso il provvedimento di confisca, può chiederne l'affidamento in custodia decorsi 30 giorni dal sequestro.

    Tale facoltà non è concessa al proprietario di un motoveicolo diverso dal motociclo che sia stato oggetto di sequestro per violazione delle norme degli articoli 169, comma 2 e 171 C.d.S. e nei casi di reati commessi alla guida di tale mezzo.

    La citata disciplina, in quanto compatibile, si applica anche in caso di fermo amministrativo di ciclomotore, motociclo o motoveicolo.

    Pertanto, dal 23 agosto 2005, il ciclomotore, il motociclo sottoposti a fermo amministrativo ovvero sequestrati per l'applicazione della sanzione accessoria della confisca, non possono essere mai affidati in custodia al proprietario o al trasgressore, ma devono essere necessariamente fatti depositare presso un custode-acquirente convenzionato ai sensi dell'articolo 214-bis C.d.S..

    In attesa dell'individuazione, in ambito provinciale, dei custodi convenzionati e conformemente alle indicazioni già fornite con la circolare n. 300/A/1/31772/101/20/21/4 del 10 maggio 2004, i ciclomotori o i motocicli sequestrati o fermati devono essere fatti trasportare, a spese del detentore, presso il più vicino soggetto autorizzato alla custodia amministrativa secondo le disposizioni del D.P.R. n. 571 del 1982 ed iscritto negli appositi elenchi redatti dalla competente Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo.

    Come disposto dal comma 2-quinquies, dell'articolo 213 C.d.S., e dal comma 1-ter dell'articolo 214 C.d.S., in caso di sequestro amministrativo o di fermo amministrativo di ciclomotore o di motociclo, il veicolo è tenuto in custodia presso il custode-acquirente convenzionato per 30 giorni; successivamente su richiesta, il veicolo può essere affidato in custodia al proprietario.

    Nel verbale di contestazione ed in quello di sequestro o fermo redatti dall'organo di polizia deve essere indicata espressamente la clausola secondo la quale il proprietario del ciclomotore o del motociclo, decorsi 30 giorni dal momento del sequestro, ha la possibilità di recuperare il mezzo e di tenerlo in custodia presso un luogo idoneo, in attesa del provvedimento di confisca, o dello scadere del termine per il fermo amministrativo.

    A tal proposito, richiamando le disposizioni già fornite con la circolare del 10.5.2004, occorre precisare che la possibilità di affidare il veicolo in custodia al proprietario è subordinata alla preventiva verifica del possesso dei prescritti requisiti soggettivi e di affidabilità del luogo in cui lo stesso intende custodirlo.

    5. Altre modifiche normative.

    Per completezza di informazione, si richiama l'attenzione sulla nuova previsione dell'articolo 130-bis, secondo la quale, nel caso in cui un conducente sia incorso nella violazione di una norma di comportamento in stato di ubriachezza (con valore del tasso alcoolemico nel sangue superiore a 3 gr/l) ovvero sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, e provochi la morte di altre persone, il giudice, con la sentenza di condanna per il reato di cui all'articolo 589 c.p., dispone sempre la revoca della patente di guida.

    La norma, che riguarda l'applicazione delle pene da parte dell'autorità giudiziaria chiamata a valutare gli effetti di una condotta penalmente rilevante posta in essere da un conducente in stato di ubriachezza ovvero sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, non ha una diretta incidenza sulle procedure di accertamento poste in essere dalle Forze di Polizia, che continuano ad essere regolate dagli articoli 186 e 187 C.d.S.

    Le Prefetture - Uffici Territoriali del Governo, sono pregati di voler estendere il contenuto della presente ai Corpi o Servizi di Polizia Municipale e Provinciale.

    Allegati 1-6 (omissis)

    Circ. Min. infrastrutture e trasporti 21 luglio 2005, n. 3949/M350/MOT3 - Certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori. Integrazione alla circolare n. 3616/M310/MOT3 del 6 luglio 2005.

    SOMMARIO LEGISLAZIONE

    Ad integrazione della circolare indicata in oggetto, si trasmettono, di seguito, ulteriori istruzioni in ordine al rilascio del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori.

    La domanda da presentare all'Ufficio provinciale per ottenere il rilascio senza esame del suddetto documento può essere redatta anche utilizzando il modello 21l2 MEC, in tal caso, in corrispondenza della casella "patente richiesta", l'interessato dovrà scrivere la sigla "CIGC".

    Il certificato medico che gli interessati devono produrre deve essere in bollo, come prescritto dalle vigenti norme in materia fiscale e deve contenere la fotografia del richiedente. Per i candidati minorenni che sostengono la prova d'esame, il certificato medico costituisce valido documento di identificazione.

    V. pure:

    D.M. 15 maggio 1997 - attuazione dir 96/86/CE

    L. 27 dicembre 1997, n. 449 - art. 8 - Misure a favore dei soggetti portatori di handicap

    Circ. 27 gennaio 1998, n. 30/E - Legge 27 dicembre 1997, n. 449, art. 17

    Circ. Min. trasporti 30 aprile 1998, n. 41/98 - Rinnovo C.A.P.

    D.M. 16 luglio 1998 (Dir.96/47/CEE) - Modelli delle patenti di guida

    Circ. Min. trasporti 21 maggio 1999, n. 30/99 - Applicazione dir. 91/439/CEE

    Circ. Min. trasporti 25 febbraio 2000, n. B11 - Veicoli adattati - portatori di handicap

    Circ. Min. interno 13 luglio 2000, n . M/2413/17 - Conduzione di motocicli con patente di cat. B, C o D conseguita dopo il 26 aprile 1998

    Circ. Min. interno 3 dicembre 2000, n. M/2413/17 - Art. 116,13° c. del C.d.S. Applicazione del principio di solidarietà

    D.M. 30 giugno 2003 - Programma dei corsi e procedure d'esame per il conseguimento del certificato di idoneità per la guida dei ciclomotori. 

    Dir. 15 luglio 2003, n. 2003/59 - Qualificazione iniziale e formazione dei conducenti

    Circ. Min. Istruzione 31 ottobre 2003 - Certificato idoneità per ciclomotori - organizzazione corsi

    Circ. Min. 15 dicembre 2004, n. 4391/4374/M350/MOT3. Conseguimento del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori.

    Circ. Min. trasporti 24 luglio 1995, n. B5831 del 24 luglio 1995 - D.P.R. 19.04.1994, n. 575 - Disciplina pei procedimenti per il rilascio e la duplicazione delle patenti di guida.

    Circ. Min. trasporti 20 settembre 1995, n. B7132/60D3 - rilascio e duplicazione delle patenti di guida

    Circ. Min. trasporti 06 ottobre 1995, n. 136/94 - Rinnovo certificato abilitazione professionale

    Circ. Min. Trasporti 29 dicembre 1997, n. 143/97 - Rinnovo C.A.P.
     

    Circ. Min. trasporti 7 gennaio 1998, n. 2/98 - D.M. 14 novembre 1997 - Patenti di guida comunitarie

    Evoluzione Legislazione comunitaria

    Dottrina

    LA PATENTE DI GUIDA PER AUTOVEICOLI E MOTOVEICOLI

    Cenni storici.

    Il primo regolamento per la circolazione delle automobili sulle strade ordinarie risale al 1901 (regio decreto 28 luglio 1901 n. 416) e prevedeva una licenza costituita da un libretto sul quale dovevano essere annotate le eventuali contravvenzioni. L’obbligo di conseguire un particolare documento per la guida fu ribadito nei successivi testi legislativi (regio decreto 8 gennaio 1905 n. 24; legge 30 giugno 1912, n. 739; regio decreto 21 dicembre 1923 n. 3043, che può essere considerato il primo testo organico in materia di circolazione stradale, regio decreto 2 dicembre 1928 n. 3179 e regio decreto 8 dicembre 1933 n. 1740 ).

    Il codice stradale del 1933 classificava le patenti in tre gradi e aboliva la patente per la guida di motoveicoli. Nonostante il termine “abilitazione”, usato nell’articolo 88 del testo unico del 1933, si riteneva concordemente che la patente di guida dovesse considerarsi un’autorizzazione amministrativa e più precisamente una autorizzazione di polizia, intesa come provvedimento mediante il quale la pubblica amministrazione, nell’esercizio di un’attività discrezionale in funzione di prevenzione, rimuoveva un limite all’esercizio di un diritto, costituito nella specie dall’attività di guida.

    Durante la vigenza del codice stradale del 1933 dominava, quindi, la preoccupazione circa l’uso che si poteva fare degli autoveicoli, considerati strumenti idonei per commettere reati dolosi come furti, rapine e contrabbando, eccetera.

    Con la diffusione sempre maggiore degli autoveicoli utilizzati soprattutto per motivi di lavoro, negli anni successivi al 1933 si ebbero nuove tendenze di opinione in riferimento ai requisiti soggettivi per conseguire la patente.

    Negli anni immediatamente successivi all’entrata in vigore della costituzione, tali tendenze furono anche recepiti dal comitato per la riforma del codice della strada, in cui prevalse l’opinione che competente al rilascio della patente dovesse essere non più il prefetto ma la motorizzazione civile.

    Nella relazione al progetto del 1954 venne precisato: “Il sistema adottato è anche, del resto, non più consono ai principi statutari della libertà di circolazione”.

    Il progetto di riforma non riuscì ad essere tradotto in legge a causa delle reazioni dei vari settori interessati che si ritenevano danneggiati da alcune disposizioni.

     Prima dell’emanazione del d.p.r. 19 aprile 1994 n. 575, parte della dottrina riteneva che la patente di guida doveva essere inquadrata fra le autorizzazioni, le quali rimuovono un limite, non assoluto, imposto dalla legge.

    In particolare, secondo l’opinione accennata, seguita anche da parte della giurisprudenza, nel diritto alla circolazione, garantito dall’articolo 16 della costituzione, deve necessariamente essere compreso anche l’uso dei veicoli con i quali il suo godimento può realizzarsi. Tale diritto, tuttavia, risulta condizionato o affievolito, in quanto la stessa costituzione prevede limitazioni di legge per motivi di sanità o di sicurezza.

    Per tali cause la legge può porre dei limiti al rilascio della patente non solo per motivi che riguardano la sicurezza della circolazione ma anche, più in generale, per motivi attinenti la prevenzione dell’attività criminale.

    Alcuni autori, partendo dalla constatazione che la guida dei veicoli a motore costituisce un’attività materiale, dalla valutazione della natura dell’organo cui compete il rilascio della patente (prefetto) e soprattutto dalla considerazione dei motivi di pubblica sicurezza che consentono di negare detto rilascio a persone potenzialmente pericolose per la società, deducono che la patente debba tuttora considerarsi un’autorizzazione di polizia. Altra parte della dottrina ritiene che la guida del veicolo presuppone una idoneità costituita dal possesso di una serie di cognizioni teoriche e pratiche di carattere specifico.

    La patente di guida, secondo altra opinione, presenta due aspetti: quello della abilitazione, fondato sull’accertamento dell’idoneità da parte dell’organo tecnico-amministrativo (ufficio della motorizzazione civile) e quello autorizzativo, derivante dal potere di negare il rilascio da parte dell’organo amministrativo (prefetto) nei confronti dei diffidati (peraltro l’istituto della diffida è stato soppresso dalla legge 3 agosto 1988 n. 327).

    Alcuni autori sostengono che l’aspetto abilitativo ha carattere di gran lunga prevalente, tanto che, sarebbe fuori luogo qualificare la patente di guida come una autorizzazione di polizia, anche perché sia nel testo dell’articolo 80 codice della strada del 1959 e sia nel testo dell’articolo 116 codice della strada del 1993 è detto che la patente “abilita” alla guida.

    Per concludere ci sembra di poter affermare che non esiste un diritto soggettivo alla guida di veicoli a motore prima del rilascio della patente. L’articolo 16 della costituzione garantisce al singolo il diritto di circolare ma non anche quello di circolare con un veicolo da lui stesso guidato. La norma, infatti, si riferisce allo spostamento e non al mezzo con cui viene effettuato, per cui il diritto di muoversi, di camminare, di viaggiare, non dovrebbe essere confuso con l’attività personale di guida. Questa attività costituisce una semplice aspirazione per colui che intende conseguire la patente e non l’oggetto di un diritto individuale.

