Introduzione
Cap. I
Cap. II
Cap. III
Cap. IV
Cap. V
Cap.VI
Cap. VII
Cap. VIII
Cap. IX
Cap. X
Cap. XI
Cap. XII
Cap. XIII

XI  - REVISIONE - SOSPENSIONE E REVOCA DELLA PATENTE DI GUIDA

Revisione della patente di guida
(art. 128 codice della strada).

Come i provvedimenti di sospensione e di revoca anche la revisione rientra nel novero dei provvedimenti di controllo riguardanti la patente, che è da inquadrare nella categoria delle abilitazioni e cioè una particolare specie di autorizzazione con cui si rimuove un limite giuridico che grava sul diritto di ogni cittadino di circolare liberamente.
Qualora nei confronti di un titolare di patente sorgano dubbi sulla persistenza dei requisiti fisici e psichici o dell’idoneità alla guida, l’ufficio provinciale della motorizzazione, nonché il prefetto nei casi previsti dall’articolo 187 del codice possono disporre che lo stesso sia sottoposto a visita medica presso la commissione medica locale o ad esame di idoneità.
L’esito della visita medica o dell’esame di idoneità sono comunicati ai competenti uffici della direzione generale della m.c.t.c. per gli eventuali provvedimenti di sospensione o revoca della patente.
Si tratta sicuramente di provvedimenti che, in vario modo, consentono di tutelare il pubblico interesse sacrificando in modo temporaneo (sospensione) o definitivo (revoca) il diritto del singolo a circolare.
L’intervento modificatore del decreto legislativo n. 360 del 1993 riguarda due piccole correzioni tese ad ovviare ad altrettanti errori commessi in occasione della prima stesura dell’articolo 128. Da questo, infatti, risultava che potevano essere sottoposti a visita medica o ad esame di idoneità i titolari di patente di guida per i quali fossero sorti dubbi sulla persistenza nei medesimi dei prescritti requisiti fisici e psichici. La contraddizione era chiara in quanto i dubbi potevano riguardare solo detti requisiti, mentre la successiva sanzione andava a comprendere anche l’esame di idoneità; la norma modificata prevede espressamente che i dubbi possono riguardare anche “l’idoneità tecnica”.
Per completezza nell’ultimo comma dello stesso articolo 128 codice stradale è stato precisato che la sanzione amministrativa in esso prevista (ritiro della patente) è una sanzione accessoria.
Per la loro importanza si riportano di seguito alcune circolari emanate sotto la vigilanza del codice della strada del 1959.

Circolare ministero dei trasporti e della navigazione 4 gennaio 1964 n. 1.
L’articolo 89 del testo unico 15 giugno 1959 n. 393 attribuisce ai prefetti ed agli ispettorati della motorizzazione civile (ora, uffici provinciali della motorizzazione) la facoltà di sottoporre a visita medica o ad esame di idoneità i titolari di patente di guida qualora sorgano dubbi sulla persistenza nei medesimi dei prescritti requisiti fisici e psichici ovvero della idoneità per la condotta di veicoli. In applicazione di tale norma il secondo comma dell’articolo 502 del regolamento di esecuzione del citato testo unico n. 393 prevede in modo particolare che gli ispettorati della motorizzazione civile possano disporre la revisione della patente nei confronti di quei conducenti che restano coinvolti in incidenti nei quali si sono verificate lesioni personali punibili a querela, purché dagli elementi forniti dagli organi di polizia sorgano dubbi circa la persistenza nei conducenti stessi dei requisiti di cui sopra.
Nella circolare di questo ministero 8 aprile 1960 n. 67 prot. n. 2475/2849 è stato messo in rilievo che l’esercizio della facoltà di revisione non è da limitare soltanto a quegli incidenti in cui si sono verificate lesioni alle persone ma può essere esteso anche a quei fatti connessi con l’attività di circolazione che hanno provocato danni alle cose. E’ evidente che l’insorgenza dei dubbi sulle condizioni fisiche o psichiche, ovvero sulla idoneità alla guida da parte del conducente, non è collegata alla natura o al grado di gravità delle lesioni prodotte, ma bensì dipende dal modo come il conducente stesso si è comportato durante la guida.
Ciò premesso si è rilevato che in molti casi gli urti dei veicoli contro le barriere dei passaggi a livello che si concludono solo con danni alle cose non vengono segnalati dagli agenti della polizia giudiziaria all’Ispettorato della motorizzazione civile, come prescritto nella citata circolare n. 67 del 1960, secondo la procedura prevista nella circolare 17 settembre 1960 n. 128 prot. n. 6263/2816.
E’ opportuno considerare al riguardo che siffatti incidenti possono risultare fortemente pregiudizievoli sia per la regolarità dell’esercizio ferroviario, sia per l’incolumità degli utenti della ferrovia; nella maggior parte dei casi, infatti, l’esperienza ha dimostrato che l’incidente si conclude con l’ingombro della linea ferroviaria da parte delle barriere che hanno subito l’urto ovvero da parte del veicolo danneggiato, il che può provocare conseguenze anche gravissime per la circolazione ferroviaria. D’altra parte tali incidenti denunciano probabili deficienze psicofisiche o di idoneità alla guida nei confronti di chi li ha provocati, essendo tutti i passaggi a livello di cui trattasi adeguatamente protetti e regolarmente segnalati. Data pertanto la particolare fisionomia di tali incidenti, e in considerazione del pericolo che dagli stessi può derivare, la rinnovazione degli accertamenti di idoneità si impone, quando ne ricorrano i presupposti, anche nei confronti dei conducenti che provocano incidenti ai passaggi a livello con soli danni materiali, pur se di lieve entità.
Il ministero dell’interno ed i comandi in indirizzo sono pertanto pregati di voler interessare gli uffici ed i comandi dipendenti, cui spetta l’onere di segnalare gli incidenti che avvengono sulla strada, a dare sempre notizia agli ispettorati della motorizzazione civile di tutti gli incidenti che avvengono ai passaggi a livello, anche se con danni lievi alle persone o solo danni alle cose. Per la valutazione della sussistenza o meno delle condizioni che legittimano l’adozione del provvedimento di revisione è necessario che i dubbi sulla permanenza dei requisiti psicofisici o della idoneità alla guida risultino fondati e che i fatti dannosi prodotti possano logicamente dare origine ad una eventuale situazione di pericolo. Ai fini dell’esercizio della facoltà di revisione gli ispettorati della motorizzazione civile si atterranno pertanto ai criteri che sono stati illustrati nella lettera 4 luglio 1963 n. 7802/CA89.

Circolare ministero dei trasporti e della navigazione 22 novembre 1976 n. 2789/4610.
L’articolo 89 del codice della strada, prevede la facoltà di disporre l’esame di revisione della patente di guida, attribuendo a quest’amministrazione ampia discrezionalità sia nell’adottare il provvedimento di revisione sia nel valutare con l’esame stesso (peraltro non ripetibile) il persistere dell’idoneità tecnica del titolare di patente. Poiché in caso di esito negativo dell’esame si procede alla revoca della patente, come previsto dall’articolo 91 del codice citato, tale esito sfavorevole dell’esame può comportare un sensibile nocumento, specie ai possessori di patente cosiddetta superiore, che svolgono con l’uso della stessa un’attività lavorativa (anche se permane loro la facoltà di conseguire un’altra patente ex novo).
Per quel che concerne le modalità di emissione del provvedimento di revisione, questo ministero  ha emanato diverse circolari in proposito, a cui si fa rinvio. Si appalesa ora opportuno richiamare l’attenzione sulle modalità di esecuzione degli esami di revisione, il cui fine precipuo è quello di tutelare la sicurezza della circolazione stradale. Pertanto, nell’accertamento dell’idoneità tecnica, il relativo esame verterà essenzialmente, per tutte le categorie di patenti, sugli argomenti concernenti la conoscenza della segnaletica e delle norme di comportamento, e pertanto le domande, oltre a comprendere questioni di carattere generale, dovranno riferirsi a specifici casi concreti di circolazione stradale, evitandovi quelle la cui risposta richieda una preparazione prevalentemente mnemonica.
Nel quadro anzidetto, saranno da includere, pur conferendo loro una minore importanza, anche gli argomenti che riguardano la conoscenza della strumentazione esistente a bordo dei veicoli stessi, in modo da poter accertare, sempre ai fini della sicurezza, la persistenza di un buon grado generale di preparazione del conducente.
In sede di prova pratica di guida, che dovrà svolgersi anch’essa in modo completo, sarà da conferire particolare valutazione al modo in cui l’allievo dimostra di osservare in concreto le norme di comportamento, oltre alla dovuta perizia tecnica.
Gli esaminati dovranno quindi dimostrare di essere in grado di usare con abilità, celerità e scioltezza di movimenti gli organi di comando (specie il cambio di velocità ed il freno di servizio) e di saper conservare in ogni momento la necessaria padronanza del mezzo, mantenendolo sempre sulla più corretta traiettoria.
Per i soli casi di esito negativo dell’esperimento, sia in sede di esame di teoria che in sede di esame di guida, si ritiene necessario che restino verbalizzate agli atti brevi indicazioni degli argomenti d’esame o comunque degli elementi di giudizio in base ai quali l’esaminatore non ha ravvisato il sussistere delle indispensabili condizioni di idoneità. Per ottenere ciò, codesti uffici predisporranno un apposito modulo, da riempirsi a cura dell’esaminatore, nel quale verranno riportati, oltre ai dati necessari (generalità del conducente, tipo di patente, data e luogo d’esame, eccetera), gli argomenti sui quali il conducente non ha conseguito la sufficienza.
Copia di tali verbali, che saranno firmati dall’esaminatore (e, ove presente, dal rappresentante dell’automobile club), sarà inviata a questa sede unitamente all’is-truttoria degli eventuali ricorsi avverso gli esiti degli esami di revisione.
Si rammenta nell’occasione che l’esame di revisione della patente va sostenuto davanti ai funzionari indicati dall’articolo 85 codice della strada (come modificato dalla legge 16 febbraio 1967 n. 14) (e pertanto anche con l’intervento del rappresentante dell’automobile club d’Italia, quando trattisi di esami di teoria relativi alla patente per autoveicoli e motoveicoli delle categorie B e C). (Agli automobile club locali sarà quindi data tempestiva comunicazione delle sedute d’esame).
Infine, ferme restando le competenze degli esaminatori come previsto dalle citate disposizioni di legge, gli esami di revisione saranno affidati, a giudizio dei direttori degli uffici periferici, esclusivamente ad esaminatori particolarmente preparati ed esperti in materia. Si prega di portare quanto sopra a conoscenza di tutti gli esaminatori e si resta in attesa di un cenno di assicurazione.

Circolare ministero dell’interno 9 ottobre 1978 n. 2223/5549
Il ministero dell’interno direzione generale della pubblica sicurezza, ha impartito disposizioni ai compartimenti della polizia stradale che vengano perseguiti con fermezza gli utenti delle autostrade che utilizzano la banchina di sosta di emergenza per superare colonne di autoveicoli fermi sulla carreggiata per un qualsiasi motivo derivante dalla circolazione svolgentesi sull’autostrada. Da tale comportamento irregolare deriva, nella quasi totalità dei casi, la impossibilità di rientrare nella carreggiata legalmente utilizzabile e conseguentemente si verifica una ostruzione completa della sede stradale ivi compresa la banchina di sosta che diventa così non utilizzabile da parte dei mezzi di soccorso il cui intervento tempestivo è indispensabile, quando si sia verificato un incidente stradale, sia per il soccorso delle vittime che per le operazioni di sgombero della sede autostradale.
In accordi intervenuti con i ministeri interessati si è ritenuto opportuno che a carico dei conducenti responsabili di tale illecito comportamento venga disposta la revisione della patente di guida ai sensi dell’articolo 89 del codice della strada in quanto tale comportamento può far sorgere dubbi sulla persistenza nei medesimi dei requisiti prescritti per la idoneità alla guida.
Pertanto gli uffici provinciali sono invitati a disporre perché i conducenti siano sottoposti ad esame di idoneità, ai sensi dell’articolo 89 del codice della strada, sulla base delle segnalazioni della polizia stradale che contengano elementi tali da far ritenere non sussistente una delle situazioni di emergenza previste dall’articolo 568 del regolamento di esecuzione del codice della strada.

Circolare ministero dei trasporti e della navigazione 18 ottobre 1983 n. 7135CA91AG.
In ordine al primo quesito proposto con il sopra citato rapporto, si fa presente che nei confronti di coloro che sono muniti di patente di abilitazione alla guida di motoveicoli o autoveicoli legittimamente può essere disposta la revisione della patente prevista dall’articolo 89 testo unico sulla circolazione stradale anche nei casi in cui la condotta di guida che ha ingenerato i dubbi di cui al citato articolo 89 si è verificata conducendo un ciclomotore, tenuto conto che la facoltà di disporre la revisione della patente va esercitata in relazione a qualsiasi comportamento di guida irregolare tenuto con un veicolo, a nulla rilevando che per la guida del veicolo stesso non sia prescritta la patente di guida. Ciò in quanto per l’applicabilità del citato art. 89, nell’interesse superiore della sicurezza della circolazione stradale, è sufficiente che il comportamento irregolare di guida dia adito ad incertezza logica in ordine alla idoneità del conducente, nel senso che sussista la possibilità logica che siano venuti meno i requisiti psicofisici o l’idoneità tecnica prescritti per il possesso della patente.

Circolare ministero dei trasporti e della navigazione 15 maggio 1989 n. 2667/4630.
In relazione al quesito formulato con lettera a riferimento (m.c.t.c. di Modena) si comunica quanto segue: ad avviso di questo ministero l’avere sostenuto l’esame (teoria e guida) per il conseguimento di una patente di categoria superiore prima dell’esame di revisione della patente di categoria inferiore comporta che non è necessario effettuare tale esame di revisione. Ciò in considerazione del fatto che per la patente di guida ed i relativi programmi, ad eccezione della patente di categoria A, vige il principio del contenimento.
Per cui l’aver conseguito l’idoneità tecnica (esami di teoria e di guida) per una patente di categoria superiore necessariamente implica l’idoneità del medesimo conducente anche per la guida di veicoli di categoria inferiore, fatta eccezione per la patente di categoria A alla luce della legge n. 111 del 1988.

Circolare ministero dei trasporti e della navigazione 16 ottobre 1990 n. 137
In relazione alla richiesta avanzata da alcuni uffici provinciali m.c.t.c. si ravvisa la necessità di dare direttive uniformi sull’argomento in oggetto, tenuto conto delle disposizioni dettate dalla legge 18 marzo 1988 n. 111.
Nel rispetto dei criteri derivanti da tali disposizioni, occorre considerare l’esame di revisione della patente di guida di categoria “A” avulso rispetto a quello delle altre categorie.
Pertanto, si precisa quanto segue: valutata l’opportunità di disporre la revisione della patente di guida, in caso di incidente avvenuto alla guida di un motociclo, l’esame di guida si svolgerà con tale veicolo.
Avendosi esito negativo della prova di teoria, saranno revocate tutte le patenti possedute.
In caso di esito negativo solo dell’esame di guida (con motociclo) sarà revocata la sola patente di categoria “A” e non altre eventuali patenti possedute.
Se l’incidente si è verificato alla guida di un motoveicolo (esclusi i motocicli) o di un autoveicolo, a seguito di esito negativo della prova di teoria si procederà
alla revoca di tutte le patenti possedute (compresa la “A”, come nel caso precedente).
Nell’eventualità di esito negativo a seguito di prova pratica, che dovrà essere effettuata con veicolo per la cui guida è richiesta la patente di categoria massima posseduta, si procederà alla revoca di tutte le patenti in possesso del conducente, tranne quella di categoria “A”, se ne è titolare.
E’ fatta salva la possibilità del conducente di rinunciare, prima di sostenere la prova di guida, alla categoria massima posseduta, optando per una categoria inferiore. In tale ipotesi, si procederà successivamente, come già previsto ai sensi della circolare n. 34 del 22 aprile 1961, al declassamento.
Le modalità previste nella presente circolare si applicano nei riguardi di tutti i provvedimenti di revisione disposti dalla data di diramazione della medesima.

Circolare ministero dei trasporti e della navigazione 24 luglio 1995 n. B5831/60D3.

Il 1° ottobre 1995 diverrà operativo il regolamento in oggetto che, come è noto, ha trasferito le competenze in materia di rilascio e duplicazione della patente di guida dal ministero  dell’interno al ministero  dei trasporti e della navigazione, apportando al contempo modifiche di rilievo ai procedimenti amministrativi connessi.
Si rende pertanto necessario diramare le conseguenti istruzioni operative al fine di evitare che una disomogenea applicazione del regolamento nella fase di avvio possa creare disagi agli utenti. A tale scopo si fa presente che sono stati intrattenuti serrati contatti con gli enti e le amministrazioni interessate al fine di coordinare gli interventi di rispettiva competenza.
– 1. Rilascio della patente. A decorrere dunque dal 1° ottobre 1995 la patente di guida verrà rilasciata, contestualmente al superamento dell’esame pratico di guida, dai competenti uffici provinciali della m.c.t.c., così come previsto dall’articolo 121 comma dodicesimo codice della strada, modificato dall’articolo 6 del d.p.r. n. 575 del 1994. Ne consegue che per i candidati che effettueranno l’esame di guida a tutto il 30 settembre 1995 continueranno ad applicarsi le disposizioni previgenti: per essi sarà dunque la prefettura a rilasciare la patente. Per i candidati invece che effettueranno l’esame di guida a partire dal 1° ottobre 1995 saranno attuate le nuove disposizioni: verrà ad essi rilasciata la patente di guida, contestualmente al superamento dell’esame pratico, dall’ufficio provinciale della m.c.t.c. (Omissis)
– 5. Revisione, sospensione e revoca della patente di guida. Il d.p.r. n. 575 del 1994 incide in maniera sostanziale sugli istituti della revisione, sospensione e revoca della patente di guida, attribuendo agli uffici provinciali m.c.t.c., per determinate fattispecie, la competenza ad emettere i relativi provvedimenti.
Va rilevato innanzitutto che rientrano nella sfera di competenza degli uffici provinciali della motorizzazione civile i provvedimenti conseguenti ad eventi verificatisi a decorrere dal 1° ottobre 1995. Un dato sicuramente innovativo è costituito dalla circostanza che gli uffici provinciali e le prefetture si danno reciprocamente notizia dei provvedimenti adottati per il tramite del collegamento informatico della direzione generale della m.c.t.c. e della direzione generale dell’amministrazione generale e per gli affari del personale del ministero dell’interno.
Ne consegue che gli uffici provinciali e le prefetture non dovranno nè potranno darsi reciproca comunicazione dei provvedimenti adottati tramite lettera, ma dovranno procedere alle comunicazioni registrandole nella memoria elettronica del sistema informatico cooperante trasporti - interno.
Si sottolinea pertanto l’opportunità che, ove qualche prefettura dovesse dare comunicazione scritta dei provvedimenti adottati, venga ad essa richiamato il contenuto dell’articolo 129 comma terzo del codice della strada, così come modificato dal-l’articolo 10 del d.p.r. n. 575 del 1994.
E’ in tale ottica che sono state previste le conseguenti procedure informatiche; digitando i dati di volta in volta richiesti da apposite maschere interattive, l’ufficio provinciale otterrà tre risultati contemporanei: registrerà il provvedimento nel sistema informatico cooperante; ne darà in tal modo notizia a tutte le prefetture; otterrà la stampa in automatico del provvedimento.
– 5.1. Revisione della patente. A norma dell’articolo 128, comma primo, del codice della strada, sostituito dall’articolo 9 del d.p.r. n. 575 del 1994, gli uffici provinciali della direzione generale della m.c.t.c. possono disporre che i titolari di patente di guida siano sottoposti a visita medica presso la commissione medica locale di cui all’articolo 119 comma quarto o ad esame di idoneità o ad entrambi gli accertamenti qualora sorgano dubbi sulla persistenza dei requisiti fisici e psichici prescritti o sull’idoneità tecnica.
Il medesimo articolo prevede che il prefetto possa disporre analogo provvedimento esclusivamente nei casi previsti dall’articolo 187 del codice della strada (guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti).
Nulla è pertanto innovato circa la sfera delle attribuzioni degli uffici provinciali, mentre viene limitato l’ambito di competenza del prefetto.
Si sottolinea che sull’argomento non sono state modificate le prassi operative sinora utilizzate ed alle quali gli uffici provinciali potranno continuare a riferirsi.
Si uniscono (allegati 7, 8 e 9) i fac-simile dei provvedimenti di revisione, ancora provvisori ed in corso di aggiornamento, che saranno prodotti dall’apposita procedura informatica.  (Omissis)
– 5.4. Notifica dei provvedimenti. La notifica dei provvedimenti di revisione, sospensione e revoca della patente di guida viene effettuata tramite raccomandata con avviso di ricevimento e con tassa a carico del ricevente.
Nel caso in cui la raccomandata non venga ricevuta, dovrà procedersi alla notifica per il tramite dell’ufficiale giudiziario.
Si precisa a tale proposito che è in corso di istituzione apposito capitolo di spesa per consentire il pagamento dei costi connessi.
In attesa che i fondi previsti affluiscano sul costituendo capitolo i direttori degli uffici provinciali sono invitati a prendere contatti con le forze dell’ordine per concordare il loro temporaneo coinvolgimento nell’attività di notifica e di ritiro della patente di guida.
Si ritiene opportuno, a questo punto, fornire qualche indicazione circa le procedure in atto osservate per l’effettuazione della notifica a mezzo di ufficiale giudiziario.
Quest’ultimo, ai sensi del codice di procedura civile, può notificare gli atti: a) “in mani proprie”; b) “a mezzo del servizio postale”.

Nel primo caso la notifica si compie quando l’ufficiale giudiziario consegna la copia del provvedimento nelle mani del destinatario; qualora questi rifiuti di riceverla, se ne dà atto nella relazione e la notificazione si intende effettuata ugualmente in mani proprie. Le norme del codice di procedura civile consentono poi di notificare, in assenza del destinatario, a persona della sua famiglia, al portiere dello stabile in cui si trova la sua abitazione, ufficio o azienda, ovvero ad un vicino di casa, prevedendo anche il caso in cui il destinatario sia irreperibile, ma sia comunque nota la sua residenza, dimora o domicilio.
La notificazione dell’atto tramite ufficiale giudiziario può avvenire anche per mezzo del servizio postale.
Qualora il destinatario rifiuti di ricevere il piego postale, vengono apposte sullo stesso data e firma dell’agente postale e viene quindi restituito al mittente. In tal caso la notificazione si dà per eseguita nella data indicata sul piego restituito al mittente. Se invece non è possibile recapitare il piego per temporanea assenza del destinatario, il piego stesso viene depositato presso l’ufficio postale. L’agente postale rilascia avviso al destinatario mediante immissione nella cassetta della corrispondenza.
Trascorsi dieci giorni dal deposito suddetto, senza che il piego sia stato ritirato, viene restituito al mittente con l’indicazione “non ritirato”. La notificazione si dà per eseguita decorsi dieci giorni dalla data del deposito.
Risulta quindi evidente che attraverso la notifica eseguita tramite ufficiale giudiziario è comunque possibile perseguire lo scopo della conoscenza legale dell’atto da parte del destinatario.
Può accadere che l’interessato, ricevuto il provvedimento, non ottemperi a quanto in esso disposto.
In caso di provvedimento di revisione si utilizzeranno le medesime procedure sinora adottate.
In caso di sospensione o di revoca, trascorso infruttuosamente il termine prescritto per la consegna del documento di guida, occorrerà segnalare il fatto alla locale autorità giudiziaria ai sensi dell’articolo 650 del codice penale.
Anche in questo caso si è provveduto a predisporre un fac-simile della comunicazione (allegato 14) che, come i provvedimenti cui sinora si è fatto cenno, verrà automaticamente prodotta dall’apposita procedura informatica.
Va da ultimo evidenziato che i provvedimenti di revoca di cui all’allegato 13 adottati ai sensi dell’articolo 130, comma primo, sub c, del codice della strada, così come modificato dall’articolo 11 del d.p.r. n. 575 del 1994 derivando da espressa volontà dell’intestatario (che consegna la patente italiana allo stato estero per ottenerne la conversione), non devono essere notificati.
Tale procedura, peraltro sinora costantemente adottata dalla prefettura, deriva anche dalla difficoltà di rintracciare l’interessato e dalla complessità delle procedure di notifica internazionale.

Circolare ministero dei trasporti e della navigazione 22 marzo 1996 n. 39

Facendo seguito alle disposizioni impartite con le circolari prot. n. B5831/60D3 del 24 luglio 1995 e prot. n. B7132/60D3 del 20 settembre 1995, si precisa quanto segue.
Si verificano casi in cui, a seguito di revisione della patente di guida disposta da un ufficio provinciale m.c.t.c. o dal prefetto (quest’ultimo limitatamente alla fattispecie delineata all’articolo 187 del codice della strada), la commissione medica locale, che effettua la visita per l’accertamento dei requisiti psicofisici, riduce il periodo di validità della patente di guida, rispetto a quello annotato sulla stessa sia in sede di primo rilascio o dell’ultimo rinnovo. In tale circostanza si rende necessario trascrivere sul documento il nuovo periodo di validità indicato dalla c.m.l.
La suddetta annotazione deve essere effettuata dall’ufficio provinciale di residenza del titolare della patente, apponendo, sulla stessa, con sottoscrizione del direttore (o di un funzionario appositamente delegato) unitamente al timbro dell’ufficio, la nuova data di scadenza ed aggiornando il sistema informatico.
Qualora la revisione della patente venga disposta da un ufficio provinciale diverso da quello di residenza del conducente interessato dal provvedimento, la c.m.l. provvederà ad inviare la certificazione medica all’ufficio che ha disposto la revisione. Sarà cura di quest’ultimo inoltrarla all’ufficio provinciale di residenza del titolare della patente, trattenendo agli atti una copia conforme del certificato suddetto.
Il nuovo periodo di validità decorrerà (conformemente alla prassi seguita dall’uf-ficio centrale operativo della direzione generale m.c.t.c. per i rinnovi delle patenti) dalla data del certificato medico.
L’ufficio provinciale di residenza, inoltre, annulla, con sottoscrizione del direttore e timbro dell’ufficio, la scadenza di validità precedentemente annotata sulla patente.
Nel caso in cui venga adottato, da parte dell’ufficio provinciale di residenza, un provvedimento di sospensione della patente di guida per inidoneità temporanea del conducente, ai sensi dell’articolo 129 codice della strada, il documento può essere restituito al titolare solo quando questi presenti un certificato medico attestante il possesso dei requisiti psico-fisici richiesti dalle norme vigenti. In tale circostanza, l’ufficio provinciale di residenza revoca il provvedimento di sospensione ed annota sulla patente di guida, con sottoscrizione del direttore e timbro dell’ufficio, la nuova data di scadenza del documento indicata dalla c.m.l. Il periodo di validità decorre dal giorno di effettuazione della visita medica.
L’ufficio provinciale provvede anche ad annotare sulla patente la revoca del provvedimento di sospensione e, contestualmente, aggiorna l’anagrafe nazionale conducenti.

Circolare ministero dei trasporti e della navigazione 21 maggio 1999 n. 30
Possibilità di sottoporre a revisione le patenti di guida rilasciate ai membri.
L’articolo 8, comma 2 del d.m. 8 agosto 1994 stabilisce che coloro che acquisiscono la residenza in Italia sono soggetti a tutte le disposizioni di carattere restrittivo che incidono sul documento di guida. Fra dette disposizioni si intende comprendere anche la revisione della patente, provvedimento previsto dall’articolo 128 del codice della strada. Al riguardo, com’è noto, l’applicazione dell’articolo 128 del codice della strada è subordinata all’esistenza di fondati dubbi sulla persistenza nei titolari di patenti di guida (che abbiano stabilito la residenza in Italia) dei requisiti psicofisici o tecnici necessari per svolgere l’attività di guida.
Nel caso si dovesse procedere a revisione di una patente di guida comunitaria non registrata, gli uffici della m.c.t.c. dovranno procedere secondo le seguenti modalità: il provvedimento di revisione dovrà essere predisposto dall’ufficio provinciale e, ovviamente, non potrà essere utilizzato il provvedimento informatizzato; al momento in cui l’interessato si presenta all’ufficio provinciale per prenotarsi per la revisione, l’ufficio stesso dovrà provvedere alla registrazione della patente, utilizzando la procedura indicata al paragrafo 1 della presente circolare; in ordine alla data di scadenza di validità della patente oggetto di revisione, valgono le precisazioni indicate al paragrafo 2 della presente circolare, salvo che, in sede di accertamento della commissione medica locale, emerga la necessità di ridurre la durata di validità del documento di guida.

Sospensione della patente di guida (art. 129 codice della strada).

La disciplina della sospensione della patente di guida contenuta nell’articolo 129 codice della strada è profondamente innovativa rispetto alla precedente contenuta nell’articolo 91 del codice della strada del 1959.
Successivamente la normativa è stata modificata dal d.p.r. 14 aprile 1994 n. 575, che ha sostituito il terzo comma e disposto che, nei casi di sospensione a tempo indeterminato previsto dal secondo comma, e cioè, qualora in sede di accertamento sanitario per la conferma di validità o per la revisione disposta ai sensi dell’articolo 128 codice della strada, risulti la temporanea perdita dei requisiti fisici e psichici di cui all’articolo 119, la patente è sospesa dai competenti uffici della motorizzazione civile e non più dal prefetto, fintanto che l’interessato non produca la certificazione della commissione medica locale attestante il recupero dei prescritti requisiti psichici e fisici. La patente di guida è sospesa, per la durata stabilita nel provvedimento di interdizione alla guida adottato quale sanzione amministrativa accessoria, quando il titolare sia incorso nella violazione di una delle norme di comportamento indicate o richiamate nel titolo V del codice della strada, per il periodo di tempo da ciascuna di tali norme indicato.
Nei restanti casi la patente di guida continua ad essere sospesa dal prefetto del luogo di residenza del titolare e per le patenti rilasciate da uno stato estero, dal prefetto del luogo dove è stato commessa una violazione ad una norma di comportamento che prevede quale sanzione amministrativa accessoria la sospensione della patente, e dagli articoli 222 e seguenti. II prefetto segnala il provvedimento alla autorità competente dello stato che ha rilasciato la patente e lo annota, ove possibile, sul documento di guida.
Parimenti, dei provvedimenti adottati, il prefetto dà immediata comunicazione ai competenti uffici provinciali della m.c.t.c. per il tramite del collegamento informatico integrato già esistente tra i sistemi informativi della direzione generale della m.c.t.c. e della direzione generale dell’amministrazione generale e per gli affari del personale del ministero dell’interno.
La patente di guida è sospesa a tempo indeterminato, dai competenti uffici della direzione generale della m.c.t.c., qualora, in sede di accertamento sanitario per la conferma di validità o per la revisione disposta ai sensi dell’articolo 128 codice della strada, risulti la temporanea perdita dei requisiti fisici e psichici di cui all’articolo 119 codice della strada. La patente è sospesa fintanto che l’interessato non produca la certificazione della commissione medica locale attestante il recupero dei prescritti requisiti psichici e fisici.
Al fine di fornire un quadro d’insieme quanto più possibile completo, è necessario distinguere tra sospensione a tempo indeterminato e sospensione a tempo determinato; essendo diversa la natura giuridica da attribuire alle due ipotesi di sospensione. Nel caso di sospensione a tempo indeterminato è prevalente la finalità di natura cautelare e di tutela della sicurezza. Il nuovo codice della strada prevede la sospensione della patente di guida a tempo determinato come sanzione accessoria a sanzioni amministrative pecuniarie, e viene attuata, secondo la procedura dell’arti-colo 218 codice della strada, con ordinanza del prefetto oppure a sanzioni penali, e in tal caso è disposta dall’autorità giudiziaria con la sentenza di condanna, alla quale viene data attuazione con i provvedimento del prefetto emanati ai sensi degli articoli 222 e seguenti codice della strada
Le modifiche introdotte dal d.p.r. 19 aprile 1994 n. 575, incidono con particolare rilievo sulla sospensione della patente di guida, suddividendone la competenza, come accennato, tra uffici provinciali della direzione generale della m.c.t.c. e prefetture, diversamente dalla precedente normativa che, attribuiva la competenza al solo prefetto.
Come già evidenziato, nel codice della strada, la sospensione della patente facapo a due disposizioni, cioè all’articolo 129, che ha carattere sostanziale,e all’articolo 218, che ha carattere essenzialmente procedurale.
Attraverso tali disposizioni è possibile distinguere gli ambiti di applicabilità del provvedimento di sospensione della patente che si verificano:
a
) a seguito di un giudizio sanitario negativo in sede di conferma di validità o di revisione della patente per la temporanea mancanza dei requisiti fisici e psichici richiesti;
b
) nei casi in cui la sospensione della patente costituisce sanzione amministrativa accessoria come conseguenza della commissione di illeciti amministrativi, di fatti costituenti reato, di sentenza penale di condanna (art. 2, d.p.r. 19 aprile 1994 n. 575).
Le norme che è necessario esaminare sono gli articoli 126 e 128, relativi rispettivamente alla durata e conferma di validità e alla revisione della patente e i numerosi articoli che assegnano alla sospensione della patente o alla revoca la funzione di rafforzare la sanzione principale.
Si tratta degli articoli: 6 “regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati”; 10 “veicoli eccezionali e trasporti in condizioni di eccezionalità”; 117 “li-mitazioni nella guida”; 125 “validità delle patenti di guida”; 138 “veicoli e conducenti delle forze armate”; 142 “limiti di velocità”; 143 “posizione dei veicoli sulla carreggiata”; 145 “precedenza”; 147 “comportamento al passaggio a livello”; 148 “sorpasso”; 149 “distanza di sicurezza fra veicoli”; 150 “incrocio tra veicoli nei passaggi ingombrati e su strade di montagna”; 176 “comportamenti durante la circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali” e 179 “crono-tachigrafo”.
Oltre agli articoli 129 e 218 è necessario esaminare le disposizioni contenute negli articoli 222 e 223, relativi rispettivamente all’applicazione della sospensione della patente in caso di condanna penale per i reati di lesioni colpose e omicidio colposo e all’applicazione in via provvisoria della stessa misura nei casi di accertamento dei reati stessi o di altri reati, che la prevedano, come ad esempio: circolare con veicolo che trasporta merci pericolose senza autorizzazione e in violazione delle relative prescrizioni (art. 168 comma ottavo); guidare un veicolo sotto l’influenza dell’alcol (art. 186 comma secondo); guidare un veicolo sotto l’influenza di sostanze stupefacenti (art. 187 comma quarto); darsi alla fuga in caso di incidente con danno alle persone (art. 189 comma sesto); circolare con veicolo sottoposto a sequestro (art. 213 comma quarto); circolare con veicolo la cui carta di circolazione sia stata sospesa (art. 217 comma sesto).
Con le norme modificatrici del d.p.r. 19 aprile 1994 n. 595, viene stabilito che:
a
) è di competenza dell’ufficio provinciale della direzione generale della m.c.t.c. l’adozione del provvedimento di sospensione della patente nel caso sia espresso un giudizio sanitario negativo, a seguito di richiesta di conferma di validità o revisione della patente, per la temporanea perdita dei prescritti requisiti fisici e psichici (artt. 126 e 128 codice della strada);
b
) è di competenza del prefetto l’adozione del provvedimento di sospensione della patente quando tale misura costituisce sanzione amministrativa accessoria nei casi sopra indicate di commissione di illeciti amministrativi, di sentenza penale di condanna, di fatti costituenti reato (artt. 129, 218, 222 e 223 codice della strada).
Nel primo caso (art. 129 comma secondo), la patente è sospesa a tempo indeterminato fino a quando l’interessato non produca certificato della commissione medica locale attestante il recupero dei requisiti. Nel secondo caso la sospensione è a tempo determinato disposta, per un periodo preciso secondo il termine stabilito dal prefetto entro i limiti previsti dalla norma violata.
Alla luce di quanto sopra esposto si evidenziano ora alcune anomalie.
L’articolo 129, primo comma, circoscrive l’adozione di provvedimenti di sospensione a tempo determinato da parte del prefetto alle “violazione di una delle norme di comportamento indicate o richiamate nel titolo V del codice della strada”.
Nel nuovo codice della strada sono però presenti anche altre norme, pur se non inserite nelle norme di comportamento, che prevedono, in caso di violazione, l’applicabilità del provvedimento di sospensione a tempo determinato della patente di guida, come sanzione amministrativa accessoria; sono le sanzioni previste dagli articoli: 6 “regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati”; 10 “veicoli eccezionali e trasporti in condizioni di eccezionalità”; 117 “limitazioni nella guida”; 125 “validità delle patenti di guida”; 138 “veicoli e conducenti delle forze armate”.
Non rientrando questi casi nello schema previsto dall’articolo 129, primo comma, è necessario stabilire quale disposizione è applicabile nel verificarsi delle violazione degli articoli relativi, ai fini dell’emissione del provvedimento di sospensione della patente. Le disposizioni sono quelle previste dall’articolo 218 che prevede l’applicabilità della sanzione amministrativa accessoria della sospensione a tempo determinato, considerata sotto gli aspetti procedurali che vi ineriscono, senza le limitazioni di cui all’articolo 129, primo comma. Non si capisce la ragione di queste discrasie esistenti fra le varie norme.
Altra anomalia riguarda l’indicazione del prefetto competente ad emanare il provvedimento di sospensione della patente di guida a tempo determinato.
L’articolo 129, terzo comma, attribuisce la competenza al prefetto del luogo di residenza del titolare della patente, riserva al prefetto del luogo in cui è stato commessa l’infrazione l’adozione del provvedimento, nel caso di conducente straniero.
L’articolo 218 codice della strada assegna, invece, la competenza al prefetto del luogo in cui è stata commessa l’infrazione, senza fare distinzione fra conducente italiano e straniero: “l’organo che ha ritirato la patente di guida la invia unitamente a copia del verbale, entro cinque giorni dal ritiro alla prefettura del luogo della commessa violazione. Il prefetto, nei quindici giorni successivi, emana l’ordinanza di sospensione, indicando il periodo cui si estende la sospensione stessa. Tale periodo, nei limiti minimo e massimo fissati nella singola norma, è determinato in relazione alla gravità della violazione commessa ed alla entità del danno apportato, nonché al pericolo che l’ulteriore circolazione potrebbe cagionare”. “Qualora l’ordinanza di sospensione non sia emanata nel termine di quindici giorni, il titolare può ottenerne la restituzione da parte della prefettura”.
L’articolo 223, prevede l’applicazione provvisoria della sospensione della patente di guida in via preventiva, nel caso di commissione di un reato che la contempli, e stabilisce che il prefetto preposto alla emanazione del provvedimento, sia che si tratti dei reati di lesioni colpose o di omicidio colposo - come dal primo e secondo comma dell’articolo medesimo - sia che si tratti di altri reati - come dal terzo comma di esso - è quello del luogo della commessa violazione.
Ma anche la revoca della patente di guida può costituire, secondo le norme, sanzione amministrativa accessoria, come previsto dall’articolo 218, comma sesto, nel caso di circolazione abusiva con veicolo durante il periodo di sospensione della patente; anche in tal caso l’articolo 219, che lo regola, assegna la competenza ad emanare il provvedimento relativo al prefetto del luogo della commessa violazione.
Prima delle modifiche introdotte dal d.p.r. 19 aprile 1994 n. 575, gli articoli 129 e 218 concordavano nell’individuare la competenza del prefetto che aveva rilasciato la patente di guida, il quale emanava l’ordinanza di sospensione nel termine di quindici giorni a pena della restituzione del documento al suo titolare. Le modifiche introdotte dal suddetto d.p.r. hanno creato uno stato di conflitto che, oltre a comportare difficoltà sul piano operativo, sicuramente creano notevole pregiudizio del diritto di difesa dei conducenti coinvolti.
Avverso il provvedimento di sospensione della patente per mancanza dei requisiti psicofisici (comma secondo, articolo 129 codice della strada), è ammesso ricorso al Ministro dei trasporti, nel termine di giorni venti dalla comunicazione dell’ordinan-za stessa. Il ministro provvede nei quarantacinque giorni successivi. Il provvedimento del ministro è comunicato all’interessato ed ai competenti uffici della direzione generale della m.c.t.c. Se il ricorso è accolto, la patente è restituita all’inte-ressato.