     Nel sistema attuale la patente si inquadra a nostro avviso, fra i provvedimenti amministrativi con contenuto misto, i quali partecipano della natura di più tipi di atti. Trattandosi di unificazione non formale, ma imposta dalla legge, per cui i singoli atti non seguono un regime loro proprio, appare decisivo per la qualificazione del provvedimento, l’individuazione della causa giuridica prevalente, che noi identifichiamo nell’aspetto abilitativo. Quindi l’organo competente al rilascio del documento può essere identificato nell’ufficio della motorizzazione civile.

     Legislazione vigente.

     L’attuale codice della strada, conservando la formulazione del codice del 1959 che ha introdotto l’obbligo della patente anche per la guida dei motoveicoli, ha tenuto conto, nella classificazione delle patenti, delle difficoltà di guida che sono in genere connesse con la mole e il peso dei veicoli abbandonando la distinzione dell’esame secondo il tipo del motore.

    Il nuovo testo legislativo, (nel contenuto del 1992), ha confermato la competenza del prefetto per il rilascio della patente di guida, ma ne ha notevolmente ridotto il potere discrezionale. Successivamente il regolamento approvato in via definitiva dal consiglio dei ministri il 12 aprile 1994, emanato con d.p.r. 19 aprile 1994 n. 575 ha profondamente innovato le procedure per il conseguimento e per il rilascio della patente di guida, senza pregiudicare l’efficacia dei controlli necessari per la tutela della sicurezza della circolazione stradale. Il procedimento di rilascio, rinnovo e duplicazione della patente di guida dei veicoli a motore è annoverato nell’elenco dei procedimenti per i quali l’articolo 2 della legge 24 dicembre 1993 n. 537, prevede misure di semplificazione del procedimento, per migliorare i rapporti tra pubblici poteri e cittadini, introducendo elementi di razionalizzazione nelle attività delle amministrazioni pubbliche coinvolte.

    Prima dell’emanazione del già menzionato d.p.r. n. 575 del 1994, il procedimento di rilascio, conferma di validità e duplicazione della patente di guida si articolava in due sequenze delle quali una prima, più ampia, condotta nell’ambito dell’ufficio provinciale della motorizzazione civile; e una seconda che coinvolgeva la prefettura. Il procedimento iniziava con la presentazione all’ufficio provinciale della m.c.t.c. della domanda indirizzata al prefetto per sostenere gli esami di idoneità. L’istanza doveva essere corredata di una serie di documenti con i quali l’interessato dimostrava di essere in possesso dei requisiti fisici e psichici prescritti.

    La sussistenza di tali requisiti veniva accertata in primo luogo dal medico di fiducia che rilasciava un certificato sulle malattie contratte in passato dal richiedente (certificato anamnestico) e successivamente dalla unità sanitaria locale territorialmente competente o da altro personale medico individuato dal codice della strada. L’ufficio provinciale della motorizzazione civile rilasciava l’autorizzazione per esercitarsi alla guida e curava l’espletamento di due prove d’esame, teoria e prova pratica. Superati favorevolmente gli esami, l’ufficio provinciale della motorizzazione predisponeva la documentazione necessaria, compreso il documento di guida elaborato meccanograficamente, e lo inviava al prefetto per il rilascio.

    Nella seconda sequenza procedimentale, il prefetto verificava la sussistenza dei requisiti morali ovvero l’assenza di motivi ostativi di ordine pubblico e rilasciava la patente, dandone comunicazione all’interessato.

    Gli accertamenti medici, di idoneità tecnica e dei requisiti morali determinavano un iter che poteva concludersi anche dopo oltre dieci mesi dalla presentazione della domanda. Adempimenti resi necessari dalla duplice natura del documento di guida, inteso sia come attestato di idoneità tecnica che come autorizzazione di polizia.

    Per ovviare a ciò, il d.p.r. n. 575 del 1994, in linea con le tendenze da tempo in atto nella maggioranza dei paesi europei, attribuisce alla patente di guida il valore di provvedimento abilitativo conservando anche il valore di documento ufficiale di identità personale, anche a seguito del parere fornito al dipartimento della funzione pubblica dal consiglio di stato, che così si esprimeva: “la semplificazione procedimentale alla quale mira il presente schema regolamentare non risentirebbe comunque - ove si affermasse la valenza identificativa della patente - di alcuni sostanziali appesantimenti, dovendosi, al contrario, ragionevolmente ritenere che la previsione di privare la patente di guida della eventuale valenza di documento di identificazione personale comporterebbe, semmai, un evidente aggravio, certamente non utile a favorire le esigenze dell’amministrazione del cittadino”.

    Di conseguenza, il d.p.r. n. 575 del 1994, per un verso, trasferisce le competenze per il rilascio al ministero dei trasporti e della navigazione, lasciando nella sfera delle attribuzioni del prefetto il potere di adottare provvedimenti di sospensione e di revoca quando questi costituiscano una sanzione amministrativa accessoria o quando, a seguito della comunicazione del rilascio della patente di guida, per il tramite del collegamento informativo integrato, il titolare della patente risulta essere un delinquente abituale, professionale o per tendenza o sottoposto a misure di sicurezza personale e alle misure di prevenzione.

    Fonte del regolamento approvato con d.p.r. n. 575 del 1994 è la delega contenuta nell’articolo 2, comma settimo, della legge 24 dicembre 1993 n. 537. L’articolo 2, comma ottavo della stessa legge prevede la modifica e/o l’abrogazione di precedenti norme di rango legislativo, dalla data di entrata in vigore del comma settimo dello stesso articolo. La scelta di questa direttrice di riforma consegue una pluralità di effetti positivi. Oltre a concentrare, in un’unica sede il referente pubblico del richiedente, il d.p.r. n. 575 del 1994 riduce drasticamente i tempi di consegna del documento, prevedendo che il rilascio della patente avvenga contestualmente al superamento dell’esame pratico.

    Ulteriori semplificazioni sono garantite con l’eliminazione degli obblighi di annotazione sulla patente del cambiamento di abitazione o residenza. A questo provvede il competente ufficio centrale della direzione generale della m.c.t.c. al quale i comuni invieranno per via telematica la notizia dell’avvenuto trasferimento di residenza o di abitazione.

    Tra gli adempimenti istruttori non è più contemplata l’acquisizione del certificato anamnestico.

    Risultano notevolmente snelliti i procedimenti connessi al rilascio del duplicato, della conversione di patente estera o militare.

    Per la conferma di validità della patente non è necessario che il richiedente si rechi in tre diverse sedi (unità sanitarie locali o equivalenti, ufficio della motorizzazione civile e prefettura), è sufficiente che si sottoponga agli esami medici e attenda di ricevere per posta un tagliando di convalida da apporre sulla patente di guida.

    Nel silenzio della legge è da supporre che il conducente possa continuare a condurre veicoli esibendo il certificato medico.

    () D.p.r. 19 aprile 1994 n. 575, in Gazz. uff. n. 240 del  13 ottobre 1994.

    () Cons. stato sez. II, 31 gennaio 1994 n. 189 (inedita).

    V - CERTIFICATI DI ABILITAZIONE PROFESSIONALE e CERTIFICATI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

    Certificati di abilitazione professionale (c.a.p.).

    Il certificato di abilitazione professionale (c.a.p.) deve essere conseguito dai titolari di patente di categoria A, B e C, per guidare:
    a) motocarrozzette ed autovetture in servizio di noleggio con conducente e taxi;
    b) dai titolari di patente di categoria C e di patente di categoria E, correlata con patente di categoria C, di età inferiore agli anni ventuno per la guida di: autoveicoli adibiti al trasporto di cose di massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate (art. 115, comma primo, lettera d, numero 3, cod. strad.);
    c) dai titolari di patente della categoria D e di patente di categoria E, correlata con patente di categoria D, per guidare: autobus, autotreni ed autosnodati adibiti al trasporto di persone in servizio di linea o di noleggio con conducente o per trasporto di scolari.
    Il certificato di abilitazione professionale è rilasciato dal competente ufficio della direzione generale della m.c.t.c. sulla base dei requisiti, delle modalità e dei programmi di esami stabiliti nel regolamento.
    Il certificato di abilitazione professionale (c.a.p.) si può definire come una abilitazione integrativa della patente di guida, che abilita una persona a guidare particolari tipi di veicoli. Non è una patente, in quanto si deve necessariamente associare a patenti che abilitano alla guida dei veicoli e aventi determinate caratteristiche.
    Il certificato di abilitazione professionale è rilasciato, dall’ufficio provinciale della motorizzazione civile, a seguito di esame teorico a chi è già in possesso della patente per la categoria corrispondente. E’ un documento subordinato all’esistenza e alla validità della patente cui si riferisce e perde automaticamente validità ed effetto se è revocata o sospesa la patente cui è collegato.
    Il certificato non può essere rilasciato ai mutilati e ai minorati fisici. E’ valido cinque anni, comunque non oltre la validità della patente, e può essere riconfermato dalla motorizzazione civile per altri cinque anni, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici.
    Per chi ha superato i sessantacinque anni di età il rinnovo può essere inferiore ai due anni su disposizione della commissione medica locale.
    Il c.a.p. può essere rilasciato anche in sede di conversione a domanda dei titolari di patente estera abilitati ai trasporti che prevedono il c.a.p.

    Tipi di certificati di abilitazione professionale (c.a.p.).

    Il c.a.p. è necessario per la guida dei:
    a) motoveicoli di massa complessiva fino a 1,3 tonnellate adibiti a servizio pubblico di piazza od a noleggio con conducente (associato alla patente A) KA;
    b) taxi, autovetture e motoveicoli (oltre 1,3 tonnellate) da noleggio con conducente (associato alla patente B) KB;
    c) autovetture adibite a noleggio con conducente per cui necessita la patente B (associato alla patente B) KB;
    d) autocarri con massa complessiva a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate, se il conducente non ha compiuto ventuno anni (associato alla patente C) KC; (è l’unico c.a.p. che può essere rilasciato ai minori di ventuno anni);
    e) autoarticolati, autotreni, autosnodati con massa complessiva a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate, se il conducente non ha compiuto ventuno anni (associato alla patente CE) KC;
    f) autobus in servizio pubblico di linea e da noleggio con conducente;
    g) scuolabus qualunque sia il numero dei passeggeri trasportati (associato alla patente D) KD;
    h) autoarticolati, autosnodati, autotreni adibiti al trasporto di persone in servizio pubblico di linea e da noleggio con conducente (associato alla patente DE) KD.
    In questi casi il c.a.p. è richiesto per la guida a carico, mentre non è richiesto per gli spostamenti a vuoto per necessità di manutenzione KD. Per adeguare la normativa italiana alle norme della comunità €pea è stato aggiunto un nuovi tipo di c.a.p. (KA). Contrariamente alle precedenti disposizioni, l’attuale codice della strada prevede che il conducente che intende conseguire il c.a.p. deve sottoporsi preventivamente a visita medica tendente ad accertare la persistenza dei requisiti necessari al rilascio della patente di guida a cui il c.a.p. si abbina.
    I certificati di abilitazione professionale (c.a.p.) sono dei seguenti tipi:
    – KA: per guidare a carico, per qualsiasi spostamento su strada, motocarrozzette, di massa complessiva fino ad 1,3 tonnellate in servizio di noleggio con conducente;
    – KB: per guidare, a carico per qualsiasi spostamento su strada, motocarrozzette di massa complessiva oltre 1,3 tonnellate in servizio di noleggio con conducente ed autovetture in servizio di piazza o di noleggio con conducente; il certificato di abilitazione professionale di tipo KB è valido anche per la guida dei veicoli cui abilita il certificato KA;
    – KC: per guidare, essendo minori di anni ventuno e per qualsiasi spostamento su strada, a vuoto o a carico, autocarri, autoveicoli per trasporti specifici, autotreni, autoarticolati, autosnodati, adibiti al trasporto di cose, ed il cui peso complessivo a pieno carico, compreso il rimorchio, superi 7,5 tonnellate;
    – KD: per guidare, a carico per qualsiasi spostamento su strada, autobus, autotreni, autoarticolati, autosnodati, adibiti al rapporto di persone in servizio di linea o di noleggio con conducente o per il trasporto di scolari; il certificato di abilitazione professionale di tipo KD è valido anche per la guida dei veicoli cui abilita il certificato di tipo KB;

    Requisiti per il rilascio del c.a.p. Patente di guida.