Sanzione accessoria della sospensione della patente (art. 218 codice della strada)
Nell’ipotesi in cui il codice prevede la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo determinato, la patente è ritirata dall’agente od organo di polizia che accerta la violazione; del ritiro è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione.
L’agente accertatore rilascia permesso provvisorio di guida limitatamente al periodo necessario a condurre il veicolo nel luogo di custodia indicato dall’interessato, con annotazione sul verbale di contestazione.
L’organo che ha ritirato la patente di guida la invia, unitamente a copia del verbale, entro cinque giorni dal ritiro, alla prefettura del luogo della commessa violazione. Il prefetto, nei quindici giorni successivi, emana l’ordinanza di sospensione, indicando il periodo cui si estende la sospensione stessa.
Tale periodo, nei limiti minimo e massimo fissati nella singola norma, è determinato in relazione alla gravità della violazione commessa ed alla entità del danno apportato, nonché‚ al pericolo che l’ulteriore circolazione potrebbe cagionare.
L’ordinanza è notificata immediatamente all’interessato e comunicata al competente ufficio della direzione generale della m.c.t.c. Essa è iscritta sulla patente. Il periodo di durata fissato decorre dal giorno del ritiro.
Qualora l’ordinanza di sospensione non sia emanata nel termine di quindici giorni, il titolare della patente può ottenerne la restituzione da parte della prefettura.
Quando le norme del presente codice dispongono che la durata della sospensione della patente di guida è aumentata a seguito di più violazioni della medesima disposizione di legge, l’organo di polizia che accerta l’ultima violazione e che dalle iscrizioni sulla patente constata la sussistenza delle precedenti violazioni procede al ritiro della patente (art. 218, comma primo), indicando, anche nel verbale, la disposizione applicata ed il numero delle sospensioni precedentemente disposte; successivamente, la invia, unitamente a copia del verbale, entro cinque giorni dal ritiro, alla prefettura del luogo della commessa violazione.
Qualora la sussistenza delle precedenti sospensioni risulti successivamente, l’organo od ufficio che ne viene a conoscenza informa immediatamente il prefetto, che provvede a restituire la patente.
Al termine del periodo di sospensione fissato, la patente viene restituita dal prefetto. L’avvenuta restituzione viene comunicata al competente ufficio della direzione generale della m.c.t.c., che la iscrive nei propri registri.
Avverso il provvedimento di sospensione della patente è ammessa opposizione ai sensi dell’articolo 205 codice della strada.
Le sanzioni riguardano chiunque, durante il periodo di sospensione della validità della patente, circola abusivamente (sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire tremilioni a lire dodicimilioni, in precedenza era previsto l’arresto da uno ad otto mesi e con l’ammenda da lire duecentomila a lire ottocentomila).
Si applica la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente e del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi e, in caso di recidiva, si applica la confisca amministrativa del veicolo.

Sospensione della patente di guida in caso di recidiva (art. 400 regolamento al codice della strada).
Per consentire la pratica applicazione della sanzione, ai sensi dell’articolo 218, comma terzo, codice della strada, l’aumento della durata della sospensione della patente di guida a seguito di più violazioni della medesima disposizione di legge, o la comminazione della sanzione della revoca della patente nei casi previsti dal vigente codice, presso ogni ufficio provinciale della direzione generale della m.c.t.c. e presso ogni prefettura è istituito uno schedario in cui sono annotati, alfabeticamente per nome del titolare della patente di guida, i dati dell’ordinanza di sospensione della patente, indicando il relativo periodo, nonché‚ gli estremi della violazione e la data di emissione dell’ordinanza. Analoga annotazione è fatta nei casi di revoca della patente. La prefettura e l’ufficio provinciale della direzione generale della m.c.t.c. sono tenuti alla detta iscrizione, appena emessa o comunicata l’ordinanza di sospensione.
Nello schedario devono essere annotate tutte le ordinanze di sospensione o revoca della patente, relativamente a violazioni commesse nell’ambito territoriale rientrante nella competenza dei predetti uffici, anche se la violazione stessa sia stata commessa da titolare di patente rilasciata all’estero.

Sanzioni amministrative accessorie all’accertamento di reati(art. 222 codice della strada).  
Qualora da una violazione delle norme del codice della strada derivino danni alle persone, il giudice applica con la sentenza di condanna le sanzioni amministrative pecuniarie previste, nonché‚ le sanzioni amministrative accessorie della sospensione o della revoca della patente.
Quando dal fatto derivi una lesione personale colposa la sospensione della patente è da quindici giorni a tre mesi.
Quando dal fatto derivi una lesione personale colposa grave o gravissima la sospensione della patente è da uno a sei mesi. Nel caso di omicidio colposo la sospensione è da due mesi a un anno.
Il giudice può applicare la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente nell’ipotesi di recidiva reiterata specifica verificatasi entro il periodo di cinque anni a decorrere dalla data della condanna definitiva per la prima violazione.

Ritiro della patente in conseguenza a ipotesi di reato (art. 223 codice della strada)
Nelle ipotesi di reato per le quali sono previste le sanzioni accessorie di cui all’articolo 222, commi secondo e terzo, l’agente o l’organo che ha proceduto al rilevamento del sinistro trasmette, entro dieci giorni, copia del rapporto e del verbale della violazione contestata, tramite il proprio comando o ufficio, al prefetto del luogo della commessa violazione. Copia dello stesso rapporto è trasmessa, contestualmente, all’ufficio della direzione generale della m.c.t.c.
Il prefetto, appena ricevuti gli atti, sentito il competente ufficio della direzione generale della m.c.t.c., che deve esprimere il parere entro quindici giorni dalla ricezione del rapporto, dispone, ove sussistano fondati elementi di una evidente responsabilità, la sospensione provvisoria della validità della patente di guida fino ad un massimo di un anno ed ordina all’intestatario di consegnare la patente entro cinque giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, presso il proprio ufficio; il provvedimento è iscritto sulla patente e comunicato all’ufficio della direzione generale della m.c.t.c.
Nelle altre ipotesi di reato per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione o della revoca della patente di guida, l’agente od organo accertatore della violazione ritira immediatamente la patente e la trasmette, unitamente al rapporto entro dieci giorni, tramite il proprio comando o ufficio, alla prefettura del luogo della commessa violazione. Il prefetto, ricevuti gli atti, dispone la sospensione provvisoria della validità della patente di guida, fino ad un massimo di un anno. Il provvedimento è iscritto sulla patente e comunicato all’ufficio della direzione generale della m.c.t.c. Se il ritiro immediato non è possibile, per qualsiasi motivo, il verbale di contestazione è trasmesso, senza indugio, al prefetto che ordina all’autore della violazione di consegnare la patente entro cinque giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, presso il proprio ufficio.
Il cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza o il decreto divenuti irrevocabili ai sensi dell’articolo 648 del codice di procedura penale, nel termine di quindici giorni, ne trasmette copia autentica al prefetto indicato nei commi primo e terzo.
Avverso il provvedimento di sospensione della patente è ammesso ricorso al ministro dei trasporti, nel termine di venti giorni dalla comunicazione dell’ordinanza stessa. Il ministro provvede nei quarantacinque giorni successivi. Il provvedimento del ministro è comunicato all’interessato ed ai competenti uffici della direzione generale della m.c.t.c. Se il ricorso è accolto, la patente è restituita all’interessato. Avverso il provvedimento di sospensione della patente, di cui all’articolo 223, comma terzo, è ammessa opposizione, ai sensi dell’articolo 205 codice della strada

Procedimento di applicazione delle sanzioni amministrative accessorie della sospensione e della revoca della patente (art. 224 codice della strada)

Quando la sentenza penale o il decreto di accertamento del reato e di condanna sono irrevocabili, anche a pena condizionalmente sospesa, il prefetto, se è previsto dal codice della strada che da esso consegua la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente, adotta il relativo provvedimento per la durata stabilita dall’autorità giudiziaria e ne dà comunicazione al competente ufficio provinciale della direzione generale della m.c.t.c.
Quando la sanzione amministrativa accessoria è costituita dalla revoca della patente, il prefetto, entro quindici giorni dalla comunicazione della sentenza o del decreto di condanna irrevocabile, adotta il relativo provvedimento di revoca comunicandolo all’interessato e all’ufficio della direzione generale della m.c.t.c.
La declaratoria di estinzione del reato per morte dell’imputato importa l’estinzione della sanzione amministrativa accessoria. Nel caso di estinzione del reato per altra causa, il prefetto procede all’accertamento della sussistenza o meno delle condizioni di legge per l’applicazione della sanzione amministrativa accessoria e procede ai sensi degli articoli 218 e 219 codice della strada, nelle parti compatibili.
L’estinzione della pena successiva alla sentenza irrevocabile di condanna non ha effetto sulla applicazione della sanzione amministrativa accessoria.
Salvo quanto previsto dall’articolo 224, comma terzo, nel caso di sentenza irrevocabile di proscioglimento, il prefetto, ricevuta la comunicazione della cancelleria, ordina la restituzione della patente all’intestatario. L’ordinanza di estinzione è comunicata all’interessato e all’ufficio della direzione generale della m.c.t.c. Essa è iscritta nella patente.

Circolare ministero dei trasporti e della navigazione 31 marzo 1993 n. 69.  
L’articolo 238, secondo comma, nuovo codice della strada (d.l. n. 285 del 1992) stabilisce che le sanzioni amministrative accessorie connesse all’accertamento di reati entrano in vigore dal 1° gennaio 1993. Tale norma si riferisce agli articoli 222 (sanzioni amministrative accessorie all’accertamento dei reati) e seguenti, relativi ad interventi della direzione generale m.c.t.c. e dei suoi uffici periferici.
In relazione a ciò, si dettano i criteri per l’espressione del parere tecnico (art. 223) da parte degli uffici periferici con riguardo ad incidenti che abbiano comportato lesioni (a terzi) lievi, gravi, gravissimi o mortali (artt. 582 - 583 - 589 cod. pen.).
Premesso anzitutto che la sospensione della patente conseguente a violazione di norme di comportamento (artt. da 141 a 192) viene, con il nuovo codice, disposta dal prefetto senza il parere degli uffici m.c.t.c., si fa notare che nell’esprimere il parere di cui all’articolo 223 si dovrà fare riferimento alle violazioni commesse, contravvenzionate o no, dal conducente responsabile dell’incidente (si ripete con lesioni), come emerge dal verbale degli organi di polizia.
Detto parere dovrà contenere una descrizione la più precisa possibile delle modalità con cui si è verificato l’incidente, con l’indicazione delle responsabilità per l’accaduto, ma non indicare il periodo di sospensione che verrà deciso dal prefetto.
Se emerge la non responsabilità del conducente coinvolto, si dovrà esprimere parere di non sospensione e ugualmente se esiste causa di forza maggiore; mentre dovrà essere indicato l’eventuale concorso di altri, nonché l’incidenza di cause mediate (relative all’ambiente) nella produzione del sinistro stradale e delle cause immediate (relative al veicolo).
Sull’argomento, si ritiene inoltre necessario far presente quanto segue:
Le prefetture devono obbligatoriamente richiedere il parere tecnico, a pena di nullità del provvedimento di sospensione, all’ufficio provinciale m.c.t.c. del luogo ove è accaduto l’incidente, trasmettendo ogni atto utile (verbale di accertamento di sinistro stradale contenente la prognosi, di violazione di norme e altro) alla formulazione del parere stesso. L’assenza di tale documentazione vanifica la richiesta che dovrà pertanto essere reiterata con la documentazione necessaria e il relativo termine ricomincia a decorrere dal momento della ricezione (art. 16 legge n. 241 del 1990). Detto parere deve essere inviato di norma nel termine di quindici giorni dall’arrivo della richiesta. A tale scopo e per ottenere una maggiore tempestività, le prefetture e gli uffici provinciali sono invitati a corrispondere via fax, anche se successivamente dovrà essere inviato supporto cartaceo. Tuttavia, se tale parere ritardi senza apparente motivazione, sussiste ugualmente l’obbligo della prefettura di emettere il provvedimento di sospensione, ricorrendo alle modalità di cui all’articolo 16 della legge n. 241 del 1990 che, in tal caso devono essere espressamente richiamate nel provvedimento, a giustificazione della mancanza del prescritto parere.
Con richiamo all’ultima parte del secondo comma articolo 223, si fa presente che in caso di mancato ritiro immediato del documento di guida, la prefettura dopo aver emessa ordinanza provvisoria, con le modalità previste, dovrà successivamente, osservata la procedura riguardante la richiesta di parere, emettere nuova ordinanza che annulli e surroghi la precedente.
A seguito della valutazione del fatto, potrà anche essere disposta la revisione della patente, sia da parte degli uffici m.c.t.c. o dal prefetto, con riferimento però, fino al 30 giugno 1993, all’articolo 89 codice del 1959, riferito all’articolo 236 nuovo codice, che rimanda l’applicazione dell’articolo 128 (revisione) al 1° luglio prossimo. (vedi nota n. 3712/CA 128 del 17 febbraio 1993 inviata anche al ministero dell’interno per conoscenza). Il ricorso gerarchico (improprio) avverso i provvedimenti di sospensione è previsto dal comma quarto dell’articolo 223. Esso dovrà essere proposto entro venti giorni e deciso entro trenta giorni dal ministro dei trasporti (termine da considerare ordinatorio). Della possibilità di ricorso, dell’autorità a cui ricorrere e del termine di esso dovrà essere data comunicazione dalla prefettura nel provvedimento di sospensione (d.p.r. n. 1199 del 1971 articolo 1).
Ad ogni buon fine si ricorda la dizione da apporre in calce: “avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso in carta legale al ministro dei trasporti - direzione generale m.c.t.c. - IV direzione centrale - div. 45 - via Caraci, 36 - 00157 Roma”.
Si fa presente tuttavia che, dopo la scadenza dei trenta giorni previsti per la decisione, gli interessati, qualora non abbiano ricevuto notizia della decisione stessa, hanno possibilità di adire il T.A.R. competente, con le modalità di cui alla legge n. 1034 del 1971 avverso il silenzio rigetto formatosi.
Al ministero dell’interno, cui la presente è diretta per conoscenza, viene contestualmente trasmessa per l’invio alle prefetture una tabella che preveda la quantificazione del periodo di sospensione da disporre, in relazione al tipo di incidente. Tale tabella è necessaria sia per uniformità di applicazione sul territorio nazionale che per l’esame dell’eventuale ricorso gerarchico.

Circolare ministero dei trasporti e della navigazione 5 ottobre 1993 n. 10934/CA 223/AG.
Si dà riscontro alle osservazioni avanzate dalla prefettura di Sondrio con riferimento alla circolare della direzione generale n. 69 del 1993 di questo ministero ed alla conseguente n. 86 del 1993 del ministero dell’interno (periodi di sospensione).

– 1. Tabella per la quantificazione del periodo di sospensione della patente di guida. La prefettura nel lamentare la rigidità dei criteri previsti nella tabella, fa presente che:
a
) la gravità delle lesioni;
b
) un eventuale concorso;
c
) circostanze di fatto possono determinare un diverso giudizio di responsabilità che troverebbe un ostacolo nella rigidità anzidetta. Al riguardo, si fa presente che detta tabella (non poteva essere diversamente in relazione alle competenze di questo ministero) ha carattere di proposta, riferita alle singole infrazioni previste nei diversi articoli del codice della strada ed alle indicazioni, queste si, rigide, contenute nell’articolo 222 comma secondo. Il prefetto, titolare del potere interdittivo, può esprimere dunque autonomamente nell’ambito della proposta (che peraltro si ricorda rappresenta la base dell’esame dei ricorsi gerarchici rivolti a questo ministero) la valutazione del sinistro stradale con riguardo alla gravità delle lesioni subite da terzi e alle modalità del sinistro stesso. Comunque, per facilitare tale valutazione, si allega un chiarimento, sempre propositivo, relativo all’eventuale concorso, o altro, connessi al verificarsi dell’incidente (le pagine inviate sostituiscono la pag. 3 della tabella). Gli uffici provinciali m.c.t.c. trovano il necessario riferimento al sesto capoverso pag. 2, circolare della direzione generale n. 69 del 1993. Si approfitta dell’occasione, alla luce della sentenza Tar Milano n. 195 del 23 aprile 1993, per modificare quanto indicato nella tabella in relazione dell’articolo 176 codice della strada e per suggerire alcuni principi generali, di cui si è ravvisata la necessità in questa prima fase applicativa del codice della strada. Con riguardo alle osservazioni avanzate, sembra peraltro necessario ricordare che i prefetti, pur nella considerazione di quanto sopra esposto, devono tener presente che l’attribuzione di responsabilità da essi effettuata con la sospensione della patente ha natura cautelare e che il giudizio definitivo su tale responsabilità e sulla pericolosità del conducente è e resta del giudice penale e che la valutazione del fatto si basa quasi sempre su rapporti sommari, forniti dagli organi di polizia stradale all’autorità amministrativa, mentre l’autorità giudiziaria dispone di rapporti completi, possibilità di perizie, di testimonianze ed altro.

– 2. Parere dell’ufficio provinciale m.c.t.c. ed ordinanza provvisoria di sospensione della patente in caso di omesso ritiro del documento di guida. La prefettura di Sondrio contesta inoltre la interpretazione data da questo ministero all’articolo 223, secondo comma, ritenendo non obbligatorio il parere degli uffici provinciali m.c.t.c. per l’ipotesi in esso contemplata (ritiro non immediato della patente).
Si fa, al riguardo, notare che si è scelta, tra quelle possibili, l’interpretazione che da all’istituto della sospensione cautelare uguali garanzie di imparzialità per l’utenza, rendendo uniforme l’iter procedurale, nelle ipotesi di ritiro immediato o non del documento di guida. Peraltro si fa osservare che il comma in discussione è stato soppresso con il d.lgs. di modifica del codice della strada.

– 3. Fattispecie di mancato accertamento di infrazioni a carico dei conducenti da parte degli agenti di polizia stradale in caso di incidenti stradali con lesioni. Altra osservazione della stessa prefettura riguarda l’indicazione data agli uffici provinciali m.c.t.c. di cui alla pagina due, quarto capoverso della citata circolare: “nell’esprimere il parere ... si dovrà far riferimento alle violazioni commesse, contravvenzionate o no ...”. Sostiene la prefettura che l’assenza di contravvenzioni possa rappresentare la non responsabilità del conducente coinvolto. Si fa presente al riguardo che con tale indicazione, si è voluta adombrare le ipotesi (non infrequente) di rimando al giudice penale da parte della polizia stradale dell’accertamento della violazione, o di non esatta valutazione da parte della stessa polizia della dinamica del sinistro. Il tutto, sembra dover ancora ricordare, va sempre inquadrato nell’ottica di una sospensione cautelare. Si resta a disposizione per altri chiarimenti. Per il ministero dell’interno, cui la presente è inviata per conoscenza, si fa notare che soltanto in relazione all’urgenza di modificare nel più breve tempo possibile l’interpretazione non corretta - data a suo tempo, con la tabella di proposta dei criteri di sospensione, all’articolo 176 cod. strad. - si è ritenuto opportuno inviare la presente nota direttamente a tutte le prefetture, fatto salvo naturalmente l’avviso di codesto ministero medesimo.

ALLEGATO

Sostituisce la tabella allegata alla circolare del ministero dell’interno n. 86 prot. n. M/2413 del 14 maggio 1993.

Criteri per la sospensione della patente di guida. Articoli 222 e seguenti.

Articolo codice

Comma

Lesioni mortali

gravissime o gravi

lievi

mesi

mesi

mesi

articolo 176

diciassettesimo

12

6

3

 

ventesimo/primo b), c) e d)

12

6

3

 

diciannovesimo

11

5 e 15 giorni

2 e 15 giorni

 

diciottesimo

10

5

2

 

ventunesimo

9

4

1

articolo 177

quarto

9

4

2

 

quinto

6

3

1

articolo 186

 

12

6

3

articolo 187

 

12

6

3

articolo 188

quarto

9

4

2

 

quinto

6

3

1

articolo 191

quarto

9

4

2

articolo 192

sesto e settimo

9

4

2


La sospensione patente deve essere disposta soltanto per lesioni a terzi, mai per lesioni al conducente responsabile del sinistro.
In caso di più violazioni commesse in relazione all’incidente da sanzionare, non dovrà procedersi al cumulo delle sospensioni, ma applicare la sospensione più lunga prevista dai sopracitati criteri con riguardo alle norme violate.
Per il concorso di altri nella causazione del sinistro, si può detrarre da uno a sei mesi, per la causa mediata (relativa a situazioni ambientali), da uno a tre mesi, mentre è possibile valutare un aumento di giorni quindici per cause immediate (relative alla deficiente manutenzione del veicolo), sempre entro i minimi e massimi previsti dall’articolo 222.
Il periodo di sospensione disposto dal giudice, a seguito di condanna irrevocabile, dovrà essere scomputato dal periodo di sospensione cautelare disposto dal prefetto per lo stesso evento.
Per le violazioni costituenti reato, commesse fino alla data del 1° ottobre 1993 (d.lgs. n. 360 di modifica del codice della strada) il prefetto, per disporre la sospensione dovrà attendere l’accerta-mento giudiziale (art. 224).
Le indicazioni relative agli articoli 176, 186 e 187 contenute nella tabella vanno riferite soltanto alle ipotesi connesse all’articolo 222 (incidente con lesioni).

Circolare ministero dell’interno 18 maggio 1994 n. 132

Diverse prefetture hanno interpellato questo ministero per conoscere quali eventuali provvedimenti siano tenute ad assumere nell’ipotesi in cui, dopo l’adozione del provvedimento prefettizio di sospensione provvisoria della patente di guida ai sensi dell’articolo 223 del nuovo codice della strada, l’autorità giudiziaria, definendo il relativo procedimento penale con il cosiddetto patteggiamento, ometta di applicare la sanzione amministrativa della sospensione del documento di guida.
Sulla questione l’avvocatura generale dello stato - acquisito il conforme parere del comitato consultivo di cui all’articolo 25, legge 3 aprile 1979 n. 103 - si è espressa nei termini che di seguito si riportano integralmente per comodità di lettura di codeste prefetture. “Il nuovo codice della strada ha espressamente qualificato il ritiro o la sospensione della patente come sanzione amministrativa, espressione quindi di un ruolo di supplenza del giudice penale nei confronti della pubblica amministrazione nei casi in cui dalla violazione delle norme sulla circolazione stradale derivino danni alla persona. In tali ipotesi è prevista da parte del prefetto, sentita la direzione generale della m.c.t.c., la sospensione provvisoria della validità della patente fino al massimo di un anno; avverso il provvedimento è ammesso, nei venti giorni, ricorso al ministero dei trasporti (art. 223, commi secondo e quarto, nuovo codice della strada). Quando la sentenza o il decreto penale di condanna sono irrevocabili, il prefetto adotta il relativo provvedimento per la durata stabilita dall’autorità giudiziaria (art. 224, comma primo, nuovo codice della strada).
La estinzione del reato per morte dell’imputato comporta l’estinzione della sanzione amministrativa, mentre l’estinzione per altra causa autorizza il prefetto a valutare l’applicazione della sanzione amministrativa come nei casi in cui non si siano verificati danni alla persona (art. 224, comma terzo, nuovo codice della strada).
In caso di sentenza irrevocabile di proscioglimento, il prefetto è tenuto alla restituzione della patente (art. 224, comma quarto, nuovo codice della strada).
Nel caso del cosiddetto patteggiamento, ci si trova in presenza di una sentenza di condanna. In tal senso, si è ormai consolidata la giurisprudenza sulla natura della sentenza emessa ai sensi dell’articolo 444 cod. proc. pen..
Da ciò discende che, dato il tenore dell’articolo 222 codice della strada, la sanzione amministrativa della sospensione della patente è per il giudice un provvedimento dovuto e conseguenziale alla sentenza di condanna, senza alcuna discrezionalità, per cui sulla sospensione non vi è disponibilità delle parti in sede di patteggiamento.
Trattandosi di sanzione amministrativa conseguenziale a sentenza di condanna (ancorché a seguito di patteggiamento) il pubblico ministero ha più volte impugnato in cassazione la sentenza del giudice di merito che abbia omesso di disporre la sanzione.
In relazione ad altra sanzione amministrativa, non avendo il giudice in sede di patteggiamento disposto detta sanzione (nella specie: demolizione dell’immobile), l’interessato chiedeva al pubblico ministero la revoca della misura cautelare adottata (sequestro), ma il pubblico ministero rigettava l’istanza, per cui ritornata la causa al giudice della sentenza, questi ribadiva la pena patteggiata e ordinava la demolizione dell’immobile sequestrato.
Non sembra pertanto possa tranquillamente affermarsi che una misura cautelare e provvisoria venga a caducarsi qualora il giudice che deve emettere il provvedimento definitivo ometta di pronunziarsi. Oltretutto, con riferimento specifico alla sospensione della patente, è poi da osservarsi che alla restituzione della patente il prefetto è tenuto “nel caso di sentenza irrevocabile di proscioglimento” (art. 224, comma quarto, codice della strada), per cui sorgerebbe il problema di estendere la restituzione a casi non previsti dalla legge. In conclusione, appare quindi più
opportuno ritenere che, in mancanza di iniziativa delle parti del procedimento penale (pubblico ministero e imputato), il provvedimento di sospensione provvisoria manterrà la sua efficacia per il tempo ivi previsto, fino a quando non verrà sostituito, come prevede la legge, da una pronuncia del giudice penale che ne stabilisca la misura”.
Tanto si porta a conoscenza delle signorie loro con preghiera di volersi adeguare all’orientamento espresso dall’avvocatura generale dello stato in ordine alla applicazione delle norme del nuovo codice della strada di cui trattasi.

Circolare  ministero dell’interno 20 marzo 1996 n. M/2413.

1. Nella fase di prima applicazione del nuovo codice della strada, da parte di alcune prefetture sono stati manifestati dubbi in ordine ai presupposti che legittimano il provvedimento di sospensione della patente di guida nelle ipotesi di sinistro stradale prefigurate dagli articoli 222, 223, commi primo e secondo, nonché in ordine alla corretta configurazione del relativo procedimento, nel caso di lesione personale colposa perseguibile, ai sensi dell’articolo 590 del codice penale, a querela della persona offesa.
In particolare, sono stati posti i seguenti quesiti: - se il provvedimento di sospensione della patente debba essere adottato indipendentemente dalla preventiva presentazione della querela, ovvero resti subordinato al concretizzarsi della condizione di procedibilità dell’azione penale; in caso di soluzione del primo quesito favorevole all’autonomia del provvedimento sospensivo rispetto all’atto della querela, quali iniziative l’organo prefettizio, che abbia disposto la sospensione provvisoria della patente, sia tenuto ad assumere nell’ipotesi in cui, decorso inutilmente il termine perentorio di cui all’articolo 124 cod. pen., diventi certo e irreversibile l’effetto preclusivo dell’esercizio dell’azione penale conseguente alla mancata presentazione della querela; se la remissione della querela comporti o meno l’obbligo per il prefetto di revocare il provvedimento di sospensione già assunto.
2. La risposta ai quesiti come sopra formulati richiede la preventiva evidenziazione dei mutamenti di impostazione che si sono registrati nel passaggio dalla disciplina del vecchio codice a quella dell’attuale.
La sospensione della patente a seguito di sinistro stradale era configurabile - secondo i prevalenti indirizzi giurisprudenziali formatisi nell’applicazione dell’artico-lo 91 del codice del 1959 - come pena accessoria (fatta salva la competenza del prefetto ad applicare la misura in via cautelare, a tutela della sicurezza stradale), cosicché essa seguiva pedissequamente le sorti del reato, con la conseguenza che la estinzione di quest’ultimo (remissione della querela) o la sua improcedibilità (mancata presentazione nei termini della querela) imponevano la revoca del provvedimento prefettizio di provvisoria applicazione della misura. In termini coerenti con tale impostazione si era pronunciato il ministero dei trasporti, d’intesa con il ministero di grazia e giustizia, con la circolare n. 3661/CA91/A/GA053 del 18 giugno 1982 diretta ai prefetti.
Mutando indirizzo, il nuovo codice della strada ha configurato come sanzione amministrativa la sospensione della patente, affidandone in via ordinaria l’applica-zione al giudice chiamato a conoscere del reato, ma in pari tempo affermandone la estraneità dal sistema delle sanzioni penali e, quindi, la sua applicabilità da parte dell’autorità amministrativa nel caso di assenza dei presupposti per l’intervento del giudice. Sono intuibili le ragioni per le quali un mutamento di indirizzo così profondamente innovativo, unitamente ad una formulazione non sufficientemente esplicita della lettera della norma, abbia potuto determinare incertezze nella prima fase applicativa del nuovo codice della strada.
La suggestione del preesistente sistema ha continuato a condizionare l’operatività degli uffici. Anche questa amministrazione, in sede di risposta a quesiti sullo specifico profilo, ha avallato la obbligatorietà della revoca della sospensione della patente nel caso di mancata presentazione nei termini della querela o di sua rimessione.
3. Pur tuttavia, persistendo un quadro di disomogeneità applicativa, si è accresciuta l’esigenza di pervenire ad un indirizzo univoco in materia.
Ciò ha indotto le amministrazioni interessate (ministero dell’interno, sotto il profilo della competenza dei prefetti; ministero dei trasporti, sotto il profilo della competenza a conoscere dei ricorsi amministrativi in materia; ministero di grazia e giustizia, per il profilo penale) ad esaminare congiuntamente il problema ed a risolverlo nei termini che si illustrano, sulla base delle seguenti considerazioni.
a) Occorre innanzitutto tenere conto che la presentazione della querela integra una condizione di procedibilità dell’azione penale, non potendo “la sussistenza della fattispecie criminosa essere fatta dipendere da valutazioni libere o discrezionali di terzi”.
Ne consegue che, avendo l’articolo 223 fatto esclusivo riferimento alle “ipotesi di reato” di lesione personale senza alludere alla loro procedibilità, sembra corretto ritenere che il presupposto del provvedimento interdittivo del prefetto sia da identificare nella mera rilevazione dell’evento lesivo in quanto tale, a prescindere dalla rilevanza che esso è destinato ad avere sul piano procedimentale penale.
b) Come detto, le sanzioni accessorie, nel nuovo codice, hanno natura esclusivamente “amministrativa” e, perciò, mantengono integra la propria autonomia ordinamentale.
Ne consegue che la vis actractiva che normalmente il giudizio penale esercita nei riguardi del procedimento di cognizione della violazione amministrativa connessa al reato viene meno se “il procedimento penale si chiude per estinzione del reato o per difetto di una condizione di procedibilità”.
L’applicazione di tale principio generale comporta che, in quest’ultimo caso, l’autorità amministrativa può conoscere autonomamente dell’illecito amministrativo e applicare autonomamente la relativa sanzione (art. 221, comma secondo, codice della strada).
c) Tale principio generale trova, poi, specifica regolamentazione, per quel che concerne la sospensione della patente, nel comma terzo dell’articolo 224, secondo il quale, “nel caso di estinzione del reato” per causa diversa dalla morte dell’imputa-to, “il prefetto procede all’accertamento della sussistenza o meno delle condizioni di legge per l’applicazione della sanzione amministrativa accessoria e procede ai sensi degli articoli 218 e 219 nelle parti compatibili”.
Per quanto la norma alluda testualmente soltanto alla ipotesi della estinzione del reato e non anche a quella del difetto di una condizione di procedibilità, supplisce l’inequivocabile disposizione del comma secondo dell’articolo 221 che, come detto, incardina la competenza sanzionatoria dell’autorità amministrativa anche su questo secondo presupposto.
d) Ulteriore conferma dell’autonomia della sanzione amministrativa accessoria rispetto a quella penale è data dall’ultimo periodo del comma terzo dello stesso articolo 224, laddove si afferma che la estinzione della pena successiva alla condanna non ha effetto sulla applicazione della sanzione amministrativa accessoria, nel senso che questa si applica anche quando la prima si è estinta.
4. Le considerazioni testè svolte secondo il giudizio di questa direzione generale, che trova concordi i competenti uffici dei ministeri di grazia e giustizia e dei trasporti - offrono un quadro di riferimento sufficiente a fondare nei seguenti termini le risposte ai quesiti in premessa formulati.
a) L’adozione del provvedimento di sospensione della patente prescinde da ogni verifica sulla avvenuta presentazione o meno della querela, evento che appare del tutto ininfluente ai suoi fini.
Pertanto, i presupposti ai quali resta subordinata la adozione del provvedimento sono soltanto i seguenti: - che vi sia stato un sinistro stradale che abbia provocato danni riconducibili alla fattispecie della lesione personale prevista dall’articolo 590 cod. pen.; - che, sulla base del rapporto degli organi accertatori ed acquisito il parere dell’ufficio della m.c.t.c., emerga la sussistenza di “fondati elementi di evidente responsabilità” a carico dell’autore del sinistro.
b) Ove si verta in ipotesi di lesione personale colposa perseguibile a querela della persona offesa, la decorrenza del termine per la presentazione della querela senza che la stessa sia presentata, non impegna il prefetto, che abbia anteriormente disposto la provvisoria sospensione, ai sensi del comma secondo dell’articolo 223 cod. strad.,  ad adottare alcun atto di revoca del provvedimento.
In tale fattispecie, egli si può limitare a mantenere ferma la sospensione in forza di quanto disposto dal secondo periodo del comma terzodell’articolo 224.
Ove l’interessato richieda la restituzione del documento adducendo la mancata presentazione della querela, il prefetto respinge l’istanza - ove non siano emersi elementi per una diversa valutazione della responsabilità - confermando, ai seensi della norma da ultimo citata,, la sospensione già disposssta in via provvisoria.
c) Conseguentemente a quanto argomentato sub lettera b) che precede, nel caso di remissione delle querela, il prefetto mantiene fermo il provvedimento adottato e respinge l’istanza di restituzione del documento abilittativo con atto confermativo della misura interdittiva adottata in via provvisoria.

Parere avvocatura generale dello stato 6 giugno 1998 prot. n. 10609/CA218AG.

Articolo 218, comma sesto, d.lgs. n. 285 del 1992. Circolazione con patente sospesa. Sospensione ex articolo 223, comma terzo. Revoca patente.

L’articolo 224 comma terzo cod. strad. , stabilisce che l’estinzione della pena successiva alla sentenza irrevocabile di condanna non ha effetto sulla applicazione della sanzione amministrativa accessoria.
Si è posto pertanto il quesito degli effetti della intervenuta riabilitazione.
Poiché, ai sensi dell’articolo 178 cod. pen., la riabilitazione estingue le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna, salvo che la legge disponga altrimenti, si discute se il citato articolo 224 comma terzocodice della strada rappresenti una disposizione derogatoria a tale principio.
L’interpretazione strettamente letterale deporrebbe in tal senso, rientrando la riabilitazione tra le cause estintive della pena (capo II del titolo VI libro I cod. pen.).
Tuttavia il criterio di applicazione teleologica, previsto dall’articolo 12 preleggi, può assumere rilievo prevalente rispetto all’interpretazione letterale nel caso in cui l’effetto giuridico risultante dalla formulazione della disposizione di legge risulti incompatibile con iI sistema normativo.
Nello stesso codice stradale, l’articolo 120, così come modificato dall’articolo 5 d.p.r. 19 aprile 1994 n. 575, stabilisce infatti che la patente di guida è revocata dal prefetto ai delinquenti abituali professionali o per tendenza e a coloro che sono o sono stati sottoposti a misure di sicurezza personale o a misure di prevenzione … fatti salvi gli effetti di provvedimenti riabilitativi.
La intervenuta riabilitazione della condanna, si estende quindi anche alla sanzione accessoria della revoca della patente di guida.
L’interpretazione logico - sistematica induce perciò a ritenere che l’espressione generica di cui alI’articolo 224 comma terzo estinzione della pena non possa ritenersi includere anche la riabilitazione, ma solo le altre cause di estinzione della pena (decorso del tempo, indulto, grazia) intervenute prima della riabilitazione.
Diversamente opinando, si arriverebbe alla assurda conseguenza che sarebbe legittimato a conseguire per la prima volta la patente la persona riabilitata, già condannata per qualsiasi reato (delitto o contravvenzione), in quanto, non essendo in possesso della patente quando ha commesso il reato, non è stato destinatario di una sanzione amministrativa; non potrebbero riottenere la patente invece coloro che, possedendo la patente al momento del commesso reato, figurano destinatari di sanzione amministrativa accessoria.
E ciò in armonia con l’orientamento giurisprudenziale, secondo cui iI venir meno degli effetti della condanna produce efficacia liberatoria non solo nel campo del diritto penale, bensì anche in ogni rapporto di natura civile, amministrativa eccetera, nell’ambito del quali la legge faccia derivare conseguenze di carattere sanzionatorio. Da siffatto orientamento giurisprudenziale questa avvocatura generale (cons. 5828/96-349 ed in particolare cons. 9675/96-105 con riferimento all’articolo 5 comma secondo legge 7 marzo 1986 n. 65 sulla qualifica di agente di pubblica sicurezza) aveva tratto le conclusioni che la riabilitazione, nei confronti del soggetto che ne fruisce, produce efficacia liberatoria completa con estinzione delle conseguenze negative anche in campi estranei a quello propriamente penale. In altra occasione questa avvocatura generale (cons. 4101/91) osservava come non basta il silenzio del legislatore sulle conseguenze della riabilitazione per escluderne la operatività, essendo al contrario necessaria un’espressa previsione contraria.
Sulla base dei sopraesposti criteri, l’espressione “estinzione della pena successiva alla sentenza irrevocabile di condanna non ha effetto sulla applicazione della sanzione amministrativa accessoria”, va letta nel senso che la intervenuta riabilitazione non vale alla restituzione automatica della patente (ex art. 224 comma quarto), ma vale solo a rimuovere l’ostacolo del commesso reato al rilascio ex novo della patente sempreché ne sussistano tutti gli altri requisiti.
Dato il carattere di massima della questione, su di essa è stato sentito il comitato consultivo che si è espresso in conformità.

Casi in cui è disposta la sospensione della patente di guida.