    Per il rilascio del c.a.p., a seconda del tipo richiesto, è necessaria la titolarità della patente di guida come di seguito indicato:  KA: patente di categoria A;  KB: patente di categoria B;  KC: patente di categoria C;  KD: patente di categoria D per la guida di autobus; DE negli altri casi.

    Requisiti psico-fisici

    Il rilascio del c.a.p. è subordinato all’accertamento del possesso dei requisiti fisici e psichici richiesti per il rilascio, la revisione e la conferma di validità della patente di guida dei veicoli delle categorie C, D ed E.

    Altri requisiti

    Per ottenere il certificato di abilitazione professionale (c.a.p.), occorre:
    a
    ) essere residenti in un comune della repubblica;
    b) essere in possesso di patente nazionale valida per la categoria prevista dal comma primo;
    c) presentare una domanda ad un ufficio provinciale della direzione generale della m.c.t.c.;
    d) superare l’apposito esame da sostenersi nella circoscrizione territoriale dello stesso ufficio, ovvero dimostrare di essere in possesso della relativa abilitazione rilasciata da uno stato estero.
    Ai minori di anni ventuno può essere rilasciato esclusivamente il certificato di abilitazione professionale KC. L’ufficio provinciale della m.c.t.c. provvede a rilasciare il certificato di abilitazione professionale, contrassegnato da un numero progressivo assegnato dal centro elaborazione dati della direzione generale della m.c.t.c.
    La domanda per sostenere l’esame ha validità per sei mesi, e dà diritto a sostenere l’esame una volta soltanto e non è prorogabile.
    Coloro che hanno conseguito il c.a.p. di tipo KE per esami e non per titoli possono richiedere il rilascio del c.a.p. di tipo KB.

    Programma di esame per il conseguimento dei certificati di abilitazione professionale.

    Gli argomenti del programma di esame per il conseguimento del certificato di abilitazione professionale sono indicati di seguito, con le specificazioni per i diversi tipi di c.a.p.

    Titolo I: A. Conoscenza della struttura di un veicolo e delle sue parti principali.

    1. Conoscenza della struttura e del funzionamento di motori a combustione interna:
    a
    ) sistemi di lubrificazione e di raffreddamento;
    b) impianto di alimentazione;
    c) impianto elettrico;
    d) sistema di accensione;
    e) sistema di trasmissione (frizione, scatola del cambio).
    2. Conoscenze generali sui lubrificanti e sulla difesa antigelo.
    3. Conoscenza delle precauzioni da prendere per smontare e rimontare le ruote.
    4. Conoscenza della struttura, del montaggio, del corretto uso e della manutenzione dei pneumatici.
    5. Conoscenza dei vari tipi di dispositivi di frenatura, del loro funzionamento, delle loro parti principali, dei loro collegamenti, del loro uso e della loro manutenzione quotidiana, nonché conoscenza dei dispositivi di accoppiamento dei rimorchi.
    6. Capacità di individuare i guasti del veicolo.
    7. Capacità di riparare piccoli guasti facendo uso degli opportuni utensili.
    8. Conoscenze generali relative alla manutenzione preventiva del veicolo e alla tempestività delle riparazioni da effettuare.

    Titolo II: B. Conoscenze generali in materia di trasporti e di amministrazione.
    1. Capacità generali e conoscenze geografiche sufficienti per poter usare carte stradali e relativi indici.
    2. Conoscenza dell’uso economico del veicolo.
    3. Conoscenza delle misure da prendere in caso di collisione o di altri incidenti (per esempio incendio) per quanto concerne l’assicurazione del veicolo.
    4. Conoscenza della legislazione nazionale, applicabile al trasporto di merci.
    5. Nozioni elementari sulla responsabilità del conducente per quanto concerne la presa in consegna, il trasporto e la consegna delle merci conformemente alle condizioni convenute.
    6. Conoscenza delle tecniche per caricare e scaricare merci e del corretto uso della relativa attrezzatura.
    7. Nozioni elementari sulle precauzioni da prendere per la manutenzione e il trasporto di merci pericolose.
    8. Conoscenza dei documenti, relativi ai veicoli e ai trasporti, prescritti per il trasporto di merci all’interno del paese e al passaggio della frontiera.
    9. Conoscenza della legislazione nazionale applicabile al trasporto di persone.
    10. Conoscenza della responsabilità del conducente connessa con il trasporto di viaggiatori.
    11. Conoscenza dei documenti relativi ai veicoli e ai viaggiatori, prescritti per il trasporto di viaggiatori all’interno del paese e al passaggio della frontiera.
    Dal programma di esame sono esclusi gli argomenti che il candidato deve già conoscere in base alla categoria di patente e alle abilitazioni possedute.
    – C.a.p. KA: gli argomenti del titolo I sono limitati ai tipi di veicoli cui il certificato specificatamente abilita. Dal titolo II sono esclusi gli argomenti da 4 a 8.
    – C.a.p. KB: gli argomenti del titolo I sono limitati ai tipi di veicoli cui il certificato specificatamente abilita. Dal titolo II sono esclusi gli argomenti da 4 a 8.
    – Per i titolari di patente E sono esclusi gli argomenti del titolo I.
    – Per i titolari di KC sono esclusi gli argomenti del titolo I e quelli del titolo II sono limitati ai punti 9, 10 e 11.
    – C.a.p. KC: gli argomenti del titolo I sono limitati ai tipi di veicoli cui il certificato specificatamente abilita. Sono inoltre da escludere gli argomenti del titolo II, punti 9, 10 e 11. Per i titolari di patente E sono esclusi gli argomenti previsti dal titolo I.
    – C.a.p. KD: titolari di patente E sono esclusi gli argomenti del titolo I.
    – Per i titolari di KC sono da escludere gli argomenti di cui al titolo II salvo i punti da 8 a 11.

    Modalità di rilascio e relativa validità

    La validità del certificato di abilitazione professionale, rilasciato sulla base dei requisiti prescritti (art. 311 regolamento), è quinquennale e scade alla data indicata nel certificato stesso. Se la patente di guida scade prima del c.a.p.è possibile il rinnovo contestuale del c.a.p.
    Alla scadenza e previo accertamento dei requisiti fisici e psichici, secondo quanto prescritto dall’articolo 126, comma quarto, del codice, il competente ufficio della direzione generale della m.c.t.c. procede a confermare la validità del certificato di abilitazione professionale per altri cinque anni, rilasciando un duplicato aggiornato del documento. Per coloro che hanno superato i sessantacinque anni di età la durata della validità può essere inferiore ad un biennio se ciò è disposto dalla commissione medica locale.

    Rilascio del c.a.p. per conversione di documento estero (art. 314 regolamento).

    I titolari di patente estera possono, a domanda, ottenere il certificato di abilitazione professionale in occasione della conversione della patente estera in patente nazionale, qualora dalla patente estera, ovvero dalla stessa corredata dal relativo certificato di abilitazione professionale, risulti che sono abilitati a condurre i veicoli adibiti ai trasporti per i quali in Italia è previsto il possesso del certificato di abilitazione professionale. La richiesta di rilascio deve essere presentata contemporaneamente alla conversione della patente estera.

    Certificato di formazione professionale (art. 315 regolamento).

    Nei casi previsti dagli accordi internazionali cui l’Italia abbia aderito, per la guida di veicoli adibiti a determinati trasporti professionali, i titolari di patente di guida valida per la prescritta categoria devono inoltre conseguire il relativo certificato di abilitazione, idoneità, capacità o formazione professionale, rilasciato dal competente ufficio della direzione generale della m.c.t.c.
    Ai conducenti che effettuano trasporti nazionali ed internazionali su strada di merci pericolose, il certificato di formazione professionale, conforme al modello approvato dal ministro dei trasporti, è rilasciato in base a quanto disposto in materia con la legge 19 febbraio 1992 n. 142.
    Anche questo documento, come il c.a.p., va abbinato alla patente di guida necessaria a condurre un determinato tipo di veicolo seguendone le sorti in caso di revoca o sospensione.
    Rappresenta uno speciale titolo di abilitazione necessario per effettuare trasporti nazionali ed internazionali di merci pericolose su strade, al pari del c.a.p., non può essere rilasciato ai mutilati e ai minorati fisici.
    La normativa in vigore dal 1° luglio 1997 è quella contenuta nel decreto ministeriale 15 maggio 1997, con il quale è stata recepita la direttiva 96/86/Cee del 13 dicembre 1996.

    Modalità di rilascio-durata e validità


    Per poter conseguire il certificato è necessario che il conducente sia già in possesso della patente di cat. B, C o superiore e deve sostenere un apposito esame di idoneità. Oltre alla patente il conducente deve avere i seguenti requisiti: residenza in Italia; patente di cat B o superiore; attestazione formale della ditta presso cui l’interessato esercita l’attività di conducente di aver frequentato apposito corso di formazione ultimato da meno di trenta giorni; domanda all’ufficio della m.c.t.c. con i versamenti prescritti.


    Validità e durata

    La validità del c.f.p. è legata alla validità della patente cui viene associato; è valido cinque anni ed è rinnovabile per altri cinque se il titolare nell’anno che precede la scadenza ha seguito apposito corso di aggiornamento superando il relativo esame. Come avviene per la patente di guida, anche il c.f.p. può essere sottoposto a revisione da qualsiasi ufficio provinciale della m.c.t.c. qualora sorgano dubbi sulla persistenza nel titolare dei prescritti requisiti. I provvedimenti di revisione vengono adottati a seguito delle segnalazioni degli organi di polizia stradale che, contestano infrazioni nei confronti di titolari di c.f.p. o rilevano incidenti verificatisi durante la circolazione dei predetti veicoli. La revoca del c.f.p. avviene quando il titolare non sia più in possesso dei prescritti requisiti che ne hanno consentito il rilascio.


    Disposizioni relative alla formazione professionale dei conducenti di veicoli che trasportano merci pericolose.
    (Legge 19 febbraio 1992 n. 142, in G.U. n. 42 del 20 febbraio 1992).
    (Omissis).
    art. 11: Formazione professionale di conducenti di veicoli che trasportano merci pericolose su strada.
    1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono adottate, con decreto del ministro dei trasporti, le disposizioni per l’attuazione della direttiva del consiglio 89/684/Cee, relativa alla formazione professionale di taluni conducenti di veicoli che trasportano merci pericolose su strada.
    2. Il certificato di formazione professionale per i conducenti di cui al comma primo può essere conseguito soltanto da coloro che sono in possesso di patente di guida in corso di validità della categoria B o superiore.
    (Omissis).
    8. Gli uffici provinciali della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione possono disporre in qualsiasi momento, ed in particolare qualora sorgano dubbi sull’effettiva persistenza dei requisiti di idoneità tecnica, la revisione del certificato professionale secondo le modalità che saranno stabilite con successive disposizioni della direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione.
    9. Il certificato di formazione professionale è sospeso dall’ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione che lo ha rilasciato qualora il titolare non si presenti alla revisione disposta ai sensi del comma ottavo.
    10. Il certificato di formazione professionale è revocato dall’ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione che lo ha rilasciato qualora il titolare non sia più in possesso dei requisiti di idoneità tecnica.
    11. I provvedimenti di sospensione e di revoca sono definitivi.
    12. In caso di ritiro del certificato di formazione professionale, lo stesso è inviato dall’organo accertante all’ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione presso cui il titolare del certificato stesso chiede la conferma di validità o, in mancanza, presso l’ufficio che lo ha rilasciato. In caso di revoca, il certificato è inviato all’ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione che ne ha effettuato il rilascio”.