Casi in cui è disposta immediatamente.

Casi di sospensione della patente come conseguenza immediata e diretta di una violazione amministrativa:

– articolo 6, comma dodicesimo (sospensione da uno a quattro mesi): circolare alla guida di un veicolo adibito al trasporto di cose non ottemperando ai provvedimenti di sospensione della circolazione emanati dal prefetto, disposti in genere per i giorni festivi;  articolo 6, comma quindicesimo (sospensione da due a sei mesi): proseguire il viaggio nonostante l’intimazione sul verbale alla sospensione della circolazione;

– articolo 10, comma ventiquattresimo (commi diciottesimo, diciannovesimo, ventunesimo e ventiduesimo) (sospensione da quindici a sessanta giorni): effettuare un trasporto eccezionale o circolare con un veicolo eccezionale; senza autorizzazione, perché mai rilasciata o scaduta, manomes sa, contraffatta, riferita ad altro veicolo o mancante dell’annotazione del giorno e dell’ora di inizio del viaggio (art. 10, comma diciottesimo); o senza osservare le prescrizioni dell’autorizzazione (art. 10, comma diciannovesimo); adibire un mezzo d’opera ad un uso diverso da quello stabilito, (art. 10, comma ventunesimo); circolare con un mezzo d’opera in eccedenza dei limiti di massa su strade non percorribili (art. 10, comma ventiduesimo); articolo 10, comma venticinquesimo (sospensione da uno a tre mesi): proseguire il viaggio nonostante intimazione sul verbale della sospensione della circolazione.
– articolo 62, comma settimo (sospensione da quindici a sessanta giorni): eccedenza dei limiti di massa senza autorizzazione; articolo 62, comma settimo (sospensione da uno a tre mesi): proseguire il viaggio nonostante intimazione sospensione circolazione; articolo 104, comma tredicesimo (sospensione da quindici a sessanta giorni): circolare con macchina agricola eccezionale senza autorizzazione o senza osservarne le prescrizioni; circolare con macchina agricola eccezionale senza osservare norme sul bloccaggio degli attrezzi, eccetera.
– articolo 104, comma tredicesimo (sospensione da uno a tre mesi): proseguire il viaggio nonostante intimazione sospensione circolazione.
– articolo 114, comma settimo (sospensione da quindici a sessanta giorni): come precedente articolo104 applicato alle macchine operatrici; articolo 114, comma settimo (sospensione da uno a tre mesi): come precedente articolo 104 applicato alle macchine operatrici.
– articolo 117, comma quinto (sospensione da due a otto mesi): circolare alla guida di un motociclo avente prestazioni superiori a quelle indicate (art. 117 comma primo) senza avere i prescritti requisiti di età e di esperienza; circolare alla guida di un autoveicolo superando i limiti di velocità indicati (art. 117 comma secondo).
– articolo 125, comma quinto (sospensione da uno a sei mesi): guidare un veicolo con una patente diversa da quella richiesta; come titolare di patente speciale A, B, C, guidare un veicolo diverso da quello indicato e specialmente adattato alla minorazione.
– articolo 138 comma dodicesimo (sospensione da uno a sei mesi): guida di veicolo civile con patente militare (la patente è sospesa dall’autorità che l’ha rilasciata).
– articolo 142, comma nono (sospensione da uno a tre mesi): superare di oltre quaranta chilometri orari i limiti massimi di velocità; nel caso di patente conseguita da meno di tre anni (sospensione da tre a sei mesi)
– articolo 143, comma dodicesimo (sospensione da uno a tre mesi; in caso di recidiva da due a sei mesi) Circolare contromano in corrispondenza di curve, dossi e tratti con scarsa visibilità o quando la strada è divisa in carreggiate separate.
– articolo 168, comma ottavo (sospensione da due a sei mesi): trasportare merci pericolose senza autorizzazione o in violazione dalle sue prescrizioni o di decreti ministeriali;  articolo 168, comma nono (sospensione da uno a quattro mesi): non rispettare le prescrizioni ministeriali o le condizioni di trasporto.
– articolo 176, comma ventiduesimo (comma primo, lettere  c  e  d) (sospensione da due a sei mesi): in autostrade, strade extraurbane principali e nelle loro pertinenze: circolare nella corsia per la sosta di emergenza, salvo che per fermarsi o ripartire; circolare nelle corsie di variazione di velocità salvo che per entrare o uscire dalla carreggiata; articolo 176, comma ventiduesimo (comma primo, lettera a) (sospensione da sei a ventiquattro mesi): invertire il senso di marcia, attraversare lo spartitraffico o percorrere tratti di carreggiata in senso opposto a quello consentito.
– articolo 179, comma nono (sospensione da quindici giorni a tre mesi): guidare un autoveicolo non munito di cronotachigrafo, se prescritto; guidare un autoveicolo munito di cronotachigrafo non regolamentare o non funzionante; non inserire il foglio di registrazione del cronotachigrafo.
– articolo 186, comma secondo (sospensione da sedici giorni a tre mesi): guidare in stato di ebbrezza causato dall’uso di bevanda alcooliche.
– articolo 187, comma quarto (sospensione da quindici giorni a tre mesi): guidare sotto l’influenza di sostanze stupefacenti.
– articolo 189 comma sesto (sospensione da tre a dodici mesi): fuga in caso di incidente con danni alle persone comunque riconducibile al comportamento del conducente.
– articolo 213, comma quarto (sospensione da uno a tre mesi): circolare con veicolo sottoposto a sequestro.
– articolo 217, comma sesto (sospensione da tre a dodici mesi): circolare abusivamente con un veicolo di cui è stata sospesa la carta di circolazione.

Casi in cui è disposta alla seconda violazione:

– articolo 145, comma undicesimo (sospensione da uno a tre mesi): non dare la precedenza ai veicoli provenienti da destra se non previsto diversamente; non dare la precedenza ai veicoli circolanti su rotaia; non fermarsi e/o non dare la precedenza in presenza di apposito cartello; non arrestarsi e non dare la precedenza uscendo da luogo non soggetto a pubblico passaggio; impegnare una intersezione quando non si ha la possibilità di proseguire, bloccando così il transito dei veicoli provenienti da altre direzioni; non arrestarsi e non dare la precedenza negli sbocchi su strada di sentieri, mulattiere e piste ciclabili.
– articolo 147, comma sesto (sospensione da uno a tre mesi): non usare la massima prudenza (e in particolare non regolare la velocità) nell’approssimarsi a un passaggio a livello; attraversare un passaggio a livello con barriere o semibarriere chiuse o in procinto di chiudersi; attraversare un passaggio a livello quando sono in funzione i dispositivi di segnalazione; attraversare un passaggio a livello privo di barriere senza assicurarsi che nessun treno sia in vista; ingombrare un passaggio a livello, anche se per arresto forzato del veicolo, senza fare il possibile per evitare pericoli alle persone.
– articolo 148, comma sedicesimo (sospensione da uno a tre mesi): sorpassare a destra tram o filobus fermi per la salita e la discesa dei passeggeri quando non esiste l’isola salvagente; sorpassare in prossimità di curve, dossi e tratti con scarsa visibilità quando non è consentito; sorpassare, spostandosi nella carreggiata destinata al senso opposto di marcia, un veicolo che ne stia sorpassando un altro, o superare veicoli fermi o in lento movimento ai passaggi a livello, ai semafori o in casi di congestione del traffico; sorpassare in prossimità o in corrispondenza di intersezioni o di passaggi a livello senza barriere quando non è consentito; sorpassare un veicolo che si sia arrestato o abbia rallentato per consentire l’attraversamento dei pedoni sulle apposite strisce pedonali;  articolo 148 commi quattordicesimo e sedicesimo (sospensione da due a sei mesi): sorpassare con veicoli di massa superiore a 3,5 t nei casi sopraddetti e in quelli vietati dall’apposito segnale.
– articolo 149, comma quinto (sospensione da uno a tre mesi): violare le norme sulla distanza di sicurezza provocando un incidente con danni ai veicoli da determinarne la revisione ai sensi dell’articolo 80.
– articolo 150, comma quinto (sospensione da uno a tre mesi): violare le norme relative alla circolazione nei passaggi stretti ed ingombrati provocando un incidente con danni ai veicoli da determinarne la revisione ai sensi dell’articolo 80.


Reati ai quali consegue la sanzione accessoria della sospensione
della patente di guida:

– articolo 168, comma ottavo (sospensione da due a sei mesi): trasportare merci pericolose senza autorizzazione (art. 168).
– articolo 176, comma ventiduesimo (sospensione da sei a ventiquattro mesi): invertire il senso di marcia in autostrada, o attraversare lo sparti traffico, o percorrere tratti di carreggiata in senso opposto a quello consentito.
– articolo 186, comma secondo (sospensione da quindici giorni a tre mesi; più violazioni in un anno da uno a sei mesi): guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcooliche (art. 186);
– articolo 187, comma quarto (sospensione da quindici giorni a tre mesi; più violazioni in un anno da uno a sei mesi): guidare in condizioni di alterazione fisica e psichica correlata con l’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope.
– articolo189, comma sesto (sospensione da tre a dodici mesi): fuga in caso di incidente (art. 189).
– articolo 213, comma quarto (sospensione da uno a tre mesi): circolare con veicolo sequestrato (art. 213).
– articolo 217, comma sesto (sospensione da tre a dodici mesi): circolare con veicolo di cui è stata sospesa la carta di circolazione (art. 217).

Sospensione in caso di incidente stradale con lesioni alle persone:

– articolo222, comma secondo (da quindici giorni a tre mesi): lesioni lievi(art. 582 cod. pen.); articolo 222, comma secondo (da uno a sei mesi): lesioni gravi o gravissime(art. 582 cod. pen.); articolo 222, comma secondo (da due a ventiquattro mesi): omicidio colposo.

Legge 8 luglio 1977 n. 484 (G.U. n. 214 del 6 agosto 1977)

Art. 1.

Il presidente della repubblica è autorizzato a ratificare la convenzione €pea per la repressione delle infrazioni stradali, con allegati, adottata a Strasburgo il 30 novembre 1964.

Art. 2.

Piena ed intera esecuzione è data alla convenzione di cui all’articolo precedente a decorrere dalla sua entrata in vigore in conformità all’articolo 29 della convenzione stessa.

Art. 3.

Ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 1, paragrafo 1, della predetta convenzione, lo stato italiano non invierà agli stati contraenti la richiesta di procedimento, nelle sottonotate ipotesi: a) se la persona offesa residente in Italia si sia costituita parte civile e tale costituzione non sia stata revocata; b) se ricorra uno dei casi di connessione previsti dall’articolo 45 del vigente codice di procedura penale approvato con regio decreto 19 ottobre 1930 n. 1399, sempreché non si possa formulare richiesta di procedimento per tutti i reati e per tutti gli imputati; c) se, trattandosi di

reato punibile con la sola pena pecuniaria, risulti che l’imputato abbia in Italia beni che costituiscano sufficiente garanzia per l’adempimento delle obbligazioni di cui all’articolo 189 del vigente codice penale, approvato con regio decreto 19 ottobre 1930 n. 1398; d) se l’autorità giudiziaria competente abbia già adottato il provvedimento che definisca il primo grado di giudizio.

Art. 4
Ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 1, paragrafo 2, della predetta convenzione, lo stato italiano invierà agli stati contraenti la richiesta di esecuzione di una pena pecuniaria inflitta con decisione definitiva giudiziaria o amministrativa, se il condannato non abbia in Italia beni che costituiscano garanzie per l’adempimento delle obbligazioni previste dall’articolo 189 del vigente codice penale.

Art. 5
Ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 1, paragrafo 3, della predetta convenzione, lo stato italiano darà corso alle richieste di esecuzione di pene pecuniarie, inflitte in contumacia, a seguito di procedimento giudiziario o amministrativo se risulti:
1) che il condannato sia stato citato a comparire in giudizio e sia stato rappresentato o assistito da un difensore;
2
) che la decisione sia divenuta irrevocabile per le leggi dello stato richiedente; 3) che la medesima non contenga disposizioni contrarie a disposizioni di legge o ai principi generali del nostro ordinamento giuridico.
Lo stato italiano non darà in ogni caso corso alle richieste di esecuzione nelle ipotesi di cui alle lettere (a), (b), (c), del paragrafo 2 dell’articolo 9 della convenzione.

Art. 6
Ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 12 della predetta convenzione, le pene pecuniarie saranno assimilate ai fini del primo comma dell’articolo 136 del vigente codice penale, alla multa e all’ammenda secondo che l’infrazione, per cui è stata pronunciata condanna nello stato richiedente, costituisca, nello stato italiano, delitto o contravvenzione.

Art. 7
Ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 14 della predetta convenzione, il ministero di grazia e giustizia provvederà alla traduzione in lingua italiana delle richieste e dei documenti allegati, provenienti dagli altri stati contraenti, ed alla traduzione in lingua straniera delle richieste e dei documenti allegati diretti agli altri stati contraenti.
Art. 8.

Ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 15, paragrafo 1, della predetta convenzione, il ministero di grazia e giustizia controllerà se le richieste dirette agli altri stati contraenti o da questi provenienti, siano state formulate a norma dell’articolo 14 della convenzione e se siano accompagnate dalla documentazione ivi prevista.

Art. 9
Ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 21 e 22 della predetta convenzione, il condannato al pagamento di una pena pecuniaria e delle spese processuali, espresse in valuta di uno degli stati contraenti, potrà pagare l’ammontare della pena pecuniaria o delle spese processuali in valuta italiana al corso del cambio al giorno in cui la richiesta di esecuzione o di recupero delle spese processuali è pervenuta al ministero di grazia e giustizia.
La presente legge, munita del sigillo dello stato, sarà inserita nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello stato.

Convenzione €pea per la repressione delle infrazioni stradali
(G.U. n. 214 del 6 agosto 1977).

Gli stati membri del consiglio d’€pa firmatari della presente convenzione,
considerando l’aumento del traffico stradale tra gli stati €pei e il pericolo che deriva dalla violazione delle norme che garantiscono la sicurezza degli utenti stradali;
considerando che l’obiettivo del consiglio d’€pa è quello di realizzare una più stretta unione tra i suoi membri;
convinti della necessità della loro collaborazione per rendere più efficace la repressione delle infrazioni stradali commesse sui loro territori,

hanno convenuto quanto segue:

Titolo I: principi fondamentali.

Art. 1

1. Qualora una persona residente abitualmente sul territorio di una parte contraente abbia commesso un’infrazione stradale sul territorio di un’altra parte contraente, lo stato in cui è stata commessa l’infrazione potrà, o, se la sua legislazione interna glielo impone, dovrà richiedere allo stato di residenza di iniziare un procedimento se non lo ha iniziato lui stesso o se, avendolo iniziato, ritiene impossibile portarlo fino alla decisione definitiva o all’esecuzione integrale della sanzione.
2. Qualora una sentenza o una decisione amministrativa diventi esecutiva nello stato di infrazione, dopo che l’autore dell’infrazione sia stato in grado di presentare la sua difesa, tale stato potrà domandare allo stato di residenza di procedere all’esecuzione di tale sentenza o di tale decisione.
3. Lo stato di residenza darà seguito alla richiesta di procedimento o di esecuzione alle condizioni fissate qui di seguito. Tuttavia, l’esecuzione di decisioni rese in contumacia sarà facoltativa.

Art. 2
1. L’infrazione stradale che ha motivato la richiesta di procedimento o di esecuzione prevista dall’articolo 1 dovrà essere punita sia dalla legislazione dello stato d’infrazione che da quella dello stato di residenza.
2. Ai fini del procedimento o dell’esecuzione sarà applicabile la legislazione dello stato di residenza, fermo restando che le uniche norme di circolazione prese in considerazione saranno quelle in vigore nel luogo dell’infrazione.

Titolo II: procedimento nello stato di residenza.

Art. 3
Le autorità dello stato di residenza avranno la competenza di iniziare un procedimento, su richiesta dello stato d’infrazione, per le infrazioni stradali commesse sul territorio di tale stato.

Art. 4
Le autorità competenti dello stato di residenza esamineranno la richiesta di procedimento che sarà stata loro inviata in applicazione degli articoli 1 e 2. Essi stabiliranno, in conformità alla loro legislazione, il seguito da dare a tale richiesta.

Art. 5
1. Qualora lo stato d’infrazione abbia inviato la richiesta di procedimento prevista dall’articolo 1, non potrà più procedere contro l’autore dell’infrazione né eseguire una decisione emessa contro quest’ultimo.
2. Potrà riprendere il procedimento o l’esecuzione: a) qualora lo stato di residenza abbia informato lo stato d’infrazione che non darà seguito alla richiesta; b) qualora, per motivi di cui è venuto a conoscenza successivamente alla richiesta, abbia notificato allo stato di residenza il ritiro della sua richiesta prima dello inizio della trattazione della causa di prima istanza o prima della pronunzia di una decisione amministrativa nello stato di residenza.

Art. 6
1. Nella richiesta di procedimento verrà menzionata la data in cui tale procedura è stata richiesta dall’autorità competente. Nello stato d’infrazione, la prescrizione dell’azione verrà interrotta a tale data. Il termine di tale prescrizione ricomincerà a decorrere interamente a partire dalla notifica che non è stato iniziato alcun procedimento o che è stata ritirata la domanda prevista dal paragrafo 2, comma a) e b) dell’articolo 5 e al massimo sei mesi dopo la richiesta di procedimento.
2. Nello stato di residenza, il termine della prescrizione dell’azione decorrerà a partire dalla ricezione della richiesta di procedimento.
Qualora in tale stato sia necessaria una querela della vittima per poter iniziare un procedimento, il termine entro il quale tale querela deve essere presentata inizierà a decorrere dalla data di ricezione della richiesta di procedimento.

Art. 7
Gli atti redatti dalle autorità giudiziarie ed amministrative dello stato d’infrazio-ne avranno, nello stato di residenza, lo stesso valore giuridico come se fossero stati redatti dalle autorità di tale stato e viceversa.

Titolo III: esecuzione nello stato di residenza.

Art. 8
Le autorità dello stato di residenza avranno competenza ad eseguire, su richiesta dello stato d’infrazione, le decisioni previste dal paragrafo 2 dell’articolo 1 della presente convenzione. L’esecuzione delle decisioni avrà luogo secondo la legislazione dello stato di residenza, in seguito a verifica dell’autenticità della richiesta e della sua conformità con le disposizioni della presente convenzione. Lo stato di residenza sarà competente in materia di sospensione condizionale della pena. Il diritto di grazia potrà essere esercitato sia dallo stato di residenza che dallo stato d’infrazione.

Art. 9
1. L’esecuzione nello stato di residenza non avrà luogo:
a
) se l’autore dell’infrazione è stato oggetto di una decisione definitiva per gli stessi fatti;
b
) se la prescrizione della sanzione si è verificata secondo la legislazione dello stato d’infrazione o di quella dello stato di residenza; c) se l’autore dell’infrazione beneficia di un’amnistia o di un provvedimento di grazia nello stato di residenza o nello stato d’infrazione.
2. Lo stato di residenza potrà rifiutare l’esecuzione:
a
) se le autorità competenti di tale stato hanno deciso di non iniziare un procedimento o di porre fine ai procedimenti iniziati per gli stessi fatti;
b
) se i fatti che motivano la condanna sono oggetto di procedimenti in tale stato;
c
) nella misura in cui detto stato ritenga che tale esecuzione potrebbe arrecare pregiudizio ai principi fondamentali del suo ordinamento giuridico sarebbe incompatibile con i principi che regolano l’applicazione del suo diritto penale, soprattutto se, data la sua età, l’autore dell’infrazione non avrebbe potuto essere condannato in detto stato.

Art. 10
Se la richiesta prevista dal paragrafo 2 dell’articolo 1 avrà per oggetto l’esecuzione di una sanzione diversa dalla multa, lo stato di residenza sostituirà, se sarà il caso, alla sanzione inflitta dallo stato d’infrazione la sanzione prevista dalla legislazione dello stato di residenza per un’infrazione analoga.
Tale sanzione corrisponderà per quanto possibile, per quanto concerne la sua natura, a quella inflitta dalla sentenza che deve essere eseguita. Essa non potrà né superare il massimo previsto dalla legge dello stato di residenza, né essere più severa o avere una maggiore durata della sanzione emessa dallo stato d’infrazione. Nello stabilire la sanzione le autorità competenti dello stato di residenza potranno prendere in considerazione anche le modalità d’esecuzione della sanzione applicata di solito in tale stato.

Art. 11
Qualora la richiesta di esecuzione abbia per oggetto il pagamento di una multa, lo stato di residenza provvederà all’incasso della somma alle condizioni previste dalla sua legislazione fino al raggiungimento del massimo fissato da tale legislazione per un’infrazione analoga, o, in mancanza di un massimo legale, fino al raggiungimento dell’ammontare della multa abitualmente emessa nello stato di residenza per tale infrazione.

Art. 12
In caso di mancato pagamento della multa, lo stato di residenza applicherà, su richiesta dello stato d’infrazione, le misure coercitive o sostitutive previste dalla sua legislazione.
Lo stato di residenza potrà applicare una misura coercitiva o sostitutiva prevista da una decisione pronunciata nello stato di infrazione e che comporta la carcerazione soltanto se lo stato di infrazione lo richiede espressamente.

Art. 13
Lo stato d’infrazione non potrà più procedere ad alcuna misura di esecuzione richiesta, a meno che lo stato di residenza non gli abbia notificato un rifiuto o una impossibilità di esecuzione.

Titolo IV: disposizioni generali.

Art. 14
1. Le richieste previste dall’articolo 1 della presente convenzione verranno formulate per iscritto.
2. Alla richiesta di procedimento verranno allegati l’originale e una copia autenticata di tutti i processi verbali, diagrammi, fotografie ed ogni altro documento che si riferisca all’infrazione, nonché una copia delle disposizioni di legge applicabili nella fattispecie nello stato d’infrazione. Verranno allegate anche le copie del certificato penale, delle disposizioni di legge relative alla prescrizione, degli atti che l’hanno interrotta nonché l’indicazione dei fatti interruttivi.
3. Alla richiesta di esecuzione verranno allegati l’originale o una copia autentica della decisione il cui carattere esecutorio sarà certificato nelle forme prescritte dalla legislazione dello stato d’infrazione. Se la decisione di esecuzione ne sostituisce un’altra senza ripetere l’esposizione dei fatti, verrà allegata una copia autentica della decisione che contiene tale disposizione.

Art. 15
1. La richiesta sarà inviata dal ministero della giustizia dello stato d’infrazione al ministero della giustizia dello stato di residenza. La risposta sarà trasmessa attraverso gli stessi canali.
2. Le comunicazioni necessarie all’applicazione della presente convenzione verranno scambiate, sia attraverso i canali indicati nel paragrafo 1 del presente articolo, sia direttamente tra le autorità delle parti contraenti.
3. In caso di urgenza, le comunicazioni previste al paragrafo 2 del presente articolo potranno essere trasmesse tramite l’organizzazione internazionale di polizia criminale (Interpol).
4. Ciascuna parte contraente potrà, con una dichiarazione inviata al segretario generale del consiglio d’€pa, informare che intende derogare alle norme relative alle comunicazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo.

Art. 16
Se lo stato di residenza ritiene che le informazioni fornite dallo stato d’infrazione siano insufficienti per consentirgli di applicare la presente convenzione, richiederà il necessario supplemento di informazioni e potrà fissare una scadenza per l’ottenimento di tali informazioni.

Art. 17
Le parti contraenti estenderanno la mutua assistenza giudiziaria che forniscono in materia penale ai provvedimenti necessari all’esecuzione della presente convenzione, in particolare alla trasmissione degli atti stabiliti dall’autorità amministrativa e alle notifiche d’ingiunzione di pagamento, provvedimento quest’ultimo che non è considerato come un provvedimento d’esecuzione.

Art. 18
Lo stato di residenza informerà subito lo stato d’infrazione del seguito dato alle richieste di procedimento o di esecuzione. Gli invierà, in entrambi i casi, un documento che certifica l’esecuzione della sanzione e inoltre, in caso di procedimento, una copia autentica della sentenza definitiva.

Art. 19
1. Ferme restando le disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo, non verrà richiesta la traduzione delle richieste di procedimento e di esecuzione dei documenti allegati, né la traduzione di qualunque altro documento relativo all’applicazione della presente convenzione.
2. Ciascuna parte contraente potrà, al momento della firma o del deposito del proprio strumento di ratifica, di accettazione o di adesione, con una dichiarazione inviata al segretario generale del consiglio d’€pa, riservarsi la facoltà di esigere che le domande e i documenti allegati le vengano inviati accompagnati o da una traduzione nella propria lingua, o da una traduzione in una delle lingue ufficiali del consiglio di €pa o in una delle lingue che essa indicherà. Le altre parti contraenti potranno reclamare la reciprocità.
3. Il presente articolo non arreca pregiudizio alle disposizioni relative alla traduzione delle domande e dei documenti allegati, contenuti negli accordi o regolamenti in vigore o che entreranno in vigore fra due o più parti contraenti.

Art. 20
Gli atti e i documenti trasmessi in applicazione della presente convenzione saranno dispensati da qualunque formalità di legalizzazione.

Art. 21
Il ricavato delle multe riscosse in seguito alle richieste di procedimento o di esecuzione sarà acquisito dallo stato di residenza che ne disporrà a suo piacimento.

Art. 22
Lo stato di residenza avrà la competenza a percepire, su richiesta dello stato d’infrazione, le spese di procedimento e di giudizio sostenute in tale stato.
Se esso procede a tale riscossione, sarà tenuto a rimborsare allo stato d’infrazione soltanto gli onorari degli esperti che ha riscosso.

Art. 23
Le spese di procedimento o di esecuzione sostenute nello stato di residenza non verranno rimborsate.

Titolo V: disposizioni finali.

Art. 24
Ai sensi della presente convenzione:
a
) per “infrazione stradale” s’intende qualunque infrazione elencata nella lista “Fondo comune d’infrazioni stradali” allegata alla presente convenzione;
b
) per “stato d’infrazione” s’intende lo stato parte della presente convenzione sul territorio del quale è stata commessa una infrazione stradale;
c
) per “stato di residenza” s’intende lo stato parte della presente convenzione nel quale risiede abitualmente l’autore dell’infrazione stradale;
d
) per “norme di circolazione” s’intende qualunque disciplina che regoli una delle voci dal n. 4 al n. 7 dell’allegato I alla presente convenzione denominata “Fondo comune di infrazioni stradali”;
e
) per “giudizio” s’intende ogni decisione emanata dalle autorità giudiziarie, ivi comprese le ordinanze penali e le multe di conciliazione;
f) per “decisione amministrativa” s’intende ogni decisione pronunciata in alcuni stati dalle autorità amministrative abilitate ad applicare le sanzioni previste dalla legge per la repressione di alcune categorie di infrazioni stradali.

Art. 25
1. L’allegato I alla presente convenzione denominato “Fondo comune di infrazioni stradali” è parte integrante della presente convenzione.
2. Ciascuna parte contraente potrà, in qualunque momento, con una notifica inviata al segretario generale del consiglio d’€pa, indicare le infrazioni in materia di circolazione stradale non previste nell’allegato I, e che essa desidera sottoporre all’applicazione della presente convenzione, o quelle previste nell’allegato I che essa desidera escludere da tale applicazione nei suoi rapporti con le altre parti contraenti.
3. Qualora una parte contraente aggiunga nuove infrazioni alla lista contenuta nell’allegato I alla presente convenzione, le altre parti contraenti notificheranno, se del caso, la loro accettazione al segretario generale del consiglio d’€pa. Tale aggiunta sarà loro opponibile tre mesi dopo detta notifica.
4. Qualora una parte contraente ritiri delle infrazioni che figurano nella lista contenuta nell’allegato I alla presente convenzione, la notifica prevista al paragrafo 2 del presente articolo avrà effetto, se viene presentata al momento della firma della convenzione o del deposito dello strumento di ratifica, di accettazione o di adesione, al momento dell’entrata in vigore della convenzione; se viene presentata successivamente, tre mesi dopo il ricevimento di tale notifica da parte del segretario generale del consiglio d’€pa. Qualsiasi parte contraente potrà reclamare la reciprocità.
5. Una parte contraente potrà dichiarare che la sua legislazione interna la obbliga a sottoporre all’approvazione dei suoi organi legislativi la notifica prevista nei paragrafi 2 e 3. In questo caso, l’aggiunta alla lista prevista dall’allegato I avrà effetto, per quanto riguarda tale parte, soltanto quando essa avrà informato il segretario generale del consiglio d’€pa di aver ottenuto tale approvazione.

Art. 26
La presente convenzione non limita la competenza dello stato di residenza in materia di procedimento o di esecuzione che la sua legislazione interna gli conferisce.

Art. 27
1. Se due o più parti contraenti stabiliscono le loro relazioni sulla base di una legislazione uniforme o di un regime particolare di reciprocità, esse avranno la facoltà di regolare i loro rapporti reciproci in materia basandosi esclusivamente su tali sistemi, nonostante le disposizioni della presente convenzione.
2. Le parti contraenti che verrebbero così ad escludere dalle loro relazioni reciproche l’applicazione della presente convenzione, in conformità alle disposizioni del presente articolo, invieranno a tal fine una notifica al segretario generale del consiglio d’€pa.

Art. 28
Il comitato €peo per i problemi criminali del consiglio d’€pa curerà per quanto sarà necessario la composizione amichevole di qualunque difficoltà che potrebbe derivare dall’applicazione della convenzione.

Art. 29
1. La presente convenzione è aperta alla firma degli stati membri del consiglio d’€pa. Essa sarà ratificata o accettata. Gli strumenti di ratifica o di accettazione saranno depositati presso il segretario generale del consiglio d’€pa.
2. La convenzione entrerà in vigore tre mesi dopo la data del deposito del terzo strumento di ratifica o di accettazione.
3. Essa entrerà in vigore nei confronti di ciascuno stato firmatario che la ratificherà o l’accetterà successivamente, tre mesi dopo la data del deposito del suo strumento di ratifica o di accettazione.

Art. 30
1. Dopo l’entrata in vigore della presente convenzione, il comitato dei ministri del consiglio d’€pa potrà invitare gli stati non membri del consiglio ad aderire alla presente convenzione.
2. L’adesione si effettuerà mediante il deposito, presso il segretario generale del consiglio d’€pa, di uno strumento di adesione che avrà effetto tre mesi dopo la data del suo deposito.

Art. 31
1. Ciascuna parte contraente può, al momento della firma o al momento del deposito del suo strumento di ratifica, di accettazione o di adesione, indicare il territorio o i territori ai quali viene applicata la presente convenzione.
2. Ciascuna parte contraente può, al momento del deposito del suo strumento di ratifica, di accettazione o di adesione, o in qualunque altro momento successivo, estendere l’applicazione della presente convenzione, mediante una dichiarazione indirizzata al segretario generale del consiglio d’€pa, a ogni altro territorio indicato nella sua dichiarazione e di cui essa assicura le relazioni internazionali o per il quale essa è autorizzata ad assumere impegni.
3. Ogni dichiarazione fatta in virtù del precedente paragrafo potrà essere ritirata, per quanto concerne il territorio indicato in detta dichiarazione, alle condizioni previste dall’articolo 33 della presente convenzione.

Art. 32
1. Ciascuna parte contraente può, al momento della firma o al momento del deposito del suo strumento di ratifica, di accettazione o di adesione, dichiarare di volersi avvalere di una o più riserve che figurano all’allegato II della presente convenzione.
2. Ciascuna parte contraente può ritirare, in tutto o in parte, una riserva da essa formulata in virtù del precedente paragrafo, mediante una dichiarazione indirizzata al segretario generale del consiglio d’€pa e che avrà effetto dalla data della sua ricezione.
3. La parte contraente che ha formulato una riserva relativa ad una disposizione della presente convenzione non può pretendere l’applicazione di detta disposizione da parte di un’altra parte contraente; tuttavia essa può, se la riserva è parziale o condizionale, pretendere la applicazione di detta disposizione nella misura in cui essa l’ha accettata.
4. Ciascuna parte contraente potrà, al momento della firma della presente convenzione o del deposito del suo strumento di ratifica, di accettazione o di adesione, mediante notifica indirizzata al segretario generale del consiglio d’€pa, far sapere che essa considera la ratifica, l’accettazione o l’adesione come comportante l’obbligo, in conformità con il diritto internazionale, di adottare nella legislazione interna i provvedimenti necessari all’applicazione della presente convenzione.

Art. 33
1. La presente convenzione rimarrà in vigore senza limiti di tempo.
2. Ciascuna parte contraente potrà, per quanto la concerne, denunciare la presente convenzione indirizzando una notifica al segretario generale del consiglio d’€pa.
3. La denuncia avrà effetto sei mesi dopo la data di ricezione della notifica da parte del segretario generale.

Art. 34
Il segretario generale del consiglio d’€pa notificherà agli stati membri del consiglio e a tutti gli stati che avranno aderito alla presente convenzione:
a
) ogni firma;
b
) il deposito di ogni strumento di ratifica, di accettazione o di adesione;
c
) la data di entrata in vigore della presente convenzione in conformità con l’articolo 29;
d
) ogni dichiarazione e notifica ricevuta in applicazione delle disposizioni del paragrafo 4 dell’articolo 15; del paragrafo 2 dell’articolo 19; dei paragrafi 2, 3, 4 e 5 dell’articolo 25; del paragrafo 2 dell’articolo 27; e del paragrafo 4 dell’articolo 32;
e) ogni dichiarazione ricevuta in applicazione delle disposizioni dei paragrafi 2 e 3 dell’articolo 31;
f
) ogni riserva formulata in applicazione delle disposizioni del paragrafo 1 dell’articolo 32;
g
) il ritiro di ogni riserva effettuata in applicazione delle disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 32;
h
) ogni notifica ricevuta in applicazione delle disposizioni dell’articolo 33 e la data in cui la denuncia avrà effetto.

Art. 35
La presente convenzione e le dichiarazioni e notifiche da essa autorizzate verranno applicate soltanto alle infrazioni stradali commesse dopo la sua entrata in vigore tra le parti contraenti interessate.
In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati a questo scopo, hanno firmato la presente convenzione.
Fatto a Strasburgo, il 30 novembre 1964, in francese e inglese, i due testi facenti ugualmente fede, in un unico esemplare che verrà depositato presso gli archivi del consiglio d’€pa. Il segretario generale del consiglio d’€pa ne invierà copia certificata conforme a ciascuno degli stati firmatari e aderenti.

ALLEGATO I

Fondo comune d’infrazioni stradali.

1. Omicidio involontario o ferite involontarie causate nel settore della circolazione stradale.
2. “Reato di fuga”, cioè violazione degli obblighi che incombono ai conducenti dei veicoli in seguito a un incidente stradale.
3. Guida di un veicolo da parte di una persona:
a) in stato di ubriachezza o sotto l’influenza dell’alcool;
b
) sotto l’influenza di stupefacenti o di prodotti aventi analoghi effetti;
c
) inabile in seguito a un’eccessiva fatica.
4. Guida di un veicolo a motore non coperto da un’assicurazione che garantisca la responsabilità civile per i danni causati a terzi in seguito all’uso di tale veicolo.
5. Rifiuto di ottemperare alle ingiunzioni di un agente autorizzato in merito alla circolazione stradale.
6. Inosservanza delle norme riguardanti:
a
) la velocità dei veicoli;
b
) la posizione dei veicoli in movimento e il loro senso di marcia, il passaggio agli incroci, il sorpasso, il cambiamento di direzione e l’attraversamento dei passaggi a livello;
c
) le precedenze;
d
) la priorità di circolazione di alcuni veicoli, quali ad esempio i veicoli dei vigili del fuoco, le ambulanze, i veicoli della polizia;
e
) inosservanza dei segnali stradali e della segnaletica orizzontale, in particolare il segnale “Stop”;
f
) la sosta e la fermata dei veicoli;
g
) l’accesso di veicoli o di categorie di veicoli ad alcune strade, in particolare in ragione del loro peso e delle loro dimensioni;
h
) l’attrezzatura di sicurezza dei veicoli e del loro carico;
i
) la segnaletica dei veicoli e del loro carico;
j
) l’illuminazione dei veicoli e l’uso delle luci;
k
) il carico e la capienza dei veicoli;
l) l’immatricolazione dei veicoli, la targa e la sigla distintiva della nazionalità.
7. Mancanza di autorizzazione legale alla guida.

ALLEGATO II

1. Ciascuna delle parti contraenti può dichiarare di riservarsi di far sapere:
a
) che essa non accetta il titolo III o che essa l’accetta soltanto per quanto concerne alcune categorie di sanzioni o di provvedimenti di esecuzione;
b) che essa non accetta l’articolo 6 o che essa ne accetta soltanto alcune disposizioni.
2. Ciascuna delle parti contraenti può dichiarare che, per motivi d’ordine costituzionale, essa può accettare delle richieste di procedimento soltanto nei casi che siano precisati nella sua legislazione interna.


Atto del consiglio dell’unione €pea 17 giugno 1998
(in G.U.C.E. 10 luglio 1998 n. C 216).

Che stabilisce la convenzione relativa alle decisioni di ritiro della patente di guida
il consiglio dell'unione €pea:
visto il trattato sull'unione €pea, in particolare l'articolo K.3, paragrafo 2, lettera c),
considerando che, ai fini del conseguimento degli obiettivi dell'unione,  gli stati membri considerano l'esecuzione delle decisioni di ritiro della patente di guida una questione d'interesse comune che rientra nella cooperazione prevista dal titolo VI del trattato;
ha deciso che è stabilita la convenzione il cui testo è riportato nell'allegato, firmata in data odierna dai rappresentanti dei governi degli stati membri dell'unione raccomanda l'adozione di detta convenzione da parte degli stati membri secondo le rispettive norme costituzionali.

Convenzione stabilita in base all'articolo K.3 del trattato sull'unione €pea relativa alle decisioni di ritiro della patente di guida

Le alte parti contraenti della presente convenzione, stati membri dell'unione €pea, facendo riferimento all'atto del consiglio del 17 giugno 1998, considerando che ai fini della sicurezza stradale nell'unione €pea è della massima importanza adottare adeguati provvedimenti per l'esecuzione, a livello dell'unione,  delle decisioni di ritiro della patente di guida;
considerando che, a motivo della libera circolazione delle persone e dell'aumento del traffico stradale internazionale, spesso le decisioni di ritiro della patente di guida sono emanate da uno stato membro diverso da quello in cui il conducente risiede normalmente;
considerando che, ai sensi della direttiva 91/439/Cee del consiglio,  del 29 luglio 1991, concernente la patente di guida, le disposizioni nazionali in materia di ritiro, sospensione e annullamento delle patenti di guida dovrebbero essere applicate dallo stato membro nel cui territorio il titolare abbia la propria residenza normale;
considerando che i conducenti cui è stata ritirata la patente in uno stato membro diverso da quello della residenza normale non dovrebbero poter eludere gli effetti di tale misura quando si trovano nel territorio di uno stato membro diverso dallo stato dell'infrazione;
considerando che lo stato membro di residenza del titolare della patente dovrebbe pertanto applicare, relativamente alle infrazioni considerate particolarmente gravi, e a determinate condizioni, la decisione di ritiro della patente di guida emessa da un altro stato membro adottando misure che comportano il ritiro, la sospensione o l'annullamento della patente di guida;
considerando che il fatto di eseguire la decisione pronunciata da un altro stato membro dovrebbe implicare che vengano adottate le misure necessarie per sanzionare la guida di un veicolo a motore nel periodo di ritiro della patente conformemente al diritto dello stato membro dell'unione €pea nel cui territorio si verifichi questo fatto,

hanno convenuto le disposizioni che seguono:

Art. 1
Ai fini della presente convenzione si intende per:
a) “decisione di ritiro della patente di guida”: qualsiasi misura adottata a seguito di un'infrazione di norme della circolazione stradale che abbia l'effetto di revocare o di sospendere la patente di guida del conducente di un veicolo a motore e per la quale non sia più previsto il diritto di impugnazione. Detta misura può consistere in una sanzione principale, complementare o accessoria oppure in una misura di sicurezza e può essere adottata sia da un'autorità giudiziaria sia da un'autorità amministrativa;
b
) “stato dell'infrazione”: lo stato membro nel cui territorio l'infrazione di norme della circolazione stradale commessa ha dato luogo ad una decisione di ritiro della patente di guida;
c
) “stato di residenza”: lo stato membro nel cui territorio la persona che è oggetto della decisione di ritiro della patente di guida ha la residenza normale ai sensi dell'articolo 9 della direttiva 91/439/Cee;
d
) “veicolo a motore”: ogni veicolo conforme alla definizione di cui all'articolo 3, paragrafo 3, della direttiva 91/439/Cee.