    Principali aspetti innovativi.
    A partire dal 1° luglio 1997 le disposizioni relative alla formazione professionale dei conducenti che trasportano merci pericolose su strada sono quelle contenute nell’appendice B4 (marginali 240100-240500) dell’allegato B al decreto ministeriale 4 settembre 1996 e successivi adeguamenti e negli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8 del decreto ministeriale 15 maggio 1997:
    1. conducenti dei veicoli che necessitano del certificato di formazione professionale c.f.p. (marg. 10315 commi primo, secondo e terzo), (marg. 11315 commi primo e secondo), (marg. 71315 commi primo, secondo e terzo). Lo stralcio delle disposizioni sopra richiamate è riportato nelle pagine seguenti.
    2. I conducenti di cui al punto 1., conseguono il certificato di formazione (c.f.p.), dopo avere seguito i corsi di formazione specificati al successivo punto 5. ed avere superato i relativi esami scritti mediante l’utilizzo di questionari.
    3. Il c.f.p. ha validità massima di cinque anni.
    4. Nell’anno che precede le relative scadenze tutti i conducenti, potranno ottenere il rinnovo del c.f.p. esclusivamente se superano il corso di aggiornamento e i successivi esami scritti corrispondenti alla formazione posseduta. Tale disposizione trova attuazione a decorrere dal 1° luglio 1997.
    5. I corsi di formazione previsti sono: corso base (vedere marginale 240102); abilità al trasporto di merci pericolose con modalità diverse da quelle in cisterna, con esclusione delle materie appartenenti alle classi 1 e 7 (esplosivi e radioattivi).
    In particolare la formazione di detto corso deve anche comprendere esercitazioni pratiche effettuate di persona dal candidato, così come prescritto dalla presente normativa; corso di specializzazione per il trasporto di materie pericolose in cisterna (vedere marginale 240103); corso di specializzazione per il trasporto di materie ed oggetti esplodenti della classe 1 (vedere marginale 240104); corso di specializzazione per il trasporto di materie radioattive della classe 7 (vedere marginale 240105). Per ciascuno dei corsi sopra indicati la durata di ogni seduta di insegnamento deve essere di quarantacique minuti. Ogni giornata del corso non può comportare più di otto sedute di insegnamento.
    6. Nella tabella 9.9.6 vengono confrontati tra loro:
    a
    ) i tipi di corsi di formazione frequentati;
    b) i tipi di veicoli che possono essere condotti in relazione al corso frequentato;
    c) la sigla di riferimento A, B e AB che compare nel certificato c.f.p. mod. MC 8148;
    d) le classi di materie ammesse al trasporto in relazione al tipo di corso;
    e) le classi di materie “non” ammesse al trasporto;
    f) le sigle da utilizzarsi per la emissione informatizzata del corrispondente c.f.p.
    7. I questionari utilizzati per gli esami scritti sono stati predisposti a cura della direzione generale m.c.t.c.sulla base di quelli elaborati dall’I.R.U. (unione internazionale dei trasporti stradali - Ginevra) su incarico della comunità €pea.
    Ciascuna domanda del questionario comporta due risposte errate ed una esatta. La risposta viene ritenuta esatta se viene barrata esclusivamente la casella corrispondente alla risposta “vera”.
    8. Nella tabella 9.9.6.1 riguardante il primo conseguimento del c.f.p. , vengono confrontati tra loro: a) i tipi dei corsi;
    b) il numero minimo delle sedute di insegnamento;
    c) il numero delle domande che compongono i questionari d’esame per ogni singolo tipo di corso;
    d) la durata dell’esame scritto per ogni tipo di corso;
    e) il numero minimo di risposte esatte per considerare superato l’esame.
    9. Nella tabella 9.9.6.2 riguardante l’aggiornamento, vengono confrontati tra loro: a) i tipi dei corsi;
    b) il numero minimo delle sedute di insegnamento;
    c) il numero delle domande che compongono i questionari d’esame per ogni singolo tipo di corso;
    d) la durata dell’esame scritto per ogni tipo di corso;
    e) il numero minimo di risposte esatte per considerare superato l’esame.
    10. Primo rilascio del c.f.p. Ai sensi delle norme di cui all’appendice B4 i conducenti dei veicoli di cui agli allegati 3.4.5. a partire dal 1 luglio 1997 devono essere muniti del c.f.p. MC 8148. Tale certificato è obbligatorio sia per i trasporti nazionali che internazionali.
    11. Documentazione occorrente per l’ammissione agli esami ai fini del rilascio del certificato di formazione professionale.
    Per ottenere l’ammissione agli esami per il rilascio del certificato di formazione professionale gli interessati devono presentare all’ufficio provinciale m.c.t.c., competente territorialmente nei riguardi della sede dei corsi di formazione e specializzazione frequentati, la domanda di esame, utilizzando lo stesso modello in uso per il conseguimento del c.a.p. (certificato di abilitazione professionale), specificando i tipi di corsi frequentati ed allegando alla citata domanda:
    a
    ) attestazione dei versamenti di cui alla tariffa in uso per il c.a.p., uno per ciascun esame da sostenere;
    b) copia fotostatica della patente posseduta;
    c) copia dell’elenco dei nominativi dei candidati che a giudizio del responsabile del corso possono sostenere l’esame.
    12. Modalità di effettuazione dell’esame. Gli esami possono essere sostenuti presso la sede di svolgimento del corso, ovvero presso la sede dell’ufficio provinciale m.c.t.c. nella cui giurisdizione territoriale si trova la sede del corso stesso.
    Ciascun esame deve essere sostenuto e superato favorevolmente entro sei mesi dal termine del relativo corso; trascorso tale termine senza aver superato l’esame il richiedente ilc.f.p. deve frequentare un nuovo corso.
    Il mancato superamento dell’esame relativo al corso base, sia in occasione del primo rilascio, sia in occasione dell’aggiorna-mento comporta l’esclusione dagli ulteriori esami di specializzazione.
    Qualora il richiedente, sostenuto l’esame, non venga ritenuto idoneo, potrà ripetere l’esame stesso soltanto una seconda volta non prima che sia trascorso un mese dalla data di esame con esito negativo.
    Ogni seduta di esame deve essere verbalizzata ed ai candidati risultati idonei verrà rilasciato il c.f.p. richiesto, a cura dell’ufficio provinciale nella cui giurisdizione si è svolto l’esame.
    I funzionari della direzione generale m.c.t.c., appartenenti alla ex carriera direttiva tecnica in servizio presso gli uffici provinciali m.c.t.c., saranno designati quali esaminatori dai direttori dei medesimi uffici provinciali.
    13. Rinnovo del certificato di formazione professionale. Per ottenere il rinnovo quinquennale del certificato di formazione professionale, nell’anno che precede la scadenza di validità, l’interessato dovrà seguire i corsi di aggiornamento relativi alla sua formazione e superare i successivi esami.
    Il rinnovo del certificato di formazione comporta il ritiro del certificato in scadenza e il rilascio di un nuovo certificato.
    La nuova data di scadenza decorrerà dalla data di scadenza prevista dal precedente certificato, esempio: certificato di primo rilascio avente scadenza 20 novembre 1997 esami di aggiornamento superati favorevolmente il 15 maggio 1997.
    Il nuovo certificato rilasciato in sostituzione del precedente ed emesso (per esempio) il 30 maggio 1997 avrà scadenza di validità al 20 novembre 2002.
    Analogamente si procede qualora il corso di formazione ed il superamento del relativo esame avvengano in data successiva alla data di scadenza del c.f.p. posseduto.
    In caso di estensione di validità ad una o più specializzazioni, a seguito di frequenza dei prescritti corsi di formazione specialistici e superamento dei relativi esami, il certificato in possesso del candidato (in corso di validità) verrà ritirato e verrà sostituito con un nuovo certificato comprendente le nuove specializzazioni.
    In questo caso tuttavia la data di validità del nuovo certificato sarà sempre quella prevista dal certificato originario in possesso del candidato medesimo.
    14. Approvazione del corso di formazione. Il corso di formazione dovrà essere preventivamente autorizzato dall’ufficio provinciale della motorizzazione civile competente territorialmente, allegando la documentazione prevista all’allegato 2 del decreto 15 maggio 1997.
    Ai sensi del marginale 240202 [1] e [2] dell’appendice B4, l’ufficio provinciale competente per territorio deve rilasciare di volta in volta nulla osta scritto nel rispetto di quanto previsto nel sopraindicato marginale.
    Si stabilisce in particolare che per quanto concerne l’idoneità dei locali e delle attrezzature didattiche, dove hanno sede i corsi, dovranno essere tenute presenti, in linea di massima, le disposizioni attualmente adottate per le autoscuole.
    15. Attività di vigilanza da parte degli uffici provinciali. L’attività di vigilanza deve essere eseguita oltre che ovviamente durante lo svolgimento dei corsi, anche nella fase di predisposizione del corso, prima del rilascio del nullaosta; essa ha come oggetto sia la ricognizione dei locali per lo svolgimento delle sedute di insegnamento e per l’effettuazione delle esercitazioni pratiche, sia l’esecuzione dei necessari riscontri circa il rispetto di quanto indicato nel nullaosta all’effettuazione del corso ed alla tenuta dei registri di cui al punto 6 dell’allegato 2 al decreto ministeriale 15 maggio 1997.
    Qualora vengano riscontrate irregolarità durante lo svolgimento dei corsi, le stesse dovranno essere sempre oggetto di contestazione scritta da parte del direttore dell’ufficio provinciale, con la quale verrà stabilito un termine per ottemperare alle disposizioni ritenute necessarie ai fini della regolarità del corso, che nel frattempo dovrà essere sospeso.
    In caso di inottemperanza ulteriore alle disposizioni impartite, il nullaosta alla tenuta del corso dovrà essere revocato e ne dovrà essere data comunicazione a questa sede, che adotterà i provvedimenti di competenza.
    16. Corrispondenza tra certificati di formazione professionale (c.f.p.) rilasciati ai sensi del decreto ministeriale n. 571 e c.f.p. rilasciati ai sensi del decreto ministeriale 15 maggio 1997.
    In applicazione di quanto previsto nel decreto ministeriale 15 maggio 1997, articolo 6, comma quinto, è possibile convertire il c.f.p. mod. MC 814A (di colore arancione) nel corrispettivo c.f.p. mod. MC 8148 (di colore azzurro) secondo la seguente tabella di compatibilità e conservando la medesima data di scadenza.

     TABELLA DI COMPATIBILITA’

    Sigla rif. indicata nel c.f.p.
    (d.m. n. 517)

    Sigla rif. indicata nel c.f.p.
    (d.m. 13 maggio 1997)


    A


    AB


    tutte le classi meno 1 e 7


    B


    B


    tutte le classi ammesse


    A e B


    AB


    tutte le classi ammesse


    9.9.6 - SCHEMA ESEMPLIFICATIVO DEI VEICOLI PER LA CUI GUIDA È NECESSARIO IL c.f.p.

    Veicoli
    Classi

    c.f.p.

    Corso

    ammesse

    escluse

    Trasporto merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna

    tutte

    1 e 7

    B

    base

    Trasporto merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna + trasporto in cisterna

    tutte

    1 e 7

    A-B

    base + Sc

    Trasporto merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna + trasporto esplosivi

    tutte

    7

    B

    base + Se

    Trasporto merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna + materie radioattive

    tutte

    1

    B

    base + Sr

    Trasporto merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna + trasporto esplosivi + materie radioattive

    tutte

    -

    B

    base + Se,
    Sr

    Trasporto merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna + trasporto in cisterna + trasporto esplosivi

    tutte

    7

    A-B

    base+Sc
    Se

    Trasporto merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna + trasporto in cisterna + materie radioattive

    tutte

    1

    A-B

    base+Sc
    Sr

    Trasporto merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna + trasporto in cisterna + trasporto esplosivi + materie radioattive

    tutte

    -

    A-B

    base+Sc
    Se, Sr

     

    9.9.6.1 - TABELLA DI COMPATIBILITA’ FRA CORSO FREQUENTATO - TIPO DI VEICOLO - CLASSI AMMESSE

    Titolo del corso di formazione
    frequentato
    Tipo del veicolo

    Sigle di riferimento indicate nel c.f.p.
    mod. 814B


    Classi ammesse al trasporto indicate nel c.f.p.

    Classi non ammesse al trasporto
    Sigla da digitare

    Corso base

    Trasporto di merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna

    B

    Tutte tranne le classi 1 e 7

    1 e 7

    B

    Corso base +
    Specializzazione
    “cisterne”

    Trasporto di merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna + trasporto in cisterna

    A - B

    Tutte tranne le classi 1 e 7

    1 e 7

    A

    Corso base +
    Specializzazione
    “esplosivi”

    Trasporto di merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna


    B


    Tutte tranne la classe 7


    7


    B1

    Corso base +
    Specializzazione
    “radioattive”

    Trasporto di merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna

    B

    Tutte tranne la classe 1

    1

    B7

    Corso base +
    Specializzazione
    “esplosive e
    radioattive”

    Trasporto di merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna

    B

    Tutte

    Nessuna

    17

    Corso base +
    Specializzazione
    “cisterne ed
    esplosivi”

    Trasporto di merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna + trasporto in cisterna

    A - B

    Tutte tranne la classe 7

    7

    A1

    Corso base +
    Specializzazione
    “cisterne e
    radioattivi”

    Trasporto di merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna + trasporto in cisterna

    A - B

    Tutte tranne la classe 7

    1

    A7

    Corso base +
    Specializzazione
    “cisterne,
    radioattivi ed
    esplosivi”

    Trasporto di merci pericolose con modalità diverse dal trasporto in cisterna + trasporto in cisterna

    A - B

    Tutte

    Nessuna

    T

    TABELLA 9.9.6.2.

    Tipo di corso
    Numero minimo sedute di insegnamento
    Numero delle domande che compongono il questionario d’esame
    Durata dell’esame scritto

    Numero minimo di risposte esatte per superare l’esame

    Corso base

    18

    25

    45’

    17

    Corso di specializzazione trasporto in cisterne

    12

    15

    45’

    10

    Corso di specializzazione materie ed oggetti esplodenti

    8

    15

    45’

    10

    Corso di specializzazione materie radioattive

    8

    15

    45’

    10

    Corso base di aggiornamento

    8

    15

    45’

    10

    Corso di aggiornamento cisterne

    8

    15

    45’

    10

    Corso di aggiornamento per la specializzazione in esplosivi, materie ed oggetti esplodenti

    8

    15

    45’

    10

    Corso di aggiornamento per le materie radioattive

    8

    15

    45’

    10


    Decreto ministero dei trasporti 15 maggio 1997 allegato 3.
    accordo a.d.r. - emendamenti 1997.

    Allegato B: disposizioni relative al mezzo di trasporto e al trasporto.
    (Omissis).

    Formazione speciale dei conducenti dei veicoli.
    10 315 [1] I conducenti di veicoli che trasportano materie pericolose in cisterne fisse o smontabili, i conducenti di veicoli-batteria aventi una capacità totale superiore a mille litri e i conducenti di veicoli che trasportano materie pericolose in contenitori-cisterna aventi una capacità individuale superiore a tremila litri per unità di trasporto, devono avere un certificato rilasciato dalla autorità competente o da un’organizzazione riconosciuta da quella autorità attestante la partecipazione ad un corso di addestramento e al superamento dei relativi esami, sui particolari requisiti a cui devono soddisfare durante il trasporto di merci pericolose in cisterna.
    10 315 [2] I conducenti di veicoli la cui massa massima ammissibile superi 3500 kg che trasportano merci pericolose, diversi dai veicoli trattati al precedente paragrafo [1], e quando lo richiedono le disposizioni della seconda parte del presente allegato e i conducenti di altri veicoli devono avere un certificato rilasciato dalla autorità competente o da un’organizzazione riconosciuta da quella autorità attestante la partecipazione ad un corso di addestramento e al superamento dei relativi esami, sui particolari requisiti a cui devono soddisfare durante il trasporto di merci pericolose diverso da quello in cisterne.
    10 315 [3] Ad intervalli di cinque anni, il conducente del veicolo deve poter provare, per mezzo di una appropriata attestazione riportata sul suo certificato dalla autorità competente o da un’organizzazione riconosciuta da quella autorità, che ha seguito, durante l’anno precedente la scadenza di validità del certificato, un corso di aggiornamento ed ha superato gli esami relativi. La data da prendere a riferimento per il nuovo periodo di validità è la data di scadenza del certificato.
    10 315 [4] I conducenti di veicoli di cui ai paragrafi [1] e [2] devono seguire un corso di formazione di base. La formazione deve essere fornita nel quadro di un corso di preparazione approvato dall’autorità competente. Essa ha come scopo fondamentale la sensibilizzazione ai rischi insiti nel trasporto di merci pericolose nonché l’acquisizione, da parte degli interessati, delle nozioni fondamentali per minimizzare le probabilità che un incidente avvenga, e se avviene, per assicurare la messa in atto di misure di sicurezza che potrebbero dimostrarsi necessarie per loro stessi, per la popolazione e per l’ambiente, e per limitare gli effetti dell’incidente in questione. Questa formazione, che deve comprendere un’esperienza pratica personale, deve parimenti, come formazione di base per tutte le categorie di conducenti, trattare almeno gli argomenti definiti al marginale 240 102 dell’appendice B.4.
    10 315 [5] I conducenti di veicoli previsti al paragrafo [1] devono seguire un corso di formazione specializzato per il trasporto in cisterne, che deve vertere almeno sugli argomenti definiti nel marginale 240 103 dell’appendice B.4.
    10 315 [6] I conducenti di veicoli che trasportano merci pericolose della classe 1 o della classe 7 devono seguire un corso di formazione specializzato che verta sulle prescrizioni particolari applicabili a tali classi, (vedere marginale 11 315 e 71 315 ).
    10 315 [7] I corsi iniziali o di aggiornamento di formazione di base e i corsi iniziali o di aggiornamento di formazione specializzata possono essere effettuati sotto forma di corsi polivalenti, realizzati in modo integrato, nella stessa occasione e dallo stesso organismo di formazione.
    10 315 [8] I corsi di formazione iniziale, i corsi di aggiornamento i lavori pratici e gli esami, come pure il ruolo delle autorità competenti, devono rispondere alle disposizioni dell’appendice B.4.
    10 315 [9] Ogni certificato di formazione conforme ai requisiti di questo marginale ed emesso in accordo con il modello riprodotto in appendice B.6 dall’autorità competente di una parte contraente o da qualsiasi organizzazione riconosciuta da quelle autorità, deve essere accettato durante il suo periodo di validità dalle autorità competenti di altri paesi contraenti.
    10 315 [10] Il certificato deve essere redatto nella lingua o in una delle lingue del paese dell’autorità competente che ha rilasciato il certificato, o ha riconosciuto l’organizzazione che l’ha rilasciato, e parimenti, se questa lingua non è l’inglese, il francese o il tedesco, in inglese, in francese o in tedesco, salvo disposizioni contrarie degli accordi conclusi fra i paesi interessati dall’operazione di trasporto.
    (Omissis).
    11 315 [1] Indipendentemente dalla massa massima ammissibile del veicolo, le prescrizioni del marginale 10 315 si applicano ai conducenti di veicoli che trasportano materie o oggetti della classe 1.
    11 315 [2] I conducenti di veicoli che trasportano materie ed oggetti della classe 1 devono seguire un corso di formazione specializzato che verta almeno sugli argomenti definiti al marginale 240 104 dell’appendice B.4.
    11 315 [3] Se, in applicazione di altre regolamentazioni in vigore in uno dei paesi aderenti, il conducente ha già seguito una formazione equivalente sotto un differente regime o per uno scopo diverso, che abbia trattato gli argomenti di cui al paragrafo [2], questi può essere dispensato, in parte o totalmente, dal corso di specializzazione. (Omissis).
    CLASSE 7. (Omissis).
    71 315 [1] Indipendentemente dalla massa massima ammissibile del veicolo,
    le prescrizioni del marginale 10 315 relative alla formazione approvata e al rilascio di un certificato di formazione approvata, si applicano ai:
    a) conducenti di veicoli che trasportano materie radioattive previste da una delle schede da 5 a 8 o da 10 a 13;
    b) conducenti di veicoli che trasportano materie radioattive non fissili previste dalla scheda nove, se il numero totale dei colli contenenti le materie radioattive trasportate sul veicolo supera dieci o se la somma degli indici di trasporto sul veicolo è superiore a tre.
    71 315 [2] I conducenti dei veicoli previsti al precedente paragrafo [1] devono seguire un corso di specializzazione che verta almeno sugli argomenti definiti al marginale 240 105 dell’appendice B.4.
    71 315 [3] I conducenti di veicoli che trasportano materie radioattive contemplate dalla scheda nove, se il numero totale dei colli contenenti materie radioattive trasportati non è superiore a dieci e se la somma degli indici di trasporto sul veicolo non è superiore a tre, devono avere una formazione appropriata e corrispondente alle loro responsabilità. Tale formazione deve permettere loro una sensibilizzazione ai pericoli di radiazione che comporta il trasporto di materie radioattive. Una tale formazione di sensibilizzazione deve essere attestata da un certificato rilasciato dal loro datore di lavoro.
    71 315 [4] Se, in applicazione di altre regolamentazioni in vigore in uno dei paesi aderenti, il conducente ha già seguito una formazione equivalente sotto un differente regime o per uno scopo diverso, che abbia trattato gli argomenti di cui al paragrafo [2], questi può essere dispensato, in parte o totalmente, dal corso di specializzazione.
    (Omissis).

    Appendice B.4: disposizioni relative alla formazione dei conducenti di veicoli che trasportano merci pericolose.
    240 000 - 240 099 (Omissis).

    Sezione 1: Generalità, struttura della formazione e programma di formazione.
    240 100 [1] La formazione deve essere conforme alle disposizioni della presente appendice, sulla base dei marginali 10 315, 11 315 e 71 315.
    240 100 [2] Le indispensabili conoscenze teoriche e pratiche devono essere impartite mediante corsi di formazione teorica ed esercizi pratici. Tali conoscenze devono essere verificate mediante un esame.

    Struttura.
    240 101 La formazione iniziale e gli aggiornamenti devono essere impartiti sotto forma di corso di base e, se necessario, di specializzazione.
    240 102 I corsi di base devono vertere almeno sui seguenti argomenti:
    a
    ) prescrizioni generali applicabili al trasporto delle merci pericolose;
    b) principali tipi di rischi;
    c) informazione relativa alla protezione dell’ambiente attraverso il controllo del trasferimento di rifiuti;
    d) misure di prevenzione e di sicurezza appropriate ai vari tipi di rischio;
    e) comportamento in caso di incidente (pronto soccorso, sicurezza della circolazione, conoscenze di base relative all’utilizzo di equipaggiamenti di protezione, ecc.);
    f) etichettaggio e segnalazione dei pericoli;
    g) ciò che un conducente di veicolo deve fare e non deve fare durante un trasporto di merci pericolose;
    h) lo scopo ed il funzionamento dell’equipaggiamento tecnico dei veicoli;
    i) divieti di carico in comune su uno stesso veicolo o in un contenitore;
    j) precauzioni da prendere durante il carico e lo scarico delle merci pericolose;
    k) informazioni generali riguardanti la responsabilità civile;
    l) informazione sulle operazioni di trasporto multimodale;
    m) manipolazione ed ammaraggio dei colli.
    240 103 Il corso di specializzazione per il trasporto in cisterne deve vertere almeno sui seguenti argomenti: a) Comportamento su strada dei veicoli, compresi gli spostamenti del carico;
    b) Prescrizioni speciali relative ai veicoli;
    c) Conoscenza generale teorica dei vari sistemi di carico e di scarico dei veicoli;
    d)Disposizioni supplementari specifiche riguardanti l’utilizzazione di tali veicoli (certificati di approvazione, contrassegni di approvazione, segnalazione ed etichettaggio, ecc.)
    240 104 Il corso di specializzazione per il trasporto di materie ed oggetti della classe 1 deve vertere almeno sui seguenti argomenti: a) Rischi insiti nelle materie ed oggetti esplosivi e pirotecnici;
    b) Prescrizioni particolari riguardanti il carico in comune di materie ed oggetti della classe 1.
    240 105 Il corso di specializzazione per il trasporto di materie radioattive della classe 7 deve vertere almeno sui seguenti argomenti: a) Rischi specifici connessi alle radiazioni ionizzanti;
    b) Prescrizioni particolari riguardanti l’imballaggio, la manipolazione, il carico in comune e l’ammaraggio delle materie radioattive;
    c) Disposizioni particolari da prendere in caso di incidente che coinvolga delle materie radioattive.
    Programma di formazione iniziale
    240 106 [1] La durata minima della parte teorica di ogni corso di formazione iniziale o parte di corso polivalente, deve essere costituita nel modo seguente: corso di base, diciotto sedute di insegnamento; corso di specializzazione per il trasporto in cisterne, dodici sedute di insegnamento; corso di specializzazione per il trasporto di materie ed oggetti della classe, diciotto sedute di insegnamento; corso di specializzazione per il trasporto di materie radioattive, otto sedute di insegnamento. La durata totale del corso polivalente può essere definita dall’autorità competente, che deve mantenere la durata del corso di base e del corso di specializzazione per il trasporto in cisterne ma che può completarli mediante corsi specializzati con corsi ridotti per le classi 1 e 7.
    240 106 [2] Le sedute di insegnamento durano in linea di massima quarantacinque minuti.
    240 106 [3] Normalmente non possono essere effettuate più di otto sedute di insegnamento al giorno.
    240 106 [4] Le esercitazioni pratiche individuali saranno svolte in collegamento con il corso teorico, e dovranno trattare almeno il pronto soccorso, la lotta contro l’incendio e le disposizioni da prendere in caso di accidente ed incidente.