Art. 2
Gli stati membri si impegnano a cooperare, ai sensi delle disposizioni della presente convenzione, affinché i conducenti che sono oggetto di una decisione di ritiro della patente di guida in uno stato membro diverso da quello in cui normalmente risiedono non eludano gli effetti di tale decisione lasciando il territorio dello stato dell'infrazione.

Art. 3
1. Lo stato dell'infrazione notifica senza indugio allo stato di residenza qualsiasi decisione di ritiro della patente di guida pronunciata per un'infrazione commessa nelle circostanze di cui all'allegato.
2. Ciascuno stato membro può concordare con altri stati membri che la notifica di cui al paragrafo 1 non abbia luogo in taluni casi in cui è applicabile l'articolo 6, paragrafo 2, lettera a).

Art. 4
1. Fatto salvo l'articolo 6, lo stato di residenza, che ha ricevuto la notifica ai sensi dell'articolo 3, applica senza indugio la decisione di ritiro della patente di guida pronunciata nello stato dell'infrazione secondo una delle seguenti procedure:
a
) applicando la decisione di ritiro della patente di guida direttamente, tenendo conto della parte del periodo di ritiro della patente di guida deciso dallo stato dell'infrazione eventualmente già eseguita in quest'ultimo stato,  o
b
) eseguendo la decisione di ritiro della patente di guida con una decisione giudiziaria o amministrativa alle condizioni di cui al paragrafo 2, o
c
) convertendo la decisione di ritiro della patente di guida in una decisione giudiziaria o amministrativa, sostituendo in tal modo, fatto salvo l'articolo 11, alla decisione dello stato dell'infrazione una nuova decisione secondo le condizioni di cui al paragrafo 3.
2. Lo stato di residenza, se applica la procedura di cui al paragrafo 1, lettera b):
a
) tiene conto della parte del periodo di ritiro della patente di guida deciso dallo stato dell'infrazione eventualmente già eseguito in detto stato ;
b
) può ridurre la durata del ritiro della patente di guida solo per farla coincidere con la durata massima prevista dal suo diritto nazionale per fatti di analoga natura;
c
) non proroga la durata del ritiro della patente di guida decisa dallo stato dell'infrazione.
3. Lo stato di residenza, se applica la procedura di cui al paragrafo 1, lettera c):
a
) è vincolato dall'accertamento dei fatti ove questi figurino esplicitamente o implicitamente nella decisione di ritiro della patente di guida dello stato dell'infrazione; 
b
) tiene conto della parte del periodo di ritiro della patente di guida deciso dallo stato dell'infrazione eventualmente già eseguita in quest'ultimo stato ;
c
) può ridurre la durata del ritiro della patente di guida per farla coincidere con la durata che, ai sensi del suo diritto nazionale, sarebbe stata applicata in relazione al caso in questione;
d
) non proroga la durata del ritiro della patente di guida deciso dallo stato dell'infrazione;
e
) non può sostituire la decisione di ritiro della patente di guida con un'ammenda o con qualsiasi altra misura.
4. Lo stato di residenza, allorché esegue una decisione di ritiro della patente ai sensi del presente articolo, determina, ove necessario, la data a decorrere dalla quale eseguirà detta decisione.
5. All'atto della notifica di cui all'articolo 15, paragrafo 2, ciascuno stato membro indica in una dichiarazione la procedura che intende applicare, fra quelle descritte al paragrafo 1, quando agisce in qualità di stato di residenza.
La dichiarazione rilasciata può essere sostituita da una nuova dichiarazione in qualsiasi momento.

Art. 5
L'applicazione di una decisione di ritiro della patente di guida ai sensi dell'articolo 4 lascia impregiudicata qualsiasi misura complementare di sicurezza della circolazione stradale che lo stato di residenza può adottare ai sensi della propria legislazione nazionale.

Art. 6
1. Lo stato di residenza rifiuta di applicare la decisione di ritiro della patente di guida nei casi seguenti:
a
) la decisione è già stata eseguita integralmente nello stato dell'infrazione;
b
) la persona che ha commesso l'infrazione ha già formato oggetto per gli stessi fatti, nello stato di residenza, di una decisione che è stata eseguita o è in corso di esecuzione;
c
) la persona che ha commesso l'infrazione avrebbe beneficiato di un condono generale o di un'amnistia nello stato di residenza qualora i fatti fossero stati commessi nel territorio di tale stato;
d
) il periodo di prescrizione della misura sarebbe scaduto ai sensi della propria legislazione;
e
) qualora, in particolari casi e circostanze, dopo aver ricevuto le informazioni fornite ai sensi dell'articolo 8, ritenga che la persona interessata non abbia avuto un'adeguata opportunità di difendersi.
2. Lo stato di residenza può rifiutarsi di applicare la decisione di ritiro della patente di guida quando:
a
) la condotta sanzionata nello stato dell'infrazione con il ritiro della patente di guida non costituisce infrazione secondo la legislazione dello stato di residenza;
b
) il periodo restante di ritiro della patente che potrebbe essere eseguito nello stato di residenza è inferiore a un mese;
c
) la decisione di ritiro della patente di guida è una misura non prevista dalla legislazione dello stato di residenza per i fatti all'origine di tale decisione pronunciata dallo stato dell'infrazione.
3. All'atto di trasmettere la notifica di cui all'articolo 15, paragrafo 2, o in qualsiasi altro momento, ciascuno stato membro può dichiarare che applicherà sempre, parzialmente o integralmente, il paragrafo 2 del presente articolo. In tal caso, gli altri stati membri non sono obbligati, ai sensi dell'articolo 3, a notificare allo stato membro che ha rilasciato tale dichiarazione le decisioni di ritiro della patente di guida di cui alla dichiarazione. La dichiarazione può essere ritirata in qualsiasi momento.

Art. 7
1. L'autorità competente dello stato dell'infrazione trasmette la notifica di cui all'articolo 3 all'autorità centrale dello stato di residenza.
2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, all'atto di trasmettere la notifica di cui all'articolo 15, paragrafo 2, ciascuno stato membro indica:
a
) l'autorità centrale o le autorità centrali che ha designato;
b
) le autorità competenti incaricate di presentare la notifica di cui all'articolo 3.

Art. 8
1. La notifica di cui all'articolo 3 è corredata dei seguenti documenti:
– informazioni utili sulla persona cui è stata ritirata la patente di guida;
– l'esemplare originale o una copia certificata della decisione di ritiro della patente di guida;
– una esposizione sommaria dei fatti e un riferimento alle disposizioni giuridiche dello stato dell'infrazione in base alle quali è stata pronunciata la decisione di ritiro della patente di guida, ove esse non figurino nella decisione;
– un attestato del carattere definitivo della decisione;
– informazioni sulla misura in cui la decisione di ritiro della patente di guida pronunciata dallo stato dell'infrazione è stata eseguita in tale stato,  inclusa la durata del ritiro e, se note, le date di inizio e fine del ritiro;
– la patente di guida, qualora fosse stata sequestrata.
2. Qualora la persona nei cui confronti è stata pronunciata una decisione di ritiro della patente di guida non sia comparsa fisicamente né si sia fatta rappresentare nel corso del procedimento, le notifiche trasmesse ai sensi dell'articolo 3 devono essere accompagnate dalla prova che detta persona ha ricevuto debita notifica del procedimento ai sensi delle disposizioni legislative dello stato dell'infrazione.
3. Ove le informazioni comunicate ai sensi dei paragrafi 1 e 2 siano ritenute insufficienti per adottare una decisione ai sensi della presente convenzione, in particolare qualora in particolari casi e circostanze si dubiti che la persona in questione abbia avuto sufficienti possibilità di difendersi, le autorità competenti dello stato di residenza chiedono alle autorità competenti dello stato dell'infrazione di fornire senza indugio le necessarie informazioni complementari.

Art. 9
1. Fatti salvi i paragrafi 2 e 3, non si richiede la traduzione della notifica di cui all'articolo 3, né quella dei documenti di accompagnamento di cui all'articolo 8 o di altri documenti relativi all'applicazione della presente convenzione.
2. All'atto di trasmettere la notifica di cui all'articolo 15, paragrafo 2, qualsiasi stato membro può dichiarare che i documenti di cui al paragrafo 1 trasmessigli dallo stato dell'infrazione devono essere corredati di una traduzione in una delle lingue ufficiali delle istituzioni delle comunità  €pee da esso indicata nella sua dichiarazione.
3. Fatto salvo il documento di cui all'articolo 8, paragrafo 1, secondo trattino, i documenti di cui al paragrafo 1 del presente articolo non hanno bisogno di essere certificati.

Art. 10
Lo stato di residenza informa lo stato dell'infrazione di qualsiasi decisione adottata per quanto riguarda una notifica effettuata ai sensi dell'articolo 3 nonché la sua esecuzione e, qualora rifiuti di applicare una decisione di ritiro della patente di guida ai sensi dell'articolo 6, comunica i motivi di tale rifiuto.

Art. 11
1. La decisione dello stato di residenza non pregiudica il diritto dello stato dell'infrazione di eseguire il ritiro nel suo territorio per l'intero periodo da esso stabilito.
2. All'atto della notifica di cui all'articolo 15, paragrafo 2, gli stati membri possono dichiarare che, in qualità di stato dell'infrazione, non applicheranno il paragrafo 1 del presente articolo.
3. Lo stato dell'infrazione e lo stato di residenza esercitano le rispettive competenze ai sensi della convenzione in modo da assicurare che il periodo complessivo di ritiro, tenuto conto degli eventuali periodi di ritiro eseguiti nello stato di residenza per l'infrazione in questione, non superi il periodo di ritiro deciso in origine dallo stato dell'infrazione.
4. All'atto della notifica alla persona interessata della decisione di ritiro della patente, lo stato dell'infrazione che propone di applicare il paragrafo 1 ne informa contemporaneamente la persona interessata e nella notifica eseguita ai sensi dell'articolo 3 allo stato di residenza conferma di averlo fatto.

Art. 12
Ciascuno stato membro adotta le misure necessarie a consentirgli di sanzionare la guida di un veicolo a motore nel suo territorio quando il conducente è privato della patente di guida dallo stato di residenza, in applicazione della presente convenzione.

Art. 13
Le spese inerenti all'attuazione della presente convenzione sono a carico dello stato membro in cui si determinano.

Art. 14
1. La corte di giustizia delle comunità  €pee è competente a statuire su ogni controversia tra stati membri concernente l'interpretazione o l'applicazione della presente convenzione, ogniqualvolta detta controversia non possa essere risolta dal consiglio entro sei mesi dalla data nella quale esso è stato adito da uno dei suoi membri. La corte è inoltre competente a statuire su ogni controversia tra stati membri e commissione concernente l'interpretazione o l'applicazione della presente convenzione.
2. Con una dichiarazione effettuata all'atto della notifica di cui all'articolo 15, paragrafo 2, o successivamente, in qualsiasi momento, ogni stato membro può accettare che la corte  di giustizia sia competente a pronunciarsi in via pregiudiziale sull'interpretazione della presente convenzione.
3. Lo stato membro che effettui una dichiarazione a norma del paragrafo 2 precisa che:
a
) ogni giurisdizione di tale stato avverso le cui decisioni non possa proporsi un ricorso giurisdizionale di diritto interno può chiedere alla corte  di giustizia di pronunciarsi in via pregiudiziale su una questione sollevata in un giudizio pendente davanti a tale giurisdizione e concernente l'interpretazione della presente convenzione, se detta giurisdizione reputi necessaria una decisione su tale punto per emanare la sua sentenza, o
b
) ogni giurisdizione di tale stato può chiedere alla corte  di giustizia di pronunciarsi in via pregiudiziale su una questione sollevata in un giudizio pendente davanti a tale giurisdizione e concernente l'interpretazione della presente convenzione, se detta giurisdizione reputi necessaria una decisione su tale punto per emanare la sua sentenza.
4. Si applicano lo statuto della corte  di giustizia delle comunità €pee e il regolamento di procedura della corte  di giustizia. Ogni stato membro, che abbia o meno fatto una dichiarazione a norma del paragrafo 2, ha la facoltà di presentare alla corte  memorie od osservazioni scritte nei procedimenti di cui al paragrafo 3.

Art. 15
1. La presente convenzione è sottoposta agli stati membri per adozione secondo le rispettive norme costituzionali.
2. Gli stati membri notificano al segretario generale del consiglio dell'unione €pea l'espletamento delle procedure richieste dalle rispettive norme costituzionali per l'adozione della presente convenzione.
3. La presente convenzione entra in vigore novanta giorni dopo la notifica di cui al paragrafo 2 da parte dello stato membro che, essendo membro dell'unione €pea alla data dell'adozione, da parte del consiglio,  dell'atto che stabilisce la presente convenzione, procede per ultimo a detta formalità.
4. Sino all'entrata in vigore della presente convenzione, ciascuno stato membro può dichiarare, all'atto di trasmettere la notifica di cui al paragrafo 2 o in qualsiasi altro momento successivo, che la convenzione è applicabile, per quanto lo riguarda, fatto salvo l'articolo 14, nelle sue relazioni con gli stati membri che abbiano fatto la stessa dichiarazione. Tali dichiarazioni sono applicabili novanta giorni dopo la data del deposito.
5. La presente convenzione e le relative dichiarazioni si applicano soltanto alle infrazioni commesse successivamente alla sua entrata in vigore o alla data a decorrere dalla quale essa è divenuta applicabile tra gli stati membri interessati.

Art. 16
1. La presente convenzione è aperta all'adesione di ogni stato che diventi membro dell'unione €pea.
2. Fa fede il testo della convenzione nella lingua dello stato membro aderente stabilito dal consiglio dell'unione €pea.
3. Gli strumenti d'adesione sono depositati presso il segretariato generale del consiglio dell'unione €pea.
4. La presente convenzione entra in vigore nei confronti di ogni stato che vi aderisca novanta giorni dopo il deposito del suo strumento d'adesione ovvero alla data dell'entrata in vigore della presente convenzione, se questa non è ancora entrata in vigore al momento dello scadere di detto periodo di novanta giorni.
5. Agli stati membri aderenti si applica l'articolo 15, paragrafo 4.


Art. 17
Non può essere inserita alcuna riserva riguardo alla presente convenzione.

Art. 18
Per quanto riguarda il Regno Unito, le disposizioni della presente convenzione si applicano soltanto al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

Art. 19
1. Il segretario generale del consiglio dell'unione €pea è depositario della presente convenzione.
2. Il depositario pubblica nella gazzetta ufficiale delle comunità €pee lo stato delle adozioni, delle adesioni e delle dichiarazioni, nonché qualsiasi altra notificazione relativa alla presente convenzione.
In fede di che, i plenipotenziari sottoscritti hanno apposto le loro firme in calce alla presente convenzione. Fatto a Lussemburgo, addì diciassette giugno millenovecentonovantotto, in un unico esemplare in lingua danese, finlandese, francese, greca, inglese, irlandese, italiana, olandese, portoghese, spagnola, svedese e tedesca, ciascun testo facente ugualmente fede, e depositato negli archivi del segretariato generale del consiglio dell'unione €pea. Per il governo della repubblica italiana.


ALLEGATO

Comportamenti contemplati dall'articolo 3 della convenzione
1. Guida pericolosa o temeraria (comportante o meno incidenti con morti o feriti oppure situazioni di grave rischio).
2. Violazione degli obblighi che incombono ai conducenti di veicoli in seguito ad un incidente di circolazione (omissione di soccorso).
3. Guida di un veicolo sotto l'influenza di alcolici o di altre sostanze che alterino o indeboliscano le facoltà psicofisiche del conducente. Rifiuto di sottoporsi a prove relative all'assunzione di alcolici o stupefacenti.
4. Guida di un veicolo a velocità superiore a quella consentita.
5. Guida di un veicolo durante il periodo di ritiro della patente di guida.
6. Altri comportamenti che costituiscono un'infrazione per la quale lo stato dell'infrazione ha pronunciato una decisione di ritiro della patente di guida:  di durata pari o superiore a sei mesi;  di durata inferiore a sei mesi, ove ciò sia stato convenuto bilateralmente tra gli stati membri interessati. Si omettono le firme.