    Programma di aggiornamento
    240 107 [1] I corsi di aggiornamento svolti ad intervalli regolari hanno lo scopo di aggiornare le conoscenze dei conducenti; questi devono trattare le novità, tecniche o giuridiche, o riguardanti le materie da trasportare.
    240 107 [2] I corsi di aggiornamento devono essere conclusi prima del termine del periodo indicato al marginale 10 315 [3].
    240 107 [3] La durata di ogni corso di aggiornamento deve essere di almeno un giorno.
    240 107 [4] Ogni corso non deve prevedere più di otto sedute di insegnamento al giorno.
    240 108-240 199 (Omissis).

    Sezione 2 : approvazione del corso.
    Procedura
    240 200  I corsi di formazione devono essere approvati dall’autorità competente.
    240 201 [1] Questa approvazione deve essere rilasciata dietro richiesta scritta.
    240 201 [2] La richiesta di approvazione deve essere correlata dai seguenti documenti: a) Un programma di formazione dettagliato che precisi le materie insegnate e che indichi il piano di svolgimento ed i metodi di insegnamento previsti;
    b) La qualificazione ed il campo di attività del personale docente;
    c) Informazioni sui locali dove i corsi hanno luogo e sui materiali pedagogici come pure sui mezzi messi a disposizione per i lavori pratici;
    d) Le condizioni di partecipazione ai corsi, come ad esempio il numero dei partecipanti.
    240 201 [3] L’autorità competente deve organizzare la supervisione dei corsi e degli esami.
    Concessione dell’approvazione
    240 202 [1] L’autorità competente deve rilasciare l’approvazione scritta e dietro riserva delle seguenti condizioni: a) la formazione deve essere svolta conformemente ai documenti che accompagnano la richiesta;
    b) l’autorità competente si riserva il diritto di inviare delle persone autorizzate ad assistere ai corsi di formazione ed agli esami;
    c) l’autorità competente deve essere informata in tempo delle date e dei luoghi di ogni corso di formazione;
    d) l’approvazione può essere ritirata se non sono soddisfatte le condizioni di approvazione.
    240 202 [2] Il documento di approvazione deve indicare se i corsi in questione sono corsi di base o di specializzazione, o ancora se sono corsi di formazione iniziale o di aggiornamento.
    240 203 Se, dopo aver ricevuto una approvazione per un corso di formazione, l’organismo di formazione ritiene di apportare delle modifiche sulle specifiche fissate per tale approvazione, l’organismo in questione deve richiederne preventivamente l’autorizzazione all’autorità competente, in particolare se si tratta di modifiche riguardanti il programma di formazione.
    240 204-240 299 (Omissis).
    Sezione 3: Prescrizioni applicabili ai corsi di formazione.
    240 300 L’organismo di formazione deve garantire che gli istruttori conoscano bene e tengano conto degli ultimi sviluppi delle regolamentazioni e delle prescrizioni di formazione relative al trasporto delle merci pericolose. L’insegnamento deve essere pratico. Il programma di insegnamento deve essere stabilito in conformità all’approvazione, sulla base degli argomenti previsti nei marginali da 240 102 a 240 105. La formazione iniziale e di aggiornamento devono comprendere anche esercitazioni pratiche individuali (vedere marginale 240 106).
    240 301 ÷ 240 399 (Omissis).
    Sezione 4: Esami.
    Corsi iniziali di base.
    240 400 [1] Al completamento del corso, comprese le esercitazioni pratiche, dovrà essere sostenuto un esame.
    240 400 [2] Durante l’esame, il candidato deve provare di possedere le conoscenze, l’acume e le capacità necessarie per esercitare la professione di conducente di veicoli che trasportano merci pericolose, come previsto dal corso di formazione di base.
    240 400 [3] A tal fine, l’autorità competente o la commissione d’esame da questa approvata, deve preparare un elenco di domande che vertono sugli argomenti elencati al marginale 240 102. Le domande poste durante l’esame devono essere tratte da questo elenco. I candidati non devono essere a conoscenza prima dell’esame, delle domande scelte nell’elenco.
    240 400 [4] I corsi di formazione generale possono essere oggetto di un esame unico.
    240 400 [5] Ogni autorità competente deve supervisionare le modalità di esame.
    240 400 [6] Gli esami devono essere effettuati scritti o mediante una combinazione di scritto e orale. Il candidato deve rispondere almeno a venticinque domande scritte. L’esame deve durare almeno quarantacinque minuti. Le domande possono essere di vari livelli di difficoltà e possedere diversi valori ponderali.

    Corsi iniziali di specializzazione per il trasporto in cisterne o per il trasporto di materie e oggetti esplosivi o di materie radioattive.
    240 401 [1] Il candidato che ha superato l’esame relativo al corso di base e seguito il corso di specializzazione per il trasporto in cisterne e/o il trasporto di materie ed oggetti esplosivi o di materie radioattive è autorizzato a presentarsi all’esame che attesta la sua specializzazione.
    240 401 [2] Tale esame deve svolgersi e deve essere supervisionato nelle stesse condizioni di quelle indicate nel precedente marginale 240 400.
    240 401 [3] Ogni corso di specializzazione deve prevedere almeno quindici domande.

    Corsi di aggiornamento.
    240 402 [1] Dopo aver seguito un corso di aggiornamento, il candidato è autorizzato a sostenere l’esame corrispondente alla sua formazione.
    240 402 [2] L’esame deve essere condotto e supervisionato sulle stesse basi di quelle del precedente marginale 240 400.
    240 402 [3] Ogni corso di aggiornamento deve prevedere almeno 15 domande.
    240 403-240 499. (Omissis)

    Sezione 5: Certificato di formazione del conducente.
    240 500 [1] Conformemente al paragrafo [9] del marginale 10 315, il certificato deve essere rilasciato:
    Dopo aver seguito un corso di formazione di base, a condizione che il candidato abbia superato l’esame conformemente al precedente marginale 240 400;
    Ricorrendo il caso, dopo aver completato un corso di specializzazione per il trasporto in cisterne o per il trasporto di materie ed oggetti esplosivi o di materie radioattive, o dopo aver acquisito le conoscenze previste al marginale 11 315 [3] o al marginale 71 315 [3], a condizione che il candidato abbia superato l’esame conformemente al precedente marginale 240 401.
    240 500 [2] Il certificato deve essere rinnovato se il candidato fornisce la prova della sua partecipazione ad un corso di aggiornamento conformemente al marginale 10 315 [3] e se ha superato l’esame conformemente al precedente marginale 240 402.
    240 501-249 999. (Omissis).

    Qualificazione iniziale e formazione periodica dei conducenti.

    Con D. Lgs. 21 novembre 2005, n. 286 è stata recepita la direttiva 2003/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 luglio 2003, concernente la qualificazione iniziale e la formazione periodica dei conducenti di taluni veicoli stradali adibiti al trasporto di merci e di persone, in attuazione della delega di cui all'articolo 1 della legge 18 aprile 2005, n. 62.

    L'articolo 14 del D. Lgs. individua la materia oggetto della norma e, cioè, l'obbligo, per i conducenti di veicoli per la cui guida è richiesta la patente delle categorie C, C+E, D e D+E, di seguire un corso di qualificazione iniziale e l'obbligo di formazione periodica. La frequenza di questi corsi è necessaria per poter ottenere la carta di qualificazione del conducente. Nel medesimo articolo è previsto di estendere le sanzioni previste per guida senza patente anche ai conducenti professionali che guidano senza aver conseguito la carta di qualificazione del conducente, modificando così il comma 15 dell'articolo 116 del vigente codice della strada..

    L'articolo 15 che contiene la disciplina del campo di applicazione, stabilisce che la disciplina normativa si estende sia ai conducenti residenti in Italia che svolgono attività di autotrasporto di persone o di cose, sia aí conducenti cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea o al SEE, che svolgono la loro attività alle dipendenze di un'impresa di autotrasporto di persone o di cose stabilite sul territorio italiano.

    Il successivo articolo 16 prevede i casi in cui non è necessaria la carta di qualificazione del conducente, conformemente a quanto previsto dall'art. 2 della direttiva 2003/59/CE.

    Le deroghe prevedono che la carta di qualificazione del conducente di cui all'articolo 14 non e' richiesta ai conducenti:

    a) dei veicoli la cui velocità massima autorizzata non supera i 45 km/h;

    b) dei veicoli ad uso delle forze armate, della protezione civile, dei pompieri e delle forze responsabili del mantenimento dell'ordine pubblico, o messi a loro disposizione;

    c) dei veicoli sottoposti a prove su strada a fini di perfezionamento tecnico, riparazione o manutenzione, e dei veicoli nuovi o trasformati non ancora immessi in circolazione;

    d) dei veicoli utilizzati in servizio di emergenza o destinati a missioni di salvataggio;

    e) dei veicoli utilizzati per le lezioni di guida ai fini del conseguimento della patente di guida o dei certificati di abilitazione professionale;

    f) dei veicoli utilizzati per il trasporto di passeggeri o di merci a fini privati e non commerciali;

    g) dei veicoli che trasportano materiale o attrezzature, utilizzati dal conducente nell'esercizio della propria attività, a condizione che la guida del veicolo non costituisca l'attività principale del conducente.

    L'articolo 17, a salvaguardia dei diritti acquisiti, stabilisce che coloro che già effettuano attività di autotrasporto possono ottenere la carta di qualificazione del conducente per documentazione, sulla base dei criteri e delle scadenze fissati con decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Sono quindi esentati dalla qualificazione iniziale i conducenti:

    a) residenti in Italia, già titolari, alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, del certificato di abilitazione professionale di tipo KD;

    b) residenti in Italia, già titolari, alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, della patente di guida della categoria C ovvero C+E;

    c) cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea o allo Spazio economico europeo dipendenti da un'impresa di autotrasporto di persone o di cose stabilita in Italia, titolari di patente di guida equivalente alle categorie C, C+E, D e D+E, alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo;

    I suddetti conducenti richiedono, comunque, per le finalità di cui all'articolo 23, relativo al sistema sanzionatorio e detrazione di punti, il rilascio della carta di qualificazione del conducente sulla base dei criteri e delle scadenze fissati con decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti terrestri, da adottarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.

    L'articolo 18 fissa l'età minima per; poter condurre veicoli adibiti al trasporto di cose o di persone, precisando che, i conducenti, muniti della carta di qualificazione del conducente, devono aver compiuto:

    a) 18 anni, per guidare veicoli adibiti al trasporto di merci per cui e' richiesta la patente di guida delle categorie C e C+E, in deroga alle limitazioni di massa di cui all'articolo 115, comma 1, lettera d), numero 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni;

    b) 21 anni, per guidare veicoli adibiti al trasporto di passeggeri per cui e' richiesta la patente di guida delle categorie D e D+E;

    La carta di qualificazione del conducente sostituisce il certificato di abilitazione professionale (CAP) di tipo KC e KD di cui all'articolo 311 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495.

    I conducenti già titolari della carta di qualificazione del conducente per effettuare trasporto di merci, che intendono conseguire anche la carta di qualificazione del conducente per effettuare trasporto di passeggeri, o viceversa, devono dimostrare esclusivamente la conoscenza sulle materie specifiche attinenti alla nuova qualificazione. .

    L'articolo 19 stabilisce che la carta di qualificazione professionale si consegue dopo aver superato uno specifico corso ed aver sostenuto, con esito positivo un esame di idoneità. Le materie del corso sono indicate all'allegato 1 del D. Lgs. 21 novembre 2005, n. 286. Nel medesimo articolo 19 è previsto che i corsi possano essere svolti solo dalle autoscuole, che ai sensi dell'art. 123 del codice della strada sono deputate alla formazione dei conducenti, nonché da soggetti che saranno autorizzati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sulla base di criteri che saranno fissati con apposito decreto. Viene stabilito, altresì che l'esame per conseguire la carta di qualificazione del conducente è svolto da funzionari del Dipartimento per i trasporti terrestri del Ministero dei trasporti. Conformemente a quanto previsto dal comma 3 dell' art. 3 della direttiva 2003/59/CE, i conducenti candidati al conseguimento della carta di qualificazione del conducente, che già hanno conseguito il certificato di idoneità professionale di cui alla direttiva 96/26/CE e successive modifiche ed integrazioni, sono esentati dalla frequenza dei corsi previsti dall'articolo 19 e dal sostenere il relativo esame sulle parti comuni.

    L'articolo 20 relativo alla formazione periodica, prevede l'obbligo di rinnovo quinquennale della carta di qualificazione del conducente. Il rinnovo è subordinato alla frequenza di un corso per perfezionare le conoscenze dei conducenti per lo svolgimento delle loro funzioni, con particolare riguardo alla sicurezza stradale e alla razionalizzazione del consumo di carburante. Nel medesimo articolo si è stabilito di estendere le sanzioni previste per guida con patente scaduta di validità anche ai conducenti professionali che guidano senza aver provveduto al rinnovo della carta di qualificazione del conducente. Lo stesso articolo contiene modifiche all'articolo 126, c. 7, del codice della strada, prevedendo una sanzione per la guida con carta di qualificazione del conducente scaduta di validità, e all'articolo 216 inserendo al comma 1 l'ipotesi di ritiro, come sanzione accessoria, anche della carta di qualificazione del coducente.

    L'articolo 21 stabilisce che possono seguire in Italia i corsi di formazione iniziale i conducenti residenti in Italia, nonché i conducenti cittadini di uno Stato non appartenente all'Unione europea o al SEE dipendenti di un'impresa di autotrasporto di persone o di cose stabilita in Italia; i corsi di formazione periodica possono essere seguiti in Italia anche da conducenti residenti in un altro Stato membro dell'Unione europea dipendenti di un'impresa di autotrasporto di persone o di cose stabilita in Italia.

    L'articolo 22, relativo al codice comunitario, prevede che il modello della carta di qualificazione dei conducenti è conforme al modello previsto all'allegato 2 della direttiva 2003/59/CE, riportato all'allegato 2 del decreto in esame. Le carte di qualificazione del conducente rilasciate dagli altri Stati dell'Unione europea sono riconosciute in Italia senza che il titolare debba attivare alcuna procedura di riconoscimento.

    Lo stesso articolo prevede che la carta di qualificazione del conducente rilasciata dai competenti uffici del Ministero dei trasporti - Dipartimento per i trasporti terrestri e' conforme al modello previsto dall'allegato II del decreto, e che, in corrispondenza della categoria di patente di guida «C», ovvero «C+E» se posseduta dal conducente, deve essere indicato il codice comunitario armonizzato 95, se il conducente ha conseguito la carta di qualificazione del conducente per il trasporto di cose e la data di scadenza di validità della carta. In corrispondenza della categoria di patente di guida «D», ovvero «D+E» se posseduta dal conducente, deve essere indicato il codice comunitario armonizzato «95», se il conducente ha conseguito la carta di qualificazione del conducente per il trasporto di persone e la data di scadenza di validità della carta.

    L'Italia riconosce la carta di qualificazione del conducente rilasciata dagli altri Stati membri dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo.

    Il rilascio della carta di qualificazione del conducente e' subordinata al possesso della patente di guida in corso di validità.

    I conducenti cittadini di uno Stato non appartenente all'Unione europea o allo Spazio economico europeo, dipendenti di un'impresa di autotrasporto stabilita in uno Stato membro diverso dall'Italia, possono guidare veicoli adibiti al trasporto di merci, comprovando la propria qualificazione, oltre che con la carta di qualificazione del conducente con:

    a) il codice comunitario armonizzato «95» riportato sulla patente di guida;

    b) l'attestato di conducente di cui al regolamento (CE) n. 484/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 1° marzo 2002.

    I conducenti cittadini di uno Stato non appartenente all'Unione europea o allo Spazio economico europeo, dipendenti di un'impresa di autotrasporto stabilita in uno Stato membro diverso dall'Italia, possono guidare veicoli adibiti al trasporto di passeggeri comprovando la propria qualificazione, oltre che con la carta di qualificazione del conducente, con il codice comunitario armonizzato «95» riportato sulla patente di guida.

    L'articolo 23 estende la disciplina prevista dall'art. 126 bis del codice della strada anche alla carta di qualificazione del conducente, nonché ai certificati di abilitazione professionale di tipo KB previsti dall'art. 116, comma 8, del codice della strada. Viene precisato che in caso di perdita totale del punteggio sulla carta di qualificazione del conducente, detto documento è revocato se il conducente non supera l'esame di revisione previsto dall'art. 126 bis del codice della strada. In caso di revoca della patente di guida determinata dall'esito negativo dell'esame di revisione, è revocata anche la carta di qualificazione del conducente o il certificato di abilitazione professionale di tipo KB. Questa previsione è necessaria dal momento che la patente di guida è il presupposto per poter conseguire la carta di qualificazione del conducente o il certificato di abilitazione professionale di tipo KB.

    Guida dei filoveicoli

    Per la guida dei filoveicoli è necessario essere in possesso della patente di guida per autoveicoli, del certificato di abilitazione professionale nel caso di guida di filoveicoli per trasporto di persone e di un certificato di idoneità rilasciato dal competente ufficio della direzione generale della m.c.t.c., su proposta dell’azienda interessata.
    La categoria di patente di guida e il tipo di certificato di abilitazione professionale devono essere gli stessi di quelli prescritti per i corrispondenti autoveicoli.
    L’esame per il conseguimento del certificato di idoneità deve essere preceduto da un periodo di esercitazione nella condotta di un veicolo filoviario da effettuarsi con l’assistenza di un guidatore già autorizzato e sotto il controllo di un funzionario tecnico dell’azienda che intende adibire il candidato alla funzione di guidatore di filobus.
    Superato l’esame con esito favorevole viene rilasciato un certificato di idoneità che abilita a condurre vetture filoviarie presso qualsiasi azienda.
    La validità del certificato è la stessa della patente di guida in possesso dell’interes-sato e viene confermata congiuntamente ad essa. Al certificato di idoneità si applicano le disposizioni relative alla revisione, sospensione e revoca della patente di guida.

    Trasferimento di residenza o di abitazione
    La regola che disciplina la procedura in esame ha subito notevoli modifiche rispetto alla prima formulazione: il regolamento approvato con il d.p.r. 19 aprile 1994 n. 575, ha totalmente sostituito il comma undicesimo dell’articolo 116 codice della strada.
    Attualmente il titolare di patente di guida che cambia residenza da uno ad altro comune o cambia abitazione nell’ambito dello stesso comune non ha più l’obbligo di recarsi di persona presso gli uffici della prefettura per l’annotazione sulla patente.
    Tale aggiornamento viene effettuato dal competente ufficio centrale della direzione generale della m.c.t.c. che trasmette per posta, alla nuova residenza del titolare della patente di guida, un tagliando di convalida da apporre sul documento.
    A tal fine, i comuni devono trasmettere al suddetto ufficio della direzione generale della m.c.t.c., per via telematica o su supporto magnetico secondo i tracciati record prescritti dalla direzione generale della m.c.t.c. notizia dell’ avvento trasferimento di residenza, nel termine di un mese decorrente dalla data di registrazione della variazione anagrafica.
    Attualmente non esiste nessuna sanzione per chi non appone sulla patente il tagliando di convalida del cambio di residenza o di abitazione o non esibisca la ricevuta rilasciata dal comune.

    Circolare ministero dei trasporti e della navigazione 21 maggio 1999 n. 30. Direttiva n. 91/439/Cee. Applicazione.
    Il 1° luglio 1996 è entrato in vigore il decreto del ministro dei trasporti e della navigazione 8 agosto 1994 che ha recepito la direttiva n. 91/439/Cee concernente le patenti di guida. Il suddetto decreto dispone, all’articolo 1 comma secondo, che le patenti di guida rilasciate dagli stati membri dell’unione €pea conformemente al modello comunitario descritto all’allegato 1 dello stesso decreto, sono equiparate alle patenti di guida italiane.
    A seguito di osservazioni della commissione, con decreto del ministro dei trasporti e della navigazione 14 novembre 1997 è stato modificato l’articolo 1, comma secondo, del suddetto d.m. 8 agosto 1994, sopprimendo le parole “conformemente al comma precedente“. In virtù di tale modifica, i titolari di patenti di guida rilasciate da stati membri dell’unione €pea, anche se le stesse non sono conformi a quelle previste dalla direttiva n. 91/439/Cee, possono convertire detti documenti in equipollenti patenti italiane, entro un anno dall’acquisizione della residenza in Italia, ovvero hanno la possibilità di conservarli, secondo le modalità più avanti descritte.
    Recentemente, la commissione ha inviato alla repubblica italiana un parere motivato contenente ulteriori osservazioni in ordine all’applicazione, nel nostro paese, della stessa direttiva n. 91/439/Cee. In particolare, vengono contestate alcune formalità imposte dall’Italia, connesse alla procedura di riconoscimento delle patenti rilasciate in altri stati comunitari.
    Preso atto di dette osservazioni, si indicano, di seguito, le conseguenti istruzioni necessarie per consentire agli uffici provinciali la corretta applicazione della direttiva n. 91/439/Cee in parola.
    Si precisa che alcune delle seguenti istruzioni attengono a procedure già utilizzate da codesti uffici e che non hanno subito alcuna variazione; altre istruzioni attengono invece a procedure già in uso ma alle quali è stata apportata qualche variazione; altre, ancora (come ad esempio la procedura specificata al paragrafo 3) sono innovative.