Revoca della patente di guida
– Art. 130 codice della strada. Come per la sospensione, così per la revoca della patente di guida il provvedimento è attuato dal prefetto o dai competenti uffici della motorizzazione civile secondo la procedura dell’articolo 219 codice della strada, anche questo modificato dal suddetto d.p.r. 575 del 1994, e può avere tre distinte previsioni:
a
) revoca amministrativa per cessazione dei requisiti (emessa dai competenti uffici della motorizzazione civile (non più dal prefetto);
b
) revoca come sanzione amministrativa accessoria di sanzioni penali (emessa dal prefetto del luogo della commessa violazione);
c
) revoca a seguito di incidente per violazione di una norma del codice della strada con danni alle persone (emessa dal prefetto del luogo della commessa violazione).
Nel primo caso il provvedimento di revoca è emesso dai competenti uffici della motorizzazione civile quando il titolare della patente di guida non sia più in possesso, con carattere permanente, dei requisiti fisici e psichici prescritti dall’articolo 119 codice della strada, quando il titolare, sottoposto alla revisione della patente ai sensi dell’articolo 128 codice della strada, risulti non più idoneo e quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno stato estero.
Negli altri due casi il provvedimento del prefetto (del luogo della commessa violazione) consiste in genere nella sospensione provvisoria della patente, nelle more di un procedimento penale in attesa della sentenza, fino ad un massimo di un anno; anche in questi casi il provvedimento definitivo di revoca deve essere comunque emesso dal prefetto entro quindici giorni dalla segnalazione dell’autorità giudiziaria che ha pronunciato la sentenza di condanna. Nel caso di proscioglimento il prefetto ordina la restituzione della patente, se era stato adottato il provvedimento di sospensione provvisoria.
La patente di guida è revocata dai competenti uffici della direzione generale della m.c.t.c.:
a) quando il titolare non sia in possesso, con carattere permanente, dei requisiti fisici e psichici prescritti dall’articolo 119 codice della strada;
b
) quando il titolare, sottoposto alla revisione ai sensi dell’articolo 128 codice della strada, risulti non più idoneo;
c
) quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno stato estero.
Allorché siano cessati i motivi che hanno determinato il provvedimento di revoca della patente di guida, l’interessato può direttamente conseguire, per esame e con i requisiti psichici e fisici previsti per la conferma di validità, una patente di guida di categoria non superiore a quella della patente revocata, senza che siano operanti i criteri di propedeuticità previsti dall’articolo 116 codice della strada per il conseguimento delle patenti delle categorie C, D ed E. Le limitazioni di cui all’articolo 117 codice della strada si applicano con riferimento alla data di rilascio della patente revocata.
– Art. 219 codice della strada. Quando, ai sensi del codice della strada, è prevista la revoca della patente di guida, il provvedimento è emesso dal competente ufficio provinciale della direzione provinciale della m.c.t.c., nei casi previsti dall’articolo 130, comma primo, del codice della strada e dal prefetto del luogo della commessa violazione quando la stessa revoca costituisce sanzione amministrativa accessoria, nonché nei casi previsti dall’articolo 120, comma primo, codice della strada (delinquenti abituali, professionali o per tendenza e coloro che sono o sono stati sottoposti a misure di sicurezza personale o alle misure di prevenzione previste dalla legge 27 dicembre 1956 n. 1423 e successive modificazioni e integrazioni, fatti salvi gli effetti riabilitativi, nonché alle persone condannate a pena detentiva, non inferiore a tre anni, quando l’utilizzazione del documento di guida possa agevolare la commissione di reati della stessa natura).
L’organo, l’ufficio o comando, che accerta l’esistenza di una delle condizioni per le quali la legge prevede la sanzione della revoca della patente, ne dà, entro i cinque giorni successivi, comunicazione al prefetto del luogo della commessa violazione. Questi, previo accertamento delle condizioni predette, emette l’ordinanza di revoca della patente, con l’intimazione all’intestatario di consegnarla, entro cinque giorni dalla notifica dell’ordinanza stessa, alla prefettura.
Dell’ordinanza si dà comunicazione al competente ufficio della direzione generale della m.c.t.c. per il tramite del collegamento informatico integrato (art. 129, comma terzo, codice della strada).
Come per la sospensione della patente, relativamente al prefetto competente si pone qualche problema.
Il primo comma dell’articolo 219, infatti, dispone che quando ai sensi del codice è prevista la revoca della patente di guida, il provvedimento è emesso dal prefetto del luogo della commessa violazione “quando la stessa revoca costituisce sanzione amministrativa accessoria, nonché nei casi previsti dall’articolo 120 comma primo”.
La competenza fa capo, pertanto, al prefetto del luogo della commessa violazione per l’emanazione dell’ordinanza di revoca nei due casi sopra specificati cioè:
a
) quando la revoca costituisce sanzione amministrativa accessoria come conseguenza di illeciti amministrativi, di fatti costituenti reati, di sentenza penale di condanna;
b
) quando si verifichi la mancanza dei requisiti morali, secondo le ipotesi formulate dall’articolo 120 comma primo.
Per quanto attiene ai casi concernenti la mancanza dei requisiti morali, la competenza attribuita al prefetto del luogo della commessa violazione è inconferente, poiché i casi medesimi non scaturiscono dalla violazione di norme, bensì dall’ac-certamento della mancanza di qualità personali nei titolari di patente di guida.
Al riguardo la competenza prefettizia si collega, invece, al luogo di rilascio della patente, giacche è a seguito di detto rilascio che gli uffici provinciali della direzione generale della m.c.t.c. sono tenuti a darne immediata comunicazione al prefetto per il tramite del collegamento informatico integrato e che lo stesso prefetto svolge i propri accertamenti per controllare la presenza, nel titolare della patente, dei requisiti richiesti dalla legge.
La mancanza di coordinamento fra le norme profila, perciò, nel comma primo dell’articolo 219 una competenza in contrasto con la situazione giuridica regolata, anche se, per vero, da ciò non sembrano scaturire effetti pregiudizievoli se non sotto l’aspetto del disordine normativo, rimanendo la disposizione del tutto inoperante.
In ordine al secondo caso compreso nella competenza del prefetto, quando cioè, la revoca della patente di guida costituisce sanzione amministrativa accessoria, si verifica la singolarità che il nuovo codice della strada prevede un’unica ipotesi di sanzione amministrativa accessoria costituita dalla revoca ed è quella di cui al secondo comma dell’articolo 218, per il quale: “chiunque durante il periodo di sospensione della validità della patente, circola abusivamente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire tremilioni a lire sedicimilioni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente e il fermo amministrativo per un periodo di tre mesi.

In caso di reiterazione della violazione, in luogo del fermo amministrativo, si applica la confisca amministrativa del veicolo.
L’articolo 130 codice della strada non prevede impugnativa avverso il provvedimento di revoca della patente di guida emesso dall’ufficio provinciale della direzione generale della motorizzazione civile per la ragione, emergente dalla stessa norma, che la revoca non ha carattere definitivo, potendo l’interessato, una volta cessati i motivi che hanno determinato il provvedimento interdittivo “direttamente conseguire, per esame e con i requisiti psichici e fisici previsti per la conferma di validità, una patente di guida di categoria non superiore a quella della patente revocata”. Non v’è dubbio, tuttavia, che, trattandosi di provvedimento amministrativo non ricorribile, l’ordinanza di revoca sia assoggettabile alla giurisdizione amministrativa.
Contro il provvedimento di revoca adottato, invece, dal prefetto per mancanza dei requisiti morali del titolare della patente l’articolo 120 codice della strada ammette al secondo comma, ricorso al ministero dell’interno senza, per altro, prefiggere alcun termine, ma aggiungendo che esso “decide entro sessanta giorni, di concerto con il ministro dei trasporti e della navigazione”. L’omessa fissazione di un termine non esclude, tuttavia, che la sussistenza di un termine per la proposizione del ricorso debba riconoscersi, siccome insito nella natura gerarchica dell’atto. Pertanto tale termine è di trenta giorni dalla data della notificazione o della comunicazione in via amministrativa o della piena conoscenza della ordinanza di revoca (art. 2 d.p.r. 24 novembre 1971 n. 1199).
Se il ricorso è accolto, il provvedimento stesso è revocato e la patente è restituita all’interessato; la restituzione è comunicata al competente ufficio della direzione generale della m.c.t.c.

Circolare  ministero dell'interno12 aprile 1997 n. 27.
Articolo 7 della legge 7 agosto 1990 n. 241. Comunicazione dell'avvio del procedimento.

Ai prefetti della repubblica loro sedi - al commissario del governo per la provincia di Trento - al commissario del governo per la provincia di Bolzano - al sig. presidente della giunta regionale della Valle d'aosta - e, p.c. al gabinetto dell'on. le ministro - al dipartimento della pubblica sicurezza - alla direzione generale dell'amministrazione civile - alla direzione generale degli affari dei culti - alla direzione generale dei servizi civili - alla direzione generale della protezione civile e dei servizi antincendi - Sede.
1. Si è avuto modo di acquisire notizia di diversi casi in cui il giudice amministrativo ha censurato provvedimenti prefettizi sotto il profilo della omessa comunicazione dell'avvio del procedimento ex articolo 7 della legge n. 241/1990.
In alcuni casi la circostanza è stata rilevata in sede di decisione di merito sul ricorso, in altri come elemento ritenuto di per sé idoneo a giustificare la provvisoria sospensione della esecuzione del provvedimento impugnato.
Anche in sede di esame dei ricorsi gerarchici avverso i provvedimenti di revoca della patente di guida ex articolo 120 del codice della strada (d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285), si è dovuto prendere atto delle eccezioni opposte dal ricorrente con riguardo alla violazione del richiamato articolo 7.
In ragione di ciò, si ritiene opportuno richiamare l'attenzione delle signorie loro su taluni indirizzi ai quali la giurisprudenza si è andata uniformando nell'applicazione della disposizione di legge in esame.
2. Dopo una iniziale fase di incertezza, si è consolidata la tendenza della giurisprudenza, sostenuta anche dalla dottrina, a configurare la omissione della comunicazione di che trattasi come vizio di violazione di legge, in grado di riflettersi sulla legittimità del provvedimento relativo e, perciò, di determinarne l'annullamento in sede di tutela giurisdizionale.
La norma e l'obbligo che ne consegue per la pubblica amministrazione hanno una portata tendenzialmente generale, riguardando la generalità dei procedimenti amministrativi, fatta sola esclusione per le ipotesi derogatorie espressamente disciplinate dalla stessa legge n. 241 del 1990 e per altre che la giurisprudenza ha iniziato ad enucleare in via interpretative.
3. Sotto il primo profilo, prescindendo dalla esclusione disposta dall’articolo  13 per taluni atti particolari (atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione), occorre evidenziare come sia consentito derogare all'obbligo della comunicazione “ove sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento”.
Le “ragioni di impedimento” legittimamente deducibili a giustificazione dell'omissione debbono essere oggettive (cioè, non imputabili alla stessa amministrazione procedente), determinanti (nel senso che il ritardo nella conclusione del procedimento sia in grado di compromettere l'interesse pubblico di volta in volta perseguito), non derivanti da difficoltà altrimenti ovviabili e specifiche (riferite, cioè, al caso concreto). Ovviamente, proprio perché l'omissione è giustificabile soltanto per la presenza di particolari condizioni, è necessario che queste ultime siano dedotte nel contesto della motivazione del provvedimento conclusivo del procedimento.
Non sembra, infatti, che “le particolari esigenze di celerità” possano essere riferite a categorie astratte di procedimenti, individuate aprioristicamente in relazione alla natura ed alla rilevanza degli interessi perseguiti dal provvedimento conclusivo.
Si richiama, in proposito, la sentenza n. 210 del 1995 del 29-31 maggio 1995 della corte  costituzionale che, con riguardo al provvedimento del questore di rimpatrio al comune di residenza ex articolo 2 della legge n. 1423 del 1956, ha escluso, condividendo gli indirizzi espressi dalla giurisprudenza amministrativa, che la natura del provvedimento possa giustificare una sottrazione generalizzata dello stesso all'obbligo di notiziazione del suo avvio, fatta salva la possibilità di dedurre in singole fattispecie circostanze idonee a comprovare “le particolari esigenze di celerità”. La stessa corte  (sentenza n. 57 del 1995) ha affermato che “il coinvolgimento dei soggetti interessati e il momento di partecipazione che ne deriva si pongono come fase indefettibile di un procedimento che può concludersi con la applicazione di una misura afflittiva”.
Ne consegue che la pubblica amministrazione è legittimata a derogare all'obbligo della comunicazione soltanto in presenza di specifiche circostanze, ragionevolmente deducibili a giustificazione di una particolare esigenza di celerità del procedimento.
A parte tale ipotesi derogatoria, la norma (comma secondo dell’articolo 7) fa espressamente salva la facoltà dell'amministrazione di adottare, anche prima della effettuazione della comunicazione dell'avvio del procedimento, provvedimenti cautelari (sequestro, sospensione, eccetera), cioè provvedimenti per loro stessa natura provvisori. È evidente che, in questo caso, non viene meno l'obbligo della comunicazione, consentendosi soltanto l'adozione, nelle more, della misura cautelare.
4. Oltre alle ipotesi derogatorie testé esaminate, che trovano il loro fondamento nella esplicita previsione normativa, la giurisprudenza ha avviato un processo di progressiva enucleazione di altre fattispecie procedimentali sottratte all'obbligo della comunicazione in questione.
Si tratta di fattispecie, in alcuni casi chiaramente individuate, in altri ancora oggetto di approfondimento da parte della giurisprudenza.
Tra le prime, sono da annoverare certamente quelle relative al procedimento espropriativo, al procedimento disciplinare, nonché al procedimento di applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie.
Con specifico riguardo a quest'ultima fattispecie, la garanzia offerta dalla contestazione immediata o dalla notificazione del verbale di accertamento dell'illecito, secondo le disposizioni generali recate dalla legge 24 novembre 1981 n. 689, può certamente essere ritenuta assorbente di quella assicurata dalla legge n. 241 del 1990.
Se, dunque, sembra ormai acquisito l'orientamento favorevole alla esclusione dell'obbligo di cui trattasi nelle ipotesi in cui l'ordinamento già preveda “strumenti partecipativi diversi e peculiari”, lo stesso non può ancora dirsi per i procedimenti strumentali all'adozione di atti vincolati, per quelli per i quali l'effettiva possibilità dell'interessato di partecipare al procedimento si realizzi comunque di fatto a prescindere dall'espletamento dell'adempimento formale, e per le altre fattispecie individuate, ai fini dell'esclusione, da pronunce giurisprudenziali non ancora sufficientemente stabilizzate.
In ragione di ciò, ed in attesa del consolidarsi degli indirizzi giurisprudenziali, si evidenzia la necessità che, fuori delle ipotesi derogatorie espressamente previste dalla legge e richiamate al punto tre della presente circolare e dei procedimenti di per sé muniti di adeguate garanzie partecipative, l'adempimento formale di che trattasi venga comunque curato, così prevenendo ogni rischio di invalidazione dell'atto finale da parte del giudice amministrativo.
5. Tutto ciò premesso, si evidenzia l'opportunità di richiamare, nelle forme ritenute più opportune, l'attenzione dei funzionari preposti ai diversi uffici, perché curino gli adempimenti loro rimessi dalla legge, garantendo in tal modo, con la applicazione degli istituti partecipativi, la trasparenza delle procedure e la salvaguardia degli atti dell'amministrazione dai rischi di censure giurisdizionali.

Circolare  ministero dell'interno 21 maggio 1997 n. 37.
Massimario dei pareri sui quesiti delle prefetture. Codice della strada

– Decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 (nuovo codice della strada). Articolo 120, legge 13 dicembre 1989 n. 401; articolo 6: divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono competizioni agonistiche; non assimilabilità alla misura di prevenzione.
Il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono competizioni agonistiche, di cui all’articolo  6 della legge 13 dicembre 1989 n. 401, rientra nel novero dei cosiddetti ordini di polizia e, non delle misure di prevenzione strictu sensu disciplinate dalla legge n. 1423 del 1956 e successive modificazioni e integrazioni.
Ne deriva che la osservanza dei principi di tipicità e nominatività dei provvedimenti amministrativi, nonché del principio di legalità che presiede alla interpretazione delle leggi, non permette di riconoscere al divieto di accesso ex articolo 6 della legge n. 401 del 1989 quella efficacia preclusiva sulla patente di guida che la norma del codice della strada riconosce esclusivamente ai provvedimenti disciplinati dalle leggi speciali.
(In senso conforme alla massima si è pronunciata l'avvocatura generale dello stato con parere del 5 maggio 1997)

– Decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 (nuovo codice della strada). Articolo 120: affidamento in prova al servizio sociale; irrilevanza ai fini della valutazione dei requisiti morali.
L'esito positivo della misura dell'affidamento in prova al servizio sociale esplica la sua efficacia su di un piano di esclusivo rilievo penale determinando la cessazione di ogni effetto penale della condanna, e pertanto non incide sul procedimento amministrativo che - attraverso la verifica della sussistenza dei requisiti morali richiesti dall’articolo  120 del codice della strada - attiene al diverso profilo della salvaguardia della sicurezza collettiva.

– Decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 (nuovo codice della strada). Articolo 120: applicabilità della misura interdittiva della patente a persona assolta per vizio totale di mente e sottoposta a misura di sicurezza del ricovero presso ospedale psichiatrico giudiziale, successivamente revocata.
Nei riguardi della persona assolta per vizio totale di mente e sottoposta alla misura di sicurezza del ricovero presso un ospedale psichiatrico giudiziale, non è applicabile la revoca della patente di guida ai sensi dell’articolo 120 del codice della strada, qualora la misura sia stata revocata con provvedimento del magistrato di sorveglianza.
Nella fattispecie, infatti, sussistono i medesimi presupposti che hanno indotto a ritenere che - nella ipotesi di cui al comma secondo dell’articolo 202 cod. pen. (sottoposizione a misura di sicurezza per un fatto non previsto dalla legge come reato), a differenza di quella di cui al comma primo (sottoposizione a misure di sicurezza per un fatto previsto come reato) - l'interessato non può essere assoggettato alla misura interdittiva della patente qualora il giudice, ai sensi dell’articolo 207 cod. pen., abbia revocato la misura di sicurezza.
Ancorché il dispositivo della sentenza di assoluzione per infermità mentale (art. 530 cod. proc. pen.) richieda il riconoscimento in motivazione del fondamento dell'accusa e quindi presuppone un reato completo in tutti i suoi elementi, tuttavia, anche in tale caso risulta inapplicabile l'articolo 179 cod. pen., che consente la riabilitazione quando siano decorsi cinque anni dal giorno in cui la pena principale sia stata eseguita o siasi in altro modo estinta, in quanto manca nella fattispecie l'applicazione della pena: la mancanza di imputabilità costituisce, infatti, una causa personale di esenzione della pena.
(In tal senso cons. n. 3958 del 28 aprile 1997 dell'avvocatura generale dello stato).
(Omissis).

Circolare ministero dei trasporti e della navigazione14 maggio 1999 n. 27.
Revoca patenti di guida italiane convertite all'estero. Istruzioni operative.

Com'è noto, l'articolo 130, comma primo, del codice della strada (d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285), come modificato dall’articolo  11 del d.p.r. 19 aprile 1994 n. 575, prevede la competenza degli uffici provinciali della m.c.t.c. in materia di provvedimenti di revoca della patente di guida, fra cui quelli conseguenti alla conversione della patente italiana in equipollente documento rilasciato da uno stato estero.
Fino ad ora, tuttavia, tale funzione è stata materialmente svolta da quest'amministrazione centrale della m.c.t.c., che ha provveduto anche ad annotare nel sistema informatico l'ostatività (codice PC) relativa alla patente di guida convertita all'estero. Tuttavia, si sono verificate alcune difficoltà operative per gli organi di polizia che devono effettuare controlli sui documenti di guida convertiti o sui loro titolari. Di conseguenza, nel rispetto del principio di una migliore organizzazione del servizio, attuata mediante il decentramento operativo di funzioni nonché per dare piena attuazione al già citato articolo 130 del codice della strada (d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285), si dispone quanto segue. A far data dalla presente circolare le patenti italiane convertite all'estero seguiteranno, sulla base degli accordi di reciprocità stabiliti con gli stati esteri, ad essere trasmesse dalle autorità estere al ministero  dei trasporti e della navigazione - dipartimento trasporti terrestri - u.d.g. motorizzazione e sicurezza dei trasporti terrestri - MOT 5, che provvederà a sua volta ad inviarle successivamente ai vari uffici della m.c.t.c. della provincia in cui era stato rilasciato il documento. Tali uffici provvederanno ad inserire le annotazioni nel sistema informatico, secondo le istruzioni fornite dal manuale operativo.
Con l'occasione si rammenta, come già precisato dalla circolare prot. n. B5831/60D3 del 24 luglio 1995, che i provvedimenti di revoca non vanno notificati ai titolari delle patenti italiane convertite all'estero.

Circolare ministero dei trasporti e della navigazione20 marzo 2000 n. A11/2000/MOT.
Revoca della patente di guida per circolazione abusiva durante il periodo di sospensione della validità del documento di guida.

Nel supplemento ordinario alla gazzetta ufficiale n. 306 del 31 dicembre 1999, com'è noto, è stato pubblicato il d.lgs. 30 dicembre 1999 n. 507, entrato in vigore il 15 gennaio 2000 recante la depenalizzazione dei reati minori e la riforma del sistema sanzionatorio.
Tale testo legislativo, tra l'altro, all’articolo  19 ha depenalizzato il comma sesto  dell’articolo 218 del codice della strada (d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285), sostituendo le sanzioni penali già previste per i casi di circolazione abusiva durante il periodo di sospensione della validità della patente con la sanzione amministrativa pecuniaria e con le sanzioni accessorie della revoca della patente e del fermo amministrativo.