    Riconoscimento delle patenti di guida rilasciate in stati membri dell’unione europea.
    L’articolo 1 del d.m. 8 agosto 1994, così come modificato dal d.m. 14 novembre 1997 dispone che le patenti di guida rilasciate dagli stati membri dell’unione €pea sono equiparate ai documenti di guida italiani.
    Al successivo comma terzo è disposto che il titolare di una patente di guida in corso di validità rilasciata da uno stato membro dell’unione, che acquisisce in Italia la residenza, è tenuto all’osservanza delle disposizioni italiane in materia di durata di validità della patente, di controllo medico, di disposizioni fiscali. Inoltre, sul documento possono essere riportate le iscrizioni delle menzioni indispensabili alla gestione del medesimo. Il titolare di una patente di guida rilasciata da uno stato membro, acquisita la residenza in Italia, ha la facoltà di convertirla in equipollente documento italiano, senza obbligo di osservanza di alcun limite temporale, ovvero ha la possibilità di conservarla. Nel caso in cui decida di conservare la patente di guida rilasciata da uno stato membro, il titolare ha la facoltà di richiedere agli uffici provinciali la procedura di riconoscimento.
    Tale procedura, si precisa, è facoltativa e la presentazione dell’istanza è rimessa alla sola e piena disponibilità del titolare della patente di guida rilasciata da altro stato comunitario. La richiesta di riconoscimento deve essere corredata da: un’autocertificazione in carta semplice, con cui il titolare della patente rilasciata da altro stato comunitario dichiari la propria residenza anagrafica in Italia; l’attestazione del versamento di lire ventimila (€ 10,32) sul c/c n. 4028; l’attestazione del versamento di lire diecimila (€ 5,16) sul c/c n. 9001.
    A seguito di tale richiesta, l’ufficio provinciale rilascia un tagliando che deve essere apposto sul documento di guida. Su detto tagliando sono indicati, in conformità a quanto prescritto dal già citato articolo 1, comma terzo, della direttiva n. 91/439/Cee: il numero della patente di guida estera e del tagliando di convalida; il codice antifalsificazione; la nuova residenza; la scadenza di validità.
    La procedura di riconoscimento, oltre a consentire una migliore gestione della patente, permette anche al suo titolare di ottenere in tempi rapidi un duplicato della stessa in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione. Se il riconoscimento non fosse stato effettuato, i competenti uffici italiani non sarebbero quindi a conoscenza dell’esistenza o della validità della patente di cui si chiede il duplicato e dovranno richiedere le necessarie notizie alle autorità dello stato membro che ha rilasciato il documento, per il tramite delle rappresentanze diplomatiche presenti sul territorio nazionale e ciò con evidente riflesso sui tempi di rilascio, che potrebbero essere anche considerevolmente lunghi, essendo legati ai tempi di ricezione delle notizie dello stato membro interpellato.
    Nell’attestazione dell’autorità estera che ha provveduto al rilascio della patente da duplicare (con relativa traduzione, se necessaria), devono essere specificati, oltre a tutti i dati relativi alla patente da duplicare, anche se la stessa è in corso di validità, l’eventuale data di scadenza, e che su di essa non gravano provvedimenti sanzionatori. Inoltre, fino a quando non perverranno le informazioni richieste da quest’amministrazione al ministero dell’interno, che saranno tempestivamente comunicate con lettera circolare, gli uffici provinciali devono accettare, a corredo della domanda di duplicato, esclusivamente la denuncia di smarrimento, sottrazione o distruzione presentata alle competenti autorità italiane.
    Bisogna peraltro sottolineare che in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione di una patente di guida comunitaria non registrata in Italia, non può essere rilasciato il permesso provvisorio di guida. L’ufficio provinciale, una volta ottenuti dall’autorità estera i dati inerenti alla patente di cui il titolare ha perduto il possesso, dovrà sollecitamente procedere al rilascio del duplicato, ai sensi dell’articolo 8, comma quinto, del d.m. 8 agosto 1994.
    Validità delle patenti rilasciate da stati membri, i cui titolari hanno acquisito la residenza in Italia.
    Conformemente a quanto disposto dall’articolo 1, comma terzo del d.m. 8 agosto 1994, il titolare di patente di guida rilasciata da uno stato membro che acquisisce la residenza in Italia deve osservare le disposizioni italiane in materia di durata di validità della patente e di controllo medico.
    La commissione, a riguardo, ha specificato che “1’articolo 1.3 deve essere interpretato nel senso che le disposizioni mediche devono trovare applicazione a partire dal momento in cui viene acquisita la residenza in un altro stato membro“.
    Per determinare, dunque, la data di scadenza di validità della patente di guida rilasciata da altro stato comunitario, occorre fare riferimento al giorno in cui il titolare ha acquisito la residenza in Italia e non alla data di conseguimento della patente estera. Si precisa che la data di acquisizione della residenza può essere autocertificata.
    A titolo esemplificativo si propongono tre casi, facendo sempre riferimento al titolare di patente di guida rilasciata da uno stato comunitario che acquisisce la residenza in Italia il 31 marzo 1999:
    a) patente B (di titolare di età inferiore a cinquanta anni) che non riporti alcuna data di scadenza. A questa patente verrà attribuita un periodo di validità di dieci anni decorrente dal giorno di acquisizione della residenza in Italia; nella fattispecie in esame, la scadenza sarà stabilita al 31 marzo 2009;
    b) patente B (di titolare di età inferiore a cinquanta anni) che scada di validità il 14 novembre 2001. Detta data di scadenza resta invariata. La data di scadenza prevista dallo stato membro che ha rilasciato la patente non varia quando, tra la data di acquisizione della residenza in Italia e la scadenza riportata sulla patente intercorra un periodo inferiore o uguale a quello disposto dall’articolo 126 del codice della strada M;
    c) patente B (di titolare di età inferiore a cinquanta anni) che abbia scadenza di validità il 6 agosto 2009. A detta patente verrà attribuita una validità di dieci anni decorrente dal giorno di acquisizione della residenza. Nella fattispecie in esame, la scadenza sarà stabilita al 31 marzo 2009. Nel caso esemplificato, infatti, il periodo compreso tra la data di acquisizione della residenza in Italia ed il periodo di validità stabilito dallo stato che ha rilasciato la patente, è superiore a quello previsto dall’articolo 126 del codice della strada.


    Rinnovo di validità delle patenti di guida rilasciate in altro stato comunitario.

    La direttiva n. 2000/56/Cee prevede, al punto 1, comma terzo, che gli stati membri sono tenuti a riconoscere le patenti di guida in corso di validità, rilasciate in altri stati comunitari. Tuttavia, può verificarsi il caso in cui la patente di guida rilasciata in uno altro stato membro scada di validità dopo che il titolare abbia acquisito la residenza in Italia e senza che abbia provveduto a richiedere il riconoscimento.
    Al riguardo, deve precisarsi che la commissione, accogliendo il principio sancito dalla corte di giustizia con la sentenza n. C-193/94, ha affermato che bisogna distinguere “il diritto di condurre un veicolo dal documento di guida“. Di conseguenza, nel caso in esame, il diritto di guidare è fatto salvo anche se il documento di guida scade di validità. Qualora dovesse essere richiesto il rinnovo di validità di una patente rilasciata da altro stato membro è possibile procedere al rinnovo del documento; in tal caso l’ufficio provinciale dovrà preliminarmente richiedere all’autori-tà che ha rilasciato la patente da rinnovare le necessarie informazioni, in particolare se su detto documento gravino provvedimenti sanzionatori.
    Nel caso non fosse evidenziata alcuna irregolarità, sarà possibile rinnovare il documento utilizzando la stessa procedura informatica utilizzata per il riconoscimento. Il richiedente dovrà produrre all’ufficio provinciale della m.c.t.c.: un’auto-certificazione in carta semplice, con cui il titolare della patente rilasciata da altro stato comunitario dichiari la propria residenza anagrafica in Italia.

    Rinnovo delle patenti di guida rilasciate in Italia, i cui titolari hanno stabilito la loro residenza in altro stato membro.
    Nel caso in cui il titolare di una patente di guida rilasciata in Italia si stabilisca in un altro stato membro e qui il documento scada di validità, competente al rinnovo è esclusivamente l’autorità dello stato della nuova residenza.
    Infatti , lo stato che ha rilasciato la patente, in generale, non può essere competente ad applicare le sue regole nazionali all’estero, secondo il principio di territorialità. L’articolo 1, comma terzo, della direttiva n. 91/439/Cee stabilisce che gli stati membri possono imporre le loro regole nazionali concernenti il periodo di validità delle patenti solo ai titolari che sono effettivamente residenti nello stato membro.
    Per i titolari di patente di guida italiana che trasferiscono la loro residenza in uno stato membro non si applicano dunque le disposizioni precisate nella circolare n. 107 del 1997 recante: “rinnovo di validità di patente di guida all’estero“.

    Possibilità di sottoporre a revisione le patenti di guida rilasciate in altri stati membri.

    L’articolo 8, comma secondo, del d.m. 30 settembre 2003 stabilisce che coloro che acquisiscono la residenza in Italia sono soggetti a tutte le disposizione di carattere restrittivo che incidono sul documento di guida.
    Fra dette disposizioni si intende comprendere anche la revisione della patente, provvedimento previsto dall’articolo 128 del codice della strada.
    Al riguardo, com’è noto, l’applicazione dell’articolo 128 del codice della strada è subordinata all’esistenza di fondati dubbi sulla persistenza nei titolari di patenti di guida (che abbiano stabilito la residenza in Italia) dei requisiti psicofisici o tecnici necessari per svolgere l’attività di guida.
    Nel caso si dovesse procedere a revisione di una patente di guida comunitaria non registrata, gli uffici provinciali della m.c.t.c. dovranno procedere secondo le seguenti modalità: il provvedimento di revisione dovrà essere predisposto dall’ufficio provinciale e, ovviamente, non potrà essere utilizzato il provvedimento informatizzato; al momento in cui l’interessato si presenta all’ufficio provinciale per prenotarsi per la revisione, l’ufficio stesso dovrà provvedere alla registrazione della patente, utilizzando la procedura indicata al paragrafo 1 della presente circolare; in ordine alla data di scadenza di validità della patente oggetto di revisione, valgono le precisazioni indicate nel paragrafo 2 della presente circolare, salvo che, in sede di accertamento della commissione medica locale, emerga la necessità di ridurre la durata di validità del documento di guida.

    Riconoscimento di patenti di guida rilasciate in uno stato membro a seguito di conversione di una patente rilasciata in uno stato extracomunitario

    L’articolo 8, comma sesto, del d.m.30 settembre 2003 stabilisce che le autorità italiane possono non riconoscere le patenti comunitarie ottenute a loro volta per conversione di una patente rilasciata da uno stato extracomunitario e con il quale non sussistono le condizioni di reciprocità per la conversione delle patenti di guida.
    Pertanto, l’ufficio provinciale della m.c.t.c., prima di duplicare o sostituire patenti dell’unione €pea rilasciate a seguito di conversione, deve acquisire, ai sensi dell’articolo 8 comma quinto, del d.m. 8 agosto 1994, informazioni dallo stato dell’unione €pea che ha rilasciato il documento, per il tramite delle rappresentanze diplomatiche presenti sul territorio nazionale, ai fini di conoscere lo stato di provenienza della patente (ovviamente tale notizia non deve essere richiesta nel caso in cui sul documento sia già indicato lo stato che aveva originariamente rilasciato la patente). Se con detto stato non vi sono le condizioni di reciprocità previste dall’articolo 136 del codice della strada, non è possibile riconoscere né convertire la citata patente.
    Analoga richiesta verrà rivolta all’autorità diplomatica quando si debba attivare la procedura descritta al paragrafo 1, per le iscrizioni inerenti al riconoscimento della patente. In tal caso, se il documento originario è stato rilasciato da uno stato extracomunitario le cui patenti non vengono convertite in Italia, non può darsi luogo alla procedura predetta.

    Residenza normale


    Il d.m. 8 agosto 1994 ha recepito interamente il concetto di residenza normale, specificato all’articolo 9 della direttiva n. 91/439/Cee. Tuttavia, l’applicazione pedissequa della disposizione comunitaria non è ancora attuabile in Italia e quest’ammi-nistrazione sta esaminando l’argomento con il ministero dell’interno.
    Fino a quando non verranno emanate nuove disposizioni, dunque, gli uffici provinciali della m.c.t.c. continueranno a seguire le prassi sinora attuate, richiedendo agli utenti esclusivamente i dati concernenti la loro residenza “anagrafica“.
    La presente circolare sostituisce ed abroga le circolari di seguito indicate: circolare n. 98 del 27 giugno 1996; circolare n. 21 del 7 gennaio 1998; circolare n. 22 del 13 febbraio 1998.

    v. pure:
    Francesco Infantino - La patente di guida, Certificato di abilitazione professionale Quaderni n. 30-31 della Rivista giuridica della circolazione e dei trasporti, ACI Roma, 2001
    Francesco Infantino - Automobilisti: continua la semplificazione, Consulenza Buffetti, n. 32/2000
    Francesco Infantino - La semplificazione delle procedure automobilistiche, Rivista giuridica della circolazione e dei trasporti, ACI 2000

    Sanzioni 

